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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

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  • 11401
    david -

    Alberica,così tanto veleno,dentro di te ci sarà una ragione?E poi sul Blog ognuno è libero di scrivere quello che vuole senza chiederti il permesso o essere insultato così(conosci la storia di tutti noi?)Sicuramente odi a morte qualcuno ma credo che tutta questa rabbia dovresti lanciarla a qualcun altro,o magari non lanciarla affatto.

  • 11402
    Morpheus -

    Alberica, hai ragione, tutti abbiamo bisogno di attenzione, di riguardo per la nostra persona, che come dici è l’affetto più importante che abbiamo. Ma siamo anche tutti degli egoisti e vogliamo che siano anche gli altri a volerci bene, con i loro modi ma i nostri tempi.
    Strano vero?
    Ci sentiamo un pò tutti più soli ed inutili quando ci ignorano o non scelgono le nostre proposte.
    Non penserò mai di concludere la mia vita prima dei suoi naturali giorni, ma cercherò fino alla fine di non far prevaricare il mio egoismo per piacermi di più, perchè non si è importanti perchè sei tu a deciderlo, ma perchè qualcuno ha creduto in te. Mi potrai inviare la tua risposta anche privatamente per email: amicizia68@hotmail.it Buonanotte.

  • 11403
    silvia -

    Alberica non si capisce bene con chi ce l’hai.
    Ma se generalizzi sbagli, chi ha intenzione di togliersi la vita può anche annunciarlo in rete (o con una lettera).
    Non tutti sono mitomani.

  • 11404
    luca76 -

    Ciao @Alberica, mi permetto di rispondere ai tuoi dubbi espressi sul fatto che chi vuole suicidarsi veramente non lo sbandiera sul web, atteggiandosi a mitomane. E’ già da un paio di mesi che seguo questo blog, e ho avuto modo di leggere molti commenti lasciati qui nel corso degli anni. Ti posso assicurare che fra i tanti che hanno lasciato una traccia di loro qui, almeno due (una ragazza poco più che ventenne e un ragazzo sulla trentina), alla fine si sono uccisi veramente. Suicidarsi non è un gioco, chi sceglie di compiere un gesto del genere non lo fa a cuor leggero. Si sta veramente troppo male a volte, così male che non si riesce più a reagire, ad affrontare la vita. Si è stanchi, punto. Talmente stanchi che non si riesce più ad amarsi e ad amare un qualcosa che potrebbe tenerci legati a questa vita, si vuole solo farla finita. E’ facile chiamare vigliacco chi decide di mollare, più difficile comprendere il perchè. Credo sia dato dal fatto che quando interagiamo con gli altri, si tenda sempre a riflettere la propria personalità su di essi. E’ come quando ti guardi ad un specchio, se l’immagine che ci torna indientro non ci piace ed è diversa dalla nostra, non l’accettiamo, semplicemente. Tu quando sei giù fai da sola, mangi compri, ti vizi…E’ un ottimo metodo. Ma è un metodo adatto a te, non è detto che funzioni così anche per gli altri. Ciò che appare una piccolezza facilmente superabile ad alcuni, per qualcuno appare come una montagna insormontabile….Non abbiate fretta nel giudicare le persone…Siamo egoisti noi che siamo stanchi e vogliamo andarcene?…Certo che lo siamo, come lo è questo mondo e la gran parte delle persone che ci vivono. Egoisti lo si diventa per forza di cose, quando subisci troppe delusioni e ne assaggi le amarezze che ne conseguono….Delusioni d’amore, lavorative, di amicizie…C’è chi le supera e chi è stanco di guardare al domani illudendosi che le cose miglioreranno…Puoi sfuggire da tutto e da tutti, ma non puoi farlo da ciò che hai dentro, perchè arriverà sempre il momento nel quale tutta la negatività e il pessimismo si rifaranno sentire. Parli di diritto di vivere…io invece di diritto di morire. Noi, e solo noi siamo padroni di noi stessi. Perchè si dovrebbe continuare a vivere se non si ha più la forza e la voglia di farlo? Per far piacere agli altri, per non provocargli dolori? Suvvia, a me pare una sorta di egoismo all’incontrario….Io ho chiesto aiuto alla persona che amo di più, e che dice di volermi bene…Non è servito a niente, se non ad allontanarci ancora di più…Anche lei, come te, definisce queste cose come “stronzate”, e mi ha dato del vigliacco, proprio come hai fatto tu con questo Beppino autore della lettera…Rispetto la vostra opinione, non chiedo di capirci, ma…un pò di comprensione, quella si…
    Saluti….

  • 11405
    david -

    Io adesso sto bene/meglio speriamo duri….MaLuca76 sei davvero convinto di ciò che hai detto,dei nostri amici suicidati,come fai a dirlo,ti prego se sai dimmi tutto,ho paura almeno per una persona.Grazie un abbraccio.

  • 11406
    david -

    Alberica a questo punto puoi cercare i suicidati e sputare sulle loro tombe,oppure Alberica quando incontri un depresso o cmq una persona chè soffre di qualcosa di sconosciuto più o meno sputa pure,sputa il tuo veleno.Alby.

  • 11407
    alberica -

    ecco sono alberica e cerco di rispondere a tutti. Se sono stata dura nella risposta al suicidio è solo perchè sò che(sperimentato personalmente,ho perso 2 figli)assecondare certi atteggiamenti non porta a niente di buono.dopo quello che mi è successo,potete immaginare,nessuno può aiutsre una madre vedova di due figli. mi sono chiesta se valeva ancora la pena vivere,ma ero giovane e sono figlia unica,e il solo pensiero di non far provare quello che ho passato io ai miei genitori,che mi hanno dato tutto, ho trovato la forza di reagire. ogniuno di noi ha dentro di se tutto quello che gli serve per ripartire e ricominciare e io sono a vostra completa disposizione per aiutarvi a ritrovare quell imput che manca per continuare. ragazzi la nostra vita è un miracolo,se non ne siamo convinti, cerchiamo però di non essere egoisti,ma pensiamo a tutte le persone che ci amano. per loro senza di noi la vita diventerebbe un inferno. pensate ai figli e ai genitori.pensate che ci sono ancora tanti motivi per vivere. vi abbraccio e scusate la mia contrarietà al suicidio, non è rabbia, ma amore per la vita. vi abbraccio tutti. e contate su di me

  • 11408
    alberica -

    caro davide la mia non è rabbia,hai interpretato male, è amore. tu sei padre ? hai perso dei figli ? non esiste dolore piu grande,ti auguro di non provarlo mai.

