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Ho perso mio padre da poco e non lo vedevo da più di 10 anni

di Jennifer

Buongiorno, scrivo su questo sito per esternare il mio dolore recente e sapere se qualcuno ha avuto un esperienza simile alla mia… Il 22 agosto è mancato mio padre dopo un mese di coma a causa di una malattia rara..
La cosa più devastante di questa situazione è che io non lo vedevo da più di 10 anni a causa di incomprensioni, e nessuno dei due ha voluto fare un passo per orgoglio, o meglio.. Mio padre era disponibile ad un chiarimento.. Ma ogni volta faceva un passo avanti e tre indietro dicendomi qualcosa che provocava un dispiacere in me… Quindi ad un certo punto mi sono allontanata per l’ennesima volta.
Meno di un mese fa mi comunicano che mio padre è in ospedale e non sta per nulla bene.. Rivederlo in un letto dopo più di 10 anni, che non parlava e incosciente, mi ha fatto capire troppo tardi che dovevo io cedere nei suoi confronti.. Per me è stato un vero shock.. Mi ha fatto capire che mio padre aveva un carattere molto orgoglioso e non sarebbe mai cambiato.. Ho avuto tanti anni davanti per capirlo, ma sono stata cieca… Ora che non c’è più capisco troppo tardi che mi è sempre mancato e la sua perdita mi lascia un grande vuoto e senso di colpa. Non so quanto tempo ci vorrà per riprendermi, in questo momento è una situazione veramente difficile..
So che avrei dovuto capirlo prima… Ma mi sento di dare un consiglio: riconciliatevi con i vostri genitori quanto prima… Il tempo non aspetta nessuno, fatelo il più presto possibile perché poi se mancano i rimpianti e i rimorsi sono devastanti..
Io ora non ho più pace. Grazie a chi mi risponderà.

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Categorie: - Famiglia - Me stesso

35 commenti

  • 1
    Bottex -

    Mi dispiace molto per te Jennifer. Puoi consolarti col fatto che alla fine hai comunque imparato una importante lezione di vita, anche se purtroppo, tuo padre non tornerà. Di certo non rifarai lo stesso errore con tua madre. E se c’è per caso una vita dopo la morte, sono certo che tuo padre ti ha già perdonata. Non c’è altro da dire, questa non è una lettera scritta per chiedere un consiglio, bensì per darlo. Un consiglio molto prezioso, che tutti dovrebbero tenere ben presente.

  • 2
    Donna -

    mi dispiace per la tua perdita.
    non penso però che tu debba colpevolizzarti più di tanto, hai fatto ciò che hai ritenuto giusto per te all’epoca, i genitori non ci sono sempre, è vero, ed è anche vero che spesso non ci capiscono e ci provocano dispiacere, e se tu ti sei allontanata per non stare sempre male a causa delle incomprensioni non hai fatto male. la vita una se la fa come si sente, una volta adulto. non ti rimproverare, sono certa che tuo padre non serbava rancore e in fondo ti ha capita.

  • 3
    Jennifer -

    Buongiorno Bottex, devo molto a mia madre, in questo periodo mi sta molto vicino e mi sostiene.. E ho colto l occasione per chiederle scusa di tutte le volte che le ho risposto male quando abbiamo litigato…
    Cmq ce un altra cosa che vorrei dire e cioè la malattia di mio padre… Si è ammalato nel 2010 e io sono venuta a saperlo solamente un mese fa dalla sua attuale moglie, quando ormai non cera piu nulla da fare.. Ora non so dirti se mio padre ha voluto mantenere il riserbo per non farmi preoccupare,io non so in realtà il vero motivo… Pero penso che io come figlia avevo il diritto di sapere non credi?

