Completo fallimento personale
Ho 31 anni, sono il gestore e proprietario di un disco/pub, nel frattempo mi sono laureato qualche anno fa “a tempo perso” per avere eventualmente una seconda chance ( pensavo ) ma a causa del lavoro che mi occupava gran parte del tempo ho trascurato lo studio ottenendo una valutazione piuttosto bassa.
Fino al 2006 riuscivo a portare a casa uno stipendio al netto dignitoso ma non mi sentivo soddisfatto perchè pur lavorando in media 10 ore al giorno sabati e domeniche inclusi non riuscivo ad andare oltre i 1000-1100€ al mese.
A fine 2006 ho preso la decisione di ampliare l’ attività trasformandola da piccolo bar/paninoteca aperto dalle 6.30 alle 20 in un disco/pub, con lo scopo di attirare una clientela più giovane e incrementare gli incassi.
Per fare ciò ho utilizzato la liquidazione di mia madre, oltre a un prestito infruttifero da parte di mio padre e un mutuo con la banca di 60000€ oltre ad assumere altri due dipendenti che si alternavano part time, beneficiando inoltre di una legge provinciale che permetteva di accedere a sostanziosi contributi.
Ho acquistato un ex rimessa posta nelle adiacenze e ho rinnovato completamente l’ arredamento e l’ attrezzatura.
All’ inizio le cose andavano benino, e il fatto di dar lavoro a due persone mi rendeva estremamente orgoglioso. Verso la fine dello stesso anno però mia madre si ammalò gravemente e fu una grossa mazzata dal punto di vista psicologico, anche perchè non poteva più aiutarmi nell’ attività come faceva abitualmente nella fascia mattutina.
Lei in famiglia fungeva anche come “freno”, con il suo stile di vita sobrio e il suo esempio encomiabile, infatti oltre al suo lavoro e alla famiglia aiutava al bar tutte le mattine.
Mi trovai costretto ad assumere un altro dipendente, e iniziò un periodo di fortissimo stress per il sommarsi delle accresciute responsabilità sul lavoro e il continuo via vai per i ricoveri ospedalieri di mia madre.
A metà 2008 mia madre morì lasciando un vuoto incolmabile, ma paradossalmente dopo le prime settimane parte dell’ enorme stress accumulato per la sua lunga malattia iniziò a svanire ed iniziò un periodo relativamente tranquillo che si protrasse fino alla fine del 2009, in cui avviai anche una relazione importante con una ragazza 9 anni più giovane di me che conoscevo già da tempo.
Purtroppo iniziai a condurre una sorta di doppia vita, perchè da un lato mi accorsi che avevo investito nel momento sbagliato e avevo tantissime spese, e dall’ altro l’ orgoglio non mi permetteva di ammettere a me stesso che in realtà avevo sbagliato, e al contrario iniziai ad avere uno stile di vita molto più dispendioso di prima anche per fare “il brillante” con la nuova ragazza.
Nel frattempo vedevo i miei coetanei sposarsi, costruirsi una posizione, e provavo un malcelato senso di invidia nei loro confronti perchè sapevo che anche se dall’ esterno potevo sembrare una persona abbastanza realizzata che ce la stava facendo da solo, sapevo che in realtà stavo “barando”, perchè di fatto dal 2007 non ho fatto altro che accumulare debiti.
Nel 2010 la situazione finanziaria iniziò a diventare insostenibile, e iniziai ad accusare i primi segni di malessere psicofisico con attacchi di panico durante la notte.
Spiegai la situazione a mio padre che si dimostrò comprensivo, e ci trovammo d’accordo sul fatto di proseguire ancora fino alla fine dell’ anno e fare il punto della situazione.
Anche la mia ragazza sulle prime si dimostrò comprensiva, ma iniziò anche a causa della sua famiglia a sviluppare il complesso di “quella che si è presa su un fallito”, perchè sicuramente allo stato attuale non potevo essere considerato una persona che dava grandi garanzie per il futuro.
Lei invece era ancora molto giovane e poteva aspirare certamente a qualcosa di meglio.
Fatto sta che la situazione iniziò a deteriorarsi finchè proprio alle porte della stagione estiva decise di lasciarmi, dopo che aveva promesso di aiutarmi e le avevo già preparato tutti i documenti per assumerla regolarmente.
Iniziò un periodo in cui non c’ ero proprio più con la testa, il pensiero che mi aveva lasciato perchè ero un fallito ebbe un effetto dirompente sulla mia psiche già provata.
Per dimostrarle il contrario feci costruire un palco esterno nel piazzale antistante al locale, con chiosco delle bevande esterno e mi rivolsi a un’ agenzia di spettacoli e amici musicisti per avere ogni fine settimana qualche evento di richiamo.
Il risultato fu l’ ennesima “finzione”, e un disastro economico.
Gli incassi effettivamente raddoppiarono ma le spese tri-quadruplicarono, perchè le serate meno fortunate tra service, artisti, agenzia e aiutanti si mangiavano con gli interessi i guadagni di quelle buone.
Inoltre come chi è del mestiere sa le serate cosiddette buone erano comunque un terno al lotto, perchè tra Guardia di Finanza,SIAE,polizia amministrativa e imprevisti vari non si sa mai come può andare a finire: in due occasioni gli spettacoli vennero sospesi, anche se avevo tutti i permessi a posto, mentre proprio in una delle ultime serate su imbeccata di un concorrente venne a farmi visita la GdF che mi fece un verbale da paura perchè trovò due ragazze senza regolare contratto e una gestione contabile un po’ “allegra”riguardo agli ultimi due mesi.
Inoltre in un’ altra visita la Polizia Amministrativa rilevò la mancata presentazione richiesta occupazione suolo pubblico e altre irregolarità, e il tutto portò alla chiusura del locale per un mese con relativo sputtanamento anche a mezzo stampa.
D’ altra parte come ho detto stavo attraversando un periodo in cui non c’ ero molto con la testa, ma questa ulteriore mazzata mi fece precipitare in uno stadio ancora peggiore.
Il mio orgoglio mi impedisce di cercare aiuto, nemmeno presso gli amici che certo non mi sono mai mancati, mi rifugiavo nell’ alcool e nei videopoker per non pensare.
La situazione è distruttiva perchè la banca continua a chiedermi di rientrare almeno sul fido in c/C e ho acceso due prestiti di 50000€ ciascuno presso finanziarie, inoltre dovrei assolutamente almeno cercare di risollevare in parte le sorti del locale perchè chiudere per svariati mesi significherebbe affittare a un canone stracciato in seguito causa perdita di tutta la clientela.
Vendere non posso fino al 2016 dato che avendo usufruito dei contributi provinciali ho il vincolo di inalienabilità per 10 anni.
Il mio dramma personale è iniziato quando in uno dei rari momenti di lucidità mi sono reso conto che la situazione era irrecuperabile e non vedevo nessuna via di uscita, tutto nero.
Praticamente dopo il mese di chiusura coatta ho dovuto lasciare a casa due dei dipendenti regolari che si alternavano durante l’ orario di apertura dell’ esercizio, essendo rimasti solo io e un altro ho dovuto ridurre gli orari ( in pratica ho rinunciato alla fascia mattutina e il locale resta aperto dalle 13 alle 2 ).
Mi resta comunque l’ orgoglio di averli sempre pagati regolarmente in tutti questi anni e di essermi sempre comportato correttamente con loro.
La clientela però si è ridotta ulteriormente perchè io non ci sto più dentro con la testa e la giovialità dei bei tempi con i clienti se n’è andata, insomma ogni giorno è sempre peggio e io sto malissimo anche fisicamente, non riesco a chiudere occhio, sono spesso preda degli attacchi di panico e ho pensato più volte di farla finita da tanto mi è diventato pesante vivere.
Ogni giorno che tengo aperto perdo soldi perchè i clienti sono meno di un tempo e riesco a pagare a stento gli interessi del fido figuriamoci il resto.
Ho fatto un po’ di conti e se riuscissi ad affittare a 2500€ al mese nel giro di 5 anni riuscirei a risollevarmi un po’, ma allo stato attuale nessuno è disposto a pagare una cifra del genere, c’ è crisi e il locale è un po’ “sputtanato”.
Mio padre non mi può aiutare perchè il locale è in pratica la sua eredità, quel poco che aveva da parte me l’ ha dato per i lavori e vive con la sua pensione di 700€ al mese.
Se si potesse vendere ora il valore si aggirerebbe intorno ai 450mila €, tolti i debiti sarebbero circa 250mila che in pratica è il valore che aveva prima di fare tutti i lavori…su di me pesa enormemente questo conto mentale di aver sputtanato tutti i soldi che mi ha dato più la liquidazione di mia madre per niente.
Il dramma nel dramma è che io non so fare niente altro; anche se ho una laurea inutile in pratica ho sempre e solo lavorato nel bar, se mando in giro qualche curriculum mi ridono in faccia.
Il senso di colpa mi sta distruggendo in maniera rovinosa perchè non passa attimo in cui non penso che se in quel dannato giorno del 2006 avessi deciso di accontentarmi dei miei 1000€ “sicuri”, adesso non sarei in questa situazione.
Inoltre a 31 anni ormai penso di aver perso qualsiasi possibilità di avere una vita normale, una famiglia, dei figli.
