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Ho 40 anni e mi sento un fallito

di Paride77

Ciao a tutti, ho 40 anni e mi sento un fallito… dentro di me ho un malessere che non riesco a spiegare, a comprendere, a decifrare… ansia, attacchi di panico, paura, tanta paura, di tutto… !!! Me li porto dentro da tanto oramai, da tanti anni… sono andato da psicologi, neurologi, mi hanno dato farmaci, ansiolitici, mi facevano stare bene, tranquillo, o forse era solo apparenza, impressione… li ho presi fino a qualche mese fa… poi un po’ perché mi ero stancato e volevo andare avanti da solo un po’ per i miei genitori che ci tenevano che io smettessi con i farmaci li ho lasciati… sono stato bene i primi mesi, ma ora sono ricascato nel vuoto più assoluto… ho vissuto situazioni di vita che mi hanno portato a questo, come l’aborto a mia insaputa della mia prima ragazza, i genitori di lei non mi volevano ecc ecc….comunque a dicembre scorso dopo 8 anni ho perso il lavoro, facevo lo speaker, lavoravo in una radio che poi è stata venduta per farne una a costo zero… voi vi chiederete, ma come uno come te che ha paura di tutto intratteneva gli altri… ? Ebbene si lo facevo, sono anche un cantante, ho cantato in una coverband per 6 anni e ho anche fatto l’animatore nei villaggi in passato, da non credere… su di un palco o davanti ad un microfono tutte le mie paure spariscono, scompaiono, non so neanche io perché… ora per non stare a casa sto lavorando in un call-center, è un lavoro terribile che sto odiando, mi provoca un’angoscia incredibile, ma non posso stare a casa e chiedere i soldi a mamma e papà… sto male, malissimo, piango ogni giorno, avevo pensato di ripartire quest’estate a fare l’animatore, avevo anche trovato il modo per farlo attraverso un vecchio amico, ma la paura, la paura di non essere all’altezza, di essere troppo vecchio ormai per questo lavoro mi hanno bloccato… e ora me ne pento, come in ogni cosa della mia vita, tante volte la paura, il sentirsi non all’altezza della situazione non mi hanno permesso di fare tante cose che invece avrei voluto fare, ho perso amori, l’ultima ragazza un anno fa, dopo una storia di un’anno e mezzo, a lei non avevo parlato di questo mio malessere, ma forse lei in me ha visto un fallito e mi lasciato, eppure ho cercato di non farle mai mancare nulla nonostante tutto… mi sento solo, ho un paio di amici più piccoli di me con cui esco, ma questo malessere che mi porto dentro non vuole proprio lasciarmi, è un demone che non riesco a sconfiggere, mi tiene aggrappato a lui e non riesco a fare un passo avanti, se delle volte cerco di farlo lui mi dice: fermo, dove vai, tu non sei capace, sei un fallito, devi stare qui… !!!! Non so più che fare, è un anno che non esco con una ragazza, eppure le occasioni le ho avute, ma la paura, maledetta angoscia, ansia…. non so come spiegarla, vorrei ma non riesco a capire cosa ho… penso al suicidio, alla morte come unica liberazione, ma non ce la farei mai, sono troppo vigliacco anche per quello… ho paura, tanta paura e non so che fare… grazie comunque

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Categorie: - Me stesso

29 commenti

  • 1
    Christian -

    Perché hai smesso una cura che ti permetteva di stare bene? Se tu avessi avuto il diabete avresti smesso l’insulina? Se ti fossi rotto una gamba avresti tolto il gesso?

  • 2
    Regina Incoronata di Splendore -

    Buongiorno Paride,

    un detto dice: “In un giorno succede quello che non è successo in 10 anni!”

    Ma, a patto che tu ci creda e agisca di conseguenza!

