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La mia prima festa del papà la ricorderò per tutta la vita

di kekkoufo5

Anche quest’anno è tempo di festa, festa del papà. Io, prossimo quarantenne, condannato alla sterilità ma prontamente miracolato, scopro dieci giorni fa di essere padre per la prima volta. Per carità, non me l’aspettavo, nessuno se l’aspettava, ed infatti, non essendo sposato, né convivente, le mie prime ventiquattrore dal ricevimento della notizie le ho trascorse nello spavento e nel dubbio. Una sorta di smarrimento generale. Penso comunque che si sia trattato di un momento di debolezza quantomeno umano. Oggi, purtroppo, la mia compagna – coetanea, coraggiosa, convinta e determinata – ha interrotto la gravidanza volontariamente. Io questa vita la desideravo. Non so cosa ci accadrà adesso ma so soltanto che questa mia prima festa da papà (e forse pure l’ultima) me la ricorderò per tutta la vita.

Questo video mi fa solo piangere: http://www.youtube.com/watch?v=PzhMFkBymK4

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Categorie: - Me stesso

30 commenti

  • 1
    VeramenteDisperatissima -

    perché ha deciso di interromperla?
    Quanto è durato il tuo “stordimento”?

    Ti sono vicina. Credo che certe decisioni, subite, essendo tu un uomo, siano difficili da accettare e portino sempre dei rimpianti. E’ una cosa bella che tu abbia sentito la voglia di festeggiarti, nel giorno dedicato (commercialmente, vabbè) ai papà. Fossi in te lo direi alla ragazza in questione, e non sarei troppo rassegnata a non avere figli.

  • 2
    gianni1089 -

    Posso solo dire che: mi dispiace. Mi sono trovato nella tua stessa situazione ma in un età molto diversa. Mi dispiace che lei abbia preso questa decisione…

  • 3
    silvana_1980 -

    cavolo, è proprio vero che chi c’ha il pane non ha denti :-((
    coraggio, alla fin fine se lo avesse tenuto l’avrebbe tirato su male. Non era la donna per te.
    E questo mi conferma che l’argomento figli bisogna appurarlo bene quando ci si mette con qualcuno…

  • 4
    emisquiz -

    Ciao kekkoufo5,
    credo che purtroppo tu abbia vissuto sino ad ora la tua vita nell’egoismo: sei arrivato alla tua età senza sposarti, senza assumerti la responsabilità di una famiglia ma godendoti ovviamente tutte le tue libertà.
    Alla tua età la notizia di diventare padre ti ha gettato nel panico, nemmeno fossi un quattordicenne. Tu parli di “smarrimento generale” ma conoscendo voi uomini io credo che tu abbia accusato la donna con la quale hai avuto il rapporto (probabilmente occasionale) di chissà quali turpi finalità quando sapevi benissimo chi dei due è nelle condizioni di mettere incinta una donna.
    Nel momento più delicato della vita di una donna, lei si è sentita sola di fronte alla responsabilità di mettere al mondo e crescere un figlio senza un padre o con un padre immaturo e poco convinto.
    Lei ha così interrotto la gravidanza, e ne porterà i segni psicologici per il resto della vita.
    Adesso però non dire che questa vita la desideravi, gettando sulla tua compagna tutta la responsabilità. Alla tua età un figlio si deve fare con cognizione di causa e non può “capitare”.
    Questa per te non è una festa del papà. Non puoi definirti papà mettendoti sullo stesso piano di chi ha amato una donna fino a promettergli fedeltà per la vita, di chi si è assunto la responsabilità di concepire e crescere dei figli, di chi ha accolto con gioia, stupore ed entusiasmo l’arrivo di una nuova vita.
    Sii uomo, non cercare alibi. Non raccontarti che sei un tipo romantico e amorevole perchè se lo fossi davvero non avresti lasciato il tuo primo amore adolescenziale.
    Se proprio vuoi essere padre comincia a sposarti e a discutere con la tua compagna l’eventualità di avere un figlio. Perchè una donna e un figlio non possono essere il prolungamento del tuo ego.

  • 5
    Coldplay -

    Mi dispiace.Ti sono vicino.

