Giuliano Ferrara quanto è indipendente?
di
Giulio
La7 Tv, Otto e mezzo – Ferrara, persona intelligente e preparata, conduce la trasmissione in modo aperto, libero e indipendente. Non sempre però. A volte non lo sento sincero, mi dà come l’impressione che stia difendendo posizioni che non sono le sue.
Ciao.
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Categorie: - Attualità
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Giuliano Ferrara era un comunista aggressivo, basta dare un’occhiata negli anni 68-70. Adesso fa il lecchino del berlusca.. si deve campare in qualche modo.
forse ciò accade quando si manifesta la sua vera natura di onanista intellettuale bastiancontrario, cosa che era anche quando era comunista, comodamente seduto in qualche poltrona della sua tenuta familiare in località Sovana.
del resto, il fenomeno non è unico: Oriana Fallaci è un altro esempio di cronista che venera più sé stessa e i propri moti viscerali del momento più che il sacro giuramento alla verità storica.
è gente che pensa di fare un ottimo servizio a sé stessa e rende un pessimo servizio all’umanità.
Dopo l’incontro berlusconi-prodi di ieri, si è capito che il compito di ferrara nel suo programma subito dopo, come spesso accade, era quello di cercare di rendere bonarie e addirittura simpatiche le cose peggiori di berlusconi (lo stesso compito che ha Striscia la Notizia).
Vi ricordate l’incontro di pugilato nel primo film ROCKY ? Il detentore del titolo sfidato, il pugile di colore, entra nello stadio vestito con un costume da George Washington su una barca ed i due commentatori televisivi raccontano divertiti al pubblico che era un bellissimo colpo di scena ecc. ecc.
Ferrara ieri mi è sembrato come quei commentatori, quando ha parlato tutto sorridente e gongolante del colpo di scena finale di berlusconi, quello sull’ici, giudicandolo addirittura un colpo da maestro, mentre invece è stata una furbata scorrettissima, degna del peggiore degli italiani, sparata alla fine quando nessuno avrebbe potuto più replicare.
Ferrara insieme a Bondi rappresentano due casi eclatanti e a parer mio vergognosi di incoerenza…e che non si dica che nella vita è lecito cambiare idea! perchè vorrei proprio capire come un comunista possa diventare con gli anni un fanatico berlusconiano…c’è qualcosa di marcio o nella situazione passata o in quella presente….
un grande statista amava dire che quando si è stati comunisti qualcosa di comunistoide rimane sempre attaccato. questa è la premessa per dire che non credo all’indipendenza di nessun giornalista. Giuliano Ferrara non fa eccezione, semplicemente riesce a giostrarsi meglio perchè proviene da una scuola che non faceva sconti a coloro che non si allineavano ma che egli ha stemperato in una supponente cultura liberale a patto che gli altri la pensino come lui. Non sarà per caso che chiunque provi a discostarsi dalla sua linea-guida viene messo dietro la lavagna e chiunque assuma un atteggiamento di indipendenza che non sia benedetto da lui diventa oggetto dei suoi strali. Se non sbaglio ha avuto bisogno, per avere il contributo statale al Foglio di due parlamentari che hanno firmato. Per uno di questi due si è adoperato il cestino, quello che serve per le cose inutili. Per favore, non parliamo di indipendenza.
dovrei parlare dell’indipendenza di giuliano ferrara? indipendenza da che? credo che non sia indipendente da niente tanto è surclassato dalla voglia di apparire piuttosto che essere e non si può parlare di limiti o di complessi ciascuno di noi è il risultato di una storia personale che si è portato dietro in questo caso il cinismo e l’ingordigia uniti all’infantile bisogno di essere adulato vezzeggiato e protetto ci disegnano un quadretto cheè il più lontano possibile da qualsiasi patente di indipendenza. per essere indipendenti bisogna essere liberi e per essere liberi bisogna essere affrancati dal bisogno. punto.
Caro Cesare,
hai perfettamente ragione: probabilmente nessuno di noi è libero.
Ma c’è una bella differenza tra accettare qualche compromesso ed essere un servo.
Qualche sera fa seguivo il programma Porta a porta, condotto dall’inossidabile Vespa. Non ho potuto fare a meno di notare di come il suo modo di rivolgersi a Berlusconi sia cambiato.
Un paio di volte si è perfino permesso di contraddirlo. Incredibile. Durante la campagna elettorale era lì che strisciava ai suoi piedi, ora fa la faccia dura. Vespa è il tipico o esempio di come ci si può ridurre al servilismo, di come si riesce a convivere con qualsiasi potere ed essere sempre sulla cresta dell’onda.