Qualunque soluzione che esamino mi pare senza via d’ uscita: il confronto con gli altri è impietoso, ormai rimettermi in carreggiata è impossibile.
Ho vissuto altri momenti difficili nella mia vita; a differenza di ora però avevo sempre un appiglio…mi dicevo ecco adesso faccio questo, o provo quest’ altro, adesso invece mi sono accorto definitivamente di non aver più nessuna soluzione possibile.
Quando dico che le ho pensate tutte intendo proprio tutte: purtroppo tra la mia cerchia di amici e parenti più stretti non c’ è nessuno che possa per così dire “prendersi carico di me” ovvero darmi fiducia per 6 mesi-1 anno dato che o lavorano nel pubblico o sono a loro volta dipendenti…se solo intravedessi la possibilità di avere un’ entrata anche piccola ma certa per un po’ di tempo, e nel frattempo riuscissi ad affittare a un canone accettabile, forse qualche nube potrebbe schiarirsi. Ma questa possibilità non c’ è.
Ho paura dei medici perchè avendo fatto per molti anni il ruolo di “confessore” da dietro il banco e avendo visto molte storie assimilabili alla mia so che finirei imbottito di psicofarmaci a condurre un’ esistenza larvale, aiutato dai servizi sociali, che non merita di essere vissuta.
Un anno e mezzo fa ho stipulato un’ assicurazione sulla vita, tra meno di sei mesi sono trascorsi i due anni quindi almeno anche in caso di suicidio mio padre avrà un piccolo sollievo economico, penso sia meglio che vedere un figlio morire ogni giorno.
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Non credo che nel caso di suicidio , l’assicurazione paghi.
Quindi astieniti.
Inoltre se c’hai un’ipoteca la banca la casa se la piglia lo stesso.
Eppoi lasci un padre senza una moglie ed un figlio?
Lotta fino all’ultimo , male che vada , meglio che entrambi ve ne andiate in Costarica che sottoterra!
Sei un ragazzo intelligente ed onesto , valuta la tua situazione con un commercialista .
Vedi quello che è meglio pagare o quello che si potrebbe evitare di pagare subito.
Tutti abbiam momenti difficili . Anch’io non ho piu’ mio padre da 4 anni per un male incurabile. la mia ragazza (Persona che ritenevo speciale e piena di valori) così “innamorata” e pronta per il matrimonia mi lascia dopo quasi 4 anni dall’oggi al domani ,perchè sto incrementando con una seconda attività e pensa che cosi facendo io abbia trascurato le nostre cose ..Bah assurdo ….anzi se faccio due lavori era per avere maggiori sicurezza…Ma intanto ciao!
Anche io ora non navigo nell’oro . Certo mi son riproposto di non avere debiti o mutui , perchè ora le cose cambiano , in bene o in male , dall’oggi al domani e quindi , stessa auto e pochi soldi da spendere in extra!!!…Ma così và…
Ingegnati a far fruttare quel che hai ….anche in piccolo , meglio di niente…
Dallo in gestione..magari il cambio di facciata serve.Se riesci e cerca di trovare un lavoro . Fornaio per es?
Secondo me l’unico errore che hai fatto e’ lo sperpero per fare “lo splendido” con la ragazza.
Per il resto a 32 anni hai pur sempre tirato su in tempi di crisi un’attivita’ che se venduta varrebbe 450.000 euro. Certo con debiti ecc ma comunque ! Io non sono proprietario di un bel nulla !!
Tu hai provato, sono completamente d’accordo con Kid, dai anche a me l’impressione di una persona intelligente ed onesta, esistono le debolezze, ed il fatto di voler dimostrare di farcela anche quando si sta crollando non è certo un reato, tu in quel momento ci credevi e hai cercato continuamente delle soluzioni mettendoti in gioco e rischiando …non è andata benissimo, ma esiste sempre una soluzione e sicuramente hai bisogno della consulenza di qualcuno per cercare comunque di uscirne evitando troppe perdite. Non sarebbe male l’idea di subaffittare il locale ma anche qua non si sa mai con chi incappi, se poi non ti pagano sfrattare qualcuno oggi come oggi è davvero impossibile..
Prima di tutto devi metterti tranquillo, hai vicino un padre che ti rassicura e che ti sta vicino, fino ad oggi hai fatto come credevi tu e va bene adesso ascolta chi ha piu’ esperienza di te e affronta la situazione senza pensare a tutte quelle brutte cose..sii responsabile e non lasciare a tuo padre un ennesimo dolore, esistono situazioni molto peggiori della tua ed anche da queste si può comunque uscire.
Quando ti capiterà di avere nuovamente una persona vicino condividi comunque con lei i tuoi pensieri, se ne varrà davvero la pena resterà lì vicino a te e tutto ti sembrerà più facile d’affrontare, non hai bisogno di inventarti una vita diversa…perché tanto le bugie hanno le gambe corte e prima o poi la verità riemerge ed è questo che allontana le persone, la menzogna, non i problemi..
Arriverà il giorno in cui penserai a questo periodo solo come ad un brutto ricordo lontano..credimi, ho visto succedere queste cose a persone a me vicine..anche peggio e ce l’hanno fatta..
Ti abbraccio..e forza…!!
Caro Alex, ho letto la tua lettera ieri notte, per motivi tecnici non ho potuto risponderti subito e mi è dispiaciuto molto, perché mi sarebbe almeno piaciuto dirti che, questo messaggio nella bottiglia che avevi spedito nell’oceano della rete, era stato trovato. Non cambia la sostanza delle cose, però ci sono persone (e forse lo dico per proiezione mia) che hanno più difficoltà degli altri a concedersi di dire: ho un problema, e chiedere aiuto… non credo c’entri solo l’orgoglio, ma anche il fatto di cercare di non pesare sugli altri e anche il timore di ammettere con se stessi: non ce la faccio, perché sentirselo dire fa paura. E forse allora è anche per questo che la “facciata” è stata così importante per te, così come nasconderti i problemi, non solo perché temevi i giudizi esterni o perché volevi dimostrare qualcosa alla tua ex. Che peraltro non ti ha lasciato perché sei un fallito. Forse ti avrebbe lasciato comunque, ma è successo nel momento sbagliato, forse non aveva la maturità per affrontare delle difficoltà vere perché si aspettava che tu fossi in un certo modo (ma gli esseri umani conoscono anche le difficoltà e anche le difficoltà di gestirle alle volte, no?), però di sicuro adossarti tutte le responsabilità anche in quel caso bene non ti fa, anche se sei dotato di autocritica, che, se non diventa implosiva e non ti fa perdere le risorse tramutandosi in puro senso di colpa, è un pregio, perché ti permette anche di rivedere degli errori in modo costruttivo nel futuro.
Ho letto la tua storia, e innanzitutto vorrei dirti che le analisi che fai, a parte nei momenti in cui l’ansia del labirinto ti fanno un po’ partire per la tangente, sono molto lucide, e quindi la tua lucidità c’è, anche se è altrettanto vero che sei molto stanco, spaventato, e l’angoscia ti attanaglia. Io credo che tu sia stato coraggioso a tentare di fare di più e che i flop possano capitare a chiunque, purtroppo. Soprattutto quando ci sono contingenti che possono complicare le cose, anche contro la nostra volontà e le nostre ottime intenzioni.
Gli attacchi di panico sono un segnale, e tu non hai ascoltato i segnali del tuo istinto e della tua ansia, ho l’impressione, Alex.
Da un lato non hai potuto, perché avevi tanti problemi, lo capisco, dal fatto, cercare di ignorarli e tapparli prendendo decisioni anche dettate dall’ansia ti ha fatto forse incasinare ancora di più.
Capisco, credimi, il concetto vedersi morire ogni giorno e la sensazione di labirinto, per altre ragioni
ma conosco.
Però non è assolutamente vero che tuo padre preferirebbe avere un figlio suicida che vedere un figlio stare male.
Tu credi che cos’ metteresti fine ai tuoi sensi di colpa… persino in “modo pratico”, ma la verità è che semmai caricheresti tuo padre del fatto di non aver saputo fare niente per te, si chiederebbe cosa ha sbagliato lui. Io comprendo i tuoi sensi di fallimento e di colpa, che in questo momento di sovrastano, anche per via del panico e dell’ansia, che li aumenta, ma il discorso è che hai due problemi, la situazione ecomica e le sensazioni che provi e i discorsi che ti fai, sono collegati al problema ma che sono figli dell’ansia e della stanchezza e della paura, anche se si intersecano in continuazione con discorsi più lucidi.
Tuo padre forse, piuttosto che un figlio morto o vedere morire un figlio ogni giorno, prefereribbe che suo figlio tentasse almeno di curarsi. Cosa che non fai.
Pensi già che diventeresti una larva con il sostegno dei servizi sociali ma questa è una cosa che ti racconta la tua ansia. Non è che se chiedi aiuto automaticamente finirai così. Semmai farai qualcosa per la tua ansia, intanto, e fare qualcosa per la tua ansia forse ti aiuterà anche a riuscire a vedere delle soluzioni (positive, attuabili) che ora non riesci a vedere. Non dico che ci siano, ma se ci sono continuando a implodere nei tuoi attacchi di panino non le vedrai.
Con i tuoi attacchi di panico e il tuo malessere temo che tu stia facendo quello che hai fatto in altri momenti con la tua attività, e cioè cercare di nasconderti i problemi sotto il tappeto, dandoti delle motivazioni razionali.
