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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1426
    Fuori dal Coro -

    …faccio a non provare rabbia. Ci riesco per poco. Poi torna l’Amore, il sentimento vero. Quello che secondo me non finisce. Io non vi conosco ragazze ma credo che in fondo al vostro cuore, nonostante tutto quello che vi è successo, il posto per i vostri compagni c’è sempre. Sbaglio Aleba, sbaglio Luna ?
    Io non credo. Sotto la vostra rabbia, sotto la vostra delusione se spazzolate bene la brace c’è ancora.
    Un bacione.

  • 1427
    Fabrizio -

    Ciao a tutti
    E’ da un po’ che vi leggo. Luna e Aleba, siete splendide per come seguite e come analizzate questa vicenda. Ho letto le vostre storie: assurde così come assurda mi sembra quella di Fuori dal Coro.
    Non sei solo Fuori dal Coro, anche io come te sono stato lasciato, almeno ufficialmente, per i tuoi stessi motivi. Non volevo un figlio e come tua moglie anche la mia lo sapeva. Poi anche a lei il desiderio di maternità, la sua richiesta alla quale non mi sentivo pronto un po’ per le tue stesse ragioni. Ma come per te la vita andava avanti regolarmente. Sto come te da diversi anni anch’io perchè come te a mia moglie volevo bene veramente. Di quel bene che descrivi tu che poi è amore.
    Poi di punto in bianco mi lascia, senza un’avvisaglia, senza una discussione, senza spiegazioni. Mi ha soltanto detto che l’avevo ferita in tutti questi anni negandole un figlio. Si è trasformata, mi ha rinfacciato anche lei ogni minima cosa. Ed io come te in ogni cosa che mi diceva ricevevo un pugno nello stomaco. Si perchè non si può vivere per anni con una persona vedendo che tutto va a gonfie vele e poi ti viene rinfacciata ogni cosa, ogni cosa che prima non era un problema, ogni cosa che prima andava bene. No così si uccidono le persone. Mi rendo conto di come stai perchè anch’io sto come te. E’ facile dire reagisci. Ma come si fa a reagire di fronte a cose come queste ? Contro chi combatti ? Ti rendi conto che non puoi più credere a nulla. Soprattutto leggendo storie come la tua che somiglia molto alla mia. Allora ti convinci ancora di più che è così che va il mondo. Pieno di falsità anche da parte di chi ti sta più vicino. Ciò in cui credi viene spazzato via in un attimo. Tanti anni di vita insieme spazzati via come un uragano. E poi la colpa è solo tua perchè come a te, anche a me hanno detto che negare la maternità ad una donna è peggio di un tradimento. Ma io non credevo di commettere un simile scempio perchè se mia moglie mi avesse detto a chiare lettere che il suo obiettivo primario era la formazione di una famiglia avremmo affrontato l’argomento in maniera diversa. Tante cose si possono non desiderare o non volere per tanti motivi. Un figlio come hai sostenuto completa la coppia ma può anche allontanare. E non è vero che un figlio deve essere per forza desiderato e con la stessa intensità da entrambi. Quanti figli sono nati senza essere programmati o per una pillola che non ha funzionato o per un preservativo rotto o semplicemente perchè si stava facendo l’amore ed è andata così ? E nonostante tutto coloro i quali sono diventati genitori in questo modo hanno espletato la loro funzione genitoriale così come doveva essere fatta…con tanto amore. Così come invece ci sono stati figli nati da coppie che li desideravano e che alla fine sono risultati figli di nessuno perchè trascurati da una o entrambe le parti. E allora io e te che pur avendo un’idea diversa, abbiamo capito, abbiamo riflettuto, abbiamo pensato che probabilmente non era giusto….

  • 1428
    Fabrizio -

    …dedicarsi solo alla coppia. Noi che alla fine abbiamo capito veramente l’importanza di una famiglia e abbiamo rivisto le nostre posizioni. Perchè noi siamo stati scaricati quasi fossimo rifiuti dell’umanità, gente egoista che pensa solo a se stessa ?
    A noi che abbiamo pensato qualcosa di diverso non è concesso di riscrivere la storia. Abbiamo pensato male ? Paghiamo ! E a caro prezzo.
    Spesso intervengo su altre storie qui nel forum dove vengono descritte storie d’amore in cui emergono situazioni più o meno gravi Vengono perdonati tradimenti, ci sono persone che sfasciano famiglie con figli. Tutto è lecito, tutto è perdonabile. Noi no abbiamo commesso qualcosa di infamante.
    Ti sono vicino e ti comprendo. E complimenti di nuovo a Luna e Aleba, siete splendide.

  • 1429
    Fuori dal Coro -

    Ciao Fabrizio
    Non so cosa dirti. Sono veramente colpito dalle affinità tra la mia e la tua storia. Mi dispiace per come ti senti anche se mi solleva un po’ sapere che non sono l’unico che ha avuto un simile comportamento e un conseguente trattamento.
    Mi pare di aver capito che hai letto diversi post. Per cui non sto qui a ripeterti tante cose. Credo tu le conosca. Da quanto tempo ti sei separato ? Mi pare di capire che non è una cosa recente.
    Non so tu ma io ho perso la cognizione del vivere, perchè la separazione ed il modo in cui è avvenuta ha distrutto ciò in cui credevo. Nella vita tutti possiamo sbagliare ed inoltre esistono sbagli e sbagli. Nè io nè te credo abbiano mai tradito la fiducia di nostra moglie eppure ci ritroviamo a pagare un conto salatissimo per aver espresso una nostra idea seppur non condivisibile ai più.
    Purtroppo a me personalmente mia moglie manca tantissimo. Hai voglia a dire che morto un papa se ne fa un altro, per me non è così. Se ami ami e il sorriso di una persona che ami davvero te lo ritrovi sempre stampato davanti nonostante ti abbia fatto del male.
    Scusa una domanda ma…sei sicuro che tua moglie non abbia un altro ? Perchè alla fine la mia ce l’aveva e il mio forte dubbio sta nel fatto di sapere cosa sia successo realmente nella sua testa. Se è stato il problema del figlio ad allontanarla da me e a spingerla nelle braccia di un altro o se, come tante, si è solo innamorata di un altro. Non che una cosa sia migliore dell’altra.
    Una domanda che in molti fanno a me: ma tua moglie ha mai manifestato malesseri, stanchezza, nervosismo o quant’altro ?
    La mia no. Io non me ne sono accorto. Ma lei mi ha accusato del fatto di non averla considerata.
    Mi farebbe piacere continuare il discorso con te.
    Ciao

