Io ho quel che ho donato
Ciao a tutti, come molti di noi, mi trovo qui a condividere la fine della mia storia d’amore. Lei se n’è andata, lo scorso mese, ponendo fine a tre anni e mezzo di matrimonio e a due anni di fidanzamento. Era da mesi ormai che alla condivisione del proprio amletico dubbio sentimentale con il sottoscritto aveva preferito l’autoesilio a casa dei propri genitori. Una volta entrata nella sua torre d’avorio ha smesso di fatto di considerarmi la sua metà, parte integrante della sua vita, quella vita di coppia che aveva trovato consacrazione nel “vincolo” matrimoniale. Già dalla primavera dello scorso anno, a dire il vero, avevo notato in lei segnali tipici di apatia e una malcelata insofferenza. Aveva iniziato a dedicarsi a ritmo serrato agli aperitivi con gli amici/colleghi di lavoro, un manipolo di avvocati diversificati in quanto età e turbolenti trascorsi di coppia ma tutti uniti nell’intento di rinnovare un voto d’eterna giovinezza, incoscienza. Unica donna sposata di quel gruppo, giovane, garbata e carina qual’è, era diventata un’occasione d’apprezzamento da parte dei marpioni ai quali concedeva il suo tempo, spesso la sera, sottraendolo alla coppia ed allo svolgimento dei propri impegni coniugali. Mi contattava sbronza dicendomi, quando terminavo il lavoro, di raggiungerla, passava ore al cellulare ad alimentare deliranti chat dispensando selfie e propositi di festa, si disinteressava del mio desiderio verso di lei lasciandomi addormentare dopo aver addotto i tipici pretestuosi lamenti femminili (scusa ma non mi sento bene, dai che ci rifacciamo questo fine settimana, sono molto stressata dal lavoro, e balle varie…). Essendo già passato dal torchio di una precedente storia di sette anni terminata meschinamente dalla mia ex prima del matrimonio, ho mostrato tutta la mia volontà di affrontare quel crescente disagio senza volermi inutilmente scornare con lei ma cercando ogni occasione per dialogare e confermare nella quotidianotà la mia abnegazione verso il rapporto. Forse avrò sottostimato l’irreparabilità della situazione ma di certo non potevo immaginare fosse disposta, in nome di quella sbandata, a gettare nel cesso gli anni ed i progetti costruiti insieme. Fino allo scorso anno, inutile dirlo, l’amore tra noi era sempre stato travolgente, totalizzante, esclusivo… c’erano volte in cui, al colmo della gratitudine per la bellezza condivisa, la stringevo prima di addormentarmi, piangendo di felicità ma anche di angoscia al pensiero che l’eternità probabilmente non ci sarebbe stata concessa… per lei ho ridefinito il mio concetto d’Amore trovandomi disposto a corteggiarla serratamente per molti mesi riuscendo in maniera, a sua detta sorprendente, a conquistare il suo cuore con gesti tanto folli quanto spontanei. Tra questi ne annovero giusto uno: nel ricevere un messaggio da lei mentre si trovava in vacanza in Puglia con scritto “mi manchi…quanto vorrei tu fossi qui…” ho fatto fagotto la sera stessa e mi sono sciroccato in auto i mille chilometri che mi separavano da lei presentandomi, ai futuri suoceri increduli, con un “avevo finito i tarallini”. Poi l’ho caricata in macchina e riportata a casa dando di fatto inizio alla nostra storia. Complicità totale, vita sessuale esplosiva, realizzazione di continui progetti… insomma una situazione tanto idilliaca da risultare quasi stucchevole per i nostri amici spesso meno appagati sentimentalmente di noi. Le ho dato il mio cuore abnegandomi completamente senza mai rinunciare però alla mia dignità e a quella sana autorità maschile che compensava la sua cronica insicurezza. Da lei ho ricevuto altrettanto convincendomi di avere trovato la persona con cui condividere la mia vita realizzando il sogno di una famiglia. Abbiamo ristrutturato un mio appartamento, ho avviato un’attività commerciale, un piccolo bar, dando credito alle sue promesse d’amore eterno continuamente ribadite, supportate da un calore che mi ha fatto sentire sempre speciale per lei. Poi, come vi dicevo, qualcosa che ancora non mi è dato conoscere, ha rotto l’incanto lasciandomi solo a marcire nella sua totale apatia, mendicando un chiarimento. Sospetto si sia invaghita di un suo collega, per altro mio caro amico, pluriseparato e seduttore di professione. Beh, giunto a questo punto, dopo aver