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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1551
    Aleba -

    Ci sono sensi di colpa che funzionano come pesantissime ancore, si agganciano al cuore e sprofondando lo trascinano nell’abisso di ricordi strazianti. Come è possibile andare avanti?? Io capisco quello che dici, capisco come ti senti. Per sganciare la zavorra dei sensi di colpa è necessario riconoscere gli errori e chiedere perdono… e prima di tutto prepararsi a concedere il perdono a sè stessi. . Coraggio, insieme ce la possiamo fare

  • 1552
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba
    Credo che la cosa sia molto più complicata

  • 1553
    LUNA -

    Ciao FDC, ciao ALEBA 🙂

    vi ho letto, ma oggi vado di fretta. A presto, un abbraccio per ciascuno, grande 🙂

  • 1554
    Fuori dal coro -

    In questi giorni ho letto e riletto i vstri commenti. Anche quello di Myskin. Che dirvi…? Io ce la sto mettendo tutta. Faccio davvero di tutto per cercare di uscire. Ma la sensazione è quella di aver perso il treno della vita. Quasi quaranta anni di vita per raggiungere lo scopo della mia vita, qullo cioè di incontrare una donna con la quale condividere la vita.
    E poi accorgersi di aver agito con leggerezza. Di non aver capito che il matrimonio non è come me lo hanno descritto i miei nonni e i miei genitori, non è una “sistemazione”. Ma unqualcosa che se te lo vuoi mantenere devi stare attento. Quanto meno per poter dire: “io ce l’ho messa tutta”.

  • 1555
    LUNA -

    Fdc, sinceramente non ho mai pensato al matrimonio come una sistemazione. Infatti non ho trovato neppure basilare e necessario sposarmi. Come ti ho gia’ detto per me delle cose “private” erano gia’ cio’ che per altri e’ il matrimonio (“cambia le cose”), nel senso che non ho mai pensato che la mia storia sarebbe diventata piu” seria con un bollino stato/chiesa, ne’ che un bollino stato/chiesa tuteli maggiormente da un punto di vista sentimentale/emotivo. O ci sei o non ci sei. C’e’ gente che c’e’ assolutissimamente convivendo o anche vivendo in teoria in due appartamenti diversi nello stesso stabile (li conosco e sono una coppia unitissima) e chi con la fede al dito e’ come sarebbe senza: cioe’ “male”. Alla fine si e’ chi si e’. Poi e’ chiaro che se per una persona sposarsi simbolicamente assume un maggiore significato avra’ un certo valore personale che gli da’, ma non credo sia il matrimonio a farti “diventare” un marito o una moglie, per cio’ che tu (e infine amch’io) intendi se non lo sei. Se dentro di te non ti senti in un certo modo. Mi sarei potuta e potre sposare o no ma sono io. Io rispetto a chi amo e rispetto ecc. E non lo dico da persona che pensa che la gente sbagli a sposarsi perche’ poi si divorzia e son guai, o cose del genere

  • 1556
    Luna -

    Se ti sposi puoi avere piu’ tutele (o anche piu’ rogne) a seconda dei casi, spendi per lasciarti e spendi due volte tra l’altro, cosa su cui dal punto di vista economico si potrebbe discutere (separarsi costa caro, quando due persone spesso, lasciandosi,si ritrovano gia’ con vari problemi… E il fatto che costi non ferma chi si vuole separare, che sia uno o entrambi) ma se ti lasci dopo una storia importante, seria, intensa, in cui si e’ investito molto da ogni punto di vista ecc l’impatto non e’ minore perche’ non vai dall’avvocato. A parte che cmq magari ci vai cmq, per i figli o altre questioni pratiche. Io vengo da una famiglia di unioni lunghe e felici, unioni sentite. Il mio approccio emotivo e’ uguale. Non ho mai pensato pero’ appunto che il matrimonio sistema o sia garanzia. Anche perche’ crescendo ho visto anche genitori altrui non amarsi, mal sopportarsi o lasciarsi. Lasciarsi meno forse un tempo ma non per questo unioni rese rose e fiori o veramente unite per avere detto un piu’ formale o religioso si… Non e’ un’istituzione che ti ha “imbrogliato” dal mio punto di vista perche’ e’ un contenitore ma dipende da chi c’e’ dentro e dentro ci somo delle persone. Francamente da fuori io ppsso anche pebsare che quel momento di crisi vostro sarebbe potuto essere un buon momenro al di la’ di ogni istituzione o concetto teorico per te e tua moglie fi imparare anzi anche qualcosa di nuovo costruttivamenteta l’uno dell’altra e per non stare negli scheni ma piuttosto belle vostre realta’ e dirvi anche le cise che magari prima non vi eravate detti anche perche’ senplicemente il percorso fino a la’ non bw aveva fatto emergere l’esigenza. Ma attenziome lo pemso per entramvi. E penso che sareste potuti uscirne piu’ maturi e consapevoli entramvi anche guarfando in faccis i punti piu’ deboli o forti del vostro rapporto. In tal senso il fatto di non mettere come certo il fatto di avere,volere un figloo ma di confrontare anxhe le proprie ansie sarebbe stato dal mio punto di vista molto piu’ umano che non farlo. Io preferirei di gean lunga che una persona mi esprimesse i suoi timori.l che non lo.facesse. Ma proprio per queste cose che ti fico, visto che ti assumi la percentuale maggiore di responsabilita’ mi.domando se ti rebdi vinto che chi almeno a leggerti ha rifiutato quel momento di caos/crescita in una chiave costruttiva non sei.stato tu e che il garante che il matrimonio dovesse funzionare non eri solo tu. Tu puoi aver fatto tutti gli errori che vuoi ma non li hai fatti da solo. E se lei ha scelto di risolvere un conflitto, una volta emerso, in un certo modo che sappiamo e non altrimenti tu non puoi sentirti responsabile anche di cio’ che una donna adulta da parte sua ha scelto di fare del vostro rapporto. E se non ti rendi conto di questo e parli sempre di cio’ che TU dovevi/non dovevi vuol dire che pensi ke tua moglie e’ una bambina e non una compagna che comunque ha scelto di tradire/chiudere invece di restare. Scelte. Ma ne ha compiute.

  • 1557
    Fuori dal Coro -

    Luna, i nostri genitori, i nostri nonni ci hanno sempre fatto vedere al matrimonio come ad una sistemazione. Ed io sinceramente ho sempre pensato al matrimonio come ad un qualcosa di importante. Un matrimonio comunque sancisce davanti a Dio (per chi ci crede) e alla Legge un’unione di una coppia. Anche se il dolore è lo stesso posso garantirti che è molto più semplice lasciarsi dopo una convivenza. E credimi, per me che l’ho provato: trovarsi davanti ad un avvocato che ti cancella uno dei giorni più belli della vita è davvero brutto. Fidati.