  • 11409
    david -

    Sì scusami Alberica, miei amici sono morti suicidi,ho preso male il tuo messaggio

  • 11410
    alberica -

    david , morpheus, silvia, luca 76. i nostri nonni hanno fatto la guerra x noi rischiando la vita. forza !non hanno rischiato x vederci depressi anzi ci hanno lasciato un insegnamento:lottare!!!!lottare!!!lottare!!!! dai dai dai. dai che diventeremo grandi amici tutti. forza ragazzi non c è tempo x la depressione, dobbiamo fare 1000 cose. forza forza forza. dai cAMBIAMO QUESTO PAESE!!!!!! mi dispiace se in qualche modo vi ho ferito,volevo solo dare una scossa, perche quando io ho perso i miei figli,piu mi assecondavano ,piu avevo voglia di farla finita, x questo ho adottato un metodo diverso aggredendo chi pensa a quella brutta cosa.il mondo senza di voi non sarebbe lo stesso mondo. ogniuno di noi puo fare qualcosa e ogniuno di noi è indispensabile

  • 11411
    alberica -

    x beppino. che lavoro fai o facevi ?a parte la tua voglia di morire,che non m interessa,da come scrivi dai l impressione di essere un tipo speciale e molto preciso e io potrei approfittare spudoratamente di te.se il mio intuito non sbaglia, secondo me sei napoletano,tra i 50 /60 e lavoravi in un posto pubblico o statale. rispondimi perchè sono curiosissima. ma ricorda sei un intellettuale e approfitterò di te

  • 11412
    luca76 -

    Ciao @David, le persone che ho menzionato hanno lasciato dei loro commenti tra il novembre 2010 e il gennaio 2011, quindi sono già passati più di 2 anni, non sò se hai avuto modo di conoscerli. La ragazza si chiamava Valeria e usava come nickname Delusa, mentre il ragazzo si chiamava Vincenzo (forse i più vecchi frequentatori di questo blog se li ricordano). Sono a conoscenza della loro morte perchè sia la madre di Valeria che la sorella di Vincenzo, hanno trovato questa pagina nella cronologia dei rispettivi pc, e entrando hanno lasciato la notizia dei loro suicidi.

  • 11413
    luca76 -

    Ciao @Alberica, mi spiace per la tua perdita, e posso comprendere i perchè delle tue parole. Il fatto è che molte volte qui entra gente che spara qualche commento pesante, fregandosene di come possano essere presi da chi, in questa pagina, cerca di crearsi una sorta di oasi tranquilla, dove può trovare un pò di pace dalla propria condizione interna confrontandosi con chi è nelle proprie stesse situazioni e non vuole sentirsi giudicato o insultato anche qui, visto che ce già chi lo fà nella vita quotidiana, al di quà dello schermo. Ricambio il tuo abbraccio, e spero che tu possa trasmettere a chi troverai qui, quell’imput che gli manca per continuare.

  • 11414
    marina -

    Alberica pensi davvero quello che scrivi ? e pensi davvero che i suicida glie ne freghi qualcosa di chi resta ?,con tutto l’amore che si può aver ricevuto o dato? Mi dispiace per i tuoi figli …… ma tu non puoi sapere cosa c’è dentro di noi da portarci a compiere quel gesto !! Le guerre cosa centrano non lo sò! @DAVIDE sò di chi parli ,non ho avuto più notizie neanche io in privato e non sò che fine abbia fatto .Spriamo che ritorni presto a scrivere per darci sue notizie .@Luca 76 ,io sono la più vecchia di questo blog e prima di loro ce stata anche una ragazza 🙁 ,quindi anche chi scrive mette in atto il suo pensiero e quì di gridi di aiuto ce ne sono stati tantissimi credimi ,meno male che scrivendo ci siamo aiutati a vicenda paragonandoci tra noi .Alcuni sono morti (pochi per fortuna),ma tanti ce l’hanno fatta !!! :-)ciao Davide ciao Piergiorgio come stai ?

  • 11415
    silvia -

    Alberica scusa se mi permetto, non so se posso ma vorrei farti una domanda. E’ molto personale e giustamente sei liberissima di non rispondere. Ma se vorrai dire delle cose mi piacerebbe tu fossi sincera in quello, anche poco, che deciderai di condividere.
    Dopo un tuo bel piazzato “contate su di me”…. Qui più che mai penso sia importante la SINCERITA’ NELLE PAROLE CHE CI SI DICE, in rispetto a quello che si cela.

  • 11416
    silvia -

    Alberica hai perso due figli e… ti sei chiesta se valeva ancora la pena vivere. Sei anche andata oltre all’interrogativo tentando di andartene dalla vita e dal dolore ?
    ( Considera che la risposta non mi è dovuta, e considera che preferisco nessuna risposta, ad una risposta costruita ).

    Il discorso nonni e guerra c’entra un pò poco ma…
    mio nonno ha combattuto in Libia nella seconda guerra, il frammento di una bomba lo colpì ad una gamba, è stato mutilato di guerra e prendeva una misera pensione d’invalidità. Ha lasciato parte di sè in battaglia, altri hanno perso la vita.
    Amore per la patria ? Per il futuro ? Stronzate !! Mio nonno come la maggior parte dei giovani d’allora, sono stati obbligati ad abbandonare la loro vita per andare a combattere una guerra che loro non avevano deciso. Hanno lottato per la sopravvivenza. Gli affetti che avevano lasciato ed il desiderio di riabbracciare madri e fidanzate facevano andare avanti, facevano non impazzire, facevano sopravvivere. Mio nonno è morto a novembre del 1992. Un uomo burbero ma dolce, di cuore !