  • 4
    Ralf -

    La mia storia ha qualcosa in comune con la tua.
    Abitavo a Milano mentre mio padre abitava a Napoli. Ogni volta che capitavo nella sua città lo chiamavo e quando ci incontravamo non faceva altro che parlarmi male di mia mamma, dalla quale era divorziato, e dei miei fratelli.
    A un certo punto non l’ho più chiamato. Una volta l’ho incontrato e si è arrabbiato che non gli avevo detto che ero in città. Gli ho detto Papà, non c’è più niente da fare, e lui se n’è andato.
    Poi l’ho rivisto per pochi momenti altre volte, ma i rapporti erano distaccati. E’ morto dopo alcuni anni.
    Anche io mi sono pentito, avrei potuto parlargli più chiaramente e non l’ho fatto, forse un po’ per paura o per stupido “rispetto” verso i genitori.
    La mia vita però è un insieme di cose che non rifarei… ma se le ho fatte vuol dire che non ero n grado di capirle bene (odio quelli che dicono “rifarei tutto quello che ho fatto”).
    Sai quel’è il problema, che nessuno ti dà più consigli. Se avessi letto la tua lettera mi sarei comportato diversamente e, sono sicuro che anche tu, se per assurdo avessi letto la tua lettera, ti saresti comportata in maniera diversa.

  • 5
    Ralf -

    Io dò sempre il mio parere se qualcuno mi racconta di sè, se credo che possa aiutarlo. Purtroppo però gli altri non mi ascoltano e quindi non sono in grado di consigliarmi. Oppure, e forse è questo il vero motivo, sono io che non racconto abbastanza le mie cose.
    Cara Jennifer non potevi fare nulla di quello che hai fatto perché allora credevi che le tue ragioni fossero giuste. Ci vorrebbero due vite, una per imparare e l’altra per vivere, ma non è così. QUindi…. vivi e non pensarci e poi sicuramente tuo padre avrà avuto la sua bella dose di colpe.

  • 6
    Jennifer -

    Non metto in dubbio che mio padre ha avuto le sue colpe… Quando l ho rivisto nel letto dell ospedale pero e come se i suoi errori fossero spariti…quel poco che sono riuscita ad assisterlo gli sono stata accanto e gli ho detto che lo perdonavo per cio che aveva fatto a mia madre e a me.. Mio padre aveva un carattere molto orgoglioso e non avrebbe mosso un dito se non lo facevo io.. Nessuno puo cambiare un carattere di un genitore, ecco perché dovevo essere io a cedere.. I primi tempi ho tentato un dialogo ma lui si ostinava a trattarmi da bambina, lui mi avrebbe vista sempre cosi. E io mi sono allontanata convinta che cambiasse idea e mi cercasse..

  • 7
    Jennifer -

    Ma non e stato cosi… Se io non sono piu andata da lui e ho gettato la spugna a farlo ragionare era perche certi suoi atteggiamenti non mi garbavano piu.. Io ho chiesto solamente a mio padre di trattarmi come una donna.. Ma evidentemente per lui era difficile accettarlo.. Ora che non ce piu e sembra un controsenso me ne sarei fregata dei suoi atteggiamenti, perché solo ora comprendo quanto il suo affetto mi sia mancato..

  • 8
    Esther -

    Io sono appena tornata dal cimitero a trovare mio padre, e provo una così grande pace e amore che non so spiegarvelo. sono rientrata a casa, ed ora sto per uscire e controllando la mia posta, avvicinandomi, ho subito avvertito un senso di calore nel cuore come dell’amore di cui ero ricolma quando ero piccola, e nella mente vedevo scritto il mio nome preceduto dall’aggettivo “Carissima” e tanto amore dopo di esso, e notai un regalo per me: mi avevano lasciato anzi due regali, cose che desideravo ma che per la virtù della povertà non avrei mai più comprato né provato. Erano una lozione profumata per il corpo ed un’eau de parfum, buonissimi. Ora mi sento così amata che mi farò ancora più bella di un amore sano e buono verso me stessa per sorridere anche agli altri, e uscirò a trovare opportunità nuove per fare al meglio ciò che il mio cuore desidera. E … sono felice, tanto felice! Grazie, papà di avermi amata e di amarmi così tanto per l’eternità!

  • 9
    Yog -

    Jennifer, aver capito la propria colpa è già molto. Accontentati, per il resto non c’è più rimedio.
    Comunque c’è di peggio, pensa come deve essersi sentito al risveglio Salvini il nove agosto quando gli hanno riferito che aveva praticamente sfiduciato il suo governo!