Allo stesso modo ora senti di avere gli attacchi di panico e uno stato acuto di malessere ma ti dici: non posso curarmi, perché sarebbe peggio. Ma, visto che pensi persino al suicidio, cosa hai da perdere? La dignità? Non c’è nulla di male ad ammettere, ma con chi può aiutarti, di avere un problema di ansia. L’ansia è in nostro sistema che ci avverte che abbiamo tirato troppo il motore, e che il nostro preoccuparci è andato in implosione e altre cose simili.
Credimi, Alex, non la faccio facile, ho letto tutto con attenzione.
Solo che mi dispiace che tu ti distrugga internamente e distrugga le tue risorse per paura di chiedere aiuto, quando, riuscendo (ma in modo costruttivo) a far calare l’ansia ritroveresti anche risorse tue, interiori, che ora ti pare di aver perduto.
Ciao e grazie per la risposta.
Praticamente per il mutuo con la banca ho l’ ipoteca sul locale stesso, in totale ho circa 200mila € di debiti e nell’ ipotesi che mi passino il consolidamento mi verrebbero circa 1400€ al mese di rata.
Se non ce la faccio a pagare andrebbe all’ asta e in più dovrei restituire il contributo provinciale ( perchè non sono passati 10 anni ),quindi mi resterebbero poche briciole.
Se ci lavoro dentro io con grandissimi sacrifici potrei arrivare a 2000€ netti al mese che mi consentirebbero di pagare i debiti e sopravvivere ; ma sai quante cose possono succedere in 20 anni? Nella situazione in cui sono vedo tutto nero.
Anche perchè sicuramente tra qualche anno ci saranno da fare manutenzioni e non posso fare altri debiti, anche per le spese correnti sono in grossa difficoltà, figurati che ho dovuto pure tagliare l’ abbonamento a sky sport con relativa perdita di clienti abituali.
E se mi aprono un altro locale vicino tutto nuovo ( cosa probabile visto il nuovo PRG del comune ), è meglio se mi sparo subito anche perchè quello di cui avrei bisogno ora è di un minimo di certezza sulle mie entrate nel medio/lungo termine…
Io non so fare niente altro, non posso stare un anno fermo perchè il debito non si paga da solo e nel frattempo si deve sopravvivere quindi alla mia età non ho la possibilità di “investire” in formazione..e sono amaramente consapevole che per qualsiasi altro lavoro ci sono centinaia di ragazzi più giovani, più preparati e più intraprendenti…
la soluzione migliore sarebbe senz’ altro quella di tener duro in tutti i modi questi 5 anni e poi vendere…ma non è facile con questa situazione debitoria e senza le spalle coperte…ho visto gente diventare un rifiuto sociale per molto meno, e nel frattempo ho già dovuto rinunciare al mio grande hobby ( la musica ) e alla possibilità di avere una vita normale…tu sei stato fortissimo e ( non sono parole al vento ) hai veramente trovato una che non ti meritava…io non posso fargliene una colpa, al suo posto mi sarei mollato anch’ io.
Forse ieri mi son lasciato andare un po’ troppo allo sconforto, mio padre è anziano e mezzo invalido non so quanto dura ancora, sarebbe più felice a vedermi lottare…che se ne fa dei soldi solo come un cane con un figlio che si è sparato…però in questo momento nerissimo mi accorgo di essere estremamente lucido e di non vedere via d’ uscita razionalmente.
Guarda,qualcun altro nelle tue condizioni avrebbe già lasciato a spasso i dipendenti da tempo,tu non l’hai fatto e devi esserne orgoglioso.certamente hai commesso errori di gioventù e ti trovi in una situazione non facile,ma non sei stato un farabutto.hai sì peccato di orgoglio e di caparbietà ma questo in gioventù è una cosa che capita quasi a chiunque.il passato è il passato,non tentare il suicidio e non pensarci,non serve a nulla.piuttosto,vero,forse il tuo curriculum sarà scarso ma hai provato a cercare quei lavori che si dice (appunto,si dice,ma poi nella realtà…) che noi italiani non vogliamo più fare? hai ancora delle soluzioni,non sei in un vicolo cieco.
Ciao alex, ti presento me stesso. Un quarantenne davvero fallito, non come te. Sempre a sognare di mettersi in proprio, ma in realtà sempre timoroso di tutto, trincerato dietro ai suoi 1500 al mese. Che si sudano da matti, costano fatica e medicine (per reggere) e sono costantemente in dubbio. Credimi: non sono mai sicuri.
Quarant’anni sono tanti. E si vive nella rassegnazione.
Tu adesso non puoi. La laurea dimostra che hai testa, le tue parole che hai grinta, i tuoi pensieri che hai etica. Il mondo ti vuole, ha bisogno di gente come te. Che fatica clamorosamente ma che da speranza, e che avrà speranza.
Io fallito per davvero ti prego dal profondo: accetta l’imperfezione della vita, e le scelte (non sbagli) che hai fatto. In quel momento, dovevi fare così. Punto.
Come diceva vasco, corri e fottitene dell’orgoglio. Ne ha rovinati più lui che il petrolio.
Tra poco è primavera, sai che se vuoi può essere la tua primavera. Consigli pratici, io falito, non saprei dartene. Ma kid qui sopra mi sembra di buon senso. Adesso hai le carte. Giocale per dio!
grazie veramente a tutti quanti cerco di rispondervi a tutti se ci riesco.
Zoa è vero.Infatti se anche riuscissi ad affittare possono sorgere un sacco di complicazioni, conflitti su chi deve fare determinati lavori, se poi hanno problemi anche gli affittuari il rischio è di trovarsi con l’ azienda chiusa, sputtanata e non prendere più un €…se invece si dimostra una buona gestione ci son vincoli precisi sui contratti commerciali quindi se vogliono andare avanti per altri 6 anni è difficile trovare un compratore che acquisti con gli affittuari dentro…insomma casini su casini.
Insomma valutando tutti i pro e contro sono arrivato alla conclusione che il male minore è che prosegua io almeno so di che morte morirò…
Luna tu hai capito benissimo gran parte della situazione, se guardo la mia storia a ritroso vedo che l’ ansia è al centro di tutto, insieme a una certa ambizione però poco razionale.
E tutto questo porta a fare scelte poco ponderate e affrettate perchè vedi gli anni che ti scorrono via e vuoi recuperare il tempo perduto.
Per dirti fino ai 25-26 anni non ho mai avuto chissà che vita sociale, con gli orari che facevo e lo studio il tempo era poco e quel poco che risparmiavo lo mettevo nell’ auto e strumenti musicali.
Poi quando ho deciso di ampliare i primi tempi mi son trovato un bel po’ di contanti in mano tutti i mesi, in più avendo assunto due persone avevo anche più tempo libero, e ho iniziato a concedermi alcune cose che in passato non avevo mai avuto la possibilità di fare.
Sicuramente nel mio mutato rapporto col denaro ha contribuito la mancanza di mia madre che era un po’ la contabile della famiglia.
Si ( in questo rispondo anche a Cronico ), penso di essermi un po’ schiarito le idee e di aver abbandonato l’ idea impulsiva di affittare al primo che passa e cercare dell’ altro, rischierei di fare ancora peggio: inoltre abituato ai miei ritmi restare nell’ inazione per mesi potrebbe essere ancora più distruttivo ( già il mese che ho dovuto tener chiuso è stato pesantissimo ).
Vorrei capire Luna, non essendo pratico, come è l’ iter. Mi spiego: se i medici constatassero che ho bisogno di 15 giorni di terapia full immersion per stabilizzarmi pensi che sarebbe fattibile con una certa urgenza? Non so che potrei fare se sto in questa situazione per settimane, e se mi ricoverano quando inizia la stagione sarebbe ancora peggio
Robert, credo che la cosa che forse entrambi non abbiamo mai imparato, e ne abbiamo fatto le spese, sia che bisogna saper accontentarsi.
Se i tuoi 1500€ ottenuti con grandi sacrifici ti consentono di avere una vita dignitosa dovresti essere orgoglioso di te stesso, soprattutto se sei partito da zero.
Pensa a me, io 5 anni fa ( non un secolo fa ),avevo tantissime opzioni,potevo vendere e avere una rendita da parte cercando di spendere quell’ inutilissima laurea che ho preso ( triennale in economia ) che forse all’ epoca mi avrebbe fruttato qualcosa ( ora no,sono troppo anziano e 5 anni di buco son troppi ), potevo accontentarmi dei miei 1000-1200€ al mese nel bar quando era piccolo che senza più lo studio mi lasciavano comunque un po’ di tempo libero per le mie passioni, potevo fare tantissime cose, ora invece sono in un vicolo cieco con la consapevolezza di aver mandato all’ aria in pochi anni decenni di sacrifici dei miei genitori…per dirti ora il locale varrebbe sui 450mila € ma a parte la rimessa acquistata il resto dell’ investimento che ho fatto io sono arredi e finiture…solo il bancone nuovo 45000€ che a essere più accorti si poteva risparmiare un sacco…e come tali sono suscettibili al tempo e alla moda…ma avevo bisogno di spendere tanto perchè il contributo va in percentuale sulle fatture presentate…se almeno avessi investito di più in metratura avrei qualche certezza in più…oddio più ci penso più non ce la faccio
Ho scritto “attacchi di panino” 😉
Sì, concordo con gli altri: ho visto persone avere problemi come i tuoi e risollevarsi, assolutamente. Non in un giorno, ma farcela.
