Essere troppo diversi dagli altri
di
folha
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti. Mi piacerebbe sapere il vostro punto di vista sulla mia situazione. Sono una ragazza di 26 anni. Mi sono resa conto di non avere letteralmente amici, tanto meno persone fidate con cui parlare. Mi sento estremamente diversa dagli altri. Se mi trovo all'interno di un gruppo va...
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Data di pubblicazione: 18 Novembre 2015 - Views: 0
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Categorie: - Me Stesso

Per tutte le persone diverse dagli altri…
Che hanno un loro pensiero…sempre e comunque al di là di tutto e non cedono a cambiarlo davanti a nulla ma vanno avanti in ciò che credono..
Per tutti quelli che hanno una loro personalità…che non si lasciano prendere dalla debolezza di essere come tutti…
Non si lasciano convincere ma mantengono quello per cui credono…
Per tutte le persone diverse che lottano per fare capire qualcosa agli altri..per fargli comprendere..per fargli ragionare..
Per tutte quelle persone che sono diverse dagli altri..sono chiuse e timide ma dentro enormi e buone di cuore
Per tutte quelle persone diverse che preferiscono leggere e ascoltare invece di essere assordati dalla discoteca…
Per tutte le persone diverse che preferiscono una caramella alle pasticche…
Per tutte le persone che vogliono bere un drink ogni tanto o bibite al posto di litri di alcool…
Per tutte le persone diverse che sono intelligenti..usano la testa e vogliono divertirsi non sballarsi…
Per tutte le persone diverse che seguono il loro cuore..non la società…
Per tutte le persone diverse che credono e hanno fede e vanno avanti attaccandosi a questa speranza..
Per tutte le persone diverse che hanno dovuto lottare nella vita e non sanno cosa sia essere sereni..almeno anche solo per un attimo..
Per tutte le persone diverse che hanno dovuto lottare contro l’ignoranza ,la stupidità,la superficialità (tipiche di questa epoca) pur mantenendo sempre ben in mente i propri valori e le proprie conferme
Per tutte le persone diverse che hanno dovuto crescere in fretta dalla sofferenza e che sono diventate quindi più attente sensibili, più disposte a capire gli altri e più in grado di immedesimarsi in loro..
Ma anche per tutte quelle persone diverse che dalla sofferenza e lotte contro la vita ne sono uscite a pezzi,reagendo con rabbia e odio
Per tutte quelle persone diverse che non seguono mai la massa ma il loro cammino interno…
La loro anima..
Per tutti quelli come me…
Io vi dico…
E’ difficile essere diversi…
Ma andatevene sempre fieri….
Sempre fieri di voi stessi…
Peró, sembra una rivisitazione della famosa poesia di Rudyard Kipling, “If”. …Se sarai tutti questi diversi “diversi” sarai n’omm ‘o verament, figghio mio, no ‘nu quacquaraqua.
Accipicchia Sofia, ma ci sono un sacco di diversi peró!
Sembrano quasi più i diversi dei normali. Anzi sembrano in “esuberanza” come diceva il grande Totò.
MiniBon.
Golem, ma è OVVIO che i DIVERSI sono in esuberanza. contrariamente a quello che credeno i “normali”.. 🙂
Mio simpaticissimo golem…
Non conosco quella poesia e neanche Rudyard ….chi è???
Le cose che dico vengono fuori dalla mia zucca!! 🙂
E ci sono tanti “diversi” perché ci sono tante sfumature diverse di una stessa cosa..
Allora due maxi bon a te!!!
Kiss..:)
Giorgio,
quasi inutile dire che apprezzo la chiarezza e la gentilezza con cui esprimi i tuoi concetti, che in gran parte condivido.
pur potendo essere più che estroversa (amo moltissimo comunicare, tanto che fuori casa spesso non solo saluto ma tendo a scambiare due parole anche con chi non conosco), anch’io “scelgo, e ripeto scelgo (di mia volontà) il rimanere” sola in particolare perché non riesco a essere interessata ai soliti temi superficiali sul tempo, lo sport, la politica, la quotidianità o il pettegolezzo. ho bisogno di “affinità elettive” più profonde per intessere e intrattenere relazioni, pur essendo in grado di apprezzare in quasi tutti qualcosa di buono e di istruttivo. risultato: queste non possono essere che pochissime!
