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Cosa è giusto accettare per amore?

di tabatha2
Trovi il testo della lettera a pagina 1.
Lettera pubblicata il 15 Dicembre 2008. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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La lettera ha ricevuto finora 135 commenti

Pagine: 1 4 5 6 7 8 14

  1. 51
    Luna -

    Anche se tu avessi accusato qualcuno per niente comunque non si capisce perché non avreste potuto discutere in maniera civile invece di arrivare agli insulti, alle botte, a cacciarti di casa.
    L’accusa era pesante?
    Ok. Però se sei arrivata a chiederti se lui si era drogato forse un motivo c’era.
    Che fosse anche legato solo al fatto che non sentivi di poterti fidare completamente di lui.
    O del fatto che un suo amico non potesse influenzarlo negativamente.
    Perché eri arrivata a pensare ciò?
    capisco che sapere se la tua accusa era fondata o meno per te possa fare la differenza, però riguardo il fatto che lui abbia reagito violentemente non credo faccia differenza.
    Ci sono mille modi per reagire, e quello è il suo.
    “scusa non volevo deluderti” scrivi.
    Chi sono perché tu mi deluda?
    E soprattutto perché io dovrei essere delusa dalle scelte di un’altra persona, scelte che neppure mi coinvolgono personalmente, soprattutto?
    io non ho mica puntato su di te delle aspettative. non ho mica puntato di te come su un cavallo vincente, che deve fare quello che voglio io, che deve pensarla come voglio io, altrimenti se prenderà delle scelte diverse in qualche modo disconfermerà me.

    Il problema non sussiste. Ma se ti ho detto queste cose (nelle righe precedenti a queste due, riguardo alla non delusione) è perché forse c’è chi invece ti ha fatto o ti fa sentire così?
    responsabile di non deludere gli altri?
    importante è sempre anche non deludere se stessi, prima di tutto. Non deludere te.
    Fai ciò che veramente rende serena te.
    è anche dolce che tu ti preoccupi di avermi delusa, ma posso rassicurarti su una cosa:
    sei assolutamente libera di scegliere, in generale.
    Tanto più nei confronti di una sconosciuta che ti risponde attraverso lo schermo di un computer.
    che sicuramente ha a cuore quello che scrivi, ma non in senso che mi devi qualcosa perché io ti ascolti.
    E’ vero, sono stata un po’ dura con te quando ho letto il tuo ultimo post. Ma non lo sono stata perché tu mi avresti delusa se fossi corsa da lui, o perché io premo perché tu non lo faccia per dimostrare qualcosa a me. Posso dirlo, Tabatha? neanche a te stessa.
    Il punto non è che devi dimostrare qualcosa a te stessa, ma scegliere ciò che ti fa stare veramente bene, in pace con te e con gli altri.
    con chi è capace di stare in pace con gli altri a sua volta, però.

    Sicuramente è vero che io sono sensibile al tema della violenza, e che se leggo che una persona sta male mi dispiace, e che se leggo che sta bene sono contenta.
    che se posso aiutare qualcuno, per quello che so, a capire come funzionano certi meccanismi lo faccio. Ma ciascuno ha la sua vita, e le sue scelte.

    che bella questa cosa della tua esperienza all’estero 🙂 mi sa che è una cosa che può darti tanto 🙂 la famiglia gentile poi mi pare un’ottima partenza 🙂 la lingua straniera? tra un po’ ingranerai, e che ti fermerà più 🙂 🙂 bella cosa, tabatha, davvero. A me sembra che tu abbia avuto un’idea molto produttiva e intelligente:D