  • 3
    Rossella -

    Ciao,
    penso che l’uomo in generale abbia bisogno di crearsi un mondo in cui credere per andare avanti, ma che il miracolo economico abbia già prodotto una nuova società, la società del benessere, che omologa i miti agli standard del consumismo. Il boom economico è stato possibile ad altre regole. Io non credo che nel mondo in cui viviamo ci siano i presupposti per poter crescere insieme. L’America si sta preparando a mettere a frutto le speranze che hanno animato la lunga maratona elettorale. A prescindere dal gradimento del presidente. Questa secondo me è la loro forza. Ma d’altro canto neanche Berlusconi è riuscito ad imporsi come un capo. Come leader di una forza politica che aveva tutta una sua storia è riuscito a guadagnare quei consensi che gli servivano per vincere le elezioni, ma in molti ambienti non era possibile neanche fare il suo nome. Tutte le volte che riceveva un mandato diventava una potenza e gli italiani, che provengono da un’antica civiltà, non hanno mai accettato il ruolo di sudditi, perché rivendicano dei privilegi che non si possono quantificare, e non accetteranno mai nessun capo. Gli americani continuano a tenere viva questa aspirazione di crescere nella fede (e quindi nutrono una fiducia nella luce futuro) attraverso le istituzioni e trovando soluzioni adatte al momento. Questa coppia presidenziale dice loro che esiste un bisogno di trascendenza che porta a superare il senso del limite. Ci sono storie analoghe, ma qui vedi qualcosa di magico.

  • 4
    Rossella -

    […]Un rispetto sovrumano che supera l’umana capacità di spendersi al di là delle apparenze. Davanti a questo quadro viene naturale vivere con superiorità le sconfitte della vita. D’altro canto anche il grande succcesso di Albano e Romina è l’espressione di un entusiasmo che va oltre quell’immagine che ormai non rappresentano più. La memoria è più forte.

  • 5
    Christian -

    E’ depresso, a parte angisciarsi non riesce a fare altro,riprendibi farmaci e prega CGE ti rifacciano stare bene

  • 6
    Christian -

    Rossella per la prima volta ho letto tutto quello che hai scritto. Sei veramente un intrico di spine, mi hai fatto paura quando in tutto il delirio ci hai cacciato in mezzo Albani,Romina & Berlusconi

  • 7
    Regina Incoronata di Splendore -

    @Christian, sì lo penso anch’io, ma deve farsi forza per tornare dallo psichiatra a farsi aggiornare la cura. Antidepressivi, possibilmente di ultima generazione, anche per i minori effetti collaterali, e benzodiazepine per dormire bene, e da prendere al bisogno.

  • 8
    Adam -

    Credo anch’io dovresti valutare l’idea di un consulto e riprendere dei farmaci.

    Di tuo parti dalle piccole cose, riscostruisci il quotidiano: riprendi la passione per la musica; a sport come sei messo? Siamo pensieri ma anche chimica corri e rilascia endorfina,magari finendo sul mare,abbandonandosi tra le sue onde.
    Il palco ti da forza,é raro e non é da tutti,sfruttalo

  • 9
    Yog -

    Per il palco è tardi. Se hai lasciato la terapia per il giudizio dei tuoi genitori, sei solo un imbecille. Va da un buon medico e fatti ritarare la ricetta, apri gli occhi, non vivi nel Medioevo.

  • 10
    Reflectaboutyou -

    Conosco una coppia. Lui ha conosciuto lei che lui era disoccupato a 38 anni, lei più giovane. Sembrava una storia impossibile, ma a lei lui piaceva lo stesso. Sono rimasti insieme. Prima ha trovato lavoro lei, un paio di anni dopo lui. Adesso hanno una bella famigliola.
    Non arrenderti! Tu non hai idea di quanta gente viva momenti come il tuo. Fa parte della vita, capita a tutti.

