Essere lasciati: opportunità
Nel momento di maggior sconforto dopo la separazione dal mio marito, ho scoperto questo forum. Ho letto tante lettere e mi hanno aiutato. Intanto la mia vita procede (non molto bene), grazie sopratutto agli amici che ringrazio di cuore e sto passando attraverso le varie fasi che una separazione “subita” comporta, come riportato nelle lettere di chi ha condiviso in questo forum la sua esperienza prima di me. Provo ad elencarle: shock, negazione, depressione, rabbia, distacco, rinascita, (l’ordine di queste esperienze legate alla perdita credo sia soggettivo, tranne la prima e l’ultima). Adesso mi trovo ancora nella fase depressiva, piango spesso, non dormo e non mangio molto. Ho iniziato con il pensare che le responsabilità nell’allontanamento di mio marito (si è innamorata di un’altra) fossero più mie che sue. Avevo cominciato a piangermi addosso, cosa che ho capito presto non aiuta affatto, se non a sprofondare sempre più nel baratro. Ho continuato comunque ad analizzare per bene i miei comportamenti, cercando le mie effettive responsabilità nel fallimento del ns matrimonio. Oggi ho fatto questa riflessione, che mi sta aiutando e che voglio condividere con voi, fratelli e sorelle di dolore, per sapere che ne pensate. Nel mio mettermi pesantemente in discussione, mi sono resa conto di tante cose, ad esempio che mi ponevo con mio marito in modo non più amabile e ho cercato di capirne i motivi. Ho cominciato a scontrarmi con i miei limiti, quelli che abbiamo tutti, a vedere le cose in una prospettiva diversa, a chiedermi chi per primo abbia smesso di investire nel nostro rapporto. Non vi tedio con le mie personali conclusioni, però ho capito una cosa: questa mia grossa messa in discussione, mi aiuterà a diventare una persona migliore. Ho scoperto cose di me che non mi sono piaciute affatto ma che con la consapevolezza di oggi posso affrontare e se non risolvere, almeno attenuare. Ho assunto le mie responsabilità. Spero che questa nuova ricchezza interiore (si, penso che lo sia) mi aiuterà a non cadere in errori già passati, insomma ad avere un giorno un rapporto più autentico, più gratificante con una nuova persona o anche solo con me stessa. Insomma penso che l’essere stata lasciata alla fine rappresenta una grande opportunità di crescita per me, cosa che chi mi ha lasciato non ha! Chi lascia è forte delle sue convinzioni, non si mette veramente in discussione, non si appropria delle proprie responsabilità del fallimento adducendole tutte ad altro (mi sono innamorato, tu non mi capivi, siamo troppo diversi, ecc. ecc.). Questo vuol anche dire che non avrà un vero cambiamento, sopratutto se si rituffa in un nuovo rapporto. Insomma i suoi limiti se li ritroverà pari, pari. Insomma, l’opportunità è solo nostra, se la sappiamo cogliere! Un abbraccio a tutti
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27 commenti
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Buonasera,
rispetto molto il tuo dolore,anche perchè ci sono dentro fino all’ultimo osso del mio scheletro,quindi comprendo la disperazione,i pianti,le paure e la voglia di rinascere.
Non sono daccordo sul fatto che chi lascia sia forte delle sue convinzioni,spesso ci vuole più coraggio a lasciare che a rimanere in ua relazione statica ma sicura.
Mettersi in gioco è anche cercare nuovi orizzonti,poco giudicabile considerato che hai ammesso di essere forse anche tu la causa di questa separazione..
Non pensare più a quello che avresti voluto o dovuto fare,il passato è andato VIVI !!!Tutto questo ti porterà ad un nuovo,piu’maturo amore,ma la scelta è solo tua prova a riflettere senza rancore,perdonalo se puoi e vedrai che tutto arriverà da solo.
