Il mio figlio immaginario
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Voglio parlarvi per raccontare a qualcuno quello che mi succede, sperando di non sentirmi giudicata. Sono una donna di poco meno di 30 anni. Nella mia vita sono una persona molto sola in quanto sono circondata da pochissimi ma la mia è sopratutto una solitudine psicologica, perchè quei pochissimi che ci sono non mi capiscono, forse, giustamente, e non li condanno perchè ognuno ha la propria vita ed interiorità ed è probabile siano stanchi di me. Così mi rivolgo a voi estranei che dedicate volontariamente un pò di tempo a leggere queste lettere, senza il fardello della conoscenza, giusto per aprirmi un pò dato che finora non c’è stato nessuno che potesse capire realmente quanto mi sta capitando ed il mio grande dolore (non ho fiducia nella psicoterapia ne ho fatta tanta con diversi professionisti nel corso degli anni) e poi questo è qualcosa di così intimo che solo nell’anonimato di una pagina internet posso essere in grado di raccontarlo. Ho amato ed amo ancora follemente un unico uomo che non c’è più per me, un uomo che devo considerare morto ma che ciò non toglie amerò comunque per sempre. Ma non mi soffermerò su questo. Nell’ultimo periodo della mia relazione con quest’uomo, ho desiderato follemente di avere da lui un figlio, un desiderio mio perchè lui simpatizzava parecchio all’idea ma non mi ha mai detto troppo chiaramente di volerne da me. Ho avuto questo fortissimo desiderio per la prima volta nella mia vita ed ha permeato i miei giorni da allora con tutta la gioia che un istinto così forte può dare ad una donna che lo desidera. Ho visto in quest’uomo un potenziale padre meraviglioso, una persona affidabile e rispettosa che avrebbe amato suo figlio immensamente, lo vedevo quando abbracciava ogni bambino cingendolo di carezze ed immaginavo inoltre questo futuro essere umano con sembianze simili a quelle di suo padre. Questa persona non c’è più per me ora ma il desiderio di questo figlio suo è rimasto forte dentro di me, così tanto forte che è diventato una strana presenza nella mia vita. Passo ore a volte ad immaginarlo e disegnarlo, per avere delle sue immagini, provo a raccontargli qualcosa di me, di noi, gli racconto delle storie ed a volte immagino di condividere con lui dei piccoli momenti, per esempio apparecchio la tavola anche a lui, di cantare con lui in macchina o lo coccolo prima di dormire immaginando di tenerlo stretto in braccio sentendone quasi il peso ed il profumo delicato che hanno i bambini. A volte immagino di spiegargli qualcosa di nuovo e spesso mi sembra quasi di sentirmi chiamare dalla sua voce piccola. So che un giorno dovrò dire addio anche al mio bambino mai esistito ma ciò mi dà un altro dolore insopportabile. So cosa penseranno molti di voi. Io non ho desiderio di altri figli reali con un altro uomo, quello lì è il mio unico figlio così come un unico uomo ho potuto amare in quel modo. Non considero ciò una malattia ma oltre il piacere che mi danno questi miei pensieri vi si alterna l’immenso dolore di rendermi conto non saranno mai reali.
Data di pubblicazione: 25 Gennaio 2017
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Categorie: - Me Stesso
43 commenti
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Lettera molto particolare e toccante. Tra l’altro mi capita di leggerla in un momento in cui mi sento particolarmente coinvolta dai pensieri sulla maternità. Anche il tuo nick è molto evocativo, lo trovo assolutamente pertinente con il tuo bisogno attuale di rifugiarti in un mondo immaginario, in cui ciò che desideri così ardentemente prende forma, seppur in modo etereo, come una leggera brezza che ti accarezza il volto. Posso dirti che troverai un altro uomo da amare, seppur diversamente, e potrai quindi trasformare questa tua fantasia in realtà. Ma non lo posso sapere, poiché spesso si rimane prigionieri delle proprie certezze, allontanando tutto ciò che potrebbe sgretolarle sotto ai nostri occhi increduli.