Chi striscia non inciampa, come dice il grande Grillo…
Un saluto.
Alan
non è vero che nessuno è libero,caro Alan, è vero piuttosto che la libertà e quindi l’indipendenza sono una conquista e non possono venirci dagli altri, sono una disposizione dell’animo.Stiamo parlando di giornalisti che amano il potere e sono terrorizzati dall’idea di finire in un cono d’ombra, non fanno un mestiere innocente e sono per definizione legati a convenienze di vario genere. Ti spieghi così lo scendere e il salire di personaggi che solo perchè godono il favore momentaneo della stampa diventano santi o diavoli. Prova a pensare cosa sarebbe di certe prime file in camicia bianca(ultimo must) se mancasse loro il consenso untuoso di giornalisti dipendenti.Se esiste qualche giornalista indipendente paga un prezzo salatissimo e quello che è più grave che molto spesso questa indipendenza a termine gliela concede un direttore che vuole farne un fiore all’occhiello finchè dura.Mala tempora currunt per l’indipendenza e per la libertà.
se mi chiedono di esprimermi sull’indipendenza di Giuliano Ferrara mi viene in mente quello che dice Napoleone a Talleyrand : siete una ….. in una calza di seta . per aggiornarci diciamo sacco di juta.
In occidente si sta perdendo il senso di “civiltà” che significa non essere indipendenti, cioè controllare la propria istintività e lasciare che domini la ragione comandata dai valori ai quali dobbiamo dare la precedenza sulla nostra istintività.
Credo che la vera libertà sia appartenenza e fiducia ai valori, quando si scioglie questo legame ci si mette in uno stato di falsa libertà legata al “fare ciò che voglio”.
Se Giuliano ferrara non rispettasse i suoi valori parlerebbe a vanvera.
Golda parla di civiltà di valori e di ragione. Benissimo. Ma essere indipendenti è un’altra cosa. Vuole dire non mettersi al servizio di niente e di nessuno. E’ la differenza che passa, nella Storia, fra il Consigliere del Principe e il Libero Pensatore. Le maiuscole vogliono declinare l’importanza di questi due ruoli. Che, sempre nella Storia, hanno avuto fortune molto diverse e non può essere solo un caso.
Invece sottolineo l’importanza del mettersi a servizio di qualcosa o qualcuno, non ha senso fare i contrari a tutto per differenziarsi e di conseguenza distinguersi.
Si può dire che Giuliano Ferrara appartiene ad una squadra e in quasta fa il suo lavoro.
Insisto a dire che Giuliano ferrara è in una fazione politica, la quale è una serie di dipendenze ma tutte con lo stesso fine “il bene comune”.
Ci dimentichiamo sempre più spesso cosa sia la fede per qualcosa!
Giusto,
purchè non si dimentichi che la squadra alla quale appartiene adesso è diametralmente opposta dal punto di vista ideologico a quella alla quale apparteneva prima.
Talmente lontana dall’ideologia e dal contenuto, dalla storia di famiglia (il padre è stato segretario personale di Togliatti) da far seriamente pensare ad una adesione di convenienza.
Tant’è vero che lo ritroviamo, dopo l’abbandono del PCI nel 1983, a fianco di San Bettino Martire che insieme a Martelli lo introduce prima al corriere e poi a reporter. Nel frattempo, come lui stesso dichiara, è confidente retribuito della CIA.
Dopo la caduta del PSI, si accoda a FI dove ottiene nel primo governo incarico di Ministro dei rapporti con il parlamento.
Questa succinta biografia non rende certo onore alla sua sfolgorante carriera. Il punto è: ci sarebbe stata questa carriera se non avesse sventolato dove, di periodo in periodo, soffiava il vento?
Personalmente credo di no. Basta guardarsi attorno. Tutti coloro che rivestono incarichi di prestigio non esitano a prostituirsi al potere di turno(preferisco questo termine all’eufemismo “mettersi al servizio…”)pur di conservare le loro poltrone, salvaguardare la propria carriera e mantenere i propri privilegi.
Ve lo ricordate Vespa nel periodo di Forlani?
E che dire di Belpietro?
Non è questione di faziosità.
Santoro è fazioso, ma ha pagato di persona con l’esilio televisivo. Non per questo ha strisciato. E così Biagi e anche Luttazzi.
Insomma, come ho già avuto modo di dire in un precedente post, un uomo dovrebbe fare quello che è giusto anche se questo non coincide con ciò che gli conviene. Questo è il bene comune. L’altro è soltanto il bene di se stessi.
