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Essere troppo diversi dagli altri

di folha

Ciao a tutti. 

Mi piacerebbe sapere il vostro punto di vista sulla mia situazione. Sono una ragazza di 26 anni. Mi sono resa conto di non avere letteralmente amici,  tanto meno persone fidate con cui parlare. Mi sento estremamente diversa dagli altri. Se mi trovo all’interno di un gruppo va a finire che dopo poche ore mi ritrovo da sola, in disparte. Non riesco ad integrarmi! Ci provo anche, ma non mi riesce. Non mi interessano i discorsi delle persone, discorsi in cui si parla di altre persone (e magari se ne parla anche male), si parla di soldi, o ci si lamenta di qualsiasi cosa. Tutte cose che non risuonano con me. Dunque resto zitta e pian piano vengo esclusa. Non che la cosa mi crei particolare tristezza, però giunta a questo punto della mia vita mi sento veramente sola, e mi chiedo se dovrò vivere così per sempre. Sono uscita qualche volta recentemente accettando controvoglia qualche invito.. ma sinceramente, stare fuori a congelarmi al freddo a parlare del più e del meno, e stare lì a guardare queste persone intorno a me con questo bicchiere in mano e questa sigaretta e queste espressioni tristi negli occhi, sotto le maschere sorridenti.. piuttosto resto a casa. Anche entrare in luoghi affollati tipo pub o discoteche per me è problematico, la musica è troppo forte per me e in più mi manca l’aria. Non mi sembra di essere una pazza nè un’aliena, ma allora perché è così difficile trovare persone come me? Sin da bambina sono sempre stata molto diversa dagli altri. Per questo ero sempre al centro dell’attenzione, in ogni circostanza. Poi crescendo sono diventata l’opposto, totalmente riservata e quasi invisibile. Non ho mai avuto amicizie tra i miei coetanei. Ho potuto parlare e scambiare idee sempre e solo con persone molto più grandi di me (a 16 anni ho avuto la prima storia seria con un ragazzo di undici anni più grande, e da lì, tutte le mie relazioni più strette sono state solo con persone molto più grandi di me). Non so che fare. Non so dove sbaglio. Non riesco ad essere falsa, posso anche sforzarmi ma non ce la faccio proprio ad interessarmi dei discorsi delle persone. Non ho un ragazzo e non trovo nessuno. In realtà sono innamorata da anni di un uomo impegnato, ha il doppio dei miei anni e nonostante la cosa sia impossibile perché è già impegnato e altri motivi, non me lo tolgo dalla testa e nemmeno volendo riesco a provare interesse per qualcun altro, e sto passando la mia vita ad aspettarlo, sperando non so nemmeno più io con quale forza, e provando compassione per me stessa. Vi sembra che io abbia dei problemi? 

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Categorie: - Me stesso

53 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    Angwhy -

    No,è la pigrizia che ti frega,la tua lettera dice tutto.quando il treno non passa sarebbe bene incamminarsi a piedi

  • 2
    Rossella -

    Penso che dovresti vivere come credi. E’ indubbio che dopo una certa eta’ la stragrande maggioranza delle persone ha molti piu’ pudori. Ma e’ normale. Se ti guardi indietro ti sara’ facile realizzare che un 10 max 20 % delle persone si sposavano dopo i 30 anni. Penso che non si possa forzare la natura… alla mia eta’,pur credendo nel matrimonio, preferirei andare a convivere. Ma e’ chiaro che non mi sposero’. Non lo vivo come un problema. Capito? Nella vita si puo’ solo che andare avanti… con grande rispetto per chi non la pensa come noi.

  • 3
    folha -

    In che senso è la pigrizia che mi frega?

  • 4
    Golem -

    “Nella vita si puo’ solo che andare avanti… con grande rispetto per chi non la pensa come noi ”

    Ho la sensazione che questa frase verrà riproposta ancora.

  • 5
    matteob -

    Ciao,

    inizio dicendoti che ti capisco perfettamente. Ho 24 anni e Anch’io come te sono diverso: non amo andare a ballare, se voglio uscire con altri preferisco una pizza o un locale senza casino o musica dove si può conversare. Mi piacciono le cose semplici. Molte volte però non sempre riesco a sentirmi a mio agio. Perchè ho interessi e valori e idee che sono diversi dal resto delle persone. Forse a volte anche antiquate o strane ma io sono così. E io per carattere tendo a essere molto timido. E mi sento a mio agio solo con persone che come me vengono dallo stesso ambiente o passioni. Persone che hanno idee come le mie. Attraverso anchio dubbi come i tuoi in questonperiodo ma cerco di fare in modo di accettarmi perchè ognuno è perfetto com’è. Questo lo dico sempre alle persone a cui voglio bene, anche se non sempre riesco ad applicarlo su di me e come ti ho detto sto cercando di farlo in questa fase della mia vita. Quindi voglio dirlo anche a te: sei perfetta così come sei! Non avere paura di esserlo