Apprezzo molto che il tuo desiderio di maternità nasca dall’amore profondo verso un uomo, e non da un semplice bisogno egoistico di sentirsi in qualche modo realizzate. Ti auguro di riuscire ad aprire uno spiraglio nel tuo poetico mondo a chi lo potrà meritare…
Si chiama solitudine e vuoto interiore, il resto sono tutte le sue conseguenze nefaste.
Se esci e provi a conoscere altra gente, appena ti innamorerai di nuovo, tutte queste paturnie passeranno.
Rossella, so che interverrai, perciò ti saluto in anticipo: buen dia!
Quando la vita delude, ci si rifugia nelle fantasie.
Possono però essere utili, quando siamo in un periodo
difficile, sono la “nostra isola” .
Poi però non si deve rinunciare a vivere la realtà,
si cade è vero, ma poi ci si rialza e quando otteniamo
un risultato, le difficoltà e le incertezze , le sofferenze che abbiamo avuto non hanno più importanza.
Trent’anni non sono troppi, oggigiorno i figli nascono
dopo quest’età.
E’ ancora possibile che si realizzi il tuo sogno,
ma forse preferisci solo sognare e non vuoi svegliarti.
La vita non aspetta ricordalo, ma di solito da una seconda possibilità.
No no, per carità, tenta di uscire da questo loop mentale, non è “giusto” quello che stai facendo a te stessa, è come se stessi camminando in una palude fangosa, reagisci prima di rimanerne impantanata definitvamente.
Leggo che sei molto consapevole di te stessa, quindi aggrappati a questo e riprendi in mano la tua vita.
Segui il consiglio di Piccola78, esci e interagisci con altre persone, vedrai che ti sarà di enorme aiuto.
Un abbraccio
Quest’uomo non c’è più per te, vuol dire che esiste per un’altra? E lo ami? Follemente pure, e per sempre dici. E vorresti vivere il tanto resto della vita in quelle condizioni? Ma secondo te l’amore deve procurare queste sofferenze per essere chiamato con quell’abusato nome. Sarebbe “l’inizio” di un amore se lui ci fosse PER TE, e assecondasse con gioia il tuo desiderio. Perchè quello è il tuo, un desiderio. Non si “fa” l’amore con uno che non c’è, l’amore si fa in due, poi se arrivano i figli aumenta il numero dei “costruttori”, ma tu stai solo sognando dolce Ombretta. E con gli occhi aperti pure.
Hai quasi trent’anni e sei nel pieno della fertilità, e da lì che arriva tutto “quell’amore”, dal richiamo della Natura. Quanto gridano gli istinti, coprendo la voce della più elementare ragione, non lo capiremo mai abbastanza per sapere come condizionano i nostri sentimenti.
Ti auguro di “capirlo” prima di desiderare bambini in quel modo.
Ombra, senza offesa, per come hai descritto quel tuo fantasticare col bambino immaginato, io sentirei il tuo medico, che potrebbe darti qualche consiglio al riguardo. Non scherzo. Letta senza romanticismi quella descrizione darebbe qualche preoccupazione a chi tiene a te.
Auguri. Ciao
Non mi pare anormale… Stai sublimando ed esorcizzando il dolore e la mancanza, secondo me devi continuare a farlo fin quando non smetterai da sola, fisiologicamente.
Sarò sincero, in realtà quando svanirà questo desiderio del figlio anche l’attaccamento che hai avuto per quest’uomo se ne andrà.
“Ho amato ed amo ancora follemente un unico uomo che non c’è più per me, un uomo che devo considerare morto ma che ciò non toglie amerò comunque per sempre.”
Tuttavia mi auguro per la tua felicità che vorrai innamorati di nuovo quando sarà il momento. Conservane il ricordo, ovviamente ogni storia è a sé… Non si amano mai due uomini nello stesso modo perché giustamente si tratta di persone diverse.
Non hai spiegato una parte importante della lettera…il perché questo uomo non ci può più essere per te…è una lettera a metà…
Io ti posso solo dire che ognuno reagisce come può davanti a un dolore e davanti a una perdita…tu stai reagendo a tuo modo ma è ovvio che non è un comportamento normale il tuo….ma nessuno di noi è normale e tutti abbiamo bisogno di fare qualcosa anche di senza senso ma che può portarci un po di sollievo..