E poter anche rimettere in moto i sogni. In fondo di quali siano stati i tuoi errori, in cosa hai fatto bene e in cosa ti sei perso tu lo sai: dico, ti pare poco? A me no. E’ attraverso la tua inventiva iniziativa tenacia capacità anche di vedere oltre che hai fatto delle cose buone, adesso ti servono queste qualità (che sono tue) per rimetterti in piedi e rimettere ordine. Ma concordo con Robert:
@La laurea dimostra che hai testa, le tue parole che hai grinta, i tuoi pensieri che hai etica. Il mondo ti vuole, ha bisogno di gente come te. Che fatica clamorosamente ma che da speranza, e che avrà speranza.
Adesso mi rendo conto che ti senti male anche al pensiero di esserti “ipotecato” la vita in un certo modo per anni annorum, così giovane, ma non è detto. Ti ripeto: ho visto persone risollevarsi da situazioni ancora peggiori. Certo c’è anche la questione “psicologica” dell’entusiasmo iniziale che si trasforma in problema da superare. Ma puoi. Non hai sbagliato a credere.
Prenditi cura di te, il più possibile, perché sei stanco, non randellarti di autocolpevolizzazione, che bene certo non ti fa, e cerca di credere in te, perché hai ragione di poterlo fare.
Tutti possiamo commettere errori nella vita, soprattutto se ci sono anche delle contingenze avverse.
Io di anni ne ho 37, e anche se per ragioni diverse, mi sono ritrovata ad un certo punto a prendermela anche con me per aver fatto delle scelte più rischiose (ma che sentivo), a chiedermi come diavolo avesse fatto ad un certo punto “il nastro” ad incepparsi in un modo tale da far disastrare tutto come un effetto domino, ad avere insieme dei problemi economici e di salute… a sapere che dovevo contare su di me più che mai ma proprio in un momento in cui non potevo contare su di me al 100%…
a guardare indietro e dirmi: com’era bello quando ero… quando ero una persona che sapeva rischiare, con testa ed entusiasmo. a guardare oltre, anche, e superare problemi e avversità.
Ci ho messo del tempo per smetterla di dirmi che non ero più io, e per ammettere che le mie risorse quante volte invece mi avevano dato ragione, anche se io quando ho visto “il disastro” ho perso la fede. In me e nel mio modo di guardare… oltre e di essere tenace e positiva.
Nel mio caso il nastro, mi rendo conto, si è inceppato anche perché avevo avuto un lutto che per me era stato un grandissimo dolore, e altre contingenze pesanti, e mentre credevo di reggere tutto e di riuscire a tenere tutto sotto controllo in maniera lucida (perché ci ero sempre riuscita prima) in realtà, umanamente, se guardo indietro mi rendo conto che stavo male ma che andavo avanti come un treno…
anche perché non potevo fare altrimenti. Però nella mia mente si era anche formato un assioma tipo: quando è morta quella persona tutto ha cominciato ad andare a rotoli e forse era scritto che anche una parte della mia vita per come la concepivo per come ero stata io dovesse morire. Cosa che mi dava immenso dolore perché la persona che non c’è più credeva moltissimo nelle mie scelte e quindi mi sentivo anche in colpa.
Oggi cerco di ragionare sul fatto che questo pensiero è per me deleterio, non risolve nulla e anzi può persino bloccare le mie risorse, che, finché ho creduto in loro, comunque del buono, anche nelle avversità, hanno sempre portato.
@Robert: 40 anni non sono tanti, e non significa doversi rassegnare per l’eternità. Anche le tue scelte avranno avuto un motivo, e istintivamente forse può anche darsi che tu abbia sentito che non era il momento di farne altre. Non mi pare proprio che tu sia nè un vigliacco nè un fallito, e non capisco perché sei certo che se non domani, ma più avanti potrai fare altre scelte.
Il messaggio che hai lanciato ad Alex lo capisco, ed è giustamente positivo, però io credo che tutti noi, ma proprio tutti, dovremmo smetterla di chiamarci falliti, qualsiasi siano state le nostre scelte e il nostro presente. Spero che anche tu ritrovi la fede in te, e quella sana indulgenza che ci permette anche di capire perché, a volte, i nastri si inceppano o non abbiamo dato loro (non ancora almeno) la direzione che pensiamo possa somigliarci di più.
ALEX: non so quale sia la tua laurea, ma il fatto di aver gestito un locale nel modo che hai descritto mi pare faccia di te una persona che non ha solo una specializzazione in barista. Mi pare che tu abbia una serie di competenze molto più ampie e spendibili, anche fuori contesto. Non riesci a individuarle? Dai che questo motore può ripartire. I black out possono capitare a chiunque. Sei giovane, hai un grosso debito ma alla tua età c’è chi non è neppure riuscito a farsi un’esperienza professionale, mentre tu ne hai tantissima e da “comandante”. Credi ai tuoi talenti, azzo!
Robert smettila di definirti un fallito ti prego..i tuoi 1500 euro te li sudi e guadagni con dignità..il fatto di non aver mai azzardato vuol dire semplicemente che hai dato priorità ad una sicurezza che evidentemente in quella fase della tua vita serviva. Azzardarsi a cominciare qualcosa pieni di dubbi non aiuta certo nell’impresa, al contrario.. quindi vivi di quel che puoi ma fallo come meglio puoi..io di anni ne ho 33 e per vivere da sola posso concedermi davvero poco, ma va bene così..
Alex come vedi qui siamo in tanti ad esserti vicino e soprattutto a “non giudicare” le tue scelte, ti ripeto..ce la farai, mi auguro solo che invece tu non faccia la scelta di ricorrere a medicinali o cure, io non credo molto in queste cose, tu non hai un problema mentale..la serenità non si riacquista con le medicine e soprattutto rimbabiscono ( parlo per esperienza ) e tu ora come ora hai bisogno di essere il più lucido possibile, hai decisioni importanti da prendere..spero di non aver offeso nessuno dicendo questo, rispetto tutti coloro che cercano un modo per stare meglio, credo solo che a volte si rischi di cercare la soluzione in un dosaggio di chissachè e di perdere la strada del ritorno..
Intanto provaci e arriva ai 10 anni , ti risparmi qualche spesa.
Devi reagire , in ogni caso . Quando non hai nulla da perdere puoi solo cercare di risalire.
Se riesci a riavviarlo , puoi anche pensare di venderlo nel mentre
o darlo in gestione e fare quel che sai fare , in altro locale , pagato al nero.
Seppoi andasse all’asta ….dici che ti rimarrebbero le briciole …
intanto non restituisci il contributo se arrivi a dieci anni..
Meglio di niente …
ZOA: @ce la farai, mi auguro solo che invece tu non faccia la scelta di ricorrere a medicinali o cure, io non credo molto in queste cose, tu non hai un problema mentale..la serenità non si riacquista con le medicine e soprattutto rimbabiscono ( parlo per esperienza ) e tu ora come ora hai bisogno di essere il più lucido possibile, hai decisioni importanti da prendere..spero di non aver offeso nessuno dicendo questo, rispetto tutti coloro che cercano un modo per stare meglio, credo solo che a volte si rischi di cercare la soluzione in un dosaggio di chissachè e di perdere la strada del ritorno…
Zoa, tu non hai offeso nessuno, però, scusami se te lo dico, ma se una persona ha un sacrosanto esaurimento nervoso con attacchi di panico non ha un problema mentale, nel senso che è matto, ma ha un problema che di per sè lo fa stare male e che gli fa proprio avere la percezione di essere meno lucido di quello che è e di avere meno risorse di quelle che ha. E dirgli: spero che tu non ti curi e dare per scontato che prenderne la consapevolezza e che non puoi camminarti sopra un esaurimento nervoso o gli attacchi di panico significhi che ti imbottiranno di psicofarmaci e diventerai uno zombie non è fare un favore, ma è fare terrorismo. In buona fede, sono certa che lo dici in buona fede, ma una delle ragioni per cui Alex non ha fatto niente per la sua ansia che è aumentata con il tempo è stato appunto un assioma (non vero) per cui fare qualcosa per la propria ansia significhi che arrivano dei tizi che gli mettono una camicia di forza, gli iniettano degli psicofarmaci anche se lui non vuole e che in due giorni lui diventerà un rimbambito dipendente dalle medicine. Ma dove sta scritto???
Io ho avuto gli attacchi di panico, ne ho preso atto invece di camminarci sopra, e quando l’ho fatto è stato sempre ora! e non ho mai preso psicofarmaci. Se l’avessi fatto sarebbero stati una terapia di supporto non considerata miracolosa ma con un senso in un quadro clinico, comunque, e non in vista di trovare una soluzione nella pillola magica. Alex non mi sembra nella maniera più assoluta, anche visto il mazzo che si è fatto nella vita, uno che pensa che arriva lo psicofarmaco e ti risolve l’estistenza.
