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I costumi sono cambiati, ma la prostituzione aumenta sempre

di Domenico1

Ciao,

l’altra settimana parlavo con un amia amica d’infanzia che tra poche settimane si sposa.

Ha 34 anni ed è sempre stata diciamo una ragazza “esuberante”….e la natura non le ha fatto mancare nulla essendo veramente attraente.

Le ho detto che me la ricordavo  già fidanzata con ragazzi più grandi addirittura dalla 3° media a 14 anni… e lei sorridendo mi ha risposto maliziosa come sempre….che gli uomini aveva cominciato a “collaudarli “ già da piccola…….

Perché scrivo questo? 

Perché , mi ha fatto pensare, che malgrado l’enorme passo in avanti fatto negli ultimi 30/40 anni  nei costumi sessuali, addirittura secondo le statistiche molte ragazze diventano “attive” già a 14 anni ,  mi sarei aspettalo un passo indietro del fenomeno prostituzione invece, anche favorito dall’avvento di internet , non conosce crisi.

Potrei  capire una volta,  dove salvo rari casi, se un uomo se voleva “divertirsi”  e dare sfogo diciamo alle esuberanze giovanili aveva solo una possibilità e cioè le prostitute…col cavolo che   passavi da una all’altra come oggi senza impegno…(se uno è diciamo  di bell’aspetto ….non ne parliamo. Ha la fila….) che addirittura se una donna non era vergine – bastava anche il sospetto – nessuno l’avrebbe più sposata (salvo eccezioni, vedove , ecc…) e molte (allucinante) finivano a fare le prostitute per la famosa “delusione d’amore”..cioè lasciata dal fidanzato…

Oggi  , salvo rari casi di sofferenti di gelosia retroattiva, al 95% degli uomini non importa molto  del passato sessuale della moglie , quindi questa libertà totale avrebbe dovuto almeno avere questo effetto collaterale (ridimensionamento del fenomeno prostituzione) .

E invece non è così.  Non sono ancora riuscito a darmi una spiegazione soddisfacente.

Vediamo voi che ne pensate.

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Categorie: - Riflessioni

45 commenti

  • 1
    Rossella -

    Penso che per un uomo non sia un problema, per la donna potrebbe esserlo. Tra il singol e l’uomo che esce da un matrimonio sceglierei il secondo, te lo dico in tutta onestà. Il primo mi potrebbe anche prendere di testa, come si dice in gergo, ma non riuscirei ad andare oltre, di fatto lo vivrei come un amore platonico. Fare cattivi pensieri sulla vita degli altri è sempre sbagliato… la paura alle volte può giocare brutti scherzi! Quale paura? Paura di non riuscire a consumare il matrimonio. Non ho mai vissuto questa esperienza ma penso che in cuor mio avrei potuto essere tentata di fare un tentativo per superare il blocco mentale. Per il resto penso sia difficile capire se una donna è vergine, le illazioni mi sembrano sempre ingiuste e gratuite. Cosa possiamo saperne della vita intima di una persona? Ogni anno che passa l’interesse verso l’altro sesso va scemando. Quello che accadeva un tempo è acqua passata, la gente la pensava in quel modo perché tanto gli uomini quanto le donne avevano il sentiero tracciato e difficilmente una donna che non aveva mostrato amore per la casa si sarebbe adattata alle quattro mura.

  • 2
    maria grazia -

    credo che le ragioni siano diverse, ma principalmente perchè il maschio, DA SEMPRE, è attratto dal “proibito”, cioè in questo caso dal rapporto mercenario. Ma vuole al contempo, una volta “rimessosi i pantaloni”, mantenere la sua credibilità di buon fidanzato e marito, oppure ( nel caso di un uomo single ) di conquistatore di donne “normali”. c’è anche da dire che in molti casi nel rapporto con la prostituta l’ uomo SI ILLUDE di assoggettare l’ altra persona ( la donna a pagamento ) a qualsiasi suo capriccio con poco sforzo, se non quello di pagare. questa è una delle fantasie principali di molti uomini ( quella appunto di “umiliare”, sottomettere totalmente e annicchilire una donna ). ma in realtà le prostitute disposte a farsi fare qualunque cosa sono pressocchè inesistenti, e sono presenti solo nella fantasia dei clienti. per altri uomini, invece, vi è il fatto che la cosiddetta modernità ed emancipazione delle donne di oggi spesso è presente solo sulla carta, e l’ uomo medio- checchè se ne dica – fa ancora molta fatica ad accedere al sesso ludico e puramente liberatorio con ragazze molto belle che non siano prostitute.

    “e molte (allucinante) finivano a fare le prostitute per la famosa “delusione d’amore”..cioè lasciata dal fidanzato…”

    ancora oggi, in un certo senso, è così. certo sono cambiate le situazioni, il contesto sociale e gli scenari. ma la sostanza, di fondo, rimane la stessa. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se tra le prostitute troviamo anche donne ( italiane e non ) separate dal marito e con figli a carico, oppure reduci da brutte storie familiari o da brutte storie d’ amore, oppure reduci da traversìe economiche devastanti. Si tratta quindi di persone normalissime che però hanno scelto questo “mestiere” come reazione ai contraccolpi subìti dalla sorte.

    “Oggi , salvo rari casi di sofferenti di gelosia retroattiva, al 95% degli uomini non importa molto del passato sessuale della moglie”

    non è proprio così. agli uomini importa ancora molto del passato sessuale della loro compagna. solo che non tutti lo danno a vedere, oppure la cosa non ha più, socialmente e psicologicamente, lo stesso peso di una volta. ma certamente per un uomo resta ancora uno dei fattori determinanti nella scelta di una partner, se non il principale. basti vedere, per restare in tema, le tantissime ex prostitute che, volendo cambiare vita e trovare un compagno fisso, non ci riescono appunto per via del loro vissuto. La tua amica avrà senz’ altro mentito….

  • 3
    Ncola -

    Domenico, in genere non rispondo alle domande scontate, perchè chi le pone vuole solo valutare le risposte per motivi diversi da quelli di fugare un dubbio, ma in questo caso farò una eccezione. Se la prostituzione è stata legalizzata in molti paesi Europei non è pensabile che il motivo sia così oscuro.
    Comunque sia, rispetto alla conquista di una donna sul campo con una prostituta si avrà:

    -minor costo in termini di tempo
    -minor costo in termini di denaro
    -frequentazione solo quando si ha voglia
    -libertà di scelta della ragazza
    -possibilità di interrompere e riprendere il rapporto quando si vuole
    -mediamente più bella
    -niente gelosie
    -non punta a incastrarti
    -maggiori possibilità di provare pratiche poco comuni a letto
    -nessun 2 di picche
    -ecc..ecc..

    Ho iniziato a fare sesso a 17 anni con ragazze di 15, ho avuto tante donne, non sono mai andato a prostitute ma sono convinto di essermi perso qualcosa di buono, non lo escludo per il futuro e approvo chi ci va.