L’amore fluisce,ricordalo è dentro di te,non li fuori..nessuno puo’renderci felici se non lo siamo con noi stessi..
Con sincerità..Mildred
Ti quoto!
Essere lasciati è la cosa più triste ed isoppotabile del mondo,però ti aiuta a migliore i piccoli difetti che uno ha.
Chi ci và a perdere secondo me sono entrambi,solo che chi lascia si assume tutte le responsabiltà e in un futuro potrebbe avere solo ripensamenti,cioè le cosa più brutta!
Come si dice:si chiude una porta e sia apre un portone…non piangerti mai più addosso,non lo meriti,anzi lo dovrebbe fare lui….
Chi lascia non stà male…lascia perchè sicuramente al 90% già ha un’altra via…quindi non pensarci più e ama più te stessa!
ciao e buona fortuna!
Ciao,
anch’io sono stata lasciata e ti capisco. non era un matrimonio ma la
storia di un anno..e dopo le solite scuse da parte sua sono stata
rimpiazzata alla velocità della luce con un’altra. fa male molto male,
perché io l’ho amato e gli ho creduto moltissimo. le fasi di cui parli
sono proprio quelle ci passiamo tutti. puoi migliorarti, ricostruirti
e capire nuove cose di te stessa tutto vero. solo una cosa però: NON
COLPEVOLIZZARTI. non è colpa tua se la storia è finita, delle tue
mancanze o per il fatto che non eri abbastanza amabile con lui. non
conosco la tua storia ma se ti voleva bene ti avrebbe capita no? non
sarebbe certo andato con un’altra. anch’io mi sono colpevolizzata
anche perché lui me l’ha fatto pensare…scaricandomi le colpe addosso
per i miei nervosismi dell’ultimo mese e bla bla bla. tutte cavolate
per alleggerire la sua coscienza! semplicemente non sono persone
adatte a noi, non ci amavano più, si erano stancati ecc. è troppo
facile dire eh ma tu eri nervosa, non eri più carina con me…i
problemi si affrontano con amore e comprensione..se uno fa il passo di
andare con un’altra donna le conclusioni sono ovvie.
un abbraccio e buona rinascita !!!
certo un pò di riflessione sull’accaduto fa bene ma non cercare di capire dove tu hai sbagliato perchè non hai fatto nulla.semplicemente lui non ti amava più ma certo non perchè tu eri poco affettuosa o non lo capivi.
Io ho messo un ragazzo su un piatto d’oro (non d’argento!) eppure alla fine ha scelto di stare con un’altra.Il problema non siamo noi.Se uno ti ama,ti ama per quello che sei.
Grazie per le vostre risposte! Per l’incoraggiamento ad amarmi di più di brunetto 87, a lasciare che il passato sia passato di mildred, ad una buona rinascinata(bello!)di Valinda, al punto di vista di rosarossa.
Penso che le responsabilità di un fallimento matrimoniale (o di qualunque rapporto che veda in gioco i sentimenti tra due persone) siano sempre al 50% indipendemente se si è chi lascia o è lasciato, assumersi le proprie senza piangersi addosso (quoto brunetto87)è il vero salto di qualità. Tocchare i nostri limiti per andare oltre di essi. Per me da qui inizia la mia rinascita, costruendo sul dolore insopportabile di oggi, la mia felicità di domani.
Trovo inopportuno il discorso di tiffany:
in condizioni normali (in assenza di violenze o altre cose strane) che
lascia ha la forza di cercare nuovi orizzonti e rimettersi in gioco
rispetto ad un rapporto stabile ma statico?
Ma che idiozia è questa?