Mi ripeto: capisco cosa intendi dire, ma mettendo sullo stesso piano il mio consiglio di non sottovalutare un disturbo di panico (anche perché se cerchi di contenerlo da solo rischi di aumentarlo e basta, e ti butti anche giù, in un circolo vizioso)
e fare qualcosa per non camminarci sopra e non farlo aumentare con tutta le energie implosive che servono per contenerlo, e il fatto di dire che se fa qualcosa per stare meglio per forza rischia di diventare schiavo degli psicofarmaci è una cosa pericolosa.
Perché il mondo è pieno di persone che si camminano sopra stati di ansia che potrebbero rientrare con facilità e che non vengono affrontati in modo mirato per pregiudizi di questo tipo. Scusa Zoa se ho specificato ma io mi sono preoccupata per il fatto che Alex si stia camminando sopra a questo stato di malessere temporaneo, ma di cui lui si è reso conto, e che lo fa sentire in un labirinto anche di sensi di colpa e di concetti che in realtà gli fanno vedere le cose ancora più nere di quello che sono.
Ripeto, condivido il tuo punto di vista che essere drogati di psicofarmaci non aiuta ma non condivido nella maniera più assoluta la generalizzazione. Alex è stanco morto ed esaurito (non è una vergogna, ed è uno stato transitorio del suo “sistema” che alza bandiera bianca, perché oltre ad avere tutte le qualità che noi gli riconosciamo ha anche quella di essere un essere umano, che quindi può provare angoscia in questo momento) e una delle ragioni per cui si cammina sopra questo stato di angoscia è che si ripete che non può permettersi di svenire perché deve avere tutto sotto controllo. Ma proprio perché ha bisogno delle sue risorse nonché perché è giusto che si voglia bene senza tirare come un cavallo da corsa quando il suo corpo stesso gli manda segnali inequivocabili, deve prendersi cura di sè.
ALEX: scusa la filippica precedente. Non ce l’ho con ZOA, assolutamente, solo che sono preoccupata della visione stessa tragica che tu hai del tuo stato di malessere. In realtà cerca di capire che sei tu stesso che ti mandi dei segnali e non perché ti vuoi male, ma perché ti vuoi bene! Ti stai dicendo: sono stancooooooooo. Sei una persona strapiena di risorse e molto in gamba (tu ti senti fallito e invece qua son tutti che hanno stra-stima di te… non saremo tutti scemi no? :)), ma il guerriero è stanco 😉 – Perché mi parli di ricovero? perché ti senti molto debilitato anche fisicamente? Sì, esistono anche delle terapie di supporto brevi, io so nel privato, ammetto, nel pubblico non ho mai provato. Io credo, anche se non si fanno miracoli in un giorno, che già il fatto di fare qualcosa per la tua ansia, pure solo prendere un appuntamento, potrebbe toglierti un po’ del carico di “contenimento” che hai ora.
ciao amici ( voglio chiamarvi così anche se non ci conosciamo spero non vi dispiaccia ).
Ho appena chiuso baracca…stasera festa della donna quindi festa di routine con karaoke e musica come sempre da 5 anni a ‘sta parte.
Incasso soddisfacente ( nella media ), c’ era anche la mia ex con tutte le amiche…da quello che ho capito da facebook è ancora sola, ma che c.... vuole dalla sua vita che c.... vuole…??Non lo so.La vedo lì, brancolare al buio, cercando un “principe azzurro” che chissà se arriverà, lei sta ancora studiando ma è carina e intraprendente prima o poi troverà sicuramente qualcuno meglio di me…qualcuno con una posizione stabile e senza un disastro di vita da affrontare ogni giorno.
Che tortura!! Di certo il fatto di vederla abbastanza spesso ( nonostante tutto il mio è ancora uno dei pochi locali decenti nella zona e punto di ritrovo per le compagnie ) non mi aiuta, quando la vedo mi assale un insieme di emozioni indescrivibile…vorrei poterle dire che c’è una bella casa che ci aspetta, un futuro, un amore fortissimo e incondizionato e invece niente…mi tocca guardarla parlare e scherzare con gli altri senza poter dire nè fare niente…
Infine ci sono ancora un sacco di cose irrisolte perchè secondo lei ci siamo lasciati “bene”, nel senso che io per una sorta di istinto di autoconservazione non ho fatto nessun melodramma, quando mi ha detto “è finita” l’ ho lasciata andare per la sua strada…tanto non serve a nulla fare il matto o lo stalker…
Ok stanotte vi ho raccontato questo flash purtroppo domani quando mi sveglierò anche gli altri pensieri oggettivamente ben più pesanti torneranno a bussare…
Buongiorno.
Non vorrei sembrare irriverente e scortese nei confronti di chi soffre situazioni personali e professionali pesanti, sia economicamente e moralmente, alle quali va il mio massimo rispetto.
Ma mi permetto di ricordare che secondo gli ultimi dati Istat oltre il 40% della popolazioone trai 15 e 64 anni è senza lavoro.
Il 30% dei giovani non trovano nulla.
La disoccupazione femminile è oltre il 50%. Quelle occupate poi sopportano vessazioni di ogni tipo (vedi madri lavoratrici).
Non parliamo poi di aziende che giornalmente o licenziano o chiudono mettendo in ‘mezzo a una strada’ gente di oltre 50 anni che non vuole nessuno; famiglie intere senza sussistenza.
Perchè scrivo questo?
Perchè all’età che ho, 55 anni, mi ritengo non fortunato…ma ‘strafortunato’ di avere un lavoro sicuro da 1300 € al mese. E a conti fatti anche quella schifezza di pensione che avrò tutto sommato mi sta bene.
Almeno già so da ora che non andrò a chiedere l’elemosina.
Magari avessi io 31 anni…….magari io a 40 anni avessi avuto un lavoro da 1500 € al mese…..
(Due età queste così giovani…eppure a raccontarle sembrano vecchie..)
Magari…. tante cose…..
Mau.
Mau hai proprio ragione…è un po’ il discorso che facevo a Robert…tanti in buona fede mi hanno consigliato di provare a prendere un’ altra strada ma guardando le cose con un po’ di sano realismo la situazione generale è disastrosa, fa fatica a inserirsi gente con 110 e lode e un sacco di referenze, figurati io che so fare solo il barista e ho giusto quelle conoscenze minime di contabilità, fisco gestione del magazzino ecc indispensabili per mandare avanti la baracca…
lo vedo anche tutti i giorni sul lavoro che non sono l’ unico messo male ( magra consolazione ), figurati che se non fosse per gratta&vinci e videopoker potrei tener chiuso durante la settimana, e ti garantisco che chi ci gioca o compra una caterva di gratta&vinci non naviga di certo nell’ oro ma si sta sputtanando lo stipendio o gli ultimi risparmi alla ricerca del “colpaccio” che ti cambia la vita…
Viviamo in uno Stato di merda dove alcune categorie come noi piccoli imprenditori, gli autonomi, gli artigiani, se si trovano senza lavoro non hanno nessuna forma di tutela…e chi si è trovato in una situazione tipo la mia può confermarti che molto spesso si va avanti anche se si è consapevoli che si stanno perdendo soldi per orgoglio e per la vergogna di dover stare in alternativa a casa a rigirarsi i pollici…
per non parlare dei giovani…io penso che se lo Stato garantisse come in tutta Europa un reddito di cittadinanza minimo almeno da garantire la sussistenza la gente sarebbe molto più libera di programmare il proprio futuro ma non voglio annoiarvi sconfinando nella politica economica…
Luna: hai centrato il punto nuovamente, la mia situazione ora è proprio questa. Mi sento completamente svuotato e privo di energie, e gli ostacoli che ho davanti mi sembrano insormontabili.
So che se non prendo dei provvedimenti seri per me stesso e per la mia attività arriverà ( tra una settimana,un mese,due mesi ) il momento in cui scoppio e faccio qualche cazzata.
E’ proprio questo dualismo che la mia mente non ce la fa proprio a sostenere: da un lato avrei un bisogno assoluto di ridurre il carico di lavoro, riposare e farmi curare, dall’ altro primo non posso permettermelo secondo la mia mente arriva quasi a pensare che sia un controsenso perchè continuo ad autocolpevolizzarmi per non essere in grado di tirare fuori quelle energie suppletive per cercare almeno di trovare una soluzione…
Penso di essere nel bel mezzo di un esaurimento nervoso potentissimo, ma paradossalmente riesco
a vedere le cose molto più lucidamente e con oggettività rispetto a un anno fa quando mi sono giocato l’ ultima fetta di futuro con le spese pazze…
Il problema è che la situazione è proprio oggettivamente disperata…se avessi un lavoro normale da dipendente mi prenderei un mese di aspettativa e sfrutterei tutto questo tempo per cercare di stare meglio ma non posso…non mi sono mai considerato un viziato però è durissima dover fare delle rinunce in un’ età in cui di solito la gente si sistema o è già sistemata…e al limite se fai le rinunce è per i figli, per il mutuo della casa, non perchè in pochi anni ti sei infilato da solo in una voragine finanziaria.
Vi faccio qualche esempio banale tanto per farvi capire: due mesi fa ho fatto un piccolo incidente, meccanicamente è tutto ok ma avrò 1800-2000€ di danni come carrozzeria però non ho i soldi per metterla a posto quindi vado in giro così con la macchina mezza incidentata…di sky ve l’ ho detto…ho mandato via giusto ieri il rappresentante dei piatti pronti ( surgelati ) perchè in pratica li compravo quasi esclusivamente per me,ora mangio pasta al pomodoro e wurstel del discount per risparmiare…se qualche amico mi invita a uscire nel giorno di chiusura mi invento scuse…sarà mica vita questa!
