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Il flagello dei femminicidi: un grido di dolore e urgente necessità

di scrivocosanepenso@gmail.com

L’Italia è tra i 5 Paesi in Europa con il più alto numero di donne vittime di femminicidio, ovvero omicidio intenzionale, non certo un primate di cui andare fieri. I femminicidi, uno degli aspetti più oscuri e dolorosi della nostra società, e non solo, rappresentano una tragica realtà che richiede l’attenzione di tutti noi. Si tratta dell’uccisione sistematica e deliberata di donne basata sul genere, e si manifesta in molte forme e circostanze non solo in Italia ma in tutto il mondo. Questo fenomeno inquietante ci costringe a riflettere profondamente sulla nostra società, le sue radici e la necessità urgente di un cambiamento culturale e strutturale. Le statistiche dei femminicidi sono allarmanti. In molte parti del mondo, le donne sono uccise semplicemente perché sono donne. Questo può avvenire in contesti familiari, relazionali, o addirittura come risultato di violenza di genere diffusa. Ogni anno, migliaia di donne perdono la vita a causa di questa violenza. Questo non è solo un problema di un paese o di un continente, ma un problema globale che richiede una risposta globale. Per affrontare efficacemente i femminicidi, è essenziale comprendere le radici profonde di questo problema. La misoginia, la disuguaglianza di genere, la cultura dell’oppressione e la mancanza di rispetto per i diritti delle donne sono solo alcune delle cause che alimentano questa violenza. In molte società, le donne sono ancora considerate inferiori agli uomini, una visione distorta che giustifica e perpetua questi atti orribili. Una delle chiavi per porre fine ai femminicidi è un cambiamento culturale profondo. Dobbiamo sfidare le norme sociali che perpetuano la disuguaglianza di genere e promuovere l’uguaglianza e il rispetto per tutte le persone, indipendentemente dal loro genere. Le scuole, le famiglie e i mezzi di comunicazione hanno un ruolo cruciale nel plasmare la mentalità delle persone e nel combattere questi pregiudizi radicati. Parallelamente al cambiamento culturale, è essenziale che i governi adottino misure rigorose per proteggere le donne dalla violenza di genere. Queste misure dovrebbero includere leggi più severe contro i femminicidi, un sistema giudiziario che punisce severamente i colpevoli e una rete di supporto per le vittime. Inoltre, è fondamentale promuovere la solidarietà tra le donne e gli uomini. La lotta contro i femminicidi non è solo una questione femminile; è una questione umana. Tutti noi dobbiamo unirci per sostenere le vittime, sensibilizzare sull’importanza di questo problema e lavorare insieme per porre fine a questa violenza. Ma anche noi dobbiamo fare di più perchè i femminicidi rappresentano una piaga sociale che non possiamo più ignorare. È urgente che tutti noi, come individui e come società, ci impegniamo a combattere questa forma di violenza di genere. Solo attraverso un cambiamento culturale profondo, la protezione legale e la solidarietà possiamo sperare di porre fine a questa orribile epidemia. Le vite delle donne dipendono da questo impegno e dalla nostra capacità di creare un mondo più giusto ed equo per tutti. Il Governo ha messo in campo nuovi provvedimenti in merito con una revisione del Codice rosso. Una revisione della legge del 2019 in cui vengono inserite pene più pesanti, procedura più rapida e nuovi reati, con la speranza che siano in grado di fermare questa strage, perchè di strage si tratta.
Marco Morandi
Vobarno

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Categorie: - Riflessioni

96 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    Tommy -

    Ecco la soluzione, licenze di porto d’armi meno restrittive, preferisco che le donne si portano addosso una 357 Magnum piuttosto che uno spraiy al peperoncino, tanto questa nazione fa schifo, quindi che si tutelano da sole!

    E se dipendesse da me applicherei la pena di morte in questo schifo di paese buonista, altro che Rems e rieducazione, sono sempre piú schifato. 🤮

  • 2
    maria grazia -

    Tommy condivido il tuo pensiero, le donne devono potersi difendere da sole in caso di pericolo. Anche perché è oggettivamente impossibile poter mettere una pattuglia in ogni casa o in ogni angolo. Visti i tempi che stiamo vivendo, ben venga la detenzione di armi a scopo di protezione.