  2. 52
    tabatha2 -

    Grazie.
    Sono contenta di stare qui e sto imparando parole e frasi nuove ogni giorno. Le bambine sono adorabili, la casa sembra quella delle bambole. I miei non mi mancano e non credo questo sara un problema, una volta ogni mese e mezzo li andro a trovare..(la famiglia vorrebbe che rimanessi fino a luglio – ovvio che se qualcuno mi chiama prima per lavorare in Italia vado via). Quando pero leggo un messaggio di lui penso tutto il contrario, penso che dovrei tornare a casa..mi scrive che vuole vedermi assolutamente e che non ha intenzione di aspettarmi troppo (gli ho detto che non sono in Italia)..altrimenti se ne ritorna dai suoi a napoli..Insomma sarei molto piu serena se non avessi questo unico pensiero che e come un macigno..un peso sullo stomaco che non mi fa vivere rilassata.. Cosa faresti al mio posto? Dovrei vederlo in febbraio quando tornero a casa per il week end? E se vederlo fosse peggio?
    Sai cosa mi ha scritto ieri sera?? Che ogni volta abbiamo sempre fatto pace e non capisce perche stavolta questa cosa vada avanti tanto..a parte che lui non ha fatto nulla per quasi due mesi!! Io credo che si sia divertito e poi che durante le feste natalizie i suoi genitori e parenti gli abbiano fatto dei discorsi… Devi sapere che i suoi genitori mi adorano!! Perche quando lui e con me loro sono tranquilli..me l hanno detto apertamente.. La scorsa estate io avevo dei problemi di salute e non potevo andare in vacanza, lui e andato al mare da loro..ma hanno insistito parecchio con me al telefono in quanto sostenevano che se fossi andata anch io avrebbero dormito e riposato serenamente..perche “sai le amicizie..le cattive compagnie..” Cosi mi hanno detto… Io da un lato ero meravigliata..insomma stavamo parlando di un uomo di 30 anni!! Eppure lui ne ha combinate tante prima di conoscermi (droga..e anche spaccio – ecco perche i miei sospetti..io sono ansiosa di mio..ma sono sempre stata all erta -; furti.. – lui sminuisce queste cose dicendo che in fondo non e grave se vivi a napoli -; risse – una l ha fatta lo scorso maggio in un pub, era ubriaco..ci eravamo appena lasciati..il giorno dopo mi rivoleva al suo fianco, tutto viola dalle botte e distrutto psicologicamente diceva che voleva uccidersi..poi che non sarebbe mai piu uscito con nessuno ma solo con me..ovviamente e una cosa impossibile!! ma io ci credevo..
    Ora, lui credeva che sarei tornata io come sempre..del resto, a maggio sono tornata dopo 4 sberle..perche non sarei dovuto tornare dopo una misera spinta e due parolacce? Questo e il suo ragionamento..Ora e incredulo..e sostiene di non avermi mai tradita…mah….

  3. 53
    Luna -

    Fino a febbraio c’è ancora del tempo. Inutile comunque prendere decisioni affrettate, o stressarti a pensarci adesso, quando comunque mi pare che ogni giorno ti porti delle cose che entrano positivamente (e lasciare aperta la porta a esperienze e sensazioni positive e rilassarti e respirare un po’ grazie alla distanza può comunque offrirti una visione più ampia e fare la differenza. La sensazione di benessere, quando manca da tanto, e si è abituati a stare in tensione costante, come probabilmente hai vissuto a lungo, fatica un po’ ad entrare, ma quando entra diventa parte di te, e fa la differenza, perché senti molto di più “qui e adesso sto bene, in questa circostanza” e “qui e adesso sto male, in questa circostanza”, ecc. Far entrare il benessere alza le difese, e aumenta la lucidità nel riconoscee le proprie sensazioni).
    In linea di massima vederlo potrebbe farti stare peggio, sì, perché dipende molto anche da cosa vuoi tu.
    Una parte di te vuole lui – ma un lui diverso – una parte di te, penso, è scioccata per quello di cui si è resa conto, e perché capisce che in realtà non riesce a sostenere una relazione violenta, mi pare.
    Tu dirai: chi la vuole una relazione violenta?
    Nessuno, di base, ovviamente. Però quando si sta in mezzo al ciclone di dinamiche tese e violente, per quell’adattamento che si diceva, si tende anche ad alzare la soglia di tolleranza. A razionalizzare e a negare le sensazioni di malessere. Ad aggrapparsi ai ragionamenti dell’altro per convincersi che “il sogno” può continuare. La relativizzazione del malessere e delle situazioni, il sentirsi in colpa, il vedersi girare la frittata, idee come “nella buona e nella cattiva sorte”, la colpevolizzazione, ecc ecc, fanno sì che quello che di base non si vuole possa diventare quello che in effetti si sta comunque vivendo. E che lo scontro tra voglio lui/ma non lo voglio così sia una cosa da perderci la testa e il contatto con se stessi.

