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Elezioni, come possiamo punirli?

Lettere scritte dall'autore  

Premesso che mai come in questo periodo i nostri politici di tutti i partiti stanno facendo davvero pena, come può un elettore insoddisfatto punirli se è nauseato proprio da tutti?
L’astensione non ho mai capito a chi faccia gioco perché alla fine il numero di deputati e senatori previsto viene sempre eletto, quindi a che serve astenersi? A dimostrare che i cittadini non sono contenti ecc. ecc… si, ma in pratica A NULLA!
Un modo potrebbe essere quello di diminuire lo stipendio dei parlamentari o il rimborso ai partiti in proporzione al numero degli astenuti, ma come fai se la legge se la devono fare loro?
Mi fanno un gran tenerezza quegli anziani che dicono che scriveranno parolacce sulla scheda elettorale, o minacciano di non andare a votare, tutto inutile!
Esiste un modo REALE e PRATICO con il quale noi cittadini possiamo punire la classe politica se non ci soddisfa nel suo insieme prima, durante o dopo le elezioni?

L'autore ha scritto 6 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti

  1. 1
    Yoel -

    Caro Gigi,
    Il potere politico è composto da uomini pronti a tutto per conservare i vantaggi delle loro situazioni.
    Ormai sappiamo che oltre metà degli Italiani non ha più fiducia negli uomini politici.
    Questi uomini sono al potere perché gli abbiamo voltati noi! Più che punire direi cambiare, ma cambiare prima noi…Ricordati quando cambi te stesso cambi il mondo… Più agisco attraverso il mio pensiero e l’amore che emano, più agisco sugli altri.
    Leggi l’articolo che ho pubblicato sulla Geniocrazia qualche settimana fa, potrà darci una buona soluzione in futuro.
    Cari Saluti

  2. 2
    Bruno -

    Ma vi rendete conto che i cittadini in Italia non contano nulla?
    Ci stanno martellando tutte le sere con i vari scontri “FALSA” tra forze politiche, facendoci credere che litigano ora su questo argomento ora sull’altro.
    Cretini noi che diamo ancora ascolto, cretini noi che non siamo capaci di pensare con le nostre teste. Eppure mi sembra tutto molto chiaro, come ad esempio l’ultima sortita del nostro caro premier “Berlusconi”…
    Ma avete visto come si presenta a noi elettori? Io ho fatto questo, Io ho fatto quello, Io sono il cristo della politica, Io sono Napoleone.. alla fine ha deciso ieri sera da Vespino, che ci risparmia l’ultima conferenza. Per fortuna aggiungo. La verità che ci hanno ridotti alla fame.
    Ma per cortesia, vogliamo svegliarci si o no?
    Quel molliccio di Prodi, dovrebbe governarci e come?
    Un ex-democristiano che non so come è sfuggito a Tangentopoli, spiegatemelo voi, perché io non ci riesco.
    Io, voi e anche chi deve ancora nascere ci ritroviamo sul groppone un debito pubblico di circa 20.000 euro e nessuno ne parla… dove sono finiti questi soldi?
    Io non ho rubato nulla e voi?
    Un europarlamentare guadagna netto in busta 10.300 euro al mese, senza contare i privilegi: Viaggi gratis, telefono gratis, vendita di posti di lavoro, gare truccate.

    Vogliamo votare questa classe politica?
    Vogliamo prenderlo nel culo per tutta la vita?

    Destra o sinistra non cambia nulla, sono corrotti, marci dentro e fuori.
    Noi italiani abbiamo avuto il coraggio di mettere a capo del governo un imprenditore, cosa vi aspettavate che facesse la fortuna dei più disagiati?
    Ha fatto la sua fortuna PUNTO!

    Mio nonno diceva: ciò che si semina, quello si raccoglie.

    Votare non serve a nulla!
    ci devono dare delle garanzie scritte, se vogliamo migliorare in Italia.
    Il politico deve essere un dipendente del popolo e se non raggiunge i risultati va fuori dalle palle.

  3. 3
    Alessandra -

    Caro Bruno,
    quello che dici è sacrosanto, infatti io non voto da anni.
    Non credo ad una parola dei politici e nemmeno credo che litighino sul serio. Fingono di essere in disaccordo, in realtà si spartiscono le torte in perfetta armonia.
    Aggiungo che se davvero cambiassimo personalmente, amando e rispettando come dice Yoel, dei politici si potrebbe benissimo fare a meno.
    Utopia? Forse. Per me è un sogno che si può realizzare.

  4. 4
    GIGI -

    Yoel,
    io mi riferivo a qualcosa di pratico e realizzabile, quello che proponi tu è invece qualcosa di molto più grande. Non c’è cosa più difficile che cambiare se stessi, figuriamoci gli altri. Non che sia impossibile però, anzi io credo fermamente nella possibilità del cambiamento.
    Nell’attesa, che sarà molto lunga, perché non cercare una soluzione pratica, una sorta di punizione per costringere i politici a comportarsi meglio? Si fa così anche con quelli che delinquono,si cerca di cambiarli però nell’attesa si pongono delle barriere al loro malcomportamento.
    Ho proposto la diminuzione dello stipendio o dei rimborsi elettorali in proporzione alle astensioni dei cittadini, ma è solo un’idea e, pensandoci, potrebbero essercene altre più realizzabili ed efficaci.