  • 3
    Tommy -

    Il problema è che con le leggi che abbiamo la vedo molto dura la detenzione di armi a scopo di protezione Maria Grazia. Guarda qui:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2023/07/29/uccise-la-ex-delfino-e-arrivato-nella-rems-di-genova-pra_88d4bf28-af0b-4709-a289-a704608e310f.html

    Poi dimmi se non ti viene il volta stomaco.

    Macché revisione della legge in cui vengono inserite pene più pesanti? Solo chiacchiere e basta!

  • 4
    maria grazia -

    Già conoscevo quella triste vicenda. Purtroppo Tommy i casi come quello non si contano, io stessa in passato ho avuto a che fare con un tizio del genere. Praticamente sono viva per miracolo.

    Viviamo in un paese ipocritamente buonista e ultracattolico, che educa le donne alla sottomissione fin da piccole. Poi sono questi i risultati.

  • 5
    Tommy -

    Maria Grazia, psicopatici come quello vanno eliminati, altro che recuperarli nei Rems.
    Che poi i Rems non dovrebbero proprio esistere, guarda come hanno ridotto questo schifo di paese:

    https://genova.repubblica.it/cronaca/2023/08/03/news/genova_pra_effetto-delfino_la_rabbia_dei_residenti_che_vivono_a_pochi_metri_dalla_rems_solo_adesso_riflettori_su_di_no-409855096/

    Ma dove siamo arrivati?
    Sono sempre piú schifato e incaxxato!

  • 6
    Gabriele -

    Secondo me, la donna non deve essere proprio messa nella condizione di doversi difendere, mai. Facciamo tutti i proclami sul mondo libero, su quanto sia democratico anche il nostro modo di pensare o il Paese in cui viviamo, e poi dobbiamo sentire che una donna viene uccisa, e che il suo carnefice, aveva il braccialetto elettronico, che però non ha funzionato ed è arrivato sotto casa della donna per poi ucciderla. Voi dite che le donne hanno diritto di difendersi, ed io respingo questo pensiero, perché se fossimo in un Paese civile, sarebbe il Paese medesimo che difende le donne, senza il minimo dubbio. Questi eventi succedono, perché da qualche parte c’è gente che non fa il suo lavoro, come mai, quel braccialetto non ha funzionato? Non ha responsabilità sia di legge, che morale, la società che non lo ha fatto funzionare? Di quegli aspetti non parla mai.
    Io piuttosto, visti i fatti, che mi rifiuto di accettare, proporrei la condizione della donna minacciata: se una donna si difende

  • 7
    Gabriele -

    …da una situazione dalla quale possa scaturire una lesione ai suoi danni, fino ad anche la morte, le darei il diritto di difendersi come meglio crede, se una donna, in corso di un fatto simile, per difendersi, uccide qualcuno, magari il tizio sottoposto a misure, tipo il braccialetto elettronico, che però non segnala la prossimità, quella donna non sarebbe nè imputabile, nè oggetto di alcuna indagine, poiché sottoposta ad una condizione contro la sua volomtà, ovvero di donna minacciata. Come negli Stati Uniti. Una donna che uccide un aggressore, non è imputabile di omicidio, ma viene immediatamente trattata come “donna in condizione di pericolo per sè stessa”, non si avvia nessun procedimento, penso nemmeno il Grand jury…
    Io non sono d’accordo sul far diventare l’Italia un West, dove ogni cow-boy alla Eastwood, possa andare in giro e sparare, che poi diventa come lì in U.S.A. dove un maniaco entra e spara e fa una strage. Pensiamo anche ai responsabili che non fanno…

  • 8
    maria grazia -

    Gabriele sono d’ accordo con te. Nessun paese dovrebbe mai diventare un far west. È pur vero che per una donna è molto difficile difendersi da un uomo in caso di aggressione, se è disarmata. Quindi forse sarebbe meglio insegnare alle donne a come potersi destreggiare in certe situazioni piuttosto che sperare nell’ onnipresenza dello Stato e delle forze dell’ordine in qualunque anfratto e circostanza. Una cosa che, per vari motivi, è difficilmente realizzabile.

  • 9
    Tommy -

    Almeno negli U.S.A c’è la pena di morte, cosa che ci vorrebbe anche in questo paese, vedi che a certe merdaccie come Luca Delfino ci penserebbero non due volte, di più, tanto tipi come quello sono solo la FECCIA della terra, punto!

  • 10
    maria grazia -

    Tommy, credo che la pena di morte non sarebbe comunque un deterrente, perché chi arriva a uccidere per motivi “passionali” ha enormi problemi con la propria capacità di controllarsi, con il proprio background educativo, ecc… e non sarebbe la prospettiva della punizione a fermarlo.