  • 1430
    LUNA -

    ciao Fabrizio, benvenuto, anche se ovviamente mi dispiace per la ragione che ti ha condotto qui. Senti, io credo che la frase ‘negare la maternità a una donna è peggio di un tradimento’ voglia dire apparentemente ‘tutto’ e niente. E te lo dice una donna. Che però non vede l’uomo unicamente come un dispensatore di un diritto femminile nè pensa che la questione sia tanto ovvia che lui per forza deve dire di sì e per forza dire di sì farà di lui un padre modello e consapevole nè per forza l’incertezza di lui è una prova di disamore o un torto fatto per mancanza di sensibilità. Avendo parlato con donne nel corso della mia vita poi so che anche loro fanno un loro percorso individuale rispetto alla maternità o meno, sentono quando o non sentono ancora quando, e di per sè volere un figlio non è prova nè di maturità, nè di altruismo, nè di apertura mentale, nè di maggiore sensibilità verso il figlio, il partner o i compagni di classe del figlio o i poveri. Perché dico questo? Perché anche la donna che vuole un figlio, a cui viene detto di sì, forse o no, che diventa madre una o cinque volte può essere egoista, sbagliare modo di porsi, avere un carattere drek, gestire male le situazioni di coppia quanto un uomo, avere le sue paranoie, insicurezze etc etc. E’ vero che gli uomini hanno grosse difficoltà a poter capire cosa significhi una gravidanza e anche il rapporto simbiotico necessario tra un neonato e la madre, è vero che ci son padri più presenti e empatici e sensibili e partecipanti di altri. Con più senso di responsabilità o meno. Però comunque oltre a fisiologia, ormoni, istinto oltre alle categorie madre/padre donna/uomo esistono gli individui. Allora è comunque l’individuo tua moglie che ha vissuto il vostro rapporto, la questione, come ha posto la questione con te, perché l’ha posta in un certo modo o in un altro a modo suo con sè e con te. O fdc. Con ciò non voglio dire che non possa essersi sentita frustrata e non so come abbiate realmente entrambi gestito e vissuto la cosa. Ma quando diciamo che l’altro non è in ascolto su noi noi siamo in ascolto dell’altro? Non sempre avviene e può succedere

  • 1431
    LUNA -

    con chiunque, amico, madre, padre, compagno, moglie, fratelli. E su qualsiasi questione. Ognuno di noi è un mondo, peraltro non statico. Ognuno di noi può trovare tollerabile o intollerabile ciò che viceversa non lo sarebbe per un altro, anche a seconda del suo sentire contingente, per il significato che dà a ciò che gli accade intorno. Ciò non vuol dire che siamo in balìa, ma che cmq non dipende solo da te o fdc come hanno reagito le mogli. Forse mi è troppo difficile spiegare questo concetto, purtroppo. – FDC, alcuni si fanno le paranoie per farsele, di default, ma non vedo nulla di eccezionale nel fatto che due che in un tempo sentono di stare bene insieme non se ne facciano e che invece quando uno va in crisi o entrambi si guardino le cose nei termini che dici. La tua visione di 40-50anni fa è edulcorata. A parte che la gente può anche brontolare ma amarsi molto e stare bene insieme, i problemi c’erano o non c’erano anche una volta. A parte che la psicanalisi non è nata dieci anni fa, gli dei dell’olimpo riflettevano anche gli umani casini. Lungo discorso, sociologico. Potremmo anche farlo, ma la verità è che stai male per la TUA storia, e peraltro ti capisco. FDC, ‘morto un papa se ne fa un altro’ tipo ‘chiodo schiaccia chiodo’ è ovvio che ti pare na strun..zata. Pare presupporre che neanche rielabori la fine di una lunga ma soprattutto importante relazione e l’indomani trovi una sostituta. C’è gente che ci prova pure con ovvia frustrazione o per terrore del vuoto o chi inciampa davvero sul grande amore a breve distanza anche se non lo cerca. Normalmente le persone accusano il colpo, si sentono in centrifuga, rielaborano, ritrovano se stesse e poi si riaprono. Anche perché col tempo acquistano più obiettività anche sui poli negativi rispetto a chi gli ha tirato un megapacco o li ha trattati da estranei oltre a sbagliare a sua volta. FDC, io non ho bisogno di spazzolare per sapere che la persona con cui ero quasi 20anni è stata importante e perché, nè per sapere cosa mi piaceva di lui e di noi. Io non ho una rabbia e o una delusione che negano ciò che di positivo ho vissuto, sentito o pensato. Ma non son rimasta inkaz o delusa per delle mie prese di posizione e non è suo cugino che mi ha deluso, trattata in un certo modo o incasinato pesantemente l’emotività e la vita, è lui. Di lui stimo una serie di caratteristiche e non le nego, e comunque entrambi potevamo fare meglio, ma avevamo un grande amore, per quel che ne so, una vita serena anche costruita insieme, 10anni erano volati, ci capivamo con lo sguardo a cento metri in mezzo a una folla e quando lui ‘ha dato di matto’ stavamo iniziando un periodo ancora più sereno della nostra vita, come coppia e quindi anche come individui. Poiché per me i sentimenti e la serenità sono un valore ed eravamo due ‘privilegiati’ in tal senso ed è lui che ha iniziato a fare casini, e poiché comunque è stato un ‘privilegiato’ perché io so di avere avuto molta pazienza e disponibilità (e non affrontando le cose dando per scontato o pensando che doveva leggere nella mente) io non son delusa perché è finita (quello è stato un dolore viscerale) ma dal modo in cui lui si è rapportato con me, noi due, una relazione di tale portata e l’esistenza, almeno per ciò che concerne ciò che riguardava noi e anche me con conseguenze che hanno investito la mia vita. Potrei parlare di stima. Ma non riguardo un episodio o una questione, se pure importante, un sì o un no. Nè una serie di banalità che si accumulano. Ma stiamo parlando di adulti. Gli adulti anche sbagliano, possono non capirsi, vivere una crisi personale e di coppia. Ma c’è un limite. Un limite è che da adulto devi sapere che separazione, divorzio, mettere su un’altra casa, son cose ‘estreme’ e che creare disagi ulteriori a una famiglia che sta attraversando lutti, problemi di salute, una famiglia che è stata cmq in parte anche la tua, invece semmai di portare convergenza di energie e collaborazione emotiva una differenza la fa. Ragioni per essere incaz o delusi possiamo trovarle anche entrambi, ma io stavo dando valore ai sentimenti, a lui, noi, alla serenità, alla costruzione come te quando tua moglie è scappata. E io so che come te per anni ho dimostrato di dare valore anche se mi aveva tolto la nostra serenità e anche se invece di poter pensare alla nostra casa, e essere in generale più tranquilla, relax e felice e quindi investire meglio le mie energie anche nello studio, lavoro ne ho invece dovute disperdere a vagonate.