  • 10
    Jennifer -

    Yog, io trovo peggio una situazione con un padre che poteva essere risolta se non ci fosse stato di mezzo l orgoglio di entrambi.. Di salvini in questo momento non me ne puo fregar di meno..

  • 11
    Jennifer -

    Ieri è stato l anniversario della tua scomparsa.. È passato un mese ma per me sono molti anni.. Mi manchi tanto papà.. E perdonami se l ho capito troppo tardi. 🙁

  • 12
    rossana -

    Jennifer,
    l’orgoglio è causa di molti mali. ricordatene, per il futuro.

    te lo suggerisce una che dovrà faticare sette camice e un camiciotto per far sì che fra padre e figlio possa un giorno esservi, se non affetto, almeno non ostilità. meglio ancora se un minimo di reciproca comprensione.

    la vita già è dura di per sé. perché renderla ancor peggio con le proprie fisime?

    mi dispiace per la perdita e per il ritardo nel capire e nel capirti. sono sicura che sei stata comunque perdonata e benedetta. così fa quasi sempre la maggior parte dei genitori, nei confronti dei propri figli.

  • 13
    Jennifer -

    Rossana ciao.sono passati esattamente due mesi che mio padre non c’è più ma x me sono 15 anni che non lo vedevo di persona.. Già l orgoglio è una brutta bestia e purtroppo l ho capito troppo tardi.. Mi è stato riferito che lui ha sofferto molto di non avermi più vista e che mi ha sempre voluto bene, allora mi chiedo perché non cercarmi… A natale, I compleanni.. O semplicemente un giorno qualsiasi per metterci d accordo e vederci.Pace all anima sua ma non capirò mai questo suo atteggiamento nei mie confronti che è costato caro a entrambi

  • 14
    Jennifer -

    Mi correggo… Abbiamo tentato più di una volta di metterci d accordo per vederci ma puntualmente lui mi diceva delle cose che mi facevano stare male. Alla fine ho sbagliato anche io xche x paura di essere trattata male da lui non ho avuto il coraggio di affrontarlo..

  • 15
    rossana -

    Jennifer,
    purtroppo, esistono temperamenti del tutto incompatibili, sia come attitudini relazionali che come visioni di vita. è davvero un guaio quando questo accade fra genitori e figli, ma accade, e nessuno può farci più di tanto.

    fra l’altro, pur volendo sempre suddividere le responsabilità in qualsiasi tipo di controversia, mi duole ammettere che, secondo me, sono i genitori a dover accettare i figli per quello che sono e per quello che possono offrire, e non viceversa.

    il passato non si cambia. non si può che cercare di comprenderne le molteplici dinamiche, per trovarne una qualche accettabile spiegazione.

    cerca di metterti l’animo in pace, pensando che così vorrebbe chi ti vuole o ti ha voluto bene.

    un abbraccio.

  • 16
    Jennifer -

    Cara Rossana, sono ancora nella fase di elaborazione del lutto e mi ci vorrà tempo x uscirne. Purtroppo solo ora che non c’è più mio padre comprendo tante cose che avrei dovuto capire molto prima. Come hai detto tu devo accettare ciò che è stato.. Ormai non posso fare altro.

  • 17
    rossana -

    Cara Jennifer,
    sì, occorre tempo per accettare un lutto (almeno due o tre anni). se ti riesce, non renderlo più penoso con i rimpianti.

    a mio avviso, non c’è colpa se manca la consapevolezza. purtroppo, s’impara cammin facendo, sempre a proprie spese.

    devi essere ancora molto giovane. cerca di non farti troppo male da sola. pensa che qualsiasi genitore non lo vorrebbe mai per i propri figli.

    un abbraccio.

  • 18
    maria grazia -

    invece purtroppo esistono davvero genitori che non solo non amano e non hanno mai amato i loro figli, ma ne desiderano addirittura il loro male.
    Anche se capisco bene che si faccia fatica a credervi.

