Ruoli
Salve a tutti.
Ho notato, spesso e volentieri, che tra uomini e donne ci sono delle discrepanze.
Le cose a mio punto di vista stanno cosi:
Non so se ogni tanto guardate i programmi sulle sfilate di moda.
Cosa vedete?
Gli stilisti vogliono che tutti gli uomini siano “femminili” e quei pochi che sono rimasti (etero), seguiranno la moda e diventeranno sempre piu’ donne.
Le stiliste vogliono creare l’ immagine della donna indipendente, forte, aggressiva e competitiva come un uomo.
Adesso potrei sembrare sessista e forse lo sono. Diventata. La donna ha dimenticato una cosa molto importante durante il percorso della storia che e’ una donna.
Le donne sono tutte uguali fanni i capricci come i bambini con la sola differenza che i capricci delle donne, si presume adulte, hanno interrotto i flussi giusti dei ruoli tra uomo e donna.
La donna purtroppo segue questo concetto: perche’ lui si ed io no? o perche’ lei si ed io no?
Con questo concetto ci hanno portato ad avere la parita’ dei sessi, ma non per una ragione motivata e ponderata ma per la semplice ripicca contro l’uomo.
Questo e’ il pensiero delle donne e questo vale per tutto.
Il matrimonio, i figli, l’ uomo rubato a un’ altra, gicattolini eccetera. Il semplice capriccio.
Abbiamo voluto la parita’ dei sessi per non essere piu’ schiave degli uomini,
adesso siamo piu’ schiave di loro che all’ epoca.
Per lo meno all’ epoca la donna aveva potere perche’ l’ uomo senza la donna non decideva,
la donna tramava dietro le quinte nell’ ombra e mandava avanti tutto come voleva lei,
lei prendeva le decisioni e l’ uomo ripeteva la decisione come se fosse stata sua l’ idea.
Ma la donna gustamente voleva far vedere il proprio potere sull’ uomo e uscire dall’ ombra. Combinando una catrastrofe.
Non che l’ uomo sia un santo ma per lo meno all’ epoca c’ era la speranza che un uomo ti amasse. E che era un sostegno per la famiglia, e che aveva voglia di creare un futuro
adeso l’ uomo non vuole mettere su famiglia perche’ non si puo’ piu’ fidare. Gia’ sa che ci sara’ una separazione, perche’ e’ scontato la donna moderna pensa solo a trarre profitto da ogni situazione.
Non esiste la donna diversa da quell’ altra ma quella che gli sono stati insegnati piu’ valori e tutta li la differenza, perche’ senno’ le donne sono tutte uguali.
L’equilibrio dei ruoli. Tempi che tanti di noi invidiano.
Data di pubblicazione: 7 Maggio 2010 - Views: 1
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Categorie: - Attualità

Babba Bia. Per fortuna che a scriverlo è una donna, e se quel “ ’86 ” ha un significato, pure giovane. Che dire se non che concordo? E non lo faccio per ripicca ulteriore tipo “ecco donne vedete che cosa avete combinato?”, ma per una mera constatazione di una buona parte dei fatti (reali) odierni.
La donna si lamenta che non esistono più gli uomini di una volta, ma gli uomini possono dire lo stesso delle donne. E allora? Ma ci vogliamo rendere conto delle cose? Molti uomini manco le “tirano fuori le palle”, tanto hanno donne attorno che se le sono fatte impiantare per reggere chissà quale confronto/gara. Io di fronte a certe guerriere, magari sotto sotto anche un po’ oche e che fanno la parte ma non sanno realmente dove puntare, alzo le mani e mi dico “andate pure avanti voi che avete capito tutto”.
