‘Fine di un amore’ e dipendenza relazionale
Ciao a tutti…
Mi chiamo Marta…vorrei raccontarvi la mia storia anche se non saprei da dove cominciare…
Circa sei anni fa ho conosciuto e mi sono innamorata di un uomo 11 anni più grande di me! E’ stato l’unico vero grande amore della mia vita… abbiamo sempre vissuto una relazione a distanza in quanto lui si trova a Roma mentre io vivo a Cagliari. Ma nonostante ciò ho sempre fatto di tutto per non fargli mancare la mia presenza… Lui usciva da un matrimonio fallito alle spalle! E’stato amore reciproco immediato,un amore che col tempo diventava sempre più morboso e ossessivo. Per lo meno questo era il suo atteggiamento nei miei confronti, atteggiamento che poi è diventato anche il mio. Spesse volte pur di vederlo mi ritrovavo a dover vendere miei oggetti personali e fare grandissime rinunce… per stare un giorno in più insieme si dormiva in auto se non addirittura per strada. Ma per “noi” l’importante sembrava stare insieme. Apparentemente tutto sembrava normale anche se in tutto questo periodo notavo spesse volte in lui scatti d’ira,cambiamenti d’umore improvvisi. Dopo circa tre anni ho cominciato a notare in lui strani atteggiamenti, che si alternavano a puro disinteresse o al contrario gelosia morbosa. Spariva per interi week end a volte giorni…. io gli stavo dietro come un cane bastonato, sempre pronta a perdonare qualsiasi suo gesto o cosa facesse. L’importante era star con lui, solo l’idea di perderlo mi faceva star male. Ogni volta che c’era una festività e con tanti sacrifici facevo il biglietto per andar da lui, ma lui riusciva sempre a trovar la scusa per non farmi partire all’ultimo momento…. è cosi che mi ritrovavo a casa a passare sola i Natali, Capodanno e compleanni…ecc ecc.
Finchè un giorno ho scoperto che tutto ciò dipendeva dal fatto che lui portava avanti un’altra relazione, contemporanea alla mia con una miliardaria conosciuta in chat e per la quale lavorava. E in tutto ciò aveva la complicità della famiglia che mi teneva in casa quando andavo a trovare lui. Nello stesso periodo ebbi un aborto spontaneo probabilmente dovuto all’enorme stress e pianti quotidiani causato dai suoi comportamenti.
Riassumendo, nonostante ciò provai a perdonarlo, lui mi convinse di aver lasciato questa donna, ma successivamente scoprii che ancora stavano insieme. Provai a staccarmi da lui… a non cercarlo più! Ma dopo nemmeno una settimana riprese a chiamarmi e mi convinse del suo amore,mi diceva che un giorno avrei capito e che lui voleva star con me.
provai a perdonare per l’ennesima volta ma ormai ero già caduta nel vortice della depressione…per forse disperazione, incoscienza o idiozia,provai a farmi nuove amicizie e a uscire con un altro ragazzo.Cossa fallita in partenza in quanto nn riuscivo a staccarmi da lui e quindi vivermi serena un’altra storia.
Dopo quasi un anno lui di punto in bianco è venuto qui in Sardegna dicendomi di aver lasciato tutto per me e con l’idea di volersi trasferire subito a casa mia. Scoprì di questa mia storia ormai finita con quella persona decidendo di perdonarmi e di voler stare comunque con me. Quello era il mio sogno, vivere con lui,il mio sogno che poteva avverarsi… ma qualcosa chiaramente si era lacerato. Ne avrei potuto dire ai miei che lui veniva a vivere nella casa che mi ero appena comprata, cosi di punto in bianco. Cosi gli proposi di prendere un’altra casa o una camera per qualche mese, il tempo di frequentarci al di fuori di casa mia… e poter dimostrare ai miei che quella relazione non funzionava solo a causa della distanza. Parentesi: I miei non si sono mai messi in mezzo a una mia storia, ma vedendo quanto soffrivo e come mi ero ridotta per lui, erano contrarissimi e avendomi aiutato loro nell’acquisto della mia casa, non volevo che portandolo subito li pensassero che li avessi presi in giro. E’finita che lui è tornato su a Roma, senza capire la mia situazione, o andavo a prenderlo per portarlo a casa mia o nulla… Ma ciò che mi domando… se mi amava davvero,l ‘importante nnon era comunque star insieme? vicini?del resto gli chiedevo qualche mese… Mentre io lui l’ho aspettato un anno affinchè lasciasse la donna con la quale mi aveva tradito.
Ho passato anni a giustificare tutti i suoi comportamenti,a perdonare i mali e i torti che subivo… ho perso di credibilità con tutti, amici comuni,miei genitori… mi ha messo un fratello contro. E nonostante ciò non riesco a liberarmi di lui, a tagliare questo cordone ombelicale. Lui si comporta come se dentro lui coesistessero due persone. Mi ama e dopo 5 minuti mi odia.
Sono finita in depressione e ora in cura da uno psichiatra. E come se non bastasse la parte della vittima la fa lui ed io sono diventata il mostro della situazione. Eppure non mi manca nulla, ho un buon lavoro,una casa, la danza… ma non sono felice!Aiutatemi
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Storia piuttosto pesante petalorosso…eppure se leggi un po’ nel forum hai buona compagnia per queste vicende.
Mi chiedo tu quanti anni abbia.
commento solo queste parole:
“E nonostante ciò non riesco a liberarmi di lui, a tagliare questo cordone ombelicale. Lui si comporta come se dentro lui coesistessero due persone. Mi ama e dopo 5 minuti mi odia.”