  • 19
    Jennifer -

    Maria Grazia ti credo su quello che dici anche se come dici tu si fa fatica a credere.
    Da parte mia mi chiederò sempre come è stato possibile che un padre per 8 lunghi anni non si è mai fatto sentire, una telefonata, incontrarsi ecc e poi quando l ho rintracciato sempre discorsi per ferirmi (e probabilmente lui non se ne è mai reso conto). Per forza che poi la sottoscritta si è sempre tirata indietro fino alla fine nell incontrarlo.. Cosa che rimpiango di aver fatto.
    Per non parlare del fatto che ho saputo all ultimo momento che mio padre lottava da anni contro una malattia rara e sono stata chiamata quando ormai era in coma e non riconosceva più nessuno. No comment. 🙁

  • 20
    maria grazia -

    Vedi Jennifer, noi cresciamo con una serie di stereotipi che ci vengono inculcati fin da piccoli ( la famiglia è sacra, l’ amore vince su tutto, bisogna SEMPRE perdonare, l’ importante è mantenere l’ amornia, dobbiamo dimostrare di essere brave persone, e via dicendo… ) e di conseguenza tendiamo a restare inermi e a non reagire nemmeno davanti a palesi situazioni di abuso e di devastazione emotiva.
    Tutti noi a livello razionale sappiamo che un rapporto familiare o di amore, per definirsi sano, deve costituirsi dei seguenti elementi: reciprocità, mutuo soccorso, assenza di giudizio gratuito fine a se stesso, rispetto e considerazione e il sapersi mettere nei panni dell’ altro. Quando tutti questi elementi mancano, è chiaro che ci troviamo in dinamiche relazionali distorte. E poco cambia se queste dinamiche riguardano le nostre relazioni sentimentali o interpersonali piuttosto che il nostro ambiente familiare. Soffriamo perchè c’è qualcuno che sistematicamente nega il nostro valore e non ci riconosce come PERSONE.
    Prendere atto di tutto questo significa rimettere in discussione quei dogmi di cui parlavo prima, e con cui un pò tutti siamo cresciuti bene o male. E’ un’ operazione complessa, un meccanismo di..

  • 21
    maria grazia -

    .. un meccanismo di rielaborazione del tutto liberatorio che però non tutti sono in grado di fare, e quindi molti decidono di continuare a farsi sopraffare dai sensi di colpa ereditati da una famiglia disfunzionale.
    In questi casi, se si vuole “guarire” e riappropriarsi di noi stessi dobbiamo avere la forza e il coraggio di riconoscere i nostri genitori per quello che sono veramente: persone che non potranno mai amarci, o non potranno mai amarci “come noi vorremmo”. Smettendo quindi di illuderci che possano magicamente diventare ciò che invece noi desideriamo in virtù del legame di sangue che ci lega a loro.
    Nel compiere questo passaggio, una presa di distanza netta ( anche fisica ) dalla loro influenza, si rende assolutamente necessaria per il ripristino del nostro equilibrio e del nostro benessere.
    Non sentirti quindi sbagliata o colpevole. NON POTEVI FARCI NULLA.

  • 22
    Jennifer -

    Cara Maria Grazia, io chiedevo solo a mio padre di essere trattata da lui da donna adulta,ma ho capito tardi che lui mi avrebbe visto sempre “la sua bambina”.
    Non potevo cambiare nulla di lui.
    La cosa che fa male e che non ho recuperato il rapporto con lui, e nonostante sono consapevole che devo farmi forza e andare avanti è un fardello che mi porterò dietro tutta la vita.. Si va avanti per il proprio bene, ma non si dimentica.