La donna femminile, quella che a molti uomini piacerebbe ancora trovare, con certe caratteristiche di apparente “fragilità / debolezza” oggi è una chimera perchè non ci sono più certe vie di mezzo. Molte sono soprattutto super fighe, efficienti e mezze guerriere, altre sono totalmente complessate, a metà strada tra il voler fare come le guerriere, e il non riuscirci per indole, carattere, educazione in apparente contraddizione col mondo di oggi… eccc…
Gli uomini per essere moderni spesso sono maledettamente effeminati, e credo che per dimostrarlo basti guardare le generazioni più giovane nelle quali i “maschi” si truccano più delle loro compagne di classe.
[…]
[…]
Non leggete le mie parole come una dichiarazione maschilista, perchè tale proprio non sono. Penso soltanto che è inutile dirsi “che una volta le cose erano meglio” e poi remare giusto nella direzione opposta. Purtroppo, sono convinto che noi si viva in una generazione di mezzo tra il maschilismo di un tempo, e l’affermazione femminile di oggi. Forse tra qualche anno l’uomo e la donna avranno raggiunto un bagaglio d’esperienza tali da poter trovare la giusta misura tra le due posizioni. Nel frattempo noi si sta qui e ”si pippa di brutto” tra mezzi rancori mal celati, ripicche, fregature ecc… chiediamoci TUTTI perchè.
E poi…
[…] La donna ha dimenticato una cosa molto importante durante il percorso della storia che e’ una donna.[…]
nn dico altro…
Sarò fuori dal coro, ma io questo gran problema di ruoli o capovolgimento di ruoli non lo vedo. Non ho mai pensato che non ci siano più gli uomini di una volta, probabilmente dipende anche da ciò che uno desidera o si aspetta, secondo me si hanno semplicemente difficoltà ad accettare che le cose, i tempi, le situazioni cambiano. Ora, se lo stato delle cose sia positivo o negativo io non lo so, ma è atteggiamento comune ‘dolersi’ di ogni cambiamento, senza rendersi conto che tutto ciò che accade, non può che accadere perchè necessario. Se per anni la donna è stata sottomessa adesso credo stia nella natura delle cose che vi sia un ribaltamento, così come è nella natura delle cose essere ‘invasi’ dalle popolazioni che per decenni abbiamo colonizzato. Voglio dire, a ogni fase ne segue sempre una complementare e credo che se ci si lamenta è perchè si manca di lungimiranza, e in questo concordo con chi auspica che le prossime generazioni siano più equilibrate e tanto aperte mentalmente da costruire tutto su basi più pacifiche. Però ripeto, uomini ‘machi’ o femminei ci sono sempre stati, così come uomini e donne ‘poco affidabili’, l’unica differenza è che in passato all’uomo era concesso tutto, alla donna nulla, tanto che adesso ciò che la donna si prende sembra troppo. Personalmente non ho mai amato i ruoli, nè le distinzioni di ogni genere, e dell’uomo di una volta non sento alcuna nostalgia semplicemente perché sono figlia del mio tempo, e come tale desidero confrontarmi con i miei contemporanei, altrimenti credo sarei già andata a cercarmi qualche 60enne. E’ anche vero che io non ho nessun desiderio di famiglia classica, però anche qui lamentarsi dei tempi cambiati non credo sia utile quando tutto ciò che serve, e cioè adattarsi alla situazione attuale (con tutti gli annessi e connessi di figli fuori del matrimonio, unioni che saltano ecc) lo si sta già facendo, volenti o nolenti.
Infine, dire che la donna abbia combinato una catastrofe mi pare davvero iperbolico, le catastrofi ahimè sono ben altre, date solo una rapida occhiata a qualunque giornale.
il commento di Libera è perfetto a mio avviso e nn ho nulla da aggiungere. Se la donna che tutti rimpiangete è colei che doveva mordersi la lingua prima di proferire parola, attendere in cucina che il “clan” maschile avesse terminato il pasto per accingersi a fare altrettanto, illudersi di avere un ruolo di potere nella società perchè costretta a tramare nell’ombra, in quanto non poteva esporsi in alcun modo, beh allora rinuncio volentieri a questo modello di beltà femminile.
ma poi dove le vedete tutte queste tigri, queste amazzoni…
in una società dove ci si lamenta di continuo perchè le donne hanno dei ruoli marginali in politica, sul lavoro, sempre messe a confronto del maschio ideale stacanovista, vorreste tornare ancora indietro?
la gatta fru fru…che miagola e fa le fusa e dice, ti prego non lasciarmi, senza te sono persa….aiuto, cosa tocca sentire.