  • 11417
    Morpheus -

    Continuo, come dal primo istante, ad essere d’accordo con l’amica Alberica.
    Qualcuno dei più vecchi, credo se lo dovrebbe ricordare.
    Tempo fa qualcuno scrisse in questo forum, che dopo un incidente stradale, dove pultroppo aveva perso la vita un ragazzo, l’indomani nel luogo dell’incidente, era comparso un telo bianco su cui qualcuno aveva scritto:
    ” Ciao Francesco; da ieri siamo Tutti un pò più soli ”
    Credo che con quel gesto, in poche parole, l’autore riassumesse un concentrato di bisogno e smarrimento smisurato, e che con quel gesto, volesse esternare oltre al dispiacere affettivo, una carenza di affettività sociale che simili episodi acuiscono nella nostra mente. Quando queste tragedie non sono prevedibili, ci si trova dinnanzi improvvisamente ad affrontare una realtà molto crudele, emozioni comunque troppo forti da contenere, in cui ci si ritrova a convivere e costretti prima o poi, a fare i conti con l’amara realtà.
    E’ ancora maggiore è lo strazio quindi, presente in noi, quando queste tragedie, vengono da tutti, poi… ma solo dopo, dichiarate “Evitabili”…., e non di certo, per il bieco Egoismo di chi è rimasto!

  • 11418
    david -

    Delusa che tristezza,l’ho vista ma non ho letto i suoi commenti.E’inutile che venga fuori il predicatore,il moralista ecc…Mi spiace davvero amici

  • 11419
    david -

    Basta con tutti questi predicatori,moralisti,bigotti.Il nonno di mio padre ha fatto la grande Guerra,sul Piave e molto prima perchè dall’inizio del 1916….Volete smettere con l’analizzare la moralità,la bontà d’animo,il coraggio,la vigliaccheria ecc…Di chi si toglie la vita.Non potete capire niente,chi siete inquisitori?Torquemada.Oppure volete aiutare qualcuno?Oi oi se volete aiutare qualcuno con i vostri aneddoti…e dire”Cattivo,cattivo,bisogna essere bravi e non buttarsi sotto al treno.”.Poveri noi,cosa c’entra la guerra, un parente di mia madre ha fatto la guerra del Vietnam,e allora cosa c’entra tutto questo?E cosa c’entra se un disgraziato muore in un incidente stradale?Io non sono un vigliacco e ho tentato il suicidio tre volte,adesso non mi sento di uccidermi adesso sono coraggioso?.Ma fatela finita bigotti!!!!

  • 11420
    Leonardo -

    E’ un pò che non leggevo questo blog e la sua piccola evoluzione mi ha lasciato alibito, spratutto i commenti di Alberica, e la sferza di citazioni che in un breve tratto si è scatenate. Ormai sono poche le parole che posso dirvi, poichè più niente mi rimane per spiegarvi il mio punto di vista.
    Tornando sui commenti di Alberica, che a quanto pare non hanno attirato la sola mia attenzione(premetto che mi scuoso per come mi farò intendere).Mi sembra che tu sia venuta quì a fare volontariato, parli come una suora che aiuta i lebbrosi lungo la strada, e per l’ennesima volta, restare quì per aiutare gli altri?noi? sarebbe come un povero che elargisce l’elemosina al ricco. Qui, almeno io, sono a discutere il fluido e nitido presente, inquadrandolo da un punto di vista il meno materiale possibile. Cercando di trovare risposta al perchè di certi comportamenti sociali, di certe situazioni e miei sentimenti. D’ora in poi parlerò per mè, poichè non conosco quanti condividono il mio pensiero. Il mio problema non si può individuare in qualche capitolo di psicologia o sociologia, poichè comprende un punto di vista ben più globale. Quando vedo, ad esempio, la situazione del nostro stato, penso:”Mio dio, è questa l’Italia per la quale tante persone hanno dato la vita, nella quale si parla sempre dell’interno dello stato, mentre siamo solo una piccola,debole,ottusa penisola che parla una lingua quasi sconosciuta nel resto del mondo?com’è possibile che mi chiedano di studiare,imparare e sviluppare il mio io attorno alla cultura di un posto che non è altro che ciò che la vita moderna e “civile” ha partorito nell’ennesimo tentativo di tener in vita ciò che due mila anni fà era un’impero?”. Vedete, quando sento di una strana specie di qualcosa che si estingue, o di un luogo che viene deturpato in via definitiva, mi prende un senso di sconforto ed impotenza poichè sò che sono spettatore di un gioco di una creatura che dovrebbe essere soltanto una delle tante spiece,in simbiosi con le altre. E se così non è, allora perchè si spacciano per maestri di vita quei grandi filosofi secondo i quali ragionamenti logici la loro stessa esistenza è di precario significato?Ma questo è niente, domande che un curioso e giovane ragazino si pone per svagarsi con il proprio intelletto in una società dove la gran parte dei suoi coetanei trascorre una notevole parte del propio tempo a parlare di calcio. Il peggio arriva quando le domande me le faccio io,sono miope, e mi chiedo quanto questo inflenzerà la mia vita, quali possibilità mi sono negate da principio?Quanto trascorro del tempo da solo,mi viene il dubbio di cosa sarebbe potuto succedere se lo avessi trascorso in qualche altro modo.E mentre dentro di mè succede questo, la gente vede dall’esterno un classico ragazzo alto, con l’aria da sfigato , e si prepita ad acclamare come filosofo il primo figo che cita qualche bella frase. Ed io mi chiedo,Perchè?

  • 11421
    alberica -

    il discorso nonni stava a significare che ci sono persone che per noi hanno perso la vita ma era simbolico. volevo dire che i nostri antenati hanno rischiato e troppe volte dato la loro vita per noi,gia questo atto di amore nei nostri confronti,dovrebbe farci ragionare. dai ragazzi non crederete mica che il suicidio sia una soluzione? vi ripeto parlo da una che ha tentato, ma sono felice adesso di non eserne riuscita. se evessi centrato il bersaglio, non sarei qui a parlare con voi di quanto sia bella la vita,che a me ha riservato un amore cosi grande, che ogni volta che lo guardo negli occhi, mi vergogno x quello che ho tentato di fare e soprattutto x averlo pensato. so benissimo che è dura, ma vi prego tirate fuori il meglio di voi e non cedete mai. sono vicina e anche disponibile a lasciarvi il mio numero di tel se è possibile, x avere un amica con cui parlare. non è 899, è un semplice numero di telefono. vi abbraccio con tutta la forza che ho

  • 11422
    marina -

    NON ATTACCA!!!

  • 11423
    Mikito -

    Buongiorno Alberica;
    Personalmente apprezzo condividendo la tua buona volontà…
    ma…
    hai mai sentito parlare di quel detto:
    “Non c’è peggior sordo di colui che non vuole sentire”?
    Beh…
    ..idem!

  • 11424
    E -

    Grande come sempre Marina.