    Detto questo, che è comunque una parte dolorosa ma non così importante, mi soffermo ancora una volta a parlare di quello che sto passando. Superati i tre anni ormai. Ma niente accenna a diminuire. Il dolore che è sempre lo stesso. E il rammarico per non aver fatto tutto quello che si poteva fare.
    Mi confronto sempre, quasi ogni giorno, con altre realtà. Ma non trovo similitudini. Troppo diversa la mia storia. La mia angoscia non è mai diminuita.
    Nonostante capisca quello che tu dici, che comunque cioè eravamo in due a gestire il rapporto, io mi soffermo sempre su me stesso. Su ciò che potevo e dovevo non fare.
    In me serpeggiano continuamente situazioni negative su come si è vissuto il rapporto. Da un lato mi rendo conto di non aver fatto nulla di irreparabile. Dall’altro mi rendo conto di non essermi “preparato” a dovere ad affrontare il matrimonio. E forse neanche a conoscere le donne. Siete diverse non c’è niente da fare. E questa diversità la dovevo studiare prima. Si studiare è la parola esatta. Mi sono fidato di anni di fidanzamento durante i quali ho visto mia moglie diversa dalle altre donne. Nel suo essere diretta e lineare notavo un lato maschile che la differenziava dalle altre.
    Tutto ciò mi ha permesso di essere me stesso. Di parlare liberamente con lei. Di dirle quello che pensavo senza la paura che una frase infelice potesse diventare un boomerang.
    A volte mi sembrava di avere a che fare con un amico per quanto mi sentivo libero nel parlare. Credevo “fossimo liberi”.
    Oggi analizzando tutto mi sento dire che questo non lo dovevo dire, quest’altro non lo dovevo fare, a una donna non puoi dire questo, una donna ha bisogno di attenzioni, sei tu che la spingi tra le braccia di un altro ecc.. Io, da ingenuo, tutto questo non lo avevo considerato. Mi sembrava di avere accanto una donna fuori dagli schemi. E ne andavo orgoglioso di questo. Lo ripetevo spesso anche a lei.
    Ho fatto di tutto di più in questi anni. Ma non riesco a venirne fuori. Mi sento come chi ha perso il treno della vita non c’è niente da fare. Quasi un senso di panico a volte. Il passato mi tormenta, perché è stato fantastico. E non capisco come Lei sia riuscito a cancellarlo o quantomeno a metterlo in un dimenticatoio. Non riesco a capire neanche la rabbia, il rancore e la cattiveria, il veleno che ha sputato su di me, quasi le avessi rovinato la vita. Il darmi continuamente dell’egoista, di chi pensa solo a sé e non…..

  • 1558
    Fuori dal Coro -

    ….si cura degli altri. Il rinfaccio di aver addirittura sbagliato a sposarmi.
    Tutto questo invece di farmi provare rabbia mi crea sconforto, perché non capisco come possa essere successa una cosa del genere.
    Vorrei tanto uscire da questa situazione. Ma continuo a non vedere luce.
    Sono accecato dalle immagini del mio passato. Dal ricordo di Lei come era. Di quello che mi dava. Mi faceva sentire importante e questo non l’ho mai negato. Ho sbagliato nelle piccole cose lo so. Ma possibile non abbia capito che ero un uomo sincero e che l’amavo davvero ? Possibile che non abbia valutato tanti lati importanti del mio modo di essere ? Quelli che Lei per anni aveva esaltato ? Possibile che di colpo sono diventato colui che non sa amare, che non sa vivere in coppia, che pensa solo a se stesso e che ha tutti i difetti di questo mondo. Continuo a farmi mille domande. Prima fra tutte: “ma che è successo ?” Dove siamo finiti noi due ? Ma soprattutto dove è finita Lei ?

  • 1559
    LUNA -

    Fdc, capisco cio’ che dici e lo rispetto, ma non sono assolutamente d’accordo che dopo una convivenza «sia piu` facile». Dopo una convivenza tra altre cinque forse, e non e’ manco detto perche’ dipende da cosa una persona ci ha sentito/visto/messo. Dissento in particolare nel caso di una relazione che dura una “vita” e in un certo modo. Peraltro c’e’ chi si sposa in chiesa per la coreografia e scenografia e fa la cresima prima per proforma. Sai quanti? Non lo giudico, ma e’ cosi’. Al contempo non si puo’ giudicare da fuori il fatto che una persona che non si sposa con un rito di una precisa religione o che non si sposa “formalmente” sia meno spirituale o non abbia dei “valori laici” ed etici molto forti. E che chi si divide con una “scrittura privata” soffra meno o che veda cancellato meno. Scusa Fdc so che soffri molto ma certe tue idee del fatto che lei sia un caso a parte, voi un caso a parte, che tutto e’ imparagonabile, che non esiste una storia simile sul pianeta, che gli altri si potevano lasciare ma voi no perche’ perfetti e lei perfetta ecc non fanno bene manco a te. Forse se tiri giu’ dal piedistallo la tua storia e lei inizierai a fare qualche passo avanti. anche perche’ come dici tu stesso