Non sopporto la parola “ruoli”, i ruoli sono per gli attori.
O per le persone manipolabili.
Io non voglio neanche fare distinzioni tra uomini e donne, lo conosco sto giochetto apparente dei ruoli: l’uomo non è più forte e la donna non è più debole se entrambi ragionano e non si fanno manovrare.
Il confine è molto sottile tra la gatta fru fru apparentemente sottomessa “faccio quello che vuoi”, che in realtà ha una capacità di manovrare l’uomo incredibile, senza che uno se ne accorga.
O del marito buono, che ti pulisce casa,ti fa la spesa, ti cucina..si amore si tesoro, mazzi di fiori e anniversari, solitari e collane di perle…con l’amante extra e che, fuori delle mura domestiche, se la ridacchia della moglie e la lascia comandare salvo poi prenderla abbondamentemente in giro.
Chi comanda chi. Chi è più forte di chi. Chi è più furbo di chi.
Il confine è labile, fragile.
Ognuno dovrebbe essere quello che è, pensare con la sua testa, non credersi più forte o più debole.
La nostra forza non sta nel comandare, sta nell’obbiettività di giudizio, nel vedere le cose come sono, nel parlare chiaro e saper dire NO dandone le motivazioni, e nel non farsi influenzare dagli altri.
La nostra forza vera starebbe nella sincerità, ma sappiamo che è pericolosa, scomoda. Tanto che alla fine, salta sempre fuori sfasciando il castello di carte costruito con i ruoli.
Maschi o femmine che siano.
@key
@key
non intendevo dire quello che hai capito tu, anche se magari può sembrare dalle mie parole. forse è un pò difficile da spiegare, ma in un certo senso dei “ruoli” sn un pò necessari, anche se si parla di persone, e nn di uomini e donne. scendere nei generi, purtroppo, credo sia anche un pò inevitabile, pur nn volendolo visto che, volenti o nolenti, abbiamo genetico, d’educazione e una coscienza collettiva che si è formata nel corso del tempo anche sui tanto odiati “ruoli”. è inevitabile sia così. È il ns. patrimonio.
nn sn tanto io a dirlo, ma anche chi ha studiato ed approfondito più di me certi argomenti: “il relativismo di oggi, quello per cui tutto è relativo, quindi valicabile, quindi superabile, relativo appunto… come i “ruoli”, è sicuramente un grande passo avanti per la società, ma è ottuso nn ammettere che crea squilibri perchè nn sempre uomini e donne d’oggi sn in grado di viverlo e sostenerlo in maniera evoluta”.
è cm dare una grande “filosofia di vita” in mano a persone nn pronte. la sputtaneranno cogliendone solo certi aspetti, e distorcendo il quadro generale. Leggevo un banalissimo esempio sul comunismo, che concettualmente potrebbe essere una impostazione della società teoricamente sposabile, ma che è crollato per l’USO che l’uomo ne ha fatto.
vuoi vedere delle amazzoni ? va a prenderti un aperitivo. quelle sn le amazzoni cm le intendo. la maggior parte è così, e a me nn piacciono. le trovo costruite, ma se lo fossero sarebbe quasi un sollievo. almeno “ci fanno” e nn “ci sn”. il problema è se “ci sn” 😉
io nn mi lamento del ruolo delle donne, sn le donne a farlo, tra l’altro. Io nn avrei nessun problema ad avere un capo donna. Nn mi sentirei inferiore a prendere ordini da lei. Mi sentirei tale se fosse una cogliona incompetente. Ma lì il sesso nn c’entra.
