Doverismo e ruoli in amore
Vorrei rompere un po’ il piagnisteo generale di tante storie andate male con la seguente riflessione: è vero amore quello che lega due persone che stanno insieme per una sorta di doverismo, che potremmo anche chiamare “gioco dei ruoli”?
Mi spiego meglio.
In molte coppe vigono delle regole non scritte, dei personaggi da mantenere per “dovere”, che non sono per forza il “debole” insieme al “forte”, o il “timido” insieme “all’estroverso”, ma piuttosto il “io ti permetto di essere in quella maniera, così che tu mi permetta di essere in questa”. Una sorta di scambio. Lo scrivo pensando soprattutto a quelle coppie datate, magari di qualche generazione fa, nelle quali il marito lavora, e la donna lava, stira, cucina e pensa alla casa. Un uomo che senza la donna non saprebbe lavarsi una maglia, e una donna che senza l’uomo non avrebbe sostentamento. Le generazioni passate definiscono tutto questo come “buon matrimonio”, ma la cosa mi pare evidentemente inapplicabile al giorno d’oggi, o quasi, e per questo decisamente non al passo coi tempi. C’è chi demonizza l’imperare dei single, ma quanti sono in grado di prendersi cura di una altro, sapendo per certo di essere capaci di prendersi cura di se stessi?
Parlo di amore vero. È vero amore soddisfare e basta dei propri bisogni unendosi ad un’altra persona che mi permette di “fare la bella vita”, o di “non stare da solo”?
In giro li chiamano equilibri di coppia, ma la coppia non dovrebbe essere soprattutto l’unione di due individui autonomi che stanno insieme perché questo dà loro piacere? È anche per questo che molte coppie saltano, che tante donne passano da un “figo” a un altro, o tanti uomini si scelgono “quella ogni volta più giovane”. Perché è come un supermarket del bisogno da soddisfare. Chiamiamola immaturità, se vogliamo.
Chiedo scusa per l’esordio di lettera da stronzo, ma leggo sempre tanti messaggi di persone sofferenti, e volevo rompere l’andazzo generale. Sia chiaro… vi capisco benissimo perché pure io ho ammorbato altri, al tempo, con le mie sofferenze.
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Categorie: - Amore - Riflessioni
27 commenti
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scusa ma non capisco il senso o meglio dove vuoi arrivare con quello che hai scritto..
la coppia del passato era retta da certi pilastri, mentre oggi non ci sono..
cioè hai scritto la differenza nelle coppie passate e di oggi.. e quindi?
perchè non ti esponi e dici cosa pensi, almeno si può iniziare un confronto no?
Sante parole! Io penso che dipenda dalla maturità delle persone, dal rispetto per se stessi e gli altri, dall’amore per se stessi e per il prossimo…ma in giro ce n’è così poca di questa roba
Ciao Spectre..Mi trovo molto nel tuo discorso,la vita a due puo’ essere meravigliosa,ma certo non facile,un rapporto felice non capita per caso,ma si costruisce giorno per giorno,e richiede pazienza,dedizione,compressione,in altre parole amore..Diciamo pure che nel maschile alberga ancora la paura di invecchiare..e perciò’ si danno da fare trovando,cercando in relazioni sempre più giovanili,nelle donne e’ meno radicato questo fenomeno.Ho sempre sentito nelle generazioni passate che un vero matrimonio e’quasi sempre e’ la donna che lo sa tenere unito,che l’uomo e’ tendenzialmente traditore,che la donna sa chiudere un’occhio,forse tutti e’ due,perche l’unico sostentamento della famiglia era l’uomo..Ora non e’ piu’ cosi’,e forse l’uomo si sente sminuito,e cerca fuori le conferme..Ora trovo che in tante coppie governa l’insoddisfazione..Comunque ben ben che si dica sigle per scelta,non credo che sia la pura sincerità’,non si e’ mai sigle per scelta..ma perché’ la vita a scelto per noi..tutti vorremmo un’amore nella vita..ciao
Guarda spectre io ti posso dire cosa vedo dal mio lato: io sono single dalla bellezza di 5 anni.
Senza false modestie, non sono un cesso vagante, quindi occasioni, volendosi buttare alla cieca ce ne avrei.
Cos’è che non scatta? Quel qualcosa che non so neanche come chiamare ma che scatta spontaneamente tra due persone e da quel momento…non te lo puoi più togliere, perchè ti fa stare bene, perchè ne hai bisogno. Senza tante parole. Silenzio, presenza. Bisogno anche però..costante.
