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Il dono: La Vita

  

Ogni giorno ringrazio “DIO” per il dono ricevuto e leggendo le lettere che parlano della paura di vivere o di desiderare la morte fisica per dormire e non soffrire più mi hanno spinto a scrivere. Sin da bambina si è manifestato il dono della medianità, ho comunicato con mondi paralleli, ho visto morire, ho pianto il lutto di persone care, ho perso mio padre…
E’ stato lungo il cammino e tortuoso, ma gli Angeli hanno accarezzato la mia anima e cosi ho compreso la mia strada: essere servizio e testimonianza per la vita oltre la vita. Ho avuto prima il dono della scrittura, poi quello della chiaroveggenza. Tante sono le storie di ragazzi che non sono più di questa terra ma oggi sperando che qualcuno legga questo mio scritto vorrei raccontare la storia di Roberto. Tutto accadde quattordici anni fa mentre ero con delle mamme che attendevano una carezza da Dio: sentire i propri figli, una voce dice: Roberto.
Il giorno dopo un’amica mi chiama dicendomi che una sua cara amica aveva perso un figlio e il suo nome era Roberto. Era il 14 febraio nella notte. Un tonfo dal quarto piano e Roberto recide il filo della sua vita terrena , la sua ragazza dopo più volte lo aveva lasciato, è stato uno shock per sua madre vedere il suo corpo senza vita lì infondo. La disperazione era tanta e tante le domande, perchè… dopo due giorni ricevo Roberto, è triste e spaventato; gli domando dov’è e mi risponde di essere nel grigio e sentiva tante mani su di se che lo strattonavano da una parte all’altra. Gli domando il perchè di quel suo gesto e mi parla della sua solitudine e di come sentisse il peso della vita, detto questo il suo dolore aumentava, quella era la sua punizione: l’assenza di Luce. Poi mi descrive un quadro che aveva dipinto prima di morire, era un notturno, colori della notte coprivano uno spicchio di paesaggio, era la sua notte. Chiedeva perdono ed abbiamo pregato per lui. Dopo anni di silenzio ho risentito Roberto.
Nel frattempo ho conosciuto una persona speciale che mi ha parlato di ragazzi che annunciano la morte attraverso lettere al Direttore, e lui in prima fila offre il suo tempo per sostenere questi ragazzi alla vita. Sento il dolore e la paura di questi ragazzi, poi Roberto mi chiede di scrivere: “Sono nella tenue Luce , il dono della Misericordia mi ha abbracciato; il mio compito è aiutare chi come me non ha compreso il dono della vita. Il mio cammino è ancora lungo ho perdonato e mi sono perdonato e chiedo ancora perdono. Non ho più paura del buio ma ancora combatto per districare i veli del grigio intorno a me. Bacio mia madre, consolo mio padre”.
Questo messaggio lo riporto così come mi è stato dettato. Ognuno di noi porta fardelli sulle spalle e, per me che vedo oltre, non rinuncerei mai a svegliarmi e ringraziare per il dono ricevuto. Possa ognuno di questi ragazzi respirare il “DONO DELLA VITA”.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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17 commenti a

Il dono: La Vita

Pagine: 1 2

  1. 1
    afra -

    buh…che devo dire…

  2. 2
    carmela -

    se hai veramente questi poteri, dimmi come sta mio padre morto il tre agosto del 1979.si chiamava graziano ed è morto solo,in campagna.io avevo 14anni ora ne ho 43.aveva un caratteraccio e non abbiamo mai fatto grandi discorsi,era troppo severo. Ma era pur sempre mio padre.avevo paura di lui perché burbero e all antica, vorrei tanto che sia felice almeno li. Chissà se mi voleva bene. Aveva paura dei medici, e la morte lo ha colto solo.chissà come ha avuto paura!questo mi rattrista non poco.ora che sono grande,non ricordo neanche se quando è morto ho visto la sua faccia.ricordo solo che è stato uno schock per me,ultima di sei figli. Lo penso sempre anche se era insopportabile a volte.aveva 63anni.forse era troppo vecchio nell anima.ciao babbo,da carmela

  3. 3
    anonimo -

    gioha
    ma ti appaiono… li vedi o li senti?
    e chi muore in modo accidentale in un incidente cosa accade?
    per aiutarli cosa bisogna fare?
    ci si puo’ mettere in comunicazione?

