Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Beppino, un giorno tu andrai via da casa dei tuoi genitori. Loro hanno impostato la loro vita come hanno ritenuto più giusto, hanno fatto i loro errori (e se tu hai tentato più volte il suicidio, qualcuno di questi errori è grosso)e si sono presi le loro soddisfazioni. Ma i tuoi genitori devono vivere la loro vita, non la tua. Sinceramente ti sconsiglio di cercare lo scontro aperto. Le loro convinzioni mi sembrano molto ben radicate, perciò sarebbe inutile e rischieresti di farti male. Quello che mi sento di dirti è questo: smetti semplicemente di cercare la loro approvazione e segui la tua strada di giovane adulto. Sono sicura che i tuoi genitori vogliono soltanto il tuo bene, ma i loro limiti gli impediscono di vedere quale sia davvero. Vedrai che se riuscirai a sorridere di nuovo ne saranno felici. Se poi non dovesse essere così, sarà un loro limite, non un tuo fallimento. Tu hai non soltanto il diritto, ma anche il dovere di cercare la tua serenità.
Tu hai scritto delle cose meravigliose a proposito di quello che c’è di bello al mondo e dici che quelle sono le cose per cui vale la pena vivere… tu hai un’altra grande ragione per stare al mondo oltre quelle che hai scritto, una cosa che forse per te è scontata e invece è nelle possibilità di pochi: insegnare agli altri a vedere quello che tu vedi. Tu sei uno di quei puntini luminosi nel buio dell’indifferenza che ci circonda. Ma la luce che emani non è solo per te: puoi illuminare chi ti sta intorno.
Io non ho ben capito se la religione è per te soltanto una imposizione o se hai anche una fede spontanea. In quest’ultimo caso vorrei aggiungere soltanto poche parole con la piccola autorità della catechista, ma soprattutto con la grande autorità di chi vive la fede ogni giorno. Essere cristiani non è quello che ti è stato insegnato. Non puoi dare a Dio pensieri umani. Quello che tuo padre vede come spreco di tempo non è quello che Dio intende per perdita di tempo. Quello che tua madre vede come opera di bene non è quello che il Vangelo chiede. I tuoi genitori, forse in buona fede, si impegnano nel fare “le cose giuste”. Ma la fede non è un insieme di regolette o di “cose da fare” e la critica non è peccato. Imporre agli altri carichi troppo pesanti per le loro spalle: questo sì, è peccato. Dio non rigetta nessuno di quelli che lo cercano. Dio è prima di tutto Amore e la sintesi della sua parola è di essere portatori di amore, amando prima di tutto noi stessi. Spero di non averti annoiato. Ciao
Dimenticavo: grazie Beppino.
Sai perchè son passata di qua stanotte? Perchè cercavo idee su come farla finita. Poi ho letto i tuoi messaggi e tutti quei pensieri sono andati via: mentre pensavo all’ingiustizia che un ragazzo così sensibile e così dolce pensasse di togliersi la vita, mi sono ricordata le mie ragioni per vivere. Anche chi ha fede a volte vacilla… e se non avessi “incontrato” te mi sarebbe toccata una notte di angoscia.
@ andrea
Del Natale mi urta l’aspetto commerciale in primis. Poi l’apparente sfoggio di lustri e lustrini se paragonato alla mia stanchezza (la mette impietosamente in evidenza…). Infine la gioia che altre persone riescono ad esprimere….ed io no. Ma, se considero il Presepe, la Nascita del Bambin Gesù (sono cattolica convinta ma pigra…), l’aiutare e consolare fosse solo per due giorni chi soffre, la speranza insita nel rinnovare l’Avvento…..beh, su questo nulla da eccepire. Ovvio che se io fossi serena e felice vedrei il Natale sotto ben altro aspetto. Ma…..cerco di farlo passare senza troppi pensieri negativi. Si, avevo letto dell’aumento del tasso di suicidi. La disperazione toglie energia e porta anche a gesti estremi o di estrema scelta intesa come liberazione. Penso a chi, poveretto, si è gettato dalle Torri Gemelle: suicidio? Mah… scelta di morte direi. Comunque….tra pochi mesetti: torna il Natale….:-(
Caterina, non mi hai annoiato! Invece, ti ringrazio…
Sai ( e lo dico a tutti ) stamattina a colazione, ho detto ai miei che ero già stanco nervosamente e avevo mal di testa…Mio padre mi ha detto: Non devi guardare a te-stesso, devi guardare a Gesù.
Mi ha ripetuto che da quindici anni a ventisei anni, era stato depresso…( in breve, conosce perfettamente la depressione…).
Io ho taciuto. Ma dentro ribollivo e avevo voglia di dirgli: “ma non ho voglia di guardare a Gesù!! Mi sento male, e non posso neanche dirlo a chi mi è più vicino! non potrò neanche dire: “sono stanco” ormai, perché dovrò guardare a Gesù mentre me ne sento totalmente incapace. E poi la tua storia depressiva non è la mia…!”
Io credo che “assenza di comunicazione” = “depressione”. Con mio padre mi è difficile parlare in tutta sincerità. Ogni volta che lo faccio, mi sento in colpa e temo i suoi rimproveri.
In breve, non oso più parlargli. Mi fa paura.
Io credo che tornerò alla “religione” nel tempo in cui me la sentirò di farlo. A modo mio. Se mi viene imposto un punto di vista, non lo accetto. Anzi mi ribello. Per ora, quando penso “Dio”, penso a mio padre e mi tiro indietro…rifiuto.
Voglio vivere una vita tranquilla…ho le mie teorie per sopravvivere, e sono diverse da quelle dei miei…allora MI LASCINO SOPRAVVIVERE! 🙂
Ciao a tutti…
Forza, Caterina.
Tracy, io concordo con quello che hai scritto nel messaggio precedente.
Mio padre è super-impegnato dal lavoro…e per me non serve da modello…( dicendo questo, mi sento in colpa: sono duro…) ma dico quello che penso…perché soffro di vederlo sempre in ufficio a lavorare ( lavora anche per la chiesa ). Ovviamente, mi dice di non “essere stanco” perché lui stanco lo è …e forse gli fa male ch’io lo sia.
Però…se lavorasse meno…sarebbe più facile per tutti.
E forse particolarmente per me.
Una volta, ho evocato mio padre di fronte ad un pastore, e ho pianto.
Lavora fin troppo.
Io non voglio vivere come lui. Mai e poi mai.
Voglio vivere con equilibrio…e perciò avrò bisogno di natura, animali, ecc…
Ciao…coraggio a tutti.
C.M.
…già, che succede? mi sembra di sentire me…
Anna
ma se tanta gente vuole farla finita, si può fare tutti insieme?
Signori posso donarvi una nuova vita…. posso aiutarvi non è uno scherzo… è normale diffidare… le vostre vite valgono più di quanto pensate… possiamo davvero cambiare le cose… credetemi… se siete interessati contattatemi qui: staininthepain@live.it
hai ragione francesca…propongo una cosa di massa
veramente ragazzi, come dice francesca perchè non facciamo tutti insieme almeno ci facciamo compagnia.. era da tanto che non scrivevo qua, nel frattempo sono successe tante cose, scusate la tristezza ma ho bisogno di sfogarmi un pò.. ho fatto un’altro tentativo di suicidio qualche giorno fa… è doloroso anche parlarne, la cosa fastidiosa è che non riesci a morire, non se sa perchè alla fien te salvi sempre.. non si riesce neanche a morire.. ma non si capisce come fare a vivere quando non riesci più a trovare soluzioni..