Quello che vedo in giro invece è poca coerenza…un giorno un tipo ti fa le feste, lo incontri il giorno dopo non ti caga, salvo ricomparire magicamente dopo boh…forse un mesetto con un approccio che non sta in piedi e che ti fa capire che ha contattato te, perchè qualcun altro non c’era. Bisogno momentaneo.
Io purtroppo non ho idea di come sia un matrimonio felice, però so che esiste credo di saperlo almeno…e ora ti racconto un episodio…oggi, e puntualmente ogni anno credo ormai da 10 anni perchè ogni anno lo leggo commossa, sul mio quotidiano locale, in una sezione non molto felice (necrologi)compare una bellissima poesia di una vedova che ricorda suo marito, che purtroppo non c’è più. Parla con lui, e occupa una colonna spendendo fior fior di soldi ben sapendo che non potrà mai avere una risposta. Perchè lo fa? Molti la definiranno una stupida, forse un esibizionista, io non credo sia così…credo che tutte quelle parole che gli scrive ora forse in vita non gliele abbia mai dette.
Ecco, io credo lei sia sia resa conto di quanto fosse importante averlo solo quando se n’è andato, e non quando tornava a casa nella routine quotidiana, stanco, sporcando casa, e mostrando tutti i suoi difetti…perchè putroppo…tutti quanti, solo quelli notiamo.Non ci rendiamo conto che per preparare una cena ci vogliono ore, non ci rendiamo conto che stirare è una gran rottura per tutte le donne, non ci rendiamo conto di cose che vengono fatte per amore, anche se non sembra. Far contento l’altro
Credo che tu abbia ragione, che il modo migliore di vivere una relazione sia la coppia aperta, in cui ciascuno ha una sua vita autonoma e indipendente, e non ci si incontra troppo spesso, per cui il rapporto mantiene sempre interesse e freschezza anche per anni. Mi rendo conto del problema: così non si possono generare e allevare figli. Ma se la tua natura è nemica dei ruoli obbligati, della monotonia, della consuetudine che appiattisce i sentimenti, della banalità matrimoniale, non resta che fare il sacrificio e rinunciare al focolare e alla prole (io l’ho fatto). Non è questione di immaturità: ci sono quarantenni e cinquantenni, stabili, equilibrati, evolutissimi, coltissimi, vaccinatissimi che proprio non sopportano il semplice fatto di avere un’altra persona appiccicata addosso tutto il giorno, oltre alla responsabilità di dover mandare avanti una baracca che coi tempi che corrono potrebbe finire in malora in qualsiasi momento, e che non sono adatti al matrimonio vecchio stile. Tutto qui… A volte si è single per essenza; pur vivendo molti amori appassionati alla fine si preferisce stare con se stessi e nessun altro. Non bisogna sentirsi in colpa per il fatto di non sentirsi tagliati per il ruolo di marito esemplare e padre di famiglia, l’umanità non si estinguerà certo per questo. L’importante è che questo atteggiamento non faccia male al tuo partner, che dovrebbe se possibile avere le stesse idee: allora, credimi, si sta veramente bene.
continuo dal post di pria perchè non c’era più spazio..io non credo dunque che sia doverismo…credo solo che ognuno di noi vede prima i difetti e poi i pregi
“mio marito non mi regala niente per san valentino”…si però tuo marito lavora fino a tardi, è stanco perchè ha avuto 60 riunioni, e magari non ha la testa di pensare ad altro
“mia moglie è sciatta, non si tira a fighetta, è sempre in pigiama, non si trucca” si però tua moglie passa la giornata a cambiare il pannolino ai figli, pulire le stanze, pulire la cacca del cane, lava i piatti, stira, sta dietro ai figli che tu lavorando non puoi seguire
“mio marito russa” “mia moglie fa le pernacchie puzzolenti”
oh??? ragazzi (de na volta, in alcuni casi)…non si vive mica a disneyland e comunque la moglie in bigodini quando stai male ti porta il brodino a letto e se stai male male ti accompagna pure in bagno anche se fai le pernacchie puzzolenti, e il marito rompicoglioni mai presente comunque ti porta a casa un bello stipendio
non srà romantico, ma è da la che si misura l’amore
il marito presente è disoccupato, e la tirata a fighetta piuttosto di portarti il brodino a letto ti fa il gesto dell’ombrello, arrangiati e se ne va dall’estetista
l’amore…le stelle sul soffitto si vedono nella prima fase dell’innamoramento, poi ragazzi
accontentiamoci. abbiamo trovato 1 che ci sopporta.