  • 11425
    david -

    Eh certo Mikito-Alberika sbaragliano i suicidi,o meglio condannano i suicidi.Che magia fatevi un giro in tutte le fogne psichiatriche d’Italia.Buffoni gente che ha avuto solo culo nella vita,ma fatela finita,due crocerossini nei sobborghi di Parigi,siete più farisei che mai…avete avuto solo culo nella vita e le vostre parole inoltre non sono vere oltre ad essere strappalacrime credo siano anche fasulle,come voi del resto.Ciao Marina,Leonardo,Luca,Silvia.E poi cosa avresti di così importante Mikito per strappare la gente alla morte,qualcosa come quel “La vita è bellissima”del 1946.Se vuoi aiutare le persone,prima innanzittutto devi soffrire per anni come un cane e poi essere un pò più modesto visto che tu non sia un medico n’è un religioso,Mikito si erge in un Blog di dispersati e bastona e “non c’è più sordo di chi…”.Torquemada.bò?Pentitevi io sono quì per salvarvi poverini!!!Moh?????Mikito datti una calmata,fai il bagnino se vuoi salvare qualcuno,o forse è meglio di no,meglio fidarsi di un SanBernardo che appunto…di Mikito,parlaci delle tue disgrazie,mettiti una mano sul cuore

  • 11426
    Piergiorgio -

    Cara Marina mi fa piacere che mi chiedi come sto. A me le cose vanno abbastanza bene, si tira avanti. La solitudine? Beh quella c’è sempre, ma cerco di non farmela pesare troppo. Nel tempo libero guardo film religiosi come “Gesù di Nazareth” e questo mi da un po di conforto. Anche leggere questo forum mi aiuta. Grazie ancora Marina per il tuo interessamento; ci sentiamo su queste pagine… Ciao

  • 11427
    luca76 -

    Ciao @Morpheus, onestamente non capisco la connessione che possa esserci tra chi, come quel ragazzo, perda la vita in un incidente e chi invece sceglie in maniera cosciente, di togliersela. La morte di qualcuno porta sempre del dolore in chi rimane, su quello non si discute. Chi sceglie di andarsene è spesso consapevole di quello che lascerà dietro di se, e molti desistono dal farlo proprio perchè non vogliono che altri, famigliari e amici, ne possano soffrire. Ma torno a ripetere che continuare a vivere solo per questo, non è accettabile dal mio punto di vista. E’ una sorta di autocondanna. Mi dispiace, veramente…Ma chi sta male dentro tende a far passare certe cose in secondo piano. Siamo egoisti, non lo nego, ma è un egoismo dettato dalla sofferenza interiore, diverso da quello di chi, al contrario di noi, sta bene e non ha i nostri stessi tormenti. Parli di una carenza di affettività sociale, e su quello mi trovi d’accordo con te. Troppo spesso ci si accorge degli altri solo quando compiono un gesto estremo come il suicidio. Fino ad allora, sono quasi delle entità estranee, a cui si dà poco credito e importanza. Poi, improvvisamente, ci si accorge di loro, e cominci a vederle come persone e ti chiedi cosa avresti potuto fare per loro, cosa avresti potuto dirgli per fargli desistere dalla loro scelta…ma questo avviene sempre dopo, quando ormai è tardi. Nei rapporti che abbiamo con chi frequentiamo, a tutti, fosse anche l’ultimo della nostra lista, dovremmo dargli la giusta considerazione, mentre questo non avviene. Parlo ovviamente a livello personale, poi ognuno di noi ha la sua storia, che potrà fargli vedere le cose in un’altra maniera. @Alberica, il suicidio rappresenta la soluzione? Forse si, forse no, nessuno di noi può saperlo. Di certo per qualcuno la diventa, non vedendo altre strade. Tutti (o quasi) noi, nel corso della vita veniamo accarezzati dall’idea di farla finita, e non perchè non l’amiamo la vita, ma perchè paradossalmente l’amiamo troppo e ci ritroviamo insoddisfati di essa, per una serie di motivi che sono a livello personale. La prima volta che ho pensato di andarmene è stata 5 anni fà, vivevo la stessa situazione in cui sono ora. All’epoca ho reagito, facendomi forza e uscendo da quel tunnel in cui mi ero ritrovato. Ora non ho più la forza, ne la voglia. E’ brutto dirlo, lo so, ma questa è la realtà. Ciò che mi tiene ancora legato a questo mondo è puro e semplice orgoglio, nient’altro. Qualora mi verrà a mancare anche quello, farò quello che mi sentirò di fare, senza ripensamenti. Se riuscirò a venirne fuori da tutto questo, ne sarò contento e vedrò le cose sicuramente in maniera diversa da ora. Ma se sceglierò di seguire fino in fondo questa strada, lo farò nella maniera più serena possibile, perchè anche la morte, come ha ben detto qualcun’altro in questo blog prima di me, deve portare una sua soddisfazione. Saluti….

  • 11428
    E -

    Ti dicono “rialzati”, “fatti forza”, “pensa che domani è un giorno nuovo e potrebbero capitare cose positive”.
    Potrebbero.
    Ma se non accadono?
    A giugno compio 41 anni e da almeno 25 mi inciampo da un giorno all’altro con questa balorda convinzione che il domani potrebbe cancellare la merda accumulata sino ad oggi.
    Appartengo alla categoria di quelli che non si possono ammazzare perchè danneggerebbero economicamente i superstiti. Io travolgerei l’esistenza di tre poveri cristi.
    Appartengo alla categoria di chi la vita l’ha amata veramente tanto senza essere stata ricambiata. Alla categoria di chi, alla morte, non pensa con sollievo ma con disperazione perchè avrei voluto vivere, prima di pensare alla morte. Una vita normale, semplicemente normale.
    Ed appartengo alla categoria di chi, se un giorno si potrà buttare dalla finestra, provocherà un gran vociare: “chissà cosa le è preso”, “se avessimo immaginato l’avremmo aiutata”.
    Non è vero.
    Ma resta la voce di chi ha una bocca vivente per poter diffondere la propria verità che diventa l’unica verità.
    La scema (matta-pazza-originale-bislacca etc) che si è fatta fuori versus gli angeli che avrebbero smosso le montagne se avessero semplicemente immaginato.
    Chi vince secondo voi?
    La voce prima inascoltata e poi morta di chi se ne va o la voce potente di chi resta?
    Ho mille torti ed un’unica ragione: non ho fatto più male di quanto ne abbia ricevuto.
    E se ho fatto del male non l’ho mai fatto con volontarietà.
    Perchè devo pagare per sempre?
    Perchè?
    Perchè ci sono persone che fanno tanto male volontariamente, PER PURA CATTIVERIA O ASSOLUTO MENEFREGHISMO, e non pagano mai su questa Terra, l’unica che si ha la certezza che esista.
    Perchè ci sono persone che possono fare le peggiori porcate e vengono assolte-perdonate-comprese, vengono, nonostante tutto, premiate con ciò che per me non esiste, non è mai esistita: una seconda possibilità?