[…] La nostra forza vera starebbe nella sincerità, ma sappiamo che è pericolosa, scomoda. […]
beh diamine, questo è lampante. ahimè
allora qui non si parla di ruoli ma di modi. di femminilità e mascolinità.
che poi non significano nulla poichè, come già è stato detto,
ci si può ritrovare al fianco di una persona apparentemente dolce ed arrendevole, bisognosa di protezione, il prototipo della donna d’altri tempi, per poi scoprire che trattasi di grande str…ona,
o riscoprire un uomo che ti corteggia nel più maschio dei modi, l’uomo che non deve chiedere mai e poi trattasi di grande senza pa..e!
personalmente non giudicherei dalla forma, quanto dalla sostanza.
a nessuno qui viene in mente che per sradicare un cattivo funzionamento di un qual si voglia “sistema” il colpo iniziale deve essere forte e violento? e così il femminismo è stato esasperato ed ha creato dei fanatismi, ma poi c’è stato sicuramente un ridimensionamento perchè l’intenzione di allora era la parità, ma nessuna ripicca credo, quella delle nostre generazioni risiede nel rispetto. ed è inutile dirlo ancora, le donne di una volta non beneficiavano certo di quel rispetto.
Non mi metterei nei panni di un uomo neanche morta. ma non voglio neanche essere il suo fantasma, devo chiedere il permesso prima di parlare e figliare a volontà mentre scodello minestre e pulisco pavimenti? In cambio avrò tanta protezione.
io non vedo discrepanza nelle parti, vedo difficoltà a relazionarsi perchè ci si crea un modello da seguire, un’aspettativa negli altri, un giudizio attraverso banali atteggiamenti che non rivelano nulla della persona.
scelgo il mio uomo ideale e poi scopro che non lo è, allora preferisco andare un pò più a fondo e non avere la presunzione di basarmi su comportamenti piuttosto che su dati oggettivi.
togliamo le etichette con l’acetone e vediamo cosa c’è veramente dentro la bottiglia.
@ tutte:
Devo dire che sono contento di vedere alcuni risultati interessanti. Dalle vostre risposte si evince chiaramente che, purtroppo, non è una questione di sesso ma di singolarità. Donne ed uomini commettono gli stessi errori.
Era questa la parità che le donne tanto andavano cercando? Credevo che, invece, fosse tutto l’opposto… ovvero che si smettesse con questo comportamento da parte degli uomini.
La verità è veramente deludente e frustante: Eravate invidiose e volevate farlo anche voi…
Molto deprimente e vuoto… Ma almeno non lamentatevene.
O volete scambiare definitivamente i ruoli?
Caro Gio71,
sono contento che apprezzi quello che scrivo, ma preferirei che almeno tu citassi la fonte. Non credi?
david1971
Si hai perfettamente ragione.
[…] io non vedo discrepanza nelle parti, vedo difficoltà a relazionarsi perchè ci si crea un modello da seguire, un’aspettativa negli altri, un giudizio attraverso banali atteggiamenti che non rivelano nulla della persona. […]
estrapolo questa parte e dico che hai ragione. ma a che serve dirselo?
e soprattutto, sai cosa trovo io nn applicando modelli, o cercando di starne il più possibile alla larga? sempre le stesse persone. sempre le stesse donne. devo solo aspettare di conoscerle un pò meglio per capire qual’è di preciso IL tarlo che le caratterizza, la ferita profonda che le segna, ma è solo questione di tempo. e sai qual’è la sorpresa? nessuna, perchè se tolgo la nuvola creata dai fatti specifici che disegnano i tratti di quella persona, rimane solo l’essenza, accomubabile a quella di tutte le altre. accomunabile a me… non a caso.
