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Crisi, ipotesi DL

Spett.le Direttore,

leggo sul Corriere che da qui ad aprile ci serviranno altri 141,4 miliardi
(aste titoli di Stato varie). Monti tenta di approvare una manovra di circa 30
miliardi (secondo la Cgia di Mestre sarebbero 63), rimangono 111,4 miliardi da
coprire. Non so quanto la legge di bilancio approvata dal governo precedente li
copri, ma nel mio pessimismo ritengo che sia meglio prevenire. Ecco perché
avanzo una proposta di DL nel caso sia necessario effettuare nuove manovre nel
2012:

– Acquisto obbligato di titoli di Stato da parte dei contribuenti italiani
ad un tasso di interesse dimezzato rispetto a quello di mercato e divieto di
vendita.
– Divieto assoluto di modificare al rialzo tasse, tributi, accise, etc.,
etc.

Inutile dire che per me, contribuente italiana, sia un affare. I circa 800
euro che ci costa mediamente all’anno la manovra Monti preferirei investirli al
2% in titoli di Stato a vent’anni piuttosto che vederli svanire nel nulla
consumando gasolio (sono agente di commercio) oppure nel solo possedere la mia
casa già mutuata, o ancora negli anni persi di futura insicura pensione da
69enne. Inoltre gli investimenti resterebbero sul territorio.

Problemi di concorrenza? Tutti potrebbero partecipare all’acquisto dei titoli
di Stato a rendimento abbassato. Non sarebbero obbligati come noi contribuenti
italiani? Allora facciamo tutto noi: aumentiamo le tasse anche di più,
emettiamo titoli di Stato a rendimento bassissimo ed è lo stesso Stato (libero
investirore che sceglie) che compra quei titoli nelle aste, con i gettiti delle
manovre…. E’ ora di ricapitalizzare lo Stato no?

Ah, finchè possiamo (UE permettendo), creiamo un’agenzia statale che possa
investire nel mercato finanziario privato! La Cina “comunista” ce l’ha… le
“virtù” del capitalismo e le “virtù” del comunismo appagate, a mali estremi!

In ultimo, il mio capitale di titoli di Stato obbligatoriamente acquistati
sarebbe a rischio? Potrei provare a venderlo, in extremis pochissimo prima di
un default e perderci meno, ma non mi converrebbe comunque perchè altro che 800
euro se l’Italia fallisse mi toccherebbe rimetterci, (il tutto
proporzionalmente, ovvio, all’aumento di tasse di oggi).

Ma caspita, la monovra di Monti di 30 miliardi, non equivale a 1/25 del
capitale nominale investito dal Congresso Usa per risanare nel 2009 il sistema
finanziario (uguale a banche ed assicurazioni su assicurazioni) statunitense
che è stato restituito in gran parte? Non ci possiamo permettere altrettanto
con moneta non di nuovo conio, ma già esistente (che l’Europa, se esiste, si
muova, oppure che si tolga di mezzo!)?

Alessandra Nepoti Goitan
Bologna

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