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Oggi è giusto assecondare una nascente vocazione del genere?

Vorrei fare qualcosa per gli altri, è da anni che ci penso, e ci ripenso, e non sono mai riuscita a mettere il naso oltre ai miei interessi (che comunque ho gestito male, per questo sto ancora finendo gli studi a 28 anni), ma ora molto forte è in me questo senso di ..è difficile spiegarlo…è come se volessi contribuire all’avanzamento della società. Ho paura di fare cose pericolose, come mettermi tra un marito e moglie in cui lui è violento, non saprei cosa fare, a chi rivolgermi, non  saprei consigliarle bene il da farsi, ma dare una mano in canile portando un po’ di cibo, o pulendo i cani o i loro bisognini, o pensando alle donne mettermi magari a studiare un po’ di lotte femministe per bene e scrivere qualcosa…sarebbe un sogno se i miei articoli fossero letti in giro per l’Italia e fossero ispirazione per chi, come me, sente che ogni giorno dobbiamo combattere con quella percentuale di uomini che ancora conserva una mentalità molto arcaica e quando uno di questi ha fatto parte, in malo modo, alla nostra educazione, è davvero difficile recuperare, riempire le proprie debolezze, fare finta di niente, stabilire un rapporto sano con un altro uomo. 

Mi trattiene il dubbio che sia tutto inutile, che bisogna avere l’appoggio dei potenti. Mi trattiene vedere che nelle organizzazioni locali non-profit ci sono persone che si dichiarano comunisti e portano piercing, tatuaggi, le ragazze anche i capelli corti, e quando ti vedono da lontano solo perché porti jeans e maglietta, e ti trucchi un po’, ti guardano male e tendono a tenerti fuori. E poi sarebbero quelli senza piercing ad avere pregiudizi! E’ la cosa più falsa del mondo. Ci sono categorie sociali che amano distinguersi, ancora oggi, sono i famosi comunisti di ieri che però appena hanno occasione di diventare di destra, volano subito dall’altra parte. E poi ci sono quelli che non ci riescono, che arrivano a 50 anni con i sogni ormai delusi, squattrinati e amareggiati, e invidiosi di chi invece ce l’ha fatta.

Ecco, non voglio entrare in queste categorie. Non mi interessa fare la comunista, fare la gattara, fare l’alternativa, sono tutte etichette bruttissime. Non voglio entrare in gruppi politicizzati, così come soffrirei molto a vedre che i giornali universitari mi direbbero di non scrivere quello che scrivo perchè non vogliono schierarsi oltre il generale “accettiamo tutte le credenze e tutti gli stili di vita”, ma non pubblicherebbero mai la testimonianza di una volontaria in canile sfruttata o cose del genere. E non mi andrebbe nemmeno di parlare della volontaria, sapendo che moltissimi frequentano gli ambienti solo per acchiappare il posto fisso e sono i primi ad essere efferati dato che mirano a qualcosa (con tutto il rispetto per chi invece non vuole niente e fa molto bene agli animali).

Il mondo odierno è un enorme magna-magna, e mi ritrovo a ridere di me stessa. Io ambisco ad un lavoro in futuro, ad avere una serie di cose, ma dentro a questa scatola dei sogni c’è il mio impegno ideologico, qualcosa a cui vorrei dare voce, senza farmi illusioni, eppure non ne ho il coraggio. Forse dovrei attivarmi dove richiesto, senza presentarmi all’improvviso, sembrerei interessata (oggi quando vuoi fare del bene la gente la spaventi), e poi scrivere qualcosa per conto mio, farmi un sito, magari a qualcuno interesserebbero i miei articoli, le ricerche, le indagini che vorrei fare. 

Non lo so, non voglio rimanere delusa e senza aver raggiunto niente, è qualcosa che ho fatto in passato e ho capito che è uno spreco di tempo e di risorse!