  • 1432
    Fabrizio -

    Ciao Luna
    Mi è piaciuta la tua analisi. A parte il fatto che ne avevo lette qui.
    Mi pare tu abbia meno di 40 anni, io ne ho un po’ di più, 48 compiuti da un po’. Vorrei farti una domanda. Sapere come ti senti ora dopo la fine della tua relazione. No perchè io è da un po’ che mi sono separato, già due anni. Ma onestamente non riesco a fare nulla. Credo di sentirmi un po’ in simbiosi con fdc. Sarà depressione ? Non lo so. Pure io mi trovo in sintonia con fdc quando dice che forse depressione non è ma solo essere “morti dentro”.
    Nonostante non riesca a perdonare a mia moglie il fatto di essere scappata mi rendo conto di aver agito con immaturità riguardo alla questione relativa al figlio. Mi sono sentito un po’ una specie di peter pan, un uom che non voleva crescere, almeno su certi aspetti.
    Io ho un gra vuoto dentro, un non più voglia di fare le cose. La mancanza di un punto di riferimento. Un punto di riferimento che non è facile da ritrovare in un’altra persona.
    Non so se per te è lo stesso. E’ unconfronto che ti chiedo.
    Ciao

  • 1433
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna, Ciao Fabrizio
    Fabrizio, anche io mi sento un po’ in simbiosi con te. Perchè anch’io sto come te. Ho perso l’interesse per tutto. Credo che quando per anni si costruisce un amore e a questo amore ci si lega sia davvero difficile ricominciare.
    Un affetto un amore non lo ritrovi dietro l’angolo, soprattutto quando hai amato davvero. Io personalmente mi sento spaesato. Mi manca mia moglie e la vita che facevo con lei. E onestamente non è facile trovare una persona che colmi il suo vuoto. Anche se la vorrei. Per molti è facile. Ti dicono: rifatti una vita. Quasi fosse una formula matematica. Quasi come fosse uno schioccar di dita. Ho provato ad uscire a conoscere gente ma mi fa l’effetto contrario, mi infastidisce perchè vedo che non è la stessa cosa e paradossalmente mi fa mancare ancora di più quello che avevo prima.
    Io non so dove hai sbagliato tu Fabrizio, non conosco a fondo la tua vicenda. Certo è che abbiamo commesso un errore a non creare una famiglia a prescindere di come sarebbe andata. Come dice Luna non c’è una regola nel fare figli o meno. Però la vita va in un certo modo. E noi possiamo modificarla fino ad un certo punto altrimenti ne paghiamo le conseguenze. Certo con i figli avremmo avuto i nostri bei problemi. Proprio ieri sentivo un io amico che mi stava facendo accapponare la pelle dalle preoccupazioni che mi raccontava, da ciò che gli combinava il figlio. Purtroppo viviamo in un epoca dove tutto è amplificato. Hai voglia che parliamo ma i nostri genitori, i nostri nonni non è che si preoccupassero granchè quando pensavano di fare figli. Non è che si ponessero tutti i problemi che ci poniamo noi. Se pensiamo ai nostri bisnonni….facevano i figli in quanto…forza lavoro. Noi invece ci preoccupiamo se a 40 anni staranno ancora senza lavoro. Dovremmo intavolare un altro discorso e affrontare quello relativo ai giorni nostri. Certo è che la nostra epoca non aiuta i valori, anzi tende a distruggerli in nome del progresso (????!!!!)
    Ciao

  • 1434
    Aleba -

    LUNA: ma dal modo in cui lui si è rapportato con me, noi due, una relazione di tale portata e l’esistenza, almeno per ciò che concerne ciò che riguardava noi e anche me con conseguenze che hanno investito la mia vita. LUNA, riscontro sempre similitudini che mi colpiscono tra la tua storia e la mia.
    FDC: “Sotto la vostra rabbia, sotto la vostra delusione se spazzolate bene la brace c’è ancora” Secondo te perchè sono qui ancora a scrivere? perchè ogni giorno ci sono pensieri dentro la mia testa che sono rivolti al mio ex? Quando penso a lui penso anche “gli voglio bene” Lui è l’uomo che ho accolto globalmente, l’uomo con il quale sono diventata donna, l’uomo che ho amato nei suoi momenti peggiori, nella disperazione e nella gioia. Io ero sempre lì. Ciò che mi fa più male è che lui lo nega, lo nega perchè se ammettesse non avrebbe alcun motivo per odiarmi e dovrebbe riconoscere di essersi comportato da mostro con me approfittando del fatto che io c’ero. Lui aveva bisogno di un aiuto competente terapeutico, ma ho dovuto ricorrerci io per capire che decidere di salvare me stessa non voleva dire non amarlo. Salvando me stessa ho salvato mia figlia…i bambini non devono crescere nella bambagia ma neppure pensando che la vita di coppia sia un dramma quotidiano. La vita di coppia è fatta di condivisione serena, di confronti anche accesi ma sempre rispettosi della dignità, il bene non si compra e non si vende, il bene si coltiva, si nutre con la cura. Ma se non è reciproco? Allora ti svuoti come un oleodotto pieno di falle. Chiedi tempo e risorse per riparare i danni ma ti vengono negati, viene negata addirittura la presenza delle falle e viene fortemente contestata la carenza di afflusso. OK ho detto basta, è tutto scritto nero su bianco ed è incontestabile, neppure il tempo potrà cancellarne la memoria…perchè è scritto.
    Fabrizio, ciao. Hai fatto bene ad intervenire. Raccontarsi fa bene, aiuta sempre ad alleggire i propri pesi e anche quelli di chi ascolta. Mi colpisce nella tua storia, come in quella di FDC, che prima della fuga delle vostre mogli non ci siano state discussioni serie…è mancato il confronto cuore a cuore. Le vostre mogli vi hanno informato, semplicemente informato di una decisione che hanno maturato da sole in base a stati d’animo e bisogni che non hanno mai manifestato o che non hanno manifestato con decisione sottolineandone l’importanza per loro stesse e per la coppia.Hai ragione Fabrizio,i figli dovrebbero arrivare naturalmente ed essere accolti con amore ogni volta.Ma oggi la società esige che sia tutto programmato e si programmano pure i figli.Ogni individuo se programmare o se accettare ciò che viene.C’è una coppia in paese che hanno 11 figli.Tutti arrivati quando lo ha deciso madre natura.Ma che sia programmato o per volontà di madre natura, si parla della questione figlio e se ne parla seriamente.Pur volendo figli,non tutte le donne sono disposte a farne 11,MA non possono decidere unilateralmente di prendere la pillola.