La prima frase è il nocciolo della questione. Il cordone ombelicale. Il primo grande amore è così, viscerale e cieco. Ma poi si capisce che in realtà non ci si deve liberare di nessuno, perchè siamo liberi, dipende da noi. Noi possiamo scegliere di continuare a essere collegati a qualcuno anche se questo qualcuno non è più collegato a noi. E noi possiamo scegliere di recidere il legame. Io ti consiglio un sano, lungo e rigido periodo di NC, no contact, nessun contatto. Fa male, un male del diavolo, ma aiuta. Non avere timore di stare sola: ti serve per ristabilire i tuoi confini, la tua salute fisica in primo luogo, i rapporti familiari e di amcizia. Poi fatto questo ti aiuterà per allacciare altri rapporti umani, di lavoro e quando sarà sentimentali. Allora verrà un momento che sarai più forte, che potrai guardare questa storia dall’alto e non immersa dentro. Quando sei nella tua stanza fai piazza pulita di lui, del telefono, della gente e prova a OSSERVARE quello che senti dentro. I pensieri? Lasciali passare come foglie in un fiume, non ti ci soffermare guardali passare e basta. è un esercizio difficile,ma dopo un po’ ci si riesce. Hai bisogno di serenità, dunque cercatela.
Ti suggerisco di intensificare lo sport e magari di abituarti giornalmente a fare una ventina di minuti di tecniche di respirazione o addirittura di meditazione. A me ha aiutato moltissimo. corpo e mente si influenzano, ma la mente può essere molto infida in questi frangenti. Ascoltare il corpo e limitarsi a osservare il mentale, assieme al passare del tempo sono i fattori chiave per crescere ed essere più consapevoli di noi.
Fammi sapere.
Posso dire una cosa che è valida x tutti i disperati d’amore del forum?
I figli di putt…. vanno lasciati stare!!!!!
Anche secondo me l’NC è la soluzione migliore, solo ke è difficilissimo.
Sono una che predica bene e razzola male, perchè vedo ancora il mio ex e faccio pazzie x lui, e lui m ha trattata malissimo…
Ma la mia idea è quella ke anche se lo amo ancora, è impensabile portare avanti una storia cn lui quindi meglio lasciar stare…
Cari Nasone e ragioniera84,
vi ringrazio per avermi risposto…
Io ho 29 anni, ne avevo 24 quando tutto è cominciato.
Purtroppo è difficile raccontare tutto così,
ci sono fatti ancora più dolorosi.
Il problema è che io è come se rimuovessi dalla mia mente le cose brutte e mi aggrappo solo ai bei ricordi,ai bei momenti…anche se mi chiedo,forse sono io che ho idealizzato tutto?
E’come se non volessi accettare le cattiverie subite…
come se lo giustificassi per tutto!
Spesso penso anche che sia stata in fondo colpa mia…
Mi sento in colpa per il fatto che non stiamo insieme,
per il fatto che comunque lui poi ha lasciato tutto per stare con me…
Ed io ho scelto la mia famiglia a lui…(non la mia vita a lui)!
Mi sento in colpa per il fatto che lui possa star male,
mentre tutti mi dicono chesicuramente lui stà pensando a tutto tranne che al mio dolore…
Forse la mia è davvero solo dipendenza e non amore?
Lui mi conosce talmente bene da aver capito che la mia è solo dipendenza?
Forse si….
Ma forse non conosce tanto bene se stesso da aver capito che nemmeno il suo è amore!
Io la penso cosi…
Ma stò male nonostante ciò….
E se non lo cerco io…magari lo farà lui!
E’ doloroso staccarmi…mi manca da morire…perchè???
Perchè son cosi ottusa?
Mi vergogno di me stessa.
Mi sento come quelle donne picchiate dai mariti che non reagiscono e li difendono!
Mi sputerei in faccia…
…un’altra cosa che volevo aggiungere Nasone è questa,ovvero che comunque ho diversi interessi,studio e insegno danza,e questi in palestra con le mie allieve sono gli unici momenti in cui stò bene…riesco a metter da parte i miei problemi…grazie alla danza mi reggo ancora leggermente in piedi,ma poi Buio totale!
a un tipo così romperei la faccia a pugni. poi lo manderei in miniera.
non aggiungo niente, nasone ha già dato i consigli migliori…
Ciao, mi sono registrato solo oggi, sono stato sempre contrario a questi tipi di forum ma mentre scrivevo la mia lettera, mi sentivo meglio e mentre leggevo certe storie mi sentivo meno solo e mi sono reso conto che c’è gente che sta peggio di me, non che ci goda, anzi, ma mi sento capito, pensavo di essere forte ma non è così. Ti scrivo perchè mi sento veramente vicino ai tuoi pensieri, la mia storia, “Storia d’amore che lascia solo male”, se ti va leggila, è un pò diversa ma quello che provi ora lo provo anche io, anche io penso che sia solo dipendenza, ossessione, non si può essere innamorati di persone che ci prendono in giro e che ci danno solo cattiveria, l’amore è altro, io ho dato tutto in questa storia, non facevo sempre bene, anzi, ma ci ho provato e per la prima volta in vita mia ho lottato per qualcosa, per una donna, per mia fortuna o sfortuna, non lo sò, ho sempre avuto la fortuna di avere le donne che volevo, ed in 28 anni questa era la prima volta che mi innamoravo veramente, forse pago tutte le stronzate che ho fatto ma ora ho perso, è una brutta parola ma è così, per lei ho perso tutto, i miei ideali, la dignità, possibili donne che meritavano ben altro che una sola uscita, ti faccio una confidenza, non sono mai stato così tanto senza andare a letto con una ragazza ma ora questo è il mio ultimo pensiero, non mi interessa, lo vorrei fare solo con lei, scusa se ti ho parlato di me ma veramente ti sento vicina, non ci facciamo prendere in giro da persone che ora e anche prima stavano bene anche senza di noi, lo so che io sono il primo che non mette in pratica questa cose ma prima o poi ci sarà un pò di felicità anche per noi. E un’altra cosa, anche i miei genitori non si sono mai intromessi e addirittura hanno sempre amato la mia ex, l’anno trattata come una figlia ed ora si sono ribellati, e la cosa che mi fa stare peggio è che vedo loro che stanno male per me, e questo non bisogna permetterlo a loro che non ci hanno rispettato. La felicità va cercata solo dentro di noi, e non in altre cose perchè sono solo pagliativi. Ti sono vicino. Luca.