  • 1560
    Luna -

    tu non puoi fare a meno di metterti in discussione, lo fai da tre anni, ti dici cosa dovevi/non dovevi fare ma a quanto pare almeno lo stai facendo solo tu. E, con tutto il rispetto, gia’ questo non mi pare un dato irrilevante. “Si, ma io…ma io… ma io…”..si, ma sempre in due eravate/siete: se dopo tanti anni una persona chiude senza mettersi in discussione non e’ un dato irrilevante. Chiaro che il tuo malessere e’ imparagonabile perche’ e’ il tuo, gli altri li vedi da fuori. Una martellata sull’alluce di un altro non sara’ mai paragonabile al male che ti fa sul tuo alluce. Chiaro che a te fa male che e’ finito il matrimonio tuo e non il mio o quello di Gigetto,chiaro che per te era/e’ speciale lei e non chi e’ speciale per un altro… ma da un lato dici che non esiste niente di simile e dall’altro che dovevi studiare a tavolino perche’ le donne son diverse e cc. Fai un gran casino. Io son contenta che nessuno nella mia famiglia mi abbia detto che col matrimonio “ti sistemi”anche se stanno e sono stati insieme una vita. di cio’ che ho visto e respirato intorno non mi e’ rimasta la sensazione che ci si deve sposare, che si devono fare figli, che guai a restare zitelli o che se non ti sposi non e’ uguale. Ne’ che quando ti sposi innesti .il pilota automatico. Quando mi sono separata io non hanno pensato “tanto era una convivenza” semmai non hanno potuto capire sino in fondo quanto male fa perche’ lo sanno in teoria ma in pratica per fortuna no. E posso assicurare anch’io che finche’ non provi puoi empatizzare fino ad un certo punto. Come la perdita di una persona carissima e con cui c’era (c’e’ comunque) un legame fortissimo. Tu ripeti “matrimonio matrimonio” e ho capito il valore che gli dai ma e’ la relazione tra voi che non ha funzionato, una relazione seria e intensa e duratura, ma una relazione e tra voi. E personalmente credo che non e’ che avresti dovuto studiare a tavolino (???) ma conoscere la persona che avevi accanto. solo tua la “colpa” se cosi non e’ stato o se lei invece di essere una figura bidimensionale sempre uguale a se stessa ad un certo punto ha revisionato i suoi sentimenti, il vostro rapporto, le sue priorita’? Prima o poi uscirai da questa fase in cui dai tutta la colpa a te. Ci passa un sacco di gente, con differente durata.e’ contemplata pure dai manuali pensa te… Poi ce ne sono altre… le scoprirai da solo. Mi dispiace per te che duri da tre anni e che lei non abbia ancora mai (sara’ cosi forever? chissa’…) passato quella in cui da’ tutta la colpa a te (e’ piu’ comoda della tua alla fine, puo’ starci anche 50anni… pure se non e’ una gran rielaborazione neanche quella…).

  • 1561
    Fuori dal Coro -

    Luna
    Ci siamo incartati sul discorso del matrimonio sul quale siamo sostanzialmente d’accordo. Il mio discorso sul matrimonio era solo incentrato sul fatto che è come “un impegno in più”. Sai, per molti la convivenza è come una “prova”. Quasi come per dire “vediamo come va”. Certo, non per tutti. Ma spesso è una cosa mentale. Il matrimonio di per sé già presuppone un impegno. Ovvio per chi lo prende seriamente, come me ad esempio. Ma comunque ripeto, sono d’accordo con te.

    Luna, non dico che non esiste una storia simile sul pianeta. Dico solo che finora, in oltre tre anni di confronti non ho trovato niente di simile. Psicologicamente forse starei meno peggio se trovassi qualche storia confrontabile. Mi sentirei meno “unico” nella negatività della storia. Come si suol dire “mal comune mezzo gaudio”. Mi attacco a tutto come vedi.

    Si certo non riesco a fare a meno di mettermi in discussione. Ogni tanto leggo i tuoi scritti qua e là sul sito. A volte rifletto su quello che dici. Da qualche parte hai citato una tua amica che poteva sentirsi frustrata a seguito di alcuni problemi col marito.
    Ecco, la frustrazione. Questa parola fa spesso capolino nella mia mente. E mi chiedo continuamente quanta frustrazione abbia (io) causato in mia moglie. Quanta, al punto tale da farla disamorare e comportarsi così come ha fatto. Ti ho parlato di “studiare le donne, il matrimonio”. Si confermo. Mi sono presentato impreparato sotto un certo punto di vista. La frustrazione no, non l’avevo considerata. Oggi se frequento una donna sto bene attento a ciò che dico. E se c’è stata una discussione o qualcosa che non è filata per il verso giusto a fine giornata faccio una piccola “revisione”, come un esame di coscienza. E magari il giorno dopo, parlando, cerco di chiarire qualche piccolo errore o presunto tale che può verificarsi. Non lascio più nulla in sospeso.
    Vedi Luna, quando ero con mia moglie, relativamente al discorso figlio pensavo a tre possibili conseguenze: la prima, la più probabile, che io cambiassi idea. La seconda, che la cosa scemasse da sola. La terza, che ci fosse una bella discussione a tavolino, con una presa di posizione sul da farsi. La quarta, quella che poi si è verificata, non l’avevo proprio presa in considerazione.
    Molto probabilmente se fossi stato più attento e, come scritto nel post precedenza, avessi avuto più conoscenza del modo di pensare delle donne avrei agito quantomeno come sto facendo ora. Accertandomi cioè, o provando a farlo, che a seguito di certi discorsi non si scatenasse una frustrazione di fondo.
    Purtroppo continuo a sentirmi in colpa per la fine del mio rapporto. Nonostante di fondo non abbia fatto nulla di male. Ma è proprio questo che mi dà angoscia: la sensazione di aver buttato la cosa più importante della mia vita per una disattenzione. Per non aver capito in sostanza che le donne sono troppo diverse dagli uomini. Se fosse stata lei a non volere un figlio ed io a volerlo, a me non avrebbe creato frustrazione….

  • 1562
    Fuori dal Coro -

    …Anzi sarei andato a fondo della cosa. Avrei insomma creato il problema, ma mai sarei scappato o mi sarei innamorato di un’altra donna per una cosa del genere.
    Ma a me non interessa giustificare o condannare Lei. A me interessa il mio comportamento. Quello che cioè potevo fare o non fare io, a prescindere da Lei.
    E’ ovvio che comunque il suo atteggiamento mi ha devastato. Perché comunque non me lo aspettavo. Proprio perché, conoscendola bene, non la credevo capace di comportarsi come si è comportata.
    Purtroppo per me, su questa situazione il tempo che passa non fa nulla. Anzi più passa e più sento la devastazione dentro di me. Perché si cerco di reagire, di fare ma….alla fine non mi soddisfa più nulla. Sento una sensazione di fallimento totale, mista ad angoscia e nervosismo per aver perso la persona sulla quale avevo puntato la mia vita e che nonostante tutto, nonostante i comportamenti attuali non riesco a buttare giù dal piedistallo. Anzi paradossalmente più faccio confronti più sale su questo piedistallo.

    Si sul piedistallo, perchè comunque mi baso sul passato. Nel passato ho visto l’emblema della donna perfetta. Che oggi non lo sia più con me, non significa nulla. E’ con me che non è perfetta, ma normalmente suppongo che lo sia ancora.
    Io ricordo i nostri anni passati insieme. E non valuto solo il fatto che Lei mi amasse. Ma anche e soprattutto come si comportava, il suo modo di essere, di fare, di parlare, di agire, di sorridere. Il suo essere completa e in gamba. E il nostro stare bene insieme che non capisco ancora come possa averlo cancellato.