  • 6
    GIORGIO -

    Comprendo bene..molto bene. Ho 46 anni e questo straniamento, questo sentirsi “alieni” a sé stanti dal contesto relazionale l’ho vissuto sin dall’adolescenza. Ricordo bene il senso di isolamento e incomunicabilità : ne soffrivo dannatamente. Il tempo non risolve ma acuisce, del resto dopo i 40 anni fare conoscenze è molto faticoso, vi è come un muro di diffidenza reciproca ma anche di disimpegno. Le mie vecchie conoscenze poi sono tutte “andate”, vuoi per impegni famigliari imprescindibili (e sacrosanti), vuoi per mancanza di tempo o per divergenze antiche ma sempre attuali, vuoi perché ognuno tende a coltivare i c.... propri. Del resto le amicizie vere sono quelle dell’adolescenza e della gioventù, se restano in piedi superati i 40 anni è miracoloso (ma non impossibile). Ti posso dire che ho imparato a non elemosinare più l’attenzione degli altri, non per narcisismo ma per amor proprio. Certo pesa la solitudine e in certi momenti è molto dura come situazione ma..il disagio di frequentare individui a me estranei e indifferenti sarebbe ben più pesante.
    E’ tutta una questione di affinità elettiva : da ragazzo/giovane ero sempre io che cercavo gli altri pur di non rimanere isolato, ma non è stato un grande affare. Avrei dovuto selezionare meglio ma ero fragile più di ora. E meno consapevole.
    Ridicolo chi ti accusa di “pigrizia” (che stronzata banale…), ma chi sono io per raccattare qualsiasi essere incontri per strada ? Manco fossi ossessionato da questo aspetto della mia esistenza, certo mi pesa ma nn ne sono schiavo e poi penso occorra prendersi la responsabilità delle proprie scelte. Penso che si possa essere sposati e pieni di figli, conoscenze, relazioni ma coltivare sempre un’isola dentro il proprio animo, un’isola misteriosa e sconosciuta a tutti e per questo preziosa, da preservare.
    Il tempo dona visione d’insieme, indulge sugli sbagli e addolcisce i rimpianti.. è tempo di amarsi di più, di avere più cura. E’ pur vero che la Natura di ognuno fa percorrere strade ben precise, il carattere poi definisce il resto. Quindi : perché dovrei snaturarmi ? Potrei considerare la cosa se il malessere, il disagio, la sofferenza fossero imperiosi, implacabili, fonte di nocività maligna. In ogni caso offro sempre una porta aperta, comunico (ci provo), ascolto, accetto contesti di relazione e provo a costruirli. Ma non forzo mai la mano, mai, tutto dev’essere naturale. Come quando ci si innamora.

  • 7
    GretaEvaMaria -

    Ciao Folha,
    sono quasi tua coetanea, ho 25 anni, e anch’io un pò di tempo fa ho scritto qui qualcosa che c’entrava con la solitudine. Posso dirti che non sei l’unica a trovarti con certe riflessioni.
    Ritrovo molto di me in ciò che scrivi.
    Sono fortunata, sono sposata con un ragazzo anagraficamente poco più grande di me, ma che è sempre stato più maturo dei suoi coetanei già da quando lo conobbi, ormai diversi anni fa.
    Per il resto anch’io le poche situazioni in cui mi sono trovate bene le ho condivise con persone adulte anche quando ero più piccola. Come te, anch’io non ho amici, e come te anch’io certe dinamiche dei comuni gruppi le ho sempre avvertite distanti dal mio modo di essere, di concepire l’amicizia e la condivisione.
    Come ti ha scritto MatteoB, anch’io mi sento “semplice” del tipo di divertimenti, ciò che realmente più mi manca è forse l’autenticità, nelle sue varie sfumature. Ed infine, come te, una cosa che ripeto spesso è “Non so che fare. Non so dove sbaglio. Non riesco ad essere falsa”.
    Ad ogni modo, preferirei scriverti privatamente. Se ti fa piacere, ti lascio la mia email, non sentirti costretta: gretaevamaria@gmail.com

    ciao, buona serata

  • 8
    Sofia -

    Come vi capisco..
    ….alla perfezione….e non ne avete idea!!!!

  • 9
    fabio -

    non sei un aliena,sei un aliena che non sta vivendo altri alieni…
    ovvero hai un altra mentalita e interessi rispetto a quel cerchio di persone che stai frequentando! esempio??? se tu fossi atea e i tuoi amici ti porterebbero a fare la cherichetta saresti alienia?? no! rimarresti atea! quindi coraggio e vedrai che troverai la tua strada! anzi…non cedere a fare cose che non ti stimolino e non ti gratifichino! giocati la partita piu bella chiamata vita!