Saluti,
Alan
Mah, penso che Giuliano Ferrara sia abbastanza sincero, questo lo desumo dal fatto che lui ha cambiato idee non solo esteriori (tipo politichetta e soldini, comefanno molti) ma anche morali fino quasi a diventare cattolico (o forse lo è gia),se avesse cambiato la bandiera per interessi non credo che si sarebbe “sputtanato” così tanto per quelli che sono i suoi odierni presunti valori, mi sembra che per lui non è stato così semplice passare da una bandiera all’altra, credo che tanto più questo cambio sia stato grande tanto più sia sincero, perchè si è messo completamente in discussione compromettendo metà della sua vita, le sue amicizie(importanti) e via discorrendo.
Penso che se fosse rimasto ne partito comunista adesso sarebbe diventato di più di quello che è ora, sarebbe ai vertici, non è così?
Magari ora sarebbe direttore dell’Unità.
Avrebbe però passato dei periodi dietrO la trincea di tanto in tanto. Invece è sempre lì qualsiasi governo si avvicendi. Non è facile andare contro il potere. E’ molto più facile servirlo.
Giulianone negli anni si è spostato verso destra con la stessa velocità del potere e non credo che questa sia una coincidenza. Partendo dal PCI, quando tutto sommato era il secondo partito in Italia, è passato al PSI e al suo crollo è passato a FI.
E’ diventato direttore del corriere grazie a Craxi e Martelli al culmine del loro splendore politico, lo è del Foglio (il quale gruppo editoriale vede come maggiore azionista Veronica Lario) e lo è stato di Panorama (gruppo editoriale Mondadori, proprietà Berlusconi).
Per quanto riguarda la sua ultima crisi mistica, che segue di fatto l’attentato dell’11 settembre, quello che tu vedi come ritorno al cattolicesimo è una sorta di radicalismo cristiano forzato che nasce unicamente come contrapposizione alla religione Islamica.
Un po’ alla Oriana Fallaci, anche se con toni leggermente più soft, un radicalismo che mi sembra più pericoloso che rassicurante.
Su di lui si potrà dire quello che volete ma vi assicuro che quando vuole può smontare dialetticamente qualsiasi persona, non è incasellabile in queste vostre schematiche visioni della realta Ciao Ciao
Se l’eloquenza fosse una virtù morale,
allora tutti gli avvocati sarebbero delle brave persone.
Un uomo si giudica dalle cose che fa, non da quelle che dice.
Specie se parlare è il suo mestiere.
Non mi stupisce comunque che il buon Giulianone abbia così tanti ammiratori. Ha il grande merito di aver fatto del voltagabbanismo una filosofia di vita. Per questo, credo, c’è stato perfino chi lo ha votato come presidente della repubblica (ha preso ben 8 voti…)
E comunque è perfettamente incasellabile, scegliendo ovviamente caselle di dimensioni extra large…
E per chi si fosse perso l’ultima puntata, sembra che dopo la crisi mistica si stia preparando per un’altra svolta a sinistra.
Fatto salvo il diritto di tutti per dire o credere a quel che si vuole, dopo questa sarà difficile poter sostenere la sua onestà intellettuale.
Ma credo che tu ce la farai comunque.
tante parole Alan e Golda per dire che cosa ? se non sbaglio la domanda è : Giuliano Ferrara è indipendente ? la mia risposta è no per i motivi che ha detto Cesare e per qualcosa che ho aggiunto io. è inutile fare sfoggio di eloquenza cultura o retorica l’indipendenza è un’altra cosa e non la possiede nè Ferrara nè gli altri che avete nominato. Se poi vogliamo parlarci addosso nessuno ce lo vieta.
Per quanto mi riguarda,
mi sono dilungato perchè se giudico una persona in genere amo spiegarne le ragioni. Tra l’altro il titolo mi sembrava volutamente retorico e la domanda è posta per sviluppare un dibattito.
Rispondere direttamente alla domanda non mi sembra abbia grande senso. Va anche detto che questo è un forum, non una gara di haiku giapponese. E’ all’interno di una più vasta rete globale chiamata internet. C’è chi dice che dovrebbe promuovere la tolleranza mediante il dialogo e la frequentazione casuale delle persone, magari anche di pareri opposti come me e Golda.