Il picco della frustrazione arriva poi quando vedo l’ estratto conto…fai tanti piccoli sacrifici poi scopri che i tassi sono andati su e quindi anche le rate quindi penso ma chi me lo fa fare di combattere ancora…??
Comunque vi ringrazio per le parole di stima ma non me le merito, se ho fatto qualcosa di buono nella mia vita l’ ho fatto fino a qualche anno fa poi ho perso completamente la bussola.
Caro Alex,
sicuramente non sei in una situazione facile, ma ti stai dimostrando una persona seria e matura. Che bello sapere che persone così esistano ancora.
Leggendo le parole di Luna, le condivido in pieno. E non solo comprendo il tuo stato, ma sono totalmente convinta che tu abbia molte risorse. Non ci crederai in questo momento, lo so bene, ma in fondo se le rileggerai tra qualche tempo, quando magari le cose inizieranno ad andare meglio, forse ti renderai conto che la tua situazione vista da fuori è meno tragica (e non la sto nè sottovalutando nè screditando, ben inteso) di come la vivi tu, protagonista.
Purtroppo le statistiche che ci riporta Mau provengono da fonte attendibile e parlano di dati reali. Io sono l’esempio della veridicità di quei numeri. Ho vent’anni, mi sono diplomata con dei buoni voti, ho seguito dei corsi di specializzazione, mi sono sempre impegnata entro le mie capacità, ho seguito lezione su come presentare il curriculum e se stessi e blablabla..eppure, sono a casa. Ho dei seri problemi famigliari e per aiutare i miei facevo la baby-sitter la mattina e davo ripetizioni il pomeriggio.
Attualmente sono impegnatissima in un progetto che mi coinvolge tantissimo, in un movimento in cui credo con tutta me stessa..ammazzo il tempo, ma completamente gratis.
Perchè ti dico questo? Perchè resto fermamente convinta, nella modestia della mia giovane età e nella consapevolezza che non ho che da imparare un sacco di cose sul mondo, che la locomotiva della nostra esistenza sia la Passione, siano i Sogni, i Valori che ci portiamo dentro. Tutto il resto sono i vagonicini. A volte pesanti da trascinare, è vero, ma l’importante è non perdere il Senso che vogliamo dare al nostro passaggio qui ed ora.
Per cui, intanto dovresti andare fiero di quel che hai costruito. Indipendentemente dall’esito economico dell’attività, già l’averla costituita è stato sintonomo di coraggio, intraprendenza e spero…capacità di realizzazione di un proprio sogno. Bravo!
Il fatto che i tuoi ti abbiano aiutato non è scontato (purtroppo ho imparato sulla mia pelle che non sempre i genitori amano incondizionatamente i figli), ma comunque non deve essere per te fonte di vergogna. Ti vogliono bene, ti sono voluti venire incontro. Ripagherai tuo papà quando le cose andranno meglio, perchè dovrà succedere prima o poi. Credo che in generale questa situazione politico-economica-sociale non potrà reggere ancora a lungo.
Credo, e spero.
Tornando a noi…cerca di resistere. Tieni chiuso il locale una giornata a settimana, magari il lunedì, prenditi un pò di tempo per te. Tutti gli altri giorni mettiti d’impegno, fortemente dico.
Usa tutti i mezzi che hai a disposizione gratuitamente per pubblicizzare il locale (io ad esempio odio facebook, ma so che molti usano questo strumento per la pubblicità senza costi), cerca uno studente di grafica che ti faccia dei bei volantini e un servizio on-line di stampa (solitamente costano meno)..
prova a farti due conti e a vedere se riesci ad organizzare delle “giornate speciali” cercando di attirare più persone possibile.
Ad esempio la forumla “ogni tot. di persone paganti tot, si offre…”
Oppure i “timbri-fedeltà”: “ogni tot. volte che vieni da me, ti offro..” oppure la giornata speciale: stabilisci un giorno infrasettimanale in cui alcuni prodotti costano un pò meno del solito.
Cerca di fare delle convenzioni con produttori di gadget (tipo cappellini, magliette, portachiavi, dove stamperai il logo o il nome dell’azienda).
Cerca di renderti disponibile ad ospitare incontri, anche gratis o a prezzi irrisori (ad esempio a carattere culturale, per cui le persone anzichè andare alla biblioteca civica o alla sala comunale vengono da te e magari ci scappa l’aperitivo e il locale intanto si fa conoscere)E poi, se la zona lo permette, solitamente le famiglie apprezzano i giardini estivi, in mezzo al verde e con un parchetto giochi dove i genitori adesso che arriva la bella stagione si siedono sotto i gazebi al fresco e intano tengono d’occhio i bimbi che gicano…così ti circondi anche di allegria e allargi il target della clientela.
Insomma, cerca di inventarti queste strategie.
Ma l’importante è che tu tenga ben presente che comunque vada prima che un piccolo imprenditore sei una persona, con i suoi limiti e saper ammettere “ho sbagliato” non è da deboli.
Secondariamente, se accetti un umile consiglio da una che forse della vita non ci capisce molto, permettimi di dirti che quella ragazza se ti avesse amato avrebbe mandato a quel paese i genitori e sarebbe stata insieme a te a pensare a come risollevare le sorti dell’attività. Per cui quando la vedi, sentiti fortunato di averla persa adesso. Ti meriti di meglio, ti meriti una ragazza che sappia amarti al di là della situazione economica, una che ti amerebbe a prescindere dal tuo conto econimo, dalla cena al ristorante di lusso o con i wustel del discout.
Un abbraccio
Ciao Alex 🙂 non penso dispiaccia a nessuno che ci chiami amici. amici di forum, ma comunque mi pare che si sia creato un bel gruppetto di persone che insieme a te si fermano 5 minuti a prendere un caffé. Anzi, mi dispiace che non possiamo venire davvero a prenderlo nel tuo locale.
Se centro i punti è perché, purtroppo, certi meccanismi li conosco. Le storie e le persone non sono uguali, certo, ma quella lacerazione interna di cui parli la conosco. E’ verissimo anche quello che dice Mau, e infatti io credo che la cosa che a me ha fatto cadere le braccia è stata la concomitanza tra crisi personale e crisi globale. Che pure si intersecano, ovviamente. Però quando, come dici tu, perdi la bussola, ma poi te ne accorgi e fuori c’è un mondo in cui puoi riprendere il ritmo che tu stesso hai perso è un conto, quando dentro sei in crisi e fuori senti solo parlare di crisi è un bel casino. Ti manca il respiro. Ma, anche per questo, io cerco di tenere il binario sui miei problemi miei, anche. No, mi spiego, non sto dicendo che non voglio sentirne parlare, che me ne frego, che non ho empatia, che penso solo al mio orticello, che non ho il senso della realtà… ascolto ogni giorno i miei amici parlare dei loro problemi e vi partecipo, e vedo i segni di questa crisi purtroppo evidente che investe ogni settore, e provo dolore per la situazione globale che è fatta di singole persone che soffrono, lottano, provano frustrazione e paura. Da poco tempo ho scoperto che un conoscente ha un locale, non mirabolante esteticamente, ma in cui si mangia benissimo. Solo che quel locale è praticamente vuoto. E’ in una posizione nascosta, non ha ingranato. Eppure ci sono dei locali dove si mangia molto peggio e dove si paga molto di più e che pure in tempi di crisi sono pieni perché va di moda andarci. Lui va ogni giorno a lavorare e continua ad avere cose buone, e ad essere gentile con tutti. Per il momento insomma non ha fatto il botto. Io la seconda volta che ci sono andata ho portato dei miei amici, che spero porteranno i loro amici. Si sono detti stupiti di non aver mai saputo che il locale esisteva e soddisfatissimi. L’incasso di quel giorno purtroppo non gli ha cambiato la vita. Però l’ho visto già un po’ felice di poter fare il suo lavoro, di avere gente che ride, scherza, chiacchiera e apprezza. Ma, dicevo, a volte io cerco di cercare di non mettere tutto in un calderone: la mia crisi personale e la crisi globale anche se c’è. Però cerco di ricordarmi che se neanche provi
Comunque si ( e in questo rispondo anche a Zoe ), sono spossato pure fisicamente…ieri sera ho lasciato in gergo “il macello” perchè proprio non ce la facevo, abbiamo pulito stamattina e per tirarmi fuori dal malessere che mi avrebbe tenuto incollato al letto ho continuato di caffè, già ne bevevo tanti prima, adesso sono arrivato a livelli spaventosi…per non parlare del fatto che bevo regolarmente sul lavoro per stordirmi un po’…oltre agli attacchi di panico ho altre manifestazioni psicosomatiche come l’ alopecia nervosa e alimentazione caotica ( riesco a stare anche un giorno intero senza toccare cibo per poi abbuffarmi nei momenti di raro sollievo ).
Non credo esistano cure farmacologiche miracolose e non penso di essere pazzo…ho un esaurimento acuto e leggendo un po’ in giro sono giunto alla conclusione che la trafila “tradizionale” ( appuntamento,visita,colloqui ) sarebbe difficoltosa per me perchè c’è il fattore tempo che mi frega…devo rimettermi in sesto almeno per il periodo giugno-settembre.