    E infatti non a caso negli USA i serial killer hanno sempre proliferato.

    La visione di una donna che si difende e reagisce a violenze e soprusi capisco che possa essere poco romantica per alcuni, ma allo stato delle cose è la più pragmatica.

  • 11
    Tommy -

    Sono d’accordo con te Maria Grazia, ma sono mine vaganti irrecuperabili, per questo andrebbero giustiziati. È vero che negli USA i serial killer hanno sempre proliferato ma sono stati comunque tirati giù dalle spese, no?
    Invece in questo paese buonista questi psicopatici sono più tutelati, pensa che hanno diritto pure alle attenuanti generiche, è per colpa di tutto questo assurdo buonismo se ci sono troppe donne morte ammazzate, questo schifo deve finire!
    Scommetto che se qui ci fossero delle leggi dure che ci sono in Svizzera i reati predatori come i femminicidi diminuirebbero fino a sparire del tutto, questo è poco ma sicuro.

  • 12
    Max -

    Premetto che i femminicidi o qualsiasi reato predatorio son cose che depreco con ogni mia forza, ma sono contrario alla pena di morte, E questo non per buonismo, ma perché ritengo che uno stato che si arroghi il diritto di togliere la vita a una persona si pone sullo stesso piano di quella persona che ha commesso crimini orrendi e contribuisca a una spirale di imbarbarimento generale che non può portare a nulla di buono. Il problema, secondo me, non è la severità o crudeltà della pena, bensì la sua certezza. Se uno ha commesso un crimine orrendo deve essere punito come la legge prevede, senza se e senza ma. Nel nostro paese, invece, appunto si trovano mille eccezioni e scappatoie, per cui, ad esempio, uno che ha investito un pedone e si scopre che guidava ubriaco non si vede ritirata la patente perché se no come fa a lavorare? oppure perché proviene da un contesto disagiato ecc. Io sono convinto che se le pene fossero ineludibili ben pochi chiederebbero la pena di morte.

  • 13
    maria grazia -

    Non sapevo che in Svizzera ci fossero leggi così.

    Comunque so di ragazze che vivono negli emirati arabi ( che sicuramente hanno una cultura molto più maschilista della nostra ) eppure dicono che lì le cose funzionano meglio. C’è più ordine, più pulizia, più rispetto delle regole e difficilmente le donne subiscono molestie.

  • 14
    Gabriele -

    State parlando della Svizzera, dove vi è un alto tenore di vita e dove lì, è stato stabilito, un minimo indispensabile per vivere che è fissato per legge, a 2500 CHF, quindi 2500€ al mese, che possono sembrare tanti, ma poi l’affitto di un mono o bilocale si aggira sugli 800-900 CHF, e quindi praticamente corrispondono ai nostri 1300€, per potere d’acquisto, solo che lì, c’è il parcheggio con la targa, e se qualcuno lo occupa, anche per cinque minuti, si viene multati di 29 CHF, e se lasci l’auto in posti strani, tipo in doppia fila, la prendono e la rimuovono, senza tanti complimenti. Quindi c’è una questione di tenore di vita e di disponilità, noi sentiamo tanti fatti e crimini, perché in pratica viviamo in Paese sottosviluppato e povero, se confrontato con gli standard Svizzeri. Poi sono d’accordo con Maria Grazia e Max, che la pena di morte non va bene, specialmente in Paesi dove c’è molta disuguaglianza sociale e discriminazione, tutti i reati che avete descritto hanno come

  • 15
    Gabriele -

    …ragion d’essere la discriminazione, negli U.S.A. la gente scende in strada, a centinaia con certe storie che sentiamo qui in Italia, perché sono fatti discriminatori, che ledono tutti, e tutti di conseguenza scendono in strada, pacificamente ad appoggiare la vittima, qui invece chi si vede? O si sente? Ah già lo stereotipo del “se l’è andata a cercare” oppure false domande, ipocrite “una tragedia che si poteva evitare?” oppure “una tragedia senza un perchè”. Bisogna anche agire a rigor di popolo, in Svizzera c’è il popolo Svizzero, in U.S.A c’è il popolo Americano, che su certe cose è sempre unito, in Italia che popolo c’è?
    Quando dicevo che la donna non deve mai essere difesa, e che il Paese deve essere civile, intendevo questo: non bisogna aspettare ogni volta la tragedia, né intendevo le forze dell’ordine, ma fare quello che è nelle nostre possibilità per evitare che certe cose accadano.

