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Gennaro Ruggiero una penna pericolosa contro il malaffare

Gennaro Ruggiero una penna pericolosa contro il malaffare, la malagiustizia e la malapolitica.

Torna alla ribalta prepotentemente il dottor Gennaro Ruggiero, già noto alle cronache per le sue molteplice attività che vanno dal giornalismo d’attacco politico e alla mafia, a quello del gossip, passando dalle TV private, di cui è stato editore, al cinema nuovo, e alla sua presenza attiva nell’agone politico nazionale ed europeo, fino ad arrivare ad essere definito uomo vicino a Cossiga e ai servizi deviati, un playboy e papi girl.

Torna forte dell’ordinanza del giudice Sangiovanni di Roma che gli assegna la piena legittimità dell’uso del simbolo di Forza Italia, in quanto Presidente del movimento SAVE FORZA ITALIA che non voleva lo scioglimento del partito di Berlusconi, e che quindi stante ai fatti quotidiani, la storia ha dato ragione.

Quindi ragione su questo ma forse anche ragione sull’accanimento giudiziario e di qualche parte della stampa che ha dovuto subire negli ultimi 3 anni.

Se si legge quello scritto su Gennaro Ruggiero è veramente da mettersi le mani nei capelli. Eppure io conosco Ruggiero e assolutamente non mi sembra sia quella persona che alcuni giornali, in particolare di sinistra, hanno voluto far credere ai lettori. Ma si sa, che la sinistra italiana, impotente di fronte ai potenti, utilizza il suo serpeggiare nella vita privata e pubblica dei “nemici” e in accordo con magistrati collusi con essa si diverte nello sport diffamatorio legalizzato. Vedi i vari problemi di Silvio Berlusconi dove l’accanimento della “malagiustizia” è palese anche ai bambini,

Vorrei dare giustizia cercando di analizzare il personaggio e raccontare qualcosa di vero e “sensato” della sua vita pubblica e privata di cui sono a conoscenza per aver anche lavorato al suo fianco per qualche anno.

“Stavano addestrando eserciti privati per attuare colpi di stato in Paesi ricchi di risorse naturali. Ecco gli impressionanti, inediti collegamenti fra la trama massonica scoperta dalle Procure di Benevento e Milano ed altre sigle in forte odor di milizie mercenarie. Un percorso che passa attraverso il Parlamento Mondiale di Palermo ed i Templari e ci conduce fino a Igor Marini e Valter Lavitola. Etc. etc. etc.” e che vede tra i capi Gennaro Ruggiero, massone legato ai servizi segreti deviati, con amicizie che spaziano dagli alti vertici del Vaticano, della chiesa ortodossa, a personaggi della CIA, ex Gladio e della politica nazionale, senza tralasciare Licio Gelli” – Cosi scriveva in poche parole “La voce delle voci” giornale di estrema sinistra, aggiungendo addirittura collegamenti tra Ruggiero e la strage di Brevik e la strategia della tensione attuata in Italia e nel mondo per portare a termine il disegno degli “Illuminati” sul controllo delle masse e altre assurdità.

Ruggiero afferma che il problema de “La voce delle voci” oltre alla demenza della giornalista Rita Pennarola e Andrea Cinquegrana, sia di un odio forte nei suoi confronti, avendo egli scritto su Ferdinando Imposimato, penna di spicco nel “giornaletto” come ama definirlo Ruggiero. Secondo Ruggiero il magistrato, Imposimato, pare che fosse colluso con la camorra ai tempi di Bassolino perché risulta da notizie pubblicate da Pomicino nel suo libro “Strettamente Riservato” e che Ruggiero ha voluto diffondere, a mio avviso giustamente.

Comunque sulla vicenda “Cabinda”, Ruggiero ne è uscito pulito, con sentenza che ha praticamente deriso il vice di Spataro della procura “rossa” di Milano, definendola in pratica una pagliacciata l’indagine montata ad arte per fare gossip politico perché Ruggiero e gli altri, massoni regolari, sono grandi elettori di Silvio Berlusconi, e smontata pezzo per pezzo dal bravo penalista l’avvocato Angelo Mastromatteo, legale della famiglia Letizia, famiglia della Noemi Letizia, e poi di Ruggiero.
La verità è che Ruggiero, almeno lui afferma questo, è che dunque, era impegnato a far sapere al mondo il genocidio che viene perpetrato dalle milizie comuniste invasori dell’Angola in questa provincia africana, e che a suo dire D’Alema per interessi di parte (a quei tempi Ministro degli Esteri interpellato da Ruggiero) non ha voluto far diffondere, impedendogli un convegno al Campidoglio, perché Ruggiero con il suo CICS – Comitato Internazionale Cooperazione Sviluppo l’aveva organizzato con la presenza del Presidente e Governatore di Cabinda in esilio.