Spectre, non voglio difendere a tutti i costi la categoria femminile e mi verrebbe da generalizzare, ancora una volta su questo forum, su luoghi comuni
per i quali potrei tacciare tanti uomini di superficialità, egoismo, etc…
Ma le menzogne mi stanno strette e non posso non ammettere di dovermi ricredere ogni giorno, nonostante la tentazione di fare di tutta un’erba un fascio, constatando che ciascuna persona ha qualcosa di meraviglioso e diverso da donare.
Uomini. Donne.
Se poi ci immergiamo nel tunnel delle frustrazioni personali, molti ne siamo vittime e forse tendiamo a gettare fumo negli occhi dei nostri interlocutori, specie se di sesso opposto, per dimostrare a noi stessi, agli altri, di avere una dura corazza inattaccabile, rifugiandoci nella paura, chiudendoci a guscio, aggrappati alla nostra solitudine, della quale facciamo quasi uno stile di vita consapevole e gratificante.
E’ triste pensare che tutte le donne abbiano un’essenza comune dalla quale è impossibile prendere le distanze, altrettanto scoraggiante ritenere che, grattando la superficie di voi uomini ci si ritrovi sempre a confrontarsi con lo stesso str…o di sempre.
Non voglio crederci, i fatti mi dimostrano il contrario.
Questo era il pensiero positivo. Adesso passo a quello negativo.
Ma la volete cotta o la volete cruda? Perchè quel che io vedo è proprio il contrario, voi uomini siete molto più attratti da queste donne audaci ed agguerrite, tenaci ed intraprendenti,
ma poi lamentate una mancanza di fondo che risiede nell’arrendevolezza e nella, chiamiamola “dolcezza”.
quando poi una donna, dopo aver fatto per tanti anni la wonder woman de noiartri cede al fascino di quel bel vestitino che è la femminilità,
non parlo di abiti ovviamente,
vi lagnate di avere tra le braccia una persona fragile e remissiva.
Allora io forse non ho ben compreso di cosa stiamo disquisendo qui, forse il problema sta in voi e non il contrario.
L’amazzone vi stuzzica ma poi fa paura. Non è che avete perso quel ruolo dominante di protettori assoluti, lamentandovi di essere stati scalzati dalle amazzoni, ma le vostre mamme hanno creato dei mostri bisognosi di
essere sostituiti nel loro ruolo di maschio del focolare???
Se poi la realtà di oggi è quella di tantissime coppie andate in fumo per ragioni che non è il caso enumerare, causa di entrambi insomma, sia uomini che donne, è normale trovare tante miss vittime di quella disillusione amorosa che costringe loro, per un tempo più o meno lungo, a rifugiarsi in se stesse, dando l’impressione di essere appagate nella loro solitudine, autonomamente streghe!!
Ma nel caso si parlasse degli uomini…cosa accade quando i disillusi siete voi? Quali sono le dinamiche ed i meccanismi del vostro essere single?
Immagino le stesse paure di noi donne.
Quindi il problema non è il ribaltamento dei ruoli, bensì la facilità con la quale ci si lascia oggi, tornando ad essere “soli” ad un età in cui diventa sempre più complesso trovare qualcuno che s’incastri bene alle nostre aspettative. In quanto, fallito il primo, o secondo, o terzo tentativo, si comincia a fare una selezione dettata più dalle paure che da oggettive considerazioni sugli altri/e.
brava key, sei grande….
… : D
@key
dici delle cose che sottoscrivo ancora una volta. per buona parte.
ok… dove sei? dove abiti? vengo a trovarti e a conoscerti visto che partiamo dallo stesso punto di base, da cui si diramano ragionamenti personali che puntano in direzioni diverse.
sai perchè dico queste cose provocatorie? perchè io sarei “un pò stanco” di leggere quanto siamo tutti concordi su questi interessanti ragionamenti, ma poi nella ns. realtà non troviamo persone che li seguono. È come “parlarsi addosso”, come quando alla tv un 16enne dice “eh sì, i giovani di oggi bevono troppo”.