  • 16
    Sono La hit dell'estate -

    l’Italia sarà pure le nazioni più nichiliste dell’Europa ma chi sono le donne italiane….??? Non risulta che in vita siano dei stinchi di santo, prima di tutto sono delle isteriche, frustate, che si arrabbiano per ogni 3×2, si credono belle e molte non assomigliano minimamente a Diletta Leotta né a Belen Rodriguez anzi alcune sono davvero l’opposto compreso le chiattone e le Mariangela Fantozzi, sono talmente prese da studio e lavoro e pretendono di mantenere pure famiglia pur con scarsissimi risultati e poi l’Italia è un paese da terzo mondo e se devono tenere famiglia non devono per nessun motivo lavorare sennò possono rinunciare alla coppia, famiglia e pure ai momenti di passione che tanto col sesso in Italia non ci si perde niente. Quindi se una donna perde la vita così brutalmente non è che in fondo sia una grande perdita anzi è quasi un guadagno.

  • 17
    Max -

    Hit, ma sei matta? Quali che siano i difetti di una donna, o delle donne italiane o di qualsiasi altra nazione, questi non possono in alcun modo giustificare il fatto che perdano la vita e meno che mai che la perdano per colpa della mano assassina di qualcun altro. Preferisco credere che tu non sappia quel che ti dici e che, piuttosto che dalla testa, le tue asserzioni vengano magari dallo stomaco, ricolmo di bile e di rabbia per qualche motivo. Pensa bene all’esatto significato e all’effettiva portata delle cose che affermi!

  • 18
    Golem -

    Max, non prendere sul serio quel nick, che non è neppure detto che sia una donna, cosa che le sue ultime, anacronistiche dichiarazioni, sembrano confermare. Un “profiler” ci vedrebbe senzafatica il classico maschio sfigato e frustrato che cerca penosanente di trovare un modo per vendicarsi.
    Qui ne arrivano parecchi.

  • 19
    maria grazia -

    Max, quel commento becero lascia senza parole. Ma d’altra parte non bisogna stupirsi più di tanto, essendo questo uno spazio dove molti vengono unicamente per scaricare i loro disagi e frustrazioni. Qui di malessere c’è n’é tanto, anche grave, a tutti i livelli. Misoginia, psicopatie non dichiarate ( ma che si possono ben intravedere tra le righe ) invidia cronica e patologica, disturbi ossessivi.
    La cosa migliore da fare è ignorare quello che vomitano taluni soggetti, e non dar loro spago, in modo da non nutrirli.

  • 20
    Gianca -

    @Ht, minkia cosa gli farei a gente come te… Fai schifo proprio.

  • 21
    Ciavo (o Chavo?) -

    Le femmine dovrebbero farsi un esame di coscienza.

  • 22
    Tommy -

    @Ciavo (o Chavo?)

    Vai a farti fare tu un esame, ma psichiatrico però, poi vai anche a farti fottere!

  • 23
    maria grazia -

    Tommy, sei il mio nuovo mito ❤️

  • 24
    Ciavo (o Chavo?) -

    Quando con la tua condotta porti all’esasperazione un uomo, se questo è instabile poi te la fa pagare. Non siamo tutti ben centrati. Mai aizzare, donne: siate prudenti.

  • 25
    maria grazia -

    @Ciavo-Chavo: un tizio può arrivare ad ammazzarti per i più disparati motivi, non necessariamente perché gli fai perdere le staffe ( che non è comunque una giustificazione ).
    Uno una volta voleva tagliarmi la gola semplicemente perché non mi sono voluta mettere con lui.
    Purtroppo molti uomini italiani sono fuori di testa e all’ estero ormai avete la nomea di maschilisti trogloditi e violenti. Sempre meno donne straniere vogliono stare con un italiano.
    Comunque per me un uomo che fa i tuoi discorsi è potenzialmente in grado di uccidere quindi è assolutamente da evitare.

  • 26
    rossana -

    Ciavo,
    so che nell’approvare in parte il concetto che hai espresso nei tuoi post su questo tema mi attirerò attacchi e critiche da quasi tutti gli utenti abituali ma lo faccio lo stesso, per onestà nei confronti di me stessa.

    Alla data di ieri, 83 erano in Italia le donne uccise nel 2023 dai loro partner, più o meno ufficiali.