Condivido in pieno. Tempo fa leggevo un articolo che parlava dei nostri antenati, primitivi, se così possiamo definirli, si accoppiavano, figliavano, stavano insieme sette anni, da qui la storia della crisi dei sette anni, giusto il tempo di crescere figli i quali, già a quell’età erano in grado di essere inseriti nel “clan” come individui autonomi. A quel punto l’uomo andava a figliare altrove, perchè l’individuo non è monogamo per natura. E’ la società, il senso di possesso e di controllo che ci obbliga a condividere tutta la vita con una sola persona.
Qualcuno ci ha detto che dobbiamo amarci finchè morte non ci separi. Non nego che ci siano molte coppie che riescono a trovare il tanto agognato equilibrio. Per alcuni l’equilibrio risiede proprio nei ruoli, nelle etichette, come diceva giustamente spectre, il conducente economico della nave e quello morale, il fulcro psicologico del focolare. Ma se io non accetto il mio ruolo? O se mi sta stretto il ruolo su cui la mia coppia si fonda?
Perchè lo sappiamo tutti, stare insieme è una sorta di tacito compromesso giornaliero tra due persone. Le amicizie, i luoghi da frequentare, le maschere quotidiane. Il rispetto dello spazio altrui è difficile, talvolta si tende a prevaricare l’altro imponendo i propri gusti, le proprie necessità, anche lavorative.
Ricordo mia madre scegliere il momento giusto per annunciare a mio padre, con tatto, rispettando i suoi umori, un delicato argomento da trattare.
Personalmente ho vissuto per anni in quel ruolo di brava moglie, rispettando tempi e modalità con il risultato di sentirmi svuotata della mia natura a causa di obblighi ai quali non mi sono mai sottratta.
E anche oggi so di avere dei doveri ma è una sorta di scelta, se dico no, lo dico solo a me stessa senza dover spendere ore per argomentare. E assaporo ogni momento di solitudine come fosse la cosa più preziosa che posseggo. Insieme per scelta, soli per necessità.
@ io
vedo che altri hanno capito. Rileggi meglio me e loro 🙂
@ diana
sì beh, “single per scelta” trovo sia un’altra formula moderna alla quale la gente si appoggia per rendere più splendente qualcosa che non lo è. Come chiamare i bidelli “operatori scolastici”, giusto per capirsi. In merito all’invecchiare credo che la cosa tocchi uomo e donna. Anzi, mi pare che il “giovanilismo” che si vede in giro è ben spartito tra i generi. Uomini che fanno i broatore fino a 90 e donne che vogliono essere “bionde, marroni, truccate e fighe” fino all’ultimo minuto.
@ Lorenzo e key
no, io nn parlo di coppia aperta o che vive insieme sapendo che potrebbe finire. Parlo di autonomia, parlo di una vita insieme cmq, che è diverso. Posso vivere sotto lo stesso tempo cn qualcuno, amarlo, rispettarlo e nn tradirlo mai. Nn parlo di vivere da single tutta la vita, parlo di un livello di condivisione che nn succhia energie, ma le fa girare e le nutre, anche se i compromessi di convivenza di cui parla key sn inevitabili e nn ci vedo nulla di male. Ovviamente faccio della teoria un po’ facilona, ma lo vedo come un traguardo da provare a raggiungere. Amarsi nn è stare tutte le ore insieme, o fare tutto in due insomma… che nn significa andare a letto cn altri o nn tornare a casa la sera. Penso più a qualcosa di responsabile ecco… quindi, parlo anche di legami che durano tutta la vita, ma che però non soffocano.
@ silvana_1980
a te invece rispondo a parte perchè aspettavo la tua risposta in particolare.
Il mio discorso sul “doverismo” lo facevo in senso estremizzato e negativo. Puntavo direttamente al fatto che molte coppie stanno in piedi SOLO per quello, quando non si fa più nulla per amore, ma per consuetudine, ruoli e ritmi consolidati che i due hanno il terrore (o non hanno la forza psicologica) di rompere.
Dovere.
Infatti ho usato questa parola e non “dedizione” che di base, per me, ha una dignità ed una forza che fa rima con amore. Se si ama, si passano ore con l’altro steso a letto bloccato da un dolore fisico lancinante, anche solo per dormirci vicino. Per essere lì se aprirà gli occhi. per vegliare, dirgli due parole ogni tanto o leggergli una storia per fargli compagnia, malgrado capisca la metà o non sia in grado di ascoltarti.
Anche io ho una visione che per alcuni potrebbe apparire troppo pratica e pragmatica del rapporto consolidato, però mi ritrovo nelle tue parole. Non userei proprio “sopportazione,” però ci capiamo dal quel punto di vista. È sempre “dedizione” per me. “amore”.