  • 6
    Clarabella -

    Coraggio, andrà meglio la prossima volta, questo vuol dire che non era la donna adatta a costuire qualcosa insieme. Non rammaricati, pensa che se vorrai potrai essere un padre adottivo per tutti quei bambini che sono stati abbandonati perchè non desiderati.Ricordati che nella vita non bisogna mai arrendersi.

  • 7
    VeramenteDisperatissima -

    @emisquiz. Mi hai fatto leggere una risposta alternativa, molto interessante, e devo dire che, passato il momento di solidarietà, mi sento di condiverla. Anche se per adesso non sappiamo come siano andate le cose.

  • 8
    kekkoufo5 -

    Grazie a tutti per la risposta.

    Per Emisquiz e Veramentedisperatissima.

    Il nostro non è stato un rapporto occasionale. Stiamo insieme da tre anni e 2 mesi. Io vivo da solo e lei con la mamma. Non credo proprio di essermi defilato in nessun senso dalle mie responsabilità. Abbiamo lavori sicuri e proprietà. Lei non è molto convinta del nostro legame e non sente l’istinto materno. Nessuno scarica colpe. Io sono stato stordito per 24 ore ma poi ho subito capito di essere pronto per un’avventura del genere.

    Molto probabilmente ci lasceremo perchè sono io che trovo assurdo rifare il tutto con la volontà. Certe cose possono anche capitare, esiste l’imprevisto, ma alla nostra età questi eventi sono sempre graditi. Io volevo essere padre da almeno 4 anni.

    E’ andata così, del resto, per quanto concerne il nostro fidanzamento, io mi sono sempre messo in discussione mentre lei NO.

    Grazie e tutti!

  • 9
    tina -

    Caro Kekkoufo5, quando ho letto il titolo della tua lettera mi sono sentita felice per te perchè, ricordando alcuni tuoi inerventi passati, sapevo bene quanto desideravi un figlio. Ora posso solo dirti che mi dispiace veramente per te, perchè i figli sono veramente l’unica vera gioia che possiamo assaporare nel nostro viaggio terreno. Tuttavia ti dico anch’io, come altri, non mollare e ti auguro di trovare presto una donna con cui condividere l’amore per la famiglia e per i figli.

  • 10
    VeramenteDisperatissima -

    che strano non volero un figlio perché non si sente “l’istinto materno”.

    Adesso che ci hai spiegato meglio la situazione sembra ancora più complicata…

    curati l’anima, esistono milioni di donne affettuose che forse possono sbloccarti da questa apatia emotiva che leggo qui. Coraggio.

  • 11
    avvocato del diavolo -

    avete 40 anni…avete proprieta…
    tu vivi solo.

    lei no…

    lei non voleva questo figlio…e tu dici che non potevi fisiologicamente averlo…

    mmh…vocina maligna che sorge dentro di me…sicuro fosse tuo ?

  • 12
    kekkoufo5 -

    felicemente ritrovo anche Tina che, gentilissima, ha subito ricollegato il kekko della situazione ad eventi passati vissuti proprio qui (in effetti sono un affezionato del direttore.it).

    Ma diciamo che non ho scritto per lavarmi la coscienza e ne tantomeno per sapere se ho ragione o torto. Io sono certo di essere responsabilmente colpevole quanto la mia fidanzata circa l’accaduto.

    Trovo assurdo interpretare la cosa come punizione. Un figlio è un dono del cielo e, a mio avviso, anche se giunge fuori programma in una coppia instabile, va tenuto con amore.

    Il problema del non volere il figlio (e penso sia questo il punto) sta ad indicare una serie di lacune soggettive che – a 40 anni – o te le curi………….o te le curi.

    La paura di perdere la libertà, la paura di perdere forse un lavoro, fosse anche la paura di perdere il compagno per strada, l’istinto materno che manca, il non volersi mettere in discussione nemmeno difronte all’arrivo di un pargolo, sono tutte scuse per non affrontare la vita e le sue difficoltà del quotidiano. Sarebbe invece saggio ed auspigabile accettare, colmare ed imparare a gestire le proprie lacune.

    Nessuno nasce imparato, nessuno sa fare il genitore, ma dare un calcio ad un vita “in età adulta” potrebbe rivelarsi un punto di non ritorno.

    Per questo io ho paura.

    Ergo: mai sfidare in questo modo il Padreterno!

