Il suicidio
di
beppino
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ELENA dopo il lavoro fai capolino qui…magari anche solamente per
scrivere 2 parole,non andresti certo via con la coda fra le gambe,sono
sicuro,anzi strasicuro che ne trarresti giovamento tu e anche noi..
Per quanto riguarda il ponte…potra’ anche essere bello,ma magari a
lungo andare la sua vista stanca… 😉 un saluto a tutti.
DAGO44
Scusa se mi permetto Elena ma sarebbe una gran fortuna se tu riuscissi a diventare “egoista”. Uso le virgolette perchè il termine, in realtà, non è il più azzeccato. Chi parte dal livello più basso di autostima, di considerazione di sè, rischia di perdere la concezione di sè e di adottare quella altrui.
Gli altri ti vedono (o tu ritieni che gli altri ti vedano) come un rifiuto?
Allora tu ti vedi come un rifiuto indipendentemente da cosa penseresti di te se ti guardassi con i tuoi occhi.
E un rifiuto non ha diritto di parola, di pensiero, di azione, non ha diritto ad uno spazio nè, tantomeno, ad un minimo di tempo e di attenzione.
Un rifiuto si sente fuori luogo ovunque e in compagnia di chiunque.
Si mette a disposizione di tutti perchè cerca continuamente un perchè ad un’esistenza che percepisce come inutile, superflua, abusiva, clandestina. Sbagliata!
Nel momento stesso in cui alza minimamente la testa, non fosse altro che per avere un pensiero di autodistruzione, si vede come egoista.
In realtà ha semplicemente pensato. Ha pensato in negativo, in modo totalmente autodistruttivo ma ha pensato.
Il che significa che il rifiuto non è tale.
E’ un individuo pensante finito nel contesto sbagliato, in una famiglia in cui il livello di violenza è pauroso.
Spesso è difficile prendere le dovute distanze da una situazione del genere. Per motivi di età, per l’assenza di un lavoro che consenta di vivere da soli. E spesso non basta prendere le distanze perchè ciò che si vorrebbe sarebbe anche un’ammissione di colpa e delle scuse per gli anni di merda che si è stati costretti a vivere e per quelli che si rischia di vivere se non si affronta la situazione.
Certi traumi condizionano l’esistenza e non spariscono schioccando le dita e mettendo trecento km tra sè e gli autori del trauma. Se ne può limitare gli effetti, certo.
Ma è un lavoro molto impegnativo, che bisogna voler svolgere e che può riuscire solo, per davvero, si diventa egoisti quel tanto che basta da piazzare un vaff…..al momento opportuno e scaricare la carica di energia non dentro di sè ma al proprio esterno.
Il momento opportuno….ognuno sa da sè qual’è. A volte sta nel decidere di smettere di sognare di poter drizzare le gambe ai ragni e guardare in faccia la realtà, guardare i propri genitori per qulli che sono e stabilire ciò che sono in base ai fatti e alle parole che insistono a pronunciare. Se sono stronzi non è colpa tua. Forse non è neppure colpa loro….. Ma non è un tuo problema! E’ il loro
Il tuo problema è affrontare, arginare e risolvere il disastro che LORO hanno combinato.
Diventa egoista per davvero, Elena. E’ il miglior augurio che ti posso fare!
L’insicurezza, la timidezza, la sensazione di essere avulsi dal contesto che si sta vivendo potrebbero far sempre parte di te. Così come, invece, potresti affrontarle, curarle, superarle e guardarle con tenerezza, in futuro.
Ognuno è un caso a sè.
Ciò che credo è che (a meno che tu non sia perseguitata da una sfiga cosmica 🙂 potrebbero crearsi situazioni in cui potresti stare bene, potresti, finalmente, sentirti nel posto giusto con le persone giuste. Persone che non saranno i tuoi genitori ma saranno altrettanto importanti se non, addirittura, più importanti.
Hai 19 anni. I genitori sono il tuo punto di riferimento anche perchè una timidezza indotta, provocata, ti ha impedito di mettere il becco nel mondo.
Ma sono un punto di riferimento evidentemente marcio e malato alla radice da cui prendere le dovute distanze mettendo un bel paletto, una griglia, un muro di cemento armato tra te e loro.
E, chissà, magari, a quel punto, potrebbero essere i tuoi genitori a porsi qualche domanda oltre a vomitare un sacco di cazzate.
Gilda :-), tutta quella tempesta di paura e di malinconia che ti si è scaternata dentro non è altro che l’aspetto fregatura del tuo essere una persona sensibile ed estremamente ricettiva quando si parla di tragedie e di disgrazie.
Conosci quelle tragedie e quelle disgrazie e hai una paura motivata.
Sto dicendo una banalità, lo so.
Ma è la verità.
Ed è il motivo per cui ci sono persone che ti vogliono bene come se fossero i tuoi genitori anche se non ti hanno messo fisicamente al mondo.
Ti pare poco ;-)???.
Un abbraccio stellina.