  • 11
    Christian -

    Non capisco perche i tuoi hanno voluto che smettessi con i farmaci. prendeva già Ssr,pii parlate di attività fisica, se è così depresso non riesce,deve prima rimettersi dalla depressione

  • 12
    Paride77 -

    Ragazzi grazie per i vostri messaggi, ma io comunque non sento di essere arrivato allo stato della depressione grazie a Dio. Oggi pomeriggio un mio ex collega animatore mi ha offerto di partire per tutto agosto a fare l’animatore…la paura è tantissima, l’ansia a mille ma ho accettato, vado a fare quello che mi riesce meglio nella vita credo, anche se a 40 anni forse è tardi per fare l’animatore ma tanto in questo momento qui non ho nulla da perdere, lascio il call-center in cui lavoro, un lavoro che odio, al massimo lo ritrovero’ a settembre…staccare un po’ da tutto mi forse mi farà bene…è solo un mese, spero di farcela. Grazie ancora a tutti

  • 13
    Paride77 -

    Niente da fare, alla fine non c’è l’ho fatta a partire…il panico ha vinto anche questa volta, forse avete ragione voi…

  • 14
    socrate -

    Non esiste altro che il momento presente. Ma tu non lo vivi, perché lo vedi come insopportabile, un ostacolo a quello che devi cercare e trovare per poter vivere. Tu ogni giorno pensi di essere infelice e che per essere felice avresti bisogno di essere altrove o fare altro. La tua mente elabora continuamente una serie di pensieri negativi, di ricordi, malessere, morte, e tu ti identifichi con questi pensieri e giri come un topo in un labirinto, questo ti impedisce di guardare ogni cosa intorno a te, ogni istante della tua giornata, che è la tua vita, ogni sorriso intorno a te. Tu stai semplicemente sopravvivendo, ma se vuoi cominciare a vivere devi smettere di pensare. Stacca l’alimentatore dei tuoi pensieri. I tuoi pensieri sono solo rumore che ti assorda e non ti permette di vivere, respirare, ascoltare, guardare, gioire di ogni momento, nel presente. Che è l’unica vita che hai.
    Se non sei capace di farlo, compra un libro di istruzioni.
    Ti consiglio Eckhart Tolle, Il potere di adesso. Puoi anche scaricarlo gratis in rete.

  • 15
    Paride77 -

    Grazie davvero Socrate, hai colto perfettamente quella che è la mia vita in questo momento…cercherò di seguire il tuo consiglio, grazie ancora

  • 16
    Yog -

    Senti Paride, credo che tu abbia fatto bene a non partire. Per l’animazione la gente paga, se l’animatore è depresso di suo poi viene fuori un disastro. Devi prima riprenderti, le terapie farmacologiche ci sono e oggi c’è una molecola specifica per ogni problema. Sennò vai al super e ti gargarizzi voluttuosamente una narda, che funziona anche meglio, però occhio che la paghi per intero, non esiste ticket o esenzione e inoltre dopo non puoi condurre veicoli o macchinari di precisione altrimenti ti cavano la patente e ti frustano in piazza.

  • 17
    simo -

    vorrei partecipare

  • 18
    Yog -

    Basta che paghi il biglietto, come tutti. Non si fanno favoritismi.

  • 19
    Golem -

    A cosa, a partire o a gargarizzarti la narda?

  • 20
    Bruce100 -

    Riprendi con i farmaci. Ti capisco. Non preoccuparti arriveranno altri momenti

  • 21
    Jessica -

    Paride poi come è finita? Hai trovato un’altro lavoro? Fammi sapere anche io sto come te.

  • 22
    Pablo -

    Ne ho 40 anch’io ed ho vissuto vicende familiari bruttissime. I miei genitori morti di malattia ed io quasi per un incidente dove ero in cod.rosso. Una sorella di che soffre di agorafobia e non vuole curarsi. L’ultima fidanzata una psicopatica. Ho’ ritrovato da un in mese una ex di 9 anni più giovane non so che sarà di me’ ma mi da un motivo per vivere. In bocca al 🐺.

  • 23
    Massimo -

    Non vale davvero la pena togliersi la vita per fare piacere a qualcun altro. Hai idea di quanta gente ci sarebbe pronta a ballare sulla nostra tomba? Quanto piacere e quanta felicità ricaverebbe da questo? Tutti abbiamo dei nemici. Vuoi spezzare la tua vita per dare loro tanta felicità?

  • 24
    rossana -

    Massimo,
    bel messaggio!

    In senso tragicamente inverso ma con un legame di fondo, mi ricorda Annibale, il grande condottiero Cartaginese.