    Premesso che OGNI singola vita ha un valore inestimabile, vorrei però aggiungere che ben 34 di quegli assassini si sono poi, a loro volta, tolti la vita.

    Su questo aspetto ci sono ben poche riflessioni. Ieri sera anche Recalcati è stato zittito nel tentativo di esporre le difficoltà psichiche del maschio nell’elaborazione del lutto amoroso.

    Questo non per giustificare ma per cercare di trovare un preventivo rimedio a questo inaccettabile tipo di delitti e per ridurlo mediaticamente al suo effettivo carico sociale.

    Raffrontandolo, ad es., ai 761 morti sul lavoro di questi 10 mesi, che destano molto meno indignazione e a cui, a mio avviso, si dovrebbe porre maggior attenzione e più facile prevenzione.

  • 27
    Golem -

    Solito parallelismo non sense, dove la volontarietà mi pare dovrebbe giocare un ruolo discriminante circa le
    ragioni di quelle morti.
    Comunque, dai, morto per morto, nei momenti liberi possiamo riflettere anche sui 6mila morti annui per incidenti domestici, 3500 per quelli stradali, o alle circa 700 occorse durante il rapporto sessuale (compresi quelli sado-maso ovviamente) ai 300 per strafogamento da crapula e a quello sfigato bruciato vivo dalla lunga barba incendiata dal cero ai defunti acceso il 2 novembre, sino al morto deambulante (caro alla riflettenda) di cui conosciamo il nome in codice. Insomma, con lo stesso criterio di accorpamento cadaverico possiamo riflettere sulle circa 600mila muerte che annualmente si verificano in Italia, e così cercare di capire le ragioni e magari evitarle.

  • 28
    Tommy -

    @Ciavo (o Chavo?), non sta scritto da nessuna parte che una deve stare con un uomo finché morte non gli separi, punto. Altro che esasperazione, è la coltura patriarcale di sto caxxo che avete nella testa.
    Chissà quanti giudici la pensano come me te, ecco perché questo paese è uno schifo.
    Dipendesse da me darei carta bianca alle donne che si sentono minacciate e perseguitati di prendere la licenza del porto d’armi così se l’instabile capita sotto casa della vittima perseguitata e minacciata lei può essere legittimata a centrarlo in mezzo agli occhi con una supposta, vedi che l’infame ci penserebbe non due volte, di più!

  • 29
    maria grazia -

    Beh, un “preventivo rimedio” potrebbe essere il cominciare a educare il maschio che la donna non è una sua proprietà, è che ha tutto il diritto di fare le sue esperienze, così come i suoi sbagli, esattamente come ce l’hanno gli uomini, senza venir condannate e perseguitate per le proprie libere scelte!
    Senza più essere costrette a corrispondere a modelli di virtù e di perfezione che sono non solo irrealistici, ma anche deleteri per la propria evoluzione personale.

  • 30
    rossana -

    Commento 27

    Visto che perdura la tendenza al bullismo virtuale nel distorcere i concetti, mi diverto anch’io nel giochetto di restituire l’attenzione.

    Il mio intento era di evidenziare la differenza mediatica fra due tipi di morti, entrambi con possibilità di contenimento. Maggiore per i morti sul lavoro, molto meno facile per l’uccisione di donne da parte dei partner.

    Se si fosse voluto arricchire il tema si sarebbe potuto riportare estratti come quelli che seguono:

    – “Nel decennio 2013-2022 le fattispecie in esame mostrano un trend in progressivo e costante incremento. La variazione più ragguardevole attiene all’incremento del 105% conseguito nell’intero periodo per i maltrattamenti contro familiari e conviventi, seguita da quella del 48% per gli atti persecutori. Mentre per le violenze sessuali si rileva un importante aumento, pari al 40% (4.488 casi nel 2013 a fronte dei 6.291 nel 2022).”

    Continua…

  • 31
    rossana -

    … segue

    – “La percentuale di donne vittime di violenze sessuali presenta un’incidenza elevata, vicina al 90%, in tutti i periodi in analisi.”

    (https://alleyoop.ilsole24ore.com/2023/11/09/violenze-sessuali-costante-aumento)

    Tema a carattere sociale che merita riflessioni. Cause per me attinenti più alla sempre maggior carente capacità d’amare e all’oggettualizzazione derivante dall’attuale cultura dei consumi che non da residui di quella patriarcale, che pur vi contribuisce ampiamente.

    Tutto il resto, citato a sfoggio di conoscenze e per provocare (non me soltanto), c’entra come i cavoli a merenda.