  • 4
    maria grazia -

    …. sul suo passato, per indurre l’ uomo che ha al fianco a rimanere con lei.
    infine, concludo dicendo che la prostituzione non avrà mai fine perchè risponde al bisogno ancestrale del maschio di dividere l’ universo femminile in due categorie ben distinte: da una parte le donne brave, da amare e proteggere. e dall’ altra le donnacce, da usare punire e perseguitare. ovviamente, questa distinzione esiste solo nella testa del maschio, perchè naturalmente una qualsiasi donna non è brava o cattiva a seconda che si prostituisca o meno. ma per l’ uomo è “rassicurante” il fatto di poter apporre dei “marchi di riconoscimento” di cui servirsi per fare le sue scelte, escludendo automaticamente dalle sue grazie un certo tipo di donna ( la prostituta, appunto ). prendersi il tempo di conoscere a fondo una donna, di capirla e di apprezzarla aldilà di un passato turbolento, per un uomo sarebbe troppo gravoso e impegnativo. e inoltre andrebbe contro il suo istinto primordiale di cercare la donna “non contaminata” da altri peni.

  • 5
    gimmy -

    Domenico,
    adesso la tua amica sarà molto contenta di te, dopo aver fatto passare tra le righe, zitto zitto e quatto quatto la sua immagine di donna, dai facili costumi. La prostituzione è un fenomeno nato unicamente per ricavarne del denaro, e viene affibbiato questo appellattivo per differenziare una prestazione sessuale pagata e pattuita da un semplice incontro di piacere occasionale. Le ragazze di oggi sono piu emancipate di una volta e si prendono quello che per anni hanno fatto molti uomini senza che nessuno gli attribuisse un nome che potesse denigrarli ed offendere. Come al solito si entra nei classici luoghi comuni dove per l’uomo va bene tutto giustificando ogni azione dietro l’apparenza di essere dei “GRANDI” , mentre alle donne non viene concesso nessuno sconto tacciandole per delle poche di buono. Non si può pensare ad un progetto di vita, se nella mente di un probabile marito alberga l’idea di sposare una prostituta, solo perchè in passato ha avuto altre esperienze, mi sembra un discorso al quanto maschilista e non produttivo ai fini della relazione. Se tutti quanti avessimo questo genere di preconcetto allora non avrebbe senso unirsi nella forma del matrimonio o convivenza perchè il processo della vita ci garantisce di non essere stati i primi e in alcuni casi neanche gli ultimi. Suppongo anche tu abbia iniziato presto il tuo avvento sessuale, e questo non fa di te un gigolò, ne tanto meno saresti contento se qualcuno ti scartasse da un ipotetica storia seria, solo perche ti sei preso delle libertà o per aver avuto come tutti un tuo passato.

  • 6
    rossana -

    Gimmy,
    è assodato che prostitute o escort sono donne che vendono sia prestazioni sessuali che semplice compagnia. le loro figure sociali sono chiare e ben definite, più o meno nell’orbita delle donne di strada o delle cortigiane di un tempo, a seconda del loro livello culturale e delle loro possibilità economiche di base. chi mai vorrebbe sposarne una, se non accecato da un amore folle?

    mi sembra molto meno lineare, invece, definire oggi una “donna di facili costumi”, che non richiede compensi ma è prodiga nel concedersi, passando da un letto all’altro, come mi è parso di capire nel caso dell’amica citata da Domenico.

    PER ME, resta diverso il bisogno genetico di spargere il seme del maschio da quello corrispondente di mettere al mondo dei figli della femmina, figli che anche l’uomo vorrebbe curati e non esposti a eccessivi rischi di rottura del rapporto di coppia per le abitudini troppo libertine della madre (quelle del padre restano da mettersi in conto, nella maggioranza dei casi, ma l’uomo può più facilmente della donna tenere i piedi in due scarpe o far continuare un menage di comodo, evitando di mettere a repentaglio la famiglia – la donna sa farlo molto meno: quando desidera un altro uomo, spesso lascia, senza voltarsi indietro).

    a mio avviso dipende da uomo a uomo, da relazione a relazione, aver fiducia o meno in donne orientate più della media dalla loro naturale inclinazione alla libertà sessuale, sacrostanta per entrambi i generi ma con riverberi concettuali che possono non essere uguali per tutti gli uomini interessati. non la vedo tanto come censura sul passato quanto come timore, più o meno giustificato, per il futuro.

  • 7
    maria grazia -

    “prostitute ed escorts…chi mai vorrebbe sposarne una?”

    semplice: chi non ragiona con il metro del pregiudizio e non si ferma alle apparenze. chi valuta IN TOTO le qualità di una persona e non solo i suoi trascorsi. e chi non è schiavo del pensiero di massa che vuole certe donne relegate a una condizione di eterna solitudine. FANTASCIENZA ? può darsi. ma per quanto mi riguarda preferisco sondare l’ Universo piuttosto che rimanere seduta sui gradini del cortile. se io fossi un uomo, tra lo sposare una escort e lo sposare una come rossana, non avrei alcun dubbio nella mia scelta! embè ma io sarei stato un bastian contrario, non un obbediente servitore del sistema. sei anche poco informata, cara rossana. perchè escort e prostitute oggi sono tutt’ altro che riconoscibili all’ esterno, ghettizzate e marchiate “a fuoco”, ma lavorano in incognito e sono quasi sempre perfettamente integrate nella cosidetta società “normale”. tutelano, giustamente, la loro privacy perchè sono consapevoli del pregiudizio e dell’ ignoranza che c’è in giro. facile, quindi, che la tua vicina di casa o una tua giovane parente siano escorts, e tu non lo sai e non lo saprai mai! come non sai che molti uomini che profferiscono discorsi sul patriarcato e sulla morale, hanno IN REALTA’ un debole SOLO PER CERTI TIPI DI DONNE. Un debole che, però, tendono abilmente a mascherare.

    gimmy, penso che la liberazione dei costumi e l’ emancipazione culturale debbano fare ancora molti passi in avanti, come puoi ben vedere anche dai commenti che vengono scritti qui. per adesso, il sentire comune tende a dividere il mondo in donne da sposare ( quelle con poca o zero esperienza sessuale ) e donne da usare ( le escort, o le donne libertine ). e le donne in cerca di “marito” temo che debbano adeguarsi a questa circostanza.

    Ncola
    i due di picche li danno anche le escort, se un uomo fa schifo o è maleducato. Le donne che vanno CON CHIUNQUE NON ESISTONO.

    bene. ciò premesso….mi pare proprio giunto il momento di guardarselo!..

    https://www.youtube.com/watch?v=R-D1-_6ZLl8

  • 8
    rossana -

    A grandi linee si può dire che ci siano due tipi di prostitute:

    – quelle obbligate a prostituirsi dalla povertà o dall’assenza di strutture sociali (meretrici o donne di strada, spesso straniere e costrette oppure, più raramente, aventi lo scopo di sopravvivere, che meritano comprensione e rispetto);

    – quelle che scelgono di farlo perché lo ritengono un modo comodo e facile di fare soldi (cortigiane o escort, spinte dall’avidità o dalla pigrizia, che denotano temperamenti ben poco apprezzabili e anche meno affidabili).

    Se fossi un uomo e avessi intenzione di contrarre matrimonio con una donna coinvolta nella vendita di prestazioni sessuali, cercherei per lo meno di evitare le prostitute del secondo tipo.

    Se anche queste non si vestono e non si comportano più in modo da rendere smaccatamente evidente la loro professione, attualmente basta una breve ricerca in rete per scoprire quasi tutto di chi, a diversi livelli, si pone su questo mercato. Senza contare che, raggiunto l’ambito e pressoché inafferrabile traguardo del matrimonio, non si può mai escludere che possano essere riconosciute da precedenti clienti. Sono scelte di vita dalle quali è difficile recedere.