  • 11429
    Morpheus -

    Buonasera Luca76; la connessione non esiste tra le due dipartite ma nel maggiore dolore e rimpianto che proveranno le persone che hanno conosciuto il suicidato. Il pensare che vivere non è giustificabile per non dare il dispiacere di non morire, è di per se un pensiero vuoto di contenuti, che certamente necesita di un aiuto specialistico coadiuvato da una terapia quotidiana molto più complessa. Solo chi non si uccide è consapevole e non chi porta a compimento il gesto. Posso capire il tormento e lo strazio del maldivivere ma non siamo vuoti a perdere ma persone che meritiamo tutte le cure del caso. A questo punto mi potrai ribattere 100 e più punti di attuazione avversi… ma conosci forse persone “sane” che non lottano ogni giorno per portare un pezzo di pane a casa? Niente è facile o rapido!! Non è vero che chi vi ha ignorato da vivi si commuove da morto ma si sostituisce semplicemente ad un ipocrisia di facciata. Che la morte abbia portato soddisfazione lo dovrebbe testimoniare il diretto interessato e non mi risulta che ne abbia mai fornito parere diretto. Ne conviene comunque che il maggiore responsabile della sfiducia diffusa che dilaga nella società contemporanea è dovuta proprio alla mancanza di evidente affettività per gli interessati. Chi diventa indispensabile per qualcun’altro e lo è con cosapevolezza e dedizione ha già trovato l suo fine, chi è abbandonato a se stesso certamente diventerà aspirante al suicidio.
    @E Non è vero che non si paga il prezzo dei propri errori. Evidentemente ti soffermi poco a guardare come se magari questo servisse a qualcosa… Il tempo è un arbitro implacabile che difficilmente lascia scampo. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e certamente anche chi a noi sembra esserne rimasto immune. Le apparenze ingannano quasi sempre.Nessuno deliberatamente mostrerà mai il fianco offeso piuttosto si nasconderà per non spiegare.Le persone diventano cattive perchè è solo questa l’unica superiorità che sanno dimostrare. Ricambiare con la loro moneta è come accettarne la sfida. Il voler dimostrarsi migliori si paga spesso con l’umlltà della rinuncia, a cui troppi non sanno rinunciare.
    Woody Allen definì il suicidio come un modo per dire a Dio: Non mi licenzi; sono io che me ne vado! Ma penso proprio che volesse fare una battuta… di cattivo gusto!
    Serena notte a tutti.

  • 11430
    luca76 -

    Cara @E., “una vita normale, semplicemente normale”….Credo che molti di noi qui aspirino a questo. C’è molta gente che vive in maniera ingorda la vita, che non si accontentano mai di ciò che hanno, e allora cercano di avere sempre di più, convinti che sia l’unica maniera per sentirsi realizzati e felici. Io credo che non ci sia bisogno di molto per potersi sentire lieti di viverla questa esistenza. Poter aver qualcuno vicino, in certi momenti, è qualcosa di basilare secondo me per poter interpretare una “vita normale”. Qualcuno che ti chieda semplicemente “come stai?”, non solo intesa come una semplice domanda buttata lì perchè dovuta, ma chiesto in maniera vera, con interesse… Qualcuno che ci dia la possibilità di pensare che domani potrebbe essere un giorno positivo a dispetto di ciò che potrebbe succedere. La solitudine e/o il menefreghismo (o finto interesse) della gente che abbiamo attorno, ci porta ad estraniarci da tutto quanto, rendendoci impermeabili a quanto di buono potrebbe accaderci e vulnerabili al pessimismo. Almeno, per me è così. E’ una condizione pesante da portarsi dentro…Una vita normale….Già…Ad alcuni sembra preclusa…No, chi ci conosce non credo possa aiutarci, al di là di qualche parola di circostanza. Ce la si deve sempre sbrigare da soli, gli altri (quelli che hanno una vita normale) saranno sempre troppo occupati, per poterci tendere una mano quando ne abbiamo veramente necessità. E di fronte a loro dobbiamo sempre fingere di stare bene, che sia tutto ok, per non “rovinargli” la giornata…Pensa te…Riguardo alla tua domanda relativa a quale voce vinca, beh…io penso che non prevarrà nessuna delle due, perchè si annullano a vicenda…Alla fine su entrambe calerà il silenzio che si porterà via anche l’ultimo anelito…Ti saluto e spero che un giorno ti possa essere concessa quella seconda possibilità….

  • 11431
    david -

    Non si parla delle terribili sensazioni che il malato di depressione deve subire anche per 24 ore al giorno,senza un momento di pace.E’così facile vedere i “commentatori”,che fanno sempre i soliti discorsi del tipo “Mio nonno doveva fare 50 km la sera dopo il lavoro”,oppure non so “E’certo che la mancanza di valori del focolare domestico…”.Di fronte a sciocchezze c’è un senso di sfinimento sentire parlare tutti questi bigotti,era molto meglio quando c’era VentoLibero(mi spiace,spero tu stia meglio)Lui parlava di cose concrete,i farmaci,le terapie,le esperienze.quì ora bò

  • 11432
    Leonardo -

    Sinceramente, ho aspettato a lungo i famoso pettine, ma a mè sembra che non arrivi mai. Fino ad adesso vedo che nessuno ha quello che si merita, anzi spesso il contrario. Troppe volte il mio carattere docile mi ha giocato contro, mantengo questa linea solo per orgoglio personale, nella speranza che prima o poi frutti i suoi risultati e le mie innumerevoli sofferenze siano veramente servite a qualcosa.

