Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in mano l’essenziale per ricostruire, ciò che si è perso appartiene al passato, ora devo cercare pezzi nuovi e li devo plasmare con le mie mani, come fanno i vasai. Ho faticato tanto ad uscire “mentalmente” da quella casa non mia nella quale ho investito tutto ciò che ero. Emozioni, sentimenti, soldi, tempo, pensieri. Sono nuda e vuota. Dieci mesi di psicoterapia, e ancora ne avrò bisogno per molto tempo, per capire che la mia storia d’amore era in realtà una malattia. Come altro si può definire una situazione che crea malessere 365 giorni all’anno. Un malessere subdolo e sotterraneo che si insinua in ogni minuto della giornata, anno dopo anno, fino a quando un giorno ti ritrovi senza la voglia di rientrare a casa la sera. Lo stomaco si chiude e l’unica cosa che desideri e dormire, o almeno fingere di dormire. Come si può odiare tanto una persona e affermare di amarla contemporaneamente? Me lo sono chiesta per anni. Ora sto smettendo e la distanza, il non essere più sotto lo stesso tetto mi aiutano ad essere più serena. Ma è solo superficiale, per ora, questa serenità. Già! perchè io e lui abbiamo una figlia e la bambina ha la priorità su tutto (per me). Anche il suo diritto di vedere il papà va tutelato. Sono io che devo tutelare questo diritto? Avere a che fare con lui è pericoloso per il mio equilibrio. Non sono ancora abbastanza forte per fronteggiare la pressione che esercita volontariamente su di me. A lui non interessa la bambina in quanto figlia, a lui interessa vedere soffrire me! Io che ho deciso di guardare in faccia la nostra storia, io che ho aperto il vaso di Pandora ed ho liberato i fantasmi. Io che ho dato un nome, finalmente, ad ognuno di quei mostri che hanno tormentato i nostri giorni e le nostre notti. Io che ho riconosciuto apertamente che la nostra storia era una malattia per entrambe. Lui mi urla in faccia che l’ho tradito, mi accusa di disertare, di allearmi con il nemico. Si, ho tradito il sottointeso patto di omertà che si era instaurato tra noi. Omertà! si litiga su tutto, ma la malattia che ci sta divorando la vita, quella non va nominata. Facciamo finta di essere sani, la malattia non esiste. Fino a quando eravamo solo noi due io riuscivo a sostenere la vita di coppia malata, ma dopo che è nata nostra figlia tutto è cambiato. La malattia stava contagiando anche lei, stava intaccando le sue radici psicologiche proprio alla base, nei primi anni di vita. Non potevo lasciare che invadesse la mia bambina. Non potevo rischiare che anche lei crescesse considerando NORMALE vivere in una storia d’amore malattia. Quindi ho tradito, ho tolto le tende scure ed ho lasciato che il sole evidenziasse la muffa, la polvere densa. Sono colpevole perchè ho preso coscienza di aver bisogno di cure?
Sono colpevole e devo andare alla fucilazione perchè ho deciso di dire basta? Non mi sento in colpa!! però mi sento in pericolo e percepisco la presenza di un predatore che ha fiutato la preda e la sua preda è la sua stessa figlia. Come posso fare per scuoterlo? per fargli aprire gli occhi? Non posso… non è compito mio. Vorrei essere un gabbiano, vorrei volare via con la mia piccolina. Chiudere gli occhi e riaprirli contornati di piume e penne.
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andyyyyy dove 6??? urgi tu…
Complimenti per la lettera davvero encomiabile. Una delle più belle lette su questo sito. Aver riconosciuto che l’amore era malato, esserti arresa, è stata di per se già una scelta salvifica. Hai dimostrato di essere una persona sana, equilibrata ed obiettiva. Non è da tutte. Sai quante e quanti non riescono a riconoscere questi legami simbiotici deteriorati e passano il resto dei loro giorni ad arrovellarsi che la storia ritorni ai fasti di un tempo. Che illusione…. un amore malato rimarrà tale per l’eternità. E’ come una guerra perpetua ogni santo giorno una battaglia e qualche lieve attimo di serenità…e poi si ricomincia a cannoneggiare.. in una dimensione atemporale. Stai ponendo le basi per rimetterti in gioco. Vedrai un giorno magicamente ti sentirai le ali al tuo umore e la vità ti risorriderà. Per la bambina certo il padre ha il sacrosanto diritto di vederla e un giorno ti accorgerai di non pensare più all’amore malato vissuto e lo vedrai con indifferenza…nè più e ne meno che il padre di tua figlia. Non vorrei credere che il suo unico scopo nella vita continuerà ad essere quello di punirti utilizzando magari la leva della bambina. Se ne dovrà fare una ragione col tempo.
Ciao Aleba, mi trovo d’accordo con remo. Penso che hai fatto una scelta sofferta, ma necessaria per garantire uno sviluppo sano e sereno alla tua piccina. Sei stata coraggiosa, tienine conto, perchè sei più forte di quel che pensi, sei una super-supermamma! Vedrai che la bimba da grande capirà, e te ne sarà grata, le stai dando un’ottimo insegnamento. Vedere lei che cresce più serena ti darà quella forza che ora senti vacillare. Combatti, il grosso l’hai già fatto. Sei stata proprio in gamba, ti ammiro tanto. Un grande bocca al lupo!
Grazie Remo per la tua risposta, le tue parole sono di aiuto perchè mi fanno sentire meno sola, eppure siamo tutti soli e fino a quando non capiamo profondamente che l’unico modo per stare bene con gli altri è imparare a stare bene con noi stessi, siamo sempre a rischio di infilarci in qualche rapporto malsano. Per ora conto letteralmente i giorni e mi accorgo che non occorre fare tutto e subito, che non si può stare bene dall’oggi al domani. Stabilire le priorità è essenziale. Vedo mia figlia serena, felice della nostra nuova casa. E’ una casa ancora nel caos, con tanta roba imballata ammassata nelle stanze vuote, ma io e lei ci sediamo in tavola a cena e ci raccontiamo la giornata senza l’ansia che da un momento all’altro si possa scatenare l’uragano. sono consapevole che ci vorrà tempo per guardare indietro con l’indifferenza di cui parli tu. Prendere atto di avere un problema è il primo passo per risolverlo. Poi ci sono tanti muri da abbattere, alcuni sono di cartone, ma altri sono di spesso cemento armato e il lavoro deve essere meticoloso. Farsi le domande giuste per capire come si vuole vivere. Guardo avanti, ma navigo a vista, devo tutelare me stessa e la bambina e so di non essere in grado di farlo da sola, per il momento. Per questo scrivo, per questo non smetterò con la psicoterapia. Le risposte alle domande giuste sono state sempre dentro di me, eppure ho deliberatamente ignorato la loro esistenza dimenticando che il tempo, se molte volte aiuta, comunque non guarda in faccia nessuno e va avanti sempre e comunque. Quando gli anni passano senza progetti in comune, senza complicità, senza la benchè minima empatia o un briciolo di affetto, ti ritrovi a chiederti come sarai da vecchia. Solo la morte di uno dei due libera l’altro dalla schiavitù della malattia? Io credo che siamo nati per vivere e realizzarci nel corpo e nella mente. Ho investito male tanto tempo, tempo che era mio. La responsabilità è mia per non aver guardato in faccia il problema prima. E’ inutile spruzzare il profumo sul letamaio, bisogna rimuovere il letame per non sentire la puzza. A mia figlia voglio dare l’opportunità di crescere sapendo che nella vita ognuno è responsabile verso sè stesso per la propria realizzazione, e che se una situazione porta più male che bene, è un sacrosanto diritto mettersi di traverso e dire: no, per me non va bene. In famiglia è indispensabile sentirsi amati, apprezzati, stimati e soprattutto liberi di esprimersi.
Day by day, un giorno alla volta.
La bimba è davvero più serena, spero non sia solo apparenza e che si tenga tutto dentro, ma ogni volta che ne parliamo lei mi dice che sta bene, che le piace la casa.
Dolcevita, non sono una super mamma, (grazie comunque!!) ma di una cosa sono convinta: allevare un figlio è il compito più importante che una persona possa assumersi nella vita ed è indispensabile aguzzare la vista, rizzare le orecchie e ascoltare le parole non dette con tutta l’anima.
Figuriamoci se io potessi fare una cosa simile… Questa non è democrazia. Io mia figlia me la scorderei per SEMPRE. Nonostante sia un buon padre e un buon marito.
Hai ragione a dire che non sei una supermamma. I figli danno una forza immensa e, se li hai dalla tua parte, chi puó mai fermarti????
Nessuno. Nemmeno il migliore dei padri.
Comunque in bocca al lupo
Perdonami Aleba. Ho letto tutti commenti positivi al tuo sfogo. Il mio sarà una risposta fuori dal coro. Forse son io che non ho capito ma….cos’era che ti dava malessere in questo amore.
Hai espresso il tuo malessere nella tua lettera. Ma onestamente non ho capito da cosa è stato causato. E’ colpa di tuo marito ? E se si cosa ha fatto di così grave per causarti tutta questa insoddisfazione ?
O è solo una tua insoddisfazione causata da….cosa ?
Perdonami di nuovo. Ma non ho capito.
Ciao e in bocca al lupo comunque
L’errore di base è stato il mio. Ero innamorata. Ho pagato cara la mia convinzione che l’amore ha un senso se è completo. Amare, che parola assurda quando è una malattia. Lui è un accentratore narcisista egocentrico. Mi sono affannata per anni nel tentativo di essere “alla sua altezza”. La mia missione era farlo sentire amato, accudito, apprezzato. Lui che rimarcava continuamente la sua solitudine, e il suo bisogno d’amore. Nel tempo ho perso di vista me stessa, la mia vita. Ho dimenticato di avere diritto ad un ritorno affettivo, ogni volta che ho avuto bisogno di lui, lui si è spostato seccatamente, infastidito dalla mia inadeguatezza. Mentre io per lui dovevo essere sempre disponibile. Sono inconsciamente arrivata al punto di valutarmi attraverso i suoi occhi, di non avere più stima di me e rinnegare ogni mia necessità, per non vederlo destabilizzarsi sul suo trono. La venerazione voleva (parole sue) e io l’ho venerato. Bastava che fosse a posto lui, che i pasti fossero di suo gradimento (e non lo erano mai) che non si parlasse di cose seccanti, che la televisione fosse la sua regina e che il suo tempo fosse solo suo. Ha sempre sentito come un dovere la convivenza con me, ma mi ha sapientemente legata a sè prosciugandomi anche le riserve di energia, prendendo a piene mani dai miei sentimenti senza mai rinfondere. Assetato di soldi e potere mi ha prosciugato anche il portafogli, perchè io dovevo sanare il mio debito a tassi usurai, e non bastavano mai.. Convinto di essere l’unico giusto, anche al di sopra di Dio ha deliberatamente sputato su ogni persona che aveva opinioni diverse dalle sue, ha chiuso rapporti importanti pur di evitare il confronto. Io l’unica…idiota…sono rimasta al suo fianco, convinta che prima o poi avrebbe visto oltre la coltre scura di pece che ha sugli occhi, si sarebbe convertito alla sua condizione di essere umano, pieno di pregi ma anche di difetti e avrebbe capito che l’amore, la tolleranza e il perdono sono i pilastri di una vita serena. Il rancore, l’odio, la cupidigia divorano, corrodono, svuotano l’anima. I beni materiali non hanno senso quando manca la serenità.
Un giorno mi sono ritrovata a pensare alla morte come unica strada per la libertà, la pace. Non potevo morire fisicamente, mia figlia aveva bisogno di me. Così ho cercato aiuto e ho inquadrato il problema…tutto qui.
Cara Aleba
Da come lo descrivi sembra un “mostro”. Ma perdonami. Lo dico a te ma a volte a molte donne che la pensano come te. Ma come si fa ad accettare una cosa simile. Io parlo all’inizio eh non alla fine. Cioè come si fa ad essere innamorarsi di una persona così ?
Non so io non credo potrei mai innamorarmi ad esempio di una donna che dice continuamente parolacce. Quindi come hai fatto tu ad innamorarti di una persona che non accettava la convivenza con te ?
Ma con che occhi lo guardavi ? Sarà che per me l’Amore non può essere cieco fino a certi punti. Non posso innamorarmi di una donna che mi sbatte un piatto di minestra in faccia. A meno che a me non piaccia una donna che mi sbatta la minestra in faccia.
Ripeto un uomo così (se è proprio così come lo decsrivi) non merita di essere amato. Ma mi chiedo: come si fa ad innamorarsi di un uomo così ? Nel senso; prima ti andava bene o non ti eri accorta di questi suoi lati orribili ?
Un saluto con affetto
Caro Voce fuori dal coro, lui è stato il mio primo amore, era tutto perfetto e mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Con la convivenza tutto è cambiato. Prima lentamente si mostrava sempre affranto e demoralizzato, a volte arrabbiato, per ogni mia esigenza personale, che fosse anche una semplice passeggiata con il cane. Io vivevo in casa sua, anzi era una casa dei suoi genitori ed io ho sempre contribuito con TUTTO il mio stipendio perchè lui continuava a farmi pesare che la casa era gratuita e che era giusto che io lo facessi. Oggi mi sorprendo di quanta tenacia assurda ho avuto, ma ero convinta che a fronte del mio massimo impegno, lui avrebbe smesso di considerarmi una nullatenente sfruttatrice.Che si sarebbe reso conto che da me aveva tutto. Io mi rendevo conto che era come salire su una scala mobile che in realtà scendeva ad una velocità maggiore dei miei passi. Eppure perseveravo. Eravamo io e lui e lui non mi vedeva, non potevo avere problemi o gioie, solo lui lui e lui. Poi è nata la bambina e poco prima è morto suo padre. L’eredità è stata come una valanga e oggi mi rendo conto di quanto sia peggiorato da allora. Ho accettato una relazione assurda che mi ha tolto tutto. Ero invischiata, non vedevo, non capivo. Proprio io che non sopporto le ingiustizie mi sono trovata ad accettare la prevaricazione quotidiana 24h/24. Che sia stata una di quelle donne che più vengono maltrattate e più si legano? Non lo so, certo che se un’amica mi avesse confidato anche metà delle cose che ho vissuto io, l’avrei pregata di scappare. Io pensavo di farlo per amore, invece la mia era diventata una sorta di dipendenza. Avevo bisogno di un briciolo di riconoscimento da parte sua per essere conscia di esistere. Ma ad un certo punto qualcosa è scattato in me, mia figlia di soli tre anni aveva il coraggio di dire a suo padre “non puoi dire queste cose a mamma”. Così, l’nsima volta che mi ha vomitato addosso il suo “tu non sei nessuno” io ho risposto:”ti sbagli, io sono una mamma” rimase spiazzato da questa risposta, e penso che abbia cominciato ad odiarmi di più. Sentivo un contrasto pazzesco dentro, io ero scomparsa, non avevo tenuto niente per me, nessun motivo per essere viva oltre al fatto di far sentire lui non solo. Come potevo avere qualcosa da dare a mia figlia se non avevo più niente. Sono andata in analisi, ci avevo provato più volte in passato ma avevo sempre disdetto l’appuntamento. Quella volta ci sono andata e gli ho chiesto di insegnarmi ad essere una buona moglie (seppure non fossimo sposati perchè lui aveva il terrore che io potessi mettere le mani sul suo malloppone) e nel contempo una brava mamma. Il dottore mi disse di portare anche lui, 3 sedute gli ho detto vieni, vediamo insieme. Lui ha negato violentemente ogni possibilità di confronto. Alla quarta seduta, me lo ricorderò sempre, il dottore mi disse “Io non le insegnerò a fare la brava, le farò capire che lei è una persona e come tale ha diritto di essere rispettata” Eccomi qui!