  • 13
    kekkoufo5 -

    Per avvocato del diavolo: SI

  • 14
    emisquiz -

    Caro Kekkofu,
    purtroppo essendo un uomo non potrai mai capire nè provare cosa vuol dire avere qualcosa di vivo che ti cresce dentro. La maternità può essere vissuta con accettazione e gioia ma anche con timore e paure irrazionali.
    Entrano in gioco tantissimi fattori psicologici che vanno oltre quelli che tu indichi ed interpreti come immaturità ed egoismo. Motivi che hanno a che fare sia con il vissuto infantile di una persona che con il suo percepirsi “al sicuro e protetta”. E a quanto mi dici lei non era molto sicura del vostro legame che, ti parrà strano, è un fattore determinante nella scelta di affrontare o meno una gravidanza perfino in molti animali.
    Mi sembra che rimproveri alla tua compagna il suo essere moderna, il suo anteporre le sue necessità di persona al moralismo comune. Eppure siamo nel 2009 e non basta mettere incinta una manager per vederla trasformarsi nella casalinga perfetta e servizievole dei film anni 50.
    Siamo in Paese libero che prevede la libertà per una donna di interrompere una gravidanza percepita come indesiderata. Motivo per cui, anche alla luce delle tecniche anticoncezionali che sono alla portata di tutti, perfino degli adolescenti, è buona norma concepire un essere umano con la volontà prima che con il caso. Per il bene di un rapporto ma soprattutto per il bene del bambino.
    Credimi, l’istinto materno si manifesta in molti modi: anche nell’evitare ad un figlio di nascere in un ambiente ostile.
    Quanto al discorso religioso, mi sembra davvero fuori luogo. Prima di tutto il sesso prima del matrimonio dove lo metti? E, in seconda analisi, Gesù una volta ha detto saggiamente: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

  • 15
    kekkoufo5 -

    Gentile emisquiz,

    anche i tuoi pensieri sono per me preziosi spunti di riflessione….

    il punto è che – religione o non religione, scienza o non scienza – nel momento in cui ACCADE una cosa del genere non bisogna andare contronatura.

    Se è successo, questa vita la devi portare avanti e non sussiste una benchè minima ragione per cui si debba da adulti decidere un IVG.

    Non mi interessano le fisime femminili. La donna è solo un involucro della gravidanza rispetto al maschio mentre siamo pari per il concepimento.

    Conosco donne che si sono trovate in situazioni molto più terribili tra cui una mia amica che a 37 anni ha dato alla luce una meravigliosa bimba sapendo che il padre è scappato e si è dissolto nel nulla appena ricevuta la notizia (uomo di 40 anni).

    Assumersi le proprie responsabilità vuol dire promuovere la cultura della vita e andare avanti anche sapendo che sussistono delle difficoltà di partenza. Nel nostro caso nessuno sarebbe fuggito ma sarebbe stato opportuno rivedere alcuni modus operandi della nostra coppia cosa che DA SOLI non si può fare.

    Mi dispiace ma è un atteggiamento femminile che non condivido e putroppo ne conosco di casi in cui la donna resta sempre e sola nonchè unica protagonista di gravidanze anche avvenute in contesti matrimoniali felici dove alla fine il povero uomo di turno è rimasto UN OPTIONAL troppo spesso dimenticato ed emarginato.

    Questo spiega alcuni divorzi!