Molte volte volte chi lascia è proprio quello incapace di creare nuove
opportunità nella coppia, è proprio quello che cerca la novità perchè
è annoiato o perchè è stanco di affrontare i problemi reali o finti
che siano. é troppo facile dopo anni rimettersi in gioco
preconfezionando un set di colpe e mancanze verso l’altro in modo tale
da definire la propria discolpa, e questo soprattutto nel caso in cui
c’è un terzo incomodo…
E questo a qualsiasi livello, si passa dai problemi di incompatibilità
caratteriali al vogliamo cose diverse dalla vita… una volta una mia
ex mi accusava di annoiarsi con me perchè non facevamo cose
interessanti, lei non credo abbia mai preso un’iniziativa in 7 anni di
storia, e la sera doveva andare a dormire max alle 21 altrimenti erano
problemi…
Oppure l’ultima che dopo 4 anni si è accorta che faccio un lavoro in
continua trasferta…
Quello che ho capito e per me è una regola sacrosanta su cui si basano
i comportamenti di chi lascia è la seguente:
chi interrompe una relazione sana e stabile malamente ha come unica
difficoltà quella di svincolarsi dall’ex partner in modo tale da
attirare meno giudizi esterni e meno rotture di scatole in generale
(il dare spiegazioni ad esempio).
L’ex diventa di botto inopportuno nel chiedere spiegazioni e diventa
mediamente una brutta persona da evitare. Le nuove fiamme saltano alla
luce del sole anche mesi dopo la separazione e magari erano presenti
da mesi prima. L’ex e le persone a lui vicine sono di botto pettegoli
falsi e bugiardi.
Non ho mai sentito dire da che sbaglia: Ho sbagliato, ma quello che
voglio io, seppur futile o offensivo/doloroso ha per me la priorità a
prescindere dalla morale. Questo sarebbe molto più accettabile della
melma che si cerca di confezionare e spacciare per crema chantilly.
@Monic6
non è vero che le responsabilità sono al 50%.
In tantissimi casi chi fa qualcosa lo fa perchè è libero di scegliere.
Queste persone con la libertà di scelta alle volte scelgono di
distruggere qualcosa di sano per altro, a prescindere da come sia
quest’altro.
Sarebbe come dire che se io attraverso sulle strisce e qualcuno mi
investe, cmq la colpa è anche mia perchè non mi sono fatto da parte.
Il male fa parte dell’uomo, e chi sceglie di farne ad altre persone lo
fa consapevolmente per il puro ritorno personale.
Se un uomo tradisce la moglie perchè lei dopo aver fatto due bambini
non ha più lo stesso aspetto fisico, o perchè non c’è più la passione
di una volta non c’è colpa al 50%. semplicemente chi tradisce non ha
avuto la lungimiranza di capire che il tempo passa e che sua moglie
avrebbe potuto negli anni perdere in bellezza.
E di esempi se ne possono fare tanti.
Sergio, ho letto il tuo post con molto interesse e mi trovo d’accordo su quasi tutto quel che affermi.
Sarebbe molto onesto da parte di chi lascia tentare di prendersi le responabilità del suo gesto in toto, senza false ipocrisie per salvarsi faccia e di dietro agli occhi degli altri o far tacere la propria coscienza.
Ma penso anche che la prospettiva di chi viene lasciato, il tentativo di prendersi un 50% di responsabilità, sia dovuto al desiderio di ricominciare con prospettive nuove.
Tu credi, chissà se questa volta mi risponderai, che, pur avendo subìto un torto al 100% non siamo in parte responsabili, quantomeno, nell’aver sbagliato a credere che quella fosse la persona giusta?
Avere una parte della colpa può significare salvare noi stessi in un futuro approccio, quello giusto magari, anzichè innamorarci degli aspetti del carattere di una persona e non della persona come nostro compagno di viaggio. Nel bene e nel male.
Altrimenti mi toccherebbe pensare che tutte le storie sono dei potenziali fallimenti. Allora solo il caso deciderà se una storia finirà bene o meno. E’ tutta una questione di fortuna e non la capacità di scegliere una persona adatta a noi.
Preferisco pensare di non averci visto giusto, e qui la corresponsabilità, di aver scelto in base a visioni distorte dell’amore, costruendo qualcosa a senso unico e ricevendo come premio un bel calcio nel sedere. Colpa mia e della mia visuale corta.