Aleba
Non ho parole
Tu vivevi davvero con un mostro. Forse io non capisco l’Amore. Ma io non vivrei mai con un “mostro” simile.
Sai Aleba io sono un “separato” da poco anche se non ancora legalmente. Mia moglie mi ha lasciato e sono a dir poco distrutto. Una moglie che amavo da sempre. Che non ho mai tradito. Che ho sempre rispettato. Che ho sempre apprezzato.
Unico neo le avevo detto fin dai tempi del fidanzamento che non avevo in programma l’idea di avere fgli. Avrei voluto una vita di coppia. Una vita a due per condividere tante altre cose insieme. Lei era d’accordo. Ci siamo sposati felici. Dopo qualche anno però il desiderio di essere mamma ha fatto capolino. E lei ha iiziato a chiedermi un figlio. Un figlio per il quale non ero pronto. Lei sapeva come la pensavo e per me era difficilissimo in quel momento cambiare. Non ce l’ho fatta. Non mi ha mai messo di fronte a una scelta. Non abbiamo mai avuto discussioni. Io però ho iniziato a pensarci tra me e me cercando di “forzarmi” a superare questo ostacolo. A decidere di cambiare vita. Ma facevo fatica e quando lei mi riformulava la richiesta non riuscivo a rispondere di si. Ma stavo facendo il possibile per convincermi. Senonchè lei senza motivazioni decidedi abbadonarmi. Le chiedo il perchè visto che per il resto eravamo una coppia perfetta. Lei non mi dice nulla. Dice solo che vuole un po’ di tempo per riflettere. Io le dico “Ma fai così per il figlio ? Bè ti dico che sono pronto a riprendere il discorso e a progettare una famiglia anche da domani”
Sono 2 anni che le sto dietro chiedendole una possibilità. Una sola possibilità. Una possibilità che non si nega a nessuno, neanche ad un condannato a morte. Ho capito l’importanza di avere un figlio. Ci sono arrivato più tardi di lei e forse se avesse preso una posizione del genere avrebbe fatto scattare prima quella molla che era in tensione dentro di me.
Io non sto avendo questa possibilità e sentendo quello che hai raccontato tu mi chiedo davvero cosa sia l’Amore. L’Amore Vero. Tuo marito ti ha trattato da schifo ma tu eri lì. Io per un’idea che avevo e che lei conosceva e che per anni aveva condiviso con me mi ha mollato. Nonostante l’amassi e la ami ancora da morire. E nonostante sia tornato indietro sui miei passi e desideri ora di fare una famiglia con lei. Mi sono umiliato le ho chiesto scusa in mille modi. Nulla.
Un particolare…..ho sempre amato i bambini e loro hanno sempre amato me. Ho sempre avuto con loro un rapporto fantastico.
Per tutto questo non ho avuto una chanche.
Tuo marito ha fatto una figlia con te ma ti distruggeva. Io non ho fatto un figlio con mia moglie ma l’amavo e son tornato indietro sulle mie idee per avere una famiglia felice con lei ?
Che ne pensi ?
@fuori dal coro: mi spiace. secondo me ha 1 altro…
Cogito
Certo l’ho pensato anch’io. Sei un uomo. Anch’io avrei avutolo stesso dubbio se avessi letto la stessa cosa di un’altra persona.
Però a volte le cose non potrebbero essere così ovvie. Io in poche righe ho dovuto riassumere tante cose. Lei mia moglie, una donna speciale, quasi perfetta oserei dire. Piena di valori e principi.
Certo il mondo oggi va in un certo modo. Ma mi riesce difficile pensare a una cosa del genere d parte di lei.
Dai Cogito prima di mia moglie ho avuto diverse donne e un pochino avevo imparato a conoscerle. Non a capirle perchè le donne sono molto difficili da comprendere.
Volevo per questo un parere da Aleba che da quello che ha scritto sembra davvero una donna molto “fuori dal coro”. Una donna che riesce ad amare una persona come il marito.
Grazie comunque per il tuo intervento.
Io ho sempre desiderato essere mamma, e il mio ex-compagno lo sapeva. Ma per lui non era mai il momento giusto, nel frattempo io facevo da mamma a lui. Quando suo padre (patrigno in realtà ma da 30 anni) si è ammalato, un giorno ci ha detto che avrebbe voluto essere nonno e che soffriva per il fatto che non avessimo avuto figli. Dal giorno dopo lui ha iniziato a volere un figlio.
Voce fuori dal coro, negli ultimi anni ho capito una cosa fondamentale: la vita non è immobile, è un percorso! Camminando si incontrano ostacoli, difficoltà, dolori, lacrime, risate, soddisfazioni e gioie. In questo viaggio è importante l’evoluzione personale, EVOLUZIONE proprio come insegna madre natura. Non possiamo pensare che tutto rimarrà uguale per tutto il corso della nostra vita e la flessibilità nei confronti dei cambiamenti, per quanto repentini e drammatici, l’unico modo per non venire travolti. Tu dici che non avete mai avuto discussioni, probabilmente è mancato il confronto schietto e genuino. Ci sposiamo con l’idea di non volere figli, siamo entrambe consapevoli. Poi nasce il desiderio di maternità e fa capolino la questione. Senza discuterne come pensavate di venirne a capo? Io vorrei essere mamma/ Io non voglio essere papà. Punto! nessun approfondimento? Una delle cose che proprio è mancata nella mia relazione, e che mi ha distrutta è stata proprio la sua fermezza nel non voler affrontare argomenti che riguardassero me o noi. Assolutamente incapace, per sua stessa ammissione, di mettersi nei panni dell’altro. Al solo accenno da parte mia di aver bisogno di confrontarmi con lui su qualcosa, per aggiustare il nostro rapporto, lui si metteva le scarpe, prendeva le chiavi e usciva dicendomi “cosa vuoi? non ho mica obblighi io…non siamo mica sposati!!) Nella coppia ci stanno bene le discussioni, bisogna parlare ma soprattutto bisogna essere capaci di porsi in posizione di ascolto. Come si fa a comprendere pienamente se si rifiuta di ascoltare. Se non ci si rende conto che l’ascolto manca. Nel tuo caso il non so quanto vi siate ascoltati e parlati. Chiarezza e verità sono le uniche possibilità che abbiamo nei confronti di noi stessi per essere liberi di fare le nostre scelte.. Chiudo, ma ritorno più tardi.
L’amore che nutrivo per il mio ex era profondo, ma ad un certo punto ha escluso l’amore per me stessa. Avrei dovuto fermarmi prima, questo lo capisco solo adesso. Ogni volta che mi ha detto qualcosa che per qualsiasi altra persona sarebbe stata scioccante, io ho cercato di comprendere perchè l’avesse detto, di giustificarlo in ogni modo e sopra ogni cosa di rassicurarlo. L’ho rassicurato talmente tanto che aveva la certezza di potermi umiliare e denigrare liberamente, anche di fronte ad altra gente, tanto non me ne sarei mai andata. Mi ci sono voluti anni di vani e disperati tentativi per capire che non sono la donna per lui e che lui non è l’uomo per me. Posso avergli voluto un bene immenso, posso aver tentato di renderlo felice in ogni modo, ma non ci sarei mai riuscita. Ho capito che a volte bisogna arrendersi, è inutile consumare anni nel tentativo di non veder sprecati gli anni già persi. Il passato è un fardello pesantissimo se non impariamo a riconoscere i nostri errori, perdonarci e lasciarli andare nei ricordi. Il futuro è tutto da scrivere, ma si rivelerà un guazzabuglio di scarabocchi, o una litania perpetua se non apriamo gli occhi e cominciamo a vivere l’oggi, a chiederci cosa veramente possiamo fare per noi stessi per vivere meglio oggi. VOCE FUORI DAL CORO, sono due anni che cerchi una seconda occasione da tua moglie, la ami e vorresti una famiglia con lei. Ho la sensazione che sull’argomento più importante che una coppia possa affrontare, voi abbiate vissuto su due linee parallele per tanto tempo, attenzione! parallele non sovrapposte o condivise. Vuol dire che non avete cercato una gravidanza, tu perchè non volevi e tua moglie perchè non volevi tu. Il risultato era lo stesso, niente figli, ma le ragioni erano radicalmente diverse. Per come la vedo io, per come ho vissuto, tua moglie, dopo che aveva fatto capolino l’istinto materno, ha accettato comunque di non avere figli per amore tuo. Già per non forzarti, per non metterti di fronte al fatto compiuto, per non farti accettare una paternità che non desideravi al 100%. Questo è un grande immenso errore. Oggi come oggi penso che amare un compagno o una compagna non sia rinunciare ai propri istinti più personali e profondi in nome del benessere e della felicità dell’amato/a. Io ho sempre cercato il confronto e mi è stata sempre sbattuta la porta in faccia. Sembra che tua moglie abbia rinunciato ad indagare a fondo sulla possibilità o meno che tu accettassi la paternità.. con la tua collaborazione s’intende. Sembra che abbia vissuto in attesa del tuo si, senza però spronarti, senza arrabbiarsi, senza dirti in fine chiaro e tondo: ” Io voglio dei figli, se tu non li vuoi nonostante io ti ami profondamente, devo andare per la mia strada perchè è giusto che io abbia la maternità che desidero, esattamente come è giusto che tu non abbia la paternità che non vuoi”. Collaborazione, ascolto, condivisione dei pensieri più intimi. Se tu fossi stato fisiologicamente impossibilitato ad avere..
(continua) figli, o lo fosse stata lei…allora l’amore che vi univa avrebbe portato conforto, accettazione reciproca, supporto l’una verso l’altro e viceversa. Ma l’opinione personale “io non voglio figli” contrapposta a “io vorrei dei figli” invevitabilmente crea un divario. Seppure lei si è sposata felice e convinta che avrebbe accettato di non avere figli per tutta la vita, Ha trascurato il fatto che (come scrivevo prima) la vita progredisce, si cresce, si accumulano esperienze che inevitabilmente fanno evolvere anche il pensiero. (Chi non si evolve si estingue,chi si evolve velocemente come i virus probabilmente ha garanzie quasi assolute di sopravvivenza a qualsiasi genere di olocausto.) Ora dici di essere pronto per diventare padre: lo sei veramente? Non si tratta forse di un tentativo disperato di riavere il tuo amore … inconsciamente alle stesse condizioni di prima? Non è che se lei tornasse magari mettereste anche al mondo un figlio e poi un bel giorno tu cominceresti a chiederti cos’è che ti soffoca, che ti opprime e guarderesti lei, il tuo amore per lei che ti ha condotto ad accettare una paternità per non rinunciare all’amore per lei, come una maledizione che ti ha mangiato gli anni? Avere un figlio!, anche il mio ex-compagno avrebbe rimandato all’infinito il momento di procreare. Tutto bello quando è nata la piccola, ma da subito ho notato la sua rabbia, la sua insofferenza per i “doveri” che comporta avere un figlio. E’ un dovere pesante, opprimente, schiavizzante nutrire, lavare, coccolare, educare un figlio?? Per me è una gioia cucinare per mia figlia, parlare con lei, anche quando sono sfinita. Non è un’imposizione, è amore genitoriale. Intendiamoci, a lui piace “divertirsi” con sua figlia, portarla a pesca, al luna park ecc., sono le cose quotidiane che pesano, sono gli accorgimenti che formeranno l’adulto di domani che per lui non hanno senso. I bambini sono piccoli, non capiscono un tubo!!
Ieri, come tante persone, ho ascoltato e riascoltato il discorso di Steve Jobs ai laureandi di Stanford. Una frase mi rimbomba oggi nella testa. “I puntini si connetteranno”.
Scusa se ho continuato a parlare di me! Voce Fuori dal Coro, l’Amore vero, l’amore che unisce due anime portandole a scoprire anche i lati oscuri l’una di fronte all’altra, l’amore che crea ulteriore amore nel tempo e si nutre di stima di gioia per la gioia dell’amato/a è una cosa rara. Più mi guardo intorno e più mi rendo conto che troppo spesso non si ama l’altro/o ma l’idea che si ha dell’altro/o. Ad un certo punto ci si rende conto che in realtà la nostra idea rifletteva i nostri bisogni negli occhi amati, mentre quegli occhi esprimevano tutt’altri bisogni che non combaciavano con i nostri…allora ci chiediamo fino a che punto è giusto, verso noi stessi, vivere per le necessità di un altro piuttosto che delle proprie. Amare non è mai sbagliato, però se l’amore non porta benessere interiore allora non si tratta di amore. Un bacione.
Aleba:
In queste frasi hai centrato il nocciolo del nostro problema a mio parere:
“Per come la vedo io, per come ho vissuto, tua moglie, dopo che aveva fatto capolino l’istinto materno, ha accettato comunque di non avere figli per amore tuo. Già per non forzarti, per non metterti di fronte al fatto compiuto, per non farti accettare una paternità che non desideravi al 100%…”
“”Sembra che abbia vissuto in attesa del tuo si, senza però spronarti, senza arrabbiarsi, senza dirti in fine chiaro e tondo: ” Io voglio dei figli, se tu non li vuoi nonostante io ti ami profondamente, devo andare per la mia strada perchè è giusto che io abbia la maternità che desidero, esattamente come è giusto che tu non abbia la paternità che non vuoi”
In effetti hai colto nel segno. Questo è ciò che è successo e ciò che mi ha raccontato lei. Solo che come dice Cogito ho la quasi certezza che sia intervenuto qualcun altro. E allora mi chiedo: che Amore è quello che ti fa rinunciare per Amore ad una maternità che poi svanisce a seguito di un tradimento ?
Ora sono pronto per diventare padre e per far tutte quelle cose che hai elencato nel tuo post. Prima non volevo. Sapevo benissimo cosa voleva dire essere genitori e proprio per questo non mi sentivo pronto. Essere genitori è una cosa seria e importante ed io mi sentivo ancora acerbo per una cosa del genere. Non volevo cambiare la nostra vita insomma. Certo come dici tu lei ha aspettato n mio “si” che non arrivava. Ma io sono stato onesto, leale, pulito. Ho detto la verità ciò che pensavo. Lei no. Ha rinunciato “per Amore” come dici tu. E poi ? Mi ha abbandonato come si abbandona un povero cane che ti è stato sempre fedele e che ha avuto l’unica colpa di dirti la verità prima e dopo.