  • 10
    Condor -

    @Folha probabilmente il “problema” e che sei più matura dei tuoi coetanei, e quindi avendo interessi diversi da quelli della tua età, fai fatica a socializzare.
    Faccio un esempio: se ha 16/18 anni tutti si fanno le canne, e tu non te le fai, tendi a rimanere isolato dal gruppo.
    Questo vale anche per gli altri interessi: Disco, pub, ecc.
    Per questo probabilmente punti un uomo più grande di te. Ma ti sconsiglio di proseguire sulla strada di un uomo sposato, che secondo me ti può portare solo guai.
    @Giorgio quello che hai scritto al 90% avrei potuto scriverlo io!

  • 11
    Yog -

    Che tu abbia dei problemi è evidente anche a te stessa. La differenza la fa il modo di gestirli. Quindi dipende, se restare così ti rende felice, continua.

  • 12
    chaponine -

    Da uomo tuo coetaneo ti dico brevemente come la penso:
    1) nessuno ha veri amici. Tutti hanno conoscenze più o meno importanti. In amicizia funziona che sono tutti amici se non gli chiedi nulla, se hai bisogno spariscono in pochi secondi.
    2)Questo è il prezzo che paghi ad essere una persona intelligente in una società di mediocri. Nella società di oggi piena zeppa di capre sei un pesce fuor d’acqua.. Quindi o ti adegui alla società iniziando a parlare della cellulite di belen anche tu, o continui a leggerti i tuoi libri del grande Federico Zeri su Guido Reni(cosa che ti consiglio)
    3) Sul fatto di non avere un ragazzo è assolutamente normale. In media se parli di Carpaccio ti dicono che è un piatto di carne, e di Bellini ti dicono che è un cocktail alla frutta.. Stai da sola che fai la cosa migliore, goditi l’arte, lo sport ed i tuoi hobby, gira il mondo e visita la terra..
    La vita banale lasciala agli altri..

  • 13
    GIORGIO -

    @Condor : ..ne sono lieto, condividere è sinonimo di vicinanza sincera 😉

  • 14
    Yngvi -

    @GIORGIO: il tuo commento è di una bellezza e sensibilità unica…
    @CHAPONINE: sono pienamente d’accordo con te
    @FOLHA: mi ci sono ritrovato spesso in questa situazione, specialmente da giovane. Ti posso dire che crescendo, ora ho 45 anni, ho cercato di coltivare delle passioni. Questo ha fatto si di incontrare delle persone interessanti con condividevano le passioni. Ti posso dire cosa ho fatto: ho creato un gruppo misto che avevano la passione del trekking in montagna, ho cominciato a ballare il tango argentino ed ora, assieme ad un’amica, abbiamo creato un gruppo di lettura; una volta al mese ci troviamo e parliamo del libro letto nell’ultimo mese…Da questo gruppo, come nel tango o nel trekking, sono nate delle amicizie, si condividono dei momenti gioviali, come una cena, o una serata in birreria…ecco io ho fatto così, mi sono chiesto cosa mi piaceva e ho cominciato a frequentare persone proponendo delle idee. Ero parte attiva, non ho subito passivamente la vita che mi si proponeva… Potresti fare anche tu lo stesso, magari un gruppo di lettura. Magari da cosa nasce cosa e incontrerai un ragazzo che avrà delle cose in comune con te. Mia moglie l’ho conosciuta ballando tango.

  • 15
    alessandra -

    @Giorgio
    D’accordo con te al 100%.

    @folha
    Cerca persone che abbiano i tuoi stessi interessi e valori. La disco se non ti piace non frequentarla. Non snaturarti per evitare la solitudine.

  • 16
    Harlock -

    Se sei davvero “diversa” dal resto dei tuoi coetanei, non cercare a tutti i costi di entrare in uno schema ma abbi il coraggio di essere tu uno schema.

    Se la tua situazione è uno scudo contro un’inadeguatezza nell’inserirsi nel mondo dei tuoi coetanei, allora riflettici meglio.

  • 17
    maria grazia -

    chaponine, ottimo commento. Hai fatto un quadro preciso della nostra società. di solito mi rallegro quando la maggior parte della gente mi da contro. significa che sono sulla giusta via!

  • 18
    GretaEvaMaria -

    Ho riletto il tuo intervento Giorgio. Che dire? Non posso che essere anch’io d’accordo. Sarebbe contro logica oltre che contro natura costringersi a frequentazioni, di luoghi e persone, che non sentiamo affini a noi. Sarebbe solo una costrizione e come tu dici, non ne vale la pena..

  • 19
    GIORGIO -

    @Yngvi; @Alessandra; @GretaEvaMaria

    Grazie, sono felice di mettere a disposizione alcune mie riflessioni in merito.

