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Fragile… troppo fragile. Pippe mentali e non!

Avviso in maniera preventiva chi legge. Questa è una di quelle lettere pesanti, noiose e con un sfondo marcato di depressione. Non sono qui a dire di volermi suicidare, manco ci riuscirei. Sarebbe solo l’ennesimo fallimento, l’ennesima frustrazione ai miei desideri. Vorrei essere breve, so di non riuscirci. Spero che qualcuno mi risponderà, non vorrei passare indifferente ancora una volta. Scrivo partendo da un’ultimo avvenimento. Sono un ragazzo, 24enne, fidanzato da 8 anni con una bellissima e problematicissima ragazza. Ma non è questo il punto. Dentro di me ho sempre saputo di essere omosessuale. Ho provato a negarlo, a respingerlo, a sforzarmi di farmi piacere donne. A fare lo sborone. A provarci e a circondarmi di belle donne. Ho fatto il possibile per rientrare sulla retta via, quella che hanno sempre desiderato gli altri, quella che i miei genitori mi hanno indicato. ci sono riuscito. Mi sono comportato come gli altri volevano. Mi sono laureato, ho raggiunto risultati eccellenti. Sono stimato e apprezzato. O almeno questo è quello penso/sento. Ma come dicevo, dentro di me sapevo, so di non essere questo. Me ne accorgo dal momento che la felicità è per me qualcosa che sfioro, accarezzo leggermente per poi tornarmene negli abissi della solitudine, là dove nessuno è risposto a raggiungermi. Là dove nessuno mi porge la mano per riportarmi su.
Tre o quattro settimane fa, io, persona che agli occhi degli altri si presenta come tutto d’un pezzo, serio, bravo e buono, moralmente ineccepibile, mi iscrivo ad un sito di incontri gay. Sono consapevole del fatto che non incontrerò mai nessuno, che mai e poi mai metterò a rischio la mia bellissima reputazione (ironica, amara). non sarei in grado di farlo, troppa paura, troppa vergogna. Troppi sensi di colpa. Ma insomma, mi iscrivo, e conosco un ragazzo che abita a pochi passi da casa mia. Io non ho foto mie, cioè non del mio viso. Iniziamo a parlare. Lui spinge per incontrarci stesso quella sera. Vuole il mio numero. Naturalmente cerco di tergiversare. Invento scuse. Insomma, il classico fake. Il pensiero però va sempre là. Perché non la fai questa pazzia? Perché non vai oltre e per una volta nella tua vita non agisci? Creo un profilo falso su fb, lo aggiungo. Dopo circa tre ore di tira e molla, con discorsi anche abbastanza espliciti…col cuore che mi batteva a mille finisco col dargli il mio numero di cellulare. Non mi conosce ancora. Non ha foto del mio volto. Potrei essere bellissimo, bruttissimo. Non riesce a staccare. Mi dice di non essere gay. Di volersi solamente divertire. In pratica quello che voglio anche io. Mi affascina. Vedo in lui tutto quello che non sono io. Quello che probabilmente vorrei essere. Una persona libera, attivissima, studente e lavoratore. Veramente carino, uno che le pippe mentali non se le fa e che sarebbe disposto stesso in serata a conoscere e far sesso con uno sconosciuto! È un giramondo, una persona con tanto talento. Io che al contrario per far sesso con una persona sto per prendere la pensione. Io che non riesco (ovviamente) ad appagare sessualmente la mia ragazza. Dicevo, mi sento tremendamente attratto da lui. Mi faccio coraggio. Gli dico il mio vero nome. Mi aggiunge su fb. Il giorno seguente mi squilla e mi cerca. Vuole convincermi a rimandare gli impegni e ad incontrarci. Desisto. Resisto. Improvvisamente (forse vedendo meglio le mie foto) questo ragazzo diventa distante, quasi scortese, mi risponde a stento. Sarei tentato di scrivergli ogni istante. Mi rendo conto di sfiorare il ridicolo. Mi rendo conto di essermi fatto delle fantasie allucinanti. Di essere andato oltre, ma come al solito solo con la testa. Avevo visto in lui, la mia possibile felicità. Non ne sono innamorato, è impossibile esserlo senza vederlo. Ma ero innamorato dell’idea di lui. Magari se avessi seguito i miei istinti avrei potuto esser felice. Avevo quasi deciso di lasciarmi andare. Di non restare ancorato. Di sganciarmi ed aprirmi alla vita. Forse ero ancora troppo fragile. Forse dovrò per forza passare la mia intera vita a farmi pippe mentali e non solo. Dovrò vivere nella menzogna. Non verso gli altri, ma innanzitutto verso di me. Agli altri ho nosso lievemente. Di fatto, non ci sono andato. Probabilmente non lo avrei mai fatto. Agli altri faccio male solo perché comportandomi in modo che ciò che penso, ciò che faccio e ciò che dico siano su tre pianeti diversi, sono sempre e comunque insoddisfatto. Non felice, incompreso, triste, di cattivo umore. Insomma un depresso del cazzo. Un depresso che però continua ad avere sprazzi di vitalità, pochi momenti, sempre più pochi in cui divento una persona speciale, divertente, artistica, che potrebbe sfondare in qualsiasi cosa fa. Chi sono? Cosa è la felicità? L’ho scordato…o forse non l’ho mai saputo. Ah, magari i Maya avessero avuto ragione.

