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Nel trita-tutto della pseudo-giustizia

Un avvocato – innocente – è stato attirato in una trappola e denunciato. È stato arrestato, ha trascorso 2 giorni in carcere, ha fatto 20 giorni di arresti domiciliari. Quindi è stato sospeso dal suo ordine professionale per un anno e mezzo. Ha perso salute, amici, lavoro, casa. Poi è stato reintegrato dal suo ordine professionale, ma da allora tutti i giudici gli danno torto quando difende i suoi clienti in causa. Sembra quasi un disegno occulto: è stato reintegrato ma gli si impedisce di lavorare. Conseguenza? Dovrà emigrare con la famiglia, con una bimba piccola. Il suo errore fu di mettersi contro un “signore” del luogo notoriamente molto potente, pieno di conoscenze importanti, sul quale indagano da anni le forze dell’ordine, che hanno armadi di documenti contro di lui ma non possono far nulla, hanno le mani legate. Chissà se a qualcuno interessa questa tragedia? W l’italia.

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