    “una misera spinta e due parolacce” non è il punto. Il punto è tutto quello che sta dietro e intorno.

    E il problema non è il passato di un uomo, ma come questa persona ha lavorato dentro se stessa e nei suoi rapporti e nella sua visione della vita e delle relazioni perché il passato sia appunto passato.

    Che i suoi ti adorino e abbiano stima di te è sicuramente una bella cosa, però il punto è anche che nessuno può impedire ad un altro di essere ciò che è, nessuno può fare da balia ad un altro, tanto meno ad un uomo di 30 anni.
    Al momento l’idea di essere chi può contenere dei comportamenti errati, chi può limitare il lato aggressivo o le abitudini o le tendenze negative di un altra persona fa sentire indispensabili, importanti, la luce guida dell’altro se dovesse cadere o ricaderci… ma la verità è che se è vero che in una coppia il sostegno può essere importantissimo in un processo di reale e consapevole cambiamento,

  4. 54
    Luna -

    quel genere di “balia” è in realtà sinonimo di “dipendenza”.
    Di interdipendenza. Il forte chi è? chi ha bisogno di essere controllato, come fosse un bambino, ma è violento? o chi controlla, perché apparentemente ha più la testa sulle spalle e una visione più lucida, ma si fa aggredire e prendere a sberle?
    Apparentemente chi è il lato buono della coppia rappresenta il lato forte, il lato lucido, il sostegno, chi deve mostrare all’altro cosa è bene e cosa è male…
    ma prima di tutto non stiamo parlando di una persona, l’altra, lui in questo caso, che non è capace di scegliere, di intendere e di volere, ma che se ricade nelle proprie dipendenze (che siano esse le droghe, l’aggressività, le cattive compagnie ecc ecc) è perché non ha lavorato, da solo, sulle proprie dipendenze. Molto spesso in chi non lavora per ammettere e vincere le proprie dipendenze (ripeto,non si tratta solo di alcool e di droghe, ma anche di un certo modo di concepire la vita) l’atteggiamento di chi ha accanto di controllo-rimprovero-recupero in circostante di “deriva”-perdono non è assolutamente un incentivo a lavorare per guarire e cambiare, ma bensì a restare esattamente come prima.
    In secondo luogo molto spesso chi è chiamato a fare “da faro” si sente da un lato chiamato a dover assumere sempre questa funzione, ma al contempo diviene oggetto di aggressività, perché il dipendente non tollera che gli vengano tolte le sue dipendenze. Chiede da un lato di essere salvato (o lo chiedono i suoi parenti per lui), ma al contempo non sopporta di essere controllato.

    Però, attenzione, perché anche chi si è messo nella posizione di fare da balia a una persona che ha l’età per essere autosufficiente dal punto di vista economico, morale, di scegliere di non alzare le mani e di condurre la propria vita in modo “regolare” dal punto di vista anche emotivo, dovrebbe rendersi conto di questo aspetto. E cioè che ha sopportato che l’altro andasse troppo oltre, e ha giustificato che un adulto si nascondesse dietro alle sue spalle (o al suo portafoglio) o all’eccessiva tolleranza di un’altra persona per non prendersi le sue responsabilità di adulto.

    Non è questione di fare grandi analisi o tormentarsi, ma di rendersi conto che se la relazione fosse con una persona autosufficiente, non violenta, ecc ecc, certe dinamiche di relazione e certe tensioni e certe questioni già di base non verrebbero a verificarsi.

    alla fine la verità, per quanto possa sembrare troppo semplicistico, è capire cosa si vuole, nel presente come nel lungo termine.
    Si può dire: io voglio lui, mi manca lui.
    Ma nel presente e nel lungo termine cosa si vuole veramente?
    un compagno con cui condividere la vita senza dover vivere nella tensione e nella paura? un uomo con cui mettere al mondo dei figli in un clima di serenità?
    una persona con cui sia possibile confrontarsi alla pari?
    una persona con cui poter ragionare senza aver bisogno di mettere una distanza fisica ogni volta che si supera un limite?