    Quanto all’attuale aumento della prostituzione, secondo me deriva dal fatto che le donne tendono sempre di più a pretendere che a essere inclini a dare. Dopo il matrimonio è difficile che una moglie si conceda in media tre volte alla settimana, standard ritenuto auspicabile da gran parte degli uomini, quasi costretti, quindi, a “integrare”.

    Il ricorso del sesso a pagamento è forse incrementato anche dal fatto che è diventato davvero arduo e oneroso mantenere una relazione armoniosa e duratura con una donna, sempre aperta a nuove possibilità amorose, più facili e più frequenti di quante possano essere a portata di mano di un uomo.

    Opinioni personali, valide come tutte le altre!

  • 9
    maria grazia -

    rossana
    credo che il lavoro di escort sia tutt’ altro che facile, comodo e riposante! per come la vedo io è un lavoro estremamente complicato, pesante e pericoloso. sia per motivi fisici che psicologici. dietro a chi lo fa, c’è SEMPRE un problema economico. che si tratti della povera schiava di strada vittima di tratta, o che si tratti della escort di “alto livello” che lo sceglie liberamente. che si tratti della donna restìa al sesso, o che si tratti di quella più disinibita. ma la sostanza non cambia. sono in ogni caso donne che rifuggono da una condizione di sudditanza socio-economica. ecco perchè in queste cose mi astengo dal dare giudizi categorici.

    “attualmente basta una breve ricerca in rete per scoprire quasi tutto di chi, a diversi livelli, si pone su questo mercato.”

    Credo che le più sveglie in questo campo non usino nome vero e foto autentiche, nè tantomeno un numero telefonico riconducibile alla loro completa identità. quindi non vedo come potrebbero essere scoperte, se sono veramente scaltre.

    “raggiunto l’ambito e pressoché inafferrabile traguardo del matrimonio, non si può mai escludere che possano essere riconosciute da precedenti clienti”

    non capisco perchè la escort dovrebbe vergognarsi di essere stata una escort, e il cliente non deve vergognarsi di essere stato un cliente. in fondo, sono i due elementi DELLA STESSA SITUAZIONE.

    personalmente, ritengo che la più grande forma di prostituzione sia e rimanga quella delle mogli che fanno le mantenute del marito. opinione personale, ovviamente.

    condivido invece le argomentazioni che spiegherebbero l’ aumento attuale sempre crescente della prostituzione come risposta a una specifica richiesta maschile.

    una cosa è certa: in Italia non potremo mai pensare di regolarizzare la prostituzione rendendola un fenomeno sociale meno gravoso e problematico, finchè tante persone comuni continueranno a pensare che la la libera prostituta, in quanto tale, non merita alcun rispetto.

  • 10
    maria grazia -

    condannare moralmente le escort ( cioè le libere prostitute ) è semplice, perchè rappresentano un facile bersaglio. il difficile ( che poi è quello che a me interessa davvero ) è comprendere invece i meccanismi, sopratutto sociali, che ancora oggi portano tante donne che devono ARRANGIARSI a fare questa scelta.

  • 11
    gimmy -

    Rossana,
    il mio intervento era soltanto una risposta in difesa delle donne, in quanto secondo la sintesi di Domenico, definisce “prostitute” tutte quelle ragazze che si concedono in maniera libera senza farsi troppe paranoie ad un ragazzo che a loro piace. Credo che la prostituzione sia ben altra cosa e non va etichettata a chi vuole viversi questa esperienza in maniera lecita e del tutto autonoma. Le donne contrariamente agli uomini agiscono col cuore e non dagli impulsi del proprio testosterone. Detto questo penso anche che nessuna donna ama prostituirsi, se lo fa è unicamente per denaro… chi per disperazione, chi per imposizione, chi invece per un interesse personale, per avere tutti quei comfort e agi in maniera facile e veloce. Non penso sia la loro massima aspirazione cambiare partner, o addirittura di gradimento, alla lunga dovranno fare i conti con la loro insoddisfazione. Trovo giusto nella vita concedere alle persone una seconda chance, e se un uomo decide di sposarsi con una di queste signore, lo fa sulla base di un amore non tanto folle e di scelte meditate nel tempo. Per quanto mi riguarda non sono una persona categorica che condanna o disapprova simili decisioni ne tantomeno mi piace fare la morale a nessuno, ma a quelle ragazzine che si offrono in cambio di ricariche telefoniche, qualche capo d’abbigliamento firmato per essere alla moda o al pari degli altri, dico semplicemente di abbandonare, queste loro attività perchè sono delle strade pericolose. Mi sembra sia molto più saggio far passare questo genere di messaggio piuttosto che determinate insinuazioni, non da parte tua ma dall’autore del post. Questo è quanto sia arrivato a me. Concordo molto con i commenti di Maria Grazia, e li condivido in quanto li trovo molto affini al mio pensiero.

  • 12
    rossana -

    Gimmy,
    grazie per il riscontro. tutte le opinioni hanno una loro validità soggettiva. per questo a volte diventa difficile fare le proprie scelte oppure elaborare propri fermi concetti.

    mi sa che devo dedurre che oggi non esistono più donne di facili costumi, anche se passano da un letto all’altro, senza troppo rifletterci su. per me la qualità dei rapporti non si sposa facilmente con la grande quantità.

  • 13
    Alessandro -

    Io vado a prostitute perché fa piacere poter andare con una bella donna senza far fatica per conquistarla,è appagante e rilassante,sgombera la mente,non da conseguenze,non da ansia da prestazione e ci puoi anche parlare,sfogare,chiedere consigli,la prostituta può essere un lavoro importante se fatto bene.
    io vado e con il massimo rispetto per l’essere umano che svolge una professione, nessun desiderio di sottomettere o cose simili.
    sposarne una?perché no?alcune sono donne importanti, mi viene in mente una che lavora per strada,nonostante il suo lavoro ha conquistato tutti come persona,non parlo dei clienti ma dei residenti,parla con tutti,negozianti,signore anziane,tutti sanno che mestiere fa e gli vogliono bene perché è una bella persona.
    in questa discussione come in altre leggo parole roboanti,spesso invece le cose sono molto più semplici e facili.

  • 14
    Alessandro -

    Naturalmente non voglio dire che andare a prostitute è meglio che avere una donna,assolutamente no,sono due cose totalmente diverse, una donna nel bene e nel male ti riempie la vita,una prostituta non riempie niente,fa quello che deve fare.

  • 15
    maria grazia -

    ciao Alessandro, ti ringrazio per la tua testimonianza. credo preziosa, sopratutto per gli altri uomini.

    gimmy, ti dirò che a volte, vedendo questo mondo, mi sento sollevata all’ idea di non avere avuto a suo tempo una figlia, che oggi sarebbe più o meno adolescente. il solo pensiero che avrebbe potuto prostituirsi con i coetanei per una ricarica telefonica o per un i-pad, mi risulta davvero angosciante. come sono angoscianti infinite altre cose a cui possiamo assistere nella realtà che ci circonda. difficile spiegare a un ragazzino di quell’ età che se tutti i loro amici vanno in una certa direzione, non è detto che quella direzione è quella giusta. sarei stata una madre molto severa e restrittiva – forse sbagliando – per questo motivo.
    grazie anche a te per i tuoi apprezzamenti.