    Ormai anziano, si era ritirato dal fare la guerra ai Romani ma questi continuavano a braccarlo ovunque, accecati da un inestinguibile odio, nonostante l’avessero vinto.

    Avvertito da uno schiavo che il suo rifugio era stato scoperto, preferì uccidersi con il veleno al dar loro la soddisfazione di assassinarlo, incapaci di attendere la sua vicina morte naturale.

    Mai dare soddisfazione a chi alberga in sé tanto rancore da non dar pace nemmeno a se stesso!

  • 25
    Golem -

    Solo una fantasia poco informata poteva collegare (e collegarsi) la vicenda di Annibale a quella dei più modesti suicidandi nostrani. Primo perchè i Romani non avevano affatto vinto il Cartaginese, anzi, dopo Canne si aspettavano che puntasse su Roma; ma il punico era bravo in campo aperto e non a fare assedi a mura come quelle dell’Urbe. E poi c’è il fatto che Annibale dopo la vittoria di Canne perse la testa per un’avvenente apuliana di Oria, e fini per stemperare tutte le velleità belliche nel grembo della procace Uriana, trascurando così Marte per la più piacevole Venere presso Capua dove si era ritirato, da cui deriva il famoso detto: “gli ozi di Capua”. Insomma, Anny ha anticipato di un paio di millenni abbondanti gli Hippy, e preferì fare l’ammore invece della guerra.
    Mentre il “suicidio per onore” era normale in qualunque generale di quella portata e fama, ormai impossibilitato a reagire con le armi al nemico. Cosa c’entra con il suicidio da depressione e dov’è il legame di fondo col condottiero cartaginese lo sa la Madonna delle Ghiaie di Bonate di Sopra.

  • 26
    rossana -

    Che noia, tutta questa persecutoria saccenza/supponenza!

    Dalla banalissima Wikipedia:
    “La seconda guerra punica terminò con l’attacco romano a Cartagine, che costrinse Annibale al ritorno in Africa nel 203 a.C., dove fu definitivamente sconfitto nella battaglia di Zama, nel 202 a.C.. Dopo la fine della guerra Annibale guidò Cartagine per alcuni anni, ma fu costretto all’esilio dai Romani e nel 195 a.C. trovò rifugio dal re seleucide Antioco III in Siria, dove continuò a propugnare la guerra contro Roma. Dopo la sconfitta di Antioco III si trasferì presso il re Prusia I, in Bitinia. Quando i Romani chiesero a Prusia la sua consegna, Annibale preferì suicidarsi; era il 183 a.C..

    Le sue ultime parole si dice fossero secondo Tito Livio: “Quanto sono cambiati i Romani, soprattutto nei costumi, non hanno più neanche la pazienza di aspettare la morte di un vecchio, su allora, liberiamoli da questo lungo affanno”.

    Niente a che vedere con affari di cuore e di sesso! Cosa c’entra con il non voler dare soddisfazione ai nemici, nucleo di collegamento al post di Massimo?

  • 27
    Golem -

    I Romani volevano annullare Cartagine come pretendente al dominio del Mediterraneo, non un singolo cartaginese sia pure di nome Annibale. Una Cartagine che infatti “salarono” dopo Zama per impedire che vi crescesse anche una singola spiga di grano, gliene fregava assai di un Annibale che aveva capito di non avere le forze per vincere “quella” Roma, oltre ad una età avanzata per l’epoca, e questo lo aveva capito subito dopo Canne. Tito Livio ha voluto leggere “umanamente” un comportamento bellico “naturale” nella logica romana appena citata.
    Magari la supponenza sta nel voler interpretare su di sè, in maniera creativa, episodi storici con ben altri significati, o no?

  • 28
    rossana -

    Post 27

    Appiccicaticcio, come al solito, come un pettegolezzo di portineria, con annesso scricchiolio di unghie sui vetri. Stavolta persino in contraddizione con il precedente!

    Proprio come chi sempre sa cosa c’è nella mente altrui, pur essendo incapace di avere un po’ più chiaro il contenuto della sua. D’altronde, come si fa a non interpretare, come più fa comodo, anche Tito Livio?

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