Io ho perso un figlio all’età aveva tre anni e mezzo…ho passato un anno intero a piangere di continuo davanti alla sua foto.. Lo chiamavo disperatamente… Lo pregavo di non dimenticarmi…cercavo di mettermi in contatto con la sua anima..lui mi sentiva..lo so che mi sentiva..perché spesse volte è venuto a trovarmi in sogno…e non era dolorante e malato come lo era in vita..stava bene..mi sorrideva e mi veniva in contro..in ogni sogno piangevo disperata perché sentivo che avrei potuto toccarlo e abbracciarlo solo per pochi attimi…ma per poco sentivo la gioia di rivederlo e averlo con me…sentivo che non mi aveva dimenticata…lui sa e sapeva che io ero la sua mamma…e lo sarò per sempre finché le nostre anime e i nostri cuori finalmente un giorno si rincontreranno….
Non vergogniarti di questa cosa ragazza.. Ti manca l’essere madre ..la madre che non hai mai potuto essere..ti manca l’amore da sentire e provare per tuo figlio… È come se dentro di te avessi avuto anche tu un lutto..
Perché tu hai perso quell’uomo ma hai perso per sempre anche quel bambino che non ha mai potuto nascere..questo perché tu vuoi solo quel figlio..da quell’uomo…
Un giorno il tuo cuore si aprirà ancora di più.. Forse un giorno ci sarà un altro uomo che ti darà la gioia di ritrovare e poter avere il tuo bambino..
Ciao,
penso che non dovresti vergognarti di questi tuoi pensieri. Secondo me non siamo abituate a distinguere l’attenzione dall’interesse e viviamo i valori della tradizione come un rifugio. Ad oggi, ad esempio, non penso di dover perdonare nessuno perché ho imparato a distinguere chi ti vuole da chi non ti vuole; non faccio dipendere la volontà dal bene. Nella vita si fanno scelte dolorose per il bene di qualche d’un altro. Talvolta noto grande presunzione di chi vede egoismo dietro un atto che non dice niente della moralità di quella persona. Sui giornali si leggono cose molto gravi che, al contrario, mettono a nudo la moralità di chi le pensa. Nessun uomo, e nessuna donna, possono pronunciarsi su certi temi in un’assemblea pensando di fare una cosa a favore della vita. Si sbaglia una volta, ammesso e non concesso. Nel mondo sono tutti santi? Le fragilità non servono per dare forza a chi è più forte. Per carità, tutti possiamo tradirci, siamo umani, ma la vita è fatta anche per ravvedersi e per pentirsi. In passato, complici anche i rapporti sfuggenti tra la coscienza e il profondo che caratterizzano gli anni della scuola, tendevo a sottovalutare l’istinto e non ero in grado di decriptare le ambiguità della psiche che si riflettono in un comportamento da te giudicato scostante. Si tratta della natura di quella persona. Se il nostro incontro non ci ha illuminati, in quel preciso momento, significa che le nostre strade dovevano andare in direzioni diverse. Un caro saluto!
Guarda che, nel tuo caso, ne parlerei con il medico di famiglia e chiederei aiuto specialistico. Sei un po’ oltre il border line, non hai pensieri normali. Lo dico per il tuo bene e senza alcun intento di offendere. Sono problemi che possono avere tutti e basta poco per uscirne. Chiedi aiuto SPECIALISTICO.