  • 1435
    Aleba -

    Voglio dire che comunque avere figli o meno è un argomento che richiede il massimo approfondimento nella coppia. Un figlio oggigiorno può capitare solo tra adolescenti poco informati (se ce ne sono ancora) ma tra adulti il problema ormai è “cercare” la gravidanza dopo che si è aspettato per anni il “momento giusto” per la coppia. Allora si va dagli specialisti perchè la fertilità è diminuita. Quindi è evidente che se non se ne parla non si può capire quale sia il momento giusto. Voi, FDC e Fabrizio, vi siete sposati dicendo chiaramente “io non voglio figli”…avete commesso l’errore di pensare che la vita è uno status quo permanente, mentre la realtà è che la vita è un cammino e che tutto è in costante evoluzione. Ce lo insegna la natura, anche le montagne cambiano morfologia. Le vostre mogli hanno commesso l’errore di pensare che “non fare figli” poteva andargli bene per sempre questa è una scelta che va contro natura per una donna. Poi hanno sbagliato ulteriormente non manifestando il desiderio di maternità.
    Io ho discusso fino allo stremo con il mio ex per cercare di convincerlo a prendere un cane. Lui ha persino tolto il cancello perchè io non potessi portare a casa un cane contro la sua volontà. Ho discusso per giorni pregandolo di non abbattere i ciliegi trentennali di mio suocero, lui li ha tolti lo stesso e ne ha fatto legna da ardere perchè voleva solo prato nel suo giardino. Io ero pronta da tempo per avere dei figli, lui aveva sempre dei motivi contro e voi che avete letto la mia storia, ben sapete che non voleva figlio perchè temeva di perdere il suo patrimonio e lo ha dimostrato ampliamente. Però non è che io non ne parlassi, anzi. L’unico modo in cui poteva farmi chiudere nel silenzio era quello di aggredirmi. Ma tu butti tutto alle ortiche dopo che ci hai messo l’anima ? SI AVREI DOVUTO. Eppure quando ci sei dentro aspetti ancora un giorno, una settimana, un mese e i mesi diventano anni e intanto aumenta il passato e si accorcia il futuro. Questo non capisco delle vostre mogli, non hanno lottato. Se è vero quello che dite che MAI vi hanno messo con le spalle al muro, allora penso che non avessero un’idea chiara su ciò che vuol dire famiglia. Hanno pensato al frugoletto da tenere in braccio e sfoggiare con i vestitini carini..perdonatemi se vi sembro cruda, ma ne conosco di donne così. Non dico che non avrebbero amato e accudito, ma cribbio! Per questo non capisco il fatto che voi quasi “veneriate” le vostre mogli. . . mentre io che ho messo sempre le carte in tavola, io che ho dato tutto a livello emotivo, temporale, ed economico, che sono rimasta sempre anche quando mi prendeva a calci il cuore . . io che ho dovuto stravolgere tutto per capire cosa fosse rimasto di Aleba, io che ho rinnegato i miei sentimenti verso di lui per trovare il CORAGGIO DI CHIUDERE…perchè io non ho avuto neppure quella goccia di amore che mi serviva per dissetarmi, per credere che c’era qualcosa oltre il deserto in quell’uomo?? mah. loro sono dee!

  • 1436
    Fuori dal Coro -

    Ciao Aleba
    Sai cosa mi colpisce e in un certo senso mi fa rabbia ? Il fatto che tu dopo tutto quello che hai subito provi ancora del bene (io direi qualcosa di più per tuo marito) quando invece io sono stato definitivamente cancellato dalla mente e dal cuore di per me era la persona più importante della mia vita.
    E tutto questo per aver avuto un’idea, solo un’idea seppur sbagliata sul discorso figlio. Per non essermela sentita di formare una famiglia. Per aver avuto delle paure, legittime o meno, sulla messa al mondo di un essere umano.
    Ripeto ancora Aleba, mia moglie mi ha chiesto più volte un figlio ma…io ho fatto muro. Ho messo al primo posto la nostra vita di coppia non pensando, assolutamente non pensando che il mio rifiuto significava allontanameneto da parte sua.
    Forse hai ragione, mia moglie non ha lottato. O forse ha lottato a modo suo fino a che ha trovato qualcun altro che forse la renderà felice.
    Non conosco la moglie di Fabrizio, non so se sia una dea. Nemmeno la mia lo è. Ma credo sia stata una brava moglie, almeno fino a quando è stata con me. Poi mi ha vomitato addosso di tutto. Cose che non credo avrei meritato. Ho fatto un errore e mi sono pentito più volte. Lei invece mi ha trattato come se fossi stato un delinquente.
    Purtroppo non sto nella sua testa. Forse non ci sono mai stato, altrimenti non sarebbe finita così. Mi spiace tutto questo e cis to male. Mi chiedo solo se è davvero giusto soffrire così quando al mondo c’è gente che va avanti tranquillamente avendo commesso un mare di errori e andando avanti con falsità.
    Ciao

  • 1437
    Aleba -

    Qualsiasi cosa io provi per il mio ex ormai non ha più senso.
    Per capire dovrebbe subire qualcosa del tipo “folgorazione sulla via di Damasco”. Le prese di coscienza sono troppo difficili e le persone, alcune persone, per orgoglio respingono i doni più belli.

  • 1438
    Fuori dal Coro -

    Cara Aleba, ennesima dimostrazione che se il tuo ex fosse “folgorato a Damasco” lo riabbracceresti.
    Sei un esempio di Amore, quello Vero, quello che oggi è come un ago in un pagliaio.
    Invidio il tuo ex.
    Ciao