  • 16
    emisquiz -

    Caro Kekkofu,
    voglio ricopiare qui una frase che hai scritto di cui forse non ti sei nemmeno reso conto: “La donna è solo un involucro della gravidanza rispetto al maschio”. La donna è molto altro.
    Quelle di cui ti ho parlato sono molto più che fisime. E non importa che tu conosca “casi” in cui il padre è scappato: non tutte hanno la vocazione delle martiri. E poi bisogna vedere come crescono questi figli.
    La “cultura della vita” di cui tu parli è la cultura che permette agli africani di generare figli in qualunque condizione che poi sono destinati a morire per il 90% prima del quinto anno di vita. Io la chiamerei “cultura della morte” e “cultura dell’infelicità”.
    Assumersi le proprie responsabilità vuol dire invece innanzitutto sposarsi perchè il MATRImonio è l’unica istituzione in grado di tutelare una madre e un bambino (e nemmeno poi tanto, nel mondo moderno) e solo secondariamente decidere di mettere al mondo un figlio di comune accordo. Perchè non siamo animali che si accoppiano in mezzo alla foresta.
    Mi dispiace ma l’uomo non può avere alcuna autorità nel decidere ciò che deve o non deve avvenire all’interno del corpo di un’altra persona (che non è solo un involucro ma un essere pensante). E nessuno può decidere ciò che un’altra persona DEVE fare o non fare.
    Non puoi avere voce in capitolo perchè semplicemente, fisiologicamente non sei in grado di rimanere incinto quindi non puoi assolutamente capire, nemmeno lontanamente, di cosa si tratti.
    L’uomo oggi si sente privato del potere che ha detenuto per secoli e vorrebbe riappropriarsi di questo potere infrangendo anche l’ultima barriera: quella del corpo femminile.
    Invece l’unico modo con cui un uomo può veramente partecipare alla vita familiare è abbandonare l’atteggiamento autoritario e cominciare a considerare la donna come soggetto pensante con dei diritti ben precisi. Dal rispetto e dalla parità nasce il dialogo che porta a costruire una famiglia vera e non una famiglia allargata che di “allargata” ha tanto ma di “famiglia” molto poco.
    In ogni caso, visto che consideri la tua donna una “involucro della gravidanza” che ha “fisime” anzichè pensieri e che ha “doveri” anzichè “diritti” non mi stupisce che lei non abbia voluto intrappolarsi in una relazione che ha tutti i presupposti per generare solo infelicità.
    Lo dimostra il fatto che tu abbia preferito esporre qui la tua donna al pubblico ludibrio (cosa che sarebbe giusta causa per un divorzio se foste sposati) piuttosto che intraprendere un dialogo paritario con un essere che consideri inferiore.
    Mi dispiace Kekkofu ma quarant’anni forse sono un po’ troppi per avere un figlio, non solo per l’alta probabilità di generare un figlio handicappato (50%) ma soprattutto perchè spesso a quall’età ci si è ormai fossilizzati su di un atteggiamento egoistico che è totalmente incompatibile con la vita familiare.
    Mi dispiace per te. In ogni caso indietro non si torna.

  • 17
    kekkoufo5 -

    Signori, ancora grazie mille per il vostro interessamento.

    Metterò io fine a questa relazione e lo farò presto.

    Auguri a tutti

    naturalmente anche a te Emi!

    Ciao

  • 18
    tina -

    […]Mi dispiace ma l’uomo non può avere alcuna autorità nel decidere ciò che deve o non deve avvenire all’interno del corpo di un’altra persona (che non è solo un involucro ma un essere pensante). E nessuno può decidere ciò che un’altra persona DEVE fare o non fare.[…]
    Sono assolutamente d’accordo.
    E questo vale anche anche e soprattutto per il bambino che è stato concepito e poi ammazzato. Senza aver chiesto niente di tutto questo. La vita è un dono e merita rispetto, in qualunque circostanza.
    Assumersi delle responsabilità non vuol dire sposarsi e pianificare una famiglia. Magari sposarsi per costruire una famiglia può significare essere persone responsabili. Ma lo è altrettanto chi, pur non avendolo progammato, riceve in dono un figlio e riconosce, fin dal suo concepimento, che si tratta di una vita da rispettare. In questo senso è vero che la donna è l’involucro della gravidanza. Il figlio non è una cosa sua. Il figlio è una persona. La donna ha semplicemente l’onore e la gioia immensa di custodire per nove mesi un’altra vita. Mi dispiace ma, con tutta la buona volontà e la larghezza di vedute, non esiste nessun motivo valido per cui si può decidere di spegnere una vita.
    Evitare ad un figlio di nascere non è la stessa cosa di porre fine alla sua vita dopo che vive già nel tuo grembo.
    Nessuno può sapere a priori se sarà o meno un buon genitore. E tanti ragazzi sono “bravi ragazzi” nonostante abbiano pessimi genitori. Le paure, i timori possono essere comprensibili ma non giustificano una scelta del genere. C’è gente che difronte alla nascita di un figlio scappa e altra alla quale un figlio cambia completamente la vita in meglio. E quindi?
    Sono tutti discorsi che lasciano il tempo che trovano.
    Il punto è quello iniziale: nessuno ha il diritto di disporre della vita altrui.