Io sono certo che se lei mi avsse messo di fronte ad una scelta io non avrei esitato a formare una famiglia. Non volevo cambiae vita ma mica ero un mostro che odiava i bambini e non apoprezzava il valore di una famiglia. Volevo solo godermi la vita insieme a lei credendo che lei ne fosse felice. Se così non era doveva dirmelo a chiare lettere anche perchè io avrei voluto godermi la vita insieme a lei e non con altre persone. Mi sento in colpa per tutto ciò soprattutto perchè adesso sento davvero il desiderio di paternità. Ma vorrei una famiglia con lei. Che lei ora mi nega in nome di che cosa ?
Pensi davvero che mi sentirei soffocato ? Ehi Aleba un figlio è un figlio. Puoi non desiderare di averne ma nel momento in cui decidi di metterlo al mondo non te ne freghi perchè è il tuo sangue.
Questo purtroppo lei non lo ha capito o….non lo ha voluto capire.
Aleba pensi davvero che tutti gli uomini che diventano genitori siano davero così convinti di essere buoni padri o lo facciano solo perchè…si deve fare ?
Non pensi che una persona come me possa cambiare idea e essere convinto di questo cambiamento ?
Sei molto intelligente Aleba…meriti molto ma molto di piò.
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Un bacione con affetto
Tante parole, troppe! Il dono della sintesi non è vostro.
Certo, capisco il dolore, anch’io ama e non sono amato, anch’io ho figli, anch’io soffro in una condizione simile… ma io sono uomo, quindi la vede con occhi diversi.
Tu hai sbagliato: hai amato, non hai saputo farti apprezzare e, cosa più grave, da Donna (egoista come tutte le donne che si nascondono dietro il desiderio di essere mamme) hai messo al mondo una figlia in una relazione che vedevi già non stava in piedi. Poi hai tradito, inevitabile in quella situazione, ma forse è stata l’unica cosa giusta che hai fatto, finendo, forse, però col punire più te stessa che lui con questa vendetta.
Cerca d’imparare dai tuoi errori, sii forte e, soprattutto, hai già buttato via molti soldi in questa storia, non buttarne via altri con quei vampiri degli psicologi; i soldi ti serviranno per garantire un futuro a tua figlia.
Non fare che i tuoi errori ricadano su di chi ha la sola colpa di essere venuta al mondo.
(Scusa la brutalità, ma gongolarti solo in mezzo a chi ti da ragione NON ti fa bene)
Forza e coraggio
MRC, condivido molto di quello che hai scritto. Sono perfettamente consapevole che se io non avessi ritenuto il mio amore in grado di reggere a qualsiasi colpo, a qualsiasi pressione, rinuncia, umiliazione, insomma a qualsiasi costo. Che tu dica che non ho saputo farmi apprezzare è proprio una cattiveria, ma del resto tu non mi conosci. Lui non è stato in grado di apprezzare me. Se c’è una cosa che ho capito, finalmente, è che l’uomo che ho avuto la sfortuna di amare è proprio un mostro. Un ladro! esattamente un ladro. Mi ha derubata di tutto, svuotato il cuore. Un autostrada a senso unico, la mia storia con lui, dove centinaia di autotreni al giorno portavano di tutto fuori da me per rifornire lui e niente rientrava. Un vampiro che neppure si preoccupava di fornirmi un cibo adeguato per produrre sangue, e si imbestialiva quando sangue non ne trovava. Dei beni materiali non me ne frega niente !! I soldi servono per le cose importanti! per il futuro di nostra figlia non per guidare un macchinone che perde metà del valore appena uscito dal concessionario e che beve come un dannato!! Quando io gli parlavo, con carte alla mano, delle scuole che avrebbe potuto frequentare nostra figlia per imbastirne la crescita con il dovuto supporto, lui si incattiviva! Farle fare uno sport? soldi buttati! Lo so MRC io ho sbagliato e, sebbene mi renda conto che non tutti gli uomini sono ladri, egoisti, misogini, arroganti e incapaci di mettersi in discussione perchè si credono Dio in terra, passerà moooooolto moooolto tempo prima che io consenta ad un uomo di entrare di nuovo nel mio cuore. Non ho bisogno di stare tra le braccia di un uomo per trovare conforto, sicurezze, amore. Ho sempre elargito conforto e sicurezze e non ho abbandonato su due piedi! Mai! e di difficoltà sue che mi sono caricata sulle spalle ne posso elencare a iosa, lui non mi è stato vicino neppure quando ho avuto problemi di salute seri. Fatti tuoi, arrangiati! Il mio errore è stato non troncare prima, non perdere tempo, però sarei stata accusata (come leggo anche su questo sito) di aver gettato la spugna alle prime difficoltà). E la figlia…non posso dire che sia stata un errore perchè è una meraviglia, ma sono perfettamente consapevole che non ha chiesto lei dei venire al mondo e che il mio compito, e anche quello di suo padre, è quello di fornigli la piattaforma più adeguata possibile per diventare una persona adulta e che ci dobbiamo impegnare noi perchè ciò avvenga. Che io sia egoista perchè ho voluto diventare mamma, anche questa è un’emerita cavolta. Che problema c’è se desideravo diventare mamma? Egoista lui che ha scelto di diventare papà pensando di mantenere comunque la sua posizione di dittatore. Non ho bisogno che mi venga data ragione, scrivo tanto comunque anche per conto mio, qui ottengo dei riscontri e delle occasioni per riflettere. L’autocritica, parola sconosciuta al mio ex…l’infallibile! il giusto! l’unico depositario delle verità assolute.
Sempre per MRC, scusa se non sono sintetica, ma devo aggiungere che non mi sento affatto punita per aver traslocato. Non vivo più in casa sua…finalmente lui non ha più la sfruttatrice in casa che, pur pagando le bollette, il cibo, il vestiario, tutto ciò che serve in una casa e anche I SUOI CAPRICCI!, pensava di aver diritto di lavarsi nel suo bagno e di dormire nel suo letto. Una serva che pagava un affitto molto caro. Di solito ai servi si da il vitto e l’alloggio e denaro. Non ho MAI chiesto soldi a lui..persino le cene al ristorante le pagavo io. Hai ragione, ho buttato via una quantità di soldi enorme, ora i soldi serviranno per mia figlia e per me…
Caro FUORI DAL CORO, mi dispiace se ti sembro caustica. Io non credo che tutti gli uomini siano uguali al mio ex. Se avessi avuto un uomo che non lanciava il piatto nel lavandino (con il cibo dentro) solo perchè a tavola gli chiedevo di parlare, non avrei smesso di amare. Una persona che è disposta a parlare, anche litigando ma che ascolta veramente e si rende conto di essere a sua volta ascoltata. Tua moglie ha sbagliato veramente a non parlarti, a non avvisarti. Io erano due anni che gli dicevo che a me la vita così non piaceva più. Che non accettavo più di sentirmi dire che non valevo niente, che lo sfruttavo, che lui era “libero” perchè non eravamo sposati. Lui diceva che non eravamo fatti per stare insieme ma che mi avrebbe avvelenata se lo avessi lasciato. Cosa dovevo fare?? Quando ho detto definitivamente basta ho sofferto molto, e anche adesso devo forzatamente scacciare dal cervello l’idea di lui solo senza di me che mi occupavo di lui. A mente lucida penso che lui stia meglio senza me. Può atteggiarsi a vittima mollato nella sua grande casa vuota, ma solo con le persone che conosce superficialmente, perchè quelli che lo conoscono un pò più da vicino e di fronte ai quali ha avuto alcuni dei suoi schifosi atteggiamenti verso di me, non hanno avuto occasione di confrontarsi con lui..perchè lui si nega. Io non sono perfetta, ma scagli la prima pietra colui o colei che lo è. Il mio ex ha detto che lui la scaglierebbe la prima pietra! Penso di aver fatto la cosa migliore per me. Si, è una bomba nucleare…ma la ricostruzione è cominciata. No, Voce Fuori dal Coro., non penso che gli uomini sentano i figli come un peso. Il mio si. Volevo solo farti riflettere. Penso che tua moglie abbia sbagliato, doveva spronarti. Io se lo spronavo venivo accusata di volerlo umiliare. Lei avrebbe dovuto davvero mettere tutte le carte in tavola, invece si è allontanata lentamente in silenzio senza neppure avvisarti che se ne stava andando. Così non si fa. Non ti svegli un giorno e te ne vai. Ne parli subito con tuo marito di un disagio che bussa. Gli devi dare la possibilità di vederlo, toccarlo il tuo disagio. Devi consentirgli di ragionarci. Io ho fatto così, tante volte, fino a quando ho detto basta. Ma non è stato un fulmine a ciel sereno.
Ciao Aleba
Più ti leggo e più mi chiedo ome abbia fatto a resistere di fronte ad un uomo del genere. E’ chiaro io non ti conoco, ma prendo per buono tutto quello che mi racconti. Come è chiaro che tu stai facendo altrettanto nei miei confronti. Quando ti sento ripetere le frasi assurde che ti ha rivolto tuo marito inorridisco. Io che mi sto fustigando per aver dato a mia moglie tre risposte sbagliate nell’arco nella mia vita con lei. Risposte di cui oggi mi vergogno, per le quali le ho chiesto scusa decine e decine di volte. Io non so se tuo marito stia soffrendo senza di te. Comunque sia da quel che racconti è una persona cattiva di animo. E le persone cattive di animo non credo possano soffrire. Io non ho mai buttato un piatto nel lavandino. Non ho mai alzato la voce con mia moglie. Ho solo, coerentemente con la mia idea che lei conosceva, detto la verità su quello che pensavo: che on mi sentivo di cambiare io nostro stile di vita per avere un figlio. Mi sento in colpa per quessto, si, molto in colpa. In colpa per non aver capito la sua reale esigenza, il suo dolore che comuneuq lei mi teneva celato. Forse per paura di perdermi (ma quando mai l’avrei lasciata ?) o forse come hai espresso tu in un precedente post perche aspettava un mio “si” che non arrivava.
Siamo due uomini io e tuo marito. Due uomini lasciati dalle rispettive donne. Io non credo di essermelo meritato. Abbandonato per aver detto la verità. Perchè non mi sentivo pronto per affrontare la cosa più bella del mondo ma che necessita di certezza e convinzione. Noi uomini purtroppo o per fortuna non sentiamo la natura che chiama. Sentiamo la paternità in genere quando vediamo materialmente nostro figlio. E lì si fa la differenza. Io sono stato onesto con me stesso. Ma mi sento in colpa per non aver “ascoltato” come avrei dovuto.
Come ti ho scritto prima non so se tuo marito stia soffrendo. Io si e tanto. Non so descriverti il dolore che provo dentro. Quel dolore che non nasce dal solo senzo di abbandono. Quel dolore che sento ogni qualvolta faccio qualsiasi cosa. Perchè qualsiasi cosa mi ricorda lei e i bei momenti passati con lei. Che sono tanti, tutti. Perchè per me un bel momento era anche solo prendere insieme a lei il caffè dopo mangiato. Non riesco più ad entrare in una vetrina di un negozio, non posso più addentrarmi in un vicoletto di una cittadina medioevale, non posso andare al cinema, nè andare fare la spesa, non posso entrare nella nostra casa, ma soprattutto non posso vedere un bimbo. Mi crea dolore, tristezza e mi fa pensare a quanto lei possa aver sofferto in silenzio. Non mi sento neanche di condannarla per questo per il fatto di aver sofferto in silenzio ma quanto sto pagando per questo suo dolore nascosto. Non la accuso, accetto il suo modo di pensare. Ma perchè farmi soffrire in questo modo ? Sentendomi continuamente accusato da lei di non averla “voluta capire” e di aver causato in lei quel senso di allontanamento culminato poi nell’abbandono……
Fuori dal coro (segue) – Per Aleba
….Lei che si peoccupava se mi si infilava una spina nel dito in questo momento non sa neanche se sono vivo o morto. Come è possibile una cosa del genere ? Soprattutto quando sento te che hai davvero amato tuo marito sino allo stremo. Accettando davvero le cose più assurde.
Io accusato di egoismo perchè pensavo a godermi la vita insieme a lei mentre lei, senza nessuno scrupolo, senza preoccuparsi minimamente di me che l’ho assistita fino a due mesi prima di fronte ad una sola operatoria con il cuore in gola per paura che le potesse succedere qualcosa. Di me che le h detto fino a qualche settimana prima che mi lasciasse che dopo quasi 20 anni per me “era ancora un’emozione fare una passeggiata insieme”
Perchè una donna “speciale” come lei ha fatto questo ? Perchè lei era davvero una donna speciale. Come se ne trovano poche. Bella, intelligente, lavoratrice, donna di casa attenta e premuroa, moglie ideale, e sicuramente brava mamma, moglie innamorata del marito e attaccata alla famiglia, gentile con tutti. Perchè una donna così compie un atto del genere ? Tra tanti uomini che si comportano davvero male perchè devo essere punito in questo modo ? Mentre ci sono uomini come tuo marito che possono permettersi di fare qualsiasi tipo di sopruso.
Vorrei provare rabbia nei tuoi confronti così come ne provi tu nei confronti di tuo marito. Ma non ci riesco. Il passato, prima del fulmine a ciel sereno è troppo più forte. E il mio ricordo della fantastica donna che era supera anche il dolore di un eventuale suo tradimento. Perchè non riesco a godere dello stesso cielo blu, degli stessi tramonti, dello stello cielo stellato, delle stesse belle cose che esistono ancora se lei non è accanto a me ? Perchè mi appare tutto così insignificante ? Perchè non riesco a pensare che un giorno potrei incontrare una donna con la quale mettere al mondo un figlio che ora lei non vuole più con me ?
Sono due anni che verso in queste condizioni. Mentre lei che mi diceva di non poter stare un minuto senza di me mi ha completamente dimenticato. Mentre io non riesco a frequentare un’altra donna ?
Due storie le nostre con lo stesso finale. Ma quanto diverse.
Un bacione Aleba
Ciao Fuori dal Coro. Mi sono venute le lacrime agli occhi leggendoti. Si percepisce pienamente quanto tu l’amassi e quanto ti manca. Come abbia fatto lei a dimenticarti? a vivere senza sapere cosa ne sia di te? Probabilmente ha sofferto anche lei, manifestando la sua sofferenza in rabbia nei tuoi confronti per “non averla capita”. Per placare la rabbia ha dovuto interrompere ogni contatto, ha scelto di usare la rabbia per allontanarsi da te vedendoti come la causa della sua sofferenza. Devo dire che arrabbiarsi al punto di esaurire l’amore per un marito o una moglie per non aver capito, quando nulla è stato detto, per me è incomprensibile. Nessuno legge nel pensiero e l’unico modo per verificare se chi ci è accanto ci comprende veramente è esprimersi.
