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Cosa è giusto accettare per amore?

di tabatha2

Riferimento alla lettera: Il mio ragazzo, molto dolce, quando si arrabbia arriva a insultarmi pesantemente dandomi della donna di strada...Gli ho detto che mi fa stare male, ma noto che non la smette... Mi chiedo un giorno, davanti ai bambini, se saprà contenersi..! A volte è arrivato a spingermi e a cacciarmi da...
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Data di pubblicazione: 15 Dicembre 2008.

L'autore, tabatha2, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

135 commenti

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  • 126
    Luna -

    E non perché io non abbia persone intorno che mi parlano, che mi aiutano, che mi stanno vicine, ma perché so quanto, alle volte, loro comunque mi sembrano soltanto canzoni che sento, ma che non riescono ad entrare.
    A volte entrano, altre no.
    A volte sono così presa dalla mia sofferenza, dai miei pensieri a palla (brevemente: un post-lutto, vicino, che ha suo inevitabile corso, e altri problemi che si sono inseriti su questo stato di fragilità/confusione inevitabile e fisiologico) che non li faccio entrare veramente. Perché non posso/non voglio farli entrare. Anche perché sono proprio troppo stanca per sentire.
    A volte, quando la nebbia si dirada, mi viene in mente qualcosa che qualcuno, che mi vuole bene, mi ha detto ore, persino giorni prima. E allora solo in quel momento entra.
    A volte ci sono anche cose che mi vengono dette che non c’entrano una beata fava con quello che sento, anzi, mi fanno male e basta, ma giustamente non è che gli altri possono sempre capire tutto di quello che proviamo, delle nostre motivazioni. Perché, appunto, dentro di noi ci siamo noi, non Pina, Gino o Pinturicchio. E quindi mi tocca comunque dirigere il traffico in entrata, e mettere in atto le mie difese, anche se sarebbe bello che tutti dicessero solo le cose giuste, perché io sono stanca… Ma le persone sbagliano anche in buona fede, così come possono fare cose meravigliose per te quando stai “svenendo”. E meno male.
    Intendo dire che da un lato sono così stanca che mi rendo conto di essere rinco e che quindi, talvolta, meno male che c’è chi mi illumina, ma a volte mi tocca spiegare agli altri che purtroppo non possiamo essere sullo stesso piano perché io ho davvero – metaforicamente – una caviglia slogata adesso. E quindi anche se vorrei correre a perdifiato non posso proprio. E pensa che scatole per me, che adoro correre a perdifiato 🙂
    E invece no, mi devo proprio occupare della mia caviglia slogata, con cura, amore. Non posso fare altrimenti.
    Perché è la mia. E perché innanzitutto si è soli.

    E anche se in un caso come questo più che mai viene una voglia matta, anche inconscia, di essere “dipendenti”, in senso di accudimento, da qualcunaltro, perché quando si sta male si torna sempre anche un po’ bambini 🙂 la verità è che sempre la guarigione parte da dentro di sè. Perché è bello farsi anche coccolare, farsi anche proteggere, farsi anche togliere dei pesi, ma è ancora più importante coccolarsi, sapersi proteggere, scegliere che impegni togliersi e quali aggiungere. Perché è quando ci si dà il sano (e ripeto sano) calcio in culo per mettersi in moto, per se stessi, rendendosi positivamente conto che si è comunque anche soli con se stessi e che la regia è la propria, che si guarisce, e con soddisfazione. E le energie circolano 🙂

    quindi, datti ‘sto calcio in culo, positivo, invece di cercare la via della dipendenza. Anche da noi.

    Baci baci :DDDDDDD

  • 127
    tina -

    Ehi piccola, come va?
    Un abbraccio caloroso a te e uno anche a Luna & Anto62.
    A Luna anche grazie per i suoi post che mi fanno sempre un gran bene 😉 anche quando sono indirizzati ad altri!
    Buona settimana a tutti.