  • 11433
    marina -

    @ E.. 🙂 capisco benissimo cosa voui dire e non è giusto tutto ciò ,ma ricordi ? cosa c’è dietro l’angolo o dietro quella porta ? se si è sbagliato angolo proviamone un altro,se abbiamo sbagliato ad aprire la porta proviamone un’altra !c’è sempre una via di scampo basta crederci.Tu hai avuto paura …. non ti dico altro :-)41 anni hai ancora una vita davanti approfittane :-)ciao

  • 11434
    E -

    Morpheus, ci mancherebbe ancora che certi bastardi resistessero al tempo e non invecchiassero e crepassero. Poi saremmo a posto.
    Vedi…..a me non me ne viene in tasca nulla se “anche i ricchi e fortunati, a volte, piangono”.
    Per me potrebbero ridere a crepapelle per tutta l’esistenza.
    Molto più semplicemente……vorrei un pò di serenità anche io. Non felicità, ricchezza o quant’altro: semplice, miserrima, irraggiungibile serenità. Per me e per le pochissime persone cui voglio bene.

    Luca76:”Qualcuno che ti chieda semplicemente “come stai?”, non solo intesa come una semplice domanda buttata lì perchè dovuta, ma chiesto in maniera vera, con interesse… Qualcuno che ci dia la possibilità di pensare che domani potrebbe essere un giorno positivo a dispetto di ciò che potrebbe succedere”.
    Quel qualcuno ci sarà sempre e non ci sarà mai. Forse puoi capire cosa intendo.

    Marina: mi hai cancellata da fb 🙁
    A furia di aprire porte…….ne continuerò ad aprire ancora. Almeno per un pò. Intanto sono incastrata in questa vita. Se crepo faccio troppi danni.

  • 11435
    luca76 -

    Buonasera a te @Morpheus. rispetto la tua opinione anche se, come puoi immaginare, non sono d’accordo su quasi niente di ciò che hai detto. E non è solo dettato dal mio malessere interno, probabilmente non lo sarei nemmeno se fossi una persona “sana”. Trovo la tua disamina a tratti semplicistica, a tratti un pò contorta, tanto che ho dovuto rileggere il tuo commento un paio di volte per riuscire a estrapolare il senso di ciò che hai scritto. Sei nel giusto quando dici che potrei ribattere le tue affermazioni punto per punto, e tu potresti fare altrettanto con le mie. Non lo faccio, perchè questo ci porterebbe a un dialogo a due, togliendo spazio e interesse al blog e a chi lo frequenta. Mi preme fare solo un paio di precisazioni. Il mio discorso relativo all’ignorare le persone, nelle mie intenzioni andava a supportare ciò che dicevi tu quando ti riferivi a quella carenza di affettività sociale, ti stavo dando ragione, non comprendo quello che mi hai risposto in merito a questo punto. Certo, è così banalmente scontato che, ha chi non gliene è interessato niente di una persona in vita, non gliene importerà nemmeno in morte, senza stare nemmeno a sprecarsi di indossare una maschera di ipocrita commozione. Io mi riferivo alle persone che riteniamo più vicine (famigliari, amici, colleghi), quelli a cui l’aspirante suicida cerca di parlare dei propri malesseri, trovando troppo spesso persone che fanno orecchie da mercante e cambiano discorso quando si parla di certe cose, o che magari ti rispondono elencando i loro di problemi, di come la vita sia difficile per tutti, che c’è chi sta peggio di noi e bla bla bla….Salvo poi farsi venire dei leggeri sensi di colpa una volta che il suicida mette in pratica il suo gesto. E questo accade ogni volta. Forse, bisognerebbe imparare ad ascoltare chi sta male prima, non dopo. Un suicida quasi sempre i segnali li lancia, ma o non vengono recepiti o vengono sottovalutati…Seconda precisazione: quando parlo di “soddisfazione” nella morte, non mi riferisco all’atto, perchè, amico mio, il togliersi la vita non porta nessuna soddisfazione nel chi lo fà. Quello che intendevo io, così come il blogger da cui ho ripreso la frase, era riferito all’approccio che si ha nel compiere l’estremo gesto. Se deciderò di farlo, voglio farlo in maniera serena, non scalciando, urlando, con le lacrime agli occhi e imprecando contro il mondo e tutta la gente che vi appartiene. No, non è così che vorrò andarmene. William Hunter, un medico e anatomista scozzese del XVIII secolo, commentò poco prima di morire: “Se trovassi forze sufficienti per farlo, prenderei la penna e scriverei quanto dolce e piacevole sia la morte.”…La morte, per paradosso, potrebbe essere una scelta di vita, se arriva in maniera consapevole…Saluti…
    P.S. Non sono mai stato un estimatore di Woody Allen, anzi mi è cordialmente antipatico, però la battuta che citi mi è piaciuta, la trovo molto ironica e per nulla di pessimo gusto, tutt’altro…

  • 11436
    silvia -

    Mi spiace dirlo, ma leggendo ho avuto purtroppo alcune delle sensazioni che David ha descritto e che sento di condividere:

    E si, forse sarebbe meglio parlare di cose concrete, e se non proprio di farmaci e terapie, almeno di esperienze. Vorrebbe dire mettersi in gioco di più. Il punto è che forse manca proprio la voglia, succede quando si è molto stanchi di rimanere delusi.

    Poi capita che arriva chi per esprimere giudizi e luoghi comuni, frasi fatte e opinioni con parole che sembrano prese a prestito dal diario di umana saggezza, ha una voglia! Non ho ben capito cosa interessa a chi non pensa di farla finita, cosa interessa buttar lì due periodi strafradici di buoni principi e di edulcorata umanità? E’ facile dare del vigliacco o dell’egoista a persone delle quali non si conosce la storia personale! Ci son pensieri che fanno ribrezzo, non per la loro crudezza ma per la superficialità che portano con sè. Qui, veramente, chi conosce chi?

    Piaciono le frasi fatte? quando butti un’osso al cane gli fai l’elemosina, quando butti un’osso al cane ed hai solo quello lo condividi.