  • 23
    maria grazia -

    Jennifer, nemmeno io sono riuscita a recuperare il rapporto con mio padre prima che morisse di cancro, e il quale rapporto era sempre stato molto teso. Ho sofferto moltissimo e a lungo per questo. Poi mi sono resa conto che le cose sono andate in questa maniera perchè semplicemente era inevitabile, perchè non sarebbero potute andare diversamente. E penso sia anche il tuo caso, almeno stando a ciò che scrivi.
    I genitori privi di empatia e di considerazione per le istanze dei loro figli percepiscono come un enorme sforzo anche il più piccolo gesto di affetto ( e parlo di puro e semplice affetto, e null’ altro ) e la più semplice dimostrazione di rispetto.
    Molti di questi genitori, per compensare la loro incapacità di darti amore autentico e genuino e per meglio tenerti sotto il loro controllo, ti elargiscono doni materiali ( case, soldi, auto ) oppure, come è successo a te ( e anche a me ), cercano di infonderti l’ idea che non sei matura e affidabile e che sei quindi incapace di prendere decisioni importanti, negandoti di fatto il diritto di avere con loro un confronto alla pari anche quando diventi adulta.

  • 24
    maria grazia -

    Non indugiare nel senso di colpa, e nemmeno nella rabbia ( verso tuo padre o verso la sorte per come si sono svolti i fatti ) e rielabora il tutto. Hai il pieno diritto di andare avanti.

  • 25
    Jennifer -

    Cara Maria Grazia, quando ero in ospedale ho perdonato mio padre di ciò che aveva fatto e mi sono perdonata me stessa..non ho mai odiato mio padre (anche se in un momento di rabbia ho detto cose che mi sono pentita di aver detto). Quando mi capita di essere sola gli parlo come fosse presente, gli dico quanto mi manca, e il fatto di essere stati lontani e di non esserci
    chiariti, non ha portato a nulla alla fine..

  • 26
    Jennifer -

    Certo, è un boccone molto amaro da accettare.. Anche perché non ho avuto una vita facile.. Delusioni, invidie, cattiverie, diffamazioni…e ora si è aggiunta pure questa.. Non è affatto facile credimi..

  • 27
    maria grazia -

    Jennifer, non faccio alcuna fatica a crederti perchè la mia storia è identica alla tua. io sono stata molto mal giudicata dalla società solo perchè sono andata via di casa a 24 anni ( un’ età per cui all’ estero è perfettamente normale vivere già da soli ) e sono stata COSTRETTA a farlo proprio per i comportamenti che subivo in famiglia: svalutazioni continue, vessazioni, attacchi del tutto gratuiti e immotivati alla mia persona. Ero insomma il capro espiatorio su cui riversare tutta la propria immondizia psichica.
    Sono situazioni che chi non ha vissuto ( magari perchè invece viziato e coccolato ) non potrà MAI E POI MAI capire per questo bisognerebbe sempre astenersi dal dare giudizi sulle scelte altrui.
    Nemmeno io ho mai veramente odiato i miei genitori, ma razionalmente dovevo prendere atto che un rapporto sereno con loro, fatto anche di quei momenti e di quelle piccole cose che si condividono in una famiglia, non sarebbe mai stato possibile. Per esempio loro non venivano mai a farmi visita nel posto in cui mi ero trasferita e oggi ho compreso che quell’ atteggiamento non era casuale o dettato da impedimenti di sorta..

  • 28
    maria grazia -

    .. Era proprio un modo per comunicarmi il loro disprezzo e la loro disapprovazione per la mia scelta di allontanarmi dalla loro influenza. E mi sono dovuta arrendere alla realtà di tutti i miei vani tentativi di comunicare con loro per fargli comprendere il mio punto di vista sulle cose.

    Purtroppo Jennifer ci sono situazioni sulle quali non abbiamo nessun potere, e non resta che accettarlo.

    E comunque, nel letto di morte, mentre stava spirando, mio padre era la mia vicinanza quella che cercava, non quella di mia madre. E a mia madre questo ovviamente – come tante altre cose – non è andato giù.