  • 16
    Andrea_The_Original -

    Sono state date ottime risposte da MG, Nicola e Rossana.
    Rossana in particolare nel commento 8 focalizza l’attenzione su due aspetti importanti: l’aumentata aspettativa delle donne da un lato, le loro maggiori possibilità dall’altro. “Una volta” l’occhio sociale faceva da freno, per cui i rapporti erano forzatamente più bilanciati, oggi invece c’è molta più libertà, ma sostanzialmente a godere di questi benefici (maggiori frequentazioni sessuali) sono i cosiddetti maschi alfa, per l’uomo medio cambia poco. Perché una donna potendo scegliere, farà sesso con chi le piace, non si porrà certo il problema che lui è alfa e lei beta.
    Il discorso per la donna media è quindi diverso, ha già in sé il valore intrinseco di essere femmina, facile quindi che uomini belli abbiano storie più o meno sessuali con donne medie (fisicamente, per età anagrafica ecc..). Questo spiega il ricorso alla prostituzione degli uomini medi, che volenti o nolenti, in paesi come l’Italia devono quasi sempre esporsi e darsi da fare.
    Difficile inoltre per la donna media avere reale coscienza del proprio status, poiché sempre richiesta almeno sotto il profilo sessuale. In altri casi vige proprio un ragionamento logico. Io uomo, ho voglia di sesso. Impiego maggiore tempo e risorse con una che magari è fisicamente normale e l’esito è incerto, o vado a colpo sicuro con minore impiego di risorse con una più bella?
    O ancora la ricerca della trasgressione, per sfogare le fantasie inconfessabili alla propria moglie o compagna.
    Ci sono situazioni invece completamente irrazionali, penso a calciatori belli ricchi e famosi che pagano fior di quattrini delle prostitute quando in una qualsiasi discoteca potrebbero trovare facilmente sesso gratis.
    Ci sono casi eclatanti come Lapo, pescato anni fa con un trans. Mi colpì non che fosse un trans, piuttosto quanto fosse brutto il soggetto in questione, perché tendo a pensare che personaggi di quello status scelgano solo il “meglio” sul mercato.

  • 17
    Andrea_The_Original -

    Comunque sia, l’italiano, per antonomasia, si porta sempre dietro questa fame sessuale generata da un paese sostanzialmente bigotto. I “centri benessere” in paesi come Svizzera o Austria sono affollati di italiani. Una larga fetta di clienti è composta da uomini fidanzati o sposati trascurati sessualmente dalle proprie mogli.

    “non capisco perchè la escort dovrebbe vergognarsi di essere stata una escort, e il cliente non deve vergognarsi di essere stato un cliente.” Domanda fin troppo banale. Nel caso della prostituta, essendo donna, per l’uomo ha un maggiore valore ancestrale se appare di “valore” e non alla portata di tutti. L’hai scritto anche tu.
    Nel caso del cliente discorso opposto. Un uomo ha maggior valore agli occhi delle donne se viene percepito come colui che può averne tante. Pagarle lo squalifica. Poco importa poi se alcuni le paghino in maniera indiretta (cene, regali..), in casi come questo la forma è sostanza. Persino su questo sito sono stati etichettati utenti come “sfigati” rei solo di non millantare chissà quante frequentazioni sessuali, figurarsi parlare di andare a prostitute con una donna media (in questo caso intesa come capacità di ragionamento)

  • 18
    maria grazia -

    “Una larga fetta di clienti è composta da uomini fidanzati o sposati trascurati sessualmente dalle proprie mogli.”

    Andrea, io non credo che TUTTI gli uomini impegnati che ricorrono alla prostituzione siano quelli che sono sessualmente trascurati dalle loro compagne, o quelli che vogliono realizzare fantasie particolari e inconfessabili. se, solo in Italia, le statistiche hanno appurato che il 90% degli uomini ricorre alle prostitute ( siano esse donne di strada o squillo d’ altro bordo ) significa che ci sono altre motivazioni, e ben più complesse. evidentemente, il maschio in quanto tale ha bisogno di scindere la sua vita sessuale in due dimensioni ben distinte e separate tra di loro: quella dei rapporti occasionali disgiunti dal sentimento, e quelli con la loro donna ufficiale che presuppongono ( o dovrebbero presupporre ) un coinvolgimento emotivo. da qui deriverebbe anche la risposta alla tua ultima domanda: perchè uomini ricchissimi, famosi e di successo ricorrono alle prostitute ( siano escort o trans ). negli uomini esiste questa scissione tra “donne da amare” e “donne da sco.... ( e basta )”. credo che per l’ uomo sia un’ esigenza quasi fisiologica fare questa distinzione nell’ universo femminile, e con una escort in genere può farla senza avere conseguenze collaterali ( complicazioni sentimentali ). quindi, anche se al posto della prostituta ci fosse un’ amante non a pagamento, per l’ uomo coinvolto non cambierebbe molto. ecco perchè l’ uomo impegnato che va a prostitute è un traditore a tutti gli effetti, nè più nè meno di quanto non lo sia quello che si fa l’ amante fissa “non a pagamento”.

    per quanto riguarda il discorso del valore di mercato di uomini medi e donne beta, posso anche convenirne che di solito è come dici tu. ma anche in questi casi non può esistere una regola universale. una donna “alfa” potrebbe innamorarsi di un uomo medio e vederlo come “er mejo”. un uomo alfa potrebbe innamorarsi di una donna beta o addirittura omega, e vederla come una dea. quindi, il valore intrinseco di una qualsiasi persona lo stabiliamo noi secondo il nostro personale metro di giudizio, e può anche prescindere dalle qualità estetiche o dall’ età anagrafica. Ho visto ragazzi giovani innamorarsi VERAMENTE di donne non bellissime e non più “freschissime”, e viceversa. vicino casa mia, per dirti, in un negozio lavora un bel giovanotto prestante che mi ha già “puntato”, anche se di sicuro le donne non gli mancano e avrà pure una bella fidanzatina.

  • 19
    maria grazia -

    naturalmente ci sono anche donne che ragionano in “modo maschile”. cioè riescono a separare, se vogliono, il puro sesso dai sentimenti. SOLO per queste donne, il mestiere di escort può risultare meno difficile e penoso di quanto non sia. è scientificamente dimostrato che questo tipo di donne hanno livelli di testosterone che si avvicinano a quelli dell’ uomo. questo le rende più disinibite, più indomite, più volitive e più temerarie rispetto a tute le altre donne.
    per il resto e per quello che ne so, posso solo dire che il lavoro di escort – pur riconoscendone l’ utilità sociale – è di sicuro la conseguenza di un modo distorto di concepire la sessualità e l’ interscambio tra i due sessi. ed è al contempo il risultato di una società ancora molto fallocratica, che tende a escludere e a penalizzare le donne nel mondo del lavoro e degli affari. devo ancora una volta ribadire che chi svolge questa professione, lo fa PRINCIPALMENTE PER SOLDI.

    “Comunque sia, l’italiano, per antonomasia, si porta sempre dietro questa fame sessuale generata da un paese sostanzialmente bigotto.”

    Andrea, la mentalità bigotta che impera nel nostro paese è alimentata anche e sopratutto dagli stessi uomini, che tendono a dividere le donne in sante e puttane, identificando nella donna socialmente espansiva e che vive liberamente la sua sessualità, colei che è inadatta alla storia seria. In questo senso, noi donne ci adeguiamo più che altro all’ andazzo generale. ma come tu stesso puoi constatare, all’ estero è diverso perchè lì sono proprio gli uomini ad essere diversi. cioè vivono più serenamente le loro relazioni con l’ altro sesso e non hanno tutte queste paranoie e sovrastrutture. è tutto più easy e se un uomo si innamora di una donna “navigata” non si pone il problema di come dovrà gestire la cosa. perchè in realtà non c’è un REALE E VERO PROBLEMA!