  • 1439
    LUNA -

    ciao, FABRIZIO, passo più tardi per rispondere meglio al tuo post. Avrei una domanda da fare ad entrambi: le vostre mogli vi hanno mai detto di portare questo problema, quello della diversa opinione sul figlio, o cmq quello di una crisi da un terapeuta? Singolarmente o in coppia. A FDC vorrei dire: non ricordo ora la tua frase esatta, ma quando dici ‘non ci si può opporre al divenire delle cose’ in sostanza dai per scontato che il divenire fosse uno, a parte per schema (le coppie fanno figli. Ma anche ‘le coppie fanno figli quando lo vuole lei, che sia dopo 5-10-15 anni e lui in quel preciso istante dovrebbe dire sì). Ma rifiuti l’idea che il divenire si fa in due. Che il modo in cui una persona si pone/pone la questione (nel tuo caso dici, di lei, poco chiaramente) e come reagisce all’altro anche fa parte di quel divenire. Il fatto che tua moglie non abbia posto con maggiore evidenza (a tuo dire) la priorità della questione e il fatto che non abbia palesato che la coppia era a rischio, il fatto che abbia spostato una questione così importante (tanto da mettere in dubbio l’unione e chiuderla) fuori dalla coppia invece che usare le sue energie all’interno, che non abbia accolto i tuoi dubbi per ciò che erano anche considerando altre ipotesi più costruttive, per voi come coppia, di fronte ad un momento di non totale andare in parallelo, il fatto che si sia arresa durante una crisi che riguardava un aspetto che coinvolgeva entrambi invece di lavorare insieme sul problema, secondo te fanno poco parte di quel ‘corso delle cose’? Secondo te questa teorica linea retta che porterebbe da voglio un figlio a lo abbiamo è stata zigzagante e si è persa verso un altro punto solo per opera tua? E parlando di ‘corso delle cose’ al di là che questo corso non ti piace e ti fa soffrire come fai a sapere con certezza che il corso delle cose, a cui non si può opporsi, fosse la separazione? Cosa che non ti piacerà. Ma come coppia siete arrivati da un avvocato e non avete superato un momento che aveva molte altre versioni.

  • 1440
    Myskyn -

    Ciao a tutti,

    Conosco molto bene il sentirsi “morti dentro” che porta la fine di una relazione, di un matrimonio ; verissimo da fuori ci viene detto reagisci e ci sembra il classico facile e sommario consiglio fatto di chi non e’ dentro la situazione.. Per di piu’ se anche ci si impone di guardare avanti, ogni piccolo micro momento positivo, ogni lieve sorriso arriva con l’amarissimo retrogusto del senso di colpa, si perche’ ci si rende conto che l’altra persona non e’ piu con noi a condividerlo, e tutto riemerge e riaffiora con piu forza.

    Secondo me il tutto e‘ legato al fatto che pur avendo analizzato fino all’inverosimile quanto successo, di fondo resta il non aver accettato il presente.

    Legare tutto alla mancata scelta di fare un figlio, duplicando l’immagine di Vostra moglie con un prima fatto di anni felici e meravigliosi ed un dopo in cui si e’ trasformata in un persecutore che non lascia spazio al perdono / al dare un’altra possibilita resta, secondo me, una falsa chiave di lettura.

    In realta Vi e’ solo una persona(prima e dopo), una persona che aveva anche negli anni piu’ felici, quella fragilita o limiti che sono emersi nel momento di difficolta legato alle diverse visioni di una scelta di coppia importante.
    E forse ancora piu’ importante vi erano dei limiti latenti (e quindi gia presenti) nella comunicazione a due , che sono emersi solo quando e’ arrivato un ostacolo piu’ grande dei precedenti.

    Dare tutta la colpa al non figlio, pur avendo un prezzo da pagare altissimo rende possibile non scoperchiare il vaso di pandora.

    Ma se non si accetta il presente (con i i vostri cammini che si sono divisi) ci si infligge un doppio torto : si nega il futuro ( (il non vivere dell’impossibilita di riavere un quotidiano a due) ma allo stesso tempo si svuota di significato anche il passato.

    Si resta cosi, convinti di aver vissuto per anni un’illusione, e una volta risvegliati di avere di fronte a se un grigio domani vuoto ed incolore.

    Ritengo che,accettare che per quanto importante e fondamentale una relazione possa finire(a volte anche subendone unilaterlamente la fine) ci dia la possibilita di fare propri sia il dolore sia i momenti felici e importanti passati.

  • 1441
    Aleba -

    Myskyn: Dare tutta la colpa al non figlio, pur avendo un prezzo da pagare altissimo rende possibile non scoperchiare il vaso di pandora. Condivido pienamente, sottoscrivo.

    FDC, gli ho dato tante opportunità che poche donne avrebbero concesso. Per me l’importante era la nostra famiglia, costruirla, nutrirla, proteggerla. Per lui l’importante era vendicarsi del mondo intero e sbattere in faccia a tutti quelli che da piccolo lo avevano considerato un fallito, il suo bel patrimonio nuovo di zecca.
    Non mi va di pensarci oggi.

    Condivido con Myskyn, andare avanti non significa morto un papa se ne fa un altro…anzi può darsi pure che non ci saranno più papi l’importante è non mettersi gli occhiali rosa per guardare il passato.
    Bacioni a voi

  • 1442
    LUNA -

    myskyn, ciao, quoto il tuo post. Il punto è anche si tende a interpretare la frase ‘rifatti una vita’ come ‘rifatti una coppia’. In realtà anche se alcuni la dicono davvero così il senso è un altro e più ampio secondo me. E puoi pensare alla coppia quando ti sei ‘riaccolto’ tu. Quando ti sei messo nell’ordine d’idee che non guarirai in un giorno dal male d’amore, ma che indugiare nel passato, in parte anche rifiutandoti di guardare avanti, non farà tornare il passato. Tra l’altro sarà banale ma bisognerebbe amarsi almeno quanto amiamo un’altra persona. E amare più di noi stessi chi manco ci ama diventa un’idiozia. Ciò non significa che non si soffra, perché si soffre e ci vuole tempo. E stare male perché qualcuno a cui abbiamo voluto bene e in cui avevamo fiducia ci ha lasciato, non ci ama, ci tratta male è umano e ci sta. Ma diverso è investire noi stessi, quei noi stessi feriti, abbandonati e vilipesi pure nell’idolatrare, adorare chi se ne frega, anche di come stiamo. Si può voler bene dopo che è finita, e il vero amore conserva il senso del bene. Ma anche il bene è reciproco. Si coltiva. Qualsiasi tipo di rapporto. Di civiltà o estraneità. FDC, tu vuoi che ALEBA ti dica che se lo riprenderebbe per pensare se lei riprenderebbe te e per darti una ragione per non mettere in conto di tornare a vivere? Aleba ha amato moltissimo il suo ex, ma tra dieci anni preferirei saperla serena e felice che in attesa perenne di una folgorazione damascata. E non penserei che ha amato meno e meno veramente perché il seguire il fluire della vita l’ha portata in una direzione, saprebbe lei quale, di serenità e pienezza. Amare è tante cose, ma non è non vivere aspettando la folgorazione di qualcuno che pensa di essere sulla strada giusta dividendo la sua strada da noi, trattandoci male, non coltivando il rapporto. Aveva molto più senso in teoria per come la vedo io l’attesa di un percorso di un uomo che c’era, lì con lei, che la tua di una donna che ha fatto tutto da sola e se n’è andata e ribadendo per anni e dimostrando per anni di non esserci e di fregarsene del rapporto. Avrebbe più senso in teoria perché per lei non lo ha avuto. E alla tua ‘folgorazione’ -che chiamerei percorso

