Il suicidio
di
beppino
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BUCK: non lo so… intendo dire che non lo so, neanche a me piace molto la faccenda delle etichette che ti hanno rifilato nel ’78.
E’ ovvio che non posso sapere chi sei, e potresti essere pure uno stronzo con tanto di patente, per dire (non mi pare) però io credo che la mia strizzacervelli, quando io volevo delle etichette, mi abbia fatto un grosso favore a non darmele. “A che ti servono?”, mi disse.
Naturalmente io le dissi: “Non me le vuoi dare perché sarebbero tremende?!?”. Lei si mise a ridere. Non di me, con me, che c’è una bella differenza. Sai, Buck, io non sono una strizzacervelli e quindi di etichette non so nulla, e immagino che ce ne siano alcune che avranno pure un loro senso e una loro utilità, se sono connesse per esempio ad un tipo preciso di cura medica ecc. Però mi domando che etichetta sia “anafettivo”.Io all’epoca chiesi alla mia striz un’etichetta perché, in parte, le etichette erano proprio un mio problema. Nel senso che io, consapevolmente, contro le etichette messe da altri lottavo e le odiavo. Sei una figlia così e cosà, giusto è così e cosà, sei egoista così, sei egoista cosà, o, peggio ancora: hai fatto così perché in realtà volevi fare cosà…
Le etichette sono opinioni, e, interiorizzate in negativo, ci limitano. Ora, siamo nel 2011, tu guardi indietro, perché sei in un momento particolare della tua vita (sarebbe particolare già se tu non avessi avuto l’incidente, perché la pensione è un momento di cambiamento… non l’ho provato, ma insomma, penso sia abbastanza naturale) e nessuno può dirti se la stai leggendo per quello che è o attraverso i famosi occhiali della depressione e dell’eccesso di limite e di autocritica che si diceva… voglio dire, la tua vita è la tua e sai tu quella che è stata e come ti va di leggerla…
però mi fa specie che tu pensi adesso a quella cosa del ’78 e che forse tu ci abbia pensato anche troppo…
a me capita di leggere la mia vita e di vederci delle cose che mi servono, un po’ come diceva EME. Fai una rilettura ma in senso costruttivo. Poi ci sono dei momenti invece in cui guardi indietro con estrema severità, o guardando le cose da un lato solo, o magari dicendoti cose come: mi sono sempre… sono sempre stato…
Io temo che quando siamo depressi o comunque provati, come lo sei ora tu, rischiamo di rileggerci in maniera parziale e eccessivamente severa.
Tu lo chiami forse suicidio razionale perché stai valutandoti come se tu fossi diventato inutile e che lo sia il tuo futuro, ma mi chiedo
, e perdonami se me lo chiedo, quanto sia razionale quello che dici, e invece emotivo e filtrato dai tuoi pensieri negativi.
Perché il dato oggettivo è che hai un dolore fisico e che oggi, il 22 febbraio, non hai ancora trovato una soluzione. Ciò certamente ti può bastare a non poterne più. Ma tu ci dici altre cose, che denotano una grande severità verso te stesso in questo momento e anche guardando indietro.
Ora, Buck, seguimi: non sto dicendo che il pensiero e le emozioni non siano potenti. Sono cose potentissime, perché sono il filtro delle nostre intenzioni e della realtà per come la sentiamo e concepiamo. E non hai certo bisogno che te lo dica io questo. Solo che non ho mai sentito un depresso, qualunque età avesse, non entrare in queste vie chiuse di pensiero. Me compresa.
Tu ci racconti un tuo periodo di chiusura. In cui, peraltro, ti ringrazio di averci fatto entrare almeno un po’. Perché so quanto è difficile accogliere qualcuno quando siamo chiusi. Di cosa ti devi vergognare? Io non vedo di cosa. Mi rivedo in certe cose che dici: la soglia alta del dolore, la capacità di reggere molto (non per autodimostrazione consapevole, come dato di fatto), io sono un’estroversa che però ha una parte introversa sviluppatissima.
