Il suicidio
di
beppino
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@Luna: per quanto mi riguarda, non do molta importanza all’ordine delle parole oppure al tono con il quale sono state dette, in quanto credo che siano solo espressione dello stato emotivo, forse sarebbe meglio cercare di concentrarsi piu sul senso della frase, che sullo stato emotivo del mittente. Credo che sia molto piu facile dare giudizi su una singola persona (a volte riguardanti piu l’apparenza che il contenuto), che magari, su di un evento, un concetto, perche’ un evento o un concetto potrebbero coinvolgere piu di una persona.. Sono d’accordo, che le frasi che ho detto possono sembrare scontate, ma una percezione individuale e di consequenza i modi di agire non lo sono affatto. Alcune percezioni individuali, purtroppo, possono distorcere il senso delle frasi stesse..
@Marquito: secondo me l’egocentrismo (positivo, cioe’ quello che non intacca gli altri) sia una forma di difesa delle persone sensibili dalla nevrastenia..
MARQUITO: ciao 🙂
io, mi ripeto, penso che non… pisciarsi più contro vento sia bellissimo 🙂 che percepisci proprio la differenza, anche nelle piccole cose, che poi spesso stanno alla base di quelle grandi.
Tempo fa facevi l’esempio della persona che va in pasticceria e non riesce a comprare qualcosa per sè, ed è una metafora (che poi non è solo una metafora, succede anche concretamente) molto vera, e in molti campi della vita.
Il giorno che entri… in pasticceria in modo diverso da prima te ne accorgi.
Io non vedo un giudizio in quello che scrivi perché colgo il fatto che stai parlando per esperienza, il tuo prima e dopo, cosa ha significato per te il prima e cosa significa il dopo (o meglio forse un percorso che ha preso una differente direzione, anche se non è mai, ovviamente, finito). Come nelle parole di Marina percepisco la gioia e la serenità che viene dalle proprie conquiste, non in senso di medaglie, ma di tasselli in più appunto… come posso dire? di serenità e possibilità? I meccanismi di difesa che citavi li abbiamo tutti, e possono scattare nella vita. Non si tratta di giudicarli, ma di accorgersi quando sono scattati oltre misura non fungendo più da semplice protezione o adattamento, ma ledendoci, limitandoci e anche rendendoci sgradevoli pure se non vorremmo ecc…
salutino a EME 🙂
@ LUNA io ci sono passata con i fraitendimenti quì,perchè spiegare a voce è una cosa scriverla è un’altra .Ti faccio un esempio stupido molto importante : io ho scritto ti amo ad una persona ,quando è stato il momento di dirlo a voce non mi usciva dalle labra ,eppure io amo questa persona .Così è all’incontrario!! Ti ringrazio che nelle mie parole hai percepito tutto quello che provo ,perchè è la verità . Comunque io ho capito quello che volevi dire e per me non è poco 🙁 sò benissimo che pisciare contro vento cosa significa purtroppo… ,io proporrei di deviare il discorso da un’altro argomento sempre di suicidio ,ma che possa poter salvare o almeno essere di aiuto a qualcuno ,se nò finiamo come il cane che si morde la coda e gira sempre su se stesso ,non se ne esce più. un bacio tesoro … :-))))
@ Eli:
Io credo che l’egocentrismo sia un gravissimo errore prospettico e per quanto mi sforzi non riesco a vederci proprio niente di positivo.
L’egocentrico ragiona come se tutto il mondo ruotasse attorno alla propria persona; il che può essere perfettamente vero, ma solamente dal suo punto di vista … il problema è che l’egocentrico pretende di applicare questo punto di vista anche agli altri. Una caratteristica tipica delle persone egocentriche è quella di “take for granted” … l’egocentrico dà per scontato che gli altri si preoccuppino sempre del suo benessere e delle sue personali esigenze.
Tu parli di un egocentrismo positivo che non intacca gli altri. A me sembra molto difficile che una persona egocentrica interagisca con gli altri in modo equilibrato, senza risultare in qualche modo urtante e fastidiosa.
