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Il caso

  

Sono capitata qui per caso, non amo il virtuale, ho sempre preferito guardare le persone negli occhi ma ultimamente son diventata allergica al genere umano. Quindi preferisco stare chiusa in casa, protetta da queste quattro mura. Ho vissuto, non sono più una ragazzina, quindi mi tocca fare il bilancio della mia vita: un matrimonio fallito, un figlio preadolescente ribelle, un amore finito male, un lavoro perso causa “bancarotta fraudolenta” insomma trovarsi a 50 anni con il vuoto, intorno e dentro, con la sensazione di non avere più nulla per cui valga la pena stare qui.
Affidare i propri pensieri ad uno schermo che brilla nel buio di una stanza ed in quello della mia anima mi sembra pazzesco ma gli “altri” non possono capire, solo chi ha superato il limite sa di cosa sto parlando. Io il limite l’ho superato ed ho guardato dall’altra parte, ma non era la mia ora e così sono rimasta di qua, in bilico tra due mondi: quello del tutto ma che alla fine è niente e quello del niente che però ti da quello che cerchi, la fine del dolore. Grazie per avermi ascoltato.

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5 commenti a

Il caso

  1. 1
    cynderella -

    ciao yoruko
    ti capisco benissimo…. perfettamente. io sto provando la stessa cosa.
    pensa che hai un figlio, non sai quanto è importante, non sarai mai sola. Mariti, fidanzati, mogli, ecc possono restare ma spesso se ne vanno. I figli no. Con tutte le preoccupazioni che ne derivano, i figli ti faranno serntire sempre vivo.
    Se ti può essere di conforto, non sei l’unica a vivere questo grande disagio, però credo che, con impegno, può passare.
    Figurati, io sto cercando di reagire ad un dispiacere che per me è immenso, piango sempre, inizio appena mi sveglio e smetto prima di dormire, eppure nessuno immagina come mi sento, nessuno capisce fin dove in basso sono arrivata… Ora non ti voglio annoiare con i miei problemi.
    Se vuoi raccontami un pò di più di te.
    ciao!

  2. 2
    justmyphase -

    E’ vero, probabilmente “gli altri” (compreso io che ti sto rispondendo) non possono capire.
    Però guarda che è pieno di altri che sanno che “non possono capire” e dunque in qualche modo ti capiscono.
    Io ci ho messo anni a capire questa cosa.
    Spero possa esserti utile,
    ciao..!

  3. 3
    nic -

    ciao. hai un talmente fluida,che mi va da pensare che sei una scrittice.complimenti.per quanto riguarda il tema ,mi sembra esagerata una scelta totale.chi si aaccorgera’ che te ne sei andata? nessuno.quindi passata la bancarotta,l’adolescenza di tuo figlio passera’,e sembrera’ banale tutto si rimettera’ a posto

  4. 4
    yoruko -

    Posso solo dirvi grazie… grazie per avermi ascoltata e soprattutto non giudicata. Purtroppo la cosa è più complicata di come sembra, probabilmente perchè IO sono complicata.
    Ho una personalità diciamo “complessa” (diagnosi clinica, non personale) che mi rende difficile accettare di vivere in questo mondo, dentro di me esistono valori puri ed assoluti che vengono calpestati dalle persone che invece dovrebbero amarmi e questa cosa mi uccide.
    Scusate se un figlio non mi basta, non voglio e non posso, perchè è ingiusto, fare di lui l’ancora di salvezza della mia disperazione, l’amore più grande è lasciarlo libero di vivere la sua vita quando sarà più grande senza ricatti e rinfacci vari. Sento molto la sua individualità, non è mia proprietà.
    Per la cronaca mi piace molto scrivere, ho un diario che magari qualcuno troverebbe interessante ma rileggendolo spesso mi mette i brividi.
    A presto.

  5. 5
    Robert -

    Odio chi fa paragoni:
    Io sto da dio rispetto a quello che racconti… E mi sento malissimo!!!!!!!!!!
    Diamine… Aiuto sto sprofondando

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