Ciao luca,grazie delle tue bellissime parole…
Purtroppo non mi consola sapere che altre persone soffrono ciò che stò passando io…ma sapere che sono capita almeno da qualcuno aiuta un pochino…
Stavate insieme da tanti anni?
Io spero che anche tu riesca a trovare la serenotà che meriti…Ma non fare mai l’errore di pensare che questo dolore lo meriti per aver sbagliato in passato!
Tutti commettono errori ma nonostante ciò nessuno merita di soffrire…
Fammi sapere se stai meglio…
Un abbraccio
Cara Petalorosso, Platone diceva che l’amore è un mistero.
Spero che tu sia stata meglio e che sia riuscita a uscire da questa storia.
Le persone che cercano a tutti i costi di essere amate da chi non le ama soffrono solitamente di un desiderio d’affetto che non è stato soddisfatto, o percepito come tale, nella prima infanzia e all’interno della famiglia d’origine.
I modelli educativi “ti voglio bene, se fai il bravo” oppure “ti voglio bene, però adesso ho da fare”, sollecitano spesso a impegnarsi spasmodicamente alla ricerca di quel riconoscimento della propria identità che, purtroppo, resta negata per sempre.
Questo non significa che si sia destinati a non trovare mai l’amore o a essere incapaci di amare, ma solo che occorre imparare a riflettere sulla qualità e la modalità con cui ci si relaziona a un partner.
Solo la mutualità dei sentimenti permette infatti di vivere una relazione appagante, al di là dei problemi o dei conflitti che tutti possono avere all’interno di una vita di coppia.
Occorre darsi delle regole: non accettare mai il tradimento, non tradire; non annullare se stessi nè pretenderlo dal partner; offrire il meglio di sè, saper ascoltare, esserci, anche solo con una carezza.
Impegno, intimità e passione. Rispetto, simpatia, attrazione.
Occorre prendere coscienza che l’amore essenziale, quello dei primi anni di vita, è perso per sempre.
Ma resta ancora un mondo affettivo da esplorare e scoprire.
La dipendenza affettiva è come una droga: fa stare male ma non si riesce a farne a meno, perchè promette la possibilità di stare bene.
E’ una promessa bugiarda.
D’altra parte non esiste la pillola della felicità (no agli psicofarmaci) e anche la scienza non sa spiegare fino in fondo il significato dell’amore nell’esistenza individuale.
Ciò che può apparire patologia (dipendenza, amore contro ogni evidenza di essere contraccambiati, sopportazione del male) può far parte di un’etica e di una spiritualità estranea alle teorie psicologiche.
Non c’è altra soluzione che farsi forza, trovare in sè il coraggio di andare avanti.
Fa passare un minuto dicendoti “ancora un minuto”…diventerà un’ora, poi un giorno, una settimana….e così via, fino a che non sarai nuovamente padrona della tua vita.
Non farti condizionare troppo dai genitori ma considera la famiglia comunque un punto di riferimento e un rifugio importante.
Te lo dice una che ha amato un uomo violento, stimato professionista, che è finita all’ospedale per le sue botte, che ha subito ingiustificate mortificazioni, gelosia morbosa e la sua impotenza inaccettata.
L’ho amato nonostante tutto, l’ho anche perdonato. Non considero tempo sprecato quello passato ad amare.
Ma poi la vita ricomincia. E’ mia e ora posso sorridere.
Sto di certo meglio io che ho subito che lui che ha fatto del male.
In ogni caso tu sarai sempre una persona che ama.
E in questo mondo “è amor che move il sole e l’altre stelle”.
Giada (29 anni, Milano)
Dovremmo interrogarci però però..su cosa intendiamo con la parola amore. Tendiamo ad attribuirla a qualsiasi stato di pazzia e di dipendenza emotiva causata da qualcuno che “piace”-si fa per dire. Ma per esempio: amiamo ma stimiamo? Aa me sembra talmente assurdo “amare”- a meno che non sei madre teresa di calcutta, ma lei li curava, non ci andava a letto- soggetti che non stimiamo. Siamo onesti: come si fa a stimare uno che ti riempie di botte? E come fai tu che le prendi a dire che era “amore”? Quello è avere problemi seri non amare. Se non ami neppure te stessa chi vuoi amare? Non raccontiamoci balle. E anche questo signore tanto “amato”da petalo rosso…uno che vive alle spalle delle donne, è lampante. Prima la miliardaria, poi a storia finita dalla ragazzetta, e visto che la ragazzetta pone troppe condizioni via alla prossima. Mai incontrato una putt…. fatta uomo? Con l’unica differenza che la donna putt… non ti mente, ha un’etica professionale. Lo rivuoi? Chiedigli qual’è la sua tariffa.
ciao, tutti
anch’io ho sempre odiato i Forum li trovo una roba inutle pero mi devo ricredere vi voglio raccontare la mia storia per far capire che liberarsi da una persona e’ possibile.
Ho 27 anni sno stata quasi 6 con il mio ex che dopo i primi tempi di amore e follia ha iniziatoa picchiarmi, per fortuna ho potuto contare su un sacco di amici e familiari e l’ho lasciato. Ho cambiato la mia vita ho lasciato Roma e mi sno trasferita a Londra dove lavoro per un magazine, ma convinta di aver lasciato qualcosa in sospeso quando lui mi ha detto che avrebbe lasciato tutto ( poi tutto non si sa perche’ e’ un fallito) gli ho detto che avremmo potuto riprovarci.