  • 1563
    LUNA -

    Se vuoi guardare te, te in quanto tale, questa esperienza puo’ servirti,certo. E non solo riguardo le TUE mancanze. Ma se insisti con la storia della donna perfetta e che lo e’ ancora ma non con te perche’ tu sei stato imperfetto di fronte cotanta perfezione ti rifiuti non di rielaborare cosa e’ successo a voi ma quanto tu avessi e hai bisogno di pensare che la perfezione esiste. Ed e’ a questo punto un problema tuo. Lei la sua parte l’ha fatta per dimostrarti che e’ un essere umano e come tutti imperfetto. Che e” sempre stata un individuo di questo mondo e non un qualcosa da caricare di simboli e significati troppo importanti per te da considerare che non era un angelo planato dall’alto per. Metti in discussione questo, questo tuo bisogno di pensare che ad un certo punto arriva una creatura sopranaturale che sveglia il bello addormentato. Metti in discussione questo nodo che forse a nessun terapeuta hai permesso di aiutarti a sciogliere perche’ ci hai costruito su troppe strutture. Liberati di questo fardello e poi occupati della vostra relazione e anche se vuoi di tutte le tue mancanze. Non esiste una vita priva di alcuna frustrazione

  • 1564
    LUNA -

    E tanto piu’ nelle relazioni umane. E se una persona non ti palesa le sue frustrazioni e cova anche in questa persona puo’ esserci una dose di immaturita’ nel vivere un rapporto che dura nel tempo. La cosa del figlio e’ emersa in seguito e hai detto tu stesso che in precedenza lei pensando di essere incinta si era spaventata e aveva un rapporto inverso a quello che ha avuto in seguito. E comunque se si era stufata e ha fatto un revisionismo totale tu dai per scontato sia colpa tua. Se ha scelto di tradire ma non accetta di averlo fatto perche’ la perfezione che lei stessa si attribuisce non glielo consente e scarica il 100% della responsabilita” a te di aver tradito e chiuso una relazione tu te lo pigli sto 100%. Non mi piace, Fdc. E sai perche’? Perche’ puoi sentirti sul serio frustrato/a, fare le tue considerazioni, tradire. puoi metterti a tavolino e dire “io mi sono sentito cosi perche’/io ho scelto cosi perche'” ma anche prenderti le responsabilita’ delle TUE azioni e a chi hai tradito dopo anni comunque dire che hai sbagliato anche tu, che sai di aver ferito andandotene in un certo modo piuttosto che in un altro, di non aver detto “facciamo una pausa per riflettere” o di aver appunto tirato fuori le cose prima. Non sempre ci si riesce e si fa quel che viene? Ok, passato un certo tempo si tirano fuori le palle e si guarda in faccia anche la propria parte. Ci si prende la responsabilita’ di avere cambiato idea, di avere scelto di porre fine a una relazione. Forse lei lo fa ma pare da cio’ che scrivi che sia tu ad averla fatta diventare un’adultera, senza figli e separata. Palle. Avete fatto la vostra relazione in due e quando lei ha tradito e quando e’ scappata e quando tu hai detto voglio un figlio e lei ha. .deciso che “adesso non vale” agiva. Il …anche lei e per se’.

  • 1565
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Non esiste la donna perfetta.Lei era perfetta per me. Nel senso che, come tutti, anche Lei aveva i suoi difetti. Ma che a me andavano bene. Perché l’avevo presa con tutto il pacchetto. Tu hai ragione quando fai la tua analisi. Ok, sicuramente non avrò il 100% delle responsabilità. Ma avrò, forse, il mio 50% ? D’accordo. Ma qui sta il nocciolo della questione. Questo mio 50% mi fa star male, molto di più del suo 50%. Perché dopo anni continuo a chiedermi il perché non ho cercato di evitare di commettere certi errori. Tu mi dirai che con il senno di poi è facile.
    Ma io ci tenevo a quella relazione e continuo a rammaricarmi del fatto di essere stato disattento. Di non aver fatto in realtà nulla di male, di essere stato un marito presente, un amante e quant’altro. Ma ho sbagliato in qualcosa in cui dovevo migliorare. Continuo a ripetere che probabilmente “non ho studiato” il comportamento femminile, ciò che loro vogliono in realtà. Io credevo che continuando ad essere me stesso, essendo leale, presente e non tradendola, bastasse a far si che un matrimonio filasse liscio senza intoppi. Invece no, in certi casi devi “imparare” a capire quello che non sai, quello che non capisci. Ho capito oggi che se ci tieni veramente alla tua donna non puoi “distrarti” e devi cercare di capire le sue esigenze anche se non le vedi. Sarebbe bastato chiederle “come stai ?” anche se la vedevo sorridente. Per me informarla di qualsiasi cosa accadesse, chiederle consigli, pareri, non decidere nulla senza prima averla interpellata mi sembrava metterla al centro dell’attenzione. Preoccuparmi della sua salute e accertarmi che fosse andato tutto liscio se io non ero con lei mi sembrava più che sufficiente. Regalarle un mazzo di fiori nel giorno del suo compleanno, festeggiare l’anniversario del matrimonio, ricordarmi del suo onomastico o di altre date particolari mi sembrava una bella cosa. Credevo che lasciarle i suoi spazi fosse un modo per non opprimerla. Così come mostrami geloso senza assillarla. Invece no, non bastava. Dovevo capire che per una donna un figlio è più importante di un marito. E che una frase infelice può rendertela nemica anche se non te lo fa notare. Perché certe cose magari possono far allontanare, possono far disamorare. Perché una mancata carezza quella determinata sera può far sembrare che tu sei distratto, che a te non importa nulla di Lei. Mentre magari c’è qualcun altro che le dice che farebbe pazzie pur di sfiorarle il viso.
    Ecco questo è il mio 50%.Questo è ciò che non ho considerato. Io non dovevo permettere che accadesse ciò.Al di là del suo 50%. E’ il mio che continua a non farmi vivere.
    Perché magari Lei non è perfetta, è un essere umano. Però sicuramente non era una str….za. Ma una donna semplice, dolce, tranquilla. Che forse “pretendeva” più attenzioni. Perché quelle che le davo non erano sufficienti. Questo vuol dire conoscere le donne e la propria donna.E non riesco a perdonarmelo al di là che Lei abbia fatto le sue caz..te.