Nel perdono non si rivaluta la persona, si tenta di rivalutare se stessi, nel tentativo di non nutrire quel rancore che c’impedisce di aprire gli occhi.
Caro Sergio,
non me ne volere,non è un attacco nei tuoi confronti,anzi ti invito a leggere la lettera che ho scritto “il principe-bruco-azzurro”cosi almeno non avrai dubbi sul fatto che non sempre chi lascia lo fa per altri interessi,tantomeno esalto chi lascia perchè innamorato di un’altra,lungi da me dare colpe,o giudicare..credo invece che non tutti i mali vengano per nuocere,se suo marito ha trovato la scusa più banale del mondo lei ora la possibilità di guardare avanti e non aggrapparsi più ad una storia che forse aveva già qualche crepa,voltare pagina non sempre è peccato, tutto qui.Se la sproni a guardare i torti di lui,lei non farà altro che sentirsi sempre più vittima e depressa,deve, come me e te ,imparare a vedersi speciale,a migliorare,a riconoscere i” sosia delle anime gemelle”.
Non so cosa a te sia capitato,ma credimi non e’ il mio caso quello che e esponi,e non credo di altri,ogni storia ha un suo perchè,ogni fine ha un suo preciso motivo,non ne fare di un’erba un fascio,io di certo non lascio mio marito per un altro o perchè ne ho uno da un pò,anziiiii!!Meglio sola per ora.
Non essere arrabbiato, il risentimento non porta da nessuna parte.Sai quanti mi hanno consigliato di denunciare mio marito e chiedere la separazione per colpa?sappi che potrei farlo,ma non riesco a essere cosi vendicativa.
Mi basta sapere che sarò libera,perchè alcuni uomini ti chiudono in gabbia e poi si raccontano bugie per non riconoscere colpe.
Le persone che sono intorno a me mi vorrebbero come una vittima sacrificale,a piangermi addosso,mi dicono tutti che sono in forma,ed io rido,non faro’più sentire felice nessuno davanti alle mie lacrime,sicuramente penseranno che avevo premeditato,che ho un altro,che ho trovato scuse,ben venga..io so chi sono e non ho paura di giudizi,gli amici sono ben altro.
io spronerò chiunque a guardare avanti senza odio anzi a perdonare prova a farlo anche tu.
Ad ogni modo io faccio il tifo per lei e per tutti quelli che come me scrivono qui per problemi di cuore.
Ad Maiora..
Tiffany
@Key
Ovvio che la nostra colpa è aver scelto la persona sbagliata, ma
innanzitutto non credo che a parte i vari “teenager” a livello
mentale, una persona matura scelga una persona che gli farà del male
(io non mi faccio una storia seria con chi so mi tradirà o so che è
abituata a farlo), quindi noi ci innamoriamo di ciò che ci viene
proposto, perchè gli altri per quanto pensiamo di conoscerli saranno
sempre estranei.
Successivamente ti dico che cmq scegliere la persona sbagliata non è
una colpa verso quella persona ma verso noi stessi, quindi se la
storia va male perchè uno dei due ha deciso così, la colpa è solo di
quella persona.
@Tiffany
Valgono le stesse cose dette a key.
Inoltre ti confermo che sono incazzato nero. Sono incazzato per aver
dedicato quasi 12 anni di vita a due perfette merdacce. Due persone
che mi hanno succhiato tutto come fossi un’aragosta, si sono fatte un
futuro sulle mie spalle e poi mi hanno cestinato.
Soprattutto l’ultima, che di fatto prima di conoscermi era una fallita
in tutti i sensi (io in questo ho sbagliato). con me si è ripulita e
si è migliorata sfruttandomi fino all’ultimo.