Carissimi tutti,
innanzitutto Vi abbraccio uno ad uno e Vi dico grazie per le vostre parole. Come mi aspettavo mi dà un po’ di gioia sapere che qualcuno ha perso un pochino del suo tempo per rivolgermi il suo pensiero ma non mi aspettavo addirittura dei pensieri così numerosi ed accurati e pieni delle Vostre sincerità, tutte giuste, profonde, diverse così come siete voi, tutti diversi ma persone di grande umanità che si trovano su un sito a leggere un messaggio, uno sfogo, un grido d’aiuto. Ringrazio in particolare Suzanne ma non tanto perché sembra rivolgermi il pensiero più indulgente ma perché sento che può comprendere quanto puro e profondo è questo desiderio di amore materno per quell’uomo e per questo figlio mai nato. Vedete ragazzi, alcuni di Voi hanno giustamente detto che dovrei farmi aiutare da altri, Golem in particolare che dovrei parlarne con un medico. Probabilmente magari è così, io non escludo questa possibilità di dover affrontare una cura, però non mi sento malata di mio, io sento solo molto amore dentro di me che non sa come uscire fuori e trova in questo pensiero del figlio che ho desiderato l’unica forma di esistere, uscire fuori e non soffocarsi. Sapete un medico, un terapista è sempre una persona con le sue idee e la sua sensibilità che infonde nel lavoro e potrebbe anche non capire questa mia esigenza, questa mia solitudine. Non ho le allucinazioni, io lo so che non c’è, so che è un desiderio. A volte ho pensato di essere un pó come Geppetto che molto triste si è costruito un figlio di legno perché non lo aveva avuto dalla amata moglie defunta. In merito alla possibilità di uscire ed aprirmi alla gente, non credete non lo abbia fatto o non lo faccia, io non mi chiudo alle persone ma non ho più grande speranza e fiducia negli altri, anche perché sono un tipo a cui piacciono i rapporti empatici e profondi e quelli non si trovano in palestra, al cinema o in un locale…. Continua
… Sapete ragazzi, non so in realtà che fine farò… i modi di essere difficilmente possono cambiare, io ho sofferto molto in questa vita, ho conosciuto il dolore, i problemi, la paura delle malattie ma ho anche conosciuto un grandissimo amore e la mia felicità con questa persona meravigliosa che non c’è più per me ma che non odio, ho assaporato l’amore almeno una volta nella vita ed ho vissuto intensamente, sapete vi dico che non mi importa più molto di vivere cosi perché ormai esistere mi sembra una condanna, spero spesso di finirla presto, magari potrò riconciliarmi da lontano con la vita e magari trovare il mio bimbo sognato… Grazie amici per le Vostre parole, Vi auguro ogni bene!!!!
Credo che Ombra invece sia una persona assolutamente lucida e consapevole. Se fosse così semplice decidere di non amare più, in tutti questi millenni gli esseri umani avrebbero dovuto scovare un nuovo fulcro attorno a cui far ruotare il mondo. La particolarità di questa ragazza invece sta nell’affermare di desiderare un figlio solo dall’uomo che ha amato e a cui ancora si sente legata, quindi non è per niente un semplice richiamo della natura. Sicuramente dovrà in qualche modo liberarsi da questa catena che la tiene ancorata al passato; probabilmente non ha ancora rielaborato a sufficienza il proprio lutto.
Suzanne, come è dolce il sapore della comprensione… Lo avevo dimenticato da troppo tempo. Che grande regalo mi hai fatto. Ti ringrazio, in molti ormai mi dicono che avrei bisogno di essere rinchiusa ma io rimango in silenzio perché capisco lo sconcerto delle persone. Quanta sofferenza comunque! Ti auguro tanta felicità, non so perché pensi alla maternit, se sei, vuoi essere o sarai una madre ma sono certa che sei uno splendido essre umano e saresti un fantastico genitore. Dati i riferimenti al mio Nickname sappi che è il titolo di un libro che ho letto diverso tempo fa e mi è piaciuto molto,’ non so che gusti hai ma te lo consiglio.
Tutti soffrono in questa vita Ombra,
ma non tutti allo stesso modo e il perchè
di questo è il vero mistero.
Bisogna soffrire prima di gioire
questa è la regola di questo mondo.