@A 11 anni , quando la nonna materna mori’…@
Perché avrebbero dovuto sospenderti? perché parlavi di suicidio e non si doveva, suppongo. Un’altra spiegazione non mi viene. Io leggo la tua affermazione di allora (io) come una prova di sensibilità fortissima, di un’empatia così alta da esserne travolto, con conseguente fuga nella razionalità “protettiva” di una “soluzione”, non una prova di anafettività. Avevi visto da vicino il dolore e ne eri stato turbato. Ti aveva portato a chiederti, a 11 anni, cose sulla vita, la morte, lo strazio. Ora io non leggo una persona anafettiva o dura, leggo una persona con una sensibilità accesa (consapevole o no che sia) e piena di stanchezza in un momento denso di cambiamenti importanti (pensione, separazione), e con le energie di quelle svolte in questo momento bloccate da un disagio fisico. E’ un mix che manderebbe in crisi chiunque, anafettivi, affettivi, sposati e singles. Datti una possibilità, Buck, di rielaborare tutto questo…
EME: nulla di ciò che hai detto è banale! Capisco e condivido, anche quella sensazione di… sospensione. Tipo: quando sono partito? azzo, sono tornato, e guarda come son cresciute le erbacce. E’ un flash notevole. Io lo chiamo effetto congelamentoallabuckrogers
Grazie a tutti voi, per le dolci parole che avete per me.
Ma purtroppo ora non credo in nulla; non credo nella vita, nella giustizia, non credo in Dio, non credo in nulla.
Credo solo nell’amore che ho per mio fratello.
Quando le persone mi dicono ” e sotto il manto il Dio e ti protegge” a me viene da ridere, perchè anche qui, nei miei 29 anni mi ha sempre protetta, anche dal suo star male.
Voglio dire una cosa a tutti coloro i quali la vita non ha colore, a coloro che camminano e respirano per inerzia, a chi non riesce a dare un senso a questa misera vita terrena: c’è sempre una speranza, c’è sempre un qualcosa che puo’ rialzarvi.
Mio fratello soffriva perchè era speciale, troppo sensibile.
c’è chi nasce ladro, chi nasce santo, chi nasce missionario, mio fratello è nato speciale.
e chi soffre è smpre speciale, perchè la sofferenza ci apre gli occhi su realtà sconosciute che spesso fanno paura.
vi voglio bene ragazzi, davvero.
@Dago:grazie per essere sempre cosi’ delicato nelle tue parole.ti abbraccio
Cavolo, ho scritto “ai 60 anni” anzichè “hai 60 anni” . Chiedo venia.
vorrei aprire il mio cuore per aiutare ognuno di voi a ritrovare la gioia della vita anche nel pieno della burrasca. Quella di andare a Dio e’ un aiuto grandissimo…è l’unica che conosco che mi abbia aiutato, i medici le medicine e tutte le altre cose sono palliativi, la pace e la serenita’ deve nascere da dentro il cuore, da dentro alla mente, e Cristo Gesu’ lo puo’ fare, credetemi!!! Vi amo dell’amore del Signore. Ai tanti amici che amano avere un linguaggio scurrile voglio dire che il tuo modo di esprimenti non ti rende piu’ addolorato degli altri, ricordati che abbiamo una dignita’ che non dovra’ mai essere messa sotto i piedi. Sii piu’ dolce, anche se sei arrabbiato. Esco da queste discussioni perche’ ho compreso che volete rimanere nei vostri pensieri
Marzia, spero che tu vada tarda “a Dio”, ma presto fuori di qui.
Non so che problemi hai avuto.
Se non ne hai avuti, non permetterti neanche di venirci qui.
Se ne hai avuti allora mi domando come fai ad essere così superficiale.
Non so se son di quelli che usano un linguaggio scurrile, ma per ora non mi sento di considerarmi tuo amico.