Ma i problemi non erano legati a Roma o ad altre stronzate, lui ha riprovatoa picchiarmi ma questa volta ho chimato la polizia, mi sono liberata finalmente e si credo che a volte si riescano a tollerare cose tremende e si pensa che sia per amore, io credo invece che sia solo il poco amore per se stessi che fa accettare queste persone, che almeno nel mio caso, sono deboli e piene di problemi che sperano invano di potersi liberare di quello che hanno dentro scaraventandolo addosso alla persona che dicono di amare.
A volte penso a quanto tempo ho perso e quanti ragazzi fenomenali ho conosciuto e con cui non ho voluto approfondire nulla. Il mio lavoro ora va molto meglio, da poco mi e’ stata fatta una proposta importante per una rivista d’arte e mi trasferiro’ a Panama in centro America il prossimo mese. lui e’ rimasto un povero sfigato che vive nel suo paesello con i genitori e forse trovera’ un’altra debole, come ero io prima,da picchiare.
Un bacione a tutti Rossella
Per ChiaraMente: la stima è una componente essenziale dell’amore, hai ragione. Tieni però conto che una persona violenta, che sente l’esigenza di alzare le mani per esprimere le sue emozioni, è una persona disturbata, che h cioè un problema di salute mentale (magari è anh un po’ stronzo, ma il problema c’è).
La stima non può perciò perdersi a causa della malattia di una persona.
Viviamo in una società che ha fatto della perfetta integrità fisica, della salute, del buonumore a tutti i costi, l’unico modello vincente. E’ un modello fuorviante.
La malattia, anche quella mentale, va accettata come un elemento possibile nella nostra natura umana.
Smetteresti di amare o stimare il tuo partner perchè diventa paralizzato e ti sputa la minestra in faccia?
Credi che nel delirio di una persona che picchia non ci sia una manifestazione patologica estranea all’anima di quella persona?
Il paragone con Madre Teresa di Calcutta è irriverente e non calza: non occorre essere santi per scegliere di stare dalla parte di chi non rende il male per il male.
Si soffre e si cresce. Non significa accettare passivamente ma nemmeno gettare tutto nel secchio dell’immondizia.
Troppi rapporti sentimentali oggi durano il solo tempo della loro perfezione…alla prima difficoltà…aria.
Nessuno vuole provare a capire, a salvare ciò che di bello ha evidentemente fatto incontrare e unire due persone.
Certo, la violenza non va acettata e occorre allontanare subito la persona ch si comporta così. Se non riesce ad accettare e ad affrontare il suo malessere, il problema è (e deve restare) solo suo. In questo ti do’ ragione.
La bontà non implica il martirio.
Ma c’è piu’ forza nella bontà e nella dolcezza che in tutte e sberle del mondo. E nessuna donna deve vergognarsi di provare un sentimento di nostalgia o affetto verso qualcuno che ha amato. Significa che il suo cuore e vivo e quando il tempo avrà guarito le sue ferite, saprà amare di nuovo.
Questa volta con piu’ prudenza.
Se tutti quelli che alzano fossero matti..ma chi te l’ha insegnato? Non ho neanche finito di leggere.
alzano le mani, ovvio..la foga..
@ChiaraMente: sono pienamente d’accordo con te, CM (carino l’acronimo)!. Qui si tenta di giustificare l’ingiustificabile, mio Dio! Cioè, uno vi passa la sveglia e voi vi mettete a capire il suo stato mentale invece di denunciarlo???!
Ma dove caspio stiamo andando? Fermate il mondo, voglio scendereeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
Grazie Monk! Davvero si leggono delle robe…e comunque secondo me i problemi mentali ce li ha più chi se le lascia dare che chi le da. Proprio non vogliono capire che a volte un bastardo è solo un bastardo- tutti coi problemi povere stelline, capiamoli…ma per favore! Magari avessero tutti problemi mentali, almeno sapremmo cosa farci. E invece guardacaso c’è un mucchio di gente che pesta senza il minimo disturbo mentale e un mucchio di gente con disturbi mentali che non lo farebbe MAI!
Vorrei tanto poterti dare un cosoglio utile…. ma non ci riesco, perché forse servirebbe prima a me, che continuo a soffrire per amore dopo 2 anni che non sto’ piu’ con la mia ragazza!!! sono stato con lei 7 lunghi anni, e capisco bene cosa vuol dire dimenticarsi di chi si ama…l’unica cosa che posso dirti e di seguire sempre il tuo cuore e fare sempre quello che senti dentro… perchè dall’esterno nessuno puo’ capirti veramente..
E non serve a ninte cercare di odiare quella persona o di dimenticarla…. a volte anche se il destino non ci vuole insieme, possiamo sentirci bene e andare avanti anche solo continuandola ad amare in silezio…..
ciao
ho letto i vostri interventi, e molte altre cose sparpagliate per il web sullo stesso tema
io ho incontrato una ragazza che sta cercando di uscire da un rapporto di dipendenza, probabilmente più lieve di tanti che ho letto, ma comunque di dipendenza verso una persona estremamente insicura e problematica
io e lei siamo abbiamo passato insieme 3 mesi bellissimi, poi alla prima piccola difficoltà lei è stata presa dal panico ed è andata in confusione
dice di non sapere più cosa sente, di voler riprovare con lui
dice di non potermi dare niente ora che è confusa
io non mi voglio rassegnare, quello che ho visto di lei è troppo bello per rinunciarvi così facilmente
ho solo tanta paura di essere arrivato al momento sbagliato, e che questa cosa del tempo sia un ostacolo insormontabile
ci vogliono i tempi giusti per uscire da queste situazioni, e spesso ci vuole un periodo di solitudine
il suo cuore deve sgombrarsi dai pesi prima di aprirsi al mio
però non ce la faccio a mollare così, senza provare ad attendere facendo sentire la mia presenza costante ma nel modo più lieve e delicato che posso, cercando ci contenere al minimo il senso di aspettativa
mi piacerebbe sentire i pensieri di chi si è trovato nella situazione della persona di cui sono innamorato
ciao
Per Chiaramente: bè, anche la scortesia si prende e si porta a casa, pazienza.