  • 19
    kekkoufo5 -

    Appunto…..

    diciamolo anche ad Emi

  • 20
    emisquiz -

    Qui non stiamo parlando di un bambino ma di un agglomerato di poche cellule al quale la scienza non riconosce alcuna facoltà di pensiero indipendente. Se vuoi considerare questa una vita allora ogni volta che un uomo si masturba dovrebbe innalzare una lapide sul genocidio appena compiuto.
    E il sesso orale cosa sarebbe, cannibalismo?
    Vorrebbe dire entrare nella fanta-scienza e nella fanta-religione e in tutti gli estremismi che si basano sulle imposizioni e sulle ideologie assolutiste.
    Io dico solamente che la legge prevede il diritto per una donna di abortire (cosa che comunque si è sempre fatta in un modo o nell’altro) e che questa donna ha esercitato questo suo diritto.
    Tu Tina sei libera di crescere amorevolmente un figlio che non desideri. Ma non puoi entrare nel merito della libera scelta di un’altra persona.
    Io dico solo che un uomo, sè è tanto religioso, potrebbe sposarsi vergine e poi fare sesso solamente in funzione del concepimento, come previsto da tante religioni, evitando di “disperdere il seme”.
    E’ comodo essere religiosi solo quando è una buona scusa per non prendersi la propria parte di responsabilità dell’accaduto. Perchè se la vita è tanto importante bisogna evitare di concepire a casaccio con la prima che capita e che non ha chiaramente intenzione di diventare madre. Perchè l’epilogo in tal caso è prevedibile.
    Le cronache sono piene di donne che hanno tenuto contro la propria volontà dei bambini, salvo poi affogarli nella vasca da bagno alla prima occasione. Le imposizioni generano solo sofferenza e nel 2009 abbiamo tutti gli strumenti utili per evitare queste situazioni.
    Perchè non sposi una filippina Kekkofu? Dicono siano molto obbedienti. Sarà che l’alternativa è il marciapiede…
    Bacini.

  • 21
    tina -

    Quello che ti rende positivo il test di gravidanza, cara Emisquiz, non è il seme di un uomo! E’ la presenza di un bambino. E sì, perchè dopo nove mesi, senza che NESSUNO aggiunga NESSUN altro ingrediente, quello che viene fuori è un bambino. Lo spazio temporale è irrilevante per dare un’identità di essere umano al concepito. Si tratta di una vita fin dal primo istante. Che c’entra il seme? Sul paragonare la masturbazione all’aborto poi non è nemmeno il caso di commentare.
    Io, comunque, non parlo per “imporre”, quanto piuttosto per “sensibilizzare” (e lo dico in generale, non perchè mi sia sentita accusata da te). Ho tre bambini e mi sento quasi in dovere di esprimere la mia opinione in proposito, non per giudicare, assolutamente. Ma poprio perchè molte donne che hanno abortito darebbero l’anima per tornare indietro.
    Quando guardo i miei figli e penso che se non fossi stata convinta di quello che affermo potrei non averli tutti e tre, mi vengono i brividi. Ciascuno di loro era esattamente quello che tu hai definito un ammasso di cellule. Mi dici tu quando questo ammasso si è trasformato nei miei meravigliosi bimbi? Quando lo stabilisce la legge? Non puoi dirmi che il giorno prima dello scadere del termine legale per l’aborto i bambini erano il nulla e il giorno dopo si sono trasformati in bambini e quindi scatta la tutela legale. Siamo nel 2009. E siamo abbastanza intelligenti e acculturati per smetterla di prenderci in giro e far passare per la conquista di una tanto decantata “libertà” quello che secondo me è puro egoismo. Il discorso religioso poi è assolutamente irrilevante, è una questione di coscienza e di rispetto per la vita altrui.
    E, per evitare di apparire una persona che giudica, cosa che non sono assolutamente, voglio sottolineare che parlo non per accusare la mancata mamma, ma solo ed esclusivamente per amore del bambino.

  • 22
    kekkoufo5 -

    >Perchè non sposi una filippina Kekkofu? Dicono siano molto >obbedienti. Sarà che l’alternativa è il marciapiede…
    >Bacini.

    Questo tuo modo di esprimerti francamente non lo capisco. Mi dai l’impressione di essere un po’ arrabbiata con l’uomo e nello stesso tempo di essere una femminista dalle strette vedute.

    Quelo che hai scritto nel tuo ultimo passaggio lo trovo molto discutibile.