Per come è fatto il mio carattere penso che vivere lo shock di un ricovero di una decina di giorni potrebbe darmi quell’ input per girare pagina…ma sono veramente molto confuso.
Kid, devo tener duro questi 5 anni non ho alternative.Nero non ne posso fare perchè già dopo i fatti dell’ estate scorsa sono sotto controllo, magari riuscirei a risparmiare 2-3000€ ma se mi arriva una sanzione di 10000 faccio prima a spararmi subito…non posso prendermi questo rischio.
Rilanciare il locale senza soldi in modo da guadagnare quei 1000€ in più netti che mi darebbero un po’ più di tranquillità non è per nulla facile…è già tanto che riesco a tenere i clienti che ho, e non so come farò quando attueranno il nuovo PRG…in pratica perderei tutti i clienti di passaggio ( fanno una strada nuova per tagliare fuori il semi/centro ) e un locale tutto nuovo e modernissimo con tutti i servizi possibili…mi sono lamentato con il sindaco perchè distribuiscono licenze come ridere ma a suo dire la zona si sta sviluppando e ci saranno benefici per tutti…sarà ma a me sembra solo speculazione…e intanto questo nuovo locale mi segherà definitivamente le gambe…
di sicuro non riesci. Di questi tempi spesso non riesci neanche se provi, ed è estremamente frustrante, ma se in un mondo che spinge alla rinuncia rinunci anche internamente allora sono c.... amari, scusa il francesismo. Ciò non significa però non prendersi cura di sè, la vita mi pare ha insegnato ad entrambi che se sei un “comandante” di un’attività, che sia un locale o qualsiasi attività in proprio, hai tante responsabilità in più, ma anche devi cercare di tenere bene il motore, il tuo, cambiare olio, candele, fare il controllo della pressione delle gomme. Altrimenti mentre ti dici che devi contare su di te è proprio su ti te che inizi a rischiare di non poter contare più.
Io continuo ad avere stima di te. Perdere la bussola può capitare a chiunque. Mi ripeto, per esempio un lutto come quello che hai patito tu, quello di tua madre è una cosa che può renderti più fragile emotivamente per un periodo anche se a livello razionale ti sembra di avere tutto sotto controllo. Essere più fragili emotivamente non significa solo piangere, ma anche compensare in modi che al momento non riusciamo a vedere o fare scelte che magari non avremmo fatto. Ma quello che mi pare centrale Alex è che anche se adesso è vero che ci sono delle cose che ti pesano e da mettere a posto tu devi smetterla di prendertela con te per aver perso la bussola. Abbi, se riesci, la buona umiltà di volerti bene sia nel momento in cui ti sei sentito più vincente e una buona guida per te stesso sia nel momento in cui hai perso la bussola. Perché il momento in cui hai più bisogno di volerti bene è adesso. Non è retorica. E’ ciò che mi ripeto io. Non ho i problemi economici che hai tu, anche se ho dei debiti, minori, e in vita mia non ne avevo mai avuti. Ho sempre lavorato sodo per seguire la mia strada e ci ho creduto, anche quando i tempi erano migliori e tutti mi dicevano: è impossibile. Io ho visto che non era impossibile e mi sono creata una mia serenità. Precaria? era meno precaria di tante altre in realtà. Poi c’è stato un periodo brutto, per tante cose. Io ero sempre in trincea, ma… facevo acqua. Mi sono camminata anche sopra un problema di salute, ignorandolo e spaventandomi però. Non potevo permettermi di stare male. E poi troppi soldi per le visite. E’ finita che mi sono ritrovata a zoppicare per strada qdo mi serviva essere leone. I soldi li ho spesi e li spendo, un tagliando che neanche la Ferrari. Ma anche se il mondo va a rotoli io almeno sto ritrovando la mia bussola. E è il centro
Luna tranquilla non mi offendo assolutamente, rispetto le tue idee credimi, ognuno parla per le proprie esperienze e non giudico assolutamente, la mia mente è sempre aperta al pensiero di tutti..
scusate se continuo a scrivere ma ormai ho preso questo spazio come una piccola valvola di sfogo personale e mi conforta tantissimo sentire qualche parere esterno anche perchè sul lavoro sono costretto a indossare la maschera del “va tutto bene”, andreste mai a bere qualcosa da uno che vi fa una testa del genere con i suoi problemi?
Anche con gli amici non ho mai affrontato il discorso a fondo, solo con mio padre; se per sbaglio si diffonde la voce che sono sull’ orlo del fallimento finisce che perdo ancora clienti…è una legge non scritta e non c’è nessun collegamento logico ( paradossalmente nel mio caso buona parte dei problemi sono nati dagli investimenti esagerati ),ma funziona così…per fare un esempio i giocatori di videopoker incalliti se sanno che il titolare del locale è in difficoltà iniziano a pensare che manometta le macchinette,si sparge la voce e cambiano posto…e potrei continuare con gli esempi.
Non so più come fare per incassare qualche euro in più.
Faccio concerti,dj e karaoke tutte le settimane a rotazione, ma alla fine la gente è sempre quella perchè non posso pagarli molto quindi niente “nomi” o artisti da fuori provincia…che se son sconosciuti manco gli amici si portano ( da ex musicista non è piacevole però purtroppo devo ragionare da gestore ).
Ho tentato anche con i concorsi che hanno il vantaggio di non pagare le band ma spesso ti capitano gruppi agghiaccianti che fanno scappare i clienti.
L’ esperimento fatto l’ estate scorsa non lo ripeterò di certo…
Ho una pagina facebook con quasi 5000 amici ( di più non si può ),la birra più buona in circolazione…sicuramente da quando siamo rimasti in due manca una presenza femminile ma in questo momento non posso permettermi di assumere nessun altro, anche se quest’ estate dovrò farlo…nei momenti di lucidità mi scervello alla ricerca di qualche idea, qualche nuovo trend da intercettare, ma mi sembrano tutti salti nel buio e non posso più fare passi falsi nemmeno uno…comunque se vi viene in mente qualche idea io ascolto tutti…grazie
infatti è anche un po’ la situazione generale che mi sconforta…quando ho investito eravamo in periodo di boom,ero appena laureato e pensavo che mal che vada una seconda chance l’ avrei avuta…comunque non vorrei darvi l’ idea di una persona incline al vittimismo…non lo sono mai stato solo che adesso sono veramente a pezzi.
Mi autocolpevolizzo anche per il tempo in cui non entra un cane e sono qui a scrivere anzichè fare dell’ altro, ma non saprei come altro impiegare al meglio il tempo credetemi posso anche spammare tutto il web di annunci pubblicitari che non cambierebbe nulla…!
Da quando ho iniziato a prendere atto della mia situazione disastrosa il giorno di chiusura infrasettimanale ( lunedì ) anzichè riposarmi, fare un giro, sto tutto il tempo a scervellarmi per trovare e tentare di mettere in pratica idee su come risparmiare, attirare nuovi clienti.
L’ altra settimana mi son messo a riparare una cassa dell’ impianto PA perchè se la portavo al centro assistenza avrei speso 200€ solo per avergliela portata e chissà quanto ci mettevano…in poco tempo ho fatto da solo e mi viene male a pensare che in passato ho cambiato tutto l’ impianto per 3 volte solo per differenze qualitative quasi impercettibili…insomma ho risparmiato qualche euro sto giro ma ne ho buttati nel cesso migliaia in passato, è come svuotare il mare con un cucchiaino…
I volantini servono se fai qualcosa di nuovo,particolare,che ancora non c’è…io poi sto in un paese semi-turistico in estrema provincia e i clienti estate a parte sono tutti nel raggio di 15-20 km al max, siamo 4 o 5 locali con determinate caratteristiche nella zona e ce li rimpalliamo uno con l’ altro…non c’è nessuno che non sappia che il venerdi faccio karaoke e il sabato dj o live il locale è straconosciuto…!Però nessuno si sognerebbe di fare 50 km per andare in un posto per quanto carino dove fanno il solito karaoke o c’è il solito tributo a vasco rossi…diciamo che non posso “osare” neanche da questo punto di vista perchè andrebbe a finire che perdo anche i clienti abituali!
Certo lo sapevo già da subito che non sarei di certo diventato ricco con un locale del genere, mi sarebbe bastato vivere decentemente, fare quello che mi piace e so fare, avere un capitale in mano quando avrei deciso di vendere, certo è che ho preso sottogamba troppe cose in passato ed ora ne pago le conseguenze…
Cerco di tenermi informato, guardare in giro se scopro novità o idee di successo, ma non trovo nulla di
veramente interessante e applicabile…l’ esperienza del passato mi ha insegnato che in una zona come la mia gli incassi a meno che non fai qualcosa di veramente innovativo e rischi( ma cosa?? ) aumentano o calano in maniera quasi casuale a periodi per eventi che dipendono solo in minima parte da quello che fai.
Luna: infatti è vero, la gente si muove in branco seguendo le mode…due anni fa c’ è stato un cambio gestione in un locale a 5 km dal mio,all’ inizio ho perso un sacco di clienti per via dell’ effetto novità ma erano degli incapaci totali peggio di me e hanno chiuso dopo pochissimo…c’è un pub pizzeria che da fuori è stupendo e la gente di passaggio si ferma tutta là, ma le pizze fanno schifo e sono scortesi, del posto non ci va nessuno…ormai i miei concorrenti li conosco!