  • 11437
    david -

    C’è una forza incredibile che mi tiene in vita,per strane casualità ho visto la morte,più di una volta.Le più strane sono state forme dissociative,non so qualcosa simile ad un ordalia medievale,non volevo morire ma stavo per morire perchè continuavo a muovermi verso la fine,così strano perchè io soffro un pò di vertigini,non avrei mai camminato su di un precipizio.Poi mi sono seduto accanto ad un albero ed ho avuto varie immagini della mia “quella famosa vita che ripassa davanti.”Non so era come volere un giudizio finale di Dio”.Non provavo emozioni sentivo solo il bisogno di avvicinarmi a guardare la morte come stringere la sua mano.Dovrò vivere anche se non voglio non riesco a trovare la forza di suicidarmi,un mio amico mi dice spesso che io (fra tutti questi amici sarò l’ultimo ad andarmene,perchè sono condannato a vivere.In questo caso,dovrò dare un senso alla mia vita e lottare molto di più per tutti noi,visto che non posso morire…ciao a tutti buona settimana

  • 11438
    luca76 -

    Sono stufo di sentire dalla gente che la vita è un dono…Frase più banale e scontata non c’è, a parte quelle che si dicono una volta finita una relazione…Non c’è nessuna magia, nessun disegno divino dietro al concepimento di un qualsiasi essere vivente di questo pianeta, solo un semplice istinto naturale di preservazione della propria specie…

  • 11439
    E -

    Per alcuni la vita è un pacco bomba.

  • 11440
    Piergiorgio -

    L’essere umano è molto di più che semplice istinto di sopravvivenza. Gli atti di eroismo per esempio?!

  • 11441
    silvia -

    david,
    conosco certe sensazioni, come camminare sull’orlo di un baratro. Leggendoti mi è venuto in mente uno schizzo a china che feci anni fa.
    http://img94.imageshack.us/img94/8933/alberod.jpg
    Non può raccontare ma, forse, descrivere certe sensazioni meglio delle mie parole.

    luca76
    neppure per me la vita è un dono. Si nasce e si muore senza distinzioni. Come frutto di un accoppiamento andato a buon fine è nato ognuno di noi. La vita parte cosi.
    I sentimenti sono un dono, forse.

  • 11442
    david -

    Quando mi spenzolavano dalla finestra,poi mi tiravano su e poi ancora….Ridevo come un ebete,avevano spezzato la mia volontà,del tutto.ero del tutto annullato,se allora avessi saputo che mi sarei potuto suicidare lo avrei fatto.Che strano soffrire di un disturbo di cui si parla in TV,al cinema,sui giornali.è proprio così ma adesso va un pò meglio.buonanotte a tutti e andate a votare!!!

  • 11443
    luca76 -

    Ciao a tutti,
    il mio commento lasciato ieri era dato dall’irritazione per una cosa successami in mattinata. Ero in un bar a fare colazione, seduto a farmi i fatti miei, immerso nei miei pensieri e con la faccia lunga che mi accompagna già da che tempo. C’era solo la barista con me, e questa per attaccare bottone mi fà un paio di battute idiote a cui non dò neanche attenzione. Allorchè lei se ne esce col frasone “Ma cos’è quel muso, sei giovane, sei carino, sorridi che la vita è bella, è un dono!”….Cioè no, ma proprio no. A parte il fatto che ognuno è libero di andarsene in giro con la faccia che vuole, ascoltandola mi è corso un fremito, avrei voluto rispondergli “No bella mia, la vita è solo la conseguenza di un rapporto sessuale, dove uno spermatozoo ha avuto più culo degli altri ed è arrivato a fecondare un ovulo. Dopo 9 mesi ti ritrovi spiattellato in un luogo di cui non sai nulla, circondato da persone che non conosci, dove forse non vorresti nemmeno essere!”…Non l’ho fatto, limitandomi ad un’occhiataccia e boffonchiando un “Certo certo”….Reazione fuori luogo la mia? forse, ma a me certe frasi trite e ritrite non mi sono mai piaciute, meno che meno quando sono di pessimo umore…
    @E, parallelismo azzeccato il tuo, a volte mi sembra di sentirlo materialmente sotto braccio quel pacco e mi ritrovo a chiedermi quando esploderà.
    @Piergiorgio, non mi riferivo all’istinto di sopravvivenza, ma a quell’istinto proprio di tutte le forme animali, dallo scarafaggio all’uomo, cioè quello di riprodursi per garantire la continuità della propria specie.
    @Silvia, la tua ultima frase mi ha fatto pensare, non sò se i sentimenti siano un dono, certo è che spesso, quelli positivi li sprechiamo per gente che non merita rimanendo delusi.
    @David, mi associo al tuo appello, andate a votare, magari se riusciamo a cambiare le cose nel Paese, ci potremmo dare la possibilità di guardare al futuro con un pò più di fiducia.
    Saluti…

  • 11444
    E -

    “…..seduto a farmi i fatti miei, immerso nei miei pensieri e con la faccia lunga che mi accompagna già da che tempo”.
    Conosco bene quell’espressione, Luca76. Fin troppo bene.
    Così come conosco le battute cretine di chi pensa che lo sparare una frase fatta, inconsistente, trita e ritrita sia in grado di illuminare e modificare il corso del’esistenza.
    Io, per fortuna mia e della mia evitata discendenza, non ho mai sentito l’esigenza di riprodurmi.
    Perlomeno mi sono evitata di ingrassare le fila di chi, tra le tante cose negative, annovera quella di non aver sparpagliato altri poveracci su questo porco mondo.
    Comunque (e non per cattiveria, solo per realismo o per il principio dei vasi comunicanti) aspetto di vedere quelli per cui la vita è un dono con gli occhi pieni di lacrime per poi andargli a chiedere quale regalo di mer*a hanno trovato dentro al pacco e prendermi la miserrima (almeno quella)soddisfazione di dire : “uhhhh….assomiglia tanto ad uno dei miei. Ora capisci il perchè della faccia lunga, idiota?”.

  • 11445
    E -

    Bah, credo che i sentimenti facciano parte del pacchetto avuto in dotazione alla nascita.
    Se si tratta di un pacco regalo i sentimenti, si, sono un dono.
    Se si tratta di un pacco bomba ne seguiranno, inesorabilmente, la sorte.
    E anche dove c’è verità (sia nell’odio che nell’amore che nell’amicizia) il dotato di pacco bomba si farà un mazzo tale per dare e per ricevere che, forse, si maledirà per non essere stato scodellato su questa terra totalmente anafettivo.
    Io voglio bene a pochissime persone e persino il gestire i rapporti con questo ridottissimo gruppo, spesso, richiede sforzi mostruosi.
    Non per le persone in sè ma perchè la vita complica tutto. La vita e i suoi pacchi bomba sparpagliati qua e là.
    Un gigantesco vaff……di cuore a tutti quelli che fracassano i maroni e l’equivalente femminile con il sole che sorge, le stelle che brillano, le risate dei bambini e amenità varie.
    Buona domenica a chi è incazzato nero, a chi è depresso e a chi vorrebbe essere stato lo spermatozzo che si è inciampato in prossimità del traguardo.