Ombra, ho la sensazione che il tuo non sia un reale desiderio di maternità ma un’incapacità di rinunciare al disatteso coronamento del tuo sogno di amore che questo figlio immaginario rappresenta. Hai creato una realtà parallela di come “doveva essere”, ma “non è'” e rischi di perderti sempre più in profondità in questa costruzione mentale. Da quello che scrivi hai razionalmente rinunciato a questo uomo, ma emotivamente non sei in grado di staccare la spina e liberarti di lui e del sogno legato a lui, senza che questo comporti per te una vera e propria morte interiore. Addirittura sei arrivata a pensare ad una morte fisica che ti precluderebbe la possibilità di vivere altre esperienze. La tua è una concezione di amore assoluto e assolutista e non hai in questo momento alcuna fiducia o aspettativa positiva sul futuro, non so se a causa di questo amore interrotto o di altre esperienze dolorose. Devi cercare di non subire la tua vita ma sentirtene fautrice, prima di tutto accettando che questo uomo non ti appartiene più’ e che non puoi escludere che, superato questo lutto , a 29 anni, tu non possa trovarne un altro diverso , ma capace di suscitare in te sensazioni egualmente intense ed con il quale coronare il tuo sogno di amore e di vita.
Non desidero figli reali con un altro uomo,nooooo!!!.spiacente ma ci son gia passato e non credo piu alle favole da un pezzo
Suzy. Forse bisognerebbe dire “se fosse così facile rinunciare alle lusinghe del desiderio che viene scambiato per amore”. Lo sai come la penso al riguardo.
La “sicurezza” di Ombra colpisce perchè tocca le corde profonde del sentimentalismo romantico di cui siamo intrisi, ma non la chiamerei lucidità. È la frequente rielaborazione in chiave romantica dell’istinto di maternità che passa da quello sessuale, che fa perdere il senso realtà alla maggioranza delle donne “innamorate”.
Non so se conosci il fenomeno delle “truffe sentimentali”. Centinaia, forse migliaia di donne “sole” raggirate via Internet da sedicenti uomini soli, che vengono “fatte innamorare” per poi, con uno stratagemma estorcerne denaro.
È una vera e propria organizzazione criminale di centroafricani, che hanno “sgamato” certe debolezze femminili europee, e battendo FB a tappeto individuano donne di mezz’età sole (che si suppone abbiano risparmi) e 100 su 100 ci cascano. È talmente diffusa questa truffa che è stata creata un’associazione dedicata alla quale ricorrere.
La certezza che non siamo nell’ambito della lucidità è dimostrata dall’evidente mancanza di obiettività nel giudizio del rapporto estetico tra i due presunti “innamorati”. Queste brave donne, dall’aspetto mesto, ordinario e solo quando va bene da puerpera felice, avrebbero fatto innamorare uomini decisamente attraenti (sono foto “rubate”), romantici e che si dichiarano pure benestanti, e ci cascano, tanta è la voglia di sogno che le assilla. La lucidità, se fosse presente, farebbe sorgere dubbi inequivocabili rispetto ai “valori” in campo, invece niente. Il grottesco è che neppure di fronte all’evidenza della truffa ormai scoperta ci vogliono credere. Sono cioè innamorate e ormai “dipendenti” come drogate, della foto di uno sconosciuto e delle parole di un altro sconosciuto.
È un fenomeno illusivo che sto “studiando” per quanto è simile a quello che ha riguardato la mia nota vicenda.
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Ma non è amore, è la solita illusione, che non si spegne nemmeno di fronte alla brutale realtà. E se non succede neppure quando ti fanno capire che eri su “Scherzi a parte”, il problema è psicologico non sentimentale. Fa tenerezza, certo, perchè si ha a che fare con una debolezza, ma anche pena perchè si tratta di donne adulte, spesso istruite, ma tutte vittime dello stesso “bisogno”. Con tutto il rispetto e la siderale distanza emotiva tra i due momenti di genere, non è diverso come genesi istintuale da quella che spinge migliaia di uomini a frequentare la prostituzione per soddisfare bisogni naturali irrinunciabili.
L’amore “vero”, inteso come reale, concreto, richiede un passo che va oltre, e obbliga il riconoscimento e la “secolarizzazione” di certe senzazioni condizionanti, che risalgono a scopi lontani dalla nostra “reale” volontà, facendoci compiere azioni che se si fosse lucidi non faremmo mai. E con tutta la simpatia per quello che dice, tuttavia Ombra non mi sembra in queste condizioni.