@ LUNA:
Nella mia vita piena di sbagli ho avuto un unico grande merito: non ho permesso alle avversità di cambiare la mia natura. Avrei avuto tutti i motivi per diventare scettico, pessimista, cinico, misogino … Avrei avuto tutti i motivi per essere incazzato con il mondo intero. Sarebbe stata una reazione sbagliata ma umananente comprensibile. Io invece, a parte un breve periodo di totale collasso psicofisico, non ho mai smesso di inseguire i miei sogni. Non ho mai smesso di credere nei miei ideali. Con un’ostinazione incredibile, e a prima vista del tutto immotivata, ho continuato a credere che il sogno della mia vita si potesse realizzare. Quando stavo veramente per gettare la spugna, il mio piccolo grande sogno è divenuto realtà. Adesso mi devo meritare questa colossale fortuna. E per farlo devo continuare a combattere, a lottare con ferrea determinazione per le cose in cui credo.
Salutone affettuosissimo a LUNA 🙂
Da esperta nel pisciare contro vento con la foga di Benigni nel Piccolo Diavolo non posso che condividere le parole di LUNA.
Darsi addosso, colpevolizzarsi, annegare in ipotetici sensi di colpa universali quando non c’è una colpa specifica su cui buttarsi a pesce, arrovellare le meningi nei pensieri (rigorosamente bui) più disparati senza alcuna intenzione di analizzarsi ma semplicemente per argomentare una sentenza (naturalmente) di condanna, riconoscersi in tutti i difetti che un’enciclopedia universale può elencare e, ultimo ma non ultimo, stare attaccati come koala a situazioni (sentimentali, lavorative etc)che ci sfiancano, che ci fanno stare male, in cui non ci riconosciamo o non ci riconosciamo più solo perchè hanno il “pregio” della sicurezza…….ecco cos’è, per me, il pisciare contro vento.
Mesi fa ero “contenta”.
Una situazione sfiancante (ma mentre la stavo vivendo non mi rendevo conto di quanto fosse dannosa) si era risoltà da sè ed io, per un pò di tempo, ho beneficiato di quell’energia che ti regala la sparizione nel nulla di una molestia (nel mio caso morale).
Dopo aver provato la sensazione che può provare un agorafobico lasciato solo nel centro di un immenso campo ho riacquistato la mia autonomia.
Mi sono accontentata di questo. Sono stata “felice”. E mi sono fermata.
Senza degnarmi di fare un minimo di autoanalisi, senza fare un minimo di autocritica costruttiva.
E quando l’ebbrezza provata nello scoprire che ero ancora in grado di formulare un pensiero senza dover essere imbeccata o senza doverlo modellare per non incorrere in ritorsioni è svanita…..ecco che sono implosa.
Non basta accendere un cero Pasquale per lo scampato pericolo. Occorre capire perchè si è corso quel pericolo, perchè si è caduti in quella situazione, perchè non ci si è resi conto di averla vissuta.Ma è un compito che richiede ancora più energia dello spostarsi un pò più in là rispetto ad una situazione che provoca disagio.
E spesso si diventa pigri quando si tratta di fare qualcosa per sè stessi. Pigrissimi quando il livello di autodistruzione e di autodistruttività raggiunge il livello di guardia.
E’ molto più facile e comodo chiudersi in un “è così e basta”, attaccarsi all’ineluttabilità di un destino che (naturalmente) non promette nulla di buono e trovare mille certezze tutte negative ad una “cosa” che, di per sè, è incerta, multiforme, variegata nel bene e nel male: la vita stessa.
Non paghi, si diventa anche ciechi, sordi, muti e ottusi!
E non mi si accusi di essere una bestia senza cuore e priva di comprensione nei confronti di chi soffre perchè, mentre scrivo, parlo (anche) di me!
Come per dire……conosco l’articolo 😉
Nel mio piccolo, per quanto stia facendo qualche passetto in avanti, continuo ad avere quei momenti in cui devo mettere le mani avanti e frenare anche il più piccolo complimento.
Esempio scemo/iperscemo: persino il complimento per la scelta di un paio di pantaloni può far scattare l’artiglieria. Sento subito la necessità di dire che, però, la maglia mi sta da schifo e che in realtà i pantaloni sono un regalo di mia sorella e la maglia è una scelta mia. Anche se non è vero….