Mi è capitato di leggere di recente una tesi interessante: scegliere i propri partner SOLO sulla valutazione di ciò che è “in linea” con noi, è un criterio fuorviante, in quanto, molto spesso, sono proprio quelle persone che di primo acchito possono apparire “non giuste”, perchè diverse, che alla lunga posso farci maturare di più. Si tratta anche di coraggio no? Oltre che di lungimiranza e basi emotive abbastanza solide. E poi magari si finisce, sempre secondo quella tesi, ad odiare molto facilmente quelle cose che i primi tempi ci avevano attratto, in un caso, adorando, nell’altro, quei “difetti” o “punti di non incontro” che ci tenevano distanti da qualcuno “troppo diversi” da noi […]
Sai, Spectre, come sempre ti ho letto con attenzione e ti rispondo che no, non è amore quello di due persone che stanno insieme per doverismo, per il “gioco dei ruoli”.
Se la moglie rimane con il marito perché è conveniente avere qualcuno che porti i soldi a casa ed il marito resta con la moglie perché gli lava le maglie sporche, beh, allora l’amore è andato a farsi benedire.
Il punto però è che io credo che questo epilogo sia solo la parte terminale di un gioco dei ruoli ben diverso, in cui si facevano esattamente le stesse cose ma con uno spirito completamente opposto e si ricevevano gli stessi benefici considerandoli per niente scontati, bensì una benedizione, da coltivare e ricambiare.
Ecco, io credo che il punto non sia nei sacrifici che ogni amore impone, ma nello spirito con cui si tali sacrifici si affrontano, insomma nello spirito con cui si lavano le maglie sporche e con cui si lavora per “campare” la famiglia…
Il problema non è che questi gesti non siano in se stessi gesti d’amore, ma che prima o poi, molti – anche se per fortuna non tutti -, come ben scrive silvana_1980, si dimenticano di quanto è duro (e quanto è bello) trovare qualcuno che ci “sopporta”, senza contare poi che spesso ci si adagia proprio su questa consapevolezza per smettere di considerare l’altro “altro” e sentirlo di propria proprietà, un’appendice di se stessi, davanti a cui potersi permettere cose che considereremmo inaudito fare di fronte a chiunque altro.
Se è bello girare con i bigodini in libertà una volta ogni tanto è pur vero che non si può stare a casa sempre in vestaglia se non vogliamo che il povero uomo di turno si faccia venire il desiderio di una donna più sexy, così come lo stesso uomo che lascia i calzini puzzolenti in giro se lo fa 7 giorni su 7 si troverà prima o poi davanti una moglie inacidita che gli serve sugo con passata di pomodoro rancida per fargliela pagare… insomma, l’amore è tante cose, secondo me: quotidianità si, ma anche rispetto, capirsi
, aiutarsi a superare le paure, i momenti difficili, quelli in cui ti viene voglia di mollare tutto e tornare a vivere in solitudine, ma è anche dovere reciproco.
Non è forse il vero amore, quello, che ti aiuta ad accettare i difetti dell’altro e a fare per lui anche cose oggettivamente faticose?
Ecco, io credo che a volte accada che la fatica uccida l’entusiasmo perché si continua a lavorare “zappando il campo dell’amore” senza ricordarsi anche delle proprie esigenze, smettendo di farle presenti, lasciando che l’altro si dimentichi che è una persona, non una macchina, quella che ha fianco, e questo accade dall’una e dall’altra parte così, spesso, l’amore fatica a sopravvivere alla routine. Solo allora, secondo me, si sente la fatica perché non si suda più per amore, si suda e basta. Si è persi per strada l’obiettivo con cui si era partiti.
Credo che la cosa dura nell’amore, non sia tanto fare cose faticose per l’altro, quanto ricordare sempre a se stessi e all’altro, in nome di che cosa si sta faticando.
[…] Quanti e quante dicono” mia moglie? Pensa che non mi piaceva nemmeno, mi stava anche un po’ antipatica/o, eppure non potrei stare senza di lei/lui ora”. Io sto cercando di avvicinarmi a donne diverse da me, anche molto, ma se io sono pronto a mettermi in gioco, anche se coi miei tempi, vedo che in giro non è così. E poi si hanno persone che dicono “sempre il solito stronzo/a ho trovato”. E se provassi a cambiare target, anche se sul momento non ti pare adatto/a a te?
