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Ho paura (2)

Lettere scritte dall'autore  slassh

Terza lettera, forse l’ultima. Ho paura. Ho molta paura. Non riesco a scrivere, ma ho deciso di farlo lo stesso. Ho molta voglia di piangere, ma non riesco a far uscire niente.
Sento girare tutto, come se fossi ubriaco, e mi fa male lo stomaco, mi stringe il petto e vorrei strapparlo via.
Mi sento stupido. Ho cercato ieri, su internet la parola “depressione”, ho letto diversi articoli, mi ci ritrovo perfettamente. Non mi sento depresso, la mia vita è perfetta.
Ho 21 anni, ho sempre pensato a divertirmi, non ho mai studiato e non ho mai faticato. Ora non studio e non lavoro, sto solo a casa a piangermi addosso. Mia sorella di 19 anni, studia all’università, chimica. Mio padre lavora in fabbrica, ed oltre a quello fa moltissimi lavori extra, per portare qualche soldo in più a casa, so che è faticoso per lui, lavora da tutta la vita. Mia madre anche, lavora tutti i giorni tutto il giorno, ed arrivata a casa cucina, lava stira e tutto quello che fa una madre.
Io mi sento depresso? Con quale diritto? Ho sempre avuto tutto quello che ho sempre voluto, in termini di cose, di oggetti, e non ho (quasi) mai dovuto guadagnarmi niente.
Mi sento così inadatto al mondo che.. mi viene in mente una canzone di De Andrè, Il cantico dei drogati: chi e perché mi ha messo al mondo? Dove vivo la mia morte, con un anticipo tremendo, come potrò, dire a mia madre che ho paura?
Ho letto moltissime storie su questo sito, molto simili alla mia, o anche peggiori, ho letto di persone che stanno in questo mio stato da anni, da una vita. Io non posso farlo, non riesco a farlo. Penso sempre con più insistenza al suicidio ma purtroppo so che sono troppo vigliacco per farlo. Non ne ho il diritto.
Credo che il mio sia solo un capriccio, ho solo bisogno di attenzione, come un bambino piccolo quando piange per ricevere attenzioni. Mi piango addosso tutto il giorno e spero che qualcuno mi senta, cosa che è impossibile, dato che sto sempre da solo. Non ho mai creduto ne a Dio ne a niente del genere, forse dovrei, forse desidero che dio mi ascolti e mi aiuti in qualche modo, in un qualsiasi modo.
All’inizio desideravo soltanto che qualcuno provasse a parlarmi, a chiedermi come possa aiutarmi, non so, che pensasse a me, che mi ascoltasse. Nessuno lo ha fatto ed a questo punto non succederà mai.
Questo pomeriggio, forse, ho un appuntamento con l’unico “amico” che ho. Gli restituirò tutto ciò che mi lega ancora a lui e tutti gli altri. Non voglio vederli mai più. Ad essere sincero, spero che quando ci vediamo e io gli restituisco tutti i libri che mi ha prestato ed i biglietti del concerto di dicembre, dopo che lo saluto per andare e non vederlo più, mi fermi. Spero tantissimo che mi afferri da un braccio e non mi lasci andare e mi costringa in tutti i modi a non farlo e mi porti a parlare da qualche parte. Perché sono un bambino, e lo faccio solo per questo. Non so se è una cosa sbagliata, ma so che non lo farà, non gli importa niente di me, ma non gliene faccio un colpa, sono io che pretendo troppo.
Mi sento triste e “depresso”, e mi sento in colpa di stare così. Non ne ho il diritto, i miei genitori, dovrebbero essere depressi, loro che hanno sacrificato la loro vita per me e mia sorella, per permetterci di avere più di quanto loro abbiano potuto avere. Ed ora io sono depresso? Sono un idiota.
Non ho mai provato a incontrare gente, non ci ho mai provato con una ragazza. Sono depresso perché non ho nessuno, perché mi sento brutto, non intendo brutto, non bello, intendo ripugnante. Mi sento inferiore a chiunque altro, per ogni cosa.
Forse, se solo provassi, una sola volta a fare, a provare a fare ciò che rimpiango. Forse non sarebbe esattamente come lo immagino io. Ma non lo saprò mai ed ormai è troppo tardi per tutto.
Sono sicuro che dopo che avrò incontrato e “lasciato” questo mio amico, insieme a tutti gli altri, starò ancora peggio, se questo è possibile. E so che se è depressione non riuscirò ad uscirne da solo, soprattutto io, che sono così debole, patetico e piagnucolone. Non voglio arrivare, come altri a vivere così per sempre. Forse ho bisogno di aiuto. Non lo so.
dovrei dire ciò? Io depresso? perché, perché sono troppo viziato e non faccio niente tutto il giorno? Come potrei mai dire queste parole a mia madre. Mi prenderei a schiaffi da solo. Come potrei? Non potrei mai dire a mia madre che ho paura.
Ho scritto molte cose sparse, senza senso e senza logica. Ne sono consapevole ma ho deciso comunque di lasciare tutto così. Suppongo che chi sia un po nella mia situazione possa capire, altrimenti non importa. Forse sarà l’ultima volta che scriverò qua. Non ho più molto da aggiungere su di me. Mi rendo conto che possa essere la cosa più banale di questo mondo, da dire, ma ormai, desidero solo di morire.

