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Fulmine a ciel sereno

Lettere scritte dall'autore  

Salve a tutti, anche se è la prima che scrivo, leggo spesso le lettere degli altri utenti.
Stavo leggendo la situazione descritta da marco qui
Come riconquistare un amore
e mi è venuta voglia di raccontare la mia.
Rapporto lungo sei anni, stava imboccando il settimo, rapporto fuori sede per motivi lavorativi ma con ottime speranze di riunione da quest’anno. Ci vedevamo come spesso succede nei we e in tutte le feste comandate. Il rapporto è diventato solido col tempo, passando le varie fasi l’entusiasmo iniziale e la gelosia immotivata, la voglia di monopolizzare gli spazi altrui, poi i problemi tecnici su chi poteva spostare la sede di lavoro. Un anno e mezzo fa per un dono paterno decidiamo (insieme) che la cosa migliore è investire i soldi nel mattone, trovo una vera occasione: così faccio, la ristrutturazione durata fino all’estate costa sangue e sudore, lui mi supporta sempre con grandissima energia. Nel frattempo grossi problemi familiari si aggiungono, lui è sempre molto vicino, così vicino che mi rendo conto di quanto sia insostituibile e profondo il rapporto. Ma questi fatti mi portano anche a non fare nulla per spostare il lavoro: chi ha ristrutturato sa quanto è pesante e distraente. Ai primi di ottobre per un banale litigio causato da una lunga coda in macchina, passiamo due giorni folli: lui dice che la storia si trascina senza un senso, che dovevamo riunire i destini due anni fa o tre quando forse (è proprio un forse poco concreto) ce n’era stata la possibilità. Che sente la situazione stancarsi e usurarsi. Dopo una notte e una mattina di pianti e discussioni ci prendiamo l’impegno di chiudere con frustrazioni e situazioni distraenti, di concentrarci su di noi, di materialmente spostare la mia residenza perché il rapporto è così stratificato e profondo, il bene c’è e anche l’amore.
Fino ad ora ognuno aveva tenuto fede agli impegni ci sentiamo bene vicini rilassati e forti e si preparava un primo spostamento di sede, almeno per mezza settimana (mezza da una parte mezza dall’altra) con miglioramenti futuri. Mentre ci apprestavamo a passare il we prima di natale e natale con le famiglie (con uno scambio equo e reciproco), l’altra sera mi chiama e mi dice in una telefonata fiume di quasi quattro ore che appena dopo il chiarimento si era sentito felice leggero e pieno di amore ma poi guardandosi dentro vede che la spinta propulsiva non c’è più, forse l’amore si è seccato, resta il bene e l’amicizia e le cose fatte ma senza più l’entusiasmo di farne in futuro o fare futuro. Chiedo se c’è un’altra, mi giura di no, anche se conferma che ora si guarda in giro. Gli dico che forse questo è un naturale effetto della durata della relazione e del fatto che sta scavallando gli anta. Su questo punto è confuso ma ribadisce: non sento più quella spinta in più che deve dare l’amore, forse si è seccato. Ribadisce gli stessi punti di persona l’altro ieri. Aspettermo che passino le vacanze poi sentiremo per portarmi via le mie cose (molte): così mi ha chiesto. Questo mi è capitato ad una settimana da natale, come un fulmine a ciel sereno.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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2 commenti

  1. 1
    Spectre -

    boh, io mi chiedo che bisogno ci sia di dirti “ora mi guardo attorno” sinceramente.

  2. 2
    Luvis -

    Il senso è che il fatto di accorgersi che ci sono altre donne “intorno” è stato un sintomo che gli ha fatto capire che il sentimento è finito. Così almeno lo ha inteso lui.

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