Mi sa che tu neanche la gioia della vita sai cos’è, altrimenti capiresti quanto ci sei lontana…
zau belli/e finalmente ho sistemato il pc … veramente avevo fatto da qualche gg ma ho fatto altro 🙂
cmq alla fine vedo che state dicendo sempre le stesse cose
daltronde non c e nulla di nuovo da dire
su una cosa siamo tutti daccordo
la vita fa skifo
poi ogniuno ha le sue opinioni io le mie le ho gia dette ma le ridico
per chi non le a lette
secondo me dio non esiste .. la bibbia che e l unika cosa reale che lega l uomo a dio e stata scritta da qualcuno che ha assuno qualche sostanza psicotropa ed ha scritto le sue allucinazioni
riguargo gli strizza cervelli … in molti casi aiutano com mi ha fatto capire andrea ma non in tutti
per chi ha dei problemi gravi al max che possono farti e rinkojonirti con psicofarmaci per farti credere che tutto va bene ma non e cosi …
dai un saluto a tutti
e un bacio alle fanciulle (:
@stanchissima
dove seii e un po che non ti leggo piu -.- smack 🙂
ma birillo che ne sai? d altronde la bibbia non è indispensabile..non è l’unica cosa credo. comunque certa gente parla del mondo e dell’universo come se avessero solo loro la verità in tasca. e mi riferisco anche ai tipi come birillo…ciauuuz
Bentornato Birillo, anche tu hai detto sempre le stesse cose, quelle che hai detto all’inizio. Cosa vuol dire dirne di diverse? sai che non lo so più? Alla fine c’è chi vuole uscirne e chi no e si capisce in fretta, chi lo vuole e chi no. Con chi non vuole si può parlare per una vita intera senza ottenere nulla, con chi vuole bastano poche parole per capirsi e andare oltre.
Eme, non è vero che quando vai oltre c’è solo una compensazione con quello che è mancato prima. E’ la prospettiva che cambia, la visione delle cose, di tutte le cose, è il modo di vivere che cambia, sebbene restino dei problemi.
Posso dirlo per me stesso. Ho sofferto tanto nella mia vita, anch’io credevo di voler morire, ma se penso a come tutte quelle esperienze mi hanno cambiato in meglio non credo che se potessi tornare indietro le cambierei. Anche perchè per poterle cambiare dovrei essere diverso io, e non potrei esserlo senza aver prima vissuto le stesse esperienze. Dovrei tornare indietro come sono adesso per cambiarle. Del resto, le persone che mi hanno fatto soffrire hanno potuto farlo perchè io glie l’ho permesso. Ora non avrebbero più presa su di me e questo è un grande traguardo. Un traguardo che ho raggiunto anche grazie a loro. E non è l’unico. Le cose succedono sempre per una ragione, mai a caso. Soprattutto quelle che non capisci subito.
E non pensare che non ci siano stati giorni in cui non capivo tutto questo neanch’io e mi chiedevo tutte le cose che vi chiedete ancora voi. Ma proprio tutte, esattamente le stesse. Ci sono cose che non ho avuto, altre si, ma sia il fatto di averle che non averle mi ha insegnato qualcosa di utile.
Marzia, anch’io avevo pensato di donare gli organi, nel caso. Ora vorrei donarli comunque, ma dopo la mia morte naturale.
Spero che i vostri problemi si risolvano al meglio. Sai, anch’io ho vissuto qualcosa di fuori dall’ordinario e anche altre persone che conosco bene. Molti considerano vita solo un corpo che respira e quando non respira più, sembra che la vita sia finita. Dio è visto in diversi modi, in diverse religioni e filosofie, ma molti si fissano sui difetti di una sola e questo non lo capisco. E’ come se dicessi che siccome una certa marca di automobili fa schifo, l’inventore di tutte le automobili è un incompetente. Allora perchè altre funzionano così bene? Forse bisognerebbe cercare la causa nel costruttore di quella specifica auto, oppure in chi la guida. Lo stesso vale per le tragedie della vita, penso.
Tracy, scusa il ritardo per il tuo post sull’amicizia. Se ti fa piacere questa è la mia pagina di fb
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