E’ vero che chi alza le mani non sempre ha un problema mentale e che chi ha problemi mentali non sempre è aggressivo.
Capire queste problematiche, tra l’altro, è la mia professione.
Forse per questo cerco di distinguere la vita personale dalla casistica clinica.
Il che non significa che giustifichi o abbia giustificato chi mi ha trattata male.
Per Monk: sveglie e denunce.
Ti spiego come funziona. Ti presenti al pronto soccorso, piena di lividi e con la faccia gonfia e dichiari che a ridurti così è stato il tuo compagno.
L’infermiera ti guarda, ride e dice “però che grande amore!”.
Poi arriva il medico. Lui non ti guarda nemmeno in faccia, ascolta distrattamente e referta il meno possibile, per evitare complicazioni giudiziarie e assicurative.
Se proprio non hai fratture, ti da’ meno di 20 giorni di prognosi, termine entro il quale spetta a te, con querela di parte, denunciare chi ti ha picchiata.
La Polizia è gentilissima, ascolta la tua storia, promette di convocare il responsabile, a patto che tu lo denunci, con querela.
Alla domanda “Cosa gli farete?” ti rispondono che lo chiameranno per diffidarlo a comportarsi nello stesso modo. Punto.
Tu invece devi andare da un avvocato e sporgere querela (800 euro + 150 ogni volta che conferisci con il legale + 200 euro a udienza + spese documentali).
Ti aspettano circa 2-4 anni di attesa che un giudice esamini la pratica e iscriva il responsabile nel registro degli indagati, poi partono le indagini, e dopo circa 1-2 anni il processo.
E’ a quel punto, Monk, che la sveglia la spegni.
Torni a casa, smetti di rispondere al telefono, smetti di vedere chi ti ha picchiata, resti sola (gli amici si defilano un po’, sai sono situazioni imbarazzanti). Piangi, molto. Speri di non incontrare piu’ nessuno, di non innamorarti più.
Poi ti guardi allo specchio: sei giovane, carina, intelligente, stimata sul lavoro.
Forse invece potresti amare di nuovo, forse il prossimo non ti picchierà.
Forse il “prossimo”, cara pettirosso, avrà le idee chiare e ti vorrà bene.
Forse Andrea, capirai presto che il tempo siamo noi e che quando qualcosa non va, sta solo a noi e non al tempo, trovare il modo giusto per affrontarlo.
Giada
Scusa il nickname era Petalorosso, ho sbagliatto e scritto “pettirosso”. Sorry.
Ciao!
Giada
grazie per la risposta, giada
sintetica ma chiara
a volte la persona che hai di fronte è estremamente delicata, e ci vuole tantissima attenzione per non invaderla
a volte è difficile proprio perchè la persona che hai di fronte fa fatica ad affrontarle, certe cose, e a tratti preferisce nascondere la testa sotto la sabbia
e le cose si affrontano in due
io credo che il tempo abbia una sua importanza; ognuno ha dei tempi propri per guardare e mettere mano dentro di sè, e a volte amare significa anche comprendere e rispettare questi tempi nell’altro
Quello che sto cercando di fare è più meno ciò che dici: rimanere lì e, cercando di esercitare la minima pressione possibile, trovare il modo giusto di affrontare il problema cercando di tenere presente chi ho di fronte (per quel che penso di aver capito di lei) pur senza snaturare ciò che sono.
A volte mi attraversa un senso di impotenza…
grazie, la tua risposta mi dà speranza
andrea
Ragazze, svegliatevi. La sveglia serve davvero! Già il solo fatto di trascinarvi per anni questi mostri accanto è un privilegio che offrite ai distruttori della vostra pace. Meglio la solitudine! Imparate a stare con voi stesse, a dialogare con voi e a vedere che siete BELLE perchè avete un’anima. Non ve la fate calpestare! Al primo campanellino…drinnnnnnnnnn! Alzati e scappa! Perchè non c’è miglior segnale da ascoltare del vostro intuito, di quella vocina che è la vostra coscienza. Almeno lei è solo vostra, come lo è la vostra dignità. Questo è tutto quello che possediamo per sempre. Allora curatelo, mettetelo al sicuro da occhi crudeli e avidi di amore perchè non ne hanno mai avuto neanche dentro il ventre materno. Bastardi si nasce e nessuno può convertire un’anima, solo i santi, gli angeli e le fate…ma il mondo delle fiabe è un’altra cosa.
Purtroppo io ci sono cascata nella trappola, ma grazie a Dio, perchè è stato Lui e solo Lui può,sono di nuovo LIBERA. Ho un’anima che vuole ancora danzare, credere, sperare e non più credere alle “belle parole”, ma solo agli esempi, ai fatti, alle azioni, ai gesti. Aprite gli occhi e le orecchie. Non siate superficiali ma accorte. Buona vita a tutti.
Cara Lucciola, non tutti hanno il dono della fede e in ogni caso nelle cose della vita è importante esercitare la propria coscienza e anche tanto buon senso, oltre a molta bontà, per se stessi e gli altri.
“Dignità”, “stare bene con se stesse”, “meglio la solitudine”, “scappa se senti il campanellino”…tutte cose scontate, scusami.
Non c’è “superficialità” in quello che tu definisci “trascinarsi questi mostri accanto”, al contrario c’è la coscienza di non voler gettare un sentimento.