  5. 5
    usul -

    è un grosso problema!
    la stategia risolutiva è abbastanza ben rappresentata dalle idee del Patto dei Liberali di Mario Segni, un movimento che ha prodotto il sistema maggioritario, anche se perfettibile, appena demolito dal Centro-Destra per convenienza elettorale (ne promuoveranno un altro per il ripristino tra qualche tempo) e il progetto costituente, indispensabile se si vuole modificare qualcosa in questo paese, perché il 50% dei nostri guai viene da una costituzione repubblicana che non è democratica, perché trasferisce tutti i poteri alla burocrazia statale con il solo appello del referendum e delle petizioni e non è liberale perché pone la potestà della burocrazia statale sopra il cittadino in continuità con la concezione fascista-comunista dello stato.
    inutile dire che Mario Segni e i suoi, al di là del fatto che lui come persona non è un tipo “aggressivo”, pesano pochissimo in questo paese a causa dell’immaturità politica e sociale della maggioranza degli Italiani (l’altro 50% del problema), i quali, tradizionalmente, pensano prima all’orticello e poi al resto del mondo, come se l’orticello fosse staccato dal resto del mondo.
    perciò, secondo me, le modifiche arrivano da tre parti:
    – l’acquisizione di una coscienza politica e sociale seria da parte dei cittadini, il che dovrebbe sorgere quando si sbatte il muso contro un’inflazione reale altissima, la disoccupazione e la sottoccupazione, lo stato sociale debole, la recessione, il degrado, la povertà collettiva, l’immigrazione/emigrazione .. insomma com’è ora;
    – il sostegno agli obiettivi prioritari del maggioritario serio e della costituente, per cominciare a ragionare seriamente degli attributi di uno stato che abbia un significato e una ragione d’essere, non come questo (Giustizia, Sicurezza etc…);
    – l’astensionismo, che però adesso non è raccomandabile perché il governo berlusconi ne ha combinate troppe e deve essere sbattuto fuori per consentire un minimo di riequilibrio, detto proprio con realismo e senza partigianerie.

    in conclusione, lavorando su di sé e lavorando sul resto si incrementa la selezione dei politici in base a criteri di competenza e serietà e si emarginano via via i cialtroni, i demagoghi e i contaballe.
    del resto, una società è solo un grande condominio; se i condomini pensano ognuno per sé, il primo effetto è che arrivano gli amministratori furbacchioni e il secondo è che il condominio va a rotoli dopo aver arricchito l’amministratore e le ditte appaltatrici!

  6. 6
    Alan -

    Se fosse possibile,

    proporrei il voto alla rovescia o voto da annichilimento.
    Anche perchè se non è chiaro per chi votare, mi sembra invece chiarissimo per chi NON votare.
    Ecco, funzionerebbe così:
    Se tu voti per napoleone e io contro, il mio voto ed il tuo si sommano algebricamente e napoleone prende 0 voti.
    La democrazia sarebbe salva: entrambi abbiamo espresso le nostre preferenze, anche se in maniera opposta.

    Ammetto che questo non cambierebbe granchè le cose, ma almeno dopo lo spoglio non ci sentiremmo dire come al solito che nessuno ha perso e tutti hanno guadagnato…
    E soprattutto nessuno potrebbe dire che è stato eletto a consenso di maggioranza: al più potrebbe dire che coloro che non lo volevano al governo non erano la maggioranza…
    E ancora, se il candidato napoleone venisse eletto con una manciata di voti di differenza, cercherebbe di fare del tutto per eliminare i voti a lui contrari, più che aumentare quelli a lui favorevoli.

    Scommetto che alle urne in questo modo ci sarebbe un’affluenza record di elettori…

  7. 7
    NAMSHAN -

    Lettera di un siciliano sul federalismo:

    Evito di parlare dei politici, lo avete fatto bene voi, esprimete pienamente il mio pensiero. io parlo un pò di storia.

    I popoli italici non chiedono altro che essere divisi, (altro che inno di Mameli, precario anch’esso per 50 anni), questo si può scorgere da ciò che è più vicino all’uomo di ogni altra cosa, la sua parola, il suo dialetto. In generale anche dal proprio modo di parlare ed esprimersi, dalle metafore che usa, dalla terminologia lessicale usata. La quantità di dialetti italiana o meglio dei popoli che occupano quella manifestazione geografica (secondo un felice affresco del principe di Metternich), chiamata penisola italiana, è credo innumerevole, e questo è ancora più vero in Sicilia, qui ogni dialetto ha vita propria, ogni città ha la sua inflessione, ogni persona addirittura ha la sua espressione particolare, ogni quartiere… questo è dovuto ad un incommensurabile, spietato, cinico e disinvolto individualismo, ognuno vive per se, nessuno pensa al futuro, non esiste futuro per chi vive di precarietà, come i siciliani nei millenni, e non esiste futuro perfino nella grammatica siciliana, si utilizza “happuoi”, dopo, più in là, nel tempo che verrà. Quindi non esiste coesione, intraprendenza, imprenditoria e non esiste neppure la voglia di futuro, il siciliano è prima di tutto fatalista. Ma anche poeta e sognatore, quindi viziato ed egoista. Vediamo quindi come l’unità d’italia sia stata essenzialmente male interpretata, il siciliano vi aderì più per abitudine che per quieto vivere, più come una moda che come avvenimento storico. Parafrasando un altro tedesco celebre, un genio europeo, Goethe, che amò e capì la mia terra dicendo che non ci si può fare un’immagine dell’Italia senza aver visitato la Sicilia, capiamo quindi che l’ideale per la penisola italiana sarebbe una allegra scissione, tanti staterelli indipendenti, regolati da vincoli d’amicizia e fraternità, piuttosto che da rigide carte centralizzate. Difatti il meglio che il mondo ci invidia, il Rinascimento, si sviluppò per questo e da questo, un fenomeno di immensa portata creativa che dopo 500 anni segna ancora oggi sebbene ormai appassito, lo stile e il gusto del mondo, rassegnamoci siamo frivoli, amanti del lusso ed egoisti, questo producono le colline italiche, di questo dobbiamo vivere.

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