Ho perso mio padre da poco e non lo vedevo da più di 10 anni
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Buongiorno, scrivo su questo sito per esternare il mio dolore recente e sapere se qualcuno ha avuto un esperienza simile alla mia… Il 22 agosto è mancato mio padre dopo un mese di coma a causa di una malattia rara..
La cosa più devastante di questa situazione è che io non lo vedevo da più di 10 anni a causa di incomprensioni, e nessuno dei due ha voluto fare un passo per orgoglio, o meglio.. Mio padre era disponibile ad un chiarimento.. Ma ogni volta faceva un passo avanti e tre indietro dicendomi qualcosa che provocava un dispiacere in me… Quindi ad un certo punto mi sono allontanata per l’ennesima volta.
Meno di un mese fa mi comunicano che mio padre è in ospedale e non sta per nulla bene.. Rivederlo in un letto dopo più di 10 anni, che non parlava e incosciente, mi ha fatto capire troppo tardi che dovevo io cedere nei suoi confronti.. Per me è stato un vero shock.. Mi ha fatto capire che mio padre aveva un carattere molto orgoglioso e non sarebbe mai cambiato.. Ho avuto tanti anni davanti per capirlo, ma sono stata cieca… Ora che non c’è più capisco troppo tardi che mi è sempre mancato e la sua perdita mi lascia un grande vuoto e senso di colpa. Non so quanto tempo ci vorrà per riprendermi, in questo momento è una situazione veramente difficile..
So che avrei dovuto capirlo prima… Ma mi sento di dare un consiglio: riconciliatevi con i vostri genitori quanto prima… Il tempo non aspetta nessuno, fatelo il più presto possibile perché poi se mancano i rimpianti e i rimorsi sono devastanti..
Io ora non ho più pace. Grazie a chi mi risponderà.
Data di pubblicazione: 29 Agosto 2019
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Mi dispiace molto per te Jennifer. Puoi consolarti col fatto che alla fine hai comunque imparato una importante lezione di vita, anche se purtroppo, tuo padre non tornerà. Di certo non rifarai lo stesso errore con tua madre. E se c’è per caso una vita dopo la morte, sono certo che tuo padre ti ha già perdonata. Non c’è altro da dire, questa non è una lettera scritta per chiedere un consiglio, bensì per darlo. Un consiglio molto prezioso, che tutti dovrebbero tenere ben presente.
mi dispiace per la tua perdita.
non penso però che tu debba colpevolizzarti più di tanto, hai fatto ciò che hai ritenuto giusto per te all’epoca, i genitori non ci sono sempre, è vero, ed è anche vero che spesso non ci capiscono e ci provocano dispiacere, e se tu ti sei allontanata per non stare sempre male a causa delle incomprensioni non hai fatto male. la vita una se la fa come si sente, una volta adulto. non ti rimproverare, sono certa che tuo padre non serbava rancore e in fondo ti ha capita.
Buongiorno Bottex, devo molto a mia madre, in questo periodo mi sta molto vicino e mi sostiene.. E ho colto l occasione per chiederle scusa di tutte le volte che le ho risposto male quando abbiamo litigato…
Cmq ce un altra cosa che vorrei dire e cioè la malattia di mio padre… Si è ammalato nel 2010 e io sono venuta a saperlo solamente un mese fa dalla sua attuale moglie, quando ormai non cera piu nulla da fare.. Ora non so dirti se mio padre ha voluto mantenere il riserbo per non farmi preoccupare,io non so in realtà il vero motivo… Pero penso che io come figlia avevo il diritto di sapere non credi?
La mia storia ha qualcosa in comune con la tua.
Abitavo a Milano mentre mio padre abitava a Napoli. Ogni volta che capitavo nella sua città lo chiamavo e quando ci incontravamo non faceva altro che parlarmi male di mia mamma, dalla quale era divorziato, e dei miei fratelli.
A un certo punto non l’ho più chiamato. Una volta l’ho incontrato e si è arrabbiato che non gli avevo detto che ero in città. Gli ho detto Papà, non c’è più niente da fare, e lui se n’è andato.
Poi l’ho rivisto per pochi momenti altre volte, ma i rapporti erano distaccati. E’ morto dopo alcuni anni.