  • 128
    tabatha2 -

    sei brava ad aiutare gli altri scrivendo qui, quando tu stessa stai vivendo un dramma. Io francamente non avrei la mente aperta, invece tu sei in grado di dare forza e coraggio. Credo che, per quello che ho potuto leggere, tu sia veramente una persona in gamba.
    Mi dispiace per il lutto. Anch io ho vissuto un fatto analogo nel 2000 e ricordo che non sono andata a lavorare per sei mesi, quindi ho perso il lavoro. Allora avevo 23 anni e non era mai morto nessuno della mia famiglia, tanto meno un giovane di 36 anni. Ho iniziato a temere la morte, non la mia, ma di altre persone care. Ed in piu pensavo, e a distanza di anni mi viene ancora in mente, a tutte le cose che avrei potuto dire o fare con mio zio..a quel “ti voglio bene” che sono riuscita a dirgli solo quando l ho trovato al pronto soccorso, ormai senza vita. Ma i nostri amici (frequentavo la sua compagnia), mi dicevano che lo sapeva che gli volevo bene.. Ma vedi, non basta mai..Solo il tempo cicatrizza questa ferita, che appunto, non se ne va mai..impari a conviverci..ricominci a sorridere e vai avanti portandoti il suo ricordo nel cuore.
    Per quanto riguarda lo psicologo, non e’ che io abbia voluto glissare..e’ che finche mi trovo qui non ho la possibilita di andarci, ma ti assicuro che ci sto pensando per quando ritornero in Italia. Be, mi sono affezionata a te Luna in particolare…e mi piace tutto quello che scrivi..
    Lui..ha trovato una casa in condivisione e ha iniziato il corso per oss..scrive che e’ il piu bravo ma che quando e’ solo in casa continua a piangere per me.. Pensi che dovrei rispondere qualcosa?

  • 129
    Luna -

    Cara Tabatha,
    in un periodo come il mio è necessaria anche una istintiva, oculata, gestione delle energie. Sarei bugiarda se non ti dicessi che mi devo anche proteggere, perché sento tutto più forte in questo periodo e perché il mio carburante mi serve 🙂
    E’ naturale che sia così.
    Dunque dipende anche con chi, su cosa e per cosa interagisco.
    Dici che sono aperta e che infondo coraggio.
    Sono sicuramente la prima persona, io stessa, a cui mi capita di dover infondere coraggio, dunque questo si spiega facilmente.
    In secondo luogo restare aperti è molto importante, guai sennò, quanto è importante, però, anche saper chiudere le porte quando è necessario prendersi un po’ di tempo solo per sè.
    Capire quando aprire, capire quando chiudere…
    non è sempre così semplice. Ma torniamo al discorso del fatto che comunque in cabina di regia abbiamo sempre, per primi, noi stessi.
    E se sbagliamo “i tempi”, alle volte, cercheremo di non sbagliarli la volta dopo.
    Funziona così, per tutti 🙂

    Ed è necessario anche chiudere le porte a ciò che ci fa male.
    Questo vale sempre e comunque. Ma in particolare quando si è più vulnerabili e… in “lavori in corso” 😉

    detto ciò, riguardo alla tua ultima domanda in chiusura, alla luce di questi ultimi mesi in cui hai detto e ascoltato tante cose, in cui hai riflettuto su tante cose, in cui hai capito tante cose, quale potrebbe essere la scelta TUA migliore per il TUO percorso?
    Rispondere o non rispondere?

    Risponditi tu, e poi ti dirò quello che penso io.

  • 130
    Luna -

    Tina: ciao cara 🙂 anche i tuoi post mi fanno sempre un gran bene, anche quando sono indirizzati ad altri ;);););););)

    un super abbraccione megagigante ad personam e globale 🙂

    baci baci baci

  • 131
    tabatha2 -

    la mia risposta e’ no..non ho risposto e non intendo farlo.
    Grazie per tutto quello che hai-avete scritto.
    Ogni tanto rileggo volentieri i vostri commenti.
    Luna la tua amica sta proseguendo per la sua strada?

  • 132
    Luna -

    :DDDDDD

    sì, sta continuando sulla sua strada 🙂

  • 133
    Ant062 -

    Cara Tina, ricambio di cuore l’abbraccio.

    Vai così Tabatha 🙂 …Luna è così saggia….

    Abbraxx!

  • 134
    Luna -

    Ma che saggia! 😀

    bacini a tutti 🙂

  • 135
    Luna -

    Buona domenica, baci baci :DDDDD

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