“è proprio la solitudine che fa apprezzare l’importanza di selezionare la propria compagnia.” – affermazione che sottoscrivo a tutto tondo!
buona domenica!
Folha,
in molti ti hanno scritto quasi tutto quello che di buon senso, con la massima buona volontà, si poteva osservare sul tema che hai proposto, per cui non resta granché da aggiungere.
se ti va, rispondi a questa domanda: sei cresciuta in una famiglia giovane oppure i tuoi genitori sono un po’ avanti negli anni rispetto a te?
@CONDOR : ..Ma certo, concordo con te. Sarà folha a valutare il compromesso più adatto per lei.
@Maria Grazia
@Rossana
Care Maria Grazia e Rossana è una lusinga leggere risposte come la vostre, inutile dire che condividiamo anche le virgole e i silenzi dei nostri vissuti personali.
Ricambio di cuore aggiungendo -permettetemi- un abbraccio ad entrambe..
Lo so Sofi, che quelle cose vengono fuori dalla tua testolina. Brava.
Piccolo inciso per i “solitudinari”.
L’elegia della solitudine reiterata e sottolineata come una scelta, assomiglia molto all’atteggiamento di quelli che parlando sempre di una cosa in particolare facendo pensare che non sia un problema, in realtà stanno comunicando che invece lo è. Come dire, se la lingua batte dove il dente duole, di conseguenza si fa di necessità virtù.
Ma probabilmente questo aspetto non riguarda i “solitudinari” di questo thread, che forse sono qui per sentirsi ancora più soli magari.
Giorgio,
hai un/una confidente a prova di terremoto? una persona con cui trascorri ore in chiacchere sui temi più disparati, con la sicurezza che i pensieri intimi scambiati non saranno mai divulgati?
secondo me, affermare, e riaffermare, che, in mancanza di persone affini, si può raggiungere l’obiettivo di stare abbastanza bene anche da soli dovrebbe essere d’incoraggiamento per chi ancora non si è avvicinato a tale compromesso, senza che per questo debba essere indotto ad aspirarvi.
Ho provato la sensazione di uscire con persone solo per non rimanere a casa e regolarmente, a un certo punto, mi assale una spiacevole sensazione, un disagio e automaticamente dentro di me sorge spontanea la domanda “ma che ci faccio qui???”
Credo sia inutile sforzarsi per superare barriere così, anch’io fatico ad integrarmi. Il motivo preciso non lo so, forse sono più silenziosa, forse messa nei panni degli altri mi sarei comportata diversamente, forse…
Boh, fatto sta che ho spesso preferito il calore e la tranquillità delle mie quattro mura.
Eppure, come Rossana, sono una che fuori ha sempre un saluto e un sorriso per tutti. Ma inutile, e poi perché fare così tanta fatica per obbligarsi ad essere chi non si è?
@golem
Non capisco sinceramente il tuo post 35.. La solitudine e la compagnia sono semplicemente due modi di intendere la vita, ma alla base non deve esserci necessariamente una problematica. Io sono un “solitudinario” ma non mi sento solo ne infelice, così come una persona ricca di amicizie non è necessariamente felice.. Alla base deve esserci la voglia di passare del tempo gradevole ed in sintonia con se stessi: c’è chi raggiunge questa sintonia passeggiando per un centro commerciale o facendo shopping, chi invece scrive su un sito come questo confrontandosi con altre persone. Quello che ho potuto imparare nella mia breve vita è che non conta ciò che fai, ma se ciò che fai ti fa stare bene. Tra queste c’è anche la solitudine, il volersi distanziare dal mondo, il voler avere molto tempo solo ed esclusivamente per noi stessi, come scelta e non come imposizione.