tentato di tutto per provare a sbrogliare la matassa di questo matrimonio, di fronte al suo ennesimo “non credo di essere ancora innamorata di te, che senso avrebbe che ritornassi a casa per essere infelice, per adesso è così, poi chissà”, ho risposto “quello che hai di fronte, fatto di un cuore, un cervello ed un pene in mezzo alle gambe è tuo marito. Il pacchetto è completo, non accetterò di diventare l’orsacchiotto Teddy e farmi bastare questo surrogato sentimentale”. E’ uscita di casa per l’ultima volta, salvo rientrare dopo qualche settimana per riprendersi tutte le sue cose. A breve, mi auguro, darà seguito anche alla mia richiesta di predisporre la separazione che ha scelto. Inutile dirvi che, nonostante si tratti di mia ex moglie, ho applicato da subito il no contact accettando di affrontare questo bagno di fuoco con dedizione e rispetto del dolore. Alterno momenti di disperazione e pianto, ad altri di nostalgia, di rabbia, senso d’impotenza, spaesamento ma nonostante tutto fluisco sforzandomi di aderire totalmente al tempo presente, cercando di assecondare ogni moto d’animo mi si presenti. Non c’è nulla di razionalizzabile in amore e non posso fare altro che rassegnarmi a questa evidenza. Aggiungiamoci pure il fatto che certe persone immature si innamorano del sogno che rappresenti dimostrando tutta la propria imperdonabile mancanza quando il rapporto richiede responsabilità e spirito di sacrificio. Lei è la stessa persona che in un radioso pomeriggio di giugno mi ha promesso davanti a Dio “…nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, fin che morte non ci separi”. Ora so che questo non fa la differenza. Certe persone vigliacche non hanno neppure il rispetto di dichiararti i propri dubbi e renderti partecipe della loro sofferenza. Ero disposto a soffrire con lei, senza colpevolizzarla, per dimostrarle come la vita regali sempre occasioni di crescita e di bellezza, nonostante tutto. Bisogna essere in due però a volerlo… per questo si chiama coppia. Sto uscendo spesso, faccio sport, mi organizzo per trasferte nel weekend, conosco nuova gente… ma sono soltanto l’ombra di me stesso. Per questo io “ho quel che ho donato” perchè fuori dalla speranza di un suo ritorno, disgustato per ciò che ha deciso per sempre di distruggere, sono convinto che un amore così vissuto dia senso ad un’intera esistenza. Ora però nessuna aspettativa e zero desideri, solo il presente. Ho la fortuna di avere il conforto dei miei splendidi familiari e di veri amici e da questo devo ripartire. Vi ringrazio per l’attenzione ed anticipatamente per voler condividere la vostra esperienza con me.
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Caro amico,mi dispiace tanto…quando leggo certe storie mi si stringe sempre il cuore,ma non c’è da stupirsi,è incredibile come certe situazioni sembrano simili tra di loro,sembra di leggere un copione già scritto e uguale per tutti.
Storia travolgente=matrimonio=nuovo lavoro=nuove conoscenze=crisi matrimoniale.
Mi sembra che questo sentimento così sacralizzato e osannato chiamato “amore” segua degli schemi molto precisi,sia in fase di scelta del partner che in fase di abbandono dello stesso.
In tutta onestà credo che l’amore dei giorni d’oggi venga sopravvalutato,in realtà non è altro che un sentimento molto umano e quindi pieno di imperfezioni…
Adesso ti arriveranno un sacco di consigli su come fare per superare il dolore (no contact,sport,attività,nuove amicizie) ma tieni presente che non serviranno a niente,più o meno è come pretendere di curare l’influenza col succo d’arancia… preparati a soffrire molto e sarà dura da superare,mi spiace,ma non chiuderti in te stesso,dai la possibilità ad altre persone di entrare nel tuo cuore e vedrai che le cose si sistemeranno.
In amore è importante dare ma è altrettanto importante ricevere… nella vita avrò dato l’1% di quello che ho ricevuto e questa consapevolezza mi fa capire che ci vuole costanza tanto nel dare quanto nel ricevere… basta mancare una volta per gettare tutto alle ortiche. A quel punto non ci resta che partire da noi stessi perchè subire non avrebbe senso… non lo aveva per le nostre nonne figuriamoci se potrebbe averlo per noi. Il fatto che gli uomini di oggi siano più inclini a non avere rispetto della famiglia non cambia di molto le cose.