    Utile, forse, fare notare, nell’ambito del tema di risonanze mediatiche, che in TV la pubblicità sulle auto supera di gran lunga le brevi e frammentarie notizie sull’elevato numero di morti per incidenti stradali. Quelli non devono fare riflettere, né indurre a potenziare i mezzi pubblici!

  • 32
    Golem -

    Rossà, dietro le auliche parole dei tuoi post, il tuo giochetto è quello di voler cercare di mettere in evidenza punti di vista “diversi” usando termini d’effetto, e quindi così “distiguerti” dal banale comune mortale che seguirebbe da beota il battage mediatico-pubblicitario.
    Nella pratica ontologica cerchi di mettere in guardia il lettore dall’imbonimento con lo stesso metodo.
    Le morti “evitabili” vanno tutte osservate nella causa che le ha provocate, e limitate laddove sia possibile. In effetti, se si leggessero le statistiche con altre intenzioni si scoprirebbe che le morti stradali sono un quarto rispetto a mezzo secolo fa, visto che nel ’72 furono 11mila, e anche quelle sul lavoro oggi sono inferiori a quelle degli stessi anni. Ora, se le cause degli incidenti stradali e sul lavoro hanno una spiegazione diciamo meccanico-dinamica, che l’educazione alla sicurezza e le protezioni passive possono controllare, i femminicidi hanno cause completamente diverse. Non ci sono ancora airbag o corde di sicurezza se il tuo boy friend ti sta ammazzando perchè lo vuoi mollare.

  • 33
    maria grazia -

    Scusa Rossana, tu parli di oggettificazione e società dei consumi e poi sostieni utenti come Giangi, che vede nella donna che vive liberamente le proprie scelte e il proprio corpo come un qualcuno che non è nemmeno un essere umano… singolare direi. Purtroppo spesso sono le donne stesse a promuovere la cultura della sopraffazione sul genere femminile. Vedere delle utenti che sostengono individui che qui fanno certi discorsi non è di aiuto nell’ ottica di un cambiamento culturale e di mentalità che deve riguardare tutti noi, attraverso il messaggio che dovremmo dare. Altrimenti riportare dati e statistiche non serve proprio a una cippa. È inutile poi stupirsi perché si viene tacciate di incoerenza.

    Interessante quello che dice la ragazza nel video..

    https://m.youtube.com/watch?v=hAD-XbkfH4g&pp=ygUgUmFnYXp6YSBzcGFnbm9sYSBzdSBnbGkgaXRhbGlhbmk%3D

  • 34
    ARGO -

    Non per giustificare, ma un uomo che viene mollato o tradito facile che si senta più perduto rispetto a una donna che un altro uomo lo trova in giornata. Poi l’animo di uomini e donne è differente: la donna è per la vita mentre l’uomo per la morte. Tant’è che gli uomini si suicidano 6 volte che le donne. In Italia l’80% dei suicidi è maschile, un autentico flagello di cui non parla mai nessuno

  • 35
    rossana -

    – “cercare di mettere in evidenza punti di vista “diversi” usando termini d’effetto, e quindi così “distiguerti” dal banale comune mortale che seguirebbe da beota il battage mediatico-pubblicitario.”

    Con il linguaggio che mi è abituale esprimo opinioni per confrontare idee, NON in cerca di un rompiscatole che analizzi, dal suo punto di vista, l’intento che mi induce a comunicare.

    Farsi, almeno ogni tanto, una fresca insalatina degli intenti propri mai, eh?

    – “se le cause degli incidenti stradali e sul lavoro hanno una spiegazione diciamo meccanico-dinamica, che l’educazione alla sicurezza e le protezioni passive possono controllare, i femminicidi hanno cause completamente diverse.”

    Ma va? Caspita! Nessuno sarebbe mai riuscito a raggiungere questa originale conclusione!!!

    Grazie davvero per entrambi i contributi. 🤣🤣🤣

  • 36
    Passante -

    @ARGO

    “Non per giustificare, ma un uomo che viene mollato o tradito facile che si senta più perduto rispetto a una donna che un altro uomo lo trova in giornata.”

    Eh si ma bisogna vedere chi trova però !