Anche io mi sono pentito, avrei potuto parlargli più chiaramente e non l’ho fatto, forse un po’ per paura o per stupido “rispetto” verso i genitori.
La mia vita però è un insieme di cose che non rifarei… ma se le ho fatte vuol dire che non ero n grado di capirle bene (odio quelli che dicono “rifarei tutto quello che ho fatto”).
Sai quel’è il problema, che nessuno ti dà più consigli. Se avessi letto la tua lettera mi sarei comportato diversamente e, sono sicuro che anche tu, se per assurdo avessi letto la tua lettera, ti saresti comportata in maniera diversa.
Io dò sempre il mio parere se qualcuno mi racconta di sè, se credo che possa aiutarlo. Purtroppo però gli altri non mi ascoltano e quindi non sono in grado di consigliarmi. Oppure, e forse è questo il vero motivo, sono io che non racconto abbastanza le mie cose.
Cara Jennifer non potevi fare nulla di quello che hai fatto perché allora credevi che le tue ragioni fossero giuste. Ci vorrebbero due vite, una per imparare e l’altra per vivere, ma non è così. QUindi…. vivi e non pensarci e poi sicuramente tuo padre avrà avuto la sua bella dose di colpe.
Non metto in dubbio che mio padre ha avuto le sue colpe… Quando l ho rivisto nel letto dell ospedale pero e come se i suoi errori fossero spariti…quel poco che sono riuscita ad assisterlo gli sono stata accanto e gli ho detto che lo perdonavo per cio che aveva fatto a mia madre e a me.. Mio padre aveva un carattere molto orgoglioso e non avrebbe mosso un dito se non lo facevo io.. Nessuno puo cambiare un carattere di un genitore, ecco perché dovevo essere io a cedere.. I primi tempi ho tentato un dialogo ma lui si ostinava a trattarmi da bambina, lui mi avrebbe vista sempre cosi. E io mi sono allontanata convinta che cambiasse idea e mi cercasse..
Ma non e stato cosi… Se io non sono piu andata da lui e ho gettato la spugna a farlo ragionare era perche certi suoi atteggiamenti non mi garbavano piu.. Io ho chiesto solamente a mio padre di trattarmi come una donna.. Ma evidentemente per lui era difficile accettarlo.. Ora che non ce piu e sembra un controsenso me ne sarei fregata dei suoi atteggiamenti, perché solo ora comprendo quanto il suo affetto mi sia mancato..
Io sono appena tornata dal cimitero a trovare mio padre, e provo una così grande pace e amore che non so spiegarvelo. sono rientrata a casa, ed ora sto per uscire e controllando la mia posta, avvicinandomi, ho subito avvertito un senso di calore nel cuore come dell’amore di cui ero ricolma quando ero piccola, e nella mente vedevo scritto il mio nome preceduto dall’aggettivo “Carissima” e tanto amore dopo di esso, e notai un regalo per me: mi avevano lasciato anzi due regali, cose che desideravo ma che per la virtù della povertà non avrei mai più comprato né provato. Erano una lozione profumata per il corpo ed un’eau de parfum, buonissimi. Ora mi sento così amata che mi farò ancora più bella di un amore sano e buono verso me stessa per sorridere anche agli altri, e uscirò a trovare opportunità nuove per fare al meglio ciò che il mio cuore desidera. E … sono felice, tanto felice! Grazie, papà di avermi amata e di amarmi così tanto per l’eternità!
Jennifer, aver capito la propria colpa è già molto. Accontentati, per il resto non c’è più rimedio.
Comunque c’è di peggio, pensa come deve essersi sentito al risveglio Salvini il nove agosto quando gli hanno riferito che aveva praticamente sfiduciato il suo governo!
Yog, io trovo peggio una situazione con un padre che poteva essere risolta se non ci fosse stato di mezzo l orgoglio di entrambi.. Di salvini in questo momento non me ne puo fregar di meno..