  • 1443
    LUNA -

    ha tirato dritto. Anche perché, forse, era molto più concentrata su sè che su voi e su te per interessarsi realmente a cosa stava succedendo anche prima, non solo durante la folgorazione, e dopo, in te e in voi. Perché vedi, FDC, se desiderassi un figlio da un uomo che amo capire bene, ma veramente bene perché mi dice no per me un’importanza l’avrebbe. E perderei (investirei) il tempo non solo a dirgli alquanto chiaramente perché sì, ma anche a capire perché no. Perché per me non è un assioma che uno o una dice no solo per peter pan o per egoismo. E anche del peter pan si può parlare. Prima di andarsene. E se me ne vado due anni son lunghi per riflettere, e anche il momento in cui le questioni pratiche, case diverse, separazione non capitano a caso, ma le vivi. Smettere di vivere il presente non ti ridarà il passato. E se inconsciamente userai il passato per tentare di proteggerti dalle incognite del futuro la tua stessa vita non ti domanderà il permesso per andare avanti comunque. Anche da sonnambulo. La fine di un amore, di una storia importante è devastante. Ci vuole tempo. Ma quando scrivi quella cosa ad aleba sembri cercare giustificazioni al fatto che pensi che solo pensare di poter tornare a vivere sarebbe sbagliato. Non sei pronto per un’altra storia, stai male, la botta è stata enorme. Ma pensare che il vero amore si rifiuta di vivere e si lascia morire è sbagliato. Comunque ci vorrà tempo. Almeno mettiti dalla tua parte, cazzarola, invece che in quella di lei, voi, cupido. Non è che se lo fai ti verrà una lobotomia. Farai un percorso, il tuo, comunque. Ma rielaborerai. Anche ciò che ora è enfasi estrema, in surplus. Tu non lasci scorrere dentro di te la tua parte che guarisce, mi pare. Già è un casino trovare la fonte. Ma tu manco la cerchi. Perché ti sembra che non sia amare.

  • 1444
    LUNA -

    Io continuo a pensare che non solo si sta con un uomo (o una donna) che non vuole figli e lo afferma da subito perché si pensa che cambierà o non ci si pensa affatto, o per tale amore e abnegazione da sopportare per anni un no sino ad esplodere. Succede, certo, e comunque però si è protagoniste di aver accettato certe condizioni. Ma ci si mette con un uomo che afferma di non volere figli anche perché è l’uomo giusto per quella parte di sè (o la donna) che non ne vuole. Perché tra parlarne con possibilismo o non parlarne affatto o una persona che ti dice non ne voglio una differenza c’è. Come tra uno (o una) che palesa di volere una nidiata di pargoli sin dall’inizio o quando parla anche con altra gente davanti a te. Poi, certo, la vita porta anche a cambiamenti interiori, a maggiori consapevolezze etc etc. E a volte chi pensa di no poi di figli ne fa. Ma ribadisco che non vi hanno scelto a caso così. E credo che ammettere con loro stesse che ha avuto dei vantaggi questa vostra posizione, per anni, o che hanno schivato a loro volta un discorso, indipendentemente perché, sarebbe stato più onesto. Il fatto che il mio lui non fosse uno con la fissa del matrimonio a me è andato strabene. Non son mai stata una frustrata perché non ha chiesto la mia mano. Mai. Secondo me alcune mie amiche, che avrebbero vissuto la cosa ben diversamente, non ci credono, ma è vero. Idem se avesse parlato di pargoli a tutto spiano. E non era perché la convivenza mi pareva più peter pan o meno impegnativa, nè xké io sono erode snaturata. Tornerò su questo punto. Per quanto riguarda gli animali li abbiamo sempre amati entrambi. E pianto insieme qdo è morto il suo cane, nostro, di quando viveva dai suoi. Che avremmo avuto animali lo avevamo sempre detto. E lui sapeva quanto era naturale per me pensare di averne quando avrei vissuto ‘da sola’. Abbiamo salvato cani e tra l’altro lui è pure ‘magico’ nell’interagire con loro. Quando siamo andati a convivere ci son stati i problemi di cui già dissi. Lui ha tirato fuori dei lati appresi da sua madre e scaricato la sua ansia su ordine etc. Quando una notte ho trovato un cane lui ha tirato fuori quel lato lì. Ma l’indomani era con me a cercare i suoi padroni. E, potendo, era già diventato il cane suo. Anni dopo ho desiderato un animale in un momento duro della mia vita, e nostro. Me l’ha negato, impedito tra ansie e ripicca. Il significato era enorme per me. Non riassumo le rocambolesche vicende per cui son riuscita a prendere il mio cucciolo lo stesso. Ero via quando l’ho preso. Io poi però gliel’ho portato. Ed è stato amore tra loro. Non ho mai pensato che odiasse gli animali perché diceva no. E non mi ha neppure detto sì. Certo un figlio è un altra cosa. Non puoi fare un figlio da sola e portarlo a tuo marito. Ma puoi fare varie cose tra cui dire ‘questo penso e sento io, parliamone” e puoi anche dire ‘ti lascio da solo a riflettere, a sentire i tuoi perché’. Credo più a questo che a un ultimatum e un ricatto o una fuga. E’ vero, non sempre siamo in grado di fare la cosa ‘giusta’ o più assertiva che sia. Di errori ne ho fatti anch’io. Ma a me non stupisce che abbiate riflettuto su un tema come questo, rispetto a voi stessi, una volta rimasti soli. Anche se aveste comunque pensato ‘io un figlio non lo voglio’, perché ognuno ha diritto di darsi le sue oneste risposte. Mi stupisce di più che

