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Giovani e lavoro: rabbia e delusione

di angi

Sono una ragazza di 29 anni, da sette anni sono laureata in lettere… inutile dire che dopo la laurea ho fatto mille altri corsi per aprirmi nuove strade ed ho fatto centomila colloqui. Per lavorare, per costruirmi un futuro mi chiedo oggi cosa posso fare! Continuo a studiare perchè tenterò la via della sicsi, altro terno al lotto, e so che il mio sforzo ed il mio studio potrebbe, ancora una volta, non valere a nulla. E’ facile dire che noi giovani non abbiamo voglia di far nulla ed è troppo semplice dire che subito ci arrendiamo…. non è affatto così. Dopo anni di tentativi si presenta alla nostra porta la tanto temuta “sfiducia”. Ci chiediamo cosa siamo sappiamo fare veramente e se ci sarà qualcuno che avrà fiducia in noi aprendoci qualche porta, concedendoci una possibilità. In Campania c’è il lavoro, ci sono le possibilità… ma tutti vorrebbero si lavorasse gratis! In questi anni ho avuto prova di quello che sto affermando. Non si da spazio ai giovani, si va avanti per raccomandazioni, si gioca con il futuro della gente. Rabbia e delusione è quello che oggi vive in noi giovani. Cosa si può fare? Cosa si deve pensare di fronte a tutto questo? Anche per un consiglio bisogna conoscere le persone giuste, anche per una speranza bisogna pagare… sono stanca di tutto questo!

Lettera pubblicata il 10 Settembre 2006. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Cittadini - Lavoro

La lettera ha ricevuto finora 3 commenti

  1. 1
    usul -

    “In Campania c’è il lavoro, ci sono le possibilità … ma tutti vorrebbero si lavorasse gratis! In questi anni ho avuto prova di quello che sto affermando. Non si da spazio ai giovani, si va avanti per raccomandazioni, si gioca con il futuro della gente. Rabbia e delusione è quello che oggi vive in noi giovani. Cosa si può fare?”

    quello che dici non è una novità di questi anni, ma lo stato delle cose in Italia, solo che adesso il problema s’è aggravato e i numeri sono cresciuti, in altre parole “l’acqua è pochissima, la papera è a secco”.
    quando le cose vanno così si deve aprire la mente alla possibilità di lasciare la realtà in cui si vive finché si è in tempo, altrimenti si diventa vittime sacrificali.
    se la SICSI è la specializzazione per l’insegnamento, perché no?!
    intanto però, se non l’hai mai fatto, comincia con quest’esercizio: manda 100 curriculum a 100 destinatari che giudichi più o meno idonei, di cui 60 in norditalia 40 a Est 20 a Ovest, 30 nel resto dell’europa occidentale (Inghilterra, Francia, Spagna), 5 ad organismi internazionali (ONU, FAO, IFAD …), 5 alle ONLUS che pagano i propri collaboratori.
    la ricerca puoi farla con la Rete.
    lascia stare il settore pubblico, che fa più schifo del resto ed è, come dire, “esclusivo”?!
    poi, contatta il Ministero degli Affari Esteri e cerca dell’ufficio per i progetti di Cooperazione Internazionale; senti che devi fare per entrare in graduatoria. potrebbe non essere tempo perso.
    l’Italia, così com’è, va bene per figli e nipoti di cardinali e per gli immigrati.
    chi può se ne va.

  2. 2
    Matteo -

    Il lavoro è poco!

    questa è una situazione con risvolti politci, che è meglio evitare per evitare di travasare l’argomento del tuo articolo ; cmq sappi che , tranne per casi eccezionali, la situazione nel prossimo futuro, andrà peggiorando.

  3. 3
    pallina -

    come ti capisco…io di anni ne ho 30 e sono nella tua stessa situazione una laurea a pieni voti e altri corsi per aprirmi un futuro,faccio fare 1000 sacrifici al mio ragazzo che pur di starmi vicino si fa 300 km al giorno,colloqui illusioni,ho cambiato città mi sono rimessa in gioco nuovamente ma nessuno ti offre un contratto,ed in pù la fortuna che non è dalla mia parte.Attualmente sono in uno studio in nero 2 mesi di stage non pagato alle spalle e la promessa di un contratto di 3 mesi a breve…il primo della mia vita! in accordo con il responsabile che supervisionava ogni giorno il mio lavoro mi hanno fatto seguire un cliente,2 mesi di duro lavoro e dedizione,neanche un giorno di malattia, ma a fine lavoro questo cliente per motivi ancora da chiarire ha rifiutato il lavoro che ho fatto per lui dicendo che non è all’altezza,(probabilmente neanche ne ha preso visione)…sono shockata e tutto lo studio lo è perchè hanno seguito il mio iter,visto e apprezzato i miei lavori,non capiscono perchè questa azienda si sia comportata in questa maniera quando all’inizio sembrava che andasse tutto bene.
    Che ne sarà della mia mensilità in nero? me la daranno?e il mio contratto?mi manderanno via?sono affranta,abbattuta e terribilmente sfigata!!!pensi di aver trovato un’opportunità,un posto per quanto sgangherato ma che va bene per te.. e invece la vita fa schifo e ti senti così male.Fino a ieri ero fiera di me stessa, del cambiamento,del periodo brutto e i sacrifici che però ci aveva portato questa cosa bella e invece 2 mesi di lavoro e i soldi dello studio buttati nel cesso.Non tornerò a casa per queste feste,non ho il coraggio di raccontarlo alla mia famiglia ci rimarrebbero troppo male basto io,non so come farò a farmi passare questa batosta terribile.Non c’è speranza di niente su sta vita del c.....

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