    Abbiate Cura di voi, sempre. 🙂

  • 20
    folha -

    Ringrazio tutti. Sono felice di leggere esperienze diverse e simili. Un’altra cosa che non capisco è quale debba essere il mio ruolo all’interno di un gruppo, tra la gente.. della società, diciamo. In contesti standard, intendo, in cui non si sottosta a nessuna gerarchia. Intanto mi sembra di aver capito che alle persone piace molto essere ascoltate, mentre parlano delle loro idee, dei loro problemi ecc.. io ascolto volentieri. Oltre a questo… non so andare avanti. Penso sempre di non essere nessuno per poter giudicare, e nessuno per poter insegnare agli altri, mentre sono convinta che ci sia sempre di che imparare da tutti. E a questo punto mi blocco. Non riesco a spiccicare una parola su di me (ho paura di annoiare, o al contrario di sembrare una che vuole apparire, visto che magari ho fatto qualche esperienza particolare). Non intervengo nei discorsi a meno che non sia interpellata. Insomma i contesti sociali per me sono veramente problematici e ultimamente c’è questa novità per cui arrossisco di continuo per qualsiasi cosa! Anche quando mi chiedono banalità tipo cosa studio, come mi chiamo o quanti anni ho!! Non so veramente cosa mi stia succedendo

  • 21
    chaponine -

    @folha
    Torniamo ai fondamentali: alla gente piace parlare tanto, ma di ascoltare ciò che hai da dire tu non gliene po fregà de meno come diciamo a Roma. Puoi utilizzare però questa tua caratteristica empatica per scucire ciò che vuoi alle persone. Il silenzio è l’arma di manipolazione più grande.. Quindi ritieniti fortunata 🙂
    Sul fatto di annoiare dipende dal fatto che hai un autostima sotto i piedi, e non hai veri amici/corteggiatori che ti mettono nelle migliori condizioni per agire. E torniamo al punto iniziale che alla gente non gli frega nulla di ascoltare ma solo di parlare.
    Nel tuo caso penso che l’unica cosa che tu possa fare è aspettare che prima o poi troverai quella persona che ti farà aprire ed acquistare autostima, salvo poi tradirlo appena l’avrai riacquistata :-):-)

  • 22
    Condor -

    @folha forse nel tuo caso c’è anche un problema di timidezza eccessiva e poca autostima, che ti impedisce di dire il tuo pensiero.
    Però condivido quello che dici “mentre parlano delle loro idee, dei loro problemi ecc.. ”
    vedo che molte persone godono a lamentarsi dei loro problemi (spesso ridicoli), ma non gliene frega un ca..o di ascoltare i tuoi.
    Se però non si accettano (almeno in parte) le regole sociali, il rischio è di rimanere soli, quindi per quanto in buona parte condivido il pensiero di Giorgio (molto apprezzato da tutti), non credo sia utile arrivare all’estremo che è meglio stare soli.
    Anche noi dobbiamo cercare di essere un po’ più flessibili e adattarci, almeno in parte, al sistema sociale di questa epoca.
    La solitudine è molto pesante, ed in questo periodo della mia vita ne so qualcosa.
    Adesso esco a cena con i miei “amici” del Venerdì sera…forse non sono il massimo, ma sempre meglio che stare a casa a guardare qualche quiz televisivo.
    Buona serata a tutti i misantropi 🙁

  • 23
    GIORGIO -

    @CONDOR : Cerchiamo di capirci meglio..
    Anzitutto “soli” non significa essere isolati (tipo guardiano del faro); scelgo, e ripeto scelgo (di mia volontà) il rimanere solo quando le attenzioni rivolte al mio prossimo non solo sono ignorate ma incrementano il mio malessere. Perché devo stare male in compagnia di persone che mi restituiscono indifferenza (quando va bene) ? Caspita, ma che siamo masochisti ?? Certo è desolante ma l’autostima la recuperi smettendo di svilirti in relazioni&contesti sterili. Di questo potrei scrivere interi trattati vissuti sulla mia pelle, sia da adolescente che in età più matura.
    Come già scritto nel mio precedente intervento è una questione di “affinità elettiva” : è più facile, ma non scontato, incontrare persone a me simili se c’è qualcosa in comune, se CONDIVIDIAMO qualcosa di concreto (passione, interesse, hobby e via dicendo). Se l’unica cosa che ci lega è l’uscita serale per lo spritz nei locali del centro storico e basta… ok, posso anche accettarlo ma sicuramente non mi creo nessuna aspettativa relazionale. In fondo è proprio la solitudine che fa apprezzare l’importanza di selezionare la propria compagnia. Attenzione : nessun narcisismo o snobismo presuntuoso e intransigente, si tratta solo di “sentirsi bene” (cioè accolti) assieme ad altre persone a me simili. Viceversa il fatto di arrossire, il disagio, l’imbarazzo e il susseguente “blocco” possono anche essere la somatizzazione, come giustamente fai notare, di una profonda timidezza o il constatare di essere nel posto “sbagliato” con individui completamente diversi da me e aridi (almeno a livello empatico).

    Nessuno nasce misantropo, ma avere stima di tutti indifferentemente significa non stimare nessuno.