  • 1445
    LUNA -

    amando voi e la relazione, una relazione importante, che funzionava, e avendo una certa maturità e anche un piano d’ascolto non meramente egocentrico -indipendentemente da chi ha l’utero e da chi mette il seme, perché genitori si è in due, e se voglio un figlio da un uomo perché è lui che amo è diverso da ‘voglio un figlio’. Per me è diverso, almeno! – non abbiano pensato di darvi un segnale chiaro, sì, e uno spazio per riflettere, in voi stessi, come uomini, individui, e identità eventuali di padri – ma PRIMA di chiudere. Se è così grave da pensare di andarmene prima di andarmene piuttosto mi sposto, ma dandoti anche la chance di pensare, riflettere. E non solo sul fatto che rischi di perdere me, ma su te stesso rispetto una questione così importante. Io la vedo così. E non sarebbe un ricatto, un ultimatum. Sarebbe dire la mia verità e permettere a uno di trovare la sua. Perché mi interessa un vero sì, forse, no. Mi interessa prima di chiudere. Mi interessa anche che uno sappia quello che fa quando mi dice un sì come questo. Che non possa mai dirmi, a meno di non pararsi le chiappe, ‘un figlio l’ho fatto per TE, ma non ero convinto’. Per il resto uomini e donne son fatti anche di dubbi e paure. E un figlio non è un astratto, come dice ALEBA. e un uomo che ammette di avere dei timori forse è quello che sarebbe più disponibile a capire i timori tuoi. Diffido dei superuomini e delle wonderwomen. Certo chi vive in dubbio perenne è inaffidabile, ma chi non ne ha nessuno può essere più superficiale che istintivo. Non avete sbagliato solo voi e se dovessi avere un figlio forse mi fiderei più di voi che delle vostre ex mogli. Io vivo tra persone non superuomini e superdonne che sanno cosa dire, e quel che voglio io, in base a un presunto diritto di natura (la natura umana è molto più varia e declinata in varie personalità) e la telepatia. Non sto dicendo che non potrebbe frustrarmi un no

  • 1446
    Fuori dal Coro -

    Ciao a tutti
    Intanto Luna ti rispondo io: no mia moglie non ha mai pensato di portare questi problemi da un terapeuta. Ti ripeto, mia moglie mi ha chiesto un figlio ma di crisi non mi ha mai parlato.
    Si ricordo la mia frase, anche se non era proprio quella. Comunque si, intendevo dire che alla fine se ci si sposa, la logica conseguenza naturale è quella di mettere su famiglia. E sono d’accordo con te sull’analisi che hai fatto su mia moglie. Il fatto che Lei si sia persa non è certo colpa mia.
    Dall’avvocato ci siamo arrivati non per mio volere. Io ho fatto di tutto per evitarlo. Su quello certo io non ho colpa alcuna.
    Ciao Myskin, le tue prime righe rispecchiano abbastanza la situazione in cui mi trovo. Anche se in realtà mi sento molto peggio. Capisco il tuo discorso sul vaso di pandora. Può essere senz’altro così. Magari semplicemente Lei si è innamorata di un altro uomo, lo ha confrontato con me, ha messo insieme il discorso del figlio, ha tirato le somme e ha deciso di chiudere. Può senz’altro essere andata così la cosa.
    Il problema ragazzi, e parlo per me, non so cosa pensi Fabrizio è che per me ormai è finito il tempo per alcune cose. Il figlio non l’ho voluto e ora ne sto pagando le conseguenze a prescindere dalla fine della relazione. Sto pagando le conseguenze e le sto pagando a caro prezzo perché comunque il percorso che avevo fatto su di me a seguito delle richieste di mia moglie aveva dato i suoi frutti. Nel senso che io oggi il figlio lo desidero. Non so Myskin se tu hai figli, non so quanti anni hai. Tu Luna mi pare che hai espresso l’idea che per te il figlio non era una priorità. Ma ora ? Come state messi su questo discorso ? Io purtroppo sto messo male, perché mi rendo conto che ho buttato gli anni migliori della mia vita a pensare e a ripensare su un qualcosa su cui non bisogna pensare troppo. Bisogna agire e basta. Io ci ho rimuginato sopra facendomi mille pippe mentali. E ora mi ritrovo senza un figlio e senza la donna che amavo.
    Ecco pensateci bene. Ogni giorno mi trovo a combattere con questa cosa. A prescindere del fatto se sia vero o no che mia moglie mi abbia lasciato realmente per quel motivo. Anche se ci sono tutte le prerogative perché sia così, anche se c’è stato altro, anche se come dice Luna avrebbe potuto impiegare le sue energie a risolvere i problemi invece che cercare altro. Comunque avevo già 45 anni, un’età già matura per avere un figlio. Cosa dovevo aspettare ? La folgorazione di Damasco sul serio ?
    Qui sta il punto ragazzi. E qui è difficile uscire oltre che dalla mazzata per la fine della storia.
    Un abbraccio

  • 1447
    LUNA -

    FDC, capisco le considerazioni che fai, come ti poni la questione. Però se il tuo percorso è stato di un certo tipo è stato quello che poteva essere. E comunque non avevi neanche accanto una donna che ti ha posto la questione prima e diversamente. Andare a ritroso e dire che erano pippe mentali senza senso… Non ha senso. Hai fatto un percorso che per te ne aveva. Peraltro hai detto che quando c’era l’ipotesi di un figlio anni fa tu eri pronto ad accoglierlo assai più di lei. Io non avrei rinunciato ad un figlio neanche a 19 anni se fosse ‘capitato’ e neanche se avessi dovuto crescerlo da sola. Questo te lo dico perché lo so. Ma non ho cercato un figlio. E non perché pensavo alla carriera o sindrome di peter pan. Anch’io ho fatto un mio percorso. Sarebbe potuto accadere negli anni più vicini? Se fossero stati diversi probabilmente anche sì. Come no. Il mio percorso interiore comunque non è legato all’orologio biologico, a una folgorazione damascata, a minor egoismo, a più pippe mentali prima. Nel frattempo peraltro ho visto anche quanto avere un figlio non sia così facile, ho visto un’amica rischiare di morire di parto, gravidanze difficili, fecondazioni e adozioni intorno a me. Ho visto come amici si son vissuti le cose, più o meno uniti. Il concreto, non l’astratto. Ti ho portato esempi ‘faticosi’, comunque voglio dire che rispetto all’idea più ‘astratta’ di queste cose che puoi avere quando sei più giovane e vedi la gente col passeggino ho avuto anche una visuale più realistica e più dentro le cose. E ciò non è successo solo a me. Per realistica intendo anche in positivo, ma no ‘mulino bianco’ o standard. Anche queste cose mi hanno colpito, e non necessariamente pensando di non fare figli mai o di averne sei per non pentirmene.