Mi chiedo anche io come ho fatto a resistere così tanto tempo e ad accettare la condizione di vita che ho avuto per tutti quegli anni. Era riuscito a farmi credere davvero che io non valessi, che senza di lui non fossi in grado di tenermi in piedi. Sapessi volte che io gli ho detto “io non sono in questa casa perchè voglio la villa, sono qui perchè ci sei tu, e con te andrei anche in una capanna”. Gli chiedevo, stupidamente, di essere più buono con me e lui mi abbracciava..poi dopo un paio di giorni di nuovo a trattarmi da schifo. Quando sento di persone come te mi viene il voltastomaco, nei miei confronti intendo. Che spreco mi dico, io che avrei dato l’anima per il mio uomo (in effetti ho dato molto di più) non sono riuscita a farmi amare, mentre ci sono donne che dal loro uomo vengono messe su un piedistallo. La donna perfetta, in tutto…eppure è andata via senza darti la possibilità di analizzare bene la situazione. Lei si era distaccata da tempo, penso che le cose stiano così. Ha elaborato da sola, ha preso il tuo no come definitivo ed ha fatto il suo personalissimo bilancio dove tu non eri contemplato. Due anni sono tanti, ma devi prenderti il tempo che ti serve per tirare anche tu le tue somme. Purtroppo non si può avere il rewind nella vita. Abbiamo solo il play e il calendario non si ferma. Se resti immobile a guardare il passato, il mondo intorno prosegue il suo corso. Con questo non voglio dirti che devi dare un colpo di spugna sul passato, come potrei visto che io ho sprecato anni. Dico che fai bene a cercare occasioni di riflessione come questo forum. Sarebbe giusto che tu potessi parlarne con lei, ma lei non c’è e spetta a te capire quando è il momento di rivolgere lo sguardo in avanti, accettare di andare avanti, magari a piccoli passi, ma avanti. Prenditi cura di te stesso facendo cose nuove. Sei un uomo speciale secondo me, ti leggo solo e non ti conosco,ma riveli una profonda sensibilità. Cosa succederà domani non puoi saperlo, però oggi sei qui e ti stai interrogando sulla tua condizione, questi sono passi! Sono triste per te, e anche per me…perchè mi sembra che l’amore sia una presa in giro. So solo che amerò incondizionatamente solo mia figlia e gli animali, d’ora in poi.
Fuori dal Coro, io credo che tu abbia vissuto in una situazione che non era reale. Lei soffriva, ma in silenzio. Ora tu ti incolpi per non averla capita, ma come potevi tu capire? Perdonami, ma penso che tua moglie sia stata molto egoista e credo che abbia filtrato il suo amore per te attraverso quel si che aspettava…ma che aspettava se non chiedeva o se chiedeva saltuariamente. Probabilmente è stato involontario, una specie di istinto di sopravvivenza che ha lentamente alzato delle barriere intorno a lei per evitare di sentire l’ennesimo no da parte tua. Solo che i pensieri suoi c’erano, ci ragionava da sola e probabilmente ti incolpava già da tempo anche della sua incapacità di parlarne con te. Tanto mi dirà di no, pensava. Un pregiudizio che ha invalidato la vostra storia. Si sarà immaginata da vecchia piena di odio nei tuoi confronti per non avergli detto quel SI e avrà preferito andarsene, allontanarsi. Però il tuo NO deve essere stato proprio assoluto, senza speranza…altrimenti non mi spiego come abbia fatto a non farti venire fuori anche dagli occhi la parola figlio.!! Si deve essere sentita senza speranze, oppure forse non è stata in grado di tirarsi su le maniche e lottare per voi, per la vostra famiglia. Non so, proprio non so. Anche il mio ex mi accusa di non averlo capito, e quando gli chiedevo “ma allora dove ho sbagliato, dove ho mancato?” Mi rispondeva “Svariate cose, molte volte non hai fatto le cose che mi aspettavo, non hai detto le cose che volevo sentirti dire hai fatto cose che non andavano bene” Quando gli chiedevo di essere più preciso, di dare un nome e cognome a quelle cose, lui si alterava, COSE! rispondeva. Perchè lui non aveva fatti concreti di cui parlare, episodi effettivi nei quali io non ero stata una compagna degna. Per lui non sarei stata mai degna, ora ne sono consapevole.
Quando scrivi::: Perchè una donna “speciale” come lei ha fatto questo ? Perchè lei era davvero una donna speciale. Come se ne trovano poche. Bella, intelligente, lavoratrice, donna di casa attenta e premuroa, moglie ideale, e sicuramente brava mamma, moglie innamorata del marito e attaccata alla famiglia, gentile con tutti. Perchè una donna così compie un atto del genere ? Tra tanti uomini che si comportano davvero male perchè devo essere punito in questo modo ? Mentre ci sono uomini come tuo marito che possono permettersi di fare qualsiasi tipo di sopruso ::…veramente mi verrebbe da chiudere definitivamente le porte del cuore e schierare l’artiglieria. Mi viene da pensare che il mondo là fuori fa schifo. Forse i tuoi occhi innamorati la vedevano speciale, ma in realtà era come tutti noi fallibile e fragile. Non posso giudicarla, i miei sono tutti forse, però mi sento di ribadire che nelle relazioni personali METTERE LE CARTE IN TAVOLA è fondamentale. Accettare di visionare tutte le carte, analizzare a fondo, stare in piedi tutta la notte per chiarire veramente ogni dettaglio. Altrimenti fra le mani abbiamo solo congetture, idee..Bacione
Aleba
Sei profondissima nel tuo esprimerti e sinceramente anche io mi trovo nelle tue stesse condizioni: non riuscire a capire come possa essere avvenuto tutto questo nella tua famiglia. E’ semplicemente assurdo.
Sei profonda Aleba e colpisci a fondo nelle cose. Certo la mente umana è incredibile e ci metto anche la mia ripensando a quello che ti ho detto in un precedente post dove ti ho descritto la mia sensazione attuale di fronte alla visione di un bimbo in fasce in braccio alla sua mamma. Mi sono mentito a me stesso Aleba. Ho mentito non volendo negli anni passati facendomi credere di non desiderare un figlio. Quando io ero fatto apposta per dialogare con un bambino. Lo facevo con quelli degli altri, figuriamoci cosa sarebbe potuto succedere con mio figlio. Vorrei farti vedere mio nipote, un bambino di 11 anni da sempre irrequieto ma che con me diventa un angelo comunicatore, un bambino profondo che esprime tutta la sua sensibilità. Si sente a suo agio con me ed io con lui. Ho sempre avuto questa capacità, riconosciuta da tutti. Anche da mia moglie.
Solo che la paura ha sempre preso il sopravvento. La paura di modificare una stile di vita che avevo sempre desiderato: avere accanto una persona con cui condividere i piaceri del mondo. Pur amando i bambini avevo dentro di me una sorta di paura che mi faceva pensare che l’arrivo di un bambino avrebbe cambiato il nostro rapporto, avrebbe rotto il nostro equilibrio. Tu sei mamma e sai benissimo cosa vuol dire crescere un bambino. Vuol dire accantonare tutto il resto per dedicarsi a lui, per seguire i suoi ritmi. Ecco inconsciamente rifiutavo questo cambio di vita. La nostra vita mi sembrava meravigliosa e i miei “no” erano come una difesa estrema a questa non voglia di cambiamento.
Pochi giorni fa ho comperato un libro: “Vita di coppia”. Si tratta di un piccolo manuale con tanti suggerimenti per mantenere viva la fiamma dell’amore in coppie e gente sposate. Lo sto lggendo per cercare di comprendere dove e perchè ho sbagliato. Cosa ho fatto per far si che il mio matrimonio che reputavo “speciale” così come la mi donna sia naufragato nella maniera più assurda.
Ci sono davvero tante frasi che se le avessi lette prima mi avrebbero aiutato a non commettere errori e soprattutto a capire cosa volesse dire “vivere insieme”.
Forse Aleba mi sono lasciato ingannare dal fatto che noi ci si conoscesse a menadito. Dopo più di 8 anni di fidanzamento in cui mi sono mostrato per quello che ero senz amai nascondere nemmeno un minimo difetto di me. E durante il fidanzamento qualche piccola discussione l’abbiamo avuta. Entrambi ci dicevamo ciò che non andava. Per poi capirci e andare convinti verso il matrimonio consci che eravamo fatti l’uno per l’altra. Durante il matrimonio infatti mai un litigio. Quelle piccoli diverbi avuti durante il fidanzamento erano spariti per dare spazio ad una convivenza piacevole, serena e appassionata. Non c’era cosa che non si faceva insieme. Si viaggiava insieme per andare…
Aleba (segue)
….a lavorare. Si faceva sempre la spesa insieme, insieme per negozi, insieme a casa. E il tutto senza noia. Scherzando e ridendo spesso. Non ho mai dimenticato un compleanno, un onomastico, un nostro anniversario.
Eppure leggendo quel manualetto mi sono accorto di aver sbagliato di aver commesso dei piccoli errori che ai suoi occhi potevano apparire madonarnali. Nello stesso tempo mi sono accorto che c’erano tante cose che invece facevo e altre che lei non faceva. La differenza forse sta nel fatto che io gliele facevo notare senza peraltro essere aggressivo, così con calma, ma con la consapevolezza che niente di tutto ciò avrebbe potuto minimamente intaccare la mia unione con lei.
Mi sto autodistruggendo Aleba andando a cercare i punti dove ho sbagliato. Tra i due fondamentalmente il più freddo e razionale sembravo essere io. Lei in quanto donna era più dolce, premurosa, apprensva nei miei confronti. Io avevo le mie passioni, il calcio, la mia squadra. Lei lo sapeva e a volte mi estraniavo appassionandomi alla gara.
Io non ho mai visto la routine nel nostro rapporto. Tutt’altro. Era sempre pieno di vita.
Lei adesso mi accusa di essere egoista, di aver pensato alle mie cose, di averla trascurata. Non so cosa significhi trascurare una moglie ? Forse appassionarsi ad una partita di calcio ? Non dirle tutti i giorni ti amo ? Eppure mi complimentavo con lei per la sua cucina, la cercavo sempre come donna, avrei voluto fare l’amore con lei ogni giorno.
Ho letto alcuni passi di questo manualetto di cui sopra ti parlavo in cui ammetto delle “colpe” se tali si possono chiamare:
“Vivere in coppia significa sapere quanto è importante guardarsi negli occhi mentre ci si ascolta”
“Un uomo e una donna sanno che un complimento al giorno non è mai troppo”
“Tutte le coppie dovrebbero ricordarsi più spesso di spegnere la televisione e accendere il dialogo”
“Vivere in coppia significa essere felici di dedicare all’altro il proprio tempo libero”
“Un buon marito dovrebbe sapere che non è auspicabile costringere la propria noglie a rinunciare a una serata fuori per guardare la partita alla televisione”
Tutte “piccole cose” che forse ad una donna possono creare un disagio immenso. Te ne ho citate alcune per rendere l’idea
Però di contro mi sono ritrovato in altre situazioni:
“Nessuna coppia deve rinunciare a concedersi una vacanza fosse anche per una mezz’ora”
“Un partner premuroso sa che lo chef apprezza i complimenti”
“Un uomo e una donna che si vogliono bene sanno che i bei ricordi hanno un valore inestimabile”
“Due persone che si amano sanno che i bei ricordi sono come ancore in mezzo al mare cui aggrapparsi quando sopraggiunge la tempesta”
“Un uomo e una donna conoscono l’importanza di tenere vivo l’interesse sessuale”
“Una coppia deve imparer ad usare la macchina fotografica per realizzare un album che ddocumenti la propria storia d’amore”
Tra tutte queste frasi (ne ho citate solo alcune) ce n’è una che però…..
Aleba….(segue)
è una coltellata al cuore “Ogni coppia deve cercare di fondare il proprio matrimonio sui sogni e non sugli incubi”.
Questa frase è pazzesca: in fondo il suo sogno era diventato il mio incubo. Inconsciamente come ti avevo detto prima. Però vivevamo la cosa in maniera opposta: lei sognava un figlio, mentre per me era un icubo. Non tanto il figlio quanto la paura del cambiamento che avrebbe apportato alla nostra coppia.
Io sono ultraconvinto che “mettere le carte in tavola” come hai giustamente analizzato tu avrebbe risolto ogni problema. Ma allora perchè lei non l’ha fatto ? Perchè la sua testa ha analizzato i miei no come secchi e definitivi e ragionando esclusivamente con la sua testa.
Come hai visto è bastato una “prendo dei giorni di riflessione” per farmi riflettere su tutto e farmi cambiare opinione sul cambiamento di vita. E’ una donna speciale. Perchè ha ragionato in questo modo buttando all’aria anni di matrimonio vissuti all’insegna dell’Amore. Può un nuovo obiettivo, un nuovo progetto in apparenza non condiviso essere la causa di una rottura definitiva ? Perchè non concedere una seconda chanche.Le seconde opportunità si concedono a tutti o no Aleba ? O può l’intervento di una terza persona aver fatto saltare tutti gli equilibri ? Io non riesco ad innamorarmi di un’altra donna. Come può averlo fatto lei ? Lei che più di me manifestava il suo Amore in questa nostra Storia ?
Scusa se ho parlato solo di me stavolta.
Tranquillo Fuori dal Coro, parliamo pure di te che a me serve comunque. Mi colpisce questa frase che è un dogma!: Tra tutte queste frasi (ne ho citate solo alcune) ce n’è una che però…è una coltellata al cuore “Ogni coppia deve cercare di fondare il proprio matrimonio sui sogni e non sugli incubi”.