    Ciao
    Giorgio

  • 24
    Condor -

    @Giorgio giusto quello che dici.
    Il confine tra “stare da soli per scelta” e solitudine può diventare però molto sottile, soprattutto in questa epoca in cui ognuno si fa i c.zzi suoi.
    Io e te credo che la pensiamo in modo molto simile, ma consigliavo semplicemente a folha di cercare di adattarsi un pochino anche agli altri, senza snaturarsi ovviamente, e senza forzarsi ad uscire per forza con persone completamente opposte a lei.
    Anche perché io e te abbiamo passato i 40, e quindi orse abbiamo le spalle un po’ più robuste; folha ne ha solo 26, e rimanere soli è dura, e se non costruisce qualche legame ora, in futuro sarà ancora più difficile.

  • 25
    maria grazia -

    GIORGIO, il tuo commento n. 23 è ineccepibile. condivido ogni tua parola. Il tempo condiviso con persone che non ci sono perniente affini e con le quali ci sentiamo a disagio, con le quali non possiamo condividere nulla di significativo, è solo tempo sprecato. E’ giocoforza che chi ha qualcosa “in più” degli altri e vive in contesti culturalmente limitati – come ad esempio i paesini di provincia – tenda ad isolarsi, o a ritagliarsi un’ esistenza “segreta”.
    L’ uscita serale ? l’ aperitivo ? la “scopatina” ? i pettegolezzi con le “amiche” ? si, ci sta anche questo nella vita ed è giusto finchè si è molto giovani. ma poi alla lunga diventano cose già vissute, un film già visto tante volte. Ora cerco persone con le quali vivere esperienze più preponderanti sotto altri aspetti. primo fra tutti il condividere un interesse, una passione, o un’ attitudine.

    sottolineo in particolare la tua ultima frase:

    “avere stima di tutti indifferentemente significa non stimare nessuno.”

    un saluto.

  • 26
    Sofia -

    Per tutte le persone diverse dagli altri…
    Che hanno un loro pensiero…sempre e comunque al di là di tutto e non cedono a cambiarlo davanti a nulla ma vanno avanti in ciò che credono..
    Per tutti quelli che hanno una loro personalità…che non si lasciano prendere dalla debolezza di essere come tutti…
    Non si lasciano convincere ma mantengono quello per cui credono…

    Per tutte le persone diverse che lottano per fare capire qualcosa agli altri..per fargli comprendere..per fargli ragionare..

    Per tutte quelle persone che sono diverse dagli altri..sono chiuse e timide ma dentro enormi e buone di cuore

    Per tutte quelle persone diverse che preferiscono leggere e ascoltare invece di essere assordati dalla discoteca…

    Per tutte le persone diverse che preferiscono una caramella alle pasticche…
    Per tutte le persone che vogliono bere un drink ogni tanto o bibite al posto di litri di alcool…

    Per tutte le persone diverse che sono intelligenti..usano la testa e vogliono divertirsi non sballarsi…

    Per tutte le persone diverse che seguono il loro cuore..non la società…

    Per tutte le persone diverse che credono e hanno fede e vanno avanti attaccandosi a questa speranza..

    Per tutte le persone diverse che hanno dovuto lottare nella vita e non sanno cosa sia essere sereni..almeno anche solo per un attimo..

    Per tutte le persone diverse che hanno dovuto lottare contro l’ignoranza ,la stupidità,la superficialità (tipiche di questa epoca) pur mantenendo sempre ben in mente i propri valori e le proprie conferme

    Per tutte le persone diverse che hanno dovuto crescere in fretta dalla sofferenza e che sono diventate quindi più attente sensibili, più disposte a capire gli altri e più in grado di immedesimarsi in loro..

    Ma anche per tutte quelle persone diverse che dalla sofferenza e lotte contro la vita ne sono uscite a pezzi,reagendo con rabbia e odio

    Per tutte quelle persone diverse che non seguono mai la massa ma il loro cammino interno…

  • 27
    Sofia -

    La loro anima..
    Per tutti quelli come me…
    Io vi dico…
    E’ difficile essere diversi…
    Ma andatevene sempre fieri….

    Sempre fieri di voi stessi…

  • 28
    Golem -

    Peró, sembra una rivisitazione della famosa poesia di Rudyard Kipling, “If”. …Se sarai tutti questi diversi “diversi” sarai n’omm ‘o verament, figghio mio, no ‘nu quacquaraqua.

    Accipicchia Sofia, ma ci sono un sacco di diversi peró!
    Sembrano quasi più i diversi dei normali. Anzi sembrano in “esuberanza” come diceva il grande Totò.
    MiniBon.