Spero vivamente che dietro questo sarcasmo che spesso utilizzi nei post non ci sia una reale solitudine da parte tua…
Stammi bene
@Rossana : ..in passato una persona così preziosa c’è stata, le vicissitudini personali e gli anni portano però ad allentare tali legami (lavoro, matrimonio, figli, trasferimenti, traslochi, necessità diverse ecc.). C’è da dire che se da giovane la necessità di confidarsi, confrontarsi, raccontarsi in piena sincerità è molto sentita coll’avanzare degli anni viene un po’ meno. Questo di certo non sminuisce il valore di avere accanto (dopo la 40ina) persone “a prova di terremoto” ! 🙂
“sono una che fuori ha sempre un saluto e un sorriso per tutti. Ma inutile, e poi perché fare così tanta fatica per obbligarsi ad essere chi non si è?”
infatti Almost nessuno di noi è tenuto a farlo. chi si sforza di essere accettato e benvoluto da tutti, è perchè per primo\a non si accetta. All’ inizio come dici tu si fa buon viso a cattivo gioco e si cerca di accogliere un pò tutti. ma con il passare del tempo impari a selezionare le compagnie e a capire chi merita davvero la nostra presenza e chi invece è meglio lasciare per strada. “Molti nemici molto onore”, dicevano i fascisti.. io sono un pò meno estremista e dico:”POCHI amici, MOLTO ONORE”.
chaponine, credo di poter affermare con certezza che su golem ti sbagli. dietro a quello che tu definisci “sarcasmo”, c’è solo tanta allegra ironia. le SOLITUDINI stanno ALTROVE..
Chap. Non immagineresti neppure quanto io sia lupo e solitario. Persino a sette, otto anni ricordo che me ne andavo da solo in campagna, sulle Murge, territorio aspro e bellissimo del centro sud della Puglia, che ricorda un pó l’Arizona. Non sapevo il perché mi piacesse, data l’età, ma so che mi immergevo in questa natura fatta di odori di macchia mediterranea e tepori primaverili che sprigionavano profumi inebrianti dalle piante selvatiche che riuscivano a vegetare in questo paesaggio brullo e affascinante. E sono rimasto così. Mai avuto compagnie giovanili che andassero OLTRE un amico. Ancora oggi ho un malessere fisico se sto in mezzo alla folla. Grazie alla natura benigna non ho dovuto neppure soffrire per avere una donna quando le esigenze lo richiedevano. Anzi proprio questo mio “isolazionismo” mi ha scioccamente reso interessante agli occhi di qualcuno, uomini e donne, ma non c’è nessun mistero in me. Quando sono in buona compagnia sono un caciarone che neppure immagini. Ma lo faccio per me. Io ho bisogno solo di mia moglie perché è ESATTAMENTE come me. Intercambiabile. Per il resto potrei vivere solo e senza scambiare parola con nessuno, considerata la pochezza che si trova in circolazione.
Questi “solitudinisti” di cui ho letto le confessioni, e che mi hanno fatto dire quello che hai letto, raccontano di una solitudine di cui farebbero volentieri a meno, lo si capisce dal modo con il quale ne dettagliano certi aspetti edulcorandone esageratamente gli effetti. Sono qui proprio perché SOLI e si sentono SOLI, ma non hanno il coraggio di dichiararlo apertamente. Alcuni, non tutti per fortuna.
Il mio sarcasmo scaturisce dalla percezione di queste “recite” da bon ton. Se dovessimo credere alla bontà, educazione, e correttezza di queste persone, basterebbe prendere LaD, togliere , me, MG, e altre due o tre persone (una “vera” è Almost, per me) e dovremmo pensare che il resto del “buono” del mondo si è ritrovato qui.
Non è così ovviamente. Qui la media non può essere migliore di quella che sta “fuori”, ma vuole apparire tale però, allora recita LA PARTE anche A PROPRIA INSAPUTA.
Questi luoghi sono ideali per consolarsi un pó dei dispiaceri e dei fallimenti della vita vera.
Cerco questi “casi” e sono qui per metterli in luce. A me stesso, intediamoci. Non per solitudine. E sono bravino credimi. Mi sono allenato sul campo.
Ciao.
(P.S. “Felice” lo sono stato solo una volta, a 7 anni, nelle braccia di mia madre un giovedì mattina di maggio. Sono sereno, sì.
Golem, nella mia abituale e proficua “solitudine”, ho trovato un link davvero interessante!..
http://www.daimon.org/lib/aforismi/aforismi_citazioni_massime_frasi_adulazione.htm
Giorgio,
oggi pomeriggio mi è capitato di ripensare al tuo post.
So che te l’ho già scritto, ma ci tenevo a ribadirti quanto abbia apprezzato il tuo intervento. Quella tua frase che a me è rimasta impressa così: “chi sono io per raccattare chiunque per strada?” mi ha aiutata a realizzare e ricomporre alcune trasformazioni di me stessa negli ultimi anni. So già che ogni tanto mi ricapiterà di ripensare al tuo pensiero e al messaggio che hai lasciato qui, e mi aiuterà. Grazie.