Sì key, ci si lascia con molta facilità e tutto si complica dannatamente col tempo, anche se per me una parte della colpa va data al ribaltarsi di certi equilibri.
PS. a me l’amazzone da fastidio. l’avevo già detto.
PS II. non è triste pensare che tutte le donne abbiano un’essenza comune, è solo inesatto e non lo potrò mai dire. io parlo di quelle che conosco IO. infatti c’è pure un’autocritica quando dico “rimane solo l’essenza, accomunabile a quella di tutte le altre (CHE HO CONOSCIUTO – aggiungo ora). accomunabile a me… non a caso”. Nessuno ti capita per caso. Nessuno. C’è da riflettere com’è che questo qualcuno mi arriva di continuo e non mi piace. la mia non è una corazza, sono riflessioni possibilmente critiche.
@ key e spectre:
mi sono piaciuti i vostri post.
Key: penso che la lacuna nel tuo scritto stia nel fatto che non sia stata approfondita la ricerca del perchè due persone si lasciano. Probabilmente questa risiede nella mancanza di una base solida che si è persa nel vivere di oggi. Ritengo che tu abbia ragione su molte cose e ritengo che sia giusto che la donna venga rispettata, ma ritengo anche che tutti dobbiamo avere dei ruoli diversi.
Prova ad immaginare la società come una multinazionale. Ogni reparto funziona perfettamente se ogniuno svolge il proprio lavoro assegnatoli. Non ci sono lavori di serie A e lavori di serie B, ma lavori differenti e tutti egualmente importanti. Ovvio è che ci sia anche il caporeparto, il responsabile, il manager, il consiglio di amministrazione e il direttore. Solo se ogni reparto dell’azienda funziona in modo corretto l’azienda sarà proficua.
Nel caso della vita di coppia si può applicare una mentalità simile. Vedi che ho scritto simile… non capire male!:-)
Se la donna ricopre dei ruoli e l’uomo ne ricopre degli altri non si creano conflitti. In caso contrario ci saranno delle lacune su alcune cose e su altre si scontreranno opinioni contrastanti. Quindi tempo ed energie perse per decidere chi ha ragione e poi alla fine ci sarà sempre un malcontento generale per la discussione avvenuta. Questa lotta sarà superata ma la ferita resterà. Ovvio è che dopo tante ferite non vuoi più avere a che fare con colui che te le ha provocate…
Spero tu mi possa capire e non fraintendere…
Spectre: hai ragione quando dici che le persone partono da basi simili ma poi arrivano a soluzioni differenti, vuoi per il personale trascorso, vuoi per ideologie acquisite. È, infatti, questo che cerco di dire anche io. Non discuto la necessità di un dialogo (che ritengo doveroso), ma la caparbietà e la cecità di alcune persone. Credo giusto rivedere le ideologie che hanno fatto acqua…
Spectre, bene, non avevo capito l’autocritica. Ora mi è chiaro quell’accomunabile a me, non a caso.
Ma il rischio è, se posso permettermi, di vedere sempre lo stesso fotogramma anche quando ci si potrebbe sbagliare.
E poi partiamo anche da un concetto diverso di amazzone, della sua definizione, poiché io, forse in quanto donna, ne ho una visione più ampia, non riconducibile necessariamente ad un prototipo di donna incapace di elaborare i sentimenti, di mostrarsi fragile e tollerante, di saper riconoscere il momento opportuno in cui sferrare il colpo senza dare troppo nell’occhio, con il sorriso e non con l’armatura appena lucidata.
Per quanto mi riguarda anch’io ho dovuto constatare di ritrovarmi tra i piedi, ancora una volta, il genere di uomo dal quale fuggivo.