ELENA: ciao 🙂
che grande imbroglio ci crea dentro il fatto di domandarci se siamo all’altezza o di non sentirci all’altezza…
ed è peraltro una cosa molto comune. Penso che a quasi tutti, se non a tutti sia capitato di sentirsi così nella vita. E a volte può capitare in una maniera così acuta e devastante…
No, non sto sottovalutando come ti senti quando ti dico che capita. Voglio dire che anche alla tua amica vivace ed estroversa, un giorno (voglia il cielo di no, certo) potrebbe capitare di attraversare un periodo buio. E spero che quel giorno, se accadrà, ci sarà qualcuno che cercherà di regalarle un po’ della sua energia. a ricordarle che non si sta guardando davvero, ma si sta guardando storto.
Salve… ti presento una persona vivace ed estroversa, cioè io. eppure ho avuto i miei periodi neri in cui la parte introversa batteva forte come un tamburo. Nella vita mi è capitato di fare come la tua amica, con te, ma anche di essere come te adesso.
Chissà se è vero che la tua amica è il tuo esatto contrario. Ma è poi così importante? Mi pare bello che lei cerchi di condividere un po’ della sua energia con te. E non penso che sia una colpa la tua di non riuscire ad accogliere i suoi inviti ad uscire perché stai male.
Però sarebbe bello se tu riuscissi a farlo un po’. Anche perché penseresti forse di meno. e scopriresti che alcune delle cose con cui ti tormenti non sono che pensieri e autogiudizi senza senso.
I pensieri negativi hanno un potere enorme, ah se lo so.
I pensieri positivi hanno un pensiero enorme, però non è che uno, quando sta male, riesci a fabbricarseli…
eppure alle volte accade questo… accade che ci sono dei piccoli istanti in cui, lasciandoti portare fuori un po’, riuscendo a far entrare un po’ quello che sta intorno, stare con gli altri, anche una microparticella di esterno, smetti di pensare. e vivi. Allora prendi un po’ di fiato. Anche se poi, magari, torni caparbiamente (non tu, in generale quando si sta male) a pensare. perché quei pensieri di m… sembrano così maledettamente importanti. Si fanno largo, con delle spallone da buttafuori pur di stare dentro.
Da come parli sembra che la tua amica veda di te cose che tu in questo momento non riesci a vedere.
@ Lo:
I figli non voluti devono effettuare una corsa ad handicap, ma questo non significa che siano destinati al fallimento. Forse il segreto consiste nel trasformare la nostra rabbia in energia positiva. Io penso che scrivere in questo forum, e confrontarti con persone che hanno vissuto esperienza analoghe alla tua, possa soltanto farti bene. Non mollare Elena, anzi dimostra ai tuoi genitori che sei stata tutto fuorché uno sbaglio.
non ce l’ha con te quanto tu ce l’hai con te, e ti vede. E ha voglia di stare con te, anche quando tu non hai voglia di stare con te.
Io non sono andata su un ponte, ma ho avuto i miei posti di introversione dolorosa. Avevo così bisogno di andarci, anche se mi faceva male andarci, che se me lo avessero impedito avrei lottato per andarci lo stesso. Andare là, sentirmi di merda.
Avevo nei confronti delle mie compulsioni come il tuo ponte l’atteggiamento che avevo nei confronti delle mie sigarette.
Io “dovevo” fare un certo iter, e con le mie sigarette a montagnetta fuori dalla portiera. Non è che mi piacesse, ma stavo male, e non potevo mica fare altro.
Però ammetto che se qualcuno o qualcosa riusciva a passare il muro e non a comunicarmi che cercava di impedirmi di andare dove mi faceva male andare ma a farmi distrarre realmente dal mio proposito, dal mio iter quasi meccanico quotidiano, io stavo meglio.
Non dico che sia così per tutti, ma per me è stato, ed è così.
Per questo ti dico che comprendo il tuo malessere, le tue visite al ponte, la tua introversione e le tue domande, la tua ansia di non essere all’altezza, il tuo guardarti storto e la sensazione di non saper trovare la tua strada…
comprendo anche il discorso che facevate tu e Marquito su quanto le parole possono farci male, entrare come bombe che poi si aprono in mille scheggie, che si incastrano anche nella nostra percezione di noi stessi…
al contempo spero che tu permetta alla tua amica di staccarti dai tuoi iter di pensieri e del ponte, anche solo un po’ e di condividere con te un po’ della sua energia. Forse lei spera che tu ti renda conto che hai la tua di energia, anche se in questo momento non lo sai.
E non perché lei è il contrario di te – e anche perché non è detto che sempre un introverso abbia meno energie di un estroverso… – ma perché in questo momento lei ha più energie trascinanti di te e magari riesce a volersi più bene di quanto tu te ne vuoi. Può succedere. Un giorno potrebbe essere anche il contrario. Nessuno è perfetto, e tutti possiamo stare su come giù. Tutti.
@DAGO44: come diceva LUNA andare sul quel ponte e fissare il vuoto per
qualke minuto mi fà sentire diciamo meglio.
Prima o poi troverò il coraggio di farlo…sono stufa di vivere cosi male…nn c’è la faccio piu!