Peggio è messa quella Aurora (non so se l’hai letta) che non capisce perchè il tipo che le piace la cerchi solo per scoparla. “Ma se gli piaccio perchè fa cosi?”. Cosa si può dire o pensare di una tonta cosi?
Ma capisco che è più facile credere amore a quello che ci trasmette la carne e i suoi “messaggeri” chimici.
Se ti va, informati sul fenomeno, osservandolo senza empatia nè pregiudizi, e dimmi se non ci trovi i sintomi della follia più che di lucidità. Io ci ho “rivisto” cose che avevo già imparato a conoscere in una persona intelligente, lucida e ragionevole, ma che invece ha dimostrato di non essere indenne da certe follie pur di poter accedere a certe “sensazioni” di chimica endocrina.
Lombradelvento,
la tua lettera ha richiesto un’attenta riflessione.
per me, allontanandosi da te l’uomo che ancora ami, convincendoti razionalmente che egli non c’è più e non potrà più esserci nella parte di mondo che ti dava modo di concretizzare il tuo bisogno d’amare, hai provvidenzialmente spostato questo bisogno sulla parte di lui che avrebbe potuto dare in futuro totale pienezza al TUO sentimento. un’originale modalità per continuare ad amarlo senza più far riferimento alla sua persona nei ricordi o nelle speranze.
in ogni caso, se questo piccolo immaginario al momento è utile al tuo equilibrio emotivo, non ti può essere di danno, a condizione che l’idea non si radicalizzi nel tempo. i modi e i tempi di superare un lutto o la fine di una aspettativa di maternità di compimento amoroso sono soggettivi.
se si è segnati da sentimenti profondi, è quasi impossibile che si possano dimenticare o accantonare del tutto nella memoria. ci potranno essere altri amori, più o meno gratificanti, ma ognuno di essi non potrà che avere nella propria vita il posto che gli spetta di diritto, a seconda delle preferenze e dei momenti del vissuto.
sei consapevole di tutto quanto hai illustrato, e questo basta ad autorizzarne l’esistenza. fra l’altro, se davvero si cerca l’autenticità e la profondità del sentire, diventa terribilmente raro che possano esistere molte occasioni di viverne lo slancio.
un abbraccio.
E sentiamo, detentori del giusto fare esenti dalle reazioni della chimica endocrina, cosa suggerite di fare a noi donne “tonte” che suscitiamo tenerezza??? 7 anni in Tibet, 10 anni di psicanalisi o un radicale taglio alla vita … ? Perché non so se minimamente vi rendiate conto del fatto che andare avanti è impossibile altrimenti non si perderebbe tempo a scrivere qui sopra. La nostra società sta degenerando nella superficialità sopratutto verbale. Io sono molto LUCIDA perché non mi sono ammazzata ed ho sempre cercato di lottare creandomi solo un’intima fantasia di sfogo senza ledere la vita di nessuno ma voi dovreste stare attenti a sparare sentenze e parole perché qui a parte me c’è gente che legge, magari non commenta e che si immedesima e che nell’estrema fragilità può sentirsi anche ferita dalle vostre parole. Voi non sapete nulla della mia storia, di questo amore, dei miei pensieri e non mi sento affatto “truffata” dalla mia esperienza in quanto donna occidentale ordinaria ed istruita! Voi non sapete cosa si nasconde dietro una donna che ama e desidera mettere al mondo una creatura. Il punto è che questo mondo e questi ultimi commenti sono permeati di un becero e schifoso maschilismo! Fatevi un esame di coscienza ma tanto sarà tutto inutile, è questo mondo di merda pieno di incongruenze che funziona così ma con questi discorsi da finti studiosi di socio/psicologia spicciola come siete la maggior parte non avrete mai la mia stima, e se c’è un solo motivo per cui ho amato quell uomo è che in primis non era come voi.