Detto questo, a me manca qualche amicizia vera, mi è sempre mancata, ma non per questo non apprezzo certi momenti di solitudine, che vivo come preziosi, preferibili sicuramente a frequentazioni un pò forzate.
@Golem
Contento che tu sia sereno… Per quanto riguarda gli utenti del sito facciano quel che vogliono, parto sempre dal presupposto che non devono dimostrare niente ne a me, ne agli altri.. Male che va si prendono in giro da soli..
Come si dice qui “Se a cantano e sa sonano”..
Stammi bene
Secondo me, chi apprezza il fatto di stare da solo, fa benissimo a farlo.
Ma deve essere una scelta, e se è una scelta non è solitudine, ma stare da solo.
Mi spiego meglio: nel 2007/2008 ho passato un periodo molto positivo della mia vita.
In quel periodo uscivo con 2 ragazze contemporaneamente, e c’erano molti più amici disponibili.
Le poche sere che non avevo impegni, apprezzavo poter stare a casa da solo senza far nulla, e senza che nessuno si facesse sentire.
Stare da soli e solitudine, sono 2 cose ben differenti!
Interessante MG, anche se la casistica é vasta e antica. Questa che pubblico mi sembra la più adatta. Anche per affinità, perché “popolare”.
“Chi t’accarezza più dell’usato, o t’inganna, o ti ha già ingannato.”
Proverbio Popolare
@GretaEvaMaria ..Wow che bello esser spunto di riflessione ! E fai bene a ricordare ciò che ho scritto, c’è voluto tempo per capirlo appieno, con piena consapevolezza intendo. Per questo se può esserti utile (come per chiunque intervenga sull’argomento) ben venga !
Riguardo le amicizie sincere e profonde..beh le considero rare e da trattare con cura. Posso dire di aver avuto “conoscenze” serie (ma non seriose !) ma alla lunga le variabili e i casi del nostro vivere quotidiano allentano tali legami.
A me pare che chi manifesta il bisogno di profondità/comunanza sincera (foss’anche durante una serata giocosa e frizzante) sia realmente una persona che si sforza di comprendere chi ha innanzi. Va da sé che persone così sono, penso, rare : cioè l’autenticità mi pare sia oggi un lusso, infatti ci si accontenta del verosimile. Siccome mi ritengo a modo mio un “Lupo della steppa” (H.Hesse copyright !), preferisco essere netto e brutale usando quindi il giusto termine : SURROGATI. Ma se li accetti per quel che sono e valgono ok, evviva ! Siamo sempre noi, tu, a decidere cosa è bene, anzi meglio ancora : UTILE per noi in un dato momento. La ricerca delle condizioni migliori (contesti, relazioni, conoscenze e perché no ..anche un lavoro/occupazione migliore) è sempre attiva e costante. Vorrei ben vedere !
Un saluto a te Greta E.M. [..oddio, avrò forse ecceduto in “bon ton” ? ]
Tutti quanti noi siamo diversi può essere un problema ma può anche essere un privilegio, dipende dalle circostanze, ovviamente. Credo che se fossimo tutti uguali il mondo sarebbe monotono ma migliore, credo. Troppo banale? Forse si, forse no ma realista certo che si.
Giorgio,
mi dispiace per la perdita. invece, a me è successo l’opposto: ho sorprendentemente ritrovato da qualche anno intimità verbale in una persona di famiglia, che ho visto nascere e con cui ho sempre avuto grande confidenza e affinità.
non saprei definirne i contorni in senso classico: è sia un’amica molto speciale che una figlia grande, con cui si può liberamente parlare di tutto. ma resta anche una persona a cui sono legata da vincoli di sangue e da un mare di ricordi di famiglia.
tuttavia, come in amore, anche in questo tipo di relazioni è necessario saper accettare l’altro con i suoi limiti, in tal caso più che noti.
grazie per il confronto, con l’augurio di una buona settimana!
Chaponine,
“non conta ciò che fai, ma se ciò che fai ti fa stare bene.” – concordo, lieta di essere sempre e comunque me stessa.
buona settimana!