  • 1566
    Chiara -

    Leggevo ieri in qualche articolo di psicologia che mi vado spesso a cercare, che non sia tanto importante, a un certo punto, il PERCHE’ una relazione sia finita, quanto il COME affrontare una relazione finita, o un altro problema. Certo, a mio avviso, i perché sono importanti, sempre, per capire, noi stessi, gli altri, e le cose che ci accadono. Tuttavia, dopo avere analizzato ed essersi fatti almeno una vaga idea dei perché, occorre spostare la propria attenzione sul PRESENTE, e sul PROPRIO COME, e vale a dire COME risolvo un problema: qualsiasi tipo di problema io abbia. Iniziando a fare questo, nonostante un (comprensibilissimo) disagio e sofferenza, si vedrà che si avrà un (quasi) immediato sollievo: da quello stesso disagio e sofferenza. Purché ci si impegni con tutti noi stessi a insistere sul quel COME, a tenersi fermi lì, e dunque ad AGIRE in tal senso, tenendo la barra dritta, come si dice.

    Caro Fuori dal Coro, mi dispiace per come ti senti. Io mi sono fatta una mia personale idea, del tuo caso. Non so se sia utile o inutile dirtela, no, non lo so so, comunque ci provo lo stesso, non ricordo più ormai se dopo mesi o un anno, da quando sono capitata qui a leggere la tua storia e ho continuato a seguire la tua sofferenza di cui mi spiace, ma spero che possa servirti a qualche cosa, la mia interpretazione.

    Io credo che la tua ex moglie, quando si è sposata con te (e negli anni successivi, apparentemente felici e sereni per entrambi) fosse sostanzialmente ancora “immatura”, non ancora ben strutturata nella sua identità, nella sua personalità, purtroppo. La tua maggiore età rispetto a lei, nonché la tua personalità, hanno influito fortemente sulla sua vita e le sue scelte. Tu credevi, in buonafede, che lei volesse, semplicemente, le stesse cose tue. Anche lei, in buonafede, credeva di volerle. Tuttavia, profondamente, non era così: lei doveva ancora trovare se stessa. Ecco perché tu non ti capaciti di suoi comportamenti che non avresti mai creduto possibili, e rifiuti, ancora oggi, di pensare così, puramente, “cose negative” di lei. Cattiverie ecc. Ed ecco perché lei, sostanzialmente, e sbagliando, ti diceva: mi ero annullata per te.
    Sbagliava, ma non perché fosse “cattiva”: è che lei era in un grandissimo casino suo, personale.
    Non avrebbe potuto, intendo, avere la lucidità, la capacità di analisi, la consapevolezza, per dire: amore mio, cerco me stessa, ho sbagliato, non ero ancora “matura”, non avevo ancora trovato me stessa.
    Questo, a volere essere ottimisti, ed essendoci stato comunque un grande amore, io non escludo affatto, che possa accadere, un giorno.
    Un giorno in cui lei ti cercherà, e ti dirà queste cose: ecco, ho trovato me stessa. Adesso so che non è stata né colpa tua né mia. Ci siamo amati, ma ho sbagliato. Non lo volevo, ma credevo di star vivendo, di far bene, di volerti bene.

    Io credo che l’amore sia per pochi. Un sentimento, anche profondo, siamo in molti capaci di provarlo, e dimostrarlo. Ma un amore “maturo”, no.

  • 1567
    Chiara -

    Quello che voglio dire è che si può provare un sentimento profondo, ma si possono avere problemi del tutto personali: come il non sapere, ancora, che cosa si vuole fare nella vita. Quanti matrimoni, o relazioni, sono finiti perché “strada facendo” ci si accorge che non era quella la nostra strada? O ci si sentiva fuori luogo? O ci si sentiva di aver fatto qualcosa, ma poi strada facendo, che quel qualcosa non era proprio quello che noi desideravamo?
    Ciò ci accade per tutte le cose che ci riguardano. Ci accade quando scegliamo un percorso di studi, e poi ci pentiamo. Ci accade quando facciamo “carriera” nel lavoro, e poi non era quello che volevamo. Ci accade quando “rinunciamo” alla carriera per una famiglia, e poi invece non volevamo solo la famiglia, ma ci manca il lavoro, o la carriera, o insomma la nostra crescita personale.

    Forse, per trovare un poco di sollievo, si dovrebbe riportare il nostro personalissimo caso, a un “caso” più generale, che è quello dell’essere umano: che vuole una cosa ma ne vuole un’altra, che non è nero o bianco, ma pieno di contraddizioni, di luci e ombre, di ambivalenza, di gioia e dolore, di ricerca di stabilità e inquietudine. Di cose che possiamo sperare che ci “vadano bene”, finché non ci vanno male. Eccetera.
    Una vita felice non può essere quella in cui ci va tutto bene, ma quella in cui ci rialziamo quando cadiamo, quella in cui riusciamo ad “adattarci” a sfortune, sventure, in cui cerchiamo un nuovo assestamento, un nuovo equilibrio, e lo ritroviamo.
    Dovremmo sempre tenere presente che l’equilibrio, nell’essere umano, non è una cosa che ci è data PER SEMPRE, così, per FORTUNA.
    E’ un lavoro, continuo.
    E se è un lavoro per il singolo, lo è, ancor più, in una coppia.

  • 1568
    fuori dal coro -

    Ciao Chiara ben ritrovata. Come stai ?
    Ho letto con molta attenzione la tua analisi. E devo dire che alcuni punti mi hanno veramente colpito. Oggi non credo di avere molto tempo per risponderti ma intanto volevo scriverti queste poche righe. La tua analisi merita una risposta dettagliata.
    Ti ringrazio di essere tornata.
    A presto.

  • 1569
    LUNA -

    Ciao Chiara, sono d’accordo con il concetto che viviamo nel presente e che identificare quale sia il problema presente attiva anche le nostre risorse. Concordo anche con la tua chiusa e sull`amore maturo e la consapevolezza ecc. Fdc, francamente anch’io credo, e non e’ la prima volta che te lo diciamo, che questo continuo andare indietro con il nastro ti sia davvero utile. L’autocritica e’ costruttiva, pensare che avresti potuto indovinare ogni pensiero ecc stando sempre in allerta significa in realta’, secondo me, ancora una volta, pensare che tutto o comunque troppo dipendesse da te quando una relazione comunque si fa in due. Non saresti comunque potuto essere un uomo con 12 braccia, avere gli occhi aperti anche mentre dormivi, indovinare ogni cosa e dire sempre la cosa giusta. Se pensi che dovevi essere cosi attento fino ad entrare in qualsiasi piega della mente altrui sino a quasi prevedere sembri parlare di un uomo che sarebbe dovuto essere ossessionato e/ossessionante e di una donna talmente immatura da essere incapace di palesare le cose in modo chiaro tanto piu’ se importanti o talmente egoista da esigere un marito che vivesse totalmente in funzione di indovinare, sopperire, prevedere, risolvere tutto e accontentare in ogni cosa. o lei ha dodici anni di eta’ emotiva e mentale o e’ realmente cosi egoista e ti ha rimproverato cose assurde o stai esagerando tu nel pensare che se tu fossi stato un semidio chiaroveggente il tuo matrimonio non sarebbe mai finito