Ieri è stato l anniversario della tua scomparsa.. È passato un mese ma per me sono molti anni.. Mi manchi tanto papà.. E perdonami se l ho capito troppo tardi. 🙁
Jennifer,
l’orgoglio è causa di molti mali. ricordatene, per il futuro.
te lo suggerisce una che dovrà faticare sette camice e un camiciotto per far sì che fra padre e figlio possa un giorno esservi, se non affetto, almeno non ostilità. meglio ancora se un minimo di reciproca comprensione.
la vita già è dura di per sé. perché renderla ancor peggio con le proprie fisime?
mi dispiace per la perdita e per il ritardo nel capire e nel capirti. sono sicura che sei stata comunque perdonata e benedetta. così fa quasi sempre la maggior parte dei genitori, nei confronti dei propri figli.
Rossana ciao.sono passati esattamente due mesi che mio padre non c’è più ma x me sono 15 anni che non lo vedevo di persona.. Già l orgoglio è una brutta bestia e purtroppo l ho capito troppo tardi.. Mi è stato riferito che lui ha sofferto molto di non avermi più vista e che mi ha sempre voluto bene, allora mi chiedo perché non cercarmi… A natale, I compleanni.. O semplicemente un giorno qualsiasi per metterci d accordo e vederci.Pace all anima sua ma non capirò mai questo suo atteggiamento nei mie confronti che è costato caro a entrambi
Mi correggo… Abbiamo tentato più di una volta di metterci d accordo per vederci ma puntualmente lui mi diceva delle cose che mi facevano stare male. Alla fine ho sbagliato anche io xche x paura di essere trattata male da lui non ho avuto il coraggio di affrontarlo..
Jennifer,
purtroppo, esistono temperamenti del tutto incompatibili, sia come attitudini relazionali che come visioni di vita. è davvero un guaio quando questo accade fra genitori e figli, ma accade, e nessuno può farci più di tanto.
fra l’altro, pur volendo sempre suddividere le responsabilità in qualsiasi tipo di controversia, mi duole ammettere che, secondo me, sono i genitori a dover accettare i figli per quello che sono e per quello che possono offrire, e non viceversa.
il passato non si cambia. non si può che cercare di comprenderne le molteplici dinamiche, per trovarne una qualche accettabile spiegazione.
cerca di metterti l’animo in pace, pensando che così vorrebbe chi ti vuole o ti ha voluto bene.
un abbraccio.
Cara Rossana, sono ancora nella fase di elaborazione del lutto e mi ci vorrà tempo x uscirne. Purtroppo solo ora che non c’è più mio padre comprendo tante cose che avrei dovuto capire molto prima. Come hai detto tu devo accettare ciò che è stato.. Ormai non posso fare altro.
Cara Jennifer,
sì, occorre tempo per accettare un lutto (almeno due o tre anni). se ti riesce, non renderlo più penoso con i rimpianti.
a mio avviso, non c’è colpa se manca la consapevolezza. purtroppo, s’impara cammin facendo, sempre a proprie spese.
devi essere ancora molto giovane. cerca di non farti troppo male da sola. pensa che qualsiasi genitore non lo vorrebbe mai per i propri figli.
un abbraccio.
invece purtroppo esistono davvero genitori che non solo non amano e non hanno mai amato i loro figli, ma ne desiderano addirittura il loro male.
Anche se capisco bene che si faccia fatica a credervi.
Maria Grazia ti credo su quello che dici anche se come dici tu si fa fatica a credere.
Da parte mia mi chiederò sempre come è stato possibile che un padre per 8 lunghi anni non si è mai fatto sentire, una telefonata, incontrarsi ecc e poi quando l ho rintracciato sempre discorsi per ferirmi (e probabilmente lui non se ne è mai reso conto). Per forza che poi la sottoscritta si è sempre tirata indietro fino alla fine nell incontrarlo.. Cosa che rimpiango di aver fatto.
Per non parlare del fatto che ho saputo all ultimo momento che mio padre lottava da anni contro una malattia rara e sono stata chiamata quando ormai era in coma e non riconosceva più nessuno. No comment. 🙁
Vedi Jennifer, noi cresciamo con una serie di stereotipi che ci vengono inculcati fin da piccoli ( la famiglia è sacra, l’ amore vince su tutto, bisogna SEMPRE perdonare, l’ importante è mantenere l’ amornia, dobbiamo dimostrare di essere brave persone, e via dicendo… ) e di conseguenza tendiamo a restare inermi e a non reagire nemmeno davanti a palesi situazioni di abuso e di devastazione emotiva.
