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Il fronte del fiume Senio 1944-45, il prezzo della liberazione

Lettere scritte dall'autore  guido baroncini

Seguo le vostre trasmissioni sulla guerra in Ucraina, vedo filmati e sento storie che mi riportano alla mente i racconti dei miei genitori, a quel tempo adolescenti, sui 5 mesi di fronte sul fiume Senio.
I racconti che ho sentito da bambino parlavano di 10, 18, 28 civili morti nei rifugi colpiti dalle bombe, di fucilazioni naziste, di fanti Indiani falciati dalle mitragliatrici tedesche in ritirata.
Oggi, al ricordo delle parole si aggiungono le immagini che emergono da Internet, che raccontano delle nostre Mariupol e fanno venire i brividi.
La testimonianza di chi ha vissuto, lentamente, svanisce; e forte è la sensazione che preferiamo rimuovere il pensiero che ciò che vediamo sui media dall’ Ucraina possa aver segnato anche la nostra storia e le nostre vite.
La memoria storica vale di più del pacifismo urlato che sembra il desiderio di apparite un minuto di più in TV.
Oggi a Tagadà si parlava di come potrebbe essere una eventuale parata del 9 maggio a Mariupol … non l’ avevo mai fatto e ho digitato su google
“bombardamento di Cotignola”, provincia di Ravenna, sulla sponda sinistra del fiume Senio.
Segnalo i primi tre link che sono usciti e in cui si vedono le immagini di una “parata della liberazione” delle forze alleate e un recente video che è molto bello:
Cotignola “cancellata dalla carta geografica”
10 aprile 1945, Operazione Bandiera Bianca
Cotignola (RA)
Cotignola, una cittadina di 7000 abitanti con 242 morti e 500 feriti sotto i bombardamenti alleati … numeri “ufficiali” analoghi si riscontano anche in città Ucraine molto più popolate e il paragone fra i due casi fa pensare che certamente cresceranno. Le situazioni delle due catastrofi sono certamente diverse, ma questo non conta: l’ uccisione, per qualunque motivo avvenga, è sempre una tragedia insensata.

Comunque, ricordiamoci che abbiamo avuto le nostre Mariupol, Bucha, Irpin … fra cui le altre città di quel fronte come Lugo, mia città natale, dove, dei 400 civili di tutto il fronte, ne morirono 151 nel bombardamento della sola notte prima della liberazione quando i tedeschi stavano già ripiegando dietro il fiume Santerno, e non solo.

Ringrazio per l’attenzione
Guido Baroncini
guido.baroncini@spesrl.com
366.5639494

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