Io proverò sempre rabbia e odio verso queste persone, e grazie a
questa rabbia che colleziono successi in tutti gli altri campi della
vita, proprio perchè devo essere migliore di loro e di tutto ciò che
le circonda. E le mie vendette un pò alla volta me le sto prendendo
tutte.
Carissimi, dalle vostre risposte ho visto dei mondi! Scusate la banalità ma non so come altro dirlo. E tanta sofferenza, tanta grinta e la capacità di perdonare, prima di tutto noi stessi. Ognuno di noi reagisce in modo diverso, con la ricetta che gli è più congeniale, condividerla è un bene.
Key:
Si, è quello il senso del mio volermi assumere il peso dei miei errori, vederli mi fa soffrire, non mi piace, ma se li vedo, posso (forse)non ripeterli. E anche non sentirmi una vittima in balia degli eventi. Forse è vero che ho scelto la persona sbagliata, quello che posso dire è che avevo molta fiducia in lui, lo ritenevo la persona più corretta che avessi mai incontrato e non sono nè stupida, nè superficiale.E’ che dopo il matrimonio (avvenuto 4 anni fa, dopo 4 di fidanzamento) abbiamo attraversato delle prove molto dure, la vita non ci è stata benevola.Per quanto riguarda me, sono stata troppo presa nel mio malessere e sono stata poco presente anche a me stessa, figuriamoci a lui. Avevo capito che qualcosa non andava nell’ultimo anno, ma ho rimandato di affrontare la questione a dopo che mi fossi rimessa un pò in sesto. Forse mi dovevo rendere conto che non era normale che mi dovessi rimettere in sesto senza chiedere o aspettarmi il suo aiuto. Lui è crollato prima di me e si è “salvato” facendo la scelta di innamorarsi di nuovo. Credo che sia la via di fuga più vitale, cosa di meglio, ma credo anche sia da irresponsabili, come in un certo modo dice Sergio. Certo, noi giudichiamo sulla base delle nostre delusioni e magari dovremmo avere una prospettiva che vada oltre noi, ma come dicevo prima, nel dolore è difficile andare oltre noi.
Sergio:
invidio la tua carica, che ti permette di essere vincente in altri campi. A me sembra di aver fallito tutto e di non avere più un progetto di vita (scusate il pessimismo cosmico….). Secondo me, sarai ancora più soddisfatto di te e delle tue mete raggiunte, non quando sentirai di averle ottenute contro qualcosa (le delusioni), ma quando non ti importerà più di loro. Pensa che bello!
Tiffany
Grazie a te(anche agli altri!)per la solidarietà che mi hai fatto arrivare, penso che anche la tua scelta di lasciare sia molto tosta. Penso anche che quando giudichiamo gli altri, in realtà stiamo giudicando e parlando di noi più che di loro. Riuscire a perdonare è la cosa più liberatoria. Io non ci riesco ancora. Per il momento mi aiuta un pò pensare che almeno lui, anche se irresponsabile, è in qualche modo felice. Sembra assurdo?
bah…
in effetti mi piace il discorso di sergio+key, anche se l’autoanalisi è indispensabile in ogni caso. penso nn si sia MAI al di sopra di qualsiasi errore. nessuno, anche se c’è chi dei due la fa realmente più sporca dell’altro.
cmq, nel complesso mi piace molto questa lettera.
mi piace quel momento di analisi. a tutto quello che ho letto aggiungo: “piangetevi addosso tutti perchè ci sta, ma poi svegliatevi fuori. dateci un taglio con le lettere da frignoni qui, le cavolate sul suicidio ecc… non servono a nulla di nulla se non a sfogare dei primi momenti di stasi”.
Salve.
Secondo me si dovrebbe avere il coraggio di dire che e finita, e non portare per le lunghe il male e la sofferenza dell’altra persona.
chi ama ancora il marito , o la moglie,soffre molto, ed e terribile.
sono molto d’accordo con Sergio
Anch’io sono molto d’accordo però poi si arriva a dire che la rabbia è il motore delle rivincite che ci si prende nella vita, collezionando successi per dimostrare agli ex di essere migliori, beh, questa per me non sarebbe vita, trovo inopportuno lo scopo primo e lo scopo ultimo.