Anzi, forse anche peggio, tutti i tratti già visti erano amplificati all’ennesima potenza, però è stato un caso isolato ed oggi ho aperto la visuale, confrontandomi con persone che sono l’esempio lampante del contrario.
Parto dal presupposto che per me l’inghippo sta proprio nei ruoli, o almeno per come li intendo io, direi anche menzogneri e fasulli, poiché nel corso di un cammino insieme guai a rivestire sempre la stessa parte, è da immaturi e non si comprende il momento per assumere una sembianza diversa, se ciò viene richiesto.
Se per tot anni mi hai schiacciata, a meno che io non sia un’imbecille vuol dire che te l’ho concesso, perché il nostro equilibrio era lì, ho acconsentito ad avere un ruolo all’interno della coppia che oggi non mi calza più.
Ed è lì che subentra la tua maturità, io saprei come superare il momento critico, ma fai tu adesso uno sforzo e vediamo cosa abbiamo imparato.
Quindi sapere anche quando è il momento di cedere e quando quello di restare fermi sulle proprie posizioni.
Ribaltiamo la cosa, altrimenti sarò sempre una perdente io ed un vincitore tu,
tentando di comprendere ,quanto più possibile, le mie necessità, anziché badare solo alle tue…
…consentendoci di ritrovarci ogni volta senza dare per scontato che
“tu sei così ed io sono colà”.
Una vita insieme comporta sforzi, sacrifici da entrambe le parti, bisogna avere l’umiltà di dare e ricevere a fasi alterne, se non addirittura contemporaneamente.
Poi la volontà è quella che subentra quando un rapporto è in crisi, credo che tutti noi conosciamo l’ingrediente per tirare avanti la baracca ma non sempre ne abbiamo la volontà.
@ david1971
[…]
Se la donna ricopre dei ruoli e l’uomo ne ricopre degli altri non si creano conflitti. In caso contrario ci saranno delle lacune su alcune cose e su altre si scontreranno opinioni contrastanti. Quindi tempo ed energie perse per decidere chi ha ragione e poi alla fine ci sarà sempre un malcontento generale per la discussione avvenuta. Questa lotta sarà superata ma la ferita resterà. Ovvio è che dopo tante ferite non vuoi più avere a che fare con colui che te le ha provocate…
[…]
sai che hai scritto brevemente quel che intendo pure io? Ruoli, che nn significa “donna! cucina!”, “uomo! vai a caccia!”.ci saranno delle predisposizioni naturali delle persone no?
voglio restare sempre sul concetto di “persona” e dico: oggi molti uomini e donne sono allergici a priori a certe “posizioni di vita”, che potremmo chiamare anche ruoli. “il marito”, “la moglie”, “il padre di famiglia”, “la madre amorevole”, come se fosse nei ruoli il problema, piuttosto che nel nostro porci nei confronti di essi. Tra l’altro, alcuni ruoli nella vita diventano inevitabili, e l’unica possibilità è adattare la ns. interpretazione di essi.
Che poi… capisco certe posizioni di chiusura in partenza, ma che non me le si venda come “naturali” perchè non lo sono. o vogliamo rinnegare una storia umana di secoli? è quasi che nel “rinnegare” ci sia già una passo verso un nuovo e migliore, che manco sappiamo dove sta di casa, ma che intanto si ha l’illusione d’intravvedere al solo nominarlo o paventarlo.
se poi vogliamo che gli uomini partoriscano e le donne si facciano la barba allora andiamo avanti così. L’esempio che ha iniziato la lettera per me è sottoscrivibile, uscendo dagli eccessi della provocazione, perchè mostra uno spaccato, una teoria che andrebbe applicata con buon senso, piuttosto che una ricetta da seguire pedissequamente.
Senza saperlo ho già risposto al tuo post, david71.
Concordo sul fatto che uomini e donne ricoprano necessariamente ruoli diversi sia all’interno della società che della coppia.