[…] ragazzi (de na volta, in alcuni casi)…non si vive mica a disneyland […]
questa assomiglia tanto ad una frase che sentii dire da una persona, quando mi riferiva una critica mossale da una sua amica: “quando la smetterai di pensare che la vita è una puntata di beautiful?” al tempo non capivo il perchè tanta acredine. Oggi, dopo alcune vicende, penso che quella persona tanto “stronza”, avesse detto una grandissima verità.
ok, mi spiego meglio poichè mi rendo conto di essere stata un pò assolutista. Non parlo di coppia aperta, non parlo d’infedeltà, quando ho detto che l’indivuduo non è monogamo non intendevo infedele. Ecco, il rispetto prima di tutto, rispetto per l’altro e per la vita insieme. Dico solo che non è così facile stare insieme, che spesso nella vita di coppia si potrebbe cedere alla tentazione di passioni esterne ad essa, perchè l’uomo non è monogamo per natura. E’ una scelta, o una scelta obbligata dalla società, io per prima nutro un profondo senso di appartenenza nei confronti del mio partner e non sopporterei l’idea, non ho sopportato l’idea, che stia, che stesse, con un’altra e in 12 anni non ho mai desiderato nessun altro.
Se però accetto l’idea di condividere i miei preziosi spazi con un uomo esigo che il rispetto sia ricambiato. Se mi devo immedesimare in un ruolo pretendo che l’altro non cerchi di cambiarmi, o di cambiare le mie “sane” abitudini, che non m’imponga le sue amicizie, che mi sostenga senza aspettarsi sostegno a senso unico solo perchè “lavoro tutto il giorno..”
Oggi mi trovo single per costrizione e non per scelta eppure ogni giorno che passa scelgo di esserlo. Non permetterei più a nessuno di chiedere a me rinunce e ruoli non condivisi. E’ ciò che dicevi tu, spectre. Con la differenza che la mia esperienza non è stata così edificante, per cui oggi sono incapace di rinunciare al mio spazio nell’armadio per mettermi un estraneo in casa che faccia da re e da regina. Dici che credi nell’amore e sostieni di credere in un rapporto di coppia che non sia soffocante, avvinghiante. Ecco, semplicemente io ci crederò quando lo vedrò. Oggi non lo desidero neanche e preferisco bastare a me stessa piuttosto che accontentarmi. Perchè ho raccolto i calzini puzzolenti di cui sopra e ho lavato e stirato e sono stata moglie e amante ma l’idea di essere risucchhiata nel vortice del soffocamento e non dell’unione consapevole, dell’abbandono all’altro piuttosto che…
…della consapevolezza che ci si sceglie ogni giorno e ogni giorno i compromessi non devono essere un peso bensì un traguardo maturo, non mi alletta affatto.
Il mio atteggiamento, chiara risposta ad un fallimento, può essere scambiato per una forma di chiusura e di autodifesa, ma in realtà rispecchia solo un mio stato d’animo momentaneo, durante il quale sento l’intima e profonda esigenza di ricostruirmi, di volermi bene, di coccolarmi un pò attraverso una solitudine sentimentale ed un’apertura alla vita, ai miei interessi, alle mie fedeli amicizie, ai miei figli, alla mia essenza. Questo per tentare di arginare, quanto più possibile, l’eventualità di un ulteriore vortice sentimentale fatto SOLO di routine, appiattimento, responsabilità a senso unico e perchè no, torture psicologiche per poi ritrovarmi in mille pezzi, priva di autostima e incapace di dire: non sei tu che te ne vai, sono io che ti sbatto fuori!
Io non riesco a capire, quindi chi sogna una vita per sempre con una persona dove tutti e due vogliono la stessa cosa è un’illusione alla quale molte persone sono dipendenti?
Ognuno di noi ha le nostre debolezze e sono queste che hanno rovinato rapporti e persone, finchè non ci capacitiamo che la società siamo noi i malati siamo noi e siamo noi stessi a dover cambiare i sogni continueranno a rimanere nell’attesa di essere realizzati.
b80, purtroppo il fatto che la moglie giri in bigodini non può essere una giustificazione a cercare una scappatella all’esterno senza invece affrontare il problema e farlo presente al partner…poi sai ci vuole anche un pò di realismo nella vita, una può far la sexy in poche detrminate occasioni…e ti dirò anche le fare sexy non è una granzia di fedeltà del marito. Magari. In famiglia ne ho avuto un esempio con mio papà, mia mamma convinta che con certi trucchetti ci si potesse “tenere un uomo” (odio pure sto modo di dire, tra l’altro)…in realtà i diversivi li aveva comunque e anche con dei cessi peggiori di mia mamma. Evadere dalla realtà. Il grande problema di non saper dire le cose che non vanno bene. Ci vuole anche un minimo di tolleranza da ambo le parti, col tempo, gli anni e le gravidanze il corpo della donna si trasforma…ma nemmeno quello dell’uomo resta uguale.