  • 29
    maria grazia -

    Golem, ma è OVVIO che i DIVERSI sono in esuberanza. contrariamente a quello che credeno i “normali”.. 🙂

  • 30
    Sofia -

    Mio simpaticissimo golem…
    Non conosco quella poesia e neanche Rudyard ….chi è???
    Le cose che dico vengono fuori dalla mia zucca!! 🙂
    E ci sono tanti “diversi” perché ci sono tante sfumature diverse di una stessa cosa..
    Allora due maxi bon a te!!!
    Kiss..:)

  • 31
    rossana -

    Giorgio,
    quasi inutile dire che apprezzo la chiarezza e la gentilezza con cui esprimi i tuoi concetti, che in gran parte condivido.

    pur potendo essere più che estroversa (amo moltissimo comunicare, tanto che fuori casa spesso non solo saluto ma tendo a scambiare due parole anche con chi non conosco), anch’io “scelgo, e ripeto scelgo (di mia volontà) il rimanere” sola in particolare perché non riesco a essere interessata ai soliti temi superficiali sul tempo, lo sport, la politica, la quotidianità o il pettegolezzo. ho bisogno di “affinità elettive” più profonde per intessere e intrattenere relazioni, pur essendo in grado di apprezzare in quasi tutti qualcosa di buono e di istruttivo. risultato: queste non possono essere che pochissime!

    “è proprio la solitudine che fa apprezzare l’importanza di selezionare la propria compagnia.” – affermazione che sottoscrivo a tutto tondo!

    buona domenica!

  • 32
    rossana -

    Folha,
    in molti ti hanno scritto quasi tutto quello che di buon senso, con la massima buona volontà, si poteva osservare sul tema che hai proposto, per cui non resta granché da aggiungere.

    se ti va, rispondi a questa domanda: sei cresciuta in una famiglia giovane oppure i tuoi genitori sono un po’ avanti negli anni rispetto a te?

  • 33
    GIORGIO -

    @CONDOR : ..Ma certo, concordo con te. Sarà folha a valutare il compromesso più adatto per lei.

  • 34
    GIORGIO -

    @Maria Grazia
    @Rossana

    Care Maria Grazia e Rossana è una lusinga leggere risposte come la vostre, inutile dire che condividiamo anche le virgole e i silenzi dei nostri vissuti personali.
    Ricambio di cuore aggiungendo -permettetemi- un abbraccio ad entrambe..

  • 35
    Golem -

    Lo so Sofi, che quelle cose vengono fuori dalla tua testolina. Brava.

    Piccolo inciso per i “solitudinari”.

    L’elegia della solitudine reiterata e sottolineata come una scelta, assomiglia molto all’atteggiamento di quelli che parlando sempre di una cosa in particolare facendo pensare che non sia un problema, in realtà stanno comunicando che invece lo è. Come dire, se la lingua batte dove il dente duole, di conseguenza si fa di necessità virtù.
    Ma probabilmente questo aspetto non riguarda i “solitudinari” di questo thread, che forse sono qui per sentirsi ancora più soli magari.

  • 36
    rossana -

    Giorgio,
    hai un/una confidente a prova di terremoto? una persona con cui trascorri ore in chiacchere sui temi più disparati, con la sicurezza che i pensieri intimi scambiati non saranno mai divulgati?

    secondo me, affermare, e riaffermare, che, in mancanza di persone affini, si può raggiungere l’obiettivo di stare abbastanza bene anche da soli dovrebbe essere d’incoraggiamento per chi ancora non si è avvicinato a tale compromesso, senza che per questo debba essere indotto ad aspirarvi.

  • 37
    Almost-Imperfect -

    Ho provato la sensazione di uscire con persone solo per non rimanere a casa e regolarmente, a un certo punto, mi assale una spiacevole sensazione, un disagio e automaticamente dentro di me sorge spontanea la domanda “ma che ci faccio qui???”
    Credo sia inutile sforzarsi per superare barriere così, anch’io fatico ad integrarmi. Il motivo preciso non lo so, forse sono più silenziosa, forse messa nei panni degli altri mi sarei comportata diversamente, forse…
    Boh, fatto sta che ho spesso preferito il calore e la tranquillità delle mie quattro mura.
    Eppure, come Rossana, sono una che fuori ha sempre un saluto e un sorriso per tutti. Ma inutile, e poi perché fare così tanta fatica per obbligarsi ad essere chi non si è?

  • 38
    chaponine -

    @golem
    Non capisco sinceramente il tuo post 35.. La solitudine e la compagnia sono semplicemente due modi di intendere la vita, ma alla base non deve esserci necessariamente una problematica. Io sono un “solitudinario” ma non mi sento solo ne infelice, così come una persona ricca di amicizie non è necessariamente felice.. Alla base deve esserci la voglia di passare del tempo gradevole ed in sintonia con se stessi: c’è chi raggiunge questa sintonia passeggiando per un centro commerciale o facendo shopping, chi invece scrive su un sito come questo confrontandosi con altre persone. Quello che ho potuto imparare nella mia breve vita è che non conta ciò che fai, ma se ciò che fai ti fa stare bene. Tra queste c’è anche la solitudine, il volersi distanziare dal mondo, il voler avere molto tempo solo ed esclusivamente per noi stessi, come scelta e non come imposizione.
    Spero vivamente che dietro questo sarcasmo che spesso utilizzi nei post non ci sia una reale solitudine da parte tua…
    Stammi bene