“sapete vi dico che non mi importa più molto di vivere cosi perché ormai esistere mi sembra una condanna, spero spesso di finirla presto, magari potrò riconciliarmi da lontano con la vita e magari trovare il mio bimbo sognato… ”
Questa depressione non va bene ecco… Ora più che per l’ossessione del figlio io chiederei ad un medico per questi pensieri che non mi sembrano normali né sani…
Golem, mi sono fermata a metà lettera, poi riprendo.
Ma sai Ombra che quel libro era piaciuto molto anche a me? In particolare mi ricordo l’incipit, in cui il protagonista non riusciva più a ricordare il volto della madre; mi ci sono ritrovata molto. Posso immaginare la tua sofferenza e ti auguro di trovare la tua personale via d’uscita! Non perdere comunque fiducia, sai quante persone al mondo ci saranno vicine al tuo modo di sentire? Basta solo cercarle…
Golem, avevo seguito alle “Iene” il racconto di questa truffa e mi era parso davvero surreale. In particolare, mi aveva colpito una donna che,pur avendo scoperto la truffa, voleva a tutti i costi conoscere l’uomo della foto ricevuta, nonostante non avesse nessuna informazione veritiera in merito al tizio. Qui però siamo nella disperazione e probabilmente sono casi di solitudini croniche; altro discorso è un amore vissuto in tutta la sua concretezza, che poi per qualche ragione finisce. Sono forme di illusione completamente diverse: una si basa sul nulla, l’altra sul desiderio che ciò che è stato rimanga ancora a scaldarci l’anima.
È inutile. Siamo alle solite. Vogliono sentirsi dire solo quello che sanno già di voler sentire. Essere comprese, consolate. Cosa scrivono a fare?
Ombra, nè Tibet nè psicanalisi, ma solo riconoscere la realtà delle cose, che nel tuo caso è quella di un uomo “straodinario” che probabilmente non lo è visto che non “sta” con te. In ogni caso la “tonta” non eri tu nello specifico, almeno per il momento, sempre che lui non sia il solito che sa come farsi “amare” dopo aver fatto i fatti suio. Spero di no. Comunque, intanto “l’uomo meraviglioso” di cui parli sta con un’altra, e io che sono un pirla qualunque, sto con mia moglie, pensa. Che mi ama e da cui sono riamato, l’amore si fa così, in due. Questa è la realtà. Che tu la voglia vedere con gli occhiali rosa va benissimo, però se scrivi qua ci sarà chi ti conforterà dopo “aver riflettuto” e chi cercherà di darti una mano in un altro modo. Occhei? Auguri.
Ciavo.
Suzy, sarà pure il bisogno di scaldare l’anima, ma certi comportamenti sono indice di patologia se osservati oggettivamente.
Nel fenomeno di cui parliamo, che si tratti di una truffata che non si rassegna o di una che “ama” uno che di fatto non la ama, queste persone vivono una condizione principalmente egotica, credendo il contrario. Condizione che con l’amore adulto non ha nessun legame. Ritorniamo al più volte paradigma cattolico del “sacrificio” cristiano di sè come estrema forma d’amore.
Sono dei Kamikaze dei sentimenti, invasati da un’ideologia nichilista e non generosa come pensano. Credono che il loro “immolarsi” per la causa dell’amore li ponga ad un livello di superiorità rispetto a chi vive un amore “sereno”.
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Godono dell’autocompiacimento della sofferenza, dove l’amore è “grande” solo se provoca il dolore attraverso la “mancanza”, e questo li fa sentire speciali. E super speciale è sempre l’oggetto della loro passione, per forza. Anche se quel lui è uno qualunque, come lo siamo tutti.
Sia benedetta la nostra Acqua, che sa vedere come stanno le cose, pur non riuscendo e non volendo liberarsene. Ma almeno le fette di salame le mette nel panino e non sugli occhi.
Bella la sua ultima descrizione col contrasto evidente e inopinato tra la banalità quotidiana dell’uno e la lettura epica di quel lui che la vive da parte dell’altra.
La condizione di Ombra non richiede proprio nessuna profonda riflessione. Siamo in una dimensione onirica normale nell’adolescenza, non più in altre dimensioni anagrafiche.
I consigli di parlarne con uno specialista non è becero maschilismo, ma ermafrodita buon senso.