Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Sabrina, come tu stessa hai puntualizzato ognuno é libero di esprimersi come meglio crede. E con questa inattaccabile ovvietá (finalmente) alla portata di tutti chiudo la polemica. Peace & Love!
Ognuno è libero di esprimersi come meglio crede, così come ognuno è libero di non esprimersi del tutto, di dire la verità, di raccontare balle, di ascoltare, di tapparsi le orecchie, di vedere, di chiudere gli occhi, di capire, di non capire, di buttare fango sugli altri o su sè stesso, di tendere una mano agli altri e lasciare che gli altri la tendano a lui, di allontanarli, di avvicinarli, di rubare, di dare senza chiedere nulla, di amare, di violentare, di creare, di uccidere. Ognuno può fare liberamente ciò che vuole e naturalmente ogni cosa ha le sue conseguenze e ogni cosa ne genera un’altra che il più delle volte è simile. Dipende in che mondo vogliamo vivere,e la scelta spetta a ognuno di noi.
ciao a tutti. sto leggendo molti posts e ragazzi..ma cosa vi succede???Si parla di
suicidio con una naturalezza raccapricciante. A parte il fatto che chi ha di questi
problemi si deve far aiutare seriamente e anche in modo veloce,perchè le statistiche
sono impressionanti in quanto suicidi.posso sollevare un polverone se dico che è
solo una via da vigliacchi,ma di questo si tratta purtroppo..di questo argomento ne
ho esperienza,ci si può uccidere in molti modi e l’adolescenza di oggi è diventata
davvero un problema,non ci sono più dei punti fermi,dei valori da comprendere,in
primo luogo il valore della vita.i ragazzi si sentono persi dentro se stessi,non
trovando stimoli e qualcuno a cui aggrapparsi,perchè ci si costruisce un involucro di
cemento dentro al quale il tutto appare più gigante di quanto lo possa essere.non si
possono dare consigli nè tanto meno generalizzare,ma ognuno dentro di sè deve
cercare quell’angolo di luce e cercare di crescere da soli,perchè si è
indiscutibilmente soli,sempre e se non sappiamo convivere con noi stessi è un
grosso problema che influenza il nostro percorso. Detto questo,invito tutti quanti a
leggere libro “la felicità in otto passi”di Henepola Guranatana e si,magari molti
possono pensare che sia una delle tante sciocchezze che si dicono,ma se non lo
conoscete,non potete dire di cosa si tratta,all’inizio pure io ero titubante,ma vi
garantisco che fa per lo meno riflettere fortemente. vi dico che è basato sugli
insegnamenti del Buddha,ma non è solo per noi buddisti,è per ogni uomo e per
ogni esperienza di vita,dalla più insignificante alla più drammatica(ed io ne so
qualcosa). un saluto e buona guarigione interiore a tutti
è vero EME, hai ragione, concordo con te, ogni uno è libero di esprimersi come vuole, io l ho fatto e tu l hai fatto…ho imparato una cosa fondamentale, e cioè che è giusto ascoltare i pensieri di chiunque, siano essi positivi o negativi (che poi possono essere positivi per alcuni e negativi per altri…e viceversa) grazie per la conversazione 🙂
buona serata a tutti tutti…..
hei Andrea, volevo rispondere a un tuo post di qualche tempo fa. si, credo che tu sia vero, e non uno che si nasconde dietro a un altro nik….ciao anche a te
Grazie Sabrina, sono contento di essere riuscito a trasmetterlo anche a te 🙂
Rhasya,
Io ne sono fuori da tempo e ho seguito una strada simile alla tua, ma che ha compreso anche molti altri campi. Sono d’accordo con quello che dici e molti quì si fanno aiutare, ma come hai anticipato tu, dire che il suicidio è una via da vigliacchi, secondo me, è troppo generico. Un gesto vigliacco è un gesto di chi si rende conto di poter reagire e non reagisce, mentre per voler capire chi siamo ci vuole apertura verso i cambiamenti. Questa non viene ostacolata solo dal coraggio, ma, spesso, più dai preconcetti, che contribuiscono a causare quel vuoto interiore di cui parli tu.
grazie per avermi fatto riflettere,ho peccato un pò di superficialità..credo che una
persona possa sempre reagire,ma gli ostacoli che si pone glielo impediscono,vuoi per
rassegnazione,vuoi per paura del cambiamento verso un qualcosa che non si
conosce,vuoi per un dolore interiore insormontabile.comunque si,generalizzare non
va mai bene,ogni situazione è unica e personale,ma..non so..come si può definire
rinunciare a combattere..il mio commento era più un dire la mia esperienza
brevemente,e io capivo che potevo ma non volevo,troppa autocommiserazione c’era
dentro di me e questo era un ostacolo non indifferente.con le mie sentite scuse se
qualcuno si è sentito toccato,porgo ancora i miei saluti.
Allora, se noi tutti fossimo allo stato brado senza che le nostre critiche venissero
prese in considerazione, allora si potremmo con i concetti che esprimiamo
semplicisticamente, estrapolare una o più soluzioni che potrebbero perlomeno
ridurre il target d’azione verso il quale indirizzare i nostri sforzi. Ma se continuiamo
ad usare questo spazio per far vedere quanto siamo più bravi degli altri rimarremmo
sempre nella medesima merda.
Riccardo
Non ho capito cosa vuoi dire
Penso che il suicidio sia una via troppo facile e poco dignitosa per
nascondersi davanti alle difficoltà che la vita, inevitabilmente, ci
mette di fronte. E’ triste vedere che una persona so ostina a trovare
Dicevo che le critiche non servono a niente. Ognuno di noi è convinto di essere dalla
parte della ragione e niente e nessuno ci farà cambiare idea. Pertanto è tempo
sprecato parlare e criticare. L’unica soluzione ai problemi è fare tutto quello che è in
nostro potere per ottenere quel che ognuno di noi è sempre alla ricerca costante,
ovvero una delle cose più semplici, ma anche più difficili da ottenere il sentirsi ben
voluti, accettati, amati.