    In ogni caso penso che la cosa possa essere discussa su altri piani. I casi non sono sempre tutti uguali.

    K

  • 23
    kekkoufo5 -

    Mah…..

    cara emisquiz, avere 35 anni ed essere un avvocato o forse un medico potrebbe dire molto sul tuo modo di approcciare le discussioni.

    Ma forse vai a vedere che sarà l’aria di Brescia.

    Un saluto (ciao Emanuela)

    K

  • 24
    Luna -

    Tina e gli altri: non sono contro la legge sull’aborto. Ma nella posizione di chi crede che l’aborto sia una scelta talmente estrema, che nessuno possa prenderla alla leggera. Non sono contro la legge sull’aborto perché non riesco a pensare all’aborto come ad un metodo anticoncezionale, nè come ad una scelta di comodo, che possa essere serena per nessuna donna al mondo.
    Parto dal presupposto che se una donna abortisce, poiché questo dolore, come diceva qualcuno, la accompagnerà effettivamente, è molto probabile, per tutta la vita (così è per chi conosco che ha fatto questa scelta) qualcosa deve essere scattato in quella donna, a monte.
    Si spera che non sia scattato un qualcosa che, passata l’angoscia di un primo momento, sarebbe stato risolvibile. Ma non mi sento assolutamente di giudicare chi compie una scelta di quel tipo.
    (Per inciso, per me stessa, non riesco a concepire il concetto di aborto).
    Detto ciò non mi sento neanche, però, di giudicare un uomo che dice di piangere perché non ha potuto decidere di diventare padre.
    Il discorso sull’involucro mi ha fatto impressione, al momento, K.
    Mi ha fatto impressione perché non sono madre, ma penso che il legame che si crea tra il figlio e la madre in quei nove mesi sia, anche dal punto di vista fisiologico, speciale.
    Ma mi sono chiesta anche cosa proverei se, per il fatto che non fossi io a tenere effettivamente mio figlio nella pancia, se fossi un uomo intendo, cosa proverei se il fatto di non portarlo fisicamente in grembo mi avesse fatto stare fuori da una decisione come questa.
    Non so nulla di voi due, non so perché siate arrivati a questo punto, e quindi, ripeto, non me la sento, assolutamente, di giudicare una cosa così personale che riguarda altre persone.
    Posso dire però che penso anche che il legame tra madre e figlio sia speciale, così come è speciale il legame che si crea tra il padre e il figlio che egli desidera, attende, abbraccia e cresce.
    Così come credo che una madre adottiva crei con suo figlio un legame speciale.
    Sono specialità diverse, non una più forte dell’altra. E, peraltro, conosco anche coppie in cui l’istinto paterno del maschio supera l’istinto materno della madre, in termini di attaccamento e dedizione.
    Anche perché, immagino, non essendo genitore, che genitori non si nasce, ma si diventa. Imparando giorno dopo giorno. E che ogni genitore è anche un uomo e una donna, prima di tutto. Un uomo e una donna che sono, a monte, più o meno risolti.

    Quello che posso dire è che ho visto aspiranti padri letteralmente devastati dal fatto di aver perso un figlio durante i primi mesi di gravidanza, per aborto spontaneo.
    Soffrire in maniera diversa da come soffrivano le donne che li avevano persi, e sentiti, attraverso una serie di sensazioni, ma non per questo soffrire con minore intensità.
    Tuttavia trovo abbastanza assurdi dei discorsi generici che riguardino tutti gli uomini e tutte le donne, rispetto a questi temi. Nel senso che parliamo di individui, comunque.

  • 25
    Luna -

    Li trovo assurdi nel senso che non la metterei sul maschilismo, il femminismo, ma parlerei semmai di sensibilità e di individui, indipendentemente dal sesso, che compiono delle scelte rispetto ad un tema così importante come questo e lo vivono. E vivono anche le conseguenze delle loro scelte e delle scelte di un altro.