  • 37
    Golem -

    Ma va cosa? Guarda che se ho fatto quella precisazione è perchè tu hai messo insieme situazioni che in comune hanno solo il decesso del protagonista, mentre le genesi delle ragioni sono sostanzialmente diverse, e pertanto richiedono gestioni differenti del problema. L’ho scritto chiaramente nell’altro posto, ma lo ripeto, visto che rispondi come non avessi letto, o proprio non capito la dufferenza che ho sottolineato. Per le morti stradali e del lavoro la prevenzione e i sistemi di protezione sono attivi e funzionanti da decenni, e pur potendoli migliorare, ad oggi dati storici parlano chiaro. L’altro è un problema sociologico molto più complesso da affrontare, e con tempi prevedibilmente lunghissimi perchè se ne vedano gli incerti “frutti.
    Tu fai una marmellata “tuti fruti” di e vuoi far passare me per fesso con quel “ma va”? È che hai così necessità di metterti in mostra e distinguerti con visioni “originali”, che non vai bene a fondo delle cose che scrivi. Io te lo faccio notare, altri, pur avendo i mezzi per notarlo, tacciono.
    Preferisci i secondi, vero?

  • 38
    Tommy -

    ARGO, dai piantala di dire stronzate scemo!

    Ma sei serio?

    Anche in questi argomenti così delicati ci devi mettere il becco solo per dire caxxate.

    Dove l’hai letta questa fonte degli uomini che si suicidano 6 volte di più dellle donne?

    Dai, linka le fonti pagliaccio. O devo pensare che sei un conta balle in cerca di notorietà?

    La verità è che sono solamente dei poveri sfigati che non sono capaci di accettare il fatto che le relazioni quando iniziano hanno una fine, punto.
    Patetici e sfigati che credono ancora alla favoletta di Romeo e Giulietta, e poi vanno fuori di testa ogni volta che finiscono le relazioni, glielo ordinasse il medico di andare a cercarsele con il lanternino. Poi non sta scritto da nessuna parte che una deve stare con uno finché morte non gli separi, quindi le donne sono libere di fare quel caxxo che vogliono, punto e basta!

  • 39
    maria grazia -

    Argo, forse più che trovare scusanti per chi uccide, bisognerebbe far capire alle persone ( sia uomini che donne ) che la felicità e la serenità non dipendono dal trovare un partner e/o dall’ essere professionalmente realizzati e socialmente “ben inseriti”, ma dipende invece dal concetto che abbiamo di noi stessi e dalla ricerca del nostro vero Sé, la cui riscoperta ci permette di vivere una vita piena e autentica e in armonia con le nostre vere istanze, anziché inseguire modelli predefiniti imposti dalla società. Perseguire qualcosa basato su bisogni indotti ( come l’ amore romantico ) non può che generare in noi infelicità e frustrazione. In natura non esiste “la coppia perenne”. Se tutti vivessimo allo stato brado, uomini e donne starebbero fianco a fianco giusto il tempo necessario per la riproduzione ( nove mesi ). Dopodiché, chi si è visto si è visto. Questo per farti capire quanto la nostra cultura ci influenzi.

  • 40
    maria grazia -

    Tra l’altro la condizione di “solitudine” spesso si rivela ottimale per portare a termine obiettivi e progetti che ci siamo prefissati. Tutti i più grandi uomini della storia ( artisti, guerrieri, poeti, inventori, viaggiatori, maestri ascesi ) erano persone sole. E non è un caso.

  • 41
    rossana -

    – “Guarda che se ho fatto quella precisazione è perchè tu hai messo insieme situazioni che in comune hanno solo il decesso del protagonista, mentre le genesi delle ragioni sono sostanzialmente diverse, e pertanto richiedono gestioni differenti del problema.”

    Guarda che avevo messo in evidenza SOLTANTO la differenza dei tempi dedicati in TV nel riferire notizie su due situazioni deprecabili che hanno in comune diverse entità numeriche di morti.

    Tutto il resto l’hai messo in campo tu, per starmi addosso e renderti superiore.

    – “non vai bene a fondo delle cose che scrivi. Io te lo faccio notare, altri, pur avendo i mezzi per notarlo, tacciono.”

    Pur necessitando sempre di lezioni, posso ancora una volta farti presente che da ANNI non ho alcun interesse a riceverle da te, che mi sei ostile per partito preso?

    Grazie di cuore agli utenti tolleranti che non si soffermano troppo a lungo su di me o sui miei post. Cioè che “vivono e lasciano vivere”, come a mia volta faccio anch’io con parecchi altri!