Sempre due anni fa un pensionato ha vinto da me 100mila € con un gratta e vinci, per qualche settimana c’ è stata una continua processione di gente poi un po’ alla volta è tornato tutto come prima…nell’ estate 2008 ho assunto una ragazza giovane estremamente carina ( infatti ora lavora nella moda ), e per un mese era tutto un via vai di curiosi…poi il fidanzato geloso ha iniziato a piantonarla tutte le sere e l’ ha convinta a licenziarsi…come vi dicevo tutto eventi piuttosto casuali!
Inoltre mi rendo conto di non essere capace di fare scelte dolorose…se sostituissi il mio unico dipendente con una studentessa giovane e carina avrei dei vantaggi anche fiscali se non supera il tot reddito…ma come faccio è del mestiere e pure bravo, oltre ad essere mio amico…se poi la ragazza non si rivela portata per il lavoro è un guaio,finchè sono le 10 ore a settimana è un conto ma non posso lasciare lì da sola una persona inaffidabile per 30 ore a settimana…insomma sono nel cosiddetto cul de sac se anche riuscissi a stare un po’ meglio psicofisicamente, sono nella merda comunque..
D.T. grazie per i consigli, ti dirò happy hour e promozioni funzionano bene in città o dove c’ è un locale ogni 100 metri e hai comunque ampi margini,quindi se passi uno spritz ( esempio ) da 3 a 2€ ci guadagni comunque..io già li faccio a 1,80 quindi se dovessi calare è già tanto che mi esce il detersivo per la lavastoviglie…adesso mollo il pc perchè c’è la partita e se dio vuole la fanno anche sulla rai quindi una ventina di persone spero che arrivino…pensa come son ridotto
non mi intendo di locali, attività imprenditoriali e simili, ma so anche io cosa vuol dire “malessere” nell’andare al lavoro.. e sapere che non si può e non si deve mollare, bisogna resistere.
resisti e coraggio.. l’unico consiglio che posso darti è solo uno, prova a chidere un aiuto agli amici che senti come tali, non economico, ma una mano.. magari a sostituirti in qualcosa, a portare amici al tuo locale, a cercare qualche socio serio magari.. forse ci hai già pensato o forse no.. ;))
grazie dei consigli angela…sicuramente tra tutte le cose dette da te e suggerite anche da altri amici non solo qua a crederci fino in fondo qualche idea buona c’è…sai sono qua che mi guardo intorno e dico:” c.... però tutto questo è mio…!” E invece no…è delle banche…
oggi sono andato dal commercialista e mi ha detto di stare tranquillo che la situazione è si difficile ma non è del tutto compromessa, col credito di imposta che ho per almeno i prossimi 3 anni non pago tasse a parte l’ INPS..grazie questo lo sapevo anch’ io…
il problema è che ho una situazione talmente pesante che al primo imprevisto salto in aria, come faccio a convivere con una tensione del genere per 5 anni?
Domani vado dal mio medico di base e mi faccio fare l’ impegnativa, sento un po’ anche lui cosa mi consiglia di certo non posso presentarmi al pronto soccorso con la valigia…vi aggiorno amici.statemi bene
spero che le parole del tuo commercialista prima e quelle del tuo medico poi, ti abbiano dato un momento di sollievo …
è dura ma pensa anche che sei giovane, anzi giovanissimo ed hai ancora tante chances.. 😉
Piangere sul latte versato non porta a niente.. te lo dice una che ha investito tutta la sua vita e il suo lavoro per rincorrere l’amore.. ho lasciato la famiglia, il lavoro, gli amici per andare a convivere finalmente con una persona meravigliosa, ma al tempo stesso non so se abbiamo fatto il passo più lungo della gamba accollandoci un mutuo e io non riesco a trovare un lavoro nonostante ho delle referenze.. ma non mi pento di quello che ho fatto.
Nella vita si fanno scelte, che siano giuste o sbagliate.. secondo me ti converrebbe vendere.. e infondo perchè no.. se ci riesci vai in un paese estero e con quello che ti rimane comprati un piccolo chiosco sul mare..è un’idea un pò romantica però potrebbe farti ancora sognare e staccare un pò il pensiero dai tuoi debiti o dal chiodo fisso del suicidio che sinceramente non porta a niente.. sei stato un grande fin’ora, sei riuscito a mantenerti e a mantenere delle persone, sono certa che sei in grado di risolvere la situazione anche se sei accecato dai problemi.. è una questione di mente fredda.. che una soluzione si trova sempre.. magari avessi io la possibilità di aprire un negozio.. invece devo sottostare a mille colloqui dove mi sbattono la porta in faccia come se non valessi niente.
La fallita sono io.
Ciao,
anch’io sono un fallito e so come ti senti. Di anni ne ho 36. Undici anni fa mi laureavo dopo aver lavorato e studiato contemporaneamente e, maledetto quel giorno, decidevo di “provare” a diventare libero professionista.
Oggi, dopo undici anni, non ho un lavoro perchè chi finse di aiutarmi ed i suoi amici, forti del loro stipendio da nababbi, non hanno mai voluto davvero far crescere il loro progetto….. Io, unico imbecille che viveva solo di quello, sono ormai da un anno senza lavoro perchè i “grandi capi” non sono nemmeno in grado di trovarmi un’occupazione…. E, tra l’altro, non posso nemmeno prenderli a calci perchè vanto dei crediti anche ingenti e devo necessariamente fare buon viso a cattivo gioco…
Posso capire come ti senti, ma almeno tu, per un po’ di tempo, hai potuto fare il “brillante”, io nemmeno quello. Ora vivo sulle spalle di mia madre (600 Euro al mese di pensione) e di mio fratello (che in pratica ha rimandato il matrimonio per aiutare quel gran fallito del sottoscritto). Se avessi coraggio, o meglio, una pistola, mi ammazzerei all’istante….
Personalmente, non credo più che esista la cosiddetta “seconda possibilità”, soprattutto nei momenti di crisi economica. Per te, tutti i miei migliori in bocca al lupo.
Ciao alex, a sentire la tua storia mi ci rivedo in pieno. Un attività propia iniziata con TROPPI sacrifici, centinaia di ore di lavoro e poi comunque sempre la testa a pensare a come farcela. e alla fine non parte mai.
io adesso ho bisogno di una mano per dei lavori in veneto, purtroppo non è una cosa continuativa si tratta di pochi giorni al mese ( circa 4-5 )non è un lavoro pesante la paga è 100 euro al giorno
se posso essere d’aiuto contattami pure
luca.conti74@yahoo.com
credo che il problema del fallimento tocchi tutti noi
io ho 52 anni lavoro come un maiale da 45 annia ho cercato di mettere via il piu possibile , ma alla fine non ti reta mai nulla , per colpa tua/o di altri ti trovi nel fondo senza sapere se continuare o farla finita >no il farla finita e una stronzata , chiama il tuo amico e se non vine non e un amico ,combatti cerca investitori , vendi parte delle quote della tua propieta a terzi o a conoscenti fai un piano di rientro con il tuo commercialista ,per esempio hai 500.000 euro di debito
la tua proieta vale 300.000 bene, dividi il debito con 50 persone
solo 2.500 euro e loro saranno soci del tuo avere, falle avere uno sconto del 30% su tutto quello che consumano e gli ridai i tuoi 2.500 euro con gli interessi sul venduto in 5 anni e se vogliono possono restare soci , con qualche piccolo dividendo , ci sono tanti modi per provare , almeno bisogna provare c...., non siamo delle merde e nessuno di noi lo e, quindi siamo italiani e proviamo ad aiutarci in un modo e nella ltro vendi idee chiedi non ti vergognare in quanto sono in tanti ,veramente in tanti cosi
~In bocca al lupo a tutti quelli che sono incasinati , come me dal tronte ma dobbiamo farcela ,non siete soli ed io anche , io ci sono e voI????
Caro Alex,
capisco alla perfezione ogni tua parola.
E leggendo i commenti ho voluto giocare sul mio nome, proprio perchè sembra che siamo in tanti a sentirci (e ad esserlo) falliti.
Quando vuoi fare due chiacchere..
bea386@gmail.com
Ho una bella storia interessante anch’io.
Sono davvero la principessa dei falliti.
Non so davvero perchè non mi sono ancora buttata in Adige.
ciao Alex, premesso che anch’io ho avuto un triste passato, che pesa ancora tanto sul presente ho 55 anni un mare di pignoramenti ed un lavoro statale che tra ppignoramento cessione e prestito su delega me lo portano a 1000 euro. Ma non mi sono mai demoralizzato, ed ho sempre cercato di reagire.
Per prima cosa non dire niente a nessuno della tua crisi, secondo cerca un socio magari proponendo una sas in modo tale che lui non rischi il suo patrimonio personale, terzo porta dentro una bella ragazza ma seria, infine con cercare di fare concorrenza ma trovati un filone tutto tuo, per esempio nei giorni che hai poco lavoro inserisci una chiromante (in genere basta trovarne una che si accontenta delle mance dei clienti) vedrai quante coppie chiederanno di farsi leggere le carte. Altre idee ce ne sono tante…….dai su, poi potresti fare delle convenzioni con associazioni per aumentarte la clientela magari con hotel a 2 syelle della zona che non hanno intrattenimento.
Buon lavoro