Appunto. Forse lei percepiva questo incubo e pesava sulla sua anima come un macigno che inevitabilmente ha schiacciato, giorno dopo giorno, il suo amore per te. Lei ti amava, ma il centro del suo amore non era la coppia, eri tu. Per salvare la coppia avrebbe rischiato di doverti costringere ad affrontare il tuo incubo. Probabilmente non era nella sua natura, la descrivi come una persona dolce e premurosa e tendenzialmente le persone così, per non ferire mettono in disparte le proprie necessità. Forse aveva paura che facendo pressioni avrebbe rotto quell’atmosfera di comprensione e amore reciproco che caratterizzava il vostro matrimonio. Solo che non parlando, non manifestando a chiare lettere quello che provi, tutto si accumula dentro e diventa intollerabile la confusione che si crea nei pensieri. Ad un certo punto scoppia la guerra nell’anima, giusto e sbagliato si scambiano i ruoli, si fronteggiano senza esclusioni di colpi…ma in silenzio per non ferire, per non far trasparire una sofferenza così grande che spaventa pure doverla ammettere di fronte a sè stessi, figurati con il compagno di una vita che tremi alla sola idea di perdere. Si sarà fatta mille domande come l’avresti presa a parlare di figli seriamente e una volta per tutte. Ma le domande non le ha poste a te e si arbitrariamente data le risposte da sola. Sicuramente risposte buie e tristi, dettate dal suo animo contrastato, sicuramente NON LE TUE RISPOSTE, quelle avresti potuto darle solo tu. Salvare la coppia, salvare il suo amore, salvare sè stessa. Troppo tempo a rimuginarci sopra, senza renderti partecipe in maniera chiara. Alla fine il suo incubo è diventato l’amore per te che le procurava più sofferenza che gioia. In tutto questo avete sbagliato entrambe, perchè pur comprendendo che tu potessi avere paura del cambiamento dovuto alla nascita di un figlio, non avresti dovuto dare per scontato il suo silenzio, avresti dovuto pensare anche tu oltre i limiti del tuo incubo e guardare chi avevi davanti. Guardarla veramente e profondamente cercando in ogni modo di rinnovare la conoscenza che avevi di lei giorno per giorno. Forse ti saresti accorto che avresti dovuto chiederle, negli anni, se fosse ancora d’accordo sul non avere figli, forse avresti dovuto iniziare tu il discorso. Ma non ci è dato sapere come sarebbe andata SE…purtroppo anche nella tranquillità può essere che la tempesta covi da qualche parte e poi esplode in tutta la sua furia inaspettata. Di chi è la colpa? Secondo me sta nel mezzo, nella paura assoluta che tutti, o quasi, hanno di scoprirsi realmente e costantemente ogni giorno di fronte a chi amano. L’amore è fatto di rose belle e profumate, ma anche di spine…
e le spine si affrontano in due, quando si è coppia. Ma bisogna descriverle bene queste spine se il tuo amato/a non le vede..bisogna avere il coraggio di riconoscere la propria incapacità di superare la fase spinosa del rapporto e magari cercare un aiuto all’esterno predisponendosi interiormente per valutare insieme ogni possibile strada. Non ci sono spine insuperabili, ero convinta di questo io !! Ho dovuto arrendermi, le spine non si superano, non posso essere superate quando uno dei due non ha la minima intenzione di analizzare quelle spine e di cercare un percorso comune. Anzi, se non ti sposti di corsa, quelle spine di penetrano nella carne così a fondo da diventare parte integrante della relazione. Caro Fuori dal Coro, se il mio compagno fosse stato in grado di chiedersi onestamente dove avesse sbagliato lui, se avesse ascoltato le mie parole, compreso con amore le lettere che gli ho scritto negli anni…ma anche con questi SE vado poco lontano. Io voglio guardare avanti, superare la rabbia che provo, perchè non mi si addice. Alla fine il suo rapporto con me era minato alla base da lui stesso, ha vissuto me come un incubo senza mai accogliermi e conoscermi veramente. Ha voluto isolarmi dentro di sè, come si circoscrive un’infezione, un corpo estraneo che il tuo orgoglio non ti permette di estirpare…fondamentalmente perchè non vuoi riconoscere di avere un problema comportamentale. Oggi mi rendo conto che nei suoi pensieri neri e contorti ero una nemica e in nessun modo avrebbe cambiato idea. E’ ammirevole che tu ti interroghi, che tu legga e ti informi per capire cosa sia andato storto nel tuo matrimonio, svolgi la tua analisi e fanne tesoro perchè ti servirà più avanti. Il mio ex, pochi giorni prima che uscissi definitivamente da casa sua, mi ha detto: “anche se tu avessi ragione, io non lo riconoscerò mai, perchè se lo facessi crollerebbero tutte le mie convinzioni”. Cioè il suo incubo. Allora, poteva guardarlo in faccia prima il suo incubo, poteva ascoltare quando lo imploravo di afferrare le mie mani e lasciare che lo aiutassi. Tutto vano! Aiutare un adulto che rifiuta il tuo aiuto è impossibile, la volontà di farsi aiutare è determinante.
Per lui io sono andata via, l’ho lasciato!! Io sono certa di essere stata scacciata, brutalmente messa alla porta. Tutti i suoi “questa è casa mia e comando io” tutte le mie cose sono sempre state trattate come spazzatura, e soprattutto l’ultimo anno. Il contrasto tra “ti ho sempre amata” (e meno male che per lui ero la signora NESSUNO)..e gli spintoni a farmi ripetutamente cadere perchè uscissi da casa sua. Io con il cellulare in mano, non riuscivo a smettere di tremare abbastanza a lungo da pigiare quei benedetti tasti 112 e alla fine non li ho pigiati.
Che schifo, che stupida.
Scusami, sono tornata a me. Vorrei dirti che un giorno accetterai il fatto che lei sia andata via, che probabilmente verrà quel giorno che riuscirai a guardare il cielo, entrare in un negozio, passeggiare.. vivere.
Aleba
Grazie anzitutto ma…..
No..non riuscirò mai ad entrare in un negozio..passeggiare..vivere. Non immagini cosa io sto provando in questi due anni..dentro…dentro di me. Un’angoscia terribile, un senso di disagio, di impotenza di dolore di fronte a tutto.
Non ho mai fatto male a nessuno in vita mia. Non desideravo ville, soldi, e cose simili. Volevo solo essere felice. Felice con lei.
Ho creduto di esserlo inisme a lei. Invece forse ero solo io ad essere felice. Almeno fino a quando lei non ha avuto il desiderio di avere un figlio.
Tutto quello che mi ha scritto su ciò che lei può aver pensato mi mette terrore, angoscia, tanta angoscia.
Non conosco la cattiveria Aleba, non so cosa sia. E il solo pensiero che una mia idea possa aver scatenato tutto questo nella sua mente mi distrugge.
Non si può arrivare al punto dove siamo arrivati noi per una mia assurda paura e per la sua pur assurda paura di perdermi e di non chiarire il suo dolore.
Io rifiutavo è vero. Ma mai pensavo che dentro di lei ci fosse quel dolore che tu hai descritto così bene. Lei era normalissima dopo i miei “no”. Ridevamo, scherzavamo insieme, viaggiavamo. Nessuno e dico nessuno si è mai accorto di quello che lei potesse provare dentro. Nè i suoi genitori nè i miei genitori nè i nostri amici. NESSUNO. Tantomeno io.
Mi sembra un incubo ma magari lo fosse. Dagli incubi ci si sveglia. Ma perchè si fugge dall’uomo che si ama. Dall’uomo che ha avuto il solo torto di non desiderare dei figli. Paradossalmente di credere di non desiderarli. Non ci crederai Aleba ma io sto impazzendo. Impazzendo letteralmente. Ho intrapreso da mesi una psicoterapia ma non trovo giovamento. Sono psicologicamente a pezzi anche se lucido. Ti assicuro Aleba leggendo la tua storia e paragonandola alla mia non c’è una minima correlazione. Tu a contatto con un uomo cattivo, prepotente e privo di scrupoli. Io e mia moglie due persone che si amavano ognuno con i suoi modi di essere. Ho foto filmini che testimoniano il nostro Amore. Ci invidiavano tutti. Perchè Aleba, perchè tutto questo ? C’è gente che davvero fa del male ed io che piangevo se inavvertitamente uccidevo un passerotto che mi si buttava sulla mia automobile sto pagando come il peggiore degli assassini. Ho dei sensi di colpa pazzeschi. Pur avendo commesso il solo errore di non capire la sua sofferenza e di non capire me stesso. Però perchè Aleba lei invece di affrontare il discorso ha pfererito tradirmi con un altro uomo. Per quanti errori possa aver fatto io amavo lei e durante la nostra storia non l’ho mai tradita. Sai Aleba, non so descriverti la cattiveria che ha messo in questi due anni nei miei confronti. Le bugie che mi ha raccontato. Perchè ? Perchè tutto questo ? Aleba se ti raccontassi la mia storia prima che lei andasse via. Abbiamo condiviso ogni cosa. Tutto insieme, ogni cosa insieme. Sempre io e lei. Non so quante lacrime ho versato da due anni a questa parte. Eppure lei di fronte all mie…..
Fuori dal Coro – Aleba (segue)….
…..lacrime sincere non ne ha versata una. Il mio dolore si vedeva. Non lo nascondevo. Le ho chiesto scusa per qualsiasi cosa avessi sbagliato. Chiesto scusa e…perdonata allo stesso tempo per il suo tradimemto. Avrò sbagliato. In buona fede l’avrò fatta soffrire. Ma non l’ho mai tradita.
Un tradimento si sa che fa male. Lo sapevo che un tradimento faceva male. Ed io non l’ho mai tradita. Primo perchè l’amavo, poi perchè non volevo ferirla.
Non sapevo che soffriva quando le rifiutavo un figlio. La mia non era cattiveria come quella di tuo marito che sapeva di farti del male quando ti diceva certe cose. Io dicevo la mia come lei diceva la sua ma poi si tornava alla vita di sempre con i soliti sorrisi, le risate in macchina ad ascoltare la radio. E poi perchè tradirmi con un uomo che conosceva da anni ?
Aleba io non sono donna ma come può un desiderio seppur grande come quello di un figlio minare alla base un rapporto di coppia come il nostro ? Mi dici che lei non voleva ferirmi, non voleva perdermi eppure nel momento fatidico mi ha accoltellato alle spalle. E tutto quel grande Amore è diventato Rabbia, Odio, Sostituzione.
Eppure io ancora adesso la amo ancora. Le ho chiesto per due anni un’oppurtunità, una sola per dimostrarle che il mio ripesamento era sincero. Era frutto di un desiderio vero, maturato dopo mesi di lavoro mentale su me stesso. Quel lavoro che aveva bisogno solo di una scossa per far si che la paura scomparisse.
Invece mi ha chiuso la porta in faccia. A quell’Amore per cui lei si era “annientata”, come mi ha rinfacciato più volte. Rinfacciandomi ogni cosa, ogni cosa di me che lei conosceva da 20 anni e che io le avevo espresso con la più profonda sincerità. Non c’era cosa di me che lei non conosceva. Durante il fidanzamento le ho mostrato tutti i miei difetti comportamentali. I pregi no, quelli doveva scoprirli lei se c’erano. Ma i difetti, il mio modo di agire, di pensare di essere, di vivere glieli ho messi sul tavolo non nascondendole nulla.
Mi sento in colpa Aleba, come se avessi davvero ucciso un bambino e quello che provo per lei è Amore vero, sincero, eterno. Nonostante lei mi abbia abbandonato come un cane. Ti giuro Aleba. Non le ho davvero mai fatto del male se non inconsciamente con questa storia del figlio. Ma perchè non esiste il perdono ? Perchè non si perdona chi ha agito, forse con superficialità, con distrazione semmai, ma assolutamente senza cattiveria.
Perchè lei, pur conoscendomi alla perfezione, non parla mai del suo tradimento ponendo sempre e solo davanti il fatto che io non volevo figli. Perchè quando le dico (e le dimostro) che sto soffrendo da due anni lei mi pone sempre davanti il fatto che anche lei ha sofferto e che io “non ho voluto vedere che soffriva perchè pensavo alle mie cose”.
A giustificazione di tutto mette davanti un intervento chirugico alla tiroide avvenuto qualche mese prima che lei se ne andasse. Quell’asportazione chirurgica…..
Fuori dal Coro – Aleba (segue)….
……che a suo dire le avrebbe fatto vedere il mondo da una angolazione diversa tanto da farglielo vedere senza di me.
E in pochi mesi è stata capace di rovesciare tutto. Dicendomene di tutti i colori. Quando per tutti gli anni del matrimonio tra di noi non c’era mai un’alzata di voce.
Vivevamo in un paesino. E sai bene che in un piccolo paese le chiacchiere volano via come il vento. Eppure quando è successo quello che è successo ognuno è rimasto esterrefatto, allibito. “Ma come ? Una coppia come voi, così affiatata così felice”. Nessuno voleva credere. A me la gente mi conosceva da anni e mia moglie si era fatte apprezzare per le sue innumerevoli qualità. Eravamo una coppia modello.
Può davvero una paura di perdere iol proprio amato, una paura di fargli vivere un incubo scatenare una reazione del genere nella testa di una persona.
Oppure è stato semplicemente il fatto di aver perso la testa per un altro uomo a far scattare tutto questo ?
Sai Aleba. Da che lei è andata via di casa a seguito della scoperta del suo tradimento a venirsi a riprendere i mobili sono passati pochi mesi. Quindi tutta questa decisione da cosa nasceva ? Come poteva esser così certa di mandare all’aria un matrimonio fondato sull’Amore per un altro ? Da qui la mia scoperta che “l’altro” esisteva da anni. Certo lungi da me il pensare che la storia fosse antica. Una persona che conosceva da tempo. Una persona da sempre innamorata di lei a cui li ha “dato spago” nel momento di maggiore crisi.
E tu, in quanto donna, Aleba puoi confermarmi che “niente è più facile di riuscire a consolare una donna in crisi”. Ma non era lei la persona che poteva cedere ad una banalità simile. No. Era una donna “speciale”, come credo lo sia tu.
Mi piacerebbe davvero conoscerti Aleba, perchè da come scrivi sei una donna di una perspicacia e intelligenza come poche. Il tuo modo di descrivere il tuo problema e di cercare di capire il mio è semplicemente fantastico.
Mi piacerebbe continuare a scambiarci opinioni a cercare di capire i problemi di noi due.
Anche se il tuo mi sembra più ovvio visto dalla parte di un uomo. Non può un uomo trattare in quel modo la propria donna. Parole del genere non possono essere usate da un marito che ama la propria moglie. Non mi sarei mai sognato di dire a mia moglie “queta è casa mia e comando io”. Non ho mai avuto lo scettro del comando. Ho solo espresso le mie opinioni difendendole sempre. E non ho mai impedito di parlare a lei.
Avrà sofferto la mia personalità ? Ma è una colpa ?
Aspetto sempre tuoi commenti. E se sei d’accordo mi piacerebbe scriverci via mail. Sempre se tu lo voglia.
Un bacione
Aleba
Ma alla fine di tutto. Dopo i post epistolari che ti ho scritto vorrei soltanto dire una cosa.
Ok i figli. Ok al fatto che io sono pronto a mettere su famiglia insieme a mia moglie ma…una considerazione spontanea:
Mi sono fidanzato con mia moglie quasi 20 anni fa, facendole presente il mio non desiderio di avere figli ma la semplice ricerca di una donna per la quale essere marito,amante,amico e condividere i piaceri della vita.
Mi sono sposato con mia moglie mettendo in chiaro anche davanti al Sacerdote (quello che ti fa il processino pre-matrimoniale) la mia idea di non mettere su famiglia con la consapevolezza di essere per sempre marito innamorato della propria moglie.
Per quasi 20 anni non ho visto altre donne oltre mia moglie, non ho mai pensato di lasciarla, di tradirla. Ho sempre pensato che fosse la migliore di tutte. La più bella, la più dolce, la più comprensiva.
L’ho sempre desiderata come il primo giorno anzi di più. Ho sempre desiderato di stare con lei, di fare tutto con lei. Di viaggiare insieme, cenare, dormire, mangiare insieme e condividere gioie e dolori.
Non ho mai avuto momenti di routine con lei. Mai noia. Mai messa in discussione di fronte a nulla. Mai messa in secondo piano (a meno che si voglia parlare di secondo piano quando stai vedendo una partita di calcio). Non c’è mai stato ninete e nessuno più importante di lei. Allo stesso piano dei miei genitori. Sempre chiesto l suo parere. Mai fatto nulla senza il suo permesso. Abbiamo visto il mondo con i quattro nostri occhi. Se ci fosse stato bisogno sarei stato il suo bastone, i suoi occhi, le sue gambe.