AV77 “Aggiungiamoci pure il fatto che certe persone immature si innamorano del sogno che rappresenti”
È quello il problema. Mentre il tuo, paradossalmente, è stato quello di “esserci”. Se fossi rimasto un “sogno” irraggiungibile, oggi stava con un altro in attesa di separazione, pensando a…te.
Peccato che non abbia capito con chi aveva a che fare, ma lo capirà.
Previsione? Non so quando ma tornerà a cercarti.
Rossella: fake di Golem ! Garantito
“In amore è importante dare ma è altrettanto importante ricevere”
Hai fatto la recita fino a questo momento, ma con quest’ultimo post ti sei tradita.
Non si può fingere in eterno.
MG. Si penserà ad un complotto, vedrai. Troppe coincidenze verso la constatazione dell’amore così sfacciatamente golemiana.
Hai quello che hai donato ? A me pare che tu non abbia un bel niente…. donare impoverisce e basta.
AV77,
“io “ho quel che ho donato” perchè fuori dalla speranza di un suo ritorno, disgustato per ciò che ha deciso per sempre di distruggere, sono convinto che un amore così vissuto dia senso ad un’intera esistenza.” – vero: ci sono amori che danno senso a un’esistenza! un tempo, però, questo era più comune per le donne…
in ogni caso, si può essere sicuri soltanto di quello che si vive in se stessi. il resto è sempre difficile da definire e nella migliore delle ipotesi aleatorio.
mi dispiace molto per te, che di certo meritavi di meglio e di più. cerca di vedere la parte positiva nel fatto che non avete messo al mondo nuove creature, a condividere senza colpa il dolore.
—
Walk,
mi è molto piaciuta la tua sintesi di “curare il raffreddore con il succo d’arancia”. credo che me la ricorderò…
Lettera meravigliosa, complimenti…traspare tutta l’autenticità che c’è in te.
Sono solidale con te nel dolore e soprattutto nella dignità con cui l’affronti. Se ti riesce non diventare amaro o cinico, soltanto così potrai avere una nuova primavera.
Hai tutto il mio rispetto.
Auguri.
Scusa la banalità ma l’hai trattata troppo bene. E’ l’errore che facciamo tutti, che faccio pure io in continuazinoe.. ma quando le tratti troppo bene non ci sono mai buoni risultati.
Non credo nemmeno ai corteggiamenti troppo lunghi, potrei azzardare l’ipotesi che non fosse convinta nemmeno all’inizio.
Ma possiamo scrivere tutti i teoremi di questo mondo, il risultato è che tu non andavi più bene perchè eri rutinario, scontato, giornaliero.
Lei non ha preso una sbandata, sa bene quello che sta facendo, semplicemente non è più innamorata di te e probabilmente ti tradiva già da tempo. Avrà gli ormoni in palla per qualcun altro, farfallone o no non centra. Non è colpa sua. E’ colpa di tua moglie
Complimenti, bellissima lettera che ho letto tutta d’un fiato.
Credo che molti rapporti vadano in crisi quando il partner ci da per scontati.
Solito disco, solita storia.
“Poi, come vi dicevo, qualcosa che ancora non mi è dato conoscere, ha rotto l’incanto lasciandomi solo a marcire nella sua totale apatia, mendicando un chiarimento.”
Si chiama microchip. E’ saltato. Difetto di fabbrica, nn è colpa tua!
p.s. “qual è”
Mi spiace molto per la sofferenza che stai patendo tuttavia non darti colpe ti sei imbattuto semplicemente nella persona sbagliata. Si proprio sbagliata, strutturata male.In questo caso solo la psichiatria può darti la risposta giusta prova a cercare sulla rete qualcosa sulle personalità ambigue; li avrai tutte le risposte che al momento non hai trovato e buona fortuna.
Av77, mi dispiace molto.
Tu sei una persona che sa amare, mentre lei no. Pero` da alcune tue parole, sembra quasi che tu lo sapessi dall’inizio che non sarebbe durata,che lei se ne sarebbe andata..