Spectre, ho capito quel che intendi tu ed io per prima credo che per far funzionar un rapporto non bisogna essere come delle fotocopie, qualche diversità ci vuole anche per imparare e colmare le proprie lacune con quelle dell’altro. Queste differenze però non devono diventare irritanti, devono essere tollerabili e non devono dar troppo fastidio altrimenti gli equilibri si rompono. La scappatoia è il doverismo, anche nelle coppie di giovani ragazzi, quando uno dei due annulla se stesso, la sua capacità di dire NO perchè si deve fare così altrimenti si resta soli. Un esempio può essere il fatto che certe ragazze trovino normale cominciare a prendere la pillola a 12 anni piuttosto di far usare il profilattico al ragazzo in nome dell’antica idea che alla donna soltanto spetti il compito della contraccezione. O lo stesso dover “chiudere un occhio” al tradimento continuo del partner sia da parte di uomo che della donna non rendendosi conto che il tradimento è la punta di un iceberg ben più ampio.
Potrei farti N esempi di gente che aggira l’ostacolo invece di toglierlo definitivamente dal percorso
C’era una volta un Bambino.
Un bambino che non sapeva, ma pensava.
Aveva bisogno di serenità e amore.
E per sapere necessitava di una Madre e di un Padre.
Il bambino cresceva e nel mentre capiva che per diventare un Uomo completo doveva diventare padre affianco a una madre e proteggere entrambi contro tutto e tutti.
C’era una volta una Bambina.
Una bambina che non sapeva, ma pensava.
Aveva bisogno di serenità e amore.
E per sapere necessitava di un Padre e di una Madre.
La bambina cresceva e nel mentre capiva che per diventare una Donna completa doveva diventare madre affianco a un padre e accudire entrambi per poter affrontare tutto e tutti.
E mentre questo avveniva, c’erano le Famiglie e c’era una Società.
E c’erano i litigi e c’erano le difficoltà.
Ma la Famiglia c’era sempre.
Perchè un Padre proteggeva una Madre e i suoi Bambini, perchè una Madre accudiva il Padre e i suoi Bambini.
Tutto questo c’èra e ora pian piano non c’è più.
Oggi i bambini e le bambine crescono, ma rimangono bambini e bambine fino a 50 anni.
Ai giocattoli hanno sostituito il loro corpo e ne fanno quello che vogliono.
Non ci sono più litigi, non ci sono più molte difficoltà.
I Media bombardano entrambi, convincendo l’Uomo a non proteggere la Donna perchè saprebbe badare a se stessa e lui non è uno schiavo, convincendo la Donna a non accudire l’Uomo perchè saprebbe badare a se stesso e lei non è una schiava.
E così..
L’Uomo accusa la Donna di non saperla accudire, ma… non vuole proteggerla, preferendo giocare come un Bambino.
La Donna accusa l’Uomo di non saperla proteggere, ma… non vuole accudirlo, preferendo giocare come una Bambina. E poi arriva la sera.
Parlano di sicurezza, ma sanno di essere insicuri, perchè SOLI.
Dicono di essere diventati uomini e di essere diventati donne perchè comprano la Macchina e la Cucina, per poi proteggere il Cruscotto, accudire il Fornello. E le aziende che vendono i prodotti per sostituire gli affetti continuano a rimpinguare le casse dei Media che insinuano quei convincimenti. E quando le difficoltà arrivano corrono dallo Xanax. LO XANAX C’È SEMPRE.
E mentre questo avviene, ci sono sempre meno Famiglie, sempre meno Bambini che non possono crescere e diventare Uomini e Donne e… la Società affoga.
Molti di quei pochi Bambini che crescono continuano a non sapere perchè hanno affianco non un Uomo e una Donna, ma un Bambino e una Bambina. E crescono senza sapere.
E quando le difficoltà arrivano corrono dalla Discoteca e dalla Pasticca.
LA DISCOTECA E LA PASTICCA CI SONO SEMPRE.
BELLO IL NUOVO MILLENNIO!
@silvana_1980
beh, sono d’accordo che se uno proprio vuole le corna te le mette uguale però, almeno, provarci a non lasciarsi andare, secondo me è una cosa importante per continuare a coltivare il rapporto anche dopo un bel po’ che è cominciato.
non dico che una debba stare sempre in tiro, questo no, perché è bello anche essere se stessi con le occhiaie quando si ha un raffreddore cane o con i calzettoni di lana grossa a gironzolare per casa dopo una giornata intera passata in giro con i piedi doloranti, ma secondo me non può essere questa la regola. secondo me dev’essere un piacere per se stesse sentirsi a posto, anche dentro casa, e secondo me è giusto anche per il proprio uomo.