L'autore ha scritto 6 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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12 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    Angelo -

    Carissimo, tu non sai quanto abbia letto con attenzione la tua lettera. Mi dispiace per la tua depressione, e ti consiglio anche di non andare a cercare su internet parole angoscianti perchè ti fai solo del male, ma devo dirti che anch’io sono angosciato perchè delle persone di cui pensavo di potermi fidare mi hanno profondamente offeso e creato gravi problemi. Ora sono depresso. Però,so che passerà, come è sempre accaduto, e che la mia vita andrà avanti e ne sarò io l’artefice, nonostante tutto. Mi sembra che tu sia un ragazzo molto intelligente e tante risposte te le sei già date da te. Non dobbiamo darla vinta a questa vita…. a nessuno. Un conto è riconoscere i propri errori e non essere superbi, altro è lasciarsi schiacciare dalle situazioni e dagli altri. Io non voglio farlo. Ti lascio delle parole secondo me illuminanti di Italo Calvino: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” (“Le città invisibili”). Direi che è preferibile seguire la seconda via… Ciao

  2. 2
    cam -

    Io sono una tua coetanea e capisco molto bene le tue parole perché le ho vissute anche io e, talvolta, le vivo ancora. Nemmeno io capisco bene che senso abbia questa vita, non razionalmente per lo meno. Anche io vedo i miei sgobbare tutti i giorni e sento di non meritare le loro fatiche perché faccio fatica a fare gli esami all’università, perché quando soffro come in questo periodo mi sembra che tutto rimbombi in me e penso di non essere in grado di reagire e di trovare qualcosa o qualcuno per cui valga la pena farlo. I miei genitori mi stanno aiutando molto, mi hanno convinta a farmi aiutare e piano piano cerco di superare questo momento solo vivendo. E non è solo per una delusione d’amore che sono ridotta a uno straccio. E’ perché ho compreso che tutto è legato a come vivo la mia vita, ho capito che c’è qualcosa che non va dentro di me e che devo risolvere da sola. Ho capito che devo trovare me stessa,che non so da che parte voltarmi, che non so più in cosa credere e che non so come realizzarmi come persona e come donna. Mi sembra di fare scelte sbagliate continuamente, di amare troppo, di non riuscire a manifestare la tempesta di emozioni e di sentimenti che provo dentro di me… Mi sembra che sia un’Inferno, come dice bene Angelo citando Calvino. Io, a differenza tua, sono stata credente anche se in disaccordo su molte cose dettate dal papa e dalla Chiesa. Anche io mi interrogo, cerco un senso, ma non lo trovo o per lo meno non più. Credo nell’amore, ma appena mi sembra di averlo trovato tutto crolla miseramente. Mi restano i ricordi e nemmeno troppo belli (soprattutto quelli dell’ultimo periodo). La gioia mi sembra qualcosa di molto lontano a me, mi sembra faccia parte di un’altra vita… Posso dirti solo che non sei solo e ti comprendo. Anche io mi sento una persona ripugnante, ma non arrenderti. Se puoi non allontanarti dagli amici e cerca di parlare con loro delle tue difficoltà e ricerca te stesso.
    “Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

  3. 3
    Max -

    slassh,
    prima di fare qualche cazzata, prova a farti un giro in ospedale dove ci sono i poveri malati terminali oppure in uno ospizio dove cercano magari anche volontari, guarda quelli, quelli sono i veri problemi, non voglio sminuire i tuoi e quelli degli altri qui me compreso, ma ti assicuro che se provi ad aiutare gli altri riacquisterai anche te stesso, fidati.
    In gamba Max