E’ un esempio scemo, lo so. Ma rappresenta me ed una parte residua del mondo di Eme a tutti i livelli.
E’ una sorta di vergogna residuo di un istinto di autodemolimento che non sento più mio ma che fa parte di me. Sbaricentrandomi.
Ma sono situazioni sporadiche e, soprattutto, me ne rendo conto. Alcuni penseranno che non c’è nulla di che esaltarsi nel rendersi conto di una situziane ovvia e banale.
Dipende dal livello da cui si parte. Dipende da quanto si è scesi nel pozzo. Dipende dai danni che hanno provocato sia l’infierire contro sè stessi che il lasciare che altri infierissero solo per creare una ragione alla propria esistenza su questa Terra.
A volte mi do dell’imbecille da sola!
Già, lo faccio spesso!
Proprio come in passato.
Ma è l’atteggiamento sottostante che fa la differenza.
Se prima pensavo “sono un imbecille che non potrà far altro che provocare guai e vivere una vita che è tutto tranne che vita….tanto vale farla finita” ora sorrido della mia dabbenaggine e penso a cosa c’è sotto.
Prima mettevo una pezza per coprire il buco e salvare la facciata per il bene di tutti ora cerco di andare alla ricerca di cos’è che provoca il buco e salvare il fondoschiena per il bene mio e degli altri.
Non è facile. Non è assolutamente facile. E’ un percorso lungo, pieno di insidie, pieno di radici nascoste che mi fanno inciampare e cadere di continuo.
Però, per lo meno, ho imboccato il percorso.
E, per adesso, va bene così.
Luna
@”Poco importa se per terapia si intendonoo psicofarmaci, sedute dallo psichiatra, tisane, partecipazioni a gruppi di pensiero new age etc etc etc. Ognuno ha il proprio modo e, logicamente, umanamente, difende il modo in cui ha raggiunto una sorta di serenità”
“BIRILLO: la frase “essere liberi di avere una dipendenza” è un paradosso, perché di una dipendenza si è comunque e sempre in qualche modo schiavi, anche se si lotta per la libertà di farne quel che si vuole, e si mette quel concetto in primo piano, essa rimane pur sempre una DIPENDENZA, lo dice la parola stessa. Non si chiamano LIBERTA’”
c e qualcosa che non mi torna …
anche gli psicofarmaci ti creano dipendenza ma dici che e una cosa positiva prenderli mentre le droghe leggere no …
sara mica una crociata contro le droghe ?
io lo gia espresso il mio pensiero sia sugli psicofarmaci sia sugli pichiatri/psicologi quindi non mi ripeto
ma concordo con quello che ha detto tracy ti danno solo una sensazione di falso benessere ma io direi piu che ti rincojiniscono …
riguardo alla depressione sapete gia come la penso cioe e una questione psicologica vivendo un periodo di m…. il tuo cervello inizia a buttarsi giu nel senso che vedi tutto sempre piu nero e molti non riescono a superare il periodo brutto visto anche la societa in cui viviamo intesa come stato/politici/instituzioni che non si interessa a nulla solo a cazzate tipo costruire 4 centrali nucleari dopo il casino che sta succedendo in giappone
dai sto scrivendo un poema 🙂
saluti a tutti smack alle fanciulle
stanchissima dove sei ? come stai fatti vedere
2 bacioni ^__^
zauu
Dai, su Birillo…..non mischiamo le carte. Tutto puo’ creare dipendenza. Persino le gomme da masticare. E tutto puo’ far male, persino le barbabietole. Credo ci sia una confusione di fondo quando si affronta l’argomento MOTIVAZIONI! Se assumi psicofarmaci solo per rimbambirti e sentire in modo attutito i colpi della vita oppure per arrivare alla morte, allora si, hai ragione, gli psicofarmaci, nel lungo periodo, possono rincoglionire. “Se li assumi a scopo terapeutico, se appartengono alla tipologia in grado di aiutarti nella gestione del tuo personalissimo pio piano nell’assunzione fino a smettere quando é ora di smettere, bé, in questo caso gli psicofarmaci possono rincoglionire solo chi é già rincoglionito di suo! Hai mai assunto psicofarmaci a scopo terapeutico? Io non ho mai fumato canne, quindi non so