    Tornando al tema, ritengo utile postare qui di seguito le dirette testimonianze di chi svolge o ha svolto questa professione:

    http://infosullaprostituzione.blogspot.it/2014/08/si-diventa-escort-perche-si-e-troppo.html

    http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/03/10/news/prostituzione_lettera_laura-54280412/

  • 20
    Alessandro -

    Resto convinto che gli uomini vanno a prostitute perché gli piace,piace poter scegliere senza essere rifiutati,piace poterlo fare in qualsiasi momento, piace non sentirsi giudicato e nei limiti assecondato,il resto mi sembrano scuse.
    anche la storia che vanno perché repressi sessualmente dalle compagne non ritrova riscontro nel mio vissuto,agli uomini piace andare con tante donne,gli uomini si stancano di farlo sempre con la stessa anche se bellissima e disponibile a tutto,se non è bellissima ancora di più, inoltre sono sempre di più le donne che si lamentano della trascuratezza sessuale ed affettiva,non il contrario.
    io non ho mai sentito un amico dire che la compagna non vuole più fare sesso mentre ho sentito questa lamentela da molte donne.

  • 21
    Yog -

    Discussione interessante. Si capisce meglio l’impennata dell’incidenza di malattie veneree nell’ultima decade. Attenzione, soprattutto le signore, perché anche una banale clamidia è una rogna mica da ridere e non è tra le malattie tabellate come professionali.

  • 22
    maria grazia -

    Yog
    per evitare il dilagare di malattie sessualmente trasmissibili, l’ unico modo sarebbe quello di regolarizzare la prostituzione, multando con cifre molto alte ( attraverso controlli per mezzo di ispettori che si spacciano per clienti ) le prostitute che accettano pratiche a rischio. ma non succederà mai, perchè l’ Italia è il paese dei puttanieri per antonomasia, e coloro che fanno le leggi ( e che quindi sarebbero preposti alla gestione dell’ ordine sociale ) sono I PRIMI ad andare a prostitute. e chi ci va, non ha alcun interesse che le ragazze si rifiutino di prestarsi a certe richieste. Le più disperate in questo campo ( che ormai, grazie sopratutto all’ afflusso di profughe straniere che scappano da guerre e povertà, sono la maggioranza ) accettano persino rapporti non protetti pur di guadagnare qualcosa. Le escort di discreto livello che vogliono continuare a tutelarsi, secondo me hanno vita molto dura di questi tempi. quindi, o si accontentano di guadagni molto limitati, o cambiano mestiere. Gli uomini ( impegnati e non ) devono essere consapevoli che andare con una ragazza disagiata che si presta a tutto e si svende per poco è molto rischioso per la propria salute. così come le donne fidanzate e sposate devono essere consapevoli che il loro partner potrebbe essere tra quelli che vanno a prostitute, o potrebbe essere uno che le tradisce abitualmente con altre donne anche non a pagamento; anche se apparentemente sembra che tutto fili liscio. a queste donne consiglio di INDAGARE A FONDO e di monitorare attentamente il loro uomo. Le malattie si prevengono anche e SOPRATUTTO attraverso la fedeltà di coppia.

  • 23
    gimmy -

    maria grazia,
    in riferimento al post n.15 penso che sia inutile fare un processo all’intenzione, questa tua ipotetica illazione poteva benissimo non avere nessun riscontro. A nessun genitore farebbe piacere una triste verità di questa portata, ma purtroppo la realtà dei fatti evidenzia degli aspetti abbastanza negativi, dove non ci si deve nascondere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi, ma cercare di essere attenti e vigili alla vita quotidiana dei propri figli; che non significa essere invadenti o indiscreti nella loro privacy, ma mentori nell’educare e dare loro i giusti dettami per il loro benessere personale e comportamentale. I figli per quanti problemi possono dare sono la tua testimonianza, il tuo racconto, la tua continuità e soprattutto riempiono la vita, sono sicuro saresti stata invece una brava mamma aldilà delle tue paure, molto più malleabile di quanto vuoi lasciar credere.
    ciaoo

  • 24
    maria grazia -

    “sono sicuro saresti stata invece una brava mamma aldilà delle tue paure”

    grazie gimmy. grazie davvero per le tue parole.

  • 25
    rossana -

    nell’intento di aggiornarmi sul tema prostituzione, di mio interesse per quanto riguarda la figura femminile, ho trovato nel testo-analisi di Daniela Danna “Donne di mondo”, edito nel 2004, un’interessante osservazione sulla formazione del ruolo maschile, che riporto.

    “Questi fenomeni collimano perfettamente con il ruolo di genere maschile, costruito sul distacco emotivo, sulla negazione dei bisogni emozionali, sull’attività penetrativa come affermazione di potere sull’altro.

    (…)

    Victor Seidler, studioso della mascolinità, afferma che la distinzione fra sesso ed emozioni non si trova solo negli uomini che pagano per il sesso, ma fa parte del concetto di mascolinità, definita e insegnata in termini di controllo, forza, dominanza, razionalità, invulnerabilità e soppressione di emozioni. La sessualità è conquista, controllo, dominazione. Seidler interpreta queste caratteristiche ideali del ruolo maschile come fondamentalmente volte alla negazione del legame necessario tra sesso e vulnerabilità emotiva.”

    c’è da sperare che quest’attitudine educativa, volta alla costruzione della superiorità sociale del maschio, possa essersi smussata nelle nuove generazioni. a mio avviso, meno controllo e meno dominanza non potrebbero che favorire l’attuale relazione amorosa fra i sessi.

  • 26
    rossana -

    per quanto sia difficile ottenere analisi attendibili, essendo la prostituzione sfrangiata fra donne di strada (in Italia attualmente quasi soltanto straniere), donne che esercitano in proprio al chiuso (in linea di massima italiane), donne che si prestano a servizi sessuali nell’ambito di alberghetti appositamente organizzati oppure nell’ambito di centri benessere in senso lato, accompagnatrici o intrattenitrici, operanti in linea di massima in club privati o in night, le motivazioni per la scelta di questo “mestiere” evidenziate da una ricerca australiana del 1991-92, di particolare interesse per l’ampiezza delle rilevazioni e per la raffinatezza dell’analisi (Frances Boyle e altri studiosi), sono le seguenti:

    – “mi servivano i soldi” = 71%, seguito da “non potevo trovare nessun altro lavoro”, modalità scelta soltanto dal 20% (la domanda era a risposta multipla);
    – pura sopravvivenza = 10%;
    – i buoni guadagni e gli orari flessibili = 8%;
    – “mi sono fatta trascinare” = 5%;
    – il procurarsi la droga = 3%;
    – uno scopo particolare come acquistare la casa o l’auto = 1%.

    poiché la suddetta ricerca è stata svolta in uno stato in cui l’unica forma legale di prostituzione è quella esercitata da soli in casa propria, più o meno come fanno la maggioranza delle meretrici italiane, se ne può dedurre che in condizioni di relativo benessere economico è l’interesse al denaro, in quanto base che consente un tenore di vita al di sopra della norma, e non più la necessità dettata dall’estrema povertà, a indurre le donne a prostituirsi.

    questa è per me la principale ragione di attitudine critica nei confronti di questo tipo di scelta professionale femminile, così come la riprovo in altre affini scelte maschili.

    inchieste sull’entità dei clienti che abbiano usufruito di prestazioni a pagamento anche una sola volta, svolte all’estero e relativi in linea di massima agli anni ’90, hanno dato i seguenti risultati:

    – Australia = 25%
    – Olanda = 21,6%
    – Germania = 22% e 13% (due diversi enti di ricerca)
    – Stati Uniti = 17,7%
    – Svezia = 12,7% (libertà di costumi sessuali moralmente accettata da anni)
    – Gran Bretagna = 6,8% (di cui mi piacerebbe approfondire le ragioni, in quanto sorprendente).

    l’Italia, dall’indagine di Carlo Buzzi rivolta nel 1998 ai giovani tra 18 e 30 anni, risulta allineata alla Svezia, quindi altrettanto aperta a costumi sessuali liberi, non a pagamento:
    – 12,5% (solo il 2,6% non ha risposto) mentre il 16,6% manifesta interesse.