Certo, oltre un determinato limite, soffrire per amore diventa dipendenza e patologia.
E’ questo che va riconosciuto ed evitato.
Ma attenzione.
Nella solitudine non c’è dignità nè benessere con se stessi, ma solo tanta malinconia e pochissima libertà.
Niente è più falso del binomio “solitudine=libertà”.
Quello che invece può avere un senso (e ora che è passato un anno dalla mia disavventura e comincio a stare meglio, posso dirlo con più chiarezza) è cercare sempre di andare avanti e conservare la parte dolce del proprio cuore.
Non farsi avvilire, insomma, dai dispiaceri.
Il mio ricordo è durissimo, per certi versi quasi più straziante della prima sofferenza, ma sto imparando a conviverci e a non farmene condizionare.
Quella “cosa” è successa, ha spezzato il mio cuore, ma il mio cuore è comunque vivo e sa anzi meglio distinguere fra il bene e il male, l’amore e l’inganno.
Per te che hai fede, forse potrebbe ricordare quando gesù affidò a sua madre l’apostolo Giovanni, indicandole come anche nella più atroce sofferenza, potesse continuare ad amare.
Solo chi ha provato può capire. Il resto sono parole.
Non cerco mai di svegliare nessuna amica a cui è successo quello che è capitato a me. Dico solo: impara a distinguere i sogni dalla realtà e da’ riposo alla tua anima.
Giada
grazie Giada!
il tempo della rabbia è passato, il mio cuore si è scongelato ed è ripartito il suo battito…certo il mondo non è bellissimo, ma vale la pena di amare la speranza di un giorno più luminoso e continuare a stare in mezzo agli altri senza paure. E’ vero chi vuole la solitudine ha paura di vedere, di realizzare com’è veramente fatto il mondo. sono scesa nel mondo e ora voglio conquistarmi un posto in mezzo a tutti gli altri esseri umani, dove ci sarà chi mi ama, chi mi disprezzerà, chi mi farà ridere e piangere, chi mi farà arrabbiare. ecc..ma questo vuol dire partecipare a ogni evento mondiale con un cuore aperto e non più solitario!
Giada, ti auguro una bella giornata.
Lucciola
Salve a tutti,
son capitata in questo forum,non per caso, volevo dire a tutte coloro che dispensano consigli sulla dipendenza relazionale che forse dovrebbero conoscerla e averla vissuta sulla propria pelle.
Come diceva “ChiaraMente”,un uomo violento va denunciato. A me è capitato di farlo e da vittima son passata carnefice; mi ritrovo a dover pagare avvocati e affrontare processi per difendermi.Spesso queste persone che feriscono, calpestano,umiliano,il partner sono dei mostri; non hanno un’etica,una morale;sono dei bugiardi patologici che per non affrontare la propria coscienza credono loro stessi alle prprie menzogne.Non sentono il bisogno di giustificarsi perchè si pongono nella ragione, distorcendo la realtà per dimostrare che la vittima è la causa dei litigi, delle botte dei raggiri.
Sono persone che ti dicono “ti amo”,e dopo cinque minuti negano di avertelo detto,magari convincendoti che è stato il frutto della tua morbosa ossessione nei suoi confronti.Sono persone che ti illudono di conoscerti intimamente ma nn ti stimano, riescono a plagiarti al punto di credere d’aver sbagliato per cui lo schiaffo puttosto il pugno lo hai meritato.
Riescono a isolarti e a farti credere che loro sono le uniche persone sulle quali puoi contare,ma in realtà quando hai un problema sono i primi a scappare e ti ritrovi sola col vuoto che ti hanno creato intorno.
Bene, prima di questo uomo pensavo come ChiaraMente e avevo perfino una visione romantica dell’amore;ora invece capisco tutte le donne che perdonano i loro mariti violenti e fedifraghi,capisco il perdono incondizionato,e la voglia di sperare che si accorgano del tuo amore.
TUTTO SBAGLIATO, nn bisogna mai perdonare e mai capire, perchè ciò prolunga solo un’inutile e distruttiva agonia.
Si, sono persone che stanno male, e quando entrano nella tua vita la destabilizzano,ti destabilizzano.
Mi spiace per tutti coloro che son i questa situazione come me.
Vi saluto e faccio a tutti i migliori auguri
ANGELA, mi è piciuto il tuo intervento! un pò tosto ma giusto. Io non ho mai preso botte.. ma l’indifferenza è anch’essa una forma di violenza. non so quanti anni hai, ma io ne ho abbastanza – 50 – per sapere che non ci sarà un altro amore per me.
Per lui ho lasciato un marito e un’ottima posizione economica. Ho dato amore e ne ho ricevuto un pò. A lui abbiamo aperto (io e le mie figlie) la nostra casa e i nostri cuori. Ma dopo una lite, in meno di tre mesi, ha trovato un’altra donna – ma prima è uscito con altre – l’ha portata in vacanza insieme ai suoi figli e a quelli di lei, l’ha riempita di coccole e di Ti Amo (ho letto gli sms), insomma mi ha soppiantata. Dopo è tornato da me – sembrava pazzo – per la voglia di riavermi. Dopo dieci giorni di nuovo “non sento trasporto, mi sembra tutto già vissuto “. Ed io lo mollo . Dopo dieci giorni è di nuovo da me con biglietti per Parigi ed io dico di sì. siamo stati insieme un altro anno – a casa mia senza soldi, senza entusiasmo, così… Poi ha cominciato a flirtare con altre in mia presenza, ogni mia voglia di discutere trovava un muro di pietra lavica. Aveva scoperto che fuori c’è un mondo più leggero, più disinibito, più consono a lui. Gli ho fatto le valige (anzi per la verità sono all’ingresso perchè non è nenche venuto a prendersele). Sto male, ma mi deve passare. mi ha detto “tivoglio bene ma non ti amo ” E cosi’ ricomincio… ma da dove. Io mi sento così vecchia e lui è così bello da attirare anche le adolescenti. Che vita di m……
Ciao Patrizia,
Mi fa piacere che tu abbia letto il mio intervento con interesse,le donne che non hanno vissuto le nostre esperienze possono trovarci patetiche,non hanno la più pallida idea del dramma e della sofferenza che ci lasciano questi uomini.Anche se cerchi di convincerti che è assurdo soffrire così,le tue giornate sono intervallate da flash che riemergono indipendentemente dalla tua volontà nella mente,di tutte quelle forme di tortura psicologica,e in ceri casi fisica, atti a demolire il tuo ego,annientarti intimamente.Quante volte sei stata trattata da regina e subito prima o subito dopo ti ha deluso?