  • 29
    Jennifer -

    Cara Maria Grazia mi spiace tanto per ciò che hai passato e hai ragione nel dire che chi non ha passato certe cose non può capire.
    Mi è capitato di piangere ancora di recente per fatti accaduti tanti anni fa a scuola;ho un bagaglio di vita piuttosto pesante e anche se andassi da psicologi o psicanalisti non servirebbe a nulla. Ora si è aggiunta questa di mio padre e mi sento danneggiata a vita. Il fatto che lui per tanto tempo non mi ha cercato e poi sminuirmi di nuovo quando ho tentato un dialogo, mi sono sentita non amata e per questi motivi sono rimasta ferma sulle mie posizioni fino alla fine, commettendo un gravissimo errore. Non sai quante volte mia madre mi sollecitava ad andare da lui, perché aveva il presentimento che poteva succedere qualcosa, (lei ha sempre avuto un sesto senso in queste cose).
    È ahimè ci ha azzeccato anche stavolta.
    I genitori vanno accettati x come sono..pero se dicono qualcosa che a noi fa star male, cercare in tutti i modi di fargli capire che questi loro atteggiamenti non ci piacciono. Ed è questo che dovevo fare con lui.

  • 30
    Jennifer -

    Alcune persone mi hanno detto di dimenticare e andare avanti.. Non si può dimenticare una cosa del genere;come sempre dovrò lottare con tutte le mie forze per non ammalarmi a livello fisico e mentale. Ne ho superate tante e mi auguro di superare anche questa. Sono sempre stata una donna combattiva. Che Dio e mio padre mi diano la forza per farlo.

  • 31
    maria grazia -

    Carissima Jennifer, anche a me dispiace tanto per il tuo vissuto, che comunque dimostra la tua grande forza, che ora devi usare per rinascere come persona e come donna. Non hai fatto assolutamente un grave errore a rimanere ferma e risoluta nella tua decisione. Se le cose tra te e tuo padre stavano come mi hai descritto, NON AVRESTI PROPRIO POTUTO FARE ALTRO. Tuo padre era probabilmente un maniaco del controllo ( anche senza forse rendersene conto e del tutto in buona fede ) e con questo tipo di personalità non ci si può proprio ragionare, non c’è niente da fare. Quindi qualunque tuo ulteriore tentativo di avere una comunicazione fertile con lui sarebbe finito nel vuoto. Proprio come finivano nel vuoto tutti i miei tentativi di DIALOGARE con mio padre. Lui ormai si era fatto la sua idea, su di me, sulla vita, sul resto del mondo. E niente e nessuno l’ avrebbe mai smosso dalle sue convinzioni. Sicuramente è morto con il grande pentimento di aver ripiegato su una vita che in realtà non gli apparteneva. Mio padre era un selvaggio, in tutti i sensi. Era fottutamente cinico ed intelligente. Ed era un combattente, forse proprio come me e te..

  • 32
    maria grazia -

    ..La vita piccolo borghese che mia madre gli imponeva non gli apparteneva, era allergico alla società e agli atteggiamenti di circostanza a cui veniva obbligato, e sfogava il disagio della sua”castrazione” con atteggiamenti aggressivi.
    Probabilmente questa stessa dinamica era quella in essere nella tua famiglia.
    E poi scusami… ma se fossi morta tu al posto di tuo padre? Hai provato a farti questa domanda?

    Un abbraccio solidale

  • 33
    Jennifer -

    Cara Maria Grazia,eppure ora che mio padre non c’è più non sai cosa darei per poterlo rivedere… Tutti noi esseri umani abbiamo pregi e difetti; non è stato certo un buon marito
    per mia madre e anche con me ha avuto le sue mancanze, ma dopotutto ERA SEMPRE MIO PADRE COLUI CHE MI HA DATO LA VITA. Nonostante mia madre mi sollecitava ad andare da lui, il mio orgoglio e la testardaggine ha prevalso su tutto, e solo con la sua scomparsa ho aperto gli occhi..
    Ecco perché nella mia lettera di apertura ho consigliato di riconciliarsi con i genitori.. Perché la rabbia e i rimorsi non portano da nessuna parte.

  • 34
    Jennifer -

    Pensa che per fare in modo che mi cercasse lui, tempo fa volevo mettere fuori la voce che stavo male, ma poi non l ho più fatto perché si trattava di una bugia.
    La domanda che mi hai posto.. È riferita alla reazione di mio padre se fossi morta io??

  • 35
    Jennifer -

    Sono passati quasi 4 mesi… Va un po’ meglio rispetto all inizio ma il dolore x non aver più rivisto mio padre rimarrà sempre

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