ovvio però che questo NON è tutto e non basta questo per far andare a gonfie vele la vita di coppia, sarebbe troppo facile…
Rispondo a bastaconlostravolgimentodeivalori, sarebbe stato sufficiente che tu scrivessi il tuo nick per aiutarci a comprendere il tuo netto punto di vista. Belle parole, non c’è che dire, non applicabili sempre, ahimè. La famiglia di una volta, quella bella con la mamma che ti aspetta a casa e il papà che lavora e poi torna e ti fa fare le giravolte su te stesso, o magari si chiude in una stanza e vuole sentire solo silenzio, ma sai che c’è, regalava a noi figli di generazione solida (?), di non impasticcati (talvolta eroinomani, però, questa è un’altra storia), basi solide sulle quali costruire la nostra personalità. Peccato che proprio noi, adulti di oggi, dovremmo essere il prodotto di quel focolare stabile e invece abbiamo stravolto il valore della famiglia, regalando ai nostri figli l’incubo di un nucleo che non c’è e che mina profondamente le loro certezze. Ma basta generalizzare, parliamo per casi singoli e non per fenomeni di massa. Una donna, 50 anni fa, lasciava che il marito facesse ciò che voleva, entrava ed usciva di casa, aveva altre donne, si disinteressava dell’educazione dei figli se non per stampare loro un bel calcio nel sedere quando serviva, piangeva segretamente ed aspettava, restava prigioniera perchè così le avevano insegnato, le avevano insegnato a non ribellarsi. C’erano anche uominin modello, per carità, e donne autonome, ma la regola, di solito, risiedeva in un equilibrio di ruoli soffocanti solo per il coniuge “debole”.
Mi sembra già un buon motivo per stravolgere i tuoi valori inattaccabili. Figli di oggi. Genitori di oggi. Infinite realtà, tra le quali famiglie unite(?) ma colme di rabbia, rancore e violenza. Realtà ai quali i bambini di domani sono costretti a dover assistere quotidianamente. Genitori frustrati e stressati per il lavoro che non c’è o che rende poco, cosa possono trasmettere ai figli restando sotto lo stesso tetto unicamente per non rompere quella promessa coniugale?
E chi dice che i bambini figli di separati non..
…siano più adulti degli altri e che debbano necessariamente essere i separati di domani? O magari il lacerante dolore che hanno subìto non faccia desiderare loro di avere una famiglia stabile un domani?
E siano magari più consapevoli degli altri, che danno tutto per scontato, ritenendo la coppia un nido da costruire per adagiarsi su di esso per poi trovarsi in casa qualcuno che non ci sopporta e che non tolleriamo. Consapevoli delle difficoltà della vita, perchè hanno già dovuto lottare sia da piccoli contro coloro che li giudicano fragili e sfortunati, problematici e diversi dagli altri.
La famiglia è sacra ma l’individuo lo è ancor di più. E non è un elogio alla separazione il mio, nè tantomeno un tripudio al celibato.
Ma non mi piacciono coloro che non si accorgono che le iversioni di tendenza della società sono causate dal tentativo, a volta maldestro, di adattarsi ai cambiamenti della società stessa. Ogni periodo storico è segnato dai progressi evolutivi dell’uomo e di conseguenza l’individuo cambia le sue abitudini. Nel cambiamento si fanno molti sbagli ma anch’essi sono dettati dall’evoluzione dal progresso. Le generazioni future avranno altre problematiche, altre tendenze, perchè la nostra è molto concentrata sulla produttività e sull’individualismo. Ma è un percorso che non possiamo ignorare generalizzando su famiglie distrutte e adolescenti impasticcati, diciamo allora che prima c’erano i padri padroni e i mariti dispotici, facciamo un bel pappone di luoghi comuni e non se ne parla più.
Non è amore nè quello del “doverismo”, nè quello che vediamo oggi.
No, mi dispiace, non può essere amore quello delle coppie “aperte”, quello è un tentativo fallace a lungo termine di provare ad allungare l’innamoramento, come se fosse un chewin-gum da sfilare dal punto A al punto più lontano che si può. Ma, ahimè, l’innamoramento da che mondo è mondo non può essere eterno, nè tantomeno programmativamente e forzatamente allungato. Se alla limonata continui ad aggiungerci acqua, prima o poi la limonata sarà solo acqua sporca, non più limonata.