Alla fine lei mi ha mollato per un’altra persona (o un terzo o un figlio)
Lei è rimasta prima ed unica io alla fine secondo se non addirittura terzo.
Alla fine chi amava di più l’altro Aleba ? Risposta sincera grazie!
..e un bacione con affetto
Amare di più, amare di meno..penso sia impossibile da determinare. L’amore cresce, cambia e purtroppo è sottile il filo che lo separa dall’odio. Dopo le tue ultime lettere la situazione si è delineata meglio. Una storia che durava da anni nella quale si è buttata nel momento di crisi peggiore. L’intervento alla tiroide che ha cambiato l’angolazione per vedere la vita. Penso siano fatti molto importanti. Se ha ceduto alla consolazione di un altro uomo nonostante l’amore fra voi fosse felice, come lo descrivi, penso che fosse veramente in crisi. Per il figlio, per altro che non so, ma non lasci entrare un altro nella tua vita quando la vita ti appaga. Un intervento chiurgico importante, inoltre, sicuramente fa vedere la vita in modo diverso. Ci apre gli occhi sul lento inesorabile scorrere del tempo e soprattutto sulla possibilità che tutto finisca da un momento all’altro. Allora sono tempi di bilanci davvero! Poi dici che il tuo non desiderio di avere figli lo hai detto anche al sacerdote (a parte che avrebbe dovuto rifiutarsi di sposarsi, perchè per i cattolici ci si sposa proprio per procreare) ma non credi che lei, memore di tanta fermezza, si sia veramente isolata nel vostro rapporto riguardo al tema figli, creandosi di fatto una vita propria al di fuori di te? Il tradimento è stato una conseguenza, probabilmente, ma non la causa del suo allontanamento. Io non posso sapere cosa provava tua moglie, però si capisce che il taglio lo ha voluto dare netto per non rischiare ricadute che forse erano pericolose per il suo equilibrio. Non poter avere un figlio con te ha avuto meno peso del non poterne parlare con te. Vedi, tu forse intimamente sarai stato anche disponibile a parlarne, ma se nei comportamenti comunque sembravi perentorio lei si sarà sentita frenata nel parlare con te, e probabilmente non frenata con lui. Da quello che scrivi sembri molto sensibile,( anche io piango se un passerotto finisce contro la mia macchina…mi è successo una volta), però evidentemente lei questa sensibilità non l’ha percepita pienamente in 20 anni. Gira e rigira torno sempre sullo stesso punto, bisogna aprire il cuore l’uno di fronte all’altra, rinnovare la conoscenza reciproca perchè la vita ti cambia lungo la strada. Se non ti preoccupi di capire come sta vivendo chi cammina al tuo fianco, se non osservi cambiamenti e non ne parli, è logico che ad un certo punto uno dei due imbocca un bivio che lo distanzia. A quel punto è inutile inseguire, secondo me. Guarda, io la mia vita, la mia relazione me la sono scelta. Ho contribuito per un buon 50% alla costruzione delle sue fondamenta marce. L’ho fatto per inesperienza, per ingenuità. Ho perseverato perchè vedevo una grande fragilità emotiva dietro la sua arroganza e mi ero illusa di poterlo aiutare a uscire dal guscio e apprezzare la parte bella della vita. Invece sono rimasta intrappolata sull’onda di false promesse che si sarebbe preso cura di me se io lo avessi fatto con lui. Una trappola che non ho riconosciuto
perchè nella mia mente era abbellita da certi aspetti del suo carattere che mi avevano colpita positivamente. Ho passato anni a ripetermi che il vero lui sarebbe uscito definitivamente prima o poi, e allora tutto il mio amore per lui avrebbe dato i suoi frutti. Invece niente. Milioni di idee che girano nella testa, quando l’unica domanda sensata sarebbe stata “E’ vita questa?” Poi me la sono fatta la domanda, e ora sono qui.
Penso che se la psicoterapia non ti sta dando giovamento, forse dovresti cambiare terapeuta. Certo non risolve il problema, ma ti aiuta ad inquadrarlo bene, a conoscerlo e a riconoscerlo.
Cosa sia capitato a tua moglie è difficile da dire e noi riusciamo a fare solo ipotesi. certamente il suo amore si è mutato, ha preso una direzione diversa e 2 anni sono davvero tanti. Cosa fa lei adesso? è diventata mamma? tu le sai queste cose, oppure sei all’oscuro di tutto? Purtroppo non posso restare a lungo stasera, ma tornerò.
Notte
Ciao Aleba
Intanto no, lei non è diventata mamma, In questi due anni ci siamo visti e sentiti più volte. Anche se ero sempre io a cercarla. Si è vero lei ha voluto rifrequentarmi (a modo suo) per 4 mesi. E’ antrata in macchina piangendo e discendo “mi dispiace per quanto successo”. Ma poi la rifrequentazione è stata alquanto strana ci si vedeva così, quando voleva lei. Ero sempre io a parlare a dialogare. Lei no, sempre zitta. Non ho capito mai cosa volesse fare in quei quattro mesi. Probabilmente la non sicurezza. Il tenere il piede in due scarpe.
Aleba, un intervento alla tiroide non cambia la vita. E’ un intervento si ma perchè dovresti vedere la vita in un modo diverso ? Allora non hai mai amato chi ti sta a fianco. Perchè in genere se hai problema soprattutto fisico ti attacchi agli affetti non te ne distacchi.
Parli di sensibilità. Lei mi conosceva benissimo. Sai la storia di Tommaso ? Quel bimbo che fu massacrato a colpi di pala da un tizio che l’aveva rapito ai propri genitori ? Bè io piansi davanti a lei sentendo quella notizia. Lei mi chiese perchè stessi piangendo ed io le dissi che piangevo per quel bimbo. Perchè ho immaginato la sua paura il suo terrore mentre quel mostro lo colpiva a colpi di pala. Sai Aleba, noi viveamo in montagna. Qualche volta capitava di vedere qualche ragno dentro casa. Non ne ho mai ucciso uno. Prendevo la paletta e lo portavo fuori. Non ero nessuno per poter togliere la vita ad un essere vivente. Lei questo lo sapeva e sapendo questo come poteva solo lontanamente immaginare che avrei potuto trattare male nostro figlio ?
Io amo mia moglie e come ti ho detto mai potrei parlar male di lei. Soprattutto durante il nostro rapporto ma in questi due anni saiquante volte si è contraddetta ?
Prima mi ha detto che era più di un anno che non stava bene con me. Poi ha detto che l’ultima chanche me l’ha data nel momento in cui è stata operata di tiroide. C’erano due possibilità dopo l’intervento: o intraprendere una radioterapia che le avrebbe impedito di avere gravidanze nei successivi 8 mesi o non fare nulla visto che i noduli maligni non erano infiltranti: Lei mi ha accusato qualche mese fa di non aver aperto bocca durante questi colloqui con i medici. Quando invece le dissi chiaramente dopo aver ascoltato un paio di consulti che, a mio parere, era congliabile non fare la terapia. In pratica mi aprivo anche a una possibile gravidanza. Lei mi ha accusato del fatto di non aver espressamente dichiarato che sarebbe stato opportuno non fare la terapia allo scopo di avere subito una gravidanza.
Ora in merito a ciò che ha detto mia moglie vorrei far presente due cose: la prima: come posso io di fronmte ad un suo problema di salute anteporre una gravidanza all’importanza di curarsi nel miglior modo possibile. La seconda: ma come ? mi dicio che è più di un anno che non stai bene con me e desideri un figlio da un marito che non ami ?
Un’altra cosa: un paio di mesi prima che lei se ne andasse avevamo acquistato casa…
(segue)….
….che lei mi aveva proposto. Non ho battutto ciglio. Mettendole in mano tutti i miei risparmi di una vita.
Ma Aleba se tu non stai bene con tuo marito ci comperi casa insieme ? Come funziona ? Nei mesi precedenti si scherzava insieme per cercare di risparmiare più soldi possibile per avere più denaro liquido per acquistare l’immobile e poi…vai via da casa dopo qualche mese ?
Aleba, mi dici che memore di tanta mia fermezza, si sia creata una vita propria. Ma perchè ? Per anni abbiamo parlato insieme di questa cosa dei figli. E lei era d’accordo. Lei stessa mi portava a vedere coppie di vecchietti che non avevavno avuto figli facendomi notare quando erano felici comunque. Perchè doveva crearsi una vita propria ?
E perchè invece non chiarire quali erano i suoi veri progetti invece di aspettare che io da solo potessi cambiare idea.
Aleba. Come faccio a sapere se hai mal di pancia se non me lo dici ?
Come faccio a vedere un tuo cambiamento se questo cambiamento non lo mostri ? Aleba io in questi mesi ho parlato con persone che frequentavano mia moglie con le quali lei parlava per ore. Ho chiesto loro se negli ultimi tempi avessero notato qualche cambiamento in mia moglie. Assolutamente no mi hanno risposto.
Il tradimento è una conseguenza ? Non sono d’accordo con te Aleba su questo punto. Credo che non esista frase più brutta sul vocabolario italiano del verbo “tradire”
Dopo più di duemila anni si parla ancora del tradimento di Giuda non di un uomo che non desiderava figli.
Il tradimento quello fisico è mancanza di rispetto verso la persona che si ama. E’ tradire la sua fiducia. Cosa c’è di peggio Aleba. Soprattutto in un rapporto in cui la lealtà, la sincerità e la fiducia erano valori basilari ?
Io non mi sarei mai sognato di tradire mia moglie. Se mi fossi trovato al suo posto avrei espresso tutto il mio malessere. Avrei, con dolore, chiarito la mia posizione anche a costo di allontanamrmi da lei. Ma glielo avrei detto chiarendo le mie posizioni.
Ultimamente ho seguito vicende di alcuni personaggi famosi: Maurizio Micheli e Benedicta Boccoli, Cristian Panucci con la fidanzata. Entrambe le coppie si sono separate perchè i rispettivi mariti/fidanzati non volevano figli. Non ci sono stati ripensamenti da parte loro. La situazione è stata chiara. Non ci sono stati sotterfugi. Nessuno è tornato indietro sui propri passi.
Per me non è successa la stessa cosa. Aleba io conservo ancora gli sms degli ultimi mesi. Messaggi d’Amore da parte sua verso di me così come il biglietto di auguri di fine anno. Un altro messaggio che testimoniava l’Amore.
Allora perchè tutta questa falsità. Io avrò sbagliato e ho sensi di colpa per le cose che tu sai. Ma falso non lo sono mai stato. Nel nostro rapporto non ho mai detto una cosa per un’altra a mia moglie. E conoscendomi, perchè lei dice di conoscermi bene, avrebbe dovuto capire che il mio passo indietro era sincero.
Aleba non ne convieni anche tu che qualcosa non torna da parte
..(segue)…
di mia moglie ? A questo punto tutto sembra un alibi. Tutto per coprire una storia con un altro uomo. Un uomo che oltretutto conosceva da tempo.
Mi dici Che se la vita ti appaga un altro nella tua vita non lo lasci entrare. Sono d’accordo in parte perchè sono tante le storie di uomini e donne che “perdono la testa” per uomini o donne che non valgono un’unghia della persona con la quale vivi da anni.
Se sei una persona di valori, di sentimenti, un altro uomo o donna nella tua vita non lo lasci entrare. A meno che la tua vita di coppia è a pezzi e hai provato di tutto per ricostruirla.
Ma la nostra vita di coppia non era a pezzi Aleba. Sai Aleba, quando entro nella nostra casa mi guardo attorno e cerco di guardare ogni angolo per capire dove e quando possa essere successo qualcosa di negativo. Ma oggettivamente non vedo nulla di strano. Non riesco a capire dove si possa essere generato tanto odio, rabbia e disinteresse verso chi sdice si sia amato con tutta se stessa.
Non so Aleba io credo di avere una concezione particolare dell’Amore per una persona. Io amo una donna per quello che è per come è fatta, per i suoi pregi e per i suoi difetti. Non intendo cambiarla. Se non accettassi i suoi difetti non potrei amarla. E così pure non potrei non amare più una persona per i difetti che ho sempre riconosciuto in lei. Cioè scusa ma a volte non capisco. Ma secondo su cosa si basano i sentimenti ? Sull’Amore verso una persona o sui cambiamenti che possono avvenire ? Mah io protendo verso la prima ipotesi. Perchè se i sentimenti cambiano in funzione dei “cambiamenti di ognuno” ma allora che Amore è ? E poi scusa ma perchè si deve cambiare ? Io da quando ero bambino che son rimasto sempre lo stesso. Non mi risulta essere mai cambiato. Sono cresciuto, maturato in un certo senso ma non cambiato.
Io sono d’accordo sul fatto che si possa mutare sentimento verso le brevi relazioni. Quelle non consolidate. Ma non nelle unioni di lunga data dove l’Amore l’ha fatta sempre da padrone.
Vedi Aleba leggendo la tua storia nota una sostanziale differenza rispetto alla mia. Qui ci sono state chiare discussioni, malesseri evidenti. Ma soprattutto arroganza, cattiveria e quant’altro da parte di tuo marito. Quando descrivi tuo marito non fai mai accenno ad un suo pregio. Metti in evidenza solo situazioni che manifestano il suo egoismo, il suo non rispetto verso di te, il suo non apprezzamento, la sua cattiveria, il suo non volerti bene.
In questo caso mi chiedo come tu possa aver accettato di amarlo e di convivere con lui per così lungo tempo. Addirittura accettare di avere un figlio con lui.
Non mi conosci è chiaro. Ma da quello che puoi aver capito di me, da come pensi che io sia fatto non credo che al posto di mia moglie mi avresti abbandonato in quel modo. Avresti parlato chiarito, discusso. Ma non mi avresti abbandonato soprattutto per un altra persona.
Sbaglio ?
Aspetto un tuo commento
Ciao, Fuori dal Coro.