Patrizia io ho ventisette anni ma dopo una storia di sei anni del genere mi sento invechiata di almeno vent’anni,il vuoto che ti lasciano dentro ti fa sentire vecchia e inutile aldilà della tua età anagrafica.Perchè ti modellano e ti rendono come non vuoi,giocano con le tue convinzioni,i tuoi ideali,sino a portarti al punto di andare contro ogni cosa in cui credevi.Quante volte l’hai perdonato per atteggiamenti gravissimi nei tuoi confronti?Quante volte ti sei convinta che questa volta era la volta buona,la volta che aveva imparato a rispettarti?Penso tu abbia perso il conto…
Il mio dramma non lo posso raccontare a nessuno la ia famiglia non l’ha mai accettato percui la mia storia è sempre stata “clandestina”,immagina quando decideva di stare con un’altra dall’oggi al domani,lo faceva liberamente,senza che io potessi permettermi il lusso di versare una lacrima;ah, e giusto per la cronaca quando andava con le altre era sempre colpa mia,conseguenza dei miei comportamenti.Non voglio angosciarti più di quanto non lo sia già Patrizia…altrimenti ci facciamo un “ciber-pianto”!
Hai delle figlie mi hai detto?
Stringile forte,dai loro tutto l’amore che ha rifiutato lui,non permettere mai che cadano in balia di uomini del genere,e falle sentire amate e rassicurate.A me questo è mancato.
Un Abbraccio grande
ANGELA
è proprio come dici… certe volte le storie senbrano quasi kafkiane. Ci si chiede “ma sta capitando proprio a me ? ” se me lo avessero predetto 10 anni fa, io non ci avrei creduto e forse nessuno di noi. Il tempo è l’unico che potrà aiutarci a vedere le cose sotto un’ottica diversa. E’ triste lo sò, sembra uno stereotipo fritto e rifritto, ma credo che sia proprio così. Tu sei giovane e si dice che i giovani provino dolori più lancinanti, ma che passano più in fretta. Io ti rigrazio per il tuo consiglio. Le mie figlie sono state sempre la mia forza e a loro non ho mai fatto mancare il mio amore. Io, fossi in te, proverei a parlare con i tuoi sai i toni si possono smorzare di fronte al dolore di una figlia….. Hai bisogno del loro supporto emotivo e non credo che te lo negherebbero. Passerà, Angela vedrai e fra qualche tempo, che ora però non saprei quantizzare, ci ritroveremo magari su questo forum a sorridere teneramente di ciò che ci è capitato. Intanto guardiamoci attorno. Ci sono donne che sono rimaste vedove o abbandonate da uomini per altre più giovani, donne che devono ricominciare a lavorare per sostenere i loro figli e, tantissime, che sono tradite e ignorano di avere al loro fianco un p..zzo di m…da. C’è una moltitudine di donne che tira fuori la testa dal letame e combatte fiera la propria battaglia per la vita. Sai ci sono guerre che non vale la pena di combattere perchè non lasciano superstiti, e sono proprio quelle che vedono come nemici uomini come li abbiamo incontrati noi !
ti abbraccio
http://www.letterealdirettore.it/dalla-violenza-psicologica-e-possibile-uscire/
ciao! 🙂
Quello che ferisce nel tradimento non è tanto l’offesa al proprio orgoglio, ma il violento strappo dei ricordi felici.
Quando una persona cara ti fa del male, la peggiore consapevolezza è che quel “male” distruggerà per sempre la stima e l’affetto profondo verso quella persona, togliendoti la gioia di sperare e credere nell’amore.
Per me almeno è stato così.
E anche aver subito dei maltrattamenti fisici e delle grandi offese, mi ha portato, col tempo, a cercare di rimarginare il dolore, ma anche ad evitarne il nuovo rischio.
Anche per me non ci saranno nuovi amori.
E forse mi sono “ammalata” di “qualcosa”, perchè contrariamente a quel che ho sempre creduto, rinunciare definitivamente a una vita di coppia e a una relazione mi ha fatto ritrovare una inaspettata serenità e voglia di vivere.
Sola? Sì, ma l’alternativa sarebbe comunque di ritornare ad esserlo, prima o poi, solo con qualche ammaccatura (nemmeno tanto metaforica) in più.