L'autore ha scritto 4 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti

  1. 1
    asterix -

    E pure egoista, aggiungerei io! cavolo, se i maya avessero avuto ragione ci sarei andato di mezzo anche io, e con me molti altri. grazie tante!

    scherzi a parte, purtroppo stai vivendo da molto tempo la tragica esperienza di amare più la tua reputazione che te stesso, ti rendi conto? non voglio dire che sia facile cambiare registro, anzi tutto il contrario! ma se non spezzi questo circolo vizioso prima o poi ne verrai travolto in maniera potenzialmente insanabile, e questo lo stai avvertendo già ora!

    è difficile dare consigli da esterno, per cui prima vorrei almeno provare a capire alcune cose, per es.
    – perchè continui a stare con la tua ragazza? abitudine, reputazione, una sorta di dipendenza psicologica, un mix di questo e altro…?
    – come mai questo ragazzo, appurato chi fossi, ha cambiato idea sul combinare il vostro incontro?
    – cosa temi che penserebbero i tuoi genitori se gli svelassi quello che tieni nascosto dentro di te?
    – e i tuoi amici?

    – ultima cosa: ora immagina che tu domani riesca ad alzarti dal letto ed avere la forza di non cedere più ai compromessi cui la reputazione che ti sei costruito ti ha costretto. immagina di dire a familiari, amici e fidanzata quello che senti. immagina che le cose vadano molto meglio del previsto: certo, nessuno poteva presagire tutto ciò, l’avevi nascosto così bene del resto. certo la tua ragazza ci rimane male, riesci d’un tratto a spiegarsi perchè a letto non andava bene e magari altri tuoi comportamenti (disinteresse, faccio per dire). ma i tuoi genitori capiscono e accettano la cosa, ti rincuorano di no preoccuparti. i tuoi amici non ti abbandonano per il tuo outing. la tua ragazza se ne fa una ragione. immagina che accada tutto ciò. sei ancora vivo e sei finalmente te stesso anche di fronte agli altri. come ti senti?

  2. 2
    cerchio -

    Perché pensi che il cambiamento possa avvenire grazie all’esterno?dici:”avevo visto in lui la mia possibile felicità…e se avessi seguito gli istinti magari sarei potuto essere felice”. Rimandi a qualcuno la responsabilità della tua felicità e piuttosto che parlare di istinti perché non ti soffermi sul con etto di identità?
    Penso per te sia arrivato il momento di affrontare e cambiare senza più delegare agli altri la responsabilità di soddisfare le tue neccessita’ anche perché in questo modo fai soffrire chi ti sta accanto…In bocca al lupo