Io ho fatto delle ipotesi su tua moglie, evidentemente è servito a farti descrivere meglio la situazione. Nessuno si è accorto di un suo cambiamento?? O è stata fulminata sulla via di Damasco, oppure ha saputo recitare molto bene. Vi siete rifrequentati e tutto l’amore che aveva per te, un amore (a quanto descrivi) bello e appagante basato sulla condivisione, non esisteva più? Non riesco a capire, non capisco. A seguito dell’intervento alla tiroide avrebbe dovuto fare la radioterapia e tu ti sei espresso a sfavore, di fatto aprendoti ad una gravidanza. Concordo con te, Fuori dal Coro, tu non potevi fare scelte per lei in merito alla sua salute. Potevi esprimere la tua opinione con delicatezza, ma nulla più. Più ne scrivi e più ho l’impressione che tua moglie fosse sorda e cieca di fronte all’uomo che aveva. Voglio dire, non ha ascoltato, non ha parlato, non ha visto. Ha vissuto come in un mondo ovattato, dove ogni cosa era meravigliosamente attutita dall’esistenza di Fuori dal Coro. Niente litigi, solo bontà. Perdonami Fuori dal Coro, non riesco neppure a calarmi in una situazione del genere. Tieni presente che io sto faticosamente costruendo la chiusura di una relazione ultradecennale caratterizzata da una forma di violenza psicologica subdola. Io non riesco neppure ad immaginare come sia vivere un rapporto che ti gratifica e dove la ricerca della felicità e stimolata ogni giorno con rinnovato amore. Come posso capire tua moglie? a questo punto mi viene quasi da destarla, e questo mi ferisce, perchè aveva il paradiso e l’ha buttato. Se stava male avrebbe dovuto dirtelo, chiederti di aprire bene le orecchie e parlare. Anche questo non lo capisco, aveva un uomo disposto ad ascoltare, a capire, allora perchè non ha manifestato? Io ho perso il fiato a forza di ripetere (dettagliatamente) al mio ex che io volevo pane, e lui ha continuato a darmi polenta. Questo nonostante avesse il pane e sapesse che a me la polenta non mi piaceva. Ma nella sua mente patologica, io DOVEVO mangiare la polenta per tenere bene a mente che la vita è sacrificio. Che tristezza. Anche io non uccido i ragni, ogni vita è preziosa! Il mio ex si dichiara in lacrime di essere buono in fondo al cuore. Un tempo pensavo che lo fosse, anzi pensavo che sarei stata in grado di abbattere uno dopo l’altro i muri di cinismo, rancore, ODIO, che aveva innalzato fin da quando era piccolo. Ho dovuto ammettere che non ci sarei mai riuscita. Ogni piccolo pezzo che riuscivo a smantellare, veniva sostituito immediatamente da un pezzo di maggiore spessore di disprezzo per il mondo intero. Non spetta a me far crollare quei muri. Io non posso sprecare la mia vita giustificando lui, perchè in fondo è buono! E’ buono un uomo che svuota l’acquario tropicale in nel laghetto in giardino? Pesci che vivono a 30 gradi!! ai primi freddi muoiono tutti. Sono lacrime di un uomo buono quelle versate da un uomo mentre scava in giardino per seppellire il cane di casa? Certo! penserai tu..
Invece io dico NO, perchè so che sono lacrime malate..pur di potersi compiangere per aver dovuto seppellire il cane (come quando era bambino) lui stesso ha lasciato che il cane morisse…per non essere rotto le balle!! E’ una personalità contorta, un autolesionista che non riesce a trovare la realizzazione, la pace nelle cose positive. Solo i drammi lo alimentano. Io avrei dovuto (nella sua mente) compatirlo mentre scavava, sostenerlo moralmente. Invece no! basta ero stanca già allora, oltre 2 anni fa! La morte di quel cane, per me, è stata un fatto gravissimo che ha contribuito a farmi staccare da lui, da quel bisogno smodato che avevo di consolarlo, di assisterlo nonostante venissi respinta con foga rimanevo sempre al suo fianco per poi essere accusata comunque di averlo lasciato solo. Penso che lui abbia bisogno di un aiuto da parte di una persona competente, davvero ferrata, nessuno può aiutarlo a tirare fuori quel buono che dice di avere dentro, fino a quando non decide di abbattere le sue barriere.
No, Fuori dal Coro, io non riesco a capire tua moglie. Io non ho la più pallida idea di cosa voglia dire avere vicino una persona genuina, spontanea, abbastanza umile da ascoltare e da esprimersi. Non sono abituata al rispetto, alle accortezze che chi ama dovrebbe avere nel non ferire con parole o atteggiamenti. L’ho sempre difeso, mai umiliato, protetto dalle ferite non parlando di certe cose delle quali non voleva parlare, non facendogli notare le sue debolezze. Finalmente, ad un certo punto, ho alzato la testa ed ho guardato veramente. Perchè lui poteva ferirmi con ogni genere di insulto e falsità, mentre io dovevo proteggere il suo cuore fragile continuando a negare la veridicità di certi fatti. FATTI non parole. Esistono uomini migliori di lui? Sono certa di si. Il tradimento, se ne potrebbe parlare all’infinito. Giuda tradì perchè Gesù promise un Regno e Giuda si aspettava che il regno fosse terreno…quello classico pieno di ogni ricchezza e fama. Invece il Regno era un altro, Gesù parlava di amore, umiltà, perdono. Giuda si impiccò augurandosi di raggiungere Gesù e chiederne il perdono. Per etichettare un traditore, prima bisogna conoscere a fondo i fatti e i sentimenti coinvolti. Penso, ad esempio, ai carcerati politici in Cina, per loro il significato del termine EVASIONE sarebbe lo stesso che daremmo all’evasione dell’assassino del piccolo Tommy?
A volte mi sembra di fare vane dissertazioni! La vita è una sola, io sono viva qui, oggi! Ho intenzione di archiviare il passato ma in modo funzionale ai progetti per il futuro.
Sono 2 anni che piangi, Fuori dal Coro, pensi che lei meriti tutte queste lacrime? Davvero non sei pronto per avvicinarti alla fase della rabbia, attraversarla ferendoti e sanando le tue ferite con il perdono finale.? Io ho bisogno di andare oltre, di superare, di accettare che il passato non lo posso cambiare impegnandomi a fondo per non ipotecare il futuro. Pensaci Fuori dal Coro.
Abbraccione!
I cambiamenti: la natura intima delle persone non cambia, magari si manifesta tardi, però non cambia a meno che non si verifichi un cataclisma. Cambia l’aspetto fisico, si accentuano o si smussano certi difetti, si sopiscono certi slanci. Si cresce, si deve essere aperti all’apprendimento su di sè e sul prossimo. Accogliere le novità di vita e di morte. Perchè tutto ha un suo ciclo e ciò che nasce, inevitabilmente muore. Con questo non voglio dire che si può dare per scontato che ogni relazione come è nata dovrà morire. Assolutamente. Non credo esista un amore di coppia perfetto, siamo tutti umani. Le mie convinzioni, da giovane, erano che amare significasse accogliere l’amato ed essere a propria volta accolti. Apprezzare il bello e solare è facile, l’amore chiede di amare anche le ombre, il buio…ciò che spaventa. E poi amarsi negli anni, crescendo insieme nella complicità e nel dialogo. Amare significa fare da sponda all’altro, significa essere trampolini per l’altro. Significa gioire per i suoi successi e sdrammatizzare gli insuccessi non colpevolizzando a priori. Amare vuol dire sentirsi vicini nell’anima anche quando uno dei due sta scalando l’Everest e l’altro è nel soggiorno di casa, con il cuore in gola, gonfio di paura e gioia, in attesa di una telefonata satellitare. L’amore DEVE essere reciproco. Un amore a senso unico è mortale, per entrambe. Quando il rapporto è disfunzionale, quando ne hai le prove certe, schiaccianti….è giusto arrendersi, chiudere accettare che il rapporto si estingua perchè l’amore è un’altra cosa.
Aleba
Scrivi bene Aleba. Scrivi meravigliosamente bene. Esprimi certi concetti con una capacità di cui io non sono obiettivamente capace. E riesci a spiegarti bene molto bene. Molto meglio di me senza dubbio. Non so più mi parli di tuo marito e più mi assalgono dubbi. Come può un uomo che piange per il seppellimento del suo cane trattare la donna che ama nel modo in cui mi hai descritto. Così come può un uomo che piange nel seppellire il suo cane averlo lasciato morire. No non lo capisco. Ok posso capire gli sfoghi. A volte anche persone buone hanno momenti di rabbia e spesso la sfogano con le persone che hanno vicino. Ma non certo per cattiveria. Ma quello che mi racconti tu mi sembra qualcosa di diverso. Forse il comportamento di una persona dalla doppia personalità. Oppure forse c’erano tra voi delle liti per cui una sua risposta era la conseguenza di un’altra e viceversa. Questo non posso saperlo. Lo sai tu. Un uomo buono si manifesta in tante cose. Tu sai se potevi dire che tuo marito era buono oppure aveva dei problemi.
Io so per certo dalle parole di mia moglie che ripeteva continuamente che io non avevo cattiveria dentro. Quante volte diceva agli amici o ai suoi genitori che io non avrei potuto far male a una mosca. Che ero sempre disponibile con tutti. L’odio è un sentimento contrario alla bontà. E sono certo di non aver provato mai odio per nessuno. Nenache per chi mi ha fatto del male. Ho sempre pensato di giustificare tutti. Certo anche un uomo buono commette i suoi errori. Quante volte mi è capitato di aver dato una risposta sbagliata ai miei genitori. Ma questo vuol dire non amarli ? Leggendo quel libretto di cui ti parlavo ho notato parecchie mie pecche. Ma non è una cattiveria non guardare negli occhi tua moglie mentre ci si ascolta. Tutt’al più una distrazione, una mancanza di tatto se vogliamo. Mia moglie a tutt’oggi non fa altro che etichettarmi come “egoista”. Perchè dice, pensavo alle mie cose, senza curarmi dei malesseri altrui, in questo caso di lei.
Sono mesi che lavoro sul senso della parola “egoismo”. Egoismo credo voglia dire pensare ai propri bisogni a discapito di quelli altrui.
Io non credo di essere una persona del genere. Se egoismo vuol dire cercare di vivere bene e di godere il più possibile dei piaceri della vita allora si sono un egoista. E’ chiaro, te l’ho ripetuto più volte. Fondamentalmente non volevo un figlio perchè un figlio cambia la vita. Per quanto mi riguarda mi avrebbe cambiato quella vita che faticosamente avevo conquistato in 32 anni di vita. Con l’arrivo al traguardo di aver conosciuto una donna che condividesse con me certe idee. Era evidente che i miei piaceri erano tali se potevo condividerli con lei. Durante la mia vita matrimoniale e ante/matrimonio ho vissuto tutti questi momenti con lei. Quanto sono stati rari i momenti in cui uscivo a farmi una sana mangiata con gli amici in tranquillità senza far male a nessuno. Con la consapevolezza di tenere alto un’altro dei miei valori……
Aleba…segue
….: l’amicizia. Ho amicizie 40ennali Aleba, ci sarà un motivo no ?
Per il resto la mia passione per il calcio. Più precisamente per la mia squadra del cuore che non è della mia città. Per cui neanche a dire che lasciavo mia moglie a casa per andare a vedere la partita ogni domenica. La partita la vedevo in casa con lei, con mio padre o con suo padre, entrambi tifosi della medesima squadra così come lei stessa. Due, tre, quattro volte l’anno mi capitava di andare allo stadio per vederla dal vivo. Ma sempre chiedevo a lei se volesse venire con me unendo l’utile (un week end fuori città insieme) al dilettevole (vedere la partita). Ma se lei non voleva non ne facevo un dramma. E comunque glielo chiedevo sempre. Non era da me imporre una cosa del genere. Le dicevo sempre in anticipo che tale giorno sarei voluto andare a vedere una determinata partita. In genere partite di una certa importanza, particolari.
Ecco un mio “difetto” poteva essere questo. La mia passione per la squadra del cuore. Difficilmente volevo rinunciare a vederne una partita. Ma c’è da dire che il caso ha voluto che la mia squadra proprio negli anni del nostro matrimonio vincesse ogni anno quello che c’era da vincere. Per cui ero maggiormente esaltato. Oggi sarei stato più tranquillo e meno coinvolto.
Pensa che in questi due anni mi ha rinfacciato il fatto che l’anno scorso all’avvicinarsi dell’ultima partita di campionato che avrebbe sancito la vittoria dello scudetto invitai un mio caro amico ad unirsi alla nostra spedizione per andare a godere della probabile “festa scudetto”. Lui mi rispose che non poteva essendo impegnato a vedere le gare di nuoto del figlio. Molto ingenuamente, spalleggiato anche da suo figlio, gli dissi che la partita scudetto si svolgeva a pochi km dalle nostre abitazioni, che forse mai sarebbe più capitata un’occasione simile e che comunque le gare del figlio le avrebbe potute vedere la domenica successiva. Lui rifiutò l’invito. Ma mia moglie mi ha rinfacciato quel mio intervento dicendomi che io a differenza di lui avrei messo in primo piano l’evento partita di fronte alle gare di mio figlio. Ponendo in pratica, a suo dire, la famiglia e mio figlio in secondo piano. Io onestamente non credo sia giusta questa sua deduzione. Dicendo una cosa del genere non ho emesso una scala di valori. Non ho fatto delle priorità. Ho solo cercato di vivere un’emozione particolare che mai mi era capitata fino ad allora nella vita non credendo di essere giudicato per ciò come un “padre degenere”. Non so cosa pensi tu di questa cosa.
Detto questo, perdonami, ma dissento un po’ con te sul discorso “tradimento”. Un tradimento è un tradimento a prescindere dalle ragioni per le quali viene fatto. L’Italia tradì la Germania. Poco importa se la Germania era patria di sterminatori nazifascisti. L’Italia era comunque alleata della Germania e la Germania subì un tradimento da parte della sua alleata. L’Italia alleandosi con la Germania sapeva cosa faceva….
Aleba…(segue)
…un tradimento, di qualunque genere, lede i principi di lealtà e fedeltà insieme ad un altro forse ancora più importante: la fiducia.
Un tradimento umilia la persona che lo riceve. Diverso è il discorso dell'”evasione”. Evadere non vuol dire tradire. Mia moglie poteva “evadere”, “scappare” da me, senza tradirmi. Il tradimento è comunque sempre una cosa meschina, subdola.
Tornando a te non riesco ancora a comprendere i motivi che spingevano tuo marito ad insultarti e ad offenderti. Perchè lo faceva ? Erano conseguenze a qualche discussione che lui non era in grado di affrontare. O cosa ?
Io cerco di identifgicarmi in lui. Di capirlo. Ma non ci riesco. Aveva forse una doppia personalità ? Non riesco davvero a capire.
Io non ho mai insultato mia moglie. Mai una parolaccia. E neanche lei a me. Ho sempre cercato di essere presente, forse potevo aiutarla di più in casa. Però se mi chiedeva di svuotare la lavatrice lo facevo, così come piegare le lenzuola, magari sbuffavo un po’ ma poi nell’atto del piegarle le davo un bacio. Quando lei mancava da casa la sera le facevo trovare la cena pronta. Poi avevavmo il camino. Cucinavamo spesso alla brace. Ed era sempre compito mio, per me, per lei e per i suoi quando venivano a trovarci. Ogni una due settimane caricavo la legna per il fuoco e per anni ho fatto la spesa da solo per poi farla insieme a lei.
Spesso quando lavava i piatti l’abbracciavo, così come la mattina quando si vestiva. Spesso affettuosamente la chiamavo con i nomignoli più strani. Quando facevo l’amore con lei ero sempre soddisfatto e le manifestavo la mia soddisfazione. Io, l’egoista, mi preoccupavo sempre che lei raggiungessse il piacere massimo, mi preoccupavo di lei prima di me.
