Il suicidio
di
beppino
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isabelle
“il suicidio e´ un gesto egoista, lo concepisco solo per i malati terminali che soffrono molto ma tu fatti coraggio, viaggia e occupati degli altri , ci sono tanti che hanno bisogno”
premetto che hai ragione su quando dici che il suicidio e un gesto egoista
ma nessuno penso vuole levarsi la vita per provare una sensazione nuova …
riguardo l altruismo cioe aiutare gli altri non penso che possa risolvere i problemi magari il viaggiare si ma siamo legati dal vole denaro non e che4 tutti i giorni si possono fare vacanze :_D
@filipo
non meriti nemmeno risposta …
forse tu hai avuto una vita splendida coccolato dai genitori fin da quando eri bambino magari con i soldoni e senza problemi …
ma non tutti hanno la tua fortuna riguardo alla pigrizia e la codarderia penso che poki sew non nessuno stia li a crogiolarsi aspettando l ispirazione per il grande gesto
chi piu chi meno lavora studia insommavive anche se in un mondo forse non fatto per lui / lei
quindi hai detto un sacco di fregnacce per non dire qualcosa di piu offensivo 😀
elena
zau bella come va ?? sei riuscita a parlare dei tuoi problemi con qualcuno che so il tuo ragazzo ??
che ti ha detto
dai un saluto smack alle fanciulle 😀
a stanchissima 2
@Luna
oggi vedevo studio aperto i giovani hanno scoperto il nuovo metodo per sballarsi “bevono” i super alcolici dagli okki …
altro che mijorare un grazie a sti 4 politici di m…. con il loro proibizionismo ….
x info cerca Eyeballing su google ^__^
Ciao 🙂
Isabelle: quando una persona che ha pensato al suicidio ed evidentemente non lo ha agito o non è riuscito a portarlo a termine perché è stato salvato in qualche modo o ha sbagliato la dose riesce a rientrare nel suo flusso emotivo e in quello del mondo, riesce a “riconoscersi” innanzitutto e quindi ha energie per tornare in sintonia con il mondo e a fare anche del bene agli altri penso che sia molto felice di farlo. Il problema è che nel momento in cui diciamo che il suicidio è un atto egoista forse non ci rendiamo conto che questa affermazione è una contraddizione:
è egoista nella misura in cui in quel momento non è in grado di vedere il dolore degli altri o ne dà persino un’altra interpretazione (“se me ne andrò si sentiranno liberati da un peso”, “se me ne andrò non soffriranno più a causa della mia depressione”, “se me ne andrò non se ne accorgerà nessuno”, “se me ne andrò potranno incassare la mia assicurazione sulla vita e quindi anche se un po’ piangeranno per me avranno una maggiore sicurezza economica” ecc… motivazioni che tendono a mettersi nella testa e nel cuore degli altri… io personalmente ero a casa dei genitori di un amico che si era suicidato, il giorno dopo, ed è ovvio che lui non era stato in grado di rendersi conto del reale effetto che il suo gesto ha causato sugli altri…
Ma cosa significa il termine egoista?
@Per egoismo si intende un insieme di comportamenti finalizzati unicamente, o in maniera molto spiccata, al conseguimento dell’interesse del soggetto che ne è autore.
Ma perdere il proprio istinto di autoprotezione sino a darsi la morte, convincendosi di farsi un favore, è: interesse del soggetto che ne è autore?
Le persone che pensano di farsi un favore è ovvio che mi risponderanno di sì. E chi rifiuta il concetto di essere depresso, o che la depressione sia una malattia pure. Anche chi preferisce pensare “ho le rotelle a posto ma mi ammazzo” piuttosto che andare da uno psicologo e sentirsi dire che ha le rotelle a posto, infatti, ma adesso sta male, e farsi aiutare.
Vedi questi paradossi, Isabelle? Se ci dicessero: o ti metti la testa nel cesso o ti sparo nella tempia credo che molti di noi metterebbero la testa nel cesso. Non sarà bello, ma posso sempre lavarmi la faccia. mentre una pallottola nella tempia…
Però l’idea di andare da uno psicologo può sembrare peggio che mettere la testa nel cesso. “PIuttosto mi sparo, ma non chiedo aiuto, perché preferisco convincermi che non valgo, anche se non è vero, piuttosto che pensare che ho bisogno del dottore.