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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17 commenti

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  1. 1
    Rossella -

    La vocazione della quale parli sembra legata ad una sorta di conservatorismo accademico che porta a desiderare di spendersi per un ideale astratto di pace. In concreto, e lo vediamo sovente, questo anelito è accompagnato da slanci reazionari (in politica) e da un atteggiamento abbastanza conformistico verso il potere. La personalità è sempre in bilico tra conformismo e una sorta di ribellione di stampo quasi anarchico. Tra moglie e marito, come ricorda il vecchio adagio, non mettere il dito… si dice perché tante campagne di solidarietà hanno una notevole carica dissacratoria. Le persone si sentono in diritto di domandarti perché trascorri il tuo tempo in un modo piuttosto che in un altro. Ci sono tante sentenze che hanno un peso e che paralizzano la vita delle persone. Ma abbiamo famiglia… ci sono tante persone che sono interessate alla nostra salute. Noi in primis… alla prima scossa di terremoto si scappa in strada. Possibile che qualcuno ce lo debba ricordare? Si tratta dell’istinto di sopravvivenza… sta a noi sollecitare chi dovere per chiedere la manutenzione delle strade, la bonifica dei terreni paludosi e dei siti contaminati. A fare spavento è il silenzio collettivo che, a mio avviso, nasce dalla paura di esporsi, dal sentirsi piccoli davanti alle istituzioni. Per carità, si tratta di un’impressione!

  2. 2
    Gaudente -

    fai quello che fanno tutte: cercati un marito con la grana , e tutte le altre stronzate percaritadiddio lasciale perdere !

  3. 3
    Yog -

    Ma perché escludi di fare la gattara?

  4. 4
    Golem -

    Stavolta ti è chiara la replica di Rossella?
    Mi vien voglia di chiederti come trascorri il tuo tempo libero. Io sto creando un’associazione per promuovere la bonifica dei terreni paludosi e di un servizio di protezione civile composto da squadre di sollecitatori alla fuga in caso di terremoti. Se vuoi aggregarti potresti trovare una risposta al tuo quesito. Sempre che tu non metta il dito tra moglie e marito.

  5. 5
    maria grazia -

    “Vorrei fare qualcosa per gli altri”

    non puntare mai il dito su chi è diverso da te. credimi, avrai già fatto molto! ciao.

  6. 6
    connie863 -

    Forse è meglio fare un po’ di chiarezza: questa mia necessità ha la sua primigenia origine nell’aver sperimentato sulla mia pelle, negli ultimi anni, di far parte di una categoria sociale molto indietro dal punto di vista culturale. Parlo della libertà femminile. Alcune famiglie hanno tirato su ragazze eccellenti, indipendenti, orgogliose, forti, che hanno creduto in sè stesse tanto che oggi lavorano in ambienti prettamente maschili, e so che nella vita privata stabiliscono sempre rapporti con uomini “sani”, non tiranni, e rispettano, e si fanno rispettare. Che alla fine dei giochi una arrivi a 35 anni e voglia avere accanto un uomo ricco che mantenga in modo eccellente la prole che desidera, cambia poco. Anche l’uomo vuole avere la bonazza e sposarsela e comunque continuare a fare sesso con altre donne per tutta la vita, e nessuno gli dice niente, per cui non vedo quale sia il problema.

    Tornando a noi, ho avuto poi modo di analizzare come educazioni basate sul senso di colpa, e sul formare donne gentilmente sottomesse, faccia si che la donna abbia l’inclinazione psicologica a piazzarsi accanto un carnefice di cui essere succube, proprio come ha vissuto in famiglia sin dall’infanzia.

    Cosa porta questi atteggiamenti così diversi? Perché ci sono ragazze che a 20 anni vanno a studiare fuori, e la famiglia sta tranquilla, oppure se ancora la ragazza sta a casa questa può scendere di casa come e quando vuole, e nessuno sta a spiare l’eventualità che esca con un uomo? Cosa a cui seguono violenze psicologiche di ogni tipo?

    Che si tratti di ignoranza mi ha portata a voler studiare, perchè lo studio migliora la vita, e le relazioni, perchè lo studio dice alla donna lei chi è, anche oltre l’educaizone che ha avuto. Voglio fare qualcosa, per tutta la vita, anche io vorrò fare i figli e fare la moglie, ma finite le ore di “lavoro” poi voglio lavorare per quello in cui credo, senza uno scopo la mia vita non ha senso, i figli e i soldi non sono abbastanza…

