Il suicidio
di
beppino
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DAGO, ieri ho accettato un cambio di impostazioni proposto da FB, chissà che ho combinato….pero’ ti vedo “forte e chiaro”. Ceciliaeffe, ciao, com’é stato il risveglio?
io ti consiglio di cambiar vita .
PASCIULLO io ti consiglio di cambiare sito
ciao Io91, mi dispiace di ciò che ho letto. sei giovanissima ed è facile alla tua età essere deboli fino alle idee suicide. mi rendo conto perfettamente del fatto che ti è cascato il mondo addosso e che ti sei sentita fuori posto nel momento in cui i tuoi genitori ti hanno detto che esisti per sbaglio. questo ti ha provocato una crisi di identità e ora hai rancore con loro e vorresti punirli togliendoti la vita. non giudico la tua scelta come fa la tua amica ma credo che ce la puoi fare, cioè puoi tirarti su, lo so lastrada è lunga e faticosa. anch’io alla tua età mi sentivo non voluta e quindi meditavo il suicidio, lo medito ancora ma comunque credo che tu possa superare tutto questo. se poi dici che va tutto a rotoli, il lavoro e la scuola allora ascolta una di trent’anni che ha vissuto molti insuccessi sia nel lavoro che nella scuola, si campa lo stesso, pian piano troverai la forza della vita come dice la canzone, anch’io provo un grande vuoto dentro perchè non mi sento voluta e accettata ma vado avanti lo stesso perchè è questo che desidero. non ci si deve vergognare se non si è bravi a scuola o se non si è il massimo della bravura al lavoro. ognuno di noi è quello che è e ha delle risorse dentro da sfruttare e tanto da dare agli altri. forse tra qualche anno quando avrai superato tutto questo e desidererai anche un bambino. se ti va lasciami la tua mail e possiamo fare due chiacchiere. sai che ci sono tante persone che non hanno raggiunto alti livelli eppure vivono di truffe, a scuola copiano di brutto e si laureano anche se sono gravemente ignoranti, vivono di assistenzialismo, di furberie eccetera e non si fanno venire le crisi esistenziali per non essere brillanti.
ti saluto e un saluto a tutti
MARINA: 🙂
non conosco Pasciullo, non so se ci sono precedenti, non so perché hai risposto in maniera così diretta (bella tosta, in senso buono), e forse ti ha dato fastidio la semplificazione, il fatto di passare, mettere là una riga, e ciao. A parte che non ho manco capito a chi lo diceva.
Ripeto, non lo so e non mi impiccio nel vostro scambio di battute.
Ma, uscendo dallo scambio di battute, come concetto generale, ammesso e concesso che quando uno sta male non ce la fa a pensare a cambiar vita perché gli è già difficile cambiarsi un calzino (non sono ironica, dico per rendere l’idea), non sei d’accordo che a volte è vero che si tratta di cambiare vita?
nel senso personale che questo concetto può assumere per ciascuno di noi, ovviamente.
ma a volte quando stiamo male non c’è, oltre che in noi, qualcosa nella nostra vita che non va, e individuarlo e cambiarlo non può farci bene? Rinascere, in qualche modo, cambiare prospettive, abitudini, progetti, rapporti, posti. Per alcuni cambiare vita significa: prendersi più cura di sè o accettare il proprio diritto di rompere delle catene (magari di aspettative degli altri proiettate su di sè, o giudizi, o ruoli e copioni che sembrano immutabili ma non lo sono ecc).
C’è chi dice persino (e non credo sia una cazzata) che al nostro cervello fa bene cambiare il tragitto per andare al lavoro. Che persino una banalità come questa, a volte, può essere uno stimolo, darci una rinfrescata ecc.
La mia è una riflessione assolutamente aperta, eh.
Tu che ne pensi?
baci!
un consiglio x stare bene con voi stessi: vivete e lasciate vivere…il sole c’e per tutti!
LUNA, ciao :-). Tu, forse, non lo sai ma, ogni tanto, piomba qui qualche losco figuro che con frasette del tipo “io posso cambiare la tua vita”, “credici….i posso fare molto per te” etc etc etc pensa di attirare l’attenzione di chi sta male e, poi, di riempirsi le tasche sfruttando il malessere altrui con manovre di Mamma-Ebesca memoria.
Ormai sono rari ma lo stile è sempre lo stesso: una riga, no destinatario.
Comunque condivido ciò che scrivi. Cambiare le abitudini, spezzare catene di aspettative troppo pesanti per le nostre spalle, saltare oltre i sensi di colpa che i cambiamenti, a volte provocano, riempire lo smarrimento che non si può non provare di fronte al nuovo con nuovi progetti, nuove aspettative non può che far bene in un processo di ricostruzione. Non si può lavorare sulle sole macerie. A volte è pericoloso rimettere in piedi ciò che è già crollato una-due chissà quante volte.