  5. 55
    tabatha2 -

    si voglio questo. Che ci siano almeno queste premesse per costruire qualcosa assieme, altrimenti potro solo dire che la colpa sara mia di un tale disastro in casa con i figli.. Tu parli di lavoro con se stesso..innanzitutto verissimo il fatto che uno puo aver sbagliato nella vita (a meno che non si tratti di omicidio o stupro), si danno altre possibilita perche siamo qui per capire gli errori e migliorarci..quindi io quando ho saputo queste cose sono stata a vedere..ovviamente con una certa ansia..perche all inizio della nostra storia ha rubato un paio di occhiali – e un esempio – e..ora non fa piu queste cose…ma non perche ha capito di avere dei principi morali ma perche..”non ho piu la mano lesta”..
    La moglie di suo cugino una volta mi avverti del fatto che lui e stato in prigione…io gliene parlai con tranquillita e lui nego tutto e perfino i suoi genitori mi vennero a dire che quella era solo invidiosa e di lasciarla perdere..ma poi ho scoperto che e tutto vero..
    Quando ho raccontato a sua madre l anno scorso che ero dovuta scappare di casa perche se non era per un amico che teneva fermo suo figlio io non sapevo che fine avrei fatto e che era ubriaco e aveva tentato di tirarmi un cartone di non so che bevanda addosso..lei si e preoccupata per lui e mi ha chiesto di tornare a vedere come stava.. Io non credo si tratti di stima..io mi sento presa in giro, usata da questi signori che dicono di volermi bene ma se ne fregano se in fondo io corro dei rischi..Suo padre minimizzava sempre..mi incitava a fare la pace..a sopportare perche lui e fatto cosi, e un po nervoso e devo capirlo..ma chi capisce le mie lune e i miei nervosismi?? no, non potevo essere me stessa, e se avevo una qualsiasi reazione ecco che per il mio ex ero una pazza da psicologo (ci sono stata tra l altro, per una consulenza)..Insomma da questo ragazzo mi sono presa una quindicina di sberle, tre spinte..vari insulti e minacce di cambiarmi i connotati..offese alla mia famiglia…ma poi lui ritratta..dice che era uno sfogo, che non pensava realmente cosi..che in fondo io sono nervosa e rispondo male o sono sospettosa..ed io che ora mentre scrivo sto piangendo..sono molto arrabbiata con me stessa..perche mi sento cosi stupida e vorrei chiudere la porta e respirare liberamente e non riesco a concedermelo..ho un buon padre..ho buoni amici..il padre di questa famiglie e cosi rispettoso e attento alle bambine, aiuta in casa..litigano..ma normalmente..sto facendo dei confronti con le situazioni che si creano qui..come reagirebbe lui se ecc….e la cosa mi aiuta… Come fa lui Luna a modificarsi se anche quando sono tornata dopo che mi ha dato 4 sberle sosteneva di avere ragione perche io avevo risposto male dicendogli che non ero una puttana ma che lo era sua madre? (Dopo tante volte gli ho pure risposto! Forse un altra l avrebbe mandato a quel paese subito..io sono quella delle tante possibilita..vedi dove si arriva? A farsi ancora piu male) Diceva che dovevo fare la brava e che

  6. 56
    tabatha2 -

    non dovevo piu farlo arrabbiare.. Come fa a cambiare se l unico riferimento alla sua famiglia d origine e un cugino che vive accanto a lui nella nostra citta e questo ragazzo picchia la moglie e le da della ignorante..picchia i figli con sonori ceffoni..e se le prende uno le prende anche l altra..Che esempi ha? Sarebbe dovuto venire qui a 15 o 18 anni e avere esempi diversi vivendo nella mia famiglia o tra i miei amici..ma non e cosi..voglio sempre pensare che lui sara diverso..che lui sara come i mariti delle mie amiche..C e una mia amica che sta per lasciare suo marito, un pezzo di pane che pero e imbranato con i figli, la trascura perche lavora tanto..Mi sono meravigliata..le ho chiesto subito se l abbia mai picchiata o offesa gravemente..lei mi ha risposto assolutamente no! Insomma trovo veramente futili i motivi che mi ha elencato..sara imbranato ma e un pezzo di pane! C e chi lascia per molto meno..vedi Luna..io ho qualcosa che non va..veramente..