quale sia la loro effettiva portata “rimbambente” nel lungo termine. Mi astengo dai giudizi e non mi spiego come si faccia ad avere tante certezze su cio’ che non si é mai assunto e non si conosce! Tu e Tracy vi basate sui testi scientifici? Bé, allora, caro Birillo, ho una notizia per te: anche le canne rimbambiscono……stando ai testi. Mi sembra che questa sia una polemica sterile che potrebbe andare avanti all’infinito (e poi contestiamo le liti ridicole dei politici…..lasciamo stare). Tu vuoi essere libero di fumarti la tua cannetta. E hai ragione. Vuoi l’approvazione generale? Non potrai mai averla, lo sai. È pura statistica…..l’approvazione plenaria é tipica dei regimi in cui per uno che acclama c’é uno che gira con il manganello e il copione che indica come acclamare e cosa dire durante l’acclazione. Tutto puo’ far male, tutto puo’ dare dipendenza, tutto puo’ farti rimbambire e persino crepare. Io assumo psicofarmaci in bassa quantità per aiutarmi nell’affrontare i miei disagi, per ristabilire equilibri chimici alterati e per affrontare con lucidità i miei problemi. Tu, Birillo, perché fumi canne? È una domanda senza polemica 🙂 Un saluto a te e a tutti.
Bé, c’é un pezzo di post rosicchiato che non riesco a modificare, ma credo che il senso sia chiaro. Comunque….le paroli mancanti sono: “se assumi psicofarmaci per aiutarti nella gestione del tuo disagio, se rallenti piano piano fino a smettere quando é il caso di smettere e se é il caso di smettere del tutto”! Ri-ciao.
EME: ciao 🙂 direi che il senso è chiarissimo. (a parte che rido tanto per la barbabietola… è verissimo quello che dici, ma barbabietola mi fa ridere perché ti adoro anche per la tua vivacità di scrittura anche nell’esprimere concetti molto seri, e già sai :DDDD).
Prima che arrivasse il tuo post, avendo letto quello di Birillo, stavo per dirgli che la prima frase mia che ha citato è in realtà tua (ma la quoto completamente!) ma che l’ha estrapolata da un post in cui tu dicevi anche altro, appunto, e cioè quello che ribadisci anche qui, aggungendo appunto anche la parte sulle canne con cui sono perfettamente d’accordo.
Per inciso anche Marquito, @Birillo, mi pare abbia spiegato molto bene il suo punto di vista sul perché Tracy ha buttato lì una frase che vuol dire tutto e niente e spiegando anche la propria esperienza personale con gli psicofarmaci in senso no dipendenterincoglionente.
Birillo, io parlo di molte cose, e sono collegate, perché parliamo di disagio, e di esperienze nel disagio con le sue varie correlazioni, o di percorso per uscirne, ma tu sei particolarmente colpito solo dall’argomento cannico e quindi a te pare che io faccia una crociata, che tipo se vedo uno che si fuma una canna gli faccio un pistolotto.
Per inciso ci sono molte persone che non si fanno canne e non perché fanno crociate contro le canne, ma perché delle canne non gli frega un tubo. Io un paio di canne in gioventù gioventurerrima le ho fumate, per provare, come si dice, per curiosità, come si dice (anche se ammetto, non mi fregava niente neanche prima… ma ero andata contro il fatto che non mi fregava e le avevo provate) e provarle mi ha dimostrato ancora di più che non me ne poteva fregar di meno. Non ho passato gli ultimi 21 anni a dirmi: non fumo una canna perché…
semplicemente non mi è venuto in mente. Questo dal punto di vista personale. In compenso fumo, che non è una gran cosa. Non faccio crociate contro il fumo, non faccio crociate pro-fumo. Però non posso neanche dire che fumare sigarette sia una dimostrazione della mia intelligenza o della mia libertà. O meglio, se vivo come una dimostrazione della mia libertà il fatto di fumare forse sono io che mi devo sganciare dal fatto che le prime sigarette mi davano un senso di libertà, ma perché avevo 16 anni e quindi molte cose per me rappresentavano una rottura (non di palle, nel senso rottura di schema)