Certo…..è difficile.
Scattano (possono scattare mille paure) tutte quelle paure che ci portiamo dietro come un’ombra, i sensi di colpa che attiriamo come calamite, gli accidenti di chi ti accuserà di essere un egoista, voltagabbana, incosciente se non folle, pazzo, da rinchiudere.
Bè, svegliarsi un mattino e rivoluzionare la propria esistenza è un gesto vagamente folle, in effetti (sempre ammesso che se ne abbia la forza). Si rischia di fare più danni di quelli che si vorrebbero evitare per un eccesso di energia che potrebbe darti la scossa e lasciarti a terra.
Si può cominciare dalle piccole cose. Dalle importantissime cavolate. Cambiare strada se un certo percorso riporta alla mente episodi spiacevoli, cambiare stile di vita, cambiare poco a poco tutto il corredo di una vita che vita non era.
Per poi trovarsi completamente cambiati. E a quel punto, forse, riuscire a riconoscere sè stessi e riuscire a ritrovarsi in sè stessi.
LUNA ciao ,come puoi ben vedere ha risposto Eme prima di me ,quindi non ho altro da aggiungere ,eh eh.. ne è apparso un’altro e questo mi fà incazzare ,perchè sono frasi buttate là senza senzo alcuno se non (quello che penso io )prendere per i fondelli le persone che soffrono.Riguardo a cambiare vita non sono d’accordo ,io penso che si possa affrontare la vita quella che si vive in questo momento ,soltanto viverla con più serenità.Come faccio io a sapere se sono serena se cambio strada per andare a lavoro o non vado da quella parte perchè mi fà male ecc. ,allora significa evitare le cose che ci fanno stare male? No io mi farò anche del male ma preferisco combattere tutto ciò ,soltanto dopo potrò dire ho cambiato il mio modo di vedere la vita ,attenzione non ho cambiato vita .Scusa il mio giro di parole ,bè non sò se hai capito il concetto :)Anni indietro la pensavo come te e Eme volevo cambiare vita avrei pagato oro per farlo ,poi ho capito che quella non era la strada giusta e meno male .Naturalmente questo vale per me soltanto per me .un bacio tesoro ,un bacione a Eme 🙂
MARINA: sì, sì, immaginavo, come dicevo, che ci fosse un motivo 🙂
“Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso modificare e la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre”
a me questa frase (non necessariamente con invocazione a Dio) non dispiace 😉
bacinooooo 😀
Penso si tratti di una questione di cocciutaggine mescolata con la cazzutaggine.
Parecchi combattimenti rischiano di trasformarsi in lotte contro i mulini a vento.
Parecchi altri, invece, possono dare un buon esito.
Io, in questa fase, sto cercando di imparare a distinguere. Di imparare a combattere se ha un senso combattere e a tagliare rapidamente la corda se vedo mulini in lontananza….
Se ho un progetto, un sogno, un desiderio combatto perchè ha un senso combattere.
Se devo dimostrare a me stessa che non sono la pappamolla che scappa perchè vede l’ombra del BAU che fa BUUUU….eh no…imparo a convivere con la mia pappamollaggine ma non mi trasformo in una wonder woman.
Lo so, di certo il mio non è un comportamento cocciuto (nè, tantomeno, cazzuto).
E’ un modo che ho trovato per combattere una battaglia che non è contro di me ma pro me. Una battaglia che non implica atti di forza ma solo atti volti ad aiutarmi nella ricostruzione.
In certi casi occorre essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie debolezze prima di andarsi ad infilare in situazioni che potrebbero rendere una bella medaglia alla memoria della propria stabilità mentale.
Se percorrere una strada mi provoca un disagio e posso compiere un percorso alternativo bè, cambio strada. Si…..potrei mettermi ko a scervellarmi sul perchè o il per come quella strada mi fa stare male, fare violenza su me stessa e percorrerla a costo di rischiare il panico per poi poter dire “Brava Eme” mentre le ginocchia fanno Giacomo Giacomo e non vedo l’ora di andarmene da lì.
Ma, sinceramente, chi me lo fa fare?
Naturalmente parlo della fase in cui sono ora.
Una fase in cui non ho energia da vendere e voglio usare al meglio quella che ho in dotazione.
Basta lotte con me stessa per dimostrarmi una forza che non sempre ho e che, in ogni caso, vorrei impegnare (anche) in qualcosa di più sereno, tranquillo e costruttivo della lotta perpetua per adattare me stessa alla vita e la vita a me stessa.
Basta lotte con quegli altri (marci) che tali sono e tali resteranno indipendentemente dai miei sforzi.
Un bacio Marina guerriera 😉