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Come superare la fine di un “amore” e la solitudine conseguente

A 21 anni ho trovato il mio primo amore. Un po’ tardi rispetto alla media, e non so se sia un bene o un male, fatto sta che è durato 1 anno e mezzo e poi sono stato lasciato per un altro, anche se sono cosciente che in realtà non centra tanto l’altro. Le cose comunque non andavano molto bene. Per vari motivi entrambi non avevamo una grande vita sociale, il risultato è stato quello di rinchiuderci nella nostra routine. Inutile dire che è stato un grave errore credere di poter trovare tutto ciò di cui si ha bisogno in una sola persona. Tuttavia sono stato solo fino a 21 anni e quindi per quanto mi riguarda avevo bisogno anche di questo, cioè di vivermela il più possibile, anche sbagliando. Dopo averlo aspettato cosi tanto è anche normale credo.. comunque questa cosa unita al fatto che stavo vivendo una fase importante della mia vita con grandi cambiamenti (sono andato a vivere da solo, mi sono iscritto all’università e nel frattempo lavoro) hanno fatto si che mi concentrassi sulle cose più importanti trascurando la “vita sociale”. Quindi ora mi ritrovo praticamente solo e con tanta rabbia nel cuore. Il fatto è che sono anche un timido e un insicuro, nonché troppo riflessivo. Questo determina una “rimunginnaggine” esasperata =) Ho qualche amico, ma sono amicizie da cui gia mi ero un po’ distaccato per vari motivi. Ora mi ritrovo completamente spiazzato: il mio essere un po’ chiuso unito all’insicurezza provocata da questo inaspettato abbandono mi annichiliscono. Mi sento quasi una nullità. Con ciò non mi credo un inetto: sia al lavoro che nello studio ottengo ottimi risultati, ma nel crearmi una mia vita, seppur mi reputo una persona ricca di interessi, fatico veramente tanto. Sono passati due mesi e ancora ci penso troppo. non riesco a concentrarmi in niente, mi sento molto solo e le mie aspettative sono nere. Mi sono gia ritrovato a conoscere gente nuove: i primi 10 minuti vanno bene poi mi ammutolisco e non riesco ad essere interessante…non spiaccico parola!

La mia più grande paura è quella di entrare in un circolo vizioso e di peggiorare la mia situazione… Ho gia parlato tanto con la mia famiglia e con un caro amico dell’abbandono sentimentale per cui non credo sia quello il mio problema…so che per quello ci vuole tempo. O meglio credo non sia quello il problema…sono proprio confuso. Comunque credo che il problema principale è la paura di fallire sia nelle mie priorità sia nel costruirmi una mia vita e conoscere gente nuova.

E’ difficile descrivere tutto quanto con una manciata di parole. Ma credo non serva. Di sicuro qualcuno che più o meno si sia ritrovato in una situazione simile capirà come ci si sente.

ciao a tutti e grazie

L'autore ha scritto 16 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    Cucciola -

    Non esiste un limite all’innamoramento, per quello vero intendo, quindi l’età non conta. L’hai vissuta al 200% perchè credevi in questo amore con tutto te stesso (è quello che si può capire dalla lettera) e hai fatto bene. La cosa più importante, che però purtroppo la stragrande maggioranza delle persone dimentica, è che l’amore non deve annullare gli altri rapporti. Sbagliatissimo. L’amore non è per sempre -come si vuole credere- si evolve in un sentimento diverso, più profondo che lascia spazio ad altre emozioni. Per questo motivo bisogna, durante l’intera vita, continuare a coltivare amicizie, interessi che riguardino la propria persona ma soprattutto siate egoisti: pensate a voi stessi in primis! Prima del “NOI” c’è un “IO” che è molto più importante e non bisogna sottovalutarlo. Per quanto riguarda le amicizie, non siamo compatibili con tutti (il mondo è bello perchè è vario!). Cerca di recuperare le amicizie perdute (se ne vale la pena) e lasciati andare..vedrai che le amicizie arriveranno e troverai persone per cui vale la pena aspettare. E ricordati di sorridere sempre, perchè il sorriso è il miglior antidoto alla tristezza e alla negatività. Smile & Live!
    Un abbraccio