(Elena ho fatto un esempio un po’ eclatante per rendere il concetto del non chiedere aiuto. A me dispiace che tu stia male, e non sto giudicando come senti il tuo male)
Mi verrebbe anche da dirti, Isabelle, che nel momento in cui la depressione conduce al suicidio è una malattia terminale (malato terminale: paziente che entra nella fase irreversibile di una malattia mortale. Nel momento in cui ti stai ammazzando direi che avviene questo).
Isabelle, io ovviamente non ti sto dando torto sul concetto positivo che intendi esprimere. Sono d’accordo su quel concetto positivo.
E quando una persona muore anche se ci abbandona involontariamente proviamo dolore, sgomento, sentiamo la sua mancanza, e proviamo una sorta di rabbia da abbandono (perché te ne sei andato? perché non sei più qui con me?), una rabbia che è indirizzata in realtà verso il concetto stesso di quella caducità, che tutti sappiamo esistere, ma che non per questo ci sconcerta meno.
La tua amica è morta, giovanissima. Non la piangeresti ancora, dopo tutti questi anni, se non se ne fosse andata “per sua volontà”?
Non la piangerebbe la sua famiglia?
Si potrebbe obiettare certo che lei ha scelto, non è stata portata via da un maledetto, bastardo, caso.
Che il dolore e lo sgomento hanno avuto un’altra cosa in più con cui fare i conti, e in maniera differente. Che le persone si saranno chieste miliardi di volte: cosa avrei potuto fare perché ciò non avvenisse?
in cosa ho mancato io?
Io ho perso degli amici. E non importa quanti anni siano passati dalla loro morte, li ricordo con dolore e con affetto, e ancora oggi mi sembra assurdo che non ci siano più. E ricordo anche l’ultima volta che li ho visti. Di uno ricordo anche il fatto che stavo lì all’ospedale quando qualcuno è uscito a dirci: mi dispiace…
Dei due che non ci sono più perché si sono impiccati penso le stesse cose. Non penso: sono stati egoisti perché hanno scelto. Penso che la loro morte è stata altrettanto ingiusta e violenta. Penso che avevano una malattia che in quel momento li ha uccisi. Che se fossero guariti sarebbero ancora qui, ma in quel momento è stata una malattia teminale. Anche se era curabile. Non penso al loro egoismo, penso alla loro disperazione. Penso che quando avevo 19 anni e uno dei due si è ucciso non ho pensato che era egoista. Mi sono chiesta: quindi chiunque può farlo?
Io non li giudico. Dopo 20 anni penso però che è un peccato che non abbiano visto questa giornata di sole e che non siano riusciti a sentire ancora il sole sulla pelle. E non è retorica. Penso che è ingiusto e orribile che non siano riusciti, veramente, a darsi il tempo. Penso che tutti i giorni possiamo incrociare per strada persone che pensano al suicidio e non lo sappiamo, come la ragazza che incontravo all’università. Penso, Elena, che avrei voluto che lei lo dicesse a qualcuno che stava male e aveva paura. A qualcuno che era in grado di aiutarla a capire che forse quello che sembrava insormontabile non lo era. E che non è necessario avere qualche rotella fuori posto per stare male o sentirsi in un labirinto.
FILIPPO: è vero, ognuno nel suo piccolo può fare delle cose per migliorare la sua vita e migliorare il mondo, ne sono convinta.Però dimentichi una cosa: che spesso chi pensa al suicidio, qualsiasi sia il motivo, ha perso la sua percezione di avere il diritto, prima che il dovere, di stare al mondo. E non riposa: è paralizzato dalla paura.
ELENA,cara esprimiti come ti pare tanto si capisce cosa vuoi dire ,ognuno di noi lo fà come può.EME LUNA concordo con voi e un pò anche con Birillo ,oggi non mi và di scrivere 🙁 Filippo io preferisco non risponderti ignorarti proprio ,persone come te sfortunatamente ce ne sono parecchie.Un bacione a tutti :-))))) Marquito.. 🙂 Alberto che fine hai fatto ?
ciao marina, scusa, è che non è un bel periodo…
Ciao Birillo,
NO non posso parlarne con il mio ragazzo, o con qualsiasi altra persona, non capirebbero e mi prenderebbero per una pazza e soprattutto perderei le persone a cui voglio più bene! non posso!
l’unica persona che sanno tutto della mia vita è la mia amica, è l’unica persona di cui mi fido veramente.