  • 11446
    luca76 -

    @E, nemmeno io ho mai sentito quel bisogno di seminare una progenie che proseguisse la mia linea dinastica (wow, ma che paroloni riesco a tirare fuori quando sono a terra, forse avrei dovuto usarli un paio di giorni fà, magari avrei lasciato la barista a bocca aperta….). Per me il concetto di famiglia è sempre stato qualcosa di astratto, visto che il mio caro padre si è reso ben presto uccel di bosco, dileguandosi e lasciando una ragazza madre a occuparsi di crescere due figli piccoli, fottendosene beatamente. E io, da parte mia, man mano che crescevo, più acqisivo esperienze e conoscevo la vita, meno mi veniva quella voglia di mettere al mondo figli, dandoli in pasto a quell’umanità che, di umano (inteso come sentimenti), ha davvero ben poco. Non voglio essere frainteso. In cuor mio, credo che avere dei figli sia una cosa meravigliosa, qualcosa di unico, di speciale per chiunque di noi. Ma poi penso: che diritto ho io di contribuire a creare una nuova vita, sbattendogli in faccia un’esistenza di cui spesso nemmeno io comprendo il senso, quali insegnamenti, quali regole avrei dovuto dargli per indicargli la strada? Cosa avrei potuto fare per proteggerli dalla crudeltà, dalla stupidità, dall’ignoranza e dall’arroganza del genere umano? Certo, nel migliore dei casi, i miei figli avrebbero avuto la fortuna di stare bene, essere felici, sentirsi ralizzati nella vita, esaudendo i loro sogni e le loro aspettative. Ma mi chiedo, e vi chiedo, il gioco vale davvero la candela? Il 99% dei miei amici e conoscenti di infanzia, hanno messo su famiglia. Qualcuno (pochissimi in verità) i figli li hanno fatti perchè ci credono davvero in certi valori, molti altri mi hanno sempre dato l’impressione di averli dovuti fare quasi a forza, perchè la società, la cultura ti “impone” (uso il virgolettato) quasi, di farli. Sembra che sia dovuto, e se non ti ritrovi in quel circolo, se sei una voce fuori dal coro, vieni guardato di traverso, suscitando commenti e illazioni buttati a vanvera, perchè chi non segue la strada che seguono tutti, viene etichettato come diverso, strambo, eccentrico….Da parte mia me ne sono quasi sempre fregato di ciò che pensavano gli altri, ma non nascondo che in certe occasioni, come nelle feste famigliari di amici in cui vengo coinvolto, un certo disagio, sia da parte mia che degl’altri, lo avverto…Per concludere, mi riservo un’ultima battuta ancora sui sentimenti. Io per molti anni, da quando ero bambino fino ai 30 circa, mi sono imposto quell’anaffettività, indossandola come una corazza per proteggere quel lato fragile che è in tutti noi. Poi, conobbi l’Amore, quel folle sentimento appartenente a poeti e stolti, e che ti stravolge l’animo portandoti a dare tutto quello che di migliore c’è in te….Ho camminato in un sogno, e il risveglio è stato l’equivalente di un freccia rossa diretto sul grugno. I sentimenti, come delle monete d’oro, hanno un certo valore, e andrebbero centellinati con parsimonia, non sperperati.
    Buona domenica.

  • 11447
    david -

    Oddio non ce la faccio più,quando morirò in un modo o nell’altro non mi dimenticherò.I miei stanno male,mia madre malissimo.Avevano detto i medici che mia madre sarebbe morta entro brevissimo tempo,un giorno ho perduto completamente l’uso del braccio e della gamba,l’hanno chiamata crisi di panico.Sì davvero vorrei essere arrivato alla fine del viaggio.basta.

  • 11448
    Ele -

    @luca76, grazie per il tuo ultimo post. Leggendolo mi ci sono ritrovata a pieno. Il sentirsi strambi, diversi, eccentrici (io aggiungerei sbagliati, perchè mi ci fanno sentire gli altri), perchè non ho avuto una evoluzione sociale come tutti gli altri. Alle porte dei 40 non sono sposata e non ho figli. Vorrei poter dire che ho scelto questa situazione ogni giorno con convinzione ma non è stato così, c’è stato un periodo in cui ho creduto davvero di poter avere un amore stabile tutto per me, esclusivo, ed una famiglia. Beh, forse meglio così. Conosco l’immagine di una madre fragile e ne conosco fin troppo bene le conseguenze.
    Ciao E.!
    Marina, Piergiorgio, come state? Io sono molto triste in questi giorni, aspetterò che passi. La tristezza può essere vissuta, anche se non è piacevole, ma almeno non si tratta di disperazione, quella che mi terrorizza per le conseguenze spesso ingestibili per me. Quindi, occhi lucidi, sguardo basso, testa incassata tra le spalle e tanta solitudine. Buona serata.

  • 11449
    alberica -

    la depressione non è una malattia congenita, si puo e si deve combattere,bisogna però avere uno scopo nelle vita. dai ragazzi forse da domani dopo le elezioni, si respirera aria nuova. impegnamoci a dare il meglio di noi diamoci da fare!!!!!per noi e per chi verrà. coraggio!!!!la vita è dura per tutti. ecco io per esempio trovo la forza grazie a voi e sarebbe bello se fosse reciproco. dai che da domani l italia,ne sono sicura, ci regalerà un nuovo inizio. non condivido la frase che la vita sia un dono,anzi,una punizione,ma non per questo non dobbiamo lottare x un mondo migliore, anzi abbiamo tutti diritto a un po di felicita. insieme, tutti insieme ce la faremo. il passato non c è piu, dimenticatelo!!!!!!guardiamo avanti,qualcosa di buono sicuramente ci aspetta,lo meritiamo tutti,tutto il popolo italiano. vi abbraccio forte forte alberica

  • 11450
    CG -

    Se la vita non la si vive come un dono, rimane quello che io ho sempre pensato che sia: una condanna a morte, morte che però arriva dopo una lunga prigionia.

    @elena
    Io ho solo qualche anno più di te e nemmeno io non sono mai stato sposato e non ho figli. A differenza di te, però, io non ho mai pensato che potesse esistere qualcuna che potesse amarmi e con cui costruire una vita. Non so se è peggio per te che sei rimasta delusa o è stato peggio per me che non sono mai riuscito nemmeno ad averla questa speranza.

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