Comunque gli altri e mai se stessi, o una causa superiore, che sarebbe quella di migliorare in quanto individui, in quanto artefici del nostro destino, e non quella di scavalcare e spingere per non fallire mai, per non fallire più, per questo continuo a parlare di presa di coscienza, quel non voler fallire, quel voler dimostrare, è insicurezza e non determinazione o forza.
E poi questo ha un rovescio della medaglia, se il successo si trasformasse in insuccesso? Il dolore sarebbe tanto più grande, la sconfitta inaccettabile, perchè, a ragionarla così, si dovrebbe dar conto anche di questo a chi, magari, non vede l’ora di vederci disperati e distrutti, godendo dei nostri eventuali fallimenti.
L’ostentazione di sè non è mai una vittoria reale a mio avviso.
E’ l’accettazione di quel che è accaduto la vera vittoria.
Con le giuste colpe ma con il superamento.
moni6, bello il tentativo di autoanalisi come dice spectre, però la zappa sui piedi non tirartela perchè a volte abbiamo solo incontrato la persona sbagliata, a volte non riusciuamo a crescere, o migliorare e ci lasciamo andare, anche perchè ci viene richiesto individualmente uno sforzo superiore a quello che andrebbe fatto INSIEME, in coppia.
Quindi la tua crescita avverrà sicuramente ma non per porti in maniera diversa con un altro uomo, solo per scegliere quello giusto, che non ti dia l’imput per lasciarti andare, perchè chi desidera davvero depositare la propria vita nelle mani di un altro? Solo gli opportunisti, gli inetti. In casi normali ciò avviene quando anche l’altro non è stato capace, o non ha voluto egoisticamente, starci vicino, facendo nascere meccanismi, o insicurezze che in altri casi, o con un’altra persona, non sarebbero scattati.
E qui mi pare anche che la frase “ci innamoriamo di quello che ci viene proposto…perchè gli altri sono sempre degli estranei” sia ancora da ricondurre alla sfiducia in noi stessi, nella capacità che abbiamo di scegliere secondo criteri che non siano distorti.
Perchè a volte vediamo ma non vogliamo vedere e non si tratta di adolescenti, ma solo di credere che quella sia la persona giusta, quando è evidente che non lo è.
Trovo sempre più maturi,sensati ed intelligenti gli interventi di key,”ciò che scrivi lo sto imparando in un percorso iniziato più di un anno fa.”
Chi ha parole per gli altri, come le tue, è una persona evoluta.
Grazie Tiffany
Credo che l’unica cosa che abbia valore è come ognuno di noi, trova il modo di reagire e andare avanti. Nella situazione che stò vivendo, la mia via di uscita è questa auto-analisi. Anche se agli occhi degli altri può sembrare un atto di debolezza o una reazione autolesionitica. Certo, lo stato d’animo è una disperata consapevolezza, ma conto i giorni per quando ne sarò fuori, è la mia forza. Spero di non farvi sorridere, ma ho un’immagine di me adesso: mi vedo come una guerriera antica, sono a terra, ferita, sconfitta, con la corazza che avrebbe dovuto proteggermi, sparsa a pezzi intorno a me. Ma vedo che i pezzi della corazza a poco, a poco magicamente ritornano al loro posto, è un processo lentissimo ma inarrestabile e quando sarà finito, io mi rialzerò. La mia autoanalisi è il processo che pemette alla mia corazza di ricostituirsi.
Key
Spero di diventare più autentica, non voglio costruire una maschera. E hai ragione, non dobbiamo depositare la nostra vita nelle mani di una altro, è una cosa ingiusta anche per chi si troverebbe un tale fardello.