Non contenta una parte della stampa ha continuato a cercare di “gambizzare” politicamente, creando seri problemi anche nel suo lavoro, Gennaro Ruggiero, che si è trovato accuse di non solo “papi girl” , perché ha avuto storie con qualche giovane donzella appena ventenne, che orbita nella sua agenzia di spettacolo e produzione cinematografiche e televisive, ma anche di portatore o frequentatore di escort, perché ha frequentato Arcore, era amico del prefetto Carlo Ferrigno, che di escort e ragazzine pare ne sapeva qualcosa (è stato anche arrestato) e di personaggi come Sergio De Gregorio, di cui pare che Ruggiero con Andrea Viscardi direttore di Progetto Italia News e massone, abbia iniziato la trattativa per far passare il senatore de Gregorio al centrodestra con la promessa del voto dei membri della commissione difesa alla sua elezione a presidente della stessa (Ruggiero non ha negato questo, ma dice di non sapere nulla di soldi dati al senatore).

Ancora va ricordata:
1) La battaglia intrapresa da Ruggiero, poi ripresa anche dal senatore Guzzanti, circa la tesi che a uccidere Falcone e Borsellino, secondo Ruggiero non sia stata solo la mafia, ma uno scellerato accorda tra mafia e KGB, per la scoperta dei due magistrati circa i finanziamenti illeciti da Mosca per il PCI.
2) La guerra a Di Pietro e il Senatore Pedica, IDV, riportata anche nel libro dell’avvocato Di Domenico “Il colpo allo stato”, di cui parte scottante è la società che l’ex magistrato aveva in Bulgaria con il boss mafioso Paulov, e riportato in un articolo di Ruggiero.
3) e tante altre battaglie legittime che vanno dalle colpe di Bassolino, definendolo Gallo sulla Monnezza e stragista, fino a finire a Fini e Italo Bocchino, quest’ultimo destinatario di tangenti pagate da Igor Marini, quando Bocchino era membro della Commissione Telecom Serbia, oltre come afferma Ruggiero referente del Clan camorristico Vassallo.
4) da non dimenticare anche che per primo ha riportato alla ribalta le affermazioni di Vendola sulla libertà di rapporti sessuali con gli adulti da parte dei bambini, definendo Vendola protettore dei pedofili.
…..e tante altre cose dette senza paura.

Quindi un giornalista freelance che ha il difetto di non avere peli sulla lingua. Uno che da fastidio e da eliminare. In Italia si sa persone come lui, in qualche modo o vengono uccise (per esempio Siani e Impastato) o si monta qualcosa ad arte e vanno in galera fino a portarli al suicidio.

Ultimamente è venuta alla ribalta la storia che Berlusconi gli ha dato praticamente ragione sul ritorno a Forza Italia, che Ruggiero insieme al suo compagno di viaggio, Francesco Mario Ioppolo, vicino a Fininvest, definiva un movimento da non sciogliere e da non far confluire nel PDL, e per questo avevano fondato il movimento SAVE FORZA ITALIA, registrando il simbolo a proprio nome, che li ha portati in giudizio davanti al giudice Luisa Sangiovanni di Roma, con contro Bondi e Verdini, e che ha visto in ultimo la vittoria, e l’emissione di un ordinanza inappellabile che da la peina legittimità a Ruggiero & Co. Dell’uso del simbolo anche per fini elettorali. Questo avviene il 24 settembre 2008. Ruggiero ha atteso 5 anni ed ecco che il Cav. Riparte da Forza Italia e quindi non può mancare la partecipazione di Ruggiero & Co. nella rinata Forza Italia.

Quindi dove vedono il “cattivo ragazzo” i miei amati colleghi in Gennaro Ruggiero?

Forse un giorno la storia ce lo dirà, io so solo che è una persona generosa, impegnata nel sociale, in tante battaglie che vanno da quando era dirigente sindacale e si batteva davvero per i lavoratori, alla lotta alla pedofilia, alla mafia, alla malagiustizia, contro la violenza sulle donne e contro la droga.
E dico grazie per quello che fai amico Gennaro!

Francesco De Luca

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