  • 27
    maria grazia -

    “c’è da sperare che quest’attitudine educativa, volta alla costruzione della superiorità sociale del maschio, possa essersi smussata nelle nuove generazioni.”

    no rossana, non si è smussata proprio perniente! altrimenti non si spiegherebbe il perchè le donne, ancora oggi, debbano rimanere in gran parte escluse dal mondo del lavoro ( checchè tu ne dica ), giudicate per la loro libertà, e costrette talune volte a vendere il proprio corpo per realizzare i loro traguardi economici.

  • 28
    rossana -

    premesso che tutte le indagini sul tema prostituzione sono il più delle volte scarsamente affidabili per la reticenza messa in atto, in diversa misura, da entrambi i soggetti interessati, anche a seguito del concetto che l’attitudine a rivolgersi a prestazioni sessuali a pagamento ha assunto nella cultura delle epoche più recenti (osannata nel ventennio fascista, motivo di vergogna nei decenni immediatamente successivi al 1968 e soltanto da pochi anni emergente come normale alternativa all’intrattenere relazioni sentimentali), in Italia “dalle stime della media dei rapporti che ogni prostituta di strada dichiara di avere in una giornata è stato ricavato il dato di 9 milioni di prestazioni sessuali a pagamento all’anno, poi diventato per deformazione di passa-parola “nove milioni di clienti” (Eurispes, 2001).

    Delle 50-70 mila prostitute presenti in Italia (dati del 2010 forniti dalla Commissione Affari Sociali della Camera), il 65% esercita in strada, una percentuale che oscilla tra il 5 e il 10% è vittima dello sfruttamento e le minorenni sarebbero addirittura tra il 10 e il 20% (dati del Gruppo Abele di don Ciotti). Pare che un’ampia maggioranza dei clienti chieda di non usare il preservativo (addirittura l’80% secondo i dati del Gruppo Abele).

    In sequenza storica limitata alla percentuale di donne esercitanti la “professione” rapportata al numero di abitanti delle città di cui si dispongono dati, e non alla frequenza di accesso della “clientela”, la prostituzione, nonostante le oscillanti variazioni periodiche di cui è quasi impossibile identificare le ragioni e la macroscopica alterazione derivante negli ultimi decenni dall’immissione sul mercato occidentale di donne straniere (dapprima nigeriane, poi albanesi, e in ultimo moldave, rumene e ucraine), pare orientata alla diminuzione.

  • 29
    rossana -

    “La concentrazione di prostitute a Roma dal 1599 al 1605 varia da 600 a 900 prostitute per 100.000 abitanti. Se rapportiamo alla popolazione attuale questi tassi, oggi dovrebbero esserci tra le 14.800 e le 24.500 prostitute attive a Roma, un dato alquanto improbabile.”

    “Un’altra fonte seicentesca fornisce dati per Bologna. (…) L’ordine di grandezza per la concentrazione di prostitute va anche in questa città da più di 500 fino a 1.000 per 100.000 abitanti. Se i tassi presenti nel Seicento fossero validi oggi, dovrebbero esserci da 2.000 a 4.400 donne che vivono di prostituzione a Bologna, cosa sicuramente non vera.

    Le stime attuali più accurate riguardano soltanto la prostituzione di strada, e a Bologna nel 1999 sono stata contate circa 200 prostitute di strada, mentre a Roma la valutazione più alta è di 5-6.000 persone per strada (stime del progetto Lucciola) mentre Carchedì (2000) suggerisce solo la metà, cosa che rende comunque verosimile che oggi la proporzione sia molto minore di quella dei censimenti citati.”

    Limitando i dati alla sola prostituzione di strada “la concentrazione quindi risulterebbe tra 26 e 34 prostitute per 100.000 abitanti. (Carchedì 2000)”

    “Anche rispetto al periodo regolamentarista ottocentesco si è notata una maggiore diffusione della prostituzione in età più antiche. Lo storico Rossiaud afferma che nel Quattrocento in Francia dovevano esservi almeno tre volte più ragazze pubbliche che a fine Ottocento.”

    Il fenomeno, triste soprattutto perché è stato riscontrato che molte prostitute sono state oggetto di abusi sessuali in età adolescenziale, mentre altre lo sono diventate a seguito di precedenti penali oppure di eccessive necessità di denaro per procurarsi droga, quasi certamente non potrà mai essere del tutto debellato, pur essendo apprezzabile l’inversione di tendenza a carattere storico.

    Il “virgolettato” è tratto dal libro “Donne di mondo” di Daniela Danna, ricercatrice presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano e autrice di altri testi relativi all’amore e alle connesse tematiche sessuali, omosessuali e lesbiche incluse.

  • 30
    camy -

    Penso che non possa essere solo questione di causa effetto: uomo non soddisfatto sessualmente uguale richiesta di prostitute, perché ci sono uomini a cui non piace andare con le prostitute, anche se sono a stecchetto, per cui la risposta più semplice è quella di Alessandro: un uomo ci va semplicemente perché gli piace. Questo spiegherebbe anche le apparentemente irrazionali ricerche di prostitute o trans o altre stranezze da parte di chi potrebbe avere molte donne (per soldi o bellezza).

  • 31
    maria grazia -

    io credo semplicemente che le donne che scelgono liberamente di prostituirsi, è perchè hanno determinati obiettivi, e sono disposte anche a perseguire quella strada pur di raggiungerli. non si tratta necessariamente di obiettivi prettamente economici. può essere anche solo e semplicemente il fatto di non sottostare a un lavoro dipendente e mal retribuito, magari gomito e gomito con colleghi insopportabili. può essere semplicemente il fatto di poter gestire liberamente il proprio tempo senza doversi attenere a orari prestabiliti ( come viene tra l’ altro dichiarato in uno dei punti percentuali della ricerca svolta da rossana ); o ancora, il fatto di emanciparsi da una situazione di sudditanza familiare e/o sociale ( chi nasce povera deve soccombere al volere altrui, e non tutte – tra queste donne – sono disposte ad accettare questo destino a cuor leggero ). personalmente, non mi sento nè di approvare il lavoro di prostituta ( perchè va contro la natura tendenzialmente monogamica della donna, di donarsi a un solo uomo e di farne colui che la affianca, la sostiene e la protegge dai pericoli del mondo ), ma nemmeno di condannare in toto chi ha fatto questa scelta. Chi l’ ha fatta, avrà avuto i suoi buoni motivi che non sta a noi indagare. per il resto, posso solo dire che chi vende il suo corpo non fa del male agli altri, ma più che altro fa del male a se stesso. o meglio, alla lunga fa del male AL SUO SPIRITO, e prima o poi, aldilà delle compensazioni materiali e dei lauti guadagni, come dice anche gimmy queste persone dovranno fare i conti con la loro insoddisfazione interiore e il vuoto della loro esistenza. a chi ripiega su questo mestiere per far fronte ad un problema economico o come alternativa al precariato, consiglio – se proprio proprio – di adottarla semmai solo come soluzione MOLTO TEMPORANEA, e con tutte le precauzioni del caso, sia inerenti alla propria salute che alla sicurezza personale. e di coltivare, nel contempo, altre opzioni professionali.

