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Giovani d’oggi in casa più che in passato

Giovani leoni in gabbia.
Si elaborano dati e si afferma: i giovani d’oggi tendono a rimanere più che nel passato in casa. A chi s’è convinto che ciò è divenuto costume vorrei chiarire cosine di poco conto. Lavoro inesistente- Metter su famiglia utopico- Sperimentano con l’università per aver più chance e sono ostacolati ad oltranza- Non aspirandolo danno principio all’aumento delle spese familiari. Potranno mai percepire una pensione? Ne dubito! Se non sono loro giovani leoni, lo sono le pecore?

L'autore ha scritto 140 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti

  1. 1
    Bruno -

    E’ vero, oggi i giovani non trovano lavoro, vengono contiunamente sfruttati nel campo lavorativo, le famiglie sono piene di debiti.
    Però non fanno nulla per cambiare la situazione anzi, direi che si adagiano sulla situazione attuale.
    Ci vuole una azione di forza, a questo mondo nessuno ti regala niente e quel poco che c’è se lo pizzicano i nostri politici.
    Invece di compatire una generazione di mollluschi, bisognerebbe spronarli a fare di più (vedi i giovani leoni del 68)! è inutile tapparsi in casa e aspettare la paga settimanale dal padre ormai in pensione.
    Diciamoci la verità, il 70% dei giovani pensa solo a drogarsi e bere finchè lo stomaco regge.

  2. 2
    silvana80 -

    I contratti di lavoro sono quasi tutti a tempo determinato, il caro vita, i prestiti, i mutui….

    Se si vuole andare via di casa occorre una buona dose di coraggio e di sfida per il futuro

    per il momento me ne sto da mite pecora a casa con i miei, anche perchè andare a vivere da sola non mi attira, mi deprimerebbe e non riuscirei comunque ad affrontare le spese con uno stipendio

    non appena arriverà l’amore, se diventerà un sentimento tanto tanto forte da essere pronto alla prova convivenza…determinato o indeterminato si troverà qualcosa dai, basta adattarsi…i debiti ci saranno sempre purtroppo ma almeno in due ci si da una mano

  3. 3
    Carlalberto Iacobucci -

    Caro Bruno, non credo siano molluschi i nostri giovani. Gli anni 68 anche a me appartenuti erano altra cosa e non è di certo colpa loro se non affrontano certe situazioni alla maniera pregressa. Loro e forse per colpa nostra “certamente non tua e non mia” non hanno avuto i giusti insegnamenti. Quante balle gli hanno propinato i nostri Parlamentari ( molti di loro sessantottini). E ti sai bene che i consigli pur dato per il bene dei figlioli non viene mai colto. Diaciamola tutta Bruno, noi ascoltavamo quanto i nostri genitori ci dicevano? Solo le pacche ci tenevano per un breve oeriodo a bada…poi si faceva quel che si voleva.
    Ciao Carlalberto

  4. 4
    Carlalberto Iacobucci -

    Cara silvana80 sono d’accordo con te per il caro vita, i prestiti, i mutui…etc… Per la pecora un pochino di meno. Sai il detto che pecora si fà il lupo se la mangia. Comunque per esere in sintonia anche con Bruno il mio concetto della vita sbagliato o meno è:
    Se devi vivere in ginocchio, alzati e muori
    Ciao e buona fortuna per il lavoro ( è ammessa la scaramanzia)

  5. 5
    silvana80 -

    bene, allora faccio un pò (TANTA) di scaramanzia che non fa mai male e intanto crepi sto lupo che mi vuole mangiare finchè non mi sistemo in qualche modo…
    ciao

  6. 6
    Rossella -

    Quando si parla delle nuove tecnologie come di un baluardo del progresso non si considera che le teorie quantistiche e relativistiche non hanno distrutto la fisica classica. Poi, per carità, io sono libera di nascondere dietro una maschera il mio senso di frustrazione, ma la libertà di espressione (e la vita in senso pieno) per me sono altra cosa. Non significa appena fare delle cose o possedere dei beni che a limite potresti anche non possedere, giacché il senso di appagamento non dipende certo da quello. Il comportamento della materia non può essere determinato a priori, ma molte regole della meccanica quantistica si spiegano con valori che esprimono il concetto di certezza. Quindi io non voglio dire che il determinismo che governava la fisica classica debba imperare, ma un po’ d’umiltà non guasterebbe. Poi, per carità, ripeto, io sono libera di sviluppare tendenze comportamentali intorno al concetto di probabilità, ma devo anche imparare ad accettare le critiche quando mi espongo perché magari la gente è preoccupata per me. Se vedono, praticamente, he io resto gelata da un senso dell’umorismo che fingo di digerire, se mi metto in gioco, riesco anche ad apprezzare chi si preoccupa per me perché la teoria della relatività e la meccanica quantistica sono dei fatti rivoluzionari, ai quali peraltro l’uomo fatica ad adattarsi. Magari se il mio ragazzo mi fa una battuta, io, in maniera schietta gli dico: -ma che cavolo dici?- Con il sorriso sulle labbra.

  7. 7
    Rossella -

    Tanto ormai i costumi sono cambiati. E così si capisce che stiamo scherzando. Anche perché pensare in termini quantistici significa abituarsi all’idea che non c’è continuità di flusso del tempo… e quindi non si capisce il romanticismo. L’uomo newtoniano si costruisce un mondo a propria misura e la cosa per certi versi è positiva. Io stessa amo gestire uno spazio creativo in cui non c’è spazio per le idee, né per le mie né per quelle degli altri. In questo disordine c’è ordine. C’è la mia coscienza. La mamma mi chiama– mi stacco da tutto perché il pranzo è pronto- e lì comincia la vita reale.

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