  • 39
    GIORGIO -

    @Rossana : ..in passato una persona così preziosa c’è stata, le vicissitudini personali e gli anni portano però ad allentare tali legami (lavoro, matrimonio, figli, trasferimenti, traslochi, necessità diverse ecc.). C’è da dire che se da giovane la necessità di confidarsi, confrontarsi, raccontarsi in piena sincerità è molto sentita coll’avanzare degli anni viene un po’ meno. Questo di certo non sminuisce il valore di avere accanto (dopo la 40ina) persone “a prova di terremoto” ! 🙂

  • 40
    maria grazia -

    “sono una che fuori ha sempre un saluto e un sorriso per tutti. Ma inutile, e poi perché fare così tanta fatica per obbligarsi ad essere chi non si è?”

    infatti Almost nessuno di noi è tenuto a farlo. chi si sforza di essere accettato e benvoluto da tutti, è perchè per primo\a non si accetta. All’ inizio come dici tu si fa buon viso a cattivo gioco e si cerca di accogliere un pò tutti. ma con il passare del tempo impari a selezionare le compagnie e a capire chi merita davvero la nostra presenza e chi invece è meglio lasciare per strada. “Molti nemici molto onore”, dicevano i fascisti.. io sono un pò meno estremista e dico:”POCHI amici, MOLTO ONORE”.

    chaponine, credo di poter affermare con certezza che su golem ti sbagli. dietro a quello che tu definisci “sarcasmo”, c’è solo tanta allegra ironia. le SOLITUDINI stanno ALTROVE..

  • 41
    Golem -

    Chap. Non immagineresti neppure quanto io sia lupo e solitario. Persino a sette, otto anni ricordo che me ne andavo da solo in campagna, sulle Murge, territorio aspro e bellissimo del centro sud della Puglia, che ricorda un pó l’Arizona. Non sapevo il perché mi piacesse, data l’età, ma so che mi immergevo in questa natura fatta di odori di macchia mediterranea e tepori primaverili che sprigionavano profumi inebrianti dalle piante selvatiche che riuscivano a vegetare in questo paesaggio brullo e affascinante. E sono rimasto così. Mai avuto compagnie giovanili che andassero OLTRE un amico. Ancora oggi ho un malessere fisico se sto in mezzo alla folla. Grazie alla natura benigna non ho dovuto neppure soffrire per avere una donna quando le esigenze lo richiedevano. Anzi proprio questo mio “isolazionismo” mi ha scioccamente reso interessante agli occhi di qualcuno, uomini e donne, ma non c’è nessun mistero in me. Quando sono in buona compagnia sono un caciarone che neppure immagini. Ma lo faccio per me. Io ho bisogno solo di mia moglie perché è ESATTAMENTE come me. Intercambiabile. Per il resto potrei vivere solo e senza scambiare parola con nessuno, considerata la pochezza che si trova in circolazione.

    Questi “solitudinisti” di cui ho letto le confessioni, e che mi hanno fatto dire quello che hai letto, raccontano di una solitudine di cui farebbero volentieri a meno, lo si capisce dal modo con il quale ne dettagliano certi aspetti edulcorandone esageratamente gli effetti. Sono qui proprio perché SOLI e si sentono SOLI, ma non hanno il coraggio di dichiararlo apertamente. Alcuni, non tutti per fortuna.
    Il mio sarcasmo scaturisce dalla percezione di queste “recite” da bon ton. Se dovessimo credere alla bontà, educazione, e correttezza di queste persone, basterebbe prendere LaD, togliere , me, MG, e altre due o tre persone (una “vera” è Almost, per me) e dovremmo pensare che il resto del “buono” del mondo si è ritrovato qui.
    Non è così ovviamente. Qui la media non può essere migliore di quella che sta “fuori”, ma vuole apparire tale però, allora recita LA PARTE anche A PROPRIA INSAPUTA.
    Questi luoghi sono ideali per consolarsi un pó dei dispiaceri e dei fallimenti della vita vera.
    Cerco questi “casi” e sono qui per metterli in luce. A me stesso, intediamoci. Non per solitudine. E sono bravino credimi. Mi sono allenato sul campo.
    Ciao.
    (P.S. “Felice” lo sono stato solo una volta, a 7 anni, nelle braccia di mia madre un giovedì mattina di maggio. Sono sereno, sì.