Il collegamento larga banda non si paga in funzione del numero dei bit digitati e come regola generale chi scrive dovrebbe dare abbondanza di informazioni riguardo al suo punto di vista, più che esprimere telegrafici pareri personali, se non altro per chiarezza e per evitare il malinteso. Lasciando poi alla capacità di sintesi e intelligenza di chi legge il compito di capire, non capire o criticare.
E se qualcuno si dilunga sulla digeribilità dei sassi da fiume, la cosa migliore che puoi fare è prendere atto che per qualcuno quell’argomento è importante e ha deciso di dedicarci qualcosa più che un mugugno.
L’uso proprio del linguaggio, più che sfoggio di eloquenza, è necessario per far passare l’idea attraverso un mezzo.
Capisco sia anacronistico in una società dove ormai “che” si scrive con la k per risparmiare l’h.
Volendo abbreviare questo post, sentiti libera di leggere una riga ogni tre.
Alan
Io sono d’accordo con te, del resto è un blog se avessimo trovato la verità non ci sarebbe nemmeno bisogno di aprirlo (per saperla chiameremmo Cesare che ce la direbbe), tra l’altro io non ho mai scritto molti nomi date ecc, mi dispiace perchè sono la base di un discorso, ho 18 anni appena compiuti e quei fatti non li ho vissuti ma mi devo fare un idea del passato vivere il presente (forse sarebbe appropriato aprire un blog sull’indipendenza dei blog)
Golda
c’è un signore che si chiama nino d’amato che fa l’avvocato che, in una passata elezione del presidente della repubblica, ha preso più voti di giuliano ferrara e nessuno sa chi è, tranne quelli di an che lo hanno votato. quindi questi voti non fanno l’importanza dell’uomo. anzi questo dibattito langue per asfissia e stasera, dando un’occhiata ai siti, ho scoperto che non è frequentato. qualche ragione ci sarà,ma non mi interessa perchè fra ferrara e l’indipendenza c’è la voglia del potere e le lusinghe che ne possano derivare e questa distanza lo limita e lo diminuisce. mia opinione off course.
Cara Numa,
Mi sorprende il fatto che tu dica che il dibattito langue, dopo che tu stessa hai considerato l’argomento concluso “per i motivi che ha detto Cesare e per qualcosa che hai aggiunto tu.”
Personalmente, avendo già presentato una breve biografia del tipo in questione non ho nient’altro da aggiungere. Almeno finchè qualche altro fan del buon Giulianone non tenti di sostenerne le virtù morali…
Saluti,
Alan
Paragonare Giuliano Ferrara a Oriana Fallaci fa rivoltare la mia sensibilità (dico così perchè voglio essere elegante). Cosa avrebbero in comune due personaggi che io ho seguito dalla loro genesi e di cui conosco a memoria pensieri ed azioni, è un bel mistero doloroso. In tanti oggi vorrebbero ESSERE ORIANA : azzardo una provocazione, se mai dovesse esserci una giovane dissacrante e scomoda come ORIANA, avrebbe la vita molto difficile, sarebbe licenziata senza spiegazioni. Non ci credete Alan Golda Numa Cesare ecc.? Informatevi prego.
Rilassati Andrea,
l’unica cosa che si paragonava era il forte sentimento di intolleranza nei confronti del mondo islamico che accomuna entrambi. E di questo mi sembra che entrambi non abbiano mai fatto mistero.
Si può criticare un singolo aspetto di una persone e ammirarne tanti altri. Ho letto tutto quello che si può leggere della Fallaci, era una geniale scrittice e una donna di valore. Ma la sua posizione dopo il 9/11 non credo sia stata da ammirare, così come non è da ammirare qualsiasi posizione di irrigidimento culturale nei confronti di una civiltà.
Saluti,
Alan
leggetevi VENERATI MAESTRI di Edmondo Berselli e poi ne riparleremo di indipendenza e di tutto il resto. provare per credere, nessuno è riuscito a descrivere meglio i presunti maestri italiani che si montano e si smontano a vicenda. non volevo crederci, ma tanto di cappello a questo Berselli che non avevo mai letto prima.
musica per le mie orecchie,caro Andrea,ho letto il libro,ho visto la trasmissione Otto e Mezzo del primo novembre che tentava di presentarlo come niente fosse e che si è risolta in un tentativo mal riuscito di finta superiorità. il libro è uno straordinario affresco sul conformismo e dintorni,tra i presenti solo Giovanni Sartori è stato all’altezza di Edmondo Berselli,per tutti gli altri,Giuliano Ferrara in primis,imbarazzo da tagliare a fette.nervo scoperto,nervo scoperto vieni fuori e batti un colpo.