  • 1570
    Luna -

    Con tutto il rispetto le persone anche quelle che si amano sbagliano. pero’ anche se lo dicono. se non se lo dicono la responsabilita’ non sta solo nella mancata chiaroveggenza. Se sto insieme a una persona da anni e una sua frase mi tocca particolarmente o mi ferisce lo dico. puo’ non capire, l’altro, cio’ che gli dico o non rimediare per come e’ fatto o per la fase che vive, ma non dirlo neppure o dirlo dopo che ci rimugino da mesi o anni significa non dare una possibilita’ costruttiva di chiarimento. Perche’? Qualsiasi ragioni si dia chi non dice sono le sue ragioni che si da’. E che possono essere legati a mille fattori interni alla persona stessa e anche a cose che non riguardano neppure te. Se mio marito non mi fa una carezza una sera e l’indomani faccio un paragone a suo sfavore con uno che conosco da tre minuti e mi dice: impazzirei per farti una carezza dipende solo da mio marito? o mi piace chi mi parla? scusa Fdc ma uso il tuo esempio perche’ di uomini che ti dicono seibravabellafotomodella puoi incontrarne diversi anche solo prendendo il tram. e sta anche alla propria maturita’/selettivita’ ricevere un complimento come tale o l’enfasi che gli si da’. Sta anche nel fatto pero’ se uno ti piace. Se uno non ti piace ti puo’ dire anche che ti ruba la luna e che tuo marito e’ un cattivone… e’ vero che una puo’ essere anche inconsciamente piu’ predisposta e confusa se e’ scontenta perche’ vuole cambiare vita perche’ ha una SUA crisi. Allora pero’ potrebbe anche essersi stufata del marito piu’ indovino del mondo. Se si sente trascurata ok: se la trascuri veramente e’ un problema vostro, se si sente trascurata anche se ci sei pero’ a quel punto tu che puoi veramente farci se non parla e non sei indovino? Se non parla. Tu dici che lei il problema non lo ha posto chiaramente. consentimi: pensare di mollare un compagno di vita non e’ decidere se cambiare colore di capelli. Se vuoi salvare la tua relazione (indifferente perche’) parli. Se stai ballando da sola verso una direzione di rottura (indifferente perche’) no. e non lo dici perche’ non vuoi che l’altro intervenga. sulla questione figlio: e’ seria. ma proprio perche’ e’ seria e e’ mutata nel tempo una donna che vuole un figlio da te, come dici tu, se vuole darti un aut aut te lo da’ chiaro. Il figlio conta piu’ dell’uomo? ok se e’ cosi cmq se e’ con quell’uomo che vorresti un figlio e le cose sembrano inconcilabili e’ dura anche perche’ pensi di lasciare quell’uomo quello da cui vorresti un figlio. non e’ solo che ti sta sulle palle perche’ ti dice no. Non e’ solo che ti incazzi mi segui? Io ti amo e per me sei importante, tu. Voglio un figlio e tu no. Quindi per avere un figlio devo rinunciare a te? ok ma fa male sai? ti pare che una cosa del genere non la dici? – e se non la dici la colpa sarebbe solo dell’altro? Una relazione d’amore, seria, e’ a mio avviso una questione seria. Un figlio e’ una questione seria. due questioni serie connesse. E che riguardano anche l’altro come compagno e parte di una relazione. Consentimi: una coppia che fa parla delle tende e di cosa mangiare per cena e di se stessa no? Uno pensa erroneamente che non ce ne sia bisogno? solleva veramente il problema chi si accorge che il problema c’e’. amore maturo e’ anche questo. anche esserci in questo uno per l’altra. essere anche chi mostra che un problema c”e’, in modo reciproco. Se non glielo dico io a mio marito che mi sta o ci stiamo perdendo, se io lo so, chi glielo deve dire? mia zia? maria de filippi? il mio amante? “Guarda che io sto pensando di lasciarti'”. Chi te lo doveva dire se non lei? Eravate voi due e il vostro matrimonio sino a prova contraria. E se per qualsiasi ragione stava valutando di piantarti chi te lo doveva dire? Che fosse per il figlio o qualsiasi altra ragione?

  • 1571
    fuori dal coro -

    Chiara
    I perché sono importanti eccome in una fine di una relazione. In particolare se si tratta di una relazione importante e di lunga data. In questi tre anni ho avuto modo di confrontarmi con tante persone che hanno avuto a che fare con una separazione. Ma sempre ho avuto modo di constatare che ci si trovava di fronte a situazioni, non dico estreme, ma che comunque davano l’idea di relazioni che facevano acqua da tutte le parti: storie di continui tradimenti, gravi incompatibilità caratteriali, violenze, litigi continui ecc. Mai finora ho sentito di relazioni o matrimoni finiti a seguito di prese di posizioni dall’oggi al domani. Per cui penso che alla fine pensare al presente e a come risolvere il problema sia estremamente più difficile per chi, come me, si é trovato di fronte al fatto compiuto senza neanche rendersene conto.
    Capisco quando mi dici che mia moglie doveva ancora trovate se stessa. Ma mi riesce difficile capire questo in una donna di oltre trenta anni e dotata di una intelligenza non comune. La mia personalità ok. Ma io non ho mai obblligato nulla. Anzi mi sono attenuto a quelli che erano i suoi desideri. H o cercato di capire il suo pensiero senza mai imporle il mio. In pratica io analizzavo i suoi comportamenti, i suoi pensieri, la sua vita familiare, le sue origini. E capivo che tutto ciò collimava con i miei di pensieri. Anzi c’è da dire che spesso mi sono adattato ai suoi usi e costumi facendoli diventare parte integrante di me. Ho accondisceso ad alcune limitazioni durante il fidanzamento senza mai creare problema alcuno. Ci sono serie possibiltà che sia andata come tu dici. Ma certo non é facile accettare che a oltre trenta anni in procinto di sposarsi e dopo anni e anni di fidanzamento “intenso” non si sappia ciò che si vuole. I suoi anni li ho avuti anch’io. E quando avevo l’età in cui Lei mi ha sposato io cercavo di capire se fosse la donna giusta da portare all’altare. Lei invece dieci anni dopo con un’esperienza decennale di fidanzamento con me alle spalle a cosa pensava ?
    Non é facile accettare che dopo anni e anni in cui ci si é detto di tutto si possa sentirsi dire “io non ero matura, io non ero me stessa, io dovevo ancora capirmi”. E per tanti anni cosa hai fatto ? Si é sempre detto che le donne maturano prima degli uomini. Che gli uomini oggi a trenta anni sono dei bambini….ma le donne a trenta anni si dice siano tali. Possibile che Lei non lo sia stata ?
    Anche io Chiara ho avuto molti dubbi nella mia vita. Pero’ ho cercato sempre di capire quali potessero essere le certezze. Ho sempre pensato che con i sentimenti degli altri non si gioca. E che comunque esistono delle cose. Cmq questo é uno dei tanti motivi per cui la mia sofferenza é tuttora ancora all’apice. Io non nego i mie errori e anzi li metto a capo del nostro fallimento ma nello stesso tempo mi chiedo il perche’ del suo comportamento. Purtroppo a tutt’oggi non ho riscontri con altre coppie che si sono separate di qualcosa di simile che é……..