Ringrazio tutti per i commenti ed i preziosi consigli dati! In questo periodo di inconsolabile delirio poter condividere con altri “sopravvissuti” la propria esperienza aiuta tanto a ridimensionarla, quanto ad alimentare la speranza che, con il concorso del tempo e della volontà, la vita possa riprendere a scorrere serenamente. Ho trascorso delle feste orribili ma questo va messo in preventivo… purtroppo è la convivenza con la marea di ricordi, per quanto fuori da un giudizio di senso, a divorarmi. Il tentativo rimane quello di ancorarsi al presente, un presente che ora va stretto e sembra non pagare i conti, ma che comunque rimane tutto ciò che più conta.
Walk – probabilmente, come sostieni, l’amore dei giorni d’oggi è un tantino sopravvalutato e pure il sottoscritto, seppure in nome di una promessa consacrata, ha pensato di poter fare fronte ad ogni sorta di difficoltà senza calcolare l’imperfezione di chi aveva a fianco… nel frattempo continuo la cura con il succo d’arancia… ;–)
Golem – un suo ritorno? Ammettiamo che scesa dalle giostre si ravveda, lei ha sicuramente dato per scontate troppe mie attenzioni nel rapporto convincendosi che tutto o quasi le fosse dovuto, senza preoccuparsi di fare altrettanto. Mi auguro però di poter già essere pronto a saper apprezzare il valore della mia solitudine senza barattarla con l’egoismo altrui…
Gaudente – si, è paradossale “avere ciò che si ha donato”, questa esperienza mi saprà indurire, mi impedirà di regalare perle ai porci, mi aiuterà a ponderare con maggiore lucidità l’eventuale prossima amata, ma insisto nel presupposto dell’amore inteso come abnegazione, tutto il resto sentimentalmente non ha valore per me, perlomeno non di più di una sana chiavata o di un ostentato narcisismo.
Rossana – effettivamente valutare le eventuali conseguenze future, figli, contese patrimoniali, moltiplicazioni di corna, mi aiuta a credere che nulla di me sia irrimediabilmente compromesso… certo la cicatrice rimane…
Remo, glosstar, Andrea – vi ringrazio per la solidarietà ed il rispetto… spero di averlo sempre per me stesso e di poter essere pronto ad accogliere un’eventuale “nuova primavera” senza contraddire la mia vera natura in nome di uno sterile cinismo. C’è troppa bellezza da dover ancora testimoniare al mondo…
ets – nessuna banalità, mi dai parecchio da pensare con la tua affermazione “l’hai trattata troppo bene”… devo riconoscere che, in nome della fiducia e di un rispetto che credevo comune, io l’abbia trattata da principessa provando l’ebbrezza, poco fondata, di stare vivendo un rapporto esclusivo… quindi accolgo il rimprovero pur confidando però nel fatto che possano esistere anche persone compatibili con il mio senso d’abnegazione. Ovviamente ci vuole equilibrio per tutto. Sicuramente mi riprometterò di non lasciare che troppe cose nel rapporto possano essere date per scontate pena il rischio che si deprezzino enormemente e che quindi la stessa abnegazione si svaluti di senso… ;–) sul fatto che non sia più innamorata ne sono certo. Fuori dai teoremi, ahimè autoreferenziali, non posso che godere del fatto di non avere rimpianti nè sensi di colpa malgrado l’esserle apparso, come osservi, routinario. Aggiungo però la considerazione che ogni rapporto di coppia, maggiormente i matrimoniali, debba saper fare perno sul valore di un’armoniosa routine, rispettando l’abitudine pur nel desiderio di saperla rinnovare. Il mondo rischia di essere pieno di elementi distrattivi per i quali sacrificare o disprezzare la routine che ci lega all’altro. Non si può pretendere di vivere l’esperienza delle montagne russe ogni giorno… chi cerca questo probabilmente è poco appagato da sè stesso e non ha chiara la responsabilità di coppia. Io, senza presunzione, credo che lei stia cercando di fuggire dalle proprie insicurezze, dalla propria frustrazione, dal bisogno di contare per gli altri, prima ancora che per sè stessa. La colpa in quei casi non è di certo dei farfalloni…
AV77, intanto ti sei una rarità su questi forum, per la capacità introspettiva che dimostri. Quello del sapere apprezzare la solitudine devi vederlo solo come un apprezzare la tua compagnia, che è ben altra cosa. Significa cioè mettere sè stessi prima di tutto, senza che questo si chiami egoismo. Per quanto ti appaia paradossale, anche nel rapporto più onesto la “disponibilità” assicurata viene letta inconsciamente come una mancanza di valore, quando è esattamente il contrario. E ancor più paradossalmente, questo accade più fortemente nell’animo femminile, che razionalmente aspira a quel tipo di manifestazione, ma istintivamente no. Un uomo “sicuro” è uomo scontato. E non c’è bisogno di essere delle teenager, perché questo succeda.