L’amore è altro. L’amore è innanzittutto prendersi una responsabilità reciproca. Non la responsabilità di portare a casa i soldi o lavare le mutande, bensì la responsabilità ASSOLUTA dell’altro/a. Che poi non ci si riesca è più che palese, che uno si chieda “faccio fatica a badare a me, come faccio a prendermi un impiccio del genere?”..ecco, questo è non amare, l’amore ti cambia dentro spontaneamente, questo è sì, immaturità, è egoismo, è egocentrismo. L’amore presuppone “ragionare irrazionalmente” con un “noi”, non con il “tu” (quello è l’innamoramento, la contemplazione della figura amata che non prevede senso del possesso, ci si accontenta anche di uno sguardo, di un gesto effimero) anche a discapito e a sacrificio dell’ “io”. L’amore è qualcosa di profondo, che si coltiva insieme giorno dopo giorno, col dialogo certo ma anche con delle sane litigate. Ora, la storia dell’appiattimento, della routine e via dicendo si supera con proposte nuove, con il provare INSIEME qualcosa di diverso, non cercare l'”alternativa” più giovane e in forma, non vedersi una volta al mese “per non annoiarsi”, personalmente mi sembra assurdo. L’amore è avere cura dell’altro, preoccuparsene, esserne gelosi, ammirarlo, stimarlo, cercare dei confronti, avere bisogno della sua sola presenza familiare e cullante ai nostri occhi, progettare ISTINTIVAMENTE un domani insieme, cercare sempre il suo sguardo tra tutti, pensarlo come l’unica salvezza di sè.
Io penso che Bimba ha fatto centro con il suo post..l’amore e’ fatto di scelte coraggiose,ci vuole coraggio per essere se stessi,per non mentire,per offrire la propria vita all’altro,per vivere assieme..L’unico dovere,il rispetto di se stessi e al proprio compagno..
ci vuol coraggio, ma ci vuole anche testa sulle spalle
e ci vogliono le condizioni personali.
magari arriveranno le occasioni ma non le si asseconderà… non è nemmeno facile.
Senza i doveri non potrebbe esistere neanche l’intimità coniugale. Non a caso si parla di doveri coniugale. I giornali un giorno sì e l’altro pure parlano di calo del desiderio e di tutte le strade possibili e immaginabili per aggirare quest’ostacolo. Io sono credente, ma non mi attengo solo al racconto della creazione perché a quel punto dovrei giungere alla conclusione più ovvia: le donne sono la rovina degli uomini. Invece il parallelismo tra Adamo e Lucifero, dal mio punto di vista, serve soprattutto alla donna per capire che è più facile convivere con un uomo che si ritiene innocente perché è caduto sedotto e ingannato dalla malizia degli altri. Un ragazzo praticamente. Lucifero è caduto per malizia propria. Quando parlo di altri non mi riferisco a nessuno in particolare. Né tentatori, né tentatrici. Il mondo stesso con le sue vanità, le sue ricchezze, i suoi onori e le sue mode ci suggestiona e c’illude. Il dovere giustifica le pressioni del mondo esterno. Non esci mai? Perché non t’iscrivi a questo corso? Perché non appari mai? Perché non ti fai bella? Perché non fai un bel viaggio? Perché non hai un ragazzo? Al dunque fa male immaginare l’uomo che ami impegnato in una doppia vita. Non parlo di storie alla luce del sole perché io da questo punto di vista sono trasparente, anche se si tratta solo di un gioco (di un amore platonico) mi diverto a fare battute perché sono singol, ma in caso contrario i miei interessi sarebbero altrove .
[…]Invece qui parliamo di oblio della ragione… quando nell’uomo l’intelletto si oscura e tu ci stai male perché lo vedi padrone di sé stesso al 101%. Per portare avanti l’entusiasmo te lo devi immaginare come un ragazzo. Non per giustificarlo, ma per leggere nel suo dolore… così come Dio ha saputo leggere nel dolore di un uomo ed una donna che hanno scelto di fare affidamento solo sulla natura. Non li ha puniti. Lì ha lasciati a loro stessi e si sono puniti da soli. La punizione dà un significato al loro vagare in una terra che quando diventa terra di piaceri li mette l’uno contro l’altro. Quindi il piacere in sé non è sbagliato, ma come vediamo è una giustificazione che non convince la donna. Nell’uomo le obiezioni sono di carattere ideologico perché i dolori del parto creano uno squilibrio nel rapporto di parità tra i sessi. Da questo punto di vista nessun uomo riuscirà a farmi sentire in colpa. Ecco perché la diretta interessata trova la forza per perdonare. Ci sono situazioni che strappano un sorriso dall’esterno… non vedo perché una donna che è stata tanti anni con lo stesso uomo dovrebbe vergognarsi di amarlo… anche perché la malizia è una cosa difficile da accettare. Devi essere tanto innamorata… perché anche quì le solite malelingue intervengono sui sogni delle donne con le loro maldicenze. Solo quando l’orgoglio acceca si rischia di agire contro se stessi… quando sei intimamente convinta riesci ad essere felice… negli altri casi: che male fai a sognare?