  • 1572
    fuori dal coro -

    …..capitato. Non ho riscontri perche in mezzo c’è questa maledetta spada di Damocle legata alla questione del figlio. In maniera ossessiva mi domando sempre cosa abbia causato nella sua testa. E in maniera ossessiva mi chiedo per quale motivo io sia stato cosi muro di gomma. Perché si Luna é vero che non potevo prevedere tutto. Ma é anche vero che almeno il figlio lei me lo aveva chiesto. Ora é pur vero che mi sembra un po’ come quando una coppia fidanzata da anni tergiversi all’idea di sposarsi. Quante storie esistono in cui una donna dopo anni di fidanzamento spinge per sposarsi mentre l’uomo di turno cerca sempre di evitare l’argomento. Fino a che in genere si arriva al punto che l’uomo si libera dall’idea del single e…si sposa. Forse nel mio caso ho dato l’impressione che un figlio non l’avrei mai voluto. E nella sua testa si é instaurata questa certezza. Per cui un figlio “non si obbliga ma si desidera”. Per cui se questo é il ragionamento crolla il discorso dell’out out: io ti ho dato segnali evidenti di desiderare un figlio da te. Tu non li hai recepiti. Anzi mi hai fatto intendere che per te é un argomento chiuso. Per cui io lascio baracca e burattini e me ne vado.
    Il mio cruccio é che sia andata proprio cosi. E se cosi é per me é terribile perché come ribadito più volte io ero terrorizzato dall’idea di un cambiamento di vita a seguito dell’arrivo di un figlio. Probabilmente Chiara a questo punto può darsi che Lei mi abbia visto come un immaturo e un egoista che anteponeva il proprio modo di interpretare la vita a quello più “altruista” di pensare ad un figlio.
    E’ questo il tarlo care Chiara e Luna. Un tarlo che mi rode dentro da tre anni. Ora é pur vero quel che dice Luna riguardo al fatto che se tu un figlio lo vuoi da tuo marito é dura anche pensare di lasciarlo. Ma se con il mio atteggiamento le ho dato modo di pensare che suo marito fosse un immaturo e un’egoista ? Lei ne sono sicuro si é convinta di questo. Perché me lo ha ripetuto spesso. Probabilmente anche confrontandosi con altre persone che le hanno ulteriormente avvalorato questa ipotesi.
    Alla luce di tutti questi discorsi come posso io pensare di risolvere la situazione guardando al presente ? Fermo restando l’ipotesi di Chiara che ha un suo fondamento é anche vero che da parte mia c’è stata una “negligenza” pazzesca. Ma niente di cattivo perché cmq io so che intendevo risolvere la questione anche se stavo facendo una fatica bestiale. In sostanza non pensavo mai potesse succedere un simile terremoto. Perché penso che prima di arrivare a distruggere un’unione ventennale si debba tentare di tutto. Soprattutto considerando il fatto che il nostro é stato un matrimonio d’amore olltre che, e non mi sembra poco, avevamo entrambi delle caratteristiche di persone equilibrate, e contornate da altrettante persone equilibrate, che non sono facili da trovare al giorno d’oggi. Tutto questo a mio parere continua ad avere dell’assurdo.

  • 1573
    Chiara -

    Ciao Fuori dal Coro, ti ringrazio per l’accoglienza. Per risponderti: non è che io stia molto bene, ma tant’è.
    Ma tornando a te… E all’idea che mi sono fatta della tua ex moglie, dei suoi problemi: non che la sua “immaturità” fosse qualcosa del tipo mentire, fare una cosa e volerne un’altra, ipocrisia, mancanza di responsabilità. Tutt’altro, credo che fosse come tu la descrivi, una bella persona, seria e responsabile. Tuttavia, Fuori dal Coro, le persone hanno un loro mondo dentro, sono un mondo a sé. L’amore è ciò che può unire questi mondi, ma i percorsi di ognuno di noi non sono sempre “logici”, o rispondono alle nostre aspettative, o sono “coerenti” con la nostra “coerenza”, eccetera. Sovente, come tutti sappiamo, l’essere umano, lungo il proprio cammino, non incontra solo difficoltà pratiche, di salute, ecc., ma può avere crisi di tipo esistenziale, molto profonde, in cui più o meno TUTTO viene messo in crisi, o in discussione. E fin qui, spero converrai con me, questo ACCADE.

    A mio vedere, tua moglie, a seguito della sua malattia alla tiroide, congiuntamente a un forte timore (idea mia), oserei dire terrore, di non poter avere più figli, congiuntamente al vederti/sentirti sempre incerto al riguardo di un figlio, congiuntamente, infine, a una sua precisa caratteristica, di tipo profondamente morale (=non voglio un figlio costringendo il mio uomo, convincendolo ecc., ma lo voglio perché anche lui lo desidera, e non causa a lui problemi, timori, angosce ecc.), ha vissuto una crisi proprio di questo tipo: in cui ha messo in discussione tutto, stando peraltro molto ma molto male, e precipitando nella crisi, di tipo esistenziale, di cui sopra.

    Non escludo che lei, a quel punto, si sia sentita, in un misto di emozioni e pensieri completamente negativi, disamorata di te. La rabbia che provava, però, mi fa pensare a un forte risentimento, e dunque coinvolgimento, sia pure al negativo, che non portava a nulla di buono.