Antonia
vero! Però anche noi dobbiamo imparare a non permettere all’altro di “portarci per le lunghe”. Io non sono ancora molto brava in questo….. A questo proposito: consigli, esperienze? Grazie!
Monic6 spero di non aver dato adito a fraintendimenti perchè non sorrido affatto riguardo alla tua presa di coscienza, nè ti considero una vittima autolesionista e debole.
Tutt’altro direi e so cosa significhi esser considerati deboli nel momento in cui spieghiamo tutte le nostre energie per tenerci forte, considerando noi stessi, appunto, vincitori per non aver ceduto, nel mio caso visto che ti serve un confronto più diretto, alle provocazioni, ai tentativi di attribuirti le responsabilità in toto.
So cosa vuol dire prendersi una parte delle colpe con lo scopo di crescere e migliorare.
Il rischio, nel mio caso ti ripeto, è stato quello di sconfinare al punto da non accorgermi che ci stavo perdendo in autostima.
Perchè quando capisci i meccanismi che ti hanno condotta verso un fallimento il passo successivo dovrebbe essere quello di sentirsi più forti, ma a volte capita il contrario, entrando in una serie di considerazioni che ci impediscono di scorgere il vero limite delle colpe.
Esempi non te ne posso fare, perchè preferisco rimanere vaga su alcuni argomenti, sappi però che sono passata da un momento di forte adrenalina perchè riuscivo a contare solo sulle mie forze dignitosamente e senza violenza di alcun tipo, ad un momento di grande crollo per aver soffocato la rabbia e successivamente al dubbio che ciò che mi si rimproverava fosse reale.
Questo finchè guardavo il mio ex, mi aspettavo dei riconoscimenti per buona condotta che non sono mai arrivati, anzi, più la mia dignità ed il mio buon senso erano alti, più lui ci provava gusto a dirmi cattiverie sempre più atroci, che hanno minato le mie sicurezze, e non poco. Perchè gli sembrava assurdo che potessi farcela senza di lui.
E poi chi ruba il partner ad un altro/a ha tutto l’interesse per mettersi sempre in mezzo nel peggiore dei modi.
Tutto questo solo per dirti vacci piano se puoi, senza acredine ma con la giusta coscienza, ripeto, è DOVEROSO che il nostro partner contribuisca a non farci perdere di vista il nostro amor proprio.
Se lui si fosse lasciato andare tu l’avresti spronato o gli avresti dato un calcio nel sedere?
Volevo solo dirti, se ci riesci, distraiti da lui, distraiti da voi, perchè quando amerai ancora ti verrà quasi naturale porti in modo nuovo, o forse uguale, ma a cosa serve il logorio?
Sarai diversa, avrai una ferita che cmq nn si rimargina, l’unica via di uscita sarà quella di avere una persona sana al proprio fianco, ce non ti/ci conduca alla lucida follia.
Tiffany, grazie ma il confronto serve anche a me.:)
Permettetemi un paio di riflessioni.
E’ vero, l’esperienza di una separazione è una delle più dure da metabolizzare, è un lutto. E’ vero anche che la prima reazione è quella di cercare gli addebiti di colpa, più colpe troviamo nell’altro, più ci sentiamo a posto noi. Se le colpe le troviamo in noi beh … o si passa alla frustrazione o ci si ripromette di non ripetere gli stessi errori. Credo che l’errore più grande sia nell’utilizzare il termine “per sempre” nella stessa frase in cui pronunciamo la parola “amore”. C’è un errore di fondo, l’amore è un setimento e come tale subisce mutazioni, evoluzioni o involuzioni. Con tutti i buoni propositi possibili non è credibile che un amore sia per sempre. E’ per sempre l’affetto, il rispetto … ma non l’amore. Quando nasce una coppia si parte insieme allo start ma poi comincia il difficile, il difficile è correre allo stesso ritmo, con gli stessi obiettivi. E’ purtroppo facile svegliarsi una mattina e rendersi conto che uno dei due è rimasto indietro, è troppo avanti o, peggio ancora, ha preso una strada diversa. Nessuno di noi è lo stesso di anni prima, o si ha la capacità di modificare l’amore insieme o … finisce, è inevitabile e fisiologico
Key
Grazie, messaggio ricevuto forte e chiaro, ne terrò conto sopratutto nei prossimi sviluppi a breve (è previsto un confronto con lui, ho molta paura adesso, capisco che l’amore fa anche paura).