  4. 4
    Delice -

    Hey…tutti abbiamo paura..io anche mi sono sentita schiacciata dalla vita, inadatta, inferiore..ogni tanto sembra vada meglio, si va avanti, ma quel dolore, anzi, quel vuoto, è sempre li in agguato e sai che prima o poi ritornerà.
    Non pensarci, alle cose sbagliate, a quello che può andar male.
    Se il tuo, come dici, è bisogno di attenzione, parlane con tua madre e non sentirti sbagliato, sei solo un ragazzo che ha compreso che c’è qualcosa che non va nella sua vita e vuole migliorarla..sento un bisogno di sfogarti..è quello che ti serve..starai meglio.
    Io se fossi tua madre ti abbraccerei forte e ti direi che non c’è nulla che tu non possa fare per sentirti una persona migliore, e il mondo comincia là fuori non tra 4 mura..vivi!

  5. 5
    Angelo -

    Per cam e per tutti. Vi assicuro che ho passato delle situazioni terribili, di cui forse un giorno mi decidero’ a parlare, ed in questo momento vivo una grande angoscia,ma la mia fede e’ divenuta piu’ matura con le sofferenze e ho spermentato l’Amore di Cristo quando tutti mi avevano abbandonato. Non e’ una lezione, solo la mia esperienza. cam e’ straordinario che nella tua situazione continui a confortare gli altri, continui ad amare. Ciao e grazie a tutti

  6. 6
    Birba -

    Io anni fa ho subito un esaurimento nervoso, avevo paura di quasi tutto e a piccoli passi ne sono uscita senza nemmeno uno psicologo. Non hai handicap fisici che ti permettono di avere limiti nel muoverti, hai detto che hai avuto tutto e i tuoi si sono fatti il mazzo per te e tua sorella, aspetti che arrivi la manna dal cielo e qualcuno ti aiuti ma fare cosa??aiutati che il cielo ti aiuta. Apriti alla vita, ad esperienze di qualsiasi tipo, guarda il mondo fuori…e se dovrai combattere combatterai, soffrire soffrirai ma avrai sicuramente meno seghe mentali da farti e non potrai dire che non stai vivendo e che non hai vissuto.

  7. 7
    Lara87 -

    Slassh nn sei solo. Non sei l unico a sentirsi così è qui troverai sempre qualcuno che ti può ascoltare e capire! Ma guarda che nn sei solo nemmeno nella vita reale! Hai una famiglia, parlane con loro, non vergognarti di cm ti senti e di sfogarti con la tua famiglia. Loro sn gli unici che ti saranno sempre vicino. E che ti vorranno sempre bene! Chiedi aiuto. So cosa vuol dire sperare che qualcuno si accorga del tuo dolore e che ti offra una spalla ma a volte anche i genitori nn osano avvicinarsi a noi perché magari ci siamo costruiti una corazza un muro a cui nn facciamo avvicinare nessuno. I tuoi genitori sono sicura che se ne siano accorti che stai male ma aspettano che sia tu a chiedere aiuto.
    Poi soprattutto nn allontanare il tuo amico! Gli amici sono cm un ancora tra te e il mondo, se allontani tutti guarda che sarà difficile poi recuperare i rapporti e ancora di più trovare altri amici! Magari nn ti chiede cm stai, se stai bene o se stai male ma se esce con te è xché gli d piacere la tua compagnia

  8. 8
    Angelo -

    Scusami slassh, ovviamente il mio precedente commento a proposito di Dio era rivolto anche a te. Lo sai che secondo me scrivi bene? hai uno stile personale. Che ne diresti di pubblicare qualcosa on line? potrebbe essere un primo obiettivo. A me sarebbe piaciuto fare lo scrittore ma spesso la vita ti porta da un’ altra parte. Un’altra cosa:segui il consigluo max,aiuta gli altri per recuperare te stesso. Spero che non te la prenda a male se ti dico che pur non conoscendoti di persona mi sei molto simpatico. Ciao

  9. 9
    slassh -

    Chiedo scusa se non rispondo ai commenti, non è per maleducazione, li leggo sempre e cerco di assorbirne il più possibile, però non mi vengono le parole giuste per rispondere, mi limiterò a dire grazie a tutti del sostegno.

  10. 10
    SS1969 -

    Slassh parlane con tuoi genitori, o se non ce la fai parlane con tua sorella.
    Parlane però.
    Ora è come se fossi chiuso dentro una scatola sigillata dall’esterno.
    Prova a usare la parola per tagliare le pareti di quella scatola.
    Chiedi aiuto.
    Chiedilo.
    Ti stupirà trovarne più di quanto ti aspetti.

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