  4. 4
    xaver -

    ma si possono avere i numeri per vincere al super enalotto ….

  5. 5
    Giohà -

    Il dono: “La Vita”, è una testimonianza dell’amore per la vita dedicata a ragazzi che non riconoscono questo dono e temono la vita.Il dolore ragazzi nasce con l’uomo, è “l’Amore” la chiave della trasformazione del dolore, noi non siamo perfetti ma perfettibili, è qui che la responsabilità ha un ruolo importante per la ricerca della propria identità e alla domanda chi siamo, da dove veniamo, dove andremo, risponderemo:siamo anime che hanno scelto di incarnarsi per amore del “DIO VIVENTE” in noi, veniamo da un’unica fiamma per riscaldare i nostri fratelli per poi tornare un giorno al Divino e celebrare l’AMORE UNIVERSALE. Non sprecate questa occasione ragazzi , vivete ogni giorno ringraziando per quello che avete e non avete accogliete la vita che vi è stata data amandovi e amando. Riconoscete il bello, il buono e il giusto dando rispetto alla vostra identità di uomo e donna chiamati al perfezionamento del proprio sè facendo emergere il Sè divino.Non lasciatevi travolgere dalla massa ognuno di voi è speciale a DIO.
    Rispondo a Carmela, io non ho poteri sno un canale che quando mi è concesso porto “il messaggio”, metterò tuo podre nelle mie preghiere.A te anonimo, chi passa oltre in maniera violenta, non ha la consapevolezza di dove si trova e fà difficoltà ad accettare la morte, nonostante abbia l’aiuto di chi lo ha preceduto o di angeli preposti ad accompagnarlo si ostina a credere ancora di avere il corpo fisico. Bisogna pregare per loro e rassicurarli di andare verso la ” Luce”.Rispondo a Xaver, il mondo invisibile non mi detta numeri vincenti, mi aiuta a vivere consapevolmente ogni giorno del mio lavoro.

  6. 6
    anonimo -

    e’ difficile accettare la morte di un proprio caro…morto per incidente …molto difficile dopo un anno ancora non riesco ad accettarlo sono arrabbiata con il mondo vorrei rompere tutto cio’ intorno a me io non sento piu’ l’amore di Dio non sento nulla….una parte di me é morta e piena di rabbia….di rancore, cose mancate non dette dolore….lacrime tante lacrime

  7. 7
    DAGO44 -

    Quando una persona ci viene tolta in modo cosi brutale è inevitabile che ci sentiamo feriti,lacerati,rabbiosi,ci si sente svuotati,inermi,perchè con quel congiunto avremmo potuto ridere tante altre volte,piangere tante volte..udire la sua voce,poi di colpo non è più così e tutto ciò ti genera sofferenza.Voglio raccontarti un episodio,un episodio che mi ha lacerato il cuore,il cervello per anni interi,mi ha dilaniato l’anima,mi ha portato per un periodo di tempo a odiare me stesso,a odiare il mondo.Molti anni fa..tanti,terra straniera dilaniata da guerre ormai millenarie,avevo raggiunto la maggiore età da poco,ero in guerra con la mia famiglia,una famiglia che non mi aveva mai capito,una famiglia che nemmeno io sentivo mia,me ne andai in questa terra,vestivo una divisa,non conoscevo nessuno e nessuno conosceva me.Erano le condizioni migliori per me,passavano i mesi,la guerra era nel pieno,conobbi un commilitone anche lui amava parlare poco,anche lui era li,forse per il mio stesso motivo,o forse no..non lo seppi mai.Naque una bella amicizia,fatta di sguardi che volevano dire tutto perchè quando si è in guerra importante è capirsi con gli sguardi.