Voi come va?
Ciao esme
Ciao Luna
Ciao marina
Baci
Cara Luna , nessuno ha il dovere di stare al mondo ( il diritto , invece , ce lo hanno tutti).
Un bacio dall’oscurità
BIRILLO: non avevo sentito questa cosa terribile. Ma cosa c’entra il proibizionismo? dici che se vendessero le sostanze al banco, in forma di collirio, non se le metterebbero negli occhi?
Non sto facendo ironia su questa cosa terribile che hai detto, ma non capisco cosa c’entra il proibizionismo. Se delle persone si sballano il problema sta a monte, prima che nella sostanza, comunque. Conosco persone che fanno informazione ai giovani in questo senso, cercando anche di ascoltare per quale motivo si sentono attratti dall’alcool o dagli stupefacienti. E il loro non è un impegno inutile.
BUCK: :)))))))))))))))))))))))))))))))) ciaooooooooooo
il diritto sì, infatti, quindi direi che toglierselo è un peccato.
ELENA: ciao bella :)))) penso che alle persone che ti vogliono bene dispiacerebbe di più sapere che stai male ma che ti sei disintegrata interiormente senza dirlo loro. e tanto più dispiacerebbe loro perderti.
Senti, ho capito che la cosa non ti va per niente, ma davvero se tu andassi a parlare con una persona esterna, il famoso psicologo che non è per i pazzi, potresti parlare con qualcuno. con qualcuno che non ti giudica sicuramente e che, se dici la verità su come ti senti, non corri neanche il rischio di aver paura di perderlo.
Ti dico di più, potrebbe servire a ridimensionare le tue paure che sono anche tanto enfatizzate probabilmente dal fatto che le tieni per te e non sai come decodificarne il significato o trovare un modo per risolverle. Le tue paure non sono una cosa pazzesca, sono solo le tue paure, ma probabilmente uno psicologo sarebbe in grado di spiegarti che non sono pazzesche, appunto.
A me alla tua età parlare con qualcuno è servito. Anch’io non volevo saperne, pensando che fosse una specie di prova bollino che ero svitata 😛 invece nel momento in cui sono andata a parlare mi sono sentita rassicurare esattamente del contrario 🙂 cioè che provavo malessere, per delle specifiche ragioni, ma che quel malessere era risolvibile affrontando quelle ragioni attraverso le MIE risorse. Magari un giorno, quando ti deciderai ad affrontare la cosa, parlandone con chi ti può aiutare a dipanare questa matassa, ti dirai: ma non potevo farlo prima, che mi risparmiavo un sacco di stress???
Però comprendo anche benissimo che devi sentirtela tu. Solo, ecco, mi dispiace che sia un luogo comune fintissimo come l’equazione “psicologo uguale cosa per gli svitati” a frenarti. Questo è proprio un peccato. Lo psicologo non è assolutamente per gli svitati. E chissà quante persone intorno a te, che non lo diresti mai, ci sono andati almeno una volta e ne hanno tratto giovamento, ma tu non lo sai.
baci
Elena
zau bella 🙂
forse hai ragione il ragazzo non e la persona piu adatta per parlare
magari e giovane e come la maggior parte dei giovani pensa solo a divertirsi … anche se magari un domani potrebbe essere l uomo della tua vita e secondo me un rapporto si basa sulla sincerita ma forse e ancora troppo immaturo per capire i tuoi problemi ..
be e gia buono che hai parlato con la tua amica lei che ne pensa oltre che dovresti andare da uno “strizzacervelli”
comunque secondo me la cosa mijore che fai adesso e impegnarti per levarti la maturita di mezzo e poi magari potresti pensare di andare a convivere dal tuo ragazzo .. ( sempre se reputi che lui sia la persona giusta per te) ma anche non lo fosse ti farebbe vivere serenamente per un po di tempo
premetto che non ricordo bene il tuo problema l unica cosa che ricordo e che i tuoi genitori ti considerano uno sbaglio
bu dai saluto a tutti/e smack alle fanciulle 😀
a stanchissima 2
Ben detto buck!