Tu sei inguaiato con quella sensibilità, ma per eccesso di “formazione” non il contrario, mi capisci?
Anche tu sei stato vittima di una delle tante fughe dalla realtà, dalle descrizione che hai fatto dell’allontanamento di lei. Ma è un refrain che ormai di sente spesso.
Io credo che si rifarà viva. Aspetta che le passi la sbornia ( anzi le sbornie) e appena avrà toccato il fondo sappiamo a chi si rivolgono queste persone. Ma la ripenderesti? Errore.
Caro AV. Le donne non vogliono essere amate “facilmente”. Ma non so ancora bene il perché.
Intanto fatti compagnia, la migliore che potrai mai avere, e vedrai.
E se puoi, non farti mai vedere piangere dalla tua donna. Si commuovono le altre, ma non la tua.
Però AV, è comprensibile che tu parli di un amore che comunque ha dato senso alla tua vita. Ma devi ambire affinché il prossimo amore se lo meriti questo senso. Che da quel che leggo vale molto. Davvero auguri,
Ciao, e fatti vivo.
P.S. Salentina la tua ex per caso?
Caro av77 non sai adesso quanto ho pianto a leggere la tua lettera, ti faccio i miei complimenti tu sei un vero uomo lei la solita immatura di turno emozionale che non meritava un uomo come te!!!!
Fa male fa malissimo lo so, è successa la stessa identica cosa a me due mesi orsono!!!
mi farebbe piacere sentirti,lascio qua sotto la mia mail…
Nicola.1976@alice.it
Nel frattempo ti abbraccio forte e su in qualche modo ci si salta fuori anche se io non lo ho ancora trovato.
No contact assoluto, vero può darsi che dopo molti mesi torni da te è successo già tante volte…ma tu sai già cosa devi fare!!!!
Fatti vivo..
Dimenticavo Golem sei un grande fatti sentire anche tu se ti va ne avrei il piacere….
Nick, sarà un piacere tutto mio.
AV77 sono perfettamente daccordo con te in merito all’armoniosa routine di cui dovrebbe giovare ogni rapporto.
Personalmente non considero una brutta cosa la routine. Anzi, in una vita così instabile, ciò che comunque aggiunge certezza per me è molto importante. Parliamo anche di cose banali, dai miei amici stretti, al mio lavoro fino al pub che frequento. Si si tratta di routine, ma qualche punto fermo ci vuole in questa vita!
Le donne invece vedono sempre con il naso storto la routine e quando sono in calore per qualcun altro (capisco bene il discorso perchè spesso,da fidanzate, sono state in calore con me come anche è capitato che mentre stavano con me erano in calore per altri) la prima scusa che accampano per rovinare il rapporto è la “routine” come se questa non si ripresentasse dopo qualche tempo anche con la novità.
Una che mi sfracasso’ i cosiddetti con la routine si è sposata.. vorrei tanto sapere ora se il matrimonio può essere o meno considerato una routine.
Certo ora magari sarà ancora fresca ma vedremo la riuscita di questo gioco.
Io sinceramente comincio a non starci più al gioco… ma comunque non disdegno la compagnia femminile 🙂
AV77. Purtroppo ne abbiamo parlato spesso, il mondo occidentale post-femminista è diventato a misura di donna. Una volta probabilmente sarebbe stata vincolata dall’occhio sociale a superare il problema e magari la coppia avrebbe vissuto di nuova linfa. Ora non è più così.. non le puoi costringere ad affrontare i problemi e quindi ne scaturisce ciò che stai vivendo tu e che hanno vissuto un po’ tutti. Non ci sono matrimonio o figli che tengano.
Noi uomini tenderemmo a fare sesso spesso, con donne diverse, alla ricerca del piacere fisico e tornando poi alla base, loro no, quando sono innamorate occhi bassi, ma quando passa l’effetto, se sono piacenti è finita: diranno 100 no ai vari pretendenti dopo di che salterà fuori il tipo interessante e ciao. Fine dei giochi. Purtroppo l’uomo deve cercare di legarsi il meno possibile, soprattutto evitare legami a norma di legge che poi lo vincolino a spese assurde. Ormai sconsigliano tutti il matrimonio proprio per queste problematiche.