    Viceversa, tornando al tuo “blocco” per un bambino, tu ritenevi allora, finalmente, di sentirti pronto. E ti rammarichi profondamente adesso sentendo un desiderio profondo di paternità. Io invece, purtroppo, credo che si sia trattato di uno “sbloccarsi” fittizio: ti sei sbloccato solo quando, perlomeno tutto te lo faceva pensare, eri certo che lei non sarebbe tornata con te.
    Lei questo lo sapeva. O lo temeva. Non ci credeva più. Non sperava più. O in ogni caso tanta e tale era stata la sua sofferenza, da non riuscire più a tornare indietro, a stare con te.

    Pensa a quando qualcuno dice “non sarebbe più come prima”. Questa consapevolezza, questo timore, e quanto più grande è stato l’amore, impedisce di tornare indietro. Ci sono cose, insomma, che ci rendono inaccettabile sia la fine, sia però un ritorno.

    Scusami se posso sembrarti contraddittoria nella esposizione (parlo di una sua “immaturità” e poi torno alla questione del figlio), ma non riesco a far meglio in poco spazio.

  • 1574
    Chiara -

    PS: naturalmente considero, da parte di lei, un grave errore aver avuto un altro uomo, mentre stava con te, e mentre quindi, in certo modo, si suppone che ritenesse di avere ancora un desiderio e una speranza di stare con te. E’ un errore gravissimo infatti, nonché purtroppo diffusissimo, nel momento della difficoltà, appoggiarsi a una terza persona, esterna alla coppia. In questo modo non si affronta il problema della coppia, ma addirittura lo si aggrava, poiché avendo immediata gratificazione da un terzo, si sminuisce automaticamente l’altro, allontanandosene ancora di più, mentre varrebbe la pena andare fino in fondo alla questione. Con un terzo intorno, specialmente per la persona che tradisce, le cose si confondono ancora di più. Suppongo poi che lei, a causa della sua grande sofferenza, si sia sentita in qualche modo “giustificata”. Tuttavia, per come la descrivi tu come persona, ritengo che lo abbia fatto per una sofferenza molto grande, direi insostenibile. E in tutto quel suo casino interiore ecco apparire cose che non avresti mai pensato che lei potesse fare. Infine, un’altra ipotesi mia è che a lei, semplicemente (ma profondamente) sia passata la voglia di fare un figlio con te, purtroppo. Succede. Questo può essere successo. Come succede che un innamorato, aspetta oggi aspetta domani, quando l’altra si decide, sia troppo tardi, l’amore di prima l’innamorato non lo sente più. Succede. L’amore ha bisogno di essere coltivato. Convivere con la sensazione di non essere ricambiati non è facile. Può esserci anche il caso che uno ami, ma non lo dimostri, se lo tenga molto dentro di sé: anche in questo caso è difficile che un rapporto d’amore possa proseguire a lungo. Siamo un mondo, ti dicevo prima, e dobbiamo trovare continuamente punti di contatto. Se diamo per scontato che questi punti di contatto ci siano sempre e comunque, perché stiamo insieme da anni, siamo sposati ecc., è facile perderli, invece, quei punti di contatto. Bisognerebbe, ad esempio, cercare sempre di capire se la persona che vive con noi sta bene oppure sta male, e non dare per scontato che stia bene, perché non dice niente, o sminuire il suo star male, quando cerca di farcelo capire, facendo finta di niente, che pure questa è una ferita mortale…

  • 1575
    Fuori dal Coro -

    Ciao Chiara
    Scusa il ritardo con cui ti rispondo. Ma il tuo post meritava davvero molta attenzione. Anzitutto mi preme farti sapere che mi dispiace che non stai tanto bene. Se ti va di parlarne sono qui. Tutti abbiamo dei problemi e a volte anche chi ne ha, vorrebbe far qualcosa per aiutare chi è in difficoltà.
    La tua analisi è “spietata”. Ma forse penso si avvicini molto a quella che può essere la realtà. In effetti anche io credo che Lei abbia vissuto una sua crisi esistenziale, così proprio come l’hai descritta tu. Ma il problema è che quando si vive in coppia, e, soprattutto in una relazione quale può essere un matrimonio non si possono fare certi percorsi di tipo “solitario”.
    Anche perché mentre lei viveva questa presunta “crisi”, con me si comportava in modo del tutto normale. “Falsando” fino all’ultimo le cose.
    In relazione al mio “sblocco”, permettimi però di non essere d’accordo. Non era “fittizio”. Anche perché quando mi sono “sbloccato” neanche immaginavo il terremoto che sarebbe successo. Il mio percorso interno sull’”accettazione” di diventare padre, lo stavo facendo da un pezzo. Era come una molla in tensione. Ci stavo lavorando da tempo e pensavo che fosse arrivato il momento di affrontare una simile responsabilità. E’ un po’ come quando si è fidanzati da lungo tempo. Anche se si ama l’altra persona, c’è una sorta di paura ad affrontare il matrimonio. Perché comunque, volente o nolente, ti cambia la vita. E lo stesso, anzi maggiormente, è la questione relativa al figlio. Se un matrimonio per me “è per sempre” figuriamoci cosa può essere un figlio.
    Quindi non vedo perché la sua presa di posizione. Così come un uomo (e sono tanti i casi) si decide a fare il passo del matrimonio, così può farlo in relazione alla paternità. Perché non devi più crederci ?

    Se hai sofferto perché tuo marito non era pronto per avere un figlio dovresti essere felice nel sapere che lui comunque è pronto a cambiare idea. Anche se solo fosse (ma non è così) per non perderti. Quale miglior dichiarazione d’Amore ? Al riguardo non so se ti è capitato di vedere il film “Immaturi”. Tra gli interpreti di quel film c’è Raoul Bova che interpreta la parte di un uomo che alla soglia dei 40 anni non si sente pronto per avere un figlio. E alla compagna, incinta, casualmente, fa capire con chiarezza di non volere questo figlio, proprio perché non era in programma. Lei lo caccia di casa quando alla notizia della gravidanza lui va letteralmente nel panico. Dopo un periodo di separazione lui riflette e poi si pone delle domande. Una delle quali: “è giusto fare un figlio solo perché si ama la propria donna ?” E lui si risponde: “Si, se questa donna è colei con la quale vuoi passare il resto della vita”. La dice lunga questa risposta Chiara. E’ un film si, ma rispecchia la realtà dei fatti.
    Quindi Chiara, mi trovi d’accordo totalmente sulla questione “crisi esistenziale”. Ma è troppo facile in un momento del genere andare ad appoggiarsi a qualcun altro. Come dici…

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