    Peraltro non comprendo onestamente perché, in seno a questa lettera, si sia giunti a fare delle osservazioni razziste:
    @perchè non sposi una filippina Kekkofu? Dicono siano molto >obbedienti. Sarà che l’alternativa è il marciapiede…

    e allo stesso tempo mi sento anche di dire, è la mia opinione, che siamo tutti d’accordo che a 20 anni si è più fertili e teoricamente i rischi di problemi in gravidanza o che riguardano il feto sono minori, ma che non penso che sia solo per una questione di egoismo che le persone possano concepire un figlio più avanti negli anni.
    E che non è scritto da nessuna parte che persone di 40 anni abbiano un atteggiamento di egoismo fossilizzato totalmente incompatibile con la vita famigliare!
    A volte sono anche i percorsi di vita che portano, chi avrebbe fatto un figlio prima, a farlo dopo. A volte c’è chi ha cercato per anni un figlio, senza riuscire a concepirlo, magari per un problema del coniuge, e non proprio. O perché concepire un figlio non è così facile.
    A volte c’è chi è consapevole che sarebbe stato un peggiore genitore a 20 anni che a 30 o a 40, magari perché più irrisolto. O solo, pur desiderando mettere su famiglia, o consapevole che nella sua relazione non c’erano i presupposti per dare serenità ad un figlio. O perché si amava qualcuno che non era pronto.
    O semplicemente privo di una spinta naturale, in quel momento, a cercare la maternità o la paternità.
    Cosa che, francamente, a me sembra fondamentale.
    Perché i figli non si fanno perché è giusto farli per dimostrare di essere più adulti, più responsabili, meno egoisti, più pronti al sacrificio. Così come non ci si può sposare per questi presupposti.
    Ci sono purtroppo molti genitori egoisti, e molti matrimoni contratti con tutti gli schemi del mondo, da persone che hanno fatto tutte le tappe che in teoria dimostrano grande senso di reponsabilità, ma che sono falliti comunque.

    K, tornando alla tua lettera, per quanto riguarda la tua relazione potete sapere solo voi cosa farne.
    Per quanto riguarda ciò per cui hai scritto, ripeto che non mi sento assolutamente di giudicare la tua donna, ma per ciò che concerne le tue sensazioni mi dispiace molto che tu ti senta così.

    Ciao a tutti 🙂

  • 26
    kekkoufo5 -

    Grazie anche a luna.

    Mi sento solo di chiarire un concetto credo male interpretato.

    La donna è solo un involucro.

    Con questa frase intendo dire che – anche se la natura ha previsto che la gestazione dei 9 mesi sia solo donna – questo NON VUOLE SIGNIFICARE che vi sia una differenza di importanza tra uomo e donna rispetto al concepimento.

    Siamo importanti al 50% tutti e due ragion per cui se la donna decide di abortire e l’uomo no ….. inevitabilmente si spacca qualcosa perchè la donna decide anche per l’uomo.

    Questo è possibile perchè la legge lo consente ma secondo la natura l’uomo e la donna hanno la stessa importanza.

    La mia ragazza ha abortiro contro la mia volontà. Mi basta questo (legge o non legge) per sentirmi messo in disparte e molto probabilmente ciò è sufficiente a rompere definitivamente tale unione sentimentale.