  2. 2
    lele -

    Caro Leonardo,
    Io ho qualche anno più di te, e ricordo che la prima storia che ebbi fini proprio a 21 anni, e mi ritrovai solo, poiché come nel tuo caso, anch’io ho sempre dedicato il mio tempo a cose “più importanti”. Sicuramente il fatto di vivere da solo, lavorare e studiare delinea che tu sia ben concentrato sul raggiungimento degli obiettivi che ti sei preposto. Anch’io nonostante sia una persona sociale trovo ancora oggi le tue difficoltà nel relazionarmi. Questo dopo che mi sono fatto un po’ di cultura in materia di comunicazione e qualche “esame” di se stessi, posso dirti che dipende da diverse cose. Può andare dal portamento della persona alla gestualità mentre parli, al modo in cui ti vesti ecc..Ad ogni modo prima di stare bene con altri sarebbe buona cosa stare bene con se stessi..quando si è soli ci si mette a nudo, e si scava dentro di se, e questo può spaventare. Una buona filosofia “orientale” sta nel pensare che non si è mai completamente soli, si è semplicemente con se stessi. Detto questo, quello che cerco di fare io, è di integrarmi il più possibile, ma ho dovuto imparare a farlo, come un bambino che impara a camminare. Per quanto riguarda l’essere interessante, potrebbe anche essere il contrario. Cioè non tutte le persone potrebbero risultarti interessanti. Non attribuire tutto a te stesso. Tieni conto che in genere ci si tende a circondare di persone affini a se stesse. Per il resto, mi rivedo molto in questo tuo aspetto, permettimi quindi di dirti che mantenere relazioni sociali è importante quanto altre cose. detto questo non preoccuparti non è una cosa irrimediabile, basta lavorarci un po’. Per l’abbandono sentimentale, come hai detto ci vuole tempo. E’ un discorso lungo quello del comunicare ci sono molte cose da considerare, se hai bisogno son qui..

    lele

  3. 3
    cupido -

    Brava Cucciola, disamina perfetta, purtroppo lo sto capendo anch’io a 37 anni e solo perchè la mia lei mi ha lasciato dopo 8 anni e mezzo, fortuna che ho un pacco di amici, ma veri, però il pensare prima a Io e poi a NOI spesso se non resti scottato da una bruciatura bella grossa non ci arrivi.
    Io ho sempre pensato per due e sono rimasto con un pugno di mosche in mano, ma questo servirà senz’altro da lezione!!
    Un abbraccio.
    Cupido

  4. 4
    Leonardo88 -

    Il problema è che io non sono uno che sa accontentarsi. Sia con le donne che con gli amici. Ho sempre preferito stare solo piuttosto che stare con persone che non mi vanno a genio. In sostanza non riesco ad avere rapporti superficiali. Per essere me stesso ho bisogno di tempo, sono un diesel, ma poi le poche amicizie che ho le mantengo, salvo interessi diversi. Quando dico che mi sento poco interessante mi riferisco più che altro nel rapportarmi con persone nuove. Una volta instaurato un rapporto solido riesco ad esprimermi molto bene, ma quello che mi manca è il giusto approccio. Ho sempre la sensazione di essere troppo invadente nei confronti dell’altro. Al contrario mi faccio avvicinare da chiunque e sono aperto a tutti inizialmente.

    comunque è difficile rimanere lucidi. Se razionalizzo tutto riesco a risollevarmi, ma poi ripiombo negli stessi pensieri ogni giorno, anche se parlandone riconosco che questa è una situazione di passaggio. E poi ho paura a volte di essere diventato troppo “serio”. Nella mia adolescenza ho fatto tante cavolate e ho perso tanto tempo inutilmente. Ma in un certo senso mi ha anche aiutato a capire cosa voglio e mi ha responsabilizzato parecchio. Ora il risultato è che non riesco più a divertirmi con le cose da ragazzini, per lo meno con la maggior parte delle cose che si fanno a 20anni. Mi sento più a mio agio con persone più grandi, ma nello stesso tempo riconosco anche di avere delle lacune…

    Forse sono solo confuso e devo fare un po’ di chiarezza nella mia testa incominciando a pensare a ciò che voglio.

    La cosa più destabilizzante è che l’essere lasciato in questo modo ti demolisce quasi completamente l’autostima e ti risucchia tutte le energie. In più se riconosci diavere delle lacune non ne parliamo.

    grazie per l’attenzione, parlarne mi fa stare meglio

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