Tuo marito quando avete concepito vostra figlia te lo chiese perchè in fondo fu suo padre a desiderare un nipotino. Io invece volevo essere certo di desiderarlo un figlio. Volevo essere certo che lui fosse per me la cosa più importante la persona a cui dedicarsi sempre e comunque nella vita. La sincerità a volte può ferire. Ma la menzogna lascia cicatrici permanenti cara Aleba.
Si cara Aleba. Sono due anni che verso lacrime e continuo a versarne. Pochi giorni fa è stato il nostro anniversario di matrimonio. Le ho scritto un messaggio dicendole che per lei probabilmente questo giorno non aveva più un valore mentre per me era e sarebbe rimasto un giorno meraviglioso.
Mi ha risposto che semplicemente non era proprio così per lei. E come era vorrei sapere ?
Un bacio Aleba
Il mio ex compagno (tu lo chiami marito…lui si puntualizzava di non essere sposato con me!) ha avuto un’infanza molto brutta, una famiglia dove amore, rispetto, dedizione, comprensione non erano certo i pilastri. Abuso di alcol e maltrattamenti erano all’ordine del giorno. Erano poveri e soprattutto egoisti, patologici. Il suo cuore di bambino deve aver affrontato contrasti orribili proprio nell’età più delicata. Non sono una psicologa, ma credo che abbia veramente uno scoglio enorme dentro. Lui, piccolo, doveva accudire e consolare..ma nessuno lo ha mai fatto per lui. Si è chiuso dentro sè stesso. Non ha mai avuto esempi positivi, solo gente che lo respingeva. Io amavo il suo lato buono, quando ci siamo conosciuti. Come ti avevo già detto, tutto è cambiato durante la convivenza, quando sono entrata nella sua sfera intima personale: la famiglia. La sua personalità non è doppia, è disturbata. Da me ha preteso l’esclusiva e la dedizione assoluta. Se io passavo un pomeriggio con mia sorella, lui ne usciva destabilizzato…profondamente destabilizzato, subito non diceva niente, ma dopo qualche giorno esplodeva e mi accusava di non tenere a lui, di complottare alle sue spalle, di non essere una brava compagna. Allora io rinunciavo a vedere mia sorella per mesi. Io non potevo avere svaghi, amicizie, occasioni di socializzazione, relax. Io, esattamente come lui quando era bambino, dovevo sacrificarmi sempre, consolarlo, accudirlo, impegnarmi oltre ogni immaginazione per far arrivare a lui il messaggio IO TI AMO. Quel messaggio a lui non è mai arrivato. Ho amputato parti importantissime della mia vita per lui. Ho tradito la stessa mia essenza per non farlo sentire solo. Tutto questo si è delineato nel tempo, dopo i primi tre o quattro anni. Io ormai ero troppo coinvolta! Io lo amavo e davvero avrei voluto renderlo felice, riuscire a sanare le sue ferite, farlo finalmente sentire amato, accettato…in pace. Mi sono scusata, mortificata, giustificata centinaia di volte per ogni mancanza che ad altri farebbe sorridere, per ogni volta che lui a causa mia non si è sentito amato o peggio si è sentito abbandonato. Io capivo e proteggevo le sue fragilità, confidavo che sarebbe cresciuto, che avrebbe superato, riconosciuto e accettato il suo problema, che avrebbe visto che ogni volta che è inciampato, io ho attutito le sue cadute. Ci sono sempre stata, ogni crisi, ogni lutto, ogni difficoltà economica, lavorativa, affettiva. Lui per me non c’era e se c’era era un dramma per lui .Desideravo che lui imparasse ad apprezzare la vita. Perchè la vita è bella e la componente più bella, più intensa della vita, piena di sorrisi e lacrime, è il sentimento. Tutto si basa sui sentimenti! Senza quelli esistere è di una sterilità assoluta. Poi quella maledetta eredità, ha capovolto tutto. Già per lui le cose materiali (vestiti, auto, orologi) erano fondamentali, già non mi apprezzava, ma dopo! Dopo!
E’ difficile scriverne, scusa Fuori dal Coro.
Posso dirti, Fuori dal Coro, che per come sono fatta io, non l’avrei mai abbandonato. L’amore che provavo per lui, il bene che ho infuso nella sua vita, il mio desiderio di vederlo felice…tutto è caduto in un dirupo buio, senza fondo e freddo. Tanto Freddo!!Nel frattempo ha inaridito me fino a farmi quasi spegnere. Mia figlia mi ha salvata, e io ho salvato mia figlia. Già, perchè secondo lui la bambina (parole sue) avrebbe dovuto patire quanto ha patito lui da piccolo per imparare a vivere, perchè la vita non è facile.
Che brutta cosa imparare a vivere.
Tornando a te, Fuori dal Coro, ribadisco che non capisco tua moglie.
La storia della partita scudetto, rara occasione dietro casa..io non avrei mai impedito al mio uomo di andare a vedere la partita. La gara di nuoto del figlio, per quella volta, poteva andare a vederla la mamma e scattare tante foto!. Però, dico anche, che forse se fosse stato TUO figlio avresti spontaneamente scelto di saltare (con una lacrimuccia) la partita e saresti andato a fare il tifo per tuo figlio. Non ci è dato sapere come sarebbe andata con un figlio vostro, nelle situazioni bisogna esserci con tutto il cuore e con tutta la testa…non si possono emettere sentenze sulle ipotesi.
Quando ami non hai bisogno che ti vengano imposti dei limiti di comportamento o di azione, te li autoimponi, ti autoregoli e quella la maniera più sana di vivere una relazione. Io non ho mai ritenuto giusto negargli le mangiate con gli amici, non l’ho mai fatto.
Il tradimento è tradimento, è vero … e in guerra i traditori vengono giustiziati. .. .
Abbraccio
Aleba
Non comprendo. O quantomeno faccio fatica a comprendere la sua personalità. Io credo che non sia un problema di come si sia vissuto. Ma dei geni che vengono trasmessi. Vedi io provengo da una famiglia di gente ansiosa. E non c’è niente da fare quei geni vengono trasmessi. Io mi sono sforzato di non essere così. Di non essere ansioso. E ci sono quasi riuscito. Forzando, nascondendo. Ma alla fine qualcosa è venuta fuori. E si è riposta in qualche paura. Ho cercato di eliminare ciò che mi portava ansia: la vita cittadina, le persone complicate e….un figlio. Perchè un figlio c’è poco da fare…genera ansia anche alle persone poco ansiose.
Ognuno di noi purtroppo ha la sua croce. Io ho fatto il possibile per scacciarla via. E fondamentalmente ce l’avevo fatta. Se superavo anche lo scoglio figlio avevo vinto io. Ci stavo riuscendo, c’ero riuscito alla fine. Non me ne ha dato il tempo.
Per quanto riguarda tuo marito non so. Da come lo descrivi una personalità davvero complicate. Certe persone o le sopporti o le lasci. Ma possibile che prima non ti eri accorta di questo suo modo di esseere ? Il fatto che ti impediva di avere amicizie e svaghi credo invece fosse dettato da semplice gelosia un po’ ingigantita. Cmq cara Aleba nessuno è perfetto. Io vorrei riparlare con mia mia moglie fra qualche anno per vedere se l’uomo che ha trovato sia quell’uomo perfetto che la sua mente cercava. Non esistono gli esseri perfetti. Quando si vive in coppia se si decide di farlo bisogna accettare l’uomo o la donna che si è scelti. Certo bisogna usare un po’ di razionalità tralasciano quegli amori incondizionati che accettano di tutto ben sapendo che poi non ce la si farà.
Sai Aleba, qualche giorno fa ero in finestra con mia cugina e stavamo guardando un appartemento al seminterrato. Uno schifo incredibile. Che mette depressione solo a guardarlo. Bè io penso che se se mi innamorassi contraccambiato della donna più bella del mondo che però mi imponesse di vivere in quel pianterreno tre sarebbero le cose: 1) non accetterei 2) accetterei ma a condizione che prima o poi si va via 3) accetterei ma nel momento in cui termina l’innamoramento uscirebbe fuori il mio spirito di non adattamento ad una situazione del genere e prima o poi scapperei via.
Non si possono fare alla lunga cose contro natura. Ma per questo dico che bisogna conoscere se stessi. Io conoscevo me stesso e sapevo quel che volevo.
Purtroppo non va bene nulla in questa vita. Forse solo i figli di buona donna, quelli che non si pongono nessun problema hanno sempre la meglio. Menefreghisti, tranquilli e hanno tutto dalla loro parte. Tanto il mondo di oggi è senza valori, è ammesso divorzio aborto ecc. e quindi viva i figli di buona donna. E abbasso quelli come me che hanno valori di lealtà e sincerità e sentimenti veri mostrandosi sempre loro stessi ad ogni costo.
Purtroppo….
Un abbraccione Aleba
Non avevo capito, all’inizio. Lui agli occhi della gente è un bravo uomo. Un lavoratore che è venuto fuori dallo schifo in cui viveva. Certo, ha avuto la fortuna che sua mamma, dopo la morte di suo padre, si sia messa con un uomo buono mite, ma questo lui non l’ha mai riconosciuto. E’ uno che non vuole mai dire grazie, per questo pretende l’aiuto ma poi lo respinge. Se non fa in tempo a respingere, denigra la qualità e la quantità di aiuto che gli è stato dato.
Spero che non sia nei geni, lo spero proprio.
Il fatto che non tollerava che io avessi altri interessi oltre a lui non era semplice gelosia, per quanto ingigantita. Era puro terrore che io, trovando realizzazione personale in qualcosa potessi togliere spazio a lui. Comunque hai ragione, i campanelli d’allarme c’erano e io li ho ignorati.
Bisogna conoscersi, hai ragione, bisogna rispettare sè stessi e i propri valori. Io nella mia storia mi sono persa, ho perso ogni stimolo e ho rinnegato tutto ciò che mi identificava. Lui non voleva che io avessi un’identità mia, io dovevo vivere attraverso lui. Mentre lui ha mantenuto integro sè stesso. Sopportava la convivenza per la comodità di avere il frigo pieno e la casa pulita, ma quando veniva il momento che dovevamo essere coppia, diventava insofferente e l’unico modo che aveva per calmarsi era andarsene. Lui non è solo complicato, è proprio paranoico. Aveva il terrore che io mi rendessi conto che potevo respirare in autonomia, che non era lui a dosare l’aria a mia disposizione.
Pensando al seminterrato di cui parli, io un tempo avrei detto all’uomo del quale ero innamorata “con te vivrei in qualsiasi posto”. Oggi no, oggi e i giorni che verranno io non accetterò più di soffocare i miei istinti per stare con qualcuno. Non parlo solo della casa in quanto muri, mi riferisco anche al modo di viverla la casa. Di sentirsi a casa e quindi in armonia con il corpo e con lo spirito. I valori sono importanti, Fuori dal Coro, non cedere neppure se sei sopraffatto dal dolore. Sono la parte migliore di te e se tu aspirassi a diventare un cinico calcolatore rischieresti di peggiorare la tua situazione. Inevitabilmente i tuoi calcoli cinici e il tuo cuore si troverebbero in disaccordo e poi staresti peggio di prima. E’ meticoloso il lavoro da fare per ritrovarsi nello specchio. Io non mi riconoscevo più! Comunque penso che la vita vera sia fuori, sia nelle cose che ti piacciono, nei luoghi che ti rendono sereno. Io ho ricominciato ad alimentare le mie passioni. Con pazienza, con calma ma senza arrendermi. Concordo! Nessuno è perfetto proprio perchè siamo umani e siamo parte di un mondo imperfetto. Non dobbiamo rinunciare, però, alla ricerca dell’incastro perfetto, quello che rispetta i nostri principi, le nostre aspirazioni. Non serve guardare lontano per identificare la meta, basta guardarsi dentro.Sei ferito, hai bisogno di capire cosa ti abbia ferito. Come dice il vecchio Rafiki, un viaggio di mille km comincia con il primo passo.
Ricambio l’abbraccio.
Aleba
Ciao Aleba
Bè io so cosa mi ha ferito. Mi ha ferito il comportamento di mia moglie. Il suo andarsene senza una possibilità di replica. Come se un caro amico con il quale tu parli tutti i giorni al telefono in maniera serena d’un tratto ti chiudesse il telefono in faccia e non volesse più sentirti. Cosa c’è di peggio per uno che crede all’amicizia e al rispetto ?
Tu forse cara Aleba di sei trovata di fronte ad un uomo che non hai mai conosciuto. Che pensavi di amare perchè ne eri probabilmente infatuata. Il fatto del paragone col seminterrato mi ha fatto riflettere a seguito della tua considerazione. Mi hai risposto infatti che all’inizio avresti risposto che “con te vivrei in qualsiasi posto”. Ciò è simbolo cara Aleba di non conoscere i propri limiti, i propri interessi e le proprie aspettative. In pratica non conoscere se stessi. E tu probabilmente non conoscevi te stessa. E quando ti sei resa conto della vera personalità del tuo uomo hai provato a “resistere” ma non ce l’hai fatta.
Io son sempre del parere che ci deve essere un dialogo vero prima di giungere a delle conclusioni affrettate. Ma se come tu mi dici era impossibile stabilirlo con lui, bè allora non posso che avallarti. Ma nonostante ciò faccio sempre fatica a capire come lui non sopportasse la convivenza. Ma allora mi domando e dico cosa ti ha sposato a fare e perchè ? Ma quanti anni aveva lui quando vi siete sposati ? E tu invece ?
Per quanto mi riguarda la cosa è completamente diversa. Forse a mia moglie potrebbe essere successa la stessa cosa che è successa a te. Con la differenza che io mi ero fatto conoscere per quello che ero. Una persona normale tranquilla, con i suoi pregi e difetti. Ma difetti che possono essere riassunti in quelle cose che ti ho scritto nei precedenti post. Non sono mai stato un uomo violento e mai alzato la voce. Accettavo il dialogo e la convivenza con mia moglie non è mai stata un problema. Io credo a questo punto che lei non si sia ritrovata più con le mie idee. Soffriva la mia personalità probabilmente. Una personalità comunque tranquilla. Nonn ho mai imposto le mie idee. Le sostenevo con forza davanti a tutti se ne ero convinto. Ma non le imponevo agli altri. Probabilmente, anzi sicuramente durante il nostro matrimonio mia moglie ha conosciuto altre persone tra le quali uno sicuramente diverso da me. E nel tempo faceva il confronto essendo questa persona innamorata di lei. Sono certo che si confidava con lui e lui appariva come l’esatto opposto di me. Di me di quella persona che conosceva ormai da anni e con la quale aveva stabilito un rapporto alla pari.
Sai Aleba più i giorni passano e piùà rimango allibito. Leggo te e avverto chiaro il tuo malessere nella relazione. Pçer me invece ogni giorno che passa è un martirio. Si un martirio perchè mi si riaffacciano alla mente tanti bei ricordi. 15 anni sono tanti e quando hai la mente offuscata da rabbia, delusione e depressione molti momenti non te li ricordi. E quando ti riaffiorano…..