  7. 57
    Luna -

    Tabatha, io non la metterei sui confronti e sui motivi più o meno validi, più o meno futili.
    Non dico così nel senso che non capisco cosa intendi dire, ma che il centro non sta nei confronti, fuori, ma dentro di te.

    Le cose che racconti sono terribili, sì.
    E te ne rendi conto anche tu.
    E vedi cosa combinano questi meccanismi?
    la questione non è, per esempio, che lui ti ha offesa e tu lo hai offesa a tua volta, nel senso che alla base di questa cosa, più che stare là a dire chi ha offeso di più, e perché, c’è la tensione che c’è sempre stata in una relazione che non ti ha resa felice.
    La mia amica di cui ti dicevo, verso la fine della sua storia, era diventata anche lei più aggressiva. attenzione, non nel senso che aggrediva il suo compagno, ma diceva che aveva imparato a mettersi una corazza ogni mattina.
    Era quindi, principalmente, aggressiva con se stessa.
    Perché, per via dell’adattamento, se vivi in una relazione in cui il volume è sempre alto, volano parole grosse, eccetera, e ci sono certe dinamiche di relazione, le cose vanno così (ora riassumo molto semplicisticamente):
    o anche l’altra persona alza il volume e usa parole grosse, e si adatta al linguaggio (anche inconsapevolmente cambia i propri parametri di reazione).
    o anche l’altra persona si adatta indossando una corazza per non farsi travolgere dalle parole ecc
    e spesso, ovviamente, queste due modalità possono anche convivere. Di fronte all’aggressività, quando non se ne può intimamente più, anche se non se ne è completamente consapevoli, si crede di avere fatto uno scatto, per dire, quando ad un pugno si risponde con un pugno, quando ad una parolaccia si risponde con una parolaccia uguale o più forte.
    “Non mi faccio più ferire, non subisco più passivamente!”, “Tu mi ferisci? e io allora ferisco te! Credi che io non ne sia capace?” oppure “Tu mi ferisci, ma guarda, non sono mica più quella di ieri, anche se mi dici cose orribili io mica muoio… guarda come sono diventata brava a stare qua senza farmi ammazzare davvero dalla tue parole”.
    Ma, come ti renderai conto anche tu, viviamo allora in pieno adattamento con parametri sballati.
    Perché una relazione sana dovrebbe (tu stessa dici che hai visto persone che hanno una relazione sana litigare, ma dipende come si litiga, si discute, quali sono i limiti…) essere un qualcosa che si basa sul “io sostengo te, su sostieni me”, “io ti faccio stare bene, tu fai stare bene me”, o meglio ancora, di base:
    “io sto bene con me stessa, tu stai bene con te stesso, e quindi stiamo bene insieme”. E non, appunto, “tu mi ferisci, ma io sono abbastanza forte da resistere” o “tu mi ferisci, ma, guarda un po’, pure io sono capace di ferire te. Adesso, con il tuo stesso linguaggio, ti mostro quanto male fa… o ti mostro che non puoi farlo, facendolo a mia volta…”

  8. 58
    Luna -

    La terza, più semplice forma, e più sana, per dire a qualcuno che non accettiamo la sua modalità violenta, aggressiva, la sua concezione della vita, che, in fondo, a noi sembra dell’altro mondo, è la cosa che molto poche delle persone che vivono queste relazioni, mentre ci stanno dentro, hanno intenzione di fare:
    dire no andandosene.
    perché andarsene significa smetterla di restare nella posizione “resisto purché tu cambi”, “resisto perché speso che tu decida di cambiare”, “resisto perché in fondo non è colpa tua se sei così… basta guardare le circostanze in cui sei cresciuto…”, ecc.
    “resisto perché ti amo, e se anche tu mi ami io devo darti tutto il tempo per capire che se mi ami me lo devi dimostrare cambiando…”.
    :O