  3. 3
    Andrea -

    Sai cosa banduran? Ora immagino tu sia distrutto da questo dilemma, da questa tua doppia identità, una vera e nascosta e una falsa ma di facciata. Non ti dico come agire perchè lo saprai sicuramente già da te.
    Dico solo una cosa, è da qualche anno che ho passato i 30 e mi sento in gabbia. Alla tua età mi sentivo allo stesso modo, chiuso in un mio certo modo di essere o di dover essere. Ma oggi come oggi penso che se potessi tornare indietro, me la godrei molto di più e farei le cose che allora mi andava di fare. Perchè le sbarre della gabbia che ti costruisci, diventano, falsità dopo falsità e anno dopo anno, sempre più indissolubili.

  4. 4
    luna -

    Sono d’accordo che la soluzione non e’ all’esterno. In fondo anche la tua ragazza in teoria dovrebbe fungere da soluzione e non lo e’… non vedo l’omosessualita’ come una trasgressione e il fatto di dire mi credono un bravo ragazzo ligio ecc non vedo di per se’ cosa c’entri con il fatto di essere gay. In chat di incontri posso andarci anche gli.etero ma forse il punto non e’ quello no? Se tu mollassi il freno non so ovviamente che scelte faresti, che potrebbero essere buone per te e nel tuo rapporto con gli altri e sentite o meno anche se tu facessi outing in primo luogo con te stesso. Potresti essere anche un gay che sta con un uomo che non ama e non ha il.coraggio di lasciarlo o fa un lavoro che non gli piace per evitare la delusione o disconferma altrui… Dicendo.cio’ non voglio minimizzare il fatto che non accettare e vivere la propria omosex sia cosa da poco in termini di identita’ e che sia facile

  5. 5
    luna -

    Pensare di affrontare la societa’ e la famiglia dico pero’ che il nodo del problema in questo momento non mj pare sia l’essere gay ma come credi che ‘sia giusto gestire la cosa”. E il fatto che stai mentendo da otto anni ad una persona, cosa che potresti fare anche da etero in una relazione di “convenienza”. Chi ti impedisce di vivere un’altra.vita al punto di innamorarti di un’idea o dell’idea di trasgredire alla vita che non senti tua? La tua fidanzata?

  6. 6
    cerchio -

    Luna mi trovo quasi sempre d’accordo con le tue opinioni e inoltre tu sei meno sintetica di me :-).
    Banduran giusto ieri ho trovato un pezzetto di carta nella tasca di un cappotto che non usavo più in cui avevo scritto questo: Se l’ essere felici dipendesse da ognuno di noi allora la sua riuscita potrebbe far paura perché vorrebbe significare diventare protagonisti della propria vita…penso potrebbe essere uno spunto. Ciao

  7. 7
    weloveparty -

    Ho 26 anni, due in più di te. 1 mese fa ho fatto un biglietto per solo andata per la Germania. Ho lasciato un lavoro sicuro e quindi uno stipendio sicuro. In regola. E ho scelto di andare via, senza alcuna proposta di lavoro. Ho fatto per 10 anni lo stesso mestiere diventando bravo. E poi ? a 26 anni ho preso e sono andato via. Questo per dirti che io apprezzo molto chi ascolta il proprio cuore. Chi non si piega ai canoni della società, al devi fare questo e poi quello e poi devi laurearti e poi qua e poi là. Io ho un sogno e tenterò di realizzarlo con tutto me stesso. La vita è una sola, caro, e io ho scelto di viverla pienamente, di non accontentarmi di un lavoro che non mi piace, di una morosa figa ma oca quanto un comodino dell’ikea, delle bugie della gente, dell’apparenza etc… si fottano. E tu fai bene, ascolta il tuo cuore, sempre… non c’è modo migliore di vivere il tempo che ci è concesso: fai quello che hai voglia di fare, fai quello che ti rende felice, sempre nel rispetto delle altre persone. Vaffanculo i pregiudizi e i “devi fare così”. Ho imparato questo io nella vita. E ne sono fiero. C.

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