Quanto spreco di energie e sentimenti. Quante cose belle avrei potuto fare se non avessi perso il mio tempo migliore. Ora è tutto mio e me lo tengo stretto.
ehhh, Marta …. che guaio… sei finita anche tu dentro la trappola. Sapessi, sapessi quante quante quante trappole (e non ci cascano solo le donne)…. pur con le varianti individuali, stessi sono i meccanismi, stesse le conseguenze e le sofferenze … è una trappola micidiale, una ragnatela velenosa e più ci stai più ti avveleni, fino alla paralisi: esistono le persone ‘brutte’, velenose, paralizzanti e ‘lui’ è una di quelle. Troppo amore, sprecato per ragnacci velenosi,ma prezioso per noi quando alla fine ci liberiamo con la consapevolezza della nostra forte capacità di amare e con l’esperienza per scegliere ‘chi’ e ‘come’ amare. I fili vischisi ti trattengono in un bozzolo invisibile finchè la paralisi non arriva quasi a soffocarti del tutto e allora usi le ultime forze per fuggire. Allora, poverino, il ragno si lamenta. Dopotutto tu sei il mostro: ribellandoti, gli hai impedito di ‘Essere’ quel che è, un ragno che vuole fare, appunto, il ragno. E nessu ragno è felice se la preda gli lascia il bozzolo vuoto. Brutta, cattiva, insensibile … che è scappata lasciandolo solo con la sua doppia o tripla personalità, con le sue morbosità e insicurezze, con le sue furbizie e stupidità.
Luna ti ha dato un link, è prezioso:
http://www.letterealdirettore.it/dalla-violenza-psicologica-e-possibile-uscire/
ci abbiamo scritto sofferenze ed esperienze, prese di coscienza e riconquista della nostra vita. Ti può essere utile, anche se tu hai già fatto il passo fondamentale, questo: @Quanto spreco di energie e sentimenti. Quante cose belle avrei potuto fare se non avessi perso il mio tempo migliore. Ora è tutto mio e me lo tengo stretto.@
dimenticavo, anche qui c’è scritto molto:
http://www.letterealdirettore.it/disperazione/
:))) ri-ciao
Salve a voi che condividete con me una storia andata male.
A me brevemente è successo che dopo 18 anni di vita insieme, la donna con la quale ho fatto una bambina non era felice e non ce la faceva a pensare di vivere ancora così. Non vi descrivo l’ambiente del quale si lamentava perchè non ha senso in termini effettivamente reali criticarlo.
La sofferenza è stata enorme e come tutti mi sono chiesto come avevo fatto a non accorgermi di quello che lei pensava e provava mentre io ero intento a mandare avanti la famiglia.
La sofferenza la conoscete si perde il senso di ciò che si è fatto ci si chiede come si può mentire per anni e come anche giustificandola si può non avere la consapevolezza di quello che si sta vivendo.
Spero di aiutarvi nel dire che dopo due anni ho capito che quello che si era costruio era un rapporto fatto di potere di dipendenza e di violenza psicologica.
Quando lei si è sentita forte, alla nascita della bimba ha esrcitato il potere per ottenere quello che voleva.Nonostante questo modo cruento ho pena per lei che crede che questo la renda forte e perfettamene dotata.
Io ho assimilato che è su noi che dobbiamo lavorare, renderci indipendenti da quel bisogno di sentirsi attraverso gli altri come noi da soli non ci sentiamo.
Costruire una casa che abbia la forza di essere indipendente perchè così sarà più felice di avere persone al suo interno.
L’amore vero allora verrà e sarà più bello, più forte e più maturo di prima.
ciao marta..
parlare dopo il tempo è solo tempo perso, a cosa serve? solo a indurti a sbagliare di più, riferendomi al fatto che ogni scelta di x se sia insostituibile x se stessi, com el asolitudine, chi la fugge in realtà ce l’ha sempre vicino, ed è x ella una debolezza e una paura, la paura di perdere qualcosa, innanzi tutto ti dico, che non puoi nemmeno immaginare minimamente dal mio punto di vista, ovvio, di iniziare una storia se tra le tue e le sue distanze emotive non ci sia altro che un continuo proiettarsi, non è uno scambio come la società occidentale intende x una storia, il lasso di tempo di coniugi non fortifica anzi, indebolisce se la vedi con quell’ottica meschina di prendere e di dare, cmq 2o me lo sbaglio inzia col benessere, e con l’ignoranza, e siamo tutti patetici qui se abbiamo la presunzione di saper gestire la situazione meglio di te, xk non l’abbiamo vissuta noi, che noi abbiamo la nostra e tu la tua, certo, un consiglio ok, ma non proiettarti, non fantasticare, io sicuramente come ho sempre fatto, colgo e si deve o dovrebbe cogliere li semplice e la totalità di una persona conoscendola casualmente, x strada nella propria città… un altra cosa che separa è il pregiudizio, più uno si sa governare più è possibile che non si lascia fuorviare dagli interessi egoistici mascherati da sdolcinato amore, quello che la gente disprezza della vita è tutto ciò che in realtà ci serve..pure l’indifferenza avvolte va usata e saputa usare…
spero davvero tu non sia tr grande x ricominciare, ma la prossima volta prenditelo possibilmente dietro l’angolo, e controlla l’emozione, xk in amore come x la verità quando sei sicura va tutto bene e sai tutto, è proprio li che accade qualcosa di strano e ti sfugge la situazione di mano…cercati degli amici, abbi fede, non mettere gli altri prima di te, abbi cura….ciao ciao
STE*
sono stata anch’io vittima di un perverso narcisita aveva genti affettuosi solo e quando faveva richieste di sesso.é stato il mio primo uomo quanto male mi ha fatto,mi tradiva e mi mancava di rispetto intanto io morivo lentamente senza andar via,Oggi ho dato un nome al mio malessere dipendenza relazionale.Consiglio a tutte le donen di leggere il libro donne che amano troppo.La cosa piu imiportante avere un po di amore per se stessi.
Mi rendo conto di essere dipendente, dall’uomo che al momento … ha presa su di me. Semplicemente di dà la gioia di parlargli, di stargli vicino, di sentire l’energia delle cose che dice. Allora divento dipendente come una drogata, una alcolizzata. Se si allontana sto veramente male, non lo dico per dire. Preferirei stare male nel corpo, avere la febbre, il mal di pancia. Questa sofferenza mi abbatte e mi umilia. AIUTOOOOO !