E’ come lasciar loro la pistola in mano sperando che non sparino…
Guarda Ets, sono talmente d’accordo su quello che dici, mutuando quello che sostiene AV, che sono certo che se quelle donne di cui si parla, vedessero quanto una routine con la persona che amiamo sia immensamente più appagante di certe ubriacature, “piangerebbero” dalla commozione.
A volte si sta così bene che non serve neppure parlare, eppure di sente fluire un piacere così delicato e intenso allo stesso tempo, che nessuno “sballo” può paragonarsi a questo.
Ma se non si ha la fortuna di incontrare “quella” persona che sia sintonizzata sulla nosta anima si finisce come la moglie di AV, che crede di vivere invece si ammazza ogni giorno di più, in una ricerca illusoria di un piacere che non soddisfa mai.
Raramente sono stato colpito da una lettera come quella di AV, e mi spiace molto per questo giovane uomo, che con la sua straordinaria confessione demolisce il luogo comune che oggi i maschi sono delle mezze calzette. Non è questo il problema dei nostri giorni, ma la cultura dell’immagine e dell’immaginario. Una sottocultura che le personalità più fragili subiscono, perdendosi nell’illusione di una vita più “glamour”, perchè spinti dal grande persuasore occulto che si chiama consumismo. Consumo continuo, anche dei sentimenti, che non c’è tempo neppure di “assaporare”, preferendo l’abbuffata “fast love”. È una situazione da fine impero, quello occidentale. Niente di nuovo.
Io sono convinto che AV non avrà difficoltà, una volta accettata la realtà, ad aprirsi ad una rinascita. Conscio che forse ha offerto diamanti a chi li ha scambiati per pezzi di vetro. Evenienza più frequente di quello che di possa pensare. Ma non li ha buttati via, come giustamente dice restano sempre suoi perché lei NON li ha voluti. Suoi, fino a quando non incontrerà chi li saprà riconoscere. E c’e da quache parte. Io lo so bene, perchè ho avuto la fortuna di trovarla quella persona. Cosa che auguro a tutti gli uomini e le donne con quelle rare ricchezze.
Ciao
Golem – ti ringrazio perchè la tua chiarezza di pensiero, evidentemente frutto di una consapevole esperienza, mi sta offrendo preziosi spunti di riflessione. Condivido il tuo appunto sulla “disponibilità” incondizionata, ciò che io definisco abnegazione. Non spetta a noi pretendere di penetrare, una volta per tutte, la “logica” che motiva le donne ad affrancarsi da un rapporto fondato su un vero amore disposto a tutto… che possano sacrificare un matrimonio in nome di un rapporto futuro meno totalizzante ma anche meno “scontato” è un dato di fatto con il quale dovrò, malgrado la volontà di rimanere autentico, imparare a convivere. Intanto avrò cura di me stesso cercando di non disperdermi in “sbornie” che possano avvilirmi facendomi perdere il contatto con una realtà che rimane, nonostante tutto, sempre un’occasione di crescita e di bellezza. Per quanto riguarda il piangere, il disperarsi, avrò sempre cura di dare un valore alle mie lacrime senza contrabbandarle come merce di pietismo o ricatto sentimentale… valgono troppo. Perfetto il collegamento ai tarallini… ;–) si, è di origini pugliesi (terra stupenda) e vive a Verona come me.
Andrea_The_Original – a giochi fatti mi trovo perfettamente in linea con la tua prospettiva sociologica. Purtroppo non si può che constatare la deriva e l’inevitabile tracollo del modello occidentale, mercificatore e affrancato dal concetto di responsabilità. Ne dovrò tener conto per evitare in futuro eventuali idealizzazioni tanto anacronistiche quanto di scontato fallimento. In piedi tra le rovine!
Esperienza diretta AV, nella mia coppia, che si stava sgretolando per un’errata “comunicazione” tra le parti, per una “fuga dalla realta’ ” se non simile ma della stessa natura di quella che ha visto protagonista la tua compagna.