Mi stanno strette le costrizioni, non so se mi spiego. Il ribaltamento dei ruoli, per come lo intendo io, talvolta serve a ristabilire quegli equilibri propri della diversità. Senza il ribaltamento, all’occorrenza, daremmo le cose per scontate, non ci sarebbe consentito vedere l’altro.
La lacuna è stata, pertanto, sanata. Ovviamente quella è la mia di esperienza ma se dovessero chiedermi il “trend” generale di molti fallimenti in questa società, mi verrebbe da rispondere: le coppie scoppiano per mancanza di spirito di sacrificio/rinuncia.
M’inserisco anch’io in questo contesto generale per non essere tacciata di presunzione, ritenendo che gli sforzi fatti non siano stati sufficienti, appunto per mancanza di volontà, quando si è arrivati alla resa dei conti,
benchè sia un’analisi un pò sommaria e volta soprattutto a prendermi delle corresponsabilità piuttosto che di realtà oggettiva.
Non mi quadra tanto però la similitudine con la multinazionale, sono dell’opinione che nel seno di un’impresa sia necessaria una gerarchia,
non una distinzione di ruoli o compiti, cosa invece indispensabile all’interno di una coppia.
La piramide gerarchica in una famiglia è applicabile solo nel rapporto genitori/figli, ma all’interno di un rapporto a 2 mi sempra
un paragone un pò grossolano ed azzardato. La diversità uomo donna è palese, giusta e necessaria, credo che comprenderne a fondo la natura sia il primo passo per capirsi.
Io, da donna, già lo dissi, non mi metterei mai nei panni di un uomo, anche in qualità di padri, gli uomini hanno delle doti con i figli che noi donne non possiamo vantare di avere e viceversa.
Ma se mi parli di multinazionale allora io intendo chi detiene il comando.
Mi piacerebbe che ti sforzassi di cercare un’altra metafora e poi potremo continuare a parlarne.
@ Spectre:
sapevo che avresti capito quello che intendevo…
@ Key:
Il raffronto con la multinazionale era solo per far capire quello che intendevo all’interno dei vari reparti… Comunque rimane giusto anche a tutti i livelli… La coppia, quando ha figli, diventa come il consiglio di amministrazione. I figli devono ascoltare quello che viene deciso ed ubbidire. Almeno finchè non avranno una loro azienda da mandare avanti… I genitori dovranno riunirsi e scegliere insieme le giuste strade da seguire e difronte ai figli dovranno essere un’unica unità. Potranno esserlo solo se avranno già chiarito a priori in modo da aver già armoniato le proprie idee.
Non voglio assolutamente offenderti, ma cerca di seguirmi per un attimo su quello che sto per dirti: rileggi il tuo scritto e prova a farlo con una mente più aperta. Prova per un attimo a vedere se puoi trovarci questo: “…hai ragione su tutto quello che dici, ma se mi provi a parlare di potere e chi deve comandare allora ti dico che lo faccio io…”. Ti ripeto non voglio offendere, ma questo è quello che vedo spesso nei comportamenti delle donne. Avete paura di essere sottomesse ed allora tirate fuori le unghie anche quando non ce ne è bisogno… come ti ho spiegato sopra intendevo dire una cosa diversa, ma il tuo timore è stato allertato ed io sono dovuto correre a spiegarti quello che intendevo veramente.
Non riesci a vedere quello che ci ho visto io?
@ key
leggo
“Mi stanno strette le costrizioni”
e poco dopo
“le coppie scoppiano per mancanza di spirito di sacrificio/rinuncia”.
Non ti pare un paradosso?
È come “accusare” la società odierna di qualcosa, finendo però per fare lo stesso appena tocca a noi. In questo caso ci si ritrae irrigidendosi.
Cioè… vorrei capire se male interpreto.
uso le tue parole pensando ad alcune donne che ho conosciuto che dicono all’incirca le stesse cose eh, tu sei solo l’aggancio.