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Giuliano Ferrara quanto è indipendente?

Lettere scritte dall'autore  

La7 Tv, Otto e mezzo – Ferrara, persona intelligente e preparata, conduce la trasmissione in modo aperto, libero e indipendente. Non sempre però. A volte non lo sento sincero, mi dà come l’impressione che stia difendendo posizioni che non sono le sue.
Ciao.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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26 commenti

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  1. 1
    Bruno -

    Giuliano Ferrara era un comunista aggressivo, basta dare un’occhiata negli anni 68-70. Adesso fa il lecchino del berlusca.. si deve campare in qualche modo.

  2. 2
    filippo -

    forse ciò accade quando si manifesta la sua vera natura di onanista intellettuale bastiancontrario, cosa che era anche quando era comunista, comodamente seduto in qualche poltrona della sua tenuta familiare in località Sovana.
    del resto, il fenomeno non è unico: Oriana Fallaci è un altro esempio di cronista che venera più sé stessa e i propri moti viscerali del momento più che il sacro giuramento alla verità storica.
    è gente che pensa di fare un ottimo servizio a sé stessa e rende un pessimo servizio all’umanità.

  3. 3
    west -

    Dopo l’incontro berlusconi-prodi di ieri, si è capito che il compito di ferrara nel suo programma subito dopo, come spesso accade, era quello di cercare di rendere bonarie e addirittura simpatiche le cose peggiori di berlusconi (lo stesso compito che ha Striscia la Notizia).
    Vi ricordate l’incontro di pugilato nel primo film ROCKY ? Il detentore del titolo sfidato, il pugile di colore, entra nello stadio vestito con un costume da George Washington su una barca ed i due commentatori televisivi raccontano divertiti al pubblico che era un bellissimo colpo di scena ecc. ecc.
    Ferrara ieri mi è sembrato come quei commentatori, quando ha parlato tutto sorridente e gongolante del colpo di scena finale di berlusconi, quello sull’ici, giudicandolo addirittura un colpo da maestro, mentre invece è stata una furbata scorrettissima, degna del peggiore degli italiani, sparata alla fine quando nessuno avrebbe potuto più replicare.

  4. 4
    Giuliana -

    Ferrara insieme a Bondi rappresentano due casi eclatanti e a parer mio vergognosi di incoerenza…e che non si dica che nella vita è lecito cambiare idea! perchè vorrei proprio capire come un comunista possa diventare con gli anni un fanatico berlusconiano…c’è qualcosa di marcio o nella situazione passata o in quella presente….

  5. 5
    cesare sesti -

    un grande statista amava dire che quando si è stati comunisti qualcosa di comunistoide rimane sempre attaccato. questa è la premessa per dire che non credo all’indipendenza di nessun giornalista. Giuliano Ferrara non fa eccezione, semplicemente riesce a giostrarsi meglio perchè proviene da una scuola che non faceva sconti a coloro che non si allineavano ma che egli ha stemperato in una supponente cultura liberale a patto che gli altri la pensino come lui. Non sarà per caso che chiunque provi a discostarsi dalla sua linea-guida viene messo dietro la lavagna e chiunque assuma un atteggiamento di indipendenza che non sia benedetto da lui diventa oggetto dei suoi strali. Se non sbaglio ha avuto bisogno, per avere il contributo statale al Foglio di due parlamentari che hanno firmato. Per uno di questi due si è adoperato il cestino, quello che serve per le cose inutili. Per favore, non parliamo di indipendenza.

  6. 6
    cesare sesti -

    dovrei parlare dell’indipendenza di giuliano ferrara? indipendenza da che? credo che non sia indipendente da niente tanto è surclassato dalla voglia di apparire piuttosto che essere e non si può parlare di limiti o di complessi ciascuno di noi è il risultato di una storia personale che si è portato dietro in questo caso il cinismo e l’ingordigia uniti all’infantile bisogno di essere adulato vezzeggiato e protetto ci disegnano un quadretto cheè il più lontano possibile da qualsiasi patente di indipendenza. per essere indipendenti bisogna essere liberi e per essere liberi bisogna essere affrancati dal bisogno. punto.

  7. 7
    Alan -

    Caro Cesare,

    hai perfettamente ragione: probabilmente nessuno di noi è libero.
    Ma c’è una bella differenza tra accettare qualche compromesso ed essere un servo.

    Qualche sera fa seguivo il programma Porta a porta, condotto dall’inossidabile Vespa. Non ho potuto fare a meno di notare di come il suo modo di rivolgersi a Berlusconi sia cambiato.
    Un paio di volte si è perfino permesso di contraddirlo. Incredibile. Durante la campagna elettorale era lì che strisciava ai suoi piedi, ora fa la faccia dura. Vespa è il tipico o esempio di come ci si può ridurre al servilismo, di come si riesce a convivere con qualsiasi potere ed essere sempre sulla cresta dell’onda.

    Chi striscia non inciampa, come dice il grande Grillo…

    Un saluto.

    Alan

  8. 8
    gianfederico -

    non è vero che nessuno è libero,caro Alan, è vero piuttosto che la libertà e quindi l’indipendenza sono una conquista e non possono venirci dagli altri, sono una disposizione dell’animo.Stiamo parlando di giornalisti che amano il potere e sono terrorizzati dall’idea di finire in un cono d’ombra, non fanno un mestiere innocente e sono per definizione legati a convenienze di vario genere. Ti spieghi così lo scendere e il salire di personaggi che solo perchè godono il favore momentaneo della stampa diventano santi o diavoli. Prova a pensare cosa sarebbe di certe prime file in camicia bianca(ultimo must) se mancasse loro il consenso untuoso di giornalisti dipendenti.Se esiste qualche giornalista indipendente paga un prezzo salatissimo e quello che è più grave che molto spesso questa indipendenza a termine gliela concede un direttore che vuole farne un fiore all’occhiello finchè dura.Mala tempora currunt per l’indipendenza e per la libertà.

  9. 9
    numa -

    se mi chiedono di esprimermi sull’indipendenza di Giuliano Ferrara mi viene in mente quello che dice Napoleone a Talleyrand : siete una ….. in una calza di seta . per aggiornarci diciamo sacco di juta.

  10. 10
    golda -

    In occidente si sta perdendo il senso di “civiltà” che significa non essere indipendenti, cioè controllare la propria istintività e lasciare che domini la ragione comandata dai valori ai quali dobbiamo dare la precedenza sulla nostra istintività.
    Credo che la vera libertà sia appartenenza e fiducia ai valori, quando si scioglie questo legame ci si mette in uno stato di falsa libertà legata al “fare ciò che voglio”.
    Se Giuliano ferrara non rispettasse i suoi valori parlerebbe a vanvera.

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