  • 32
    Alessandro -

    Le malattie si prevengono con l’intelligenza del cliente e la professionalità della ragazza,io prima di andare sono solito chiedere se fanno le pratiche più rischiose,se la risposta è affermativa so che quella è da evitare.

  • 33
    rossana -

    Non ho mai condannato nessuno, e tanto meno “sorelle” che considero semplicemente più fragili di altre, come si evince dai risultati di una ricerca sulla composizione delle donne dedite alla prostituzione di Giuseppe Caletti, varata nel 1975 e conclusa nel 1986:

    – 10% è cresciuta in brefotrofio;
    – 10% è figlia di prostituta;
    – 26% è ragazza madre.

    “E’ altissima la percentuale di minorenni intervistate: il 14% dei questionari è stato compilato da ragazze dai dieci ai quindici anni e il 30% da altre minorenni dai sedici ai diciotto anni”.

    In base ai dati estrapolati dalla suddetta ricerca, parecchio datata, e dalla precedente relativa alle motivazioni per l’inserimento in questa “professione”, per quanto mi riguarda, escluso un massimo del 30-40% di prostitute da comprendere e compiangere, non nutro stima per il 60-70% rimanente, in quanto ritengo che la loro non sia stata una scelta obbligata ma di comodo, che, oltre a danneggiarle personalmente nello spirito, come evidenziato da Maria Grazia, squalifica la figura femminile più di quanto non faccia normalmente una marea di altre donne, per le ragioni più svariate. Posso sempre capire casi singoli ma respingo il fenomeno nel suo insieme, soprattutto quando si tratta di escort di alto bordo, che avrebbero potuto seguire iter di affermazione più corretti.

    Sono forse meno buonista o qualunquista di come qualcuno qui mi percepisce. Accetto moltissimo ma non approvo proprio tutto tutto, arrogandomi il diritto di dissentire quando mi va di farlo e di avere, come tutti, le mie simpatie e le mie antipatie.

  • 34
    rossana -

    Poiché non mi piace prendere in considerazione soltanto parte di un tema trascurando completamente l’altra, non posso che ammirare Gimmy e Alessandro, che si sono dimostrati del tutto privi di pregiudizi.

    Comprendo perfettamente le ragioni della maggioranza dei “clienti”, invertendo la precedente percentuale di criticità, in quanto penso che soltanto un 15-25% degli uomini che ricorrono alle prostitute cerchi una prestazione sessuale a pagamento per essere dominante.

    Dal documentario “La scelta” di Maria Cuffaro:
    “Cosa vogliono i clienti?” chiede la giornalista.
    “Vogliono l’anima” risponde la prostituta, e prosegue: “Vogliono baci, ma il bacio è un atto d’amore”.
    Alla stessa domanda un altra donna risponde: “Diamo quello che non ha più dalla moglie…” e a questo punto lo spettatore si aspetta che l’intervistata parli dell’attrattiva sessuale, spenta dopo anni di matrimonio. Invece, a sorpresa, sono attenzioni e gratificazioni emotive a essere evocate: “… che bella giacca che hai su, come sei elegante, hai un bel sorriso. E’ anche sesso, ma è molto sbrigativo.”

    Troppe donne, nella routine quotidiana o dopo la nascita di figli, dimenticano di gratificare emotivamente e fisicamente i loro partner. La principale differenza nell’umano bisogno di riconoscimento e di apprezzamento, a mio avviso, consiste nel fatto che uomini poco accettati o trascurati possono ricorrere a terzi a pagamento per rivitalizzare la loro autostima, in qualità di esseri umani, mentre donne bruttine o scarsamente valorizzate non hanno la possibilità di questa valvola di sfogo, sesso incluso.

    Il recente successo delle transgender pare dovuto al loro essere molto più disponibili, più estroverse, più coinvolte delle prostitute donne nel rapporto con il cliente. Essere richieste per rapporti a pagamento mantiene per loro una valenza erotica dal momento che il desiderio del cliente è interpretato come riuscita della propria trasformazione fisica.

    Concludo con una chicca, sempre tratta dal libro di Daniela Danna, che documenta con nomi e date ogni significativa affermazione: “Anche l’orgasmo fa parte delle rivendicazioni. La differenza con il primo movimento femminista non poteva essere più marcata: Nell’Ottocento e nel primo Novecento si voleva al contrario fondare la parità tra i sessi sulla castità anche per gli uomini (Jeffreys, 1985). Se le femministe della prima ora potessero vedere i risultati a cui si è giunti dopo il 1968, immagino che non potrebbero credere ai loro occhi!

  • 35
    maria grazia -

    “Non ho mai condannato nessuno, e tanto meno “sorelle” che considero semplicemente più fragili di altre”

    fragili ? e da che punto di vista ? magari quelle donne che esercitano questo mestiere sono psicologicamente molto più forti di tante altre, perchè reggono un ruolo sociale che indubbiamente non è facile sostenere. e affrontano al contempo tutti i loro problemi sia pratici che esistenziali, senza l’ aiuto di nessuno ( amici, familiari, parenti, compagni ). Aiuti di cui invece possono in genere disporre le donne non dedite a questa particolare attività.

    “Posso sempre capire casi singoli ma respingo il fenomeno nel suo insieme, soprattutto quando si tratta di escort di alto bordo, che avrebbero potuto seguire iter di affermazione più corretti.”

    è sempre una questione soggettiva rossana. ciò che è corretto PER TE, non è detto che lo sia per TUTTI. magari per qualcuna è più corretto fare la escort che guadagnare 700 euro al mese per dieci ore di lavoro al giorno, con un capo che magari ci prova pure o che ti tratta male. molte escort probabilmente credono che è più dignitoso il loro mestiere che fare la schiava del terzo millennio o l’ eterna precaria. Io dico solo che questa attività andrebbe monitorata e regolarizzata, a tutela SOPRATUTTO di chi la svolge, e che il mestiere di escort, per come la vedo io, non può essere un mestiere da portare avanti a lungo termine, per varie ragioni. prima di tutto di carattere esistenziale. La vita è troppo breve per restare una “puttana”.

    “Se le femministe della prima ora potessero vedere i risultati a cui si è giunti dopo il 1968, immagino che non potrebbero credere ai loro occhi!”

    Le femministe della prima ora sono anche quelle che hanno voluto le attuali leggi sul divorzio e sull’ aborto. i risultati di queste scelte non mi sembrano incoraggianti, nell’ ottica di un sereno prosequio del rapporto tra i due sessi e della sopravvivenza del nostro tipo di società. In genere contesto agli uomini certi loro comportamenti, ma non trovo neanche giusto che una moglie che si sente ( a torto o a ragione ) ferita nel suo orgoglio, possa decidere dall’ oggi al domani di mandare all’ aria una famiglia e di mettere suo marito sul lastrico. Senza contare che privarsi della presenza di un marito o di un compagno, si rivela il più delle volte una scelta deleteria per le stesse donne.