  • 42
    maria grazia -

    Golem, nella mia abituale e proficua “solitudine”, ho trovato un link davvero interessante!..

    http://www.daimon.org/lib/aforismi/aforismi_citazioni_massime_frasi_adulazione.htm

  • 43
    GretaEvaMaria -

    Giorgio,
    oggi pomeriggio mi è capitato di ripensare al tuo post.
    So che te l’ho già scritto, ma ci tenevo a ribadirti quanto abbia apprezzato il tuo intervento. Quella tua frase che a me è rimasta impressa così: “chi sono io per raccattare chiunque per strada?” mi ha aiutata a realizzare e ricomporre alcune trasformazioni di me stessa negli ultimi anni. So già che ogni tanto mi ricapiterà di ripensare al tuo pensiero e al messaggio che hai lasciato qui, e mi aiuterà. Grazie.

    Detto questo, a me manca qualche amicizia vera, mi è sempre mancata, ma non per questo non apprezzo certi momenti di solitudine, che vivo come preziosi, preferibili sicuramente a frequentazioni un pò forzate.

  • 44
    chaponine -

    @Golem
    Contento che tu sia sereno… Per quanto riguarda gli utenti del sito facciano quel che vogliono, parto sempre dal presupposto che non devono dimostrare niente ne a me, ne agli altri.. Male che va si prendono in giro da soli..
    Come si dice qui “Se a cantano e sa sonano”..
    Stammi bene

  • 45
    Condor -

    Secondo me, chi apprezza il fatto di stare da solo, fa benissimo a farlo.
    Ma deve essere una scelta, e se è una scelta non è solitudine, ma stare da solo.
    Mi spiego meglio: nel 2007/2008 ho passato un periodo molto positivo della mia vita.
    In quel periodo uscivo con 2 ragazze contemporaneamente, e c’erano molti più amici disponibili.
    Le poche sere che non avevo impegni, apprezzavo poter stare a casa da solo senza far nulla, e senza che nessuno si facesse sentire.
    Stare da soli e solitudine, sono 2 cose ben differenti!

  • 46
    Golem -

    Interessante MG, anche se la casistica é vasta e antica. Questa che pubblico mi sembra la più adatta. Anche per affinità, perché “popolare”.

    “Chi t’accarezza più dell’usato, o t’inganna, o ti ha già ingannato.”

    Proverbio Popolare

  • 47
    GIORGIO -

    @GretaEvaMaria ..Wow che bello esser spunto di riflessione ! E fai bene a ricordare ciò che ho scritto, c’è voluto tempo per capirlo appieno, con piena consapevolezza intendo. Per questo se può esserti utile (come per chiunque intervenga sull’argomento) ben venga !
    Riguardo le amicizie sincere e profonde..beh le considero rare e da trattare con cura. Posso dire di aver avuto “conoscenze” serie (ma non seriose !) ma alla lunga le variabili e i casi del nostro vivere quotidiano allentano tali legami.
    A me pare che chi manifesta il bisogno di profondità/comunanza sincera (foss’anche durante una serata giocosa e frizzante) sia realmente una persona che si sforza di comprendere chi ha innanzi. Va da sé che persone così sono, penso, rare : cioè l’autenticità mi pare sia oggi un lusso, infatti ci si accontenta del verosimile. Siccome mi ritengo a modo mio un “Lupo della steppa” (H.Hesse copyright !), preferisco essere netto e brutale usando quindi il giusto termine : SURROGATI. Ma se li accetti per quel che sono e valgono ok, evviva ! Siamo sempre noi, tu, a decidere cosa è bene, anzi meglio ancora : UTILE per noi in un dato momento. La ricerca delle condizioni migliori (contesti, relazioni, conoscenze e perché no ..anche un lavoro/occupazione migliore) è sempre attiva e costante. Vorrei ben vedere !

    Un saluto a te Greta E.M. [..oddio, avrò forse ecceduto in “bon ton” ? ]

  • 48
    Clara -

    Tutti quanti noi siamo diversi può essere un problema ma può anche essere un privilegio, dipende dalle circostanze, ovviamente. Credo che se fossimo tutti uguali il mondo sarebbe monotono ma migliore, credo. Troppo banale? Forse si, forse no ma realista certo che si.

  • 49
    rossana -

    Giorgio,
    mi dispiace per la perdita. invece, a me è successo l’opposto: ho sorprendentemente ritrovato da qualche anno intimità verbale in una persona di famiglia, che ho visto nascere e con cui ho sempre avuto grande confidenza e affinità.

    non saprei definirne i contorni in senso classico: è sia un’amica molto speciale che una figlia grande, con cui si può liberamente parlare di tutto. ma resta anche una persona a cui sono legata da vincoli di sangue e da un mare di ricordi di famiglia.

    tuttavia, come in amore, anche in questo tipo di relazioni è necessario saper accettare l’altro con i suoi limiti, in tal caso più che noti.

    grazie per il confronto, con l’augurio di una buona settimana!

  • 50
    rossana -

    Chaponine,
    “non conta ciò che fai, ma se ciò che fai ti fa stare bene.” – concordo, lieta di essere sempre e comunque me stessa.

    buona settimana!

Pagine: 1 2

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