È stata la COMUNE VOLONTÀ di capire che ci ha condotti ad una totale revisione della relazione, che se non vi fosse stata avrebbe portato allo scioglimento del legame per una ridicola questione legata, in fondo, allo stesso motivo che ha portato la tua ex a rifugiarsi nelle illusioni. Per la mia erano quelle passate, per la tua quelle future, ma quando si installano nell’immaginazione ( femminile in questo caso) sono capaci di demolire qualunque “costruzione” reale a favore dei castelli in aria che appaiono come li si desidera, anche se NON ESISTONO, né esisteranno mai. È la famosa ” fuga dalla libertà’ ” di cui Fromm ha scritto un magnifico saggio nel quale spiega in quanti modi la si possa fuggire al peso della “scelta” rifugiandosi nell’illusione di qualunque natura si tratti, da quella religiosa, a quella politica sino a quella sentimentale.
La consapevolezza che tu hai raggiunto è piuttosto rara alla tua età, ma come tutti coloro che hanno “visto la via”, ti trovi a camminare con una folla di “ciechi” che avanzano a tentoni, e non ti crederanno quando gli farai sapere che si stanno avvicinando al baratro, perché ti crederanno più cieco di loro.
È un mio mantra che ho già citato ma che tu forse non hai mai letto, ma trovo che sia la migliore metafora per capire quello che vi è successo e che spiega la tua mortificazione: “non si può parlare a un cieco di colori. Ne vedrà sempre e solo uno”.
AV, troverai chi finalmente vedra’ quegli stessi “colori” che vedi anche tu. A me e successo, e quando meno me lo aspettavo. Come sempre.
Un carissimo saluto.
Ciao a tutti,
AV innanzitutto tanti complimenti per la tua rettitudine.
Rettitudine: non sto usando questo vocabolo a caso, ma perché voglio sottolineare il fatto che al giorno d’oggi è sempre più facile piegarsi davanti a quelle sempre maggiori e facili vie di fuga che ci permettono di non affrontare i problemi.
Molti credono che i problemi siano solo problemi, ma a me piace chiamarli “possibilità di crescita”, perché è così che li vedo, e li affronto.
A parer mio molti comportamenti come quello della tua ex moglie, derivano dalla mancata maturazione di alcuni lati di se stessi.
Da un giorno all’altro ci si ritrova adulti, ma si sono saltate molte tappe del nostro percorso di maturazione, e queste non sono mancanze che si possono nascondere sotto al tappeto credendo di averle messe per sempre da parte, infatti alla prima occasione saltano fuori.
Al giorno d’oggi ci sono molte vie di fuga, ed è bene che ci siano, ma una fuga ha senso solo se si sa dove andare, altrimenti ci si perde.
Io credo che l’immaturità intrinseca e perenne di certe persone nasca proprio da qui, ossia dal non aver mai affrontato una tempesta dall’inizio alla fine, non essere mai stati “costretti” a fare tutti i conti con quelle situazioni pesanti,rognose che prima o poi si presentano nella vita di tutti. Ed è giusto così!
È come bere un bicchiere di Barolo limitandosi a fare degli sciacqui per poi sputarlo per terra, e ricominciare la corsa verso altre bottiglie per altri gargarismi.
La gente che si comporta in questo modo non riuscirà mai a capire e apprezzare la bellezza e la soddisfazione che deriva dal bersi (per davvero e completamente) un bicchiere di buon vino.
Non si pongono nemmeno il problema perché non sanno quello che si perdono, e quindi non ne sentono la necessità.
C’è chi mangia e beve e chi si limita a piluccare.
Così è anche per gli uomini.
Solo chi sa può scegliere veramente. Gli altri credono di scegliere.
La tua ex è scappata, ma si è persa.
Ciao
P.s.
Gabriele D’Annunzio l’ho sempre adorato!
Solito disco, solita storia.
@AV77 mi associo ai complimenti per la bellissima lettera.
Mi associo ancora di più alla risposta di Sentenza al tuo dubbio
“..qualcosa che ancora non mi è dato conoscere, ha rotto l’incanto lasciandomi solo a marcire nella sua totale apatia, mendicando un chiarimento.”
Confermo: è’ saltato il microchip.
Tu non hai commesso errori (anche se lei sicuramente ti ha mosso accuse per giustificarsi e pulire la sua schifosa coscienza).
Sicuramente ha un nuovo montone, come da te immaginato, e se lui la manderà a cag…, lei tornerà da te!
In quel momento dovrai avere la forza di mandarla aff….
Non ti consolerà, ma ci siamo passati tutti, e fanno ancora male le ossa!!
Se vuoi condividere l’esperienza, questa è la mia:
http://www.letterealdirettore.it/la-mia-ragazza-mi-ha-lasciato/comment-page-585/#comments (commenti 5843 5844 e 5850 )
Un abbraccio!