    Una modalità vissuta come una cosa dell’altro mondo, dicevo, anche se ad averla è una persona che ci piace. ma, cosa, realmente ci piace di questa persona, se ci fa stare male tre giorni su quattro, e anche se fosse un giorno su cento, se in quel giorno fa delle cose pazzesche, o ci si ritrova in dinamiche pazzesche, dolorose, quel giorno è sintomatico di una relazione malata, comunque.
    Perché sei poi ascolti realmente le storie di chi dice che in fondo non è così grave, è un giorno su cento, poi ti rendi conto che il giorno su cento è quello in cui la violenza esplode, in modo eclatante, ma negli altri 99 giorni è strisciante, comunque, all’interno del rapporto.

    La verità cara Tabatha è che comunque che lui funziona in un certo modo, i suoi funzionano in un certo modo, e tu non condividi questi modi di funzionare. Perché la percezione che hai è che i loro modi di funzionare ledono te. Ma il punto nodale è che tu non puoi cambiare i loro modi di funzionare, se loro funzionano in un certo modo hanno tutta una serie di motivazioni che si danno per funzionare a modo loro…
    dunque la sola che puoi fare è scegliere qualcuno che abbia un modo di funzionare e un modo di vedere la vita più compatibile con il tuo.
    Passare la vita sperando che le persone cambino, capiscano, ma allo stesso tempo senza avere, in primis, dentro di sè il rispetto per la propria visione della vita è una grande fatica, oltre che una missione a perdere.
    perché nessuno è uguale ad un altro, e spesso le differenze arricchiscono ecc ecc, ma non è questo il caso di una storia improntata sulla violenza.
    Tu sei una ragazza intelligente, e infatti ti rendi conto che il problema non è solo del tuo lui, o dei suoi genitori, ecc, ma è anche tuo.
    Ti rendi conto che è anche tuo, penso, perché ti rendi conto che non hai lavorato sulla tua visione della vita, dentro di te, sulla tua visione della felicità e sulla concreta realizzazione di quella felicità (non cercando di cambiare gli altri, ma facendo delle scelte personali, tue, diverse).
    Però vedi la buona notizia è che tu su te stessa puoi lavorare, per stare meglio, bene.
    E lo psicologo non è per i matti, tranquilla. Lo dice chi preferisce soffrire e far soffrire che lavorare per un migliore equilibrio.

  9. 59
    tabatha2 -

    Ciao Luna, scusa il ritardo nel risponderti ma ho avuto una brutta influenza. Ora tutto ok. Ho letto come sempre volentieri quello che hai scritto. Il problema e come lavorare su me stessa. Leggendo forse? Vivendo qui e osservando questa bella famiglia giovane alle prese con due bimbe? Pregando? La psicologa dalla quale sono stata per un consulto mi scrive ogni tanto delle mail..ma e ovvio che forse dovrei intraprendere un percorso con lei una volta tornata in Italia..Fondamentalmente tutti mi dicono la stessa cosa ma io sono incapace di mettermi il cuore in pace. Quindi e un problema mio per forza. Sono io che continuo a leggere i suoi messaggi. Sono io che glielo permetto. Io so di avere una bassa autostima. Una volta non ero cosi.
    Per quanto riguarda l aggressivita..e vero..io all inizio rispondevo.. (ma non mi piacevo ovviamente)..ho anche reagito fisicamente..convivevamo da due mesi circa e mi ha dato una sberla sulla bocca a mano rovescia mentre guidava..io gliel ho tornata subito..prima che arrivasse a darmene tre di fila come aveva fatto tre mesi prima facendomi gonfiare il labbro..Un altra volta lui e venuto verso di me con aria minacciosa dicendomi di volermi picchiare ed io l ho preceduto dandogli una spinta..Ovviamente queste mie reazioni sono state viste da lui come atti osceni..lo ha raccontato ai suoi..ed io mi sono tanto vergognata di essere cosi, sono arrivata a farmi ancora piu schifo e a chiedergli scusa per tutto.
    Cosi l unico modo era quello di non rispondere agli insulti, nemmeno a quelli gravi, non reagire mai.. Chissa magari sarebbe andata meglio.. E invece no..proprio perche l ultima volta mi ha tirato addosso un catalogo, mi ha spinta e insultata..e io non reagivo..non e servito a nulla…parlavo solo…senza alzare la voce..ma forse non dovevo nemmeno parlare piu…nemmeno pensare..che dici? Eppure tu non hai idea di che infinita dolcezza possa esser capace di tirare fuori..e quello che mi ha sempre confusa..la sua dolcezza, le sue premure, il suo modo di parlare con tanti nomignoli, il suo essere coccolone..e bisognoso di tanto affetto, della mia vicinanza fisica quasi costante..non capisco