    PUNto

  • 27
    emisquiz -

    Caro Kekkofu,
    non so come fai a sapere che ho 35 anni e sono di Brescia. Comunque la mia battuta sulla filippina era una provocazione. Voi uomini oggi soffrite di un gran bisogno di considerazione che cercate in modo sbagliato. E il più delle volte finite per sposare straniere proprio per sentirvi importanti.
    Voglio dire, davvero credi che la donna nella gravidanza abbia solamente un ruolo di “involucro”? Davvero credi si tratti solo di contenere un organismo per nove mesi? La gravidanza è molto, molto di più! E’ un processo che coinvolge il sistema ormonale, psichico, mentale, spirituale.
    Proprio per questo è un gioco che non si può imporre a nessuno perchè ciascuno di questi ambiti è un ecosistema fragile.
    Credi davvero che la legge ti privi di qualche diritto? E il diritto di usare il preservativo dove lo metti? E il diritto di fare sesso con giudizio con una persona che condivide la tua scelta di essere padre dove lo metti?
    Purtroppo la cultura italiana è una cultura ancora molto maschilista che incolpa la donna di qualunque cosa, perfino di essere una persona e di pensare (tanto è vero che le preoccupazioni della tua donna le hai definite “fisime” invece di ascoltarle).
    Una donna incinta ha tanto, tanto bisogno di essere ascoltata. Una donna incinta è un essere fragile. E una donna che ha abortito è ancora più fragile. Tu non hai saputo essere di supporto nè prima nè dopo, allora io dico, su cosa si sarebbe dovuta fondare la vostra famiglia?
    Hai ragione: ho conoscenze mediche e conoscenze legali. Per questo motivo non posso considerare “vita umana” un’embrione di poche cellule.
    Il tuo 50% di potere decisionale lo puoi applicare nel momento in cui decidi di praticare una sessualità consapevole, di concepire un figlio con coscienza e nel pieno rispetto della volontà di quella persona che, volente o dolente, deve rinunciare a molte più cose di te per tenere il bambino.
    Mi dispiace che tu colga quest’opportunità per umiliare la tua donna che non lo merita, se non altro per quello che ha passato dal punto di vista psicologico (che nessun uomo potrà mai capire). In fondo usare un preservativo ti sarebbe costato tanto poco…
    Avresti potuto cogliere quest’occasione per rivedere i termini di questa tua relazione, per offrire alla tua compagna maggiore comprensione e maggiore sicurezza emotiva (il matrimonio aiuta ad affrontare la gravidanza in modo più “spensierato”). Invece ti preoccupi solo di te stesso e di quello che senti tu.
    Ti senti messo da parte. Lei abortendo ha messo da parte tutto il suo essere donna. Ma puoi ancora imparare ad ascoltare le sue “fisime” e a cercare di capirle. Fondamentalmente una donna incinta è un animale in cerca di una tana, un luogo sicuro per crescere suo figlio. Se questo rifugio (anche spirituale) non c’è la gravidanza in un modo o nell’altro viene interrotta, anche per un aborto spontaneo.
    Quel che è stato è stato. Ma puoi mettere da parte l’orgoglio e guardare anche attraverso i suoi occhi. Bacini.

  • 28
    kekkoufo5 -

    Grazie, a prescindere dalle divergenze di pensiero.

    A questo punto non mi rimane che correre in libreria per acquistare il libro di ORIANA FALLACI – LETTERA A UN BIMBO MAI NATO.

    Naturalmente in dupice copia 🙂

  • 29
    emisquiz -

    Buona idea ma fossi in te cambierei titolo. Quello l’ho letto a 10 anni e già allora l’ho trovato di una banalità disarmante infarcita di luoghi comuni. Non sembra nemmeno scritto dalla stessa stessa Fallacci di “Un uomo” e di “Insciallah” ma piuttosto da Susanna Tamaro di “Va dove ti porta il cuore”.
    Ogni autore ha il suo flop di cento pagine. E quello di Oriana Fallacci si intitola “Lettera a un bambino mai nato”. Sempre che lo pubblichino ancora, sono soldi buttati. Meglio una pizza. 😉

  • 30
    kekkoufo5 -

    Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. Esistevi. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qua, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io amo Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato. Mi sono sempre posta l’atroce domanda: e se nascere non ti piacesse? E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando “Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perché mi ci hai messo, perché?”. La vita è una tale fatica, bambino. È una guerra che si ripete ogni giorno, e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele. Come faccio a sapere che non sarebbe giusto buttarti via come faccio a intuire che non vuoi essere restituito al silenzio? Non puoi mica parlarmi. La tua goccia di vita è soltanto un nodo di cellule appena iniziate. Forse non è nemmeno vita ma possibilità di vita. Eppure darei tanto perché tu potessi aiutarmi con un cenno, un indizio. La mia mamma sostiene che gliel’ho detto, che per questo mi mise al mondo. La mia mamma, vedi, non mi voleva. Ero incominciata per sbaglio, in un attimo di altrui distrazione. E perché non nascessi ogni sera scioglieva nell’acqua una medicina. Poi la beveva, piangendo. La bevve fino alla sera in cui mi mossi, dentro al suo ventre, e le tirai un calcio per dirle di non buttarmi via. Lei stava portando il bicchiere alle labbra. Subito lo allontanò e ne rovesciò il contenuto per terra. Qualche mese dopo mi rotolavo vittoriosa nel sole, e se ciò sia stato bene o male non so. Quando sono felice penso che sia stato bene, quando sono infelice, penso che sia stato male. Però, anche quando sono infelice, penso che mi dispiacerebbe non essere nata perché nulla è peggiore del nulla.

    Amici di questo post: io e la mia compagna ci siamo lasciati definitivamente!

    Un caro abbraccio a tutti
    Kekko

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