  8. 8
    DAGO44 -

    Una notte di fuoco però non fu così,ci fu un azione di attacco troppo fulminea,troppo veloce anche per noi,lui rimase a terra immobile,dilaniato da una bomba,feci di tutto per tamponare quell’orrenda ferita.Gli parlavo lo scuotevo,ma probabilmente lui non era più..
    Tenni sempre nel mio cuore Luca,lo custodivo gelosamente,ogni cosa che facevo era sempre per lui,era sempre con lui.Ho patito tanto in questi anni,di sensi di colpa,di parole che rimbombavano nel cervello.Con mia moglie di questa cosa ne parlai solamente tre anni fa,sebbene fossero gia 15 anni che eravamo sposati,perchè le mie crisi notturne,i miei incubi erano sempre più frequenti.Poi decisi di parlare di questa cosa con un frate,una persona stupenda,mi disse che ormai Luca doveva andare,e che il mio egoismo doveva finire li.Non è stato facile,ma piano piano,lentamente ho lasciato che Luca defluisse dove era giusto che andasse,anche aiutandomi on una preghiera.Non tanto tempo fa una mattina ho sognato,o visto nel dormiveglia ancora non mi è ben chiaro un angelo e una luce abbagliante,il tutto durato penso non più di un secondo.Nessuna predica da parte mia,nessuna smania di insegnarti se leggi il sito troverai miei interventi specialmente sul sito Suicidio.Per farti meglio comprendere tutto cio ti dico che ora è anche piu facile per me parlarne,scriverne.Di questo post fanne l’uso che vuoi,spero che ti serva almeno un po per lenire quel dolore che così atrocemente ti sta attaccando l’anima.Abbi cura di te.DAGO44

  9. 9
    Giohà -

    Rispondo a te, Anonimo,il dolore non si cancella ma si trasforma. Il vuoto, le parole non dette, i ricordi,i perchè, i se e i forse non fanno altro che nutrire la rabbia. Ti racconto una storia vera, senza menzionare i nomi per rispetto ed amore di questa gente. Ero a Napoli ad un convegno organizzato sulle tematiche della morte, la trasformazione, la vita.Ovviamente la mia presenza era rivolta alle mamme che avevano perso i figli in incidenti,suicidio o malattia.Mi si avvicina una mamma dall’espressione altera,il volto asciutto senza una lacrima, si siede e mi passa la foto del figlio. Cerco il contatto medianico dopo breve il ragazzo risponde: ” Mamma mi stai trattenendo se mi ami lasciami volare, la tua rabbia non fa bene ne a me ne a te. Quando di notte piangi e imprechi io ti tocco ma tu non mi senti, tu mamma, stai piangendo per te non per me. Non mi servono più i guanti da boxer, dalli in dono”.A questo messaggio la mamma si alza e va via sbattendo la sedia. Il giorno dopo la rivedo, mi si avvicina dicendomi: “Ogni giorno entro nella camera del mio ragazzo prendo i suoi guanti da boxer e li string a me piangendo”. Aveva riconosciuto suo figlio da quel messaggio, poi mi abbraccia in un pianto infinito. Gli anni sono passati non ha cancellato il dolore ma lo ha trasformato, la mamma di…… ora aiuta altre mamme a guardare olte a liberarsi dalla rabbia ed amare senza condizioni. Sono tante le storie vissute mie di dolore e di gioia e di chi ho accompagnato e accompagno ancora con il sostegno di chi non mi abbandona mai :” DIO”. Possa il Fuoco Divino riscaldare presto il tuo cuore. Giohà

  10. 10
    anonimo -

    Dove abiti Gioha?….consigliami un libro da leggere….
    come fai a metterti in contatto con i defunti?
    Dove sono gli appuntamenti di questi meeting?

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