@eli
lo so io non mi reputo depresso anzi ho un sacco di “amici” la maggior parte sono conoscenti ma poko importa per fare 2 risare o una serata a divertirsi va piu che bene
@ tutti
io non dico cose a casaccio anche io quando ero piu giovane sono stato da una psicologa .. anche a naja non mi hanno preso perche nel test stupido c era una domanda che diceva se volevo essere morto e ho risposto di si subito mi hanno mandato dallo strizza cervelli il quale mi ha chiesto se volevo fare naja io gli ho risposto di no anche se forse adesso mi sarebbe piaciuto
voi site liberi di pensare come volete e normale che non la pensiamo allo stesso modo
io come ho detto piu di una volta sono realista vedo il mondo che mi circonda e traggo le mie conclusioni ho smesso di sperare in un futuro mijore e avere sogni nel cassetto …
elena su cosa non sei daccordo con me ??
non vuoi farti una famiglia e vivere “normalmente” come la maggior parte delle persone ?
comunque non avevo letto il tuo secondo messagggio quello che davi la colpa ai tuoi genitori
magari avranno detto quello cose in un momento di rabbia penso che un gesto simile non farebbe altro che farli stare male se puoi cerca di parlargi e comunicare i tuoi sentimenti … se leggi qualche messaggio indietro un bel po vedrai che c e stata una ragazza che all oscurro dei genitori ha fatto il gesto estremo e la mamma era a pezzi sicuro lo e ancora perche la vedeva come una ragazza felice
dai un saluto a tutti/e smack alle fanciulle ^__^
a stanchissima 2
@gilda
zau bella e normale avere molte paure penso che ogniuno le ha ma stai tranquilla riguardo alla guerra qui in italia e dificile che ci sara a meno che gli italiani non si rompino e facciano una rivoluzione civile ma dubito che succedera… riguardo ai terremoti e o le calamita naturali purtoppo ne tu ne io ne nessun altro puo fare nulla ma prendi in giappone si contano moltissimi morti ma le persone anno ancora voja di ricominciare e ricostruire tutto
per le persone ci sono quelli brave che ti puoi fidare e quelle che se possono ti fregano e normale e sempre stato cosi basta stare un po attenti …
sicuramente sara un periodo passera stai tranquilla
riguardo alla tua ora non penso che il destino centri… il destino in parte siamo noi a scriverlo quindi siamo noi a decidere anche quando morire 🙂
bu dai scendo col bau poi scappo a ninna che alle 4 suona la sveglia … :'(
buona ninna e gg a tutti
zauu
ELENA: io spero onestamente che il “coraggio” di cui parli non ti venga ancora per un bel po’. Un mio amico ha passato un anno e mezzo ad andare a guardare il ponte, esattamente come fai tu ed esattamente alla tua età. Peraltro era pure un estroverso. E quindi nessuno sapeva che andava al ponte da solo. Da allora sono passati dieci anni, sta bene e i ponti sono diventati solo ponti e basta. E mi dice sempre che per fortuna gli è mancato quel coraggio, perché altrimenti si sarebbe perso tutto quello che stava dentro di lui e intorno al ponte, la vita, in sintesi, ma che durante quel periodo di merda (scusa il francesismo) non riusciva a vedere.
Ho capito che non ce la fai più, ELENA. E mi dispiace infinitamente. Ma io mi auguro che tu ti dia il tempo.
Mia madre mi vuole bene, ma di cose brutte me ne ha dette parecchie nella vita. Potrei citarle, ma non avrebbe senso. Posso solo dirti che sono state molto pesanti. E che mi hanno fatto molto male.
Molto molto pesanti e che mi hanno anche condizionato più di quanto credessi, anche si sensi di colpa ed etichette senza senso.
Io ci ho messo del tempo per rendermi conto di un meccanismo suo che non capivo e che semplicemente mi travolgeva, sconvolgeva, feriva ecc. Io provavo rabbia ma insieme andavo in protezione, sua. Perché pensare che era “cattiva” faceva male a me. E perché comunque per il suo meccanismo finiva sempre che io fossi quella che doveva sentirsi in colpa o inadeguata quando c’era una lotta tra noi.
Sarebbe lungo da spiegare cosa ho capito, anche perché non ci sono arrivata in un giorno.
Posso dirti però che capire quel meccanismo mi ha liberata.
E non solo mi ha liberata, ma sono riuscita anche a prendere mia madre così com’è. Oggi non penso che sia una persona cattiva, ma penso che, in mezzo alle cose bellissime che ha, ha anche dei meccanismi del cazz. Anche a rendermi conto che quando lei è in un certo modo lo fa per un suo bisogno. Credo che lei pensi di difendersi. Non si rende neppure conto che spara delle cose allucinanti. Attenzione, non la giustifico dicendo che non si rende conto. Lei quando vuole colpire ti tira delle bombe allucinanti e probabilmente, credendo di difendersi, sarà pure soddisfatta di aver tirato delle bombe allucinanti. Solo che sono cambiata io rispetto a quando me le beccavo in un certo modo, le davo corda, e mi sentivo totalmente responsabile di ogni conflitto tra noi, pure quando era lei a cominciare.