  • 42
    Golem -

    E invece li riceverai, come tutti, me compreso.
    Comunque, guarda che i tempi televisivi hanno sempre una ragione legata alla cronaca, anche perché, come già detto, i morti stradali (di cui manco a farlo apposta si è parlato a lungo una decina di giorni fa) e quelli da lavoro, hanno delle soluzioni, per quanto perfettibili. Dei femminicidi si è cominciato a prendere coscienza solo da qualche anno, e la soluzione non sembra facile. Ma ripeto, il punto non è quello, ma che l’impellente bisogno di distinguersi è forte. I mezzi per farlo meno.

  • 43
    Ior -

    Rossana, condivido i tuoi interventi.
    Alcune vicende mi fanno pensare al tristemente famoso delitto di Novi Ligure. Inizialmente i due fidanzati diedero la colpa agli albanesi, così la Lega in tempi record organizzò un corteo anti-immigrati (in quegli anni il male erano gli albanesi, gli africani erano ancora visti come simpatici vú-cumprá), ma quando si scoprì la verità, in fretta e furia furono costretti a nascondere fiaccole e forconi.
    Morale della favola, abbiamo sempre bisogno di incolpare qualcuno. È parte delle dinamiche sociali.
    Il problema è che media e politica preferiscono parlare alla pancia, alimentando un gioco pericoloso. Anziché trattare seriamente certe tematiche, si preferisce polarizzarle, mandando tutto in vacca e molti non fanno altro che seguire la massa.
    Per cui trovi uomini, che per motivi abbastanza evidenti (vedi compiacenza) salgono sul carro dei forconi, così come fanno alcune donne, che magari la volta prima affermavano di essere attratte dai criminali.

  • 44
    rossana -

    Commento 42

    Citazione di un esperto in materia di contrapposizioni particolarmente focose:

    “Bisogna lasciarlo dire e fare sì con la testa.”

    Alcuni incontri nel virtuale confermano la piacevolezza del lusso di potersi isolare il più possibile dal sociale nel reale.

  • 45
    Golem -

    Ecco, fai sì con la testa. Le ragioni di “certi” interventi non cambiano la loro “natura” per questo.

  • 46
    rossana -

    Ior,
    grazie per il commento, che mi fa riflettere sul fare a meno di rispondere nei dettagli a chi mi vuol male per meglio dedicare tempo e attenzione ai confronti d’interesse.

    Di solito seguo due tg, sia a sera che talvolta a fine mattinata. Di recente ho notato che uno dei due ha dedicato più di 10 minuti alla povera Giulia, nell’ambito di una durata complessiva di 30 minuti, nonostante le due feroci guerre in corso.

    Capisco che il caso metta in evidenza un’inquietante situazione relazionale fra giovanissimi, e non fra coppie anagraficamente più mature, ma mi sembra lo stesso che si esageri un po’ in tutti i programmi a parlarne, per lo più a vanvera.

    Come se il fenomeno fosse emerso ieri e non fosse, da sempre, analizzato con l’orientamento voluto dal mainstream del momento, del tutto privo di approfondimenti seri che, a mio avviso, dovrebbero riguardare anche le leggi in vigore. Ora a maggior favore delle donne come negli ultimi 1900 anni in Italia sono state a totale favore degli uomini.

  • 47
    VIR 75 -

    Io comunque non mi fido del dolore che dà spettacolo.

    E, sì: il patriarcato è una sciocchezza, in questa società ginocentrica e frociocratica in cui un maschio bianco etero è considerato un paria da condannare alla morte civile.

  • 48
    maria grazia -

    Ior, l’ attrazione per qualcuno non risponde a regole razionali. Il fatto però di essere attratte da una certa tipologia di uomini non significa necessariamente doverci stare assieme. A me potrebbe piacermi ed eccitarmi un criminale, per dire. Ma allo stesso tempo potrei non voler condividere la mia vita con lui, un po’ come quegli uomini che si innamorano di donne belle ma inaffidabili.

  • 49
    Jasmine -

    Non potevano mancare le due cimici Lor e VIR 75, ma le cimici sono belle, lo dice la scienza brutta:

    https://m.youtube.com/watch?v=_tad4DJbAOQ

    A me fanno schifio cmq!

  • 50
    Ior -

    Maria Grazia
    Infatti fa parte delle contraddizioni dell’essere umano e spiega perché non può essere ricondotto tutto al maschio brutto e cattivo, al patriarcato ecc ecc.. Viene fatto solo per ragioni ideologiche, ma i meccanismi sono più complessi.

    Rossana
    Concordo!

    Jasmine
    Posa il fiasco Mario

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