  • 1448
    LUNA -

    in realtà il discorso mio è più complesso e insieme più semplice interiormente, perché è ‘de panza’. E’ anche un work in progress, ma va bene così. Perché per me un figlio non è un ‘astratto’, una folle pulsione che ti fa massacrare un marito o avere sempre ragione. Non è un punto di arrivo che dovrebbe dimostrare qualcosa a me di me, o ai parenti o alla società. E lo dico perché per alcune persone è così. Amano i loro figli, ma farli è connesso anche ad altri aspetti, loro. Anche perché tuo figlio lo conosci quando lo vedi, lo senti quando è dentro di te. Ma prima non lo hai fatto nascere perché te lo ha chiesto lui. Quindi è con te che ti stai rapportando. E dov’è scritto che un uomo che scioglie dei suoi dilemmi alla tua età sarà un padre peggiore di uno che fa un figlio a 30anni senza rispondersi? Sai quanti danni nascono dal farsi domande dopo? Domandalo ad una mia amica il cui compagno che pensava di sapere tutto sta scappando da un figlio “reale”. E glielo ha chiesto lui. Perché era ‘l’età giusta’. Non lo sai se non sarai mai padre. Oggi non lo sei. Per tre anni hai detto di sì ad una donna che si metteva le mani sulle orecchie. Col tempo potresti leggere la cosa diversamente da come fai ora. E a differenza di te anche se per certi versi posso pensare che io e lui, raccogliendo con spontaneità sinergici frutti di percorso di figli potremmo averne anche tre, penso c’è una ragione se così non è e essere separata senza figli non mi sembra peggio. E non per mere egoistiche ragioni. Non so se avrò mai figli, oggi 24 ottobre non lo so. Proprio perché un figlio per me non è un astratto o un mero compendio alla MIA identità. Discorso mio, in realtà molto più naturale e aperto. Anche all’adozione, per dire. Cmq FDC le pippe, forse, semmai te le fai ora. Hai questo frutto di percorso sbocciato dentro te? Ok, ne hai preso atto. A lei lo hai detto. E il troppo tardi chi lo ha stabilito? Ma secondo quali reali suoi perché? Hai tutta la “severità” e il suo giudizio e l’atteggiamento punitivo di lei riguardo un tuo percorso addosso, anche per gli egoismi suoi e scelte sue, anche per pippe mentali sue a josa. Se te li scrolli di dosso forse sarai anche aperto ad un senso più ampio del tuo cammino che ora non vedi. Avevi 45 anni, ne hai 3 di più, no 30 in più.

  • 1449
    Aleba -

    FDC: “Ogni giorno mi trovo a combattere con questa cosa”. Ti capisco!! Ma questo combattimento è praticamente insensato perchè è impossibile modificare gli eventi passati.. Ci sarà sempre una parte di te che si rammarica per certe scelte, che si arrabbia per le scelte di lei, ma farlo quotidianamente vuol dire rinunciare a vivere. Attento FDC, sei tu in questo momento che scegli di rinunciare, non è la vita che ti scivola via. Un giorno in sala d’attesa dal medico ho trovato una coppia. 83 anni lui, 65 lei. Mi sono ritrovata a parlare con quest’uomo che, dallo spirito che aveva gli avresti dato al massimo 60 anni. Lui mi disse: “ho trovato la donna della mia vita, l’amore vero 30 anni fa (quindi aveva 53), mi sono separato a 40 in mezzo a drammi di vario tipo che mi hanno insegnato che nella vita ci sono momenti in cui bisogna salvare il salvabile.” io gli ho chiesto cosa volesse dire e lui ha detto “come quando ti va a fuoco la casa, non stai a pensare ai ricordi, ai cimeli a quello che avresti dovuto fare, a quello che hai sbagliato…salvi quello che più conta che è sempre e solo la vita tua e delle persone che ami. Salvare il salvabile significa accettare che quando un evento drammatico ti sconvolge la vita e mette una croce su tutti i tuoi piani e sulle tue convinzioni, allora devi riconsiderare e capire che la vita è adesso, non ieri non domani. ieri è bruciato tutto, domani è ancora da scrivere .. oggi non lascerò che i drammi passati avviliscano la vita. Questo vuol dire”. La donna era malata, un tumore della pelle che stavano cercando di curare. Lei era molto più giovane, ma sembrava molto stanca.. e dovevi vedere quanta fiducia le dava il marito. AMORE

  • 1450
    Myskyn -

    Ciao a tutti,

    Fdc piccolo inciso rispetto a quanto mi hai chiesto, io sono vicino ai 40 anni e non ho figli, quindi rispetto alla tua implicita domanada, Si anagraficamente si puo dire che io abbia piu’ possibilita ma non credo sia questo il punto, e non lo dico per superficialita o boria(tra l’altro eta esclusa sono molti i punti in comune con la mia storia) ma perche credo fortamente non sia questo il centro.

    Anch’io capisco bene le considerazioni che fai,ma Il punto e’ che 30 ,40 ,50 o 60 anni non fanno alcuna differenza se (cito Aleba )scegli di rinunciare a vivere : ” sei tu in questo momento che scegli di rinunciare, non è la vita che ti scivola via”

    Vedi Fdc gira e rigira, al di la dei mille perche’, al di la dei mille se solo avessi detto, se solo avessi fatto… devi accettare quando successo, la separazione c’e’ stata.Tu stai rinunciando a vivere : nel tuo quotidiano di oggi, tu resti li, rivivendo all’infinito il passato, rigettando il presente (non puo’ essere vero : non a me, non a noi, non dopo tutti quegli anni cosi meravigliosi e felici) e proiettando un unico possibile futuro : una riconciliazione in cui ripartiresti come se nulla fosse successo.

    E la disperazione di non poter ristabilire il passato cosi com’era, cancella qualsiasi altra considerazione, qualsiasi altro dolore.
    Sai Fdc, ieri rileggievo i post meno recenti e ti invito a riflettere sul fatto che quando avete fatto un tentativo di riavvicinamento (e quindi il grido del dolore dell’aver perso tutto si e’ attenuato) tu sei riuscito ad ascoltarti ed ecco che erano uscite alcune domande, considerazioni, dolori (cito tue frasi):

    “””A me sembra che questa donna sia ormai in forte confusione. Confusione con se stessa

    Ormai non riesco più ad entrare nella sua testa per cercare di capire. Forse anche prima credevo di conoscerla a fondo ma probabilmente non era così.

    ma vedo in lei come una sorta di cambiamento radicale. Prima mi dava serenità. Ora mi mette ansia

    Mi ha chiesto un figlio, ciò che io prima non volevo e che “dovrebbe” essere uno dei motivi per cui lei mi ha abbandonato. Io sono d’accordo ma un figlio nasce dall’Amore di due persone. Quell’Amore che adesso in lei non vedo

    Io ho sposato lei con Amore, amandola per quello che era, accettandola con i suoi pregi e difetti e non pretendendo di cambiarla. E così ho pensato di lei nei miei confronti, dato che era quello che mi dimostrava. Se lei è in confusione il problema è suo. Non l’ho portata io ad andare in confusione. Se aveva qualche problema con me, qualcosa che non le andava bene, poteva parlarne discuterne. Cosa che lei non ha fatto. “”””

    Poi pero’ il tentativo e’ naufragato ed ecco che tutte queste considerazioni sono scomparse, completamente azzerate. E sei tornato indietro di tre anni…. di nuovo hai smesso di ascoltari, vedi solo il dolore di quanto perso.

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