  • 36
    maria grazia -

    infine rossana, ritengo che la tua personale visione sul fenomeno ( che sembra essere eccessivamente indulgente verso il cliente ed eccessivamente accusatoria verso la prostituta ) rispecchi una mentalità tutt’ altro che “femminista”!..

  • 37
    Golem -

    MG, pur di avere un maschio si puó sperare di estirpare la “piaga” della prostituzione, di modo che i poveri maschi in preda alla foia più insopportabile si rivolgerebbero a chiunque, che con spirito di abnegazione e umana empatia si “sacrificherebbero” pur di aiutare la causa (tutt’altro che) femminista, che non sopporta che una escort guadagni in una sera lo stipendio di una commessa. Se va male.

  • 38
    maria grazia -

    “si puó sperare di estirpare la “piaga” della prostituzione, di modo che i poveri maschi in preda alla foia più insopportabile si rivolgerebbero a chiunque, che con spirito di abnegazione e umana empatia si “sacrificherebbero” pur di aiutare la causa”

    ma certo, Golem! come dubitare che, in assenza di prostitute, le altre donne “normali” si sacrificherebbero gratuitamente e volentieri per soddisfare le esigenze del pover’ uomo gentile ma sfigato che non cucca e non tromba, o dell’ uomo impegnato e infoiato che ha voglia di trasgredire e magari sarebbe pure disposto a violentare qualche donzella pur di togliersi i suoi sfizi!

  • 39
    Bottex -

    Il fenomeno prostituzione secondo me oggigiorno non può far altro che aumentare. Le colpe, se così vogliamo definirle, sono sia degli uomini che delle donne. Ci sono infatti tanti uomini, specie tra le nuove generazioni, per cui sembra che il sesso sia un vero e proprio chiodo fisso nella testa. È dimostrato scientificamente poi che il sesso sempre con lo stesso partner (sia uomo che donna) tende a stancare; questa è una cosa del tutto naturale, che genera però la tentazione di trasgredire. Poi, oggi si è creata una eccessiva emancipazione femminile, che ormai spinge gli uomini a perdere interesse in una relazione seria, ad abbandonarla o a non cercarla nemmeno. E parlo di uomini di tutto rispetto, non di “casi particolari”.
    Ecco dunque la necessità della prostituzione. Per me infatti tanto vale legalizzarla. Naturalmente, lo sfruttamento è da condannare, ma non vedo perché non consentire una prostituzione volontaria, controllata e sicura. Perché è chiaro come il sole che la richiesta per questo tipo di “servizio” non manca e finché ci sarà la domanda, possiamo star certi che ci sarà sempre anche l’offerta, legale o meno. Infine, non dimentichiamo che quello della prostituta è probabilmente il mestiere più antico del mondo.

  • 40
    Esther -

    Senza un briciolo di dignità! Vuoi vendere le persone? Già si svendono, in cambio di poche attenzioni, per autolesionismo, p.e. quello di gente che resta in relazioni laceranti, come una condanna inflitta da una mano esterna che gli ha insegnato ad abusarsi; e tu vuoi pure legalizzare il sesso a pagamento? Vai a sbattere la testa contro il muro, può darsi che ti riposizioni quel neurone… spostato!

    Per fare soldi non serve prostituirsi! Infatti, gli uomini non ne hanno mai avuto bisogno! Serve invece strumentalizzare il bisogno di attenzioni, soprattutto degli uomini, che sono la parte debole della relazione, perché rifiutabili e sostituibili ad ogni soffio di vento, e cavarne un ricavo economico. Poi, pensare pure alle donne, che però hanno una rete emozionale diversamente organizzata rispetto all’uomo.

    È un campo d’azione: attenzioni alla persona. In cui fare semplice business con la chiacchiera quotidiana. Niente sentimenti, niente che alluda minimamente al sesso! Business colmando la solitudine sociale dovuta all’individualismo.

  • 41
    Esther -

    Perché oggi si prostituiscono di più. Chi? Uomini o donne?

    Perché hanno scambiato il sesso per amore ed il piacere per la felicità. Infatti, sono sempre soli, disperati ed in cerca. Dipendenti dal sesso senza dare né trovare amore. Gli uni e le altre parimenti. Donne e uomini! Di grazia, mi si conceda di mangiare una pizza: io la dopamina me la procuro così oltre che con la pecunia. Tutto dipende dal pensiero emozionale, perciò, ho deciso di sviluppare una tendenza autolesionistica compulsiva nel dipendere dai bigliettoni accumulati vendendo nulla su WhatsApp, e non è tanto l’affare che tira, quanto la mia disperazione, nell’infliggermi colpi bulimici al portafogli, strabordante di bigliettoni e sempre di più! Eh sì, tutto dipende dalle emozioni, più potenti del pensiero, ma comandate dalla volontà prudente cioè che punta sempre al buono scopo.

  • 42
    Bottex -

    E’ un vero peccato che non si possano bloccare o segnalare gli utenti qui, come sui social, perchè sarebbe quello che ci sarebbe da fare con te. Se non vuoi sentire o accettare i pareri degli altri ti conviene cambiare sito. Io non sono mai offensivo nei confronti di nessuno, tu hai invece dimostrato la tua meschinità. Se avessi letto meglio il commento, avresti notato che parlavo di una prostituzione volontaria. Se una persona vuole vendersi, quali che siano le sue ragioni, libera di farlo. Puoi replicare quello che vuoi qui sotto nei commenti, io non solo non risponderò, ma non mi preoccuperò nemmeno di controllare. Una persona così volgare e offensiva non merita neanche la mia attenzione. Cordiali saluti …

  • 43
    Esther -

    Non esiste la prostituzione volontaria, ma l’induzione manipolatoria con la legalizzazione di una pratica nociva, per sé, per gli utenti e per le loro famiglie.
    Le donne o gli uomini, vale per entrambi i sessi, vanno protette/i dallo Stato e non rese merce di scambio con soldi o altro! L’essere umano ha una dignità che è quella di essere pensante tanto che riesce a rendersi conto della sua morte, per esempio. Se uno ha l’insano proposito di suicidarsi, tu che fai? Ti rendi partecipe di omicidio suicidio legalizzandolo?! Questo è non saper discernere tra bene e male. Lo desiderano ed è giusto. Si legalizza. Una vuole abortire e tu la accompagni? O ti batti per difendere la legge che lo consente!? Non è così! Dare la morte al corpo o all’anima della persona significa rendersi corresponsabili di quel delitto che resta tale anche se lo commettono tutti. Il male porta sempre il male con sé e non il bene, ma la morte. Il sesso fine a sé stesso non è amore, ma morte. E tu non riesci a capire che gli uomini non sono bestie!? ‘Gnuranton!!!
    Dovresti essere segnalato tu, al sito e alla asl nonché al cism, per immoralità e illogicità, senza alcun buon senso spicciolo! Poi, vai a rinickarti per rispondere.

  • 44
    Esther -

    Queste cose le si capisce pure all’asilo!

  • 45
    Yog -

    Marò, Esther, pure al CSM vuoi segnalarlo! Così lo rovini! Un poco di sana prostituzione è funzionale a tener su la baracca, così almeno dicono i piddini al potere, io che vuoi che ne sappia…

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