Tutti noi a livello razionale sappiamo che un rapporto familiare o di amore, per definirsi sano, deve costituirsi dei seguenti elementi: reciprocità, mutuo soccorso, assenza di giudizio gratuito fine a se stesso, rispetto e considerazione e il sapersi mettere nei panni dell’ altro. Quando tutti questi elementi mancano, è chiaro che ci troviamo in dinamiche relazionali distorte. E poco cambia se queste dinamiche riguardano le nostre relazioni sentimentali o interpersonali piuttosto che il nostro ambiente familiare. Soffriamo perchè c’è qualcuno che sistematicamente nega il nostro valore e non ci riconosce come PERSONE.
Prendere atto di tutto questo significa rimettere in discussione quei dogmi di cui parlavo prima, e con cui un pò tutti siamo cresciuti bene o male. E’ un’ operazione complessa, un meccanismo di..
.. un meccanismo di rielaborazione del tutto liberatorio che però non tutti sono in grado di fare, e quindi molti decidono di continuare a farsi sopraffare dai sensi di colpa ereditati da una famiglia disfunzionale.
In questi casi, se si vuole “guarire” e riappropriarsi di noi stessi dobbiamo avere la forza e il coraggio di riconoscere i nostri genitori per quello che sono veramente: persone che non potranno mai amarci, o non potranno mai amarci “come noi vorremmo”. Smettendo quindi di illuderci che possano magicamente diventare ciò che invece noi desideriamo in virtù del legame di sangue che ci lega a loro.
Nel compiere questo passaggio, una presa di distanza netta ( anche fisica ) dalla loro influenza, si rende assolutamente necessaria per il ripristino del nostro equilibrio e del nostro benessere.
Non sentirti quindi sbagliata o colpevole. NON POTEVI FARCI NULLA.
Cara Maria Grazia, io chiedevo solo a mio padre di essere trattata da lui da donna adulta,ma ho capito tardi che lui mi avrebbe visto sempre “la sua bambina”.
Non potevo cambiare nulla di lui.
La cosa che fa male e che non ho recuperato il rapporto con lui, e nonostante sono consapevole che devo farmi forza e andare avanti è un fardello che mi porterò dietro tutta la vita.. Si va avanti per il proprio bene, ma non si dimentica.
Jennifer, nemmeno io sono riuscita a recuperare il rapporto con mio padre prima che morisse di cancro, e il quale rapporto era sempre stato molto teso. Ho sofferto moltissimo e a lungo per questo. Poi mi sono resa conto che le cose sono andate in questa maniera perchè semplicemente era inevitabile, perchè non sarebbero potute andare diversamente. E penso sia anche il tuo caso, almeno stando a ciò che scrivi.
I genitori privi di empatia e di considerazione per le istanze dei loro figli percepiscono come un enorme sforzo anche il più piccolo gesto di affetto ( e parlo di puro e semplice affetto, e null’ altro ) e la più semplice dimostrazione di rispetto.
Molti di questi genitori, per compensare la loro incapacità di darti amore autentico e genuino e per meglio tenerti sotto il loro controllo, ti elargiscono doni materiali ( case, soldi, auto ) oppure, come è successo a te ( e anche a me ), cercano di infonderti l’ idea che non sei matura e affidabile e che sei quindi incapace di prendere decisioni importanti, negandoti di fatto il diritto di avere con loro un confronto alla pari anche quando diventi adulta.
Non indugiare nel senso di colpa, e nemmeno nella rabbia ( verso tuo padre o verso la sorte per come si sono svolti i fatti ) e rielabora il tutto. Hai il pieno diritto di andare avanti.
Cara Maria Grazia, quando ero in ospedale ho perdonato mio padre di ciò che aveva fatto e mi sono perdonata me stessa..non ho mai odiato mio padre (anche se in un momento di rabbia ho detto cose che mi sono pentita di aver detto). Quando mi capita di essere sola gli parlo come fosse presente, gli dico quanto mi manca, e il fatto di essere stati lontani e di non esserci
chiariti, non ha portato a nulla alla fine..