  10. 60
    Luna -

    Non capisci, dici?
    In realtà non è così complicato dipanare un po’ il tuo dilemma, forse…
    Una persona problematica non è una persona che non ha bisogno di affetto, spesso è una persona che ne ha eccome, pure troppo, mal gestito, ma che non sa gestire le proprie emozioni, la propria parte nera, e se, come me e te, ha bisogno di affetto e dà affetto, a ciò si aggiungono però problematiche che vanno in senso totalmente opposto.
    E la sua vita di relazione va male non perché ha bisogno di affetto (se una persona sa esprimere questo bisogno in modo sano i suoi rapporti sono ricchi e sani), ma perché ha delle problematiche che lo portano a distruggere la sua vita di relazione.

    Il fatto che abbia bisogno di te costante mostra anche e soprattutto la sua fragilità dipendenza (chi ama ma non è dipendente gradisce la presenza, sente la mancanza, ma non è ossessionato dalla presenza/assenza di una persona), ma ora ti dico una cosa:
    una persona gelosa che urla al partner tutti i giorni non è forse una persona insicura che ha costantemente bisogno di affetto, conferme, che vive in dipendenza del fatto che l’altro lo rassicuri continuamente?
    Non è forse una persona fragile?
    Ma se per la mia fragilità-sensibilità imparo a chiedere con un sorriso, a dare con un sorriso e mi costruisco un nido in cui realizzare la vita che sogno per sentirmi più amato e amare è ben diverso dal fatto di, per la mia fragilità-ipersensibilità (autoreferenziale), urlare, tirare pugni e prendermela sempre con chi ho davanti… (o accettare che qualcuno mi tratti male, e mi picchi, pensando che, se sono degno di amore veramente, lui un giorno me lo confermerà cambiando, e non avendo più la pulsione a tirarmi pugni, ma solo carezze)
    Il bisogno di affetto, il fatto di chiederlo, il fatto di saper anche essere dolce fanno parte di lui come la sua parte che ti picchia ecc.
    Non è che una prova il fatto che l’altra non esiste.
    Tu sei confusa perché ti muovi costantemente, forse, tra i due poli:
    lui è buono di base, ma mi picchia…
    e
    lui mi picchia, ma è buono di base…

    Non puoi credere che le due parti convivano.Ma è così. Tutti noi siamo fatti di molte parti. Siamo quelli che si commuovono per qualcosa, pieni di amore, sentimento e quelli che si incazzano se ci rubano il parcheggio.
    Ma dipende anche se queste due parti sono equilibrate o estreme.
    Se quando amiamo fagocitiamo l’altro e per opposto quando siamo frustrati, anche per il parcheggio, ci vien voglia di picchiare tutti.
    Le persone come il tuo uomo, o ex che sia, hanno una gestione della frustrazione inesistente. Che sia per una stupidaggine, o che sia perché in un dato momento non si sentono amati, confermati, o perché si sentono giudicati, o perché si sentono pressati da troppe responsabilità…
    ho usato volutamente “si sentono” perchè oltre, e spesso più dei fatti contano le sensazioni, la nostra percezione.

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