Pat
Si, è così, senza mantenere l’attenzione alta nella coppia, si rischia di prendere strade diverse e rendersene conto troppo tardi. Credo che sia successo anche a noi.
Monic6 ti faccio i miei auguri più sinceri.
Pat, nessuna certezza, solo un dubbio, l’amore non è per sempre?
Non saprei.
Alcuni amori sono per sempre. Alcuni legami sono indissolubili, tant’è che, chi non trova l’amore assoluto è all’eterna ricerca di quel sentimento straordinario , che non ha nulla a che fare con la passione.
Forse tu parlavi di quello, la pasione scema negli anni ma, per carità, non è il sentimento che si affievolisce, casomai cresce..
Forse l’errore è scambiare “la chimica” tra due persone per amore e rimanere di sasso quando il desiderio non c’è più e l’altro diventa un estraneo ingombrante.
L’amore di cui io parlo è quando l’altro è al pari di un pezzo di te.
Monic6
In bocca al lupo,si forte,sono con te!
Se e quando vuoi dacci notizie,un abbraccio virtuale…
Tiffany
io penso che l’amore sia per sempre, certo, col tempo puo essere diverso, ma ci si accorge se c’e ancora una base che ti fa sentire il desiderio di condividere insieme qualsiasi cosa, o sentire l’indifferenza dell’altro, questo e terribile , specialmente quando noti la consapevolezza dell’altro a cercare qualsiasi cosa da fare che lo tenga distante , anche stando nella stessa casa, e dopo 37 anni di matrimonio.
questo non e’ fare del male? l’indifferenza e terribile,.
Dunque, molto confusa.
Molto, molto confusa.
Vi prego, tutti a raccolta. Domanda del giorno, care amiche/amici (vi percepisco proprio così!), come si può lasciare aperte tutte le ipotesi di evoluzione di una crisi con l’equilibrio e il coraggio sufficienti ad accettare che sono veramente evoluzioni TUTTE possibili? Ed avere la forza di rischiare, senza farsi obnubilare dal desiderio insano di tornare insieme, senza farsi del male?
Mi ha detto che l’altra storia è nata, cresciuta e finita molto in fretta, che ha sempre saputo di non essere veramente innamorato, nè lo pensava dell’altra, che ne aveva solo bisogno. Che il problema siamo noi due.
Abbiamo deciso di rimanere separati finchè non ci siamo chiariti meglio le idee. Certo ho paura, i miei sentimenti sono provati, la mia fiducia è in pezzi. A cosa credere? Non capisco nemmeno bene cosa provo.
Ciao Monic6, come stai? sono passati un pò di mesi da quando hai scritto la tua lettera e l’ho letta solo ora (come sia possibile non so…sto girando su questo sito da 4 mesi, da quando è finita la mia storia). Sai che potrei averla scritta io? anche io sono stata lasciata e anche io come te sto utilizzando questo momento per innamorarmi di me e per analizzare i miei comportamenti che non mi sono mai piaciuti. Sto leggendo un sacco di libri, sto cercando davvero di intraprendere il cammino più importante, quello di conoscere noi stessi. A te come sta andando? spero meglio, sono sicura che sarà così! ti abbraccio e sappi che sono con te al 100% !!!!!
Vale anche per me che sono un maschietto e condivido tutto. Baci e abbracci di cuore a tutti i “lasciati”