  7. 7
    connie863 -

    Ecco il problema sorge però dopo queste riflessioni…lo studio ha cambiato la mia vita, ma può cambiare anche quella di altre? Quella di altri? Alle donne interessa davvero questo o cercano solo un modo per poter scegliere l’uomo che più gli conviene, come partner? Sto lottando per qualcosa di vero, di spontaneo, di qualcosa che può cambiare la vita come l’ha già cambiata a me che reagisco alle violenze (per ora e sto cercando di continuare a studiare per uscirne sempre di più e forgiare la mia mente plagiata alla nascita)o è una mia illusione ottica?
    Eppure è vero che le ragazze educate normalmente tendono in media a scegliere facoltà scientifiche, che non abbandonano, mentre molte inconsapevolmente scelgono studi umanistici, perché si vedono collocate nella vita anche lavoratrici ma all’ora di pranzo a casa a cucinare e il pomeriggio a lavare come ogni maestra d’asilo che si sia rispettata in passato in ambienti rurali. Ed è vero che ragazze con educazioni eccellenti vivono rapporti di coppia in cui il loro partner rispetta la loro sessualità, e non hanno un ruolo subalterno, e riescono a tirare fuori tutto quello che possono offrire. Insomma non sono cresciute dovendo fare le brave e buone ed educate bambine futuri angeli del focolare.

    Quindi io credo nello studio, nel sapere, nella conoscenza, credo che sia un’arma. E non sono chiacchiere, parole al vento, è qualcosa di concreto, e vorrei fare qualcosa, qualcosa, so che questo qualcosa cambierebbe la mia vita alla fine della giornata.

    Il commento di Rossella è stato meraviglioso e l’ho compreso molto bene, grazie di cuore. Mi scuso se l’altra volta non sono riuscita ad interpretarlo.
    Saluti e grazie a tutti!

  8. 8
    maria grazia -

    connie, ti dirò la mia… il problema principale di noi donne di oggi è che viviamo in una tremenda e continua contraddizione: da un parte ci dicono che dobbiamo sviluppare l’ attitudine ad essere buone compagne per i nostri uomini: dolci, assertive, obbedienti, propense ai lavori di casa e senza pretese. Dall’ altra, la società ci impone di diventare donne autonome sotto ogni punto di vista e di sviluppare una personalità forte e propositiva. ora, in questo continuo martellamento di messaggi contrastanti, una ragazza o donna che non abbia le idee chiare su ciò che vuole e non ha un’ identità ben strutturata, va in tilt!
    ti dico anche, in tutta onestà, che avverti tutte queste necessità di fare qualcosa “a tutti i costi” per il resto dell’ umanità, perchè probabilmente non hai ancora degli obiettivi concreti che ti sei posta, e/o non hai problemi veri e seri da affrontare. altrimenti sta sicura che la tua testa non divagherebbe in improbabili quanto dispersive ipotesi di rivoluzioni in stile “Don Chisciotte”, ma ti concentreresti invece su qualcosa di fattivo e raggiungibile, su qualcosa che è alla tua portata e che ti darebbe risultati concreti in tempi ragionevoli.

    per quanto riguarda il comprendere perfettamente Rossella, ti faccio i miei complimenti perchè saresti la seconda persona, in tutto il sito, ad esserci riuscita..
    ciao!

  9. 9
    Yog -

    A mio modesto parere, lascerei ad ogni donna la possibilità di scegliere che tipo di vita condurre, in quanto le inclinazioni possono essere molto diverse. A te invece farebbe bene – se ne hai il desiderio – partecipare a una bonifica di palude o qualcosa di analogo, l’attività fisica è sempre ottima per chiarirsi le idee.

  10. 10
    Golem -

    Connie, seriamente e senza ironia, se puoi, fammi una sintesi di quel commento, visto che non ti mancano i mezzi, perché io continuo a non capirli, e l’ho già chiesto a un’altra donna che li capisce, ma non mi ha voluto aiutare in questo senso. A meno che non si tratti di “arte” e serva una capacità interpretativa in cui viene esclusa la logica nei collegamenti sintattici dei periodi “dell’opera” di scrittura. Interpretazione, in quel caso, che sarà evidentemente soggettiva, e forse più assimilabile ai vaticini sibillini che non ad altro, ai quali ognuno darà per forza la valenza che più gli piacerà. Perché qui non si tratta di essere d’accordo o meno, ma di “capirli” o meno. Tutta un’altra cosa.
    Te ne sarei grato.

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