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Comunicazione e incomunicabilità

  

Prendo spunto da un’uscita tra le righe di maxim, per porre l’accento su un argomento banale, ma che volevo sottolineare in ogni caso:

[…] in questa società basata su mezzi incredibili per comunicare, c’è il massimo della incomunicabilità fra le persone. […]

Trovo ci sia poco da ridere a riguardo. Una volta, almeno, esistevano solo la corrispondenza o il parlare direttamente, ed i tempi erano scanditi così. Ora c’è di tutto, ma le persone sono chiuse in loro stesse, forse proprio per un moto di ribrezzo nei confronti di tutta questa comunicazione che non tutti vogliamo davvero. E’ come il voler mettere la TV ovunque, quasi fosse indispensabile. Non so chi l’ha deciso, ma i tempi di oggi sono quelli della comunicazione… ma l’hanno chiesto a qualcuno se eravamo d’accordo?

E poi, se notate, nei rapporti interpersonali ci si crea autonomamente dei motivi di stress incredibili, proprio a causa di questa “possibilità illimitata teorica di comunicare”. Il poter contattare in così tante maniere le persone, crea meccanismi assurdi secondo i quali ci si può arrabbiare con gli altri perché non si fanno sentire. Come se l’avere tantissimi mezzi a disposizione, creasse in automatico le condizioni “ideali cmq e sempre” per la comunicazione. A quanti è capitato di dire: ma perché non mi cerca, eppure può farlo tramite telefonata o sms con cellulare (cioè potenzialmente da ovunque), può farlo via email, via myspace, via MSN o chat ecc… insomma sempre, ma restiamo essere umani che fanno quel che gli gira.

Alla fine siamo noi che creiamo a raffica condizione per la comunicazione, ma non sappiamo manco gestirle. Dei poveri pirla insomma…

L'autore ha scritto 37 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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9 commenti a

Comunicazione e incomunicabilità

  1. 1
    galvanize -

    E’ vero.
    E mi metto anche io nel calderone.
    Quante volte mi sono detto “Cavolo! E’ già un’ora che non ci sentiamo. Non mi ha inviato neanche un sms!”.
    E’ stupido…

  2. 2
    afra -

    Si é vero…e nel mio caso mi sono vista spesso “aggredire” o essere soggetta ad un vero e proprio terzo grado, del tipo: “ma che fine hai fatto? é successo qualcosa? sei sicura? con me puoi parlarne…ah non hai nulla?..E ALLORA PERCHE’ NON ERI CONNESSA SU MSN????

    siamo autolesionisti…non solo in amore evidentemente…

  3. 3
    tina -

    E se ti capita di dire: ma com’è che non mi cerca? eppure è sempre occupato! oppure “ma se ha ricaricato solo qualche giorno fa com’è che non ha più credito se non mi ha chiamato nemmeno una volta?”. solo queste considerazioni mi ci volevano oggi…il mio post è fuori tema, scusatemi, ma oggi è una brutta giornata.
    ps.(tanto per cambiare tono) caro Spectre attento alla cronologia quando navighi e non sei a casa;-)…

  4. 4
    Ombra -

    Scusate ma è un pò riduttivo portare la tecnologia e la velocità di comunicazione al semplice livello del perchè la mia ragazza non mi chiama o le ho mandato un sms perchè non risponde.
    La velocità di comunicazione ci permette con un semplice gesto di poter comunicare con chiunque nel mondo…
    Io credo che il problema non sia l’incomunicabilità, ma il fatto che tutta questa tecnologia ci rende soli e incapaci di interagire..

  5. 5
    Valentina -

    E’ il non saper convivere col vuoto che ci insegue.

    Ho comprato il secondo cellulare caso mai il primo si zittisse. Drammatico se tacciono tutti e due…
    Ho due pc accesi contemporaneamente con due account…

    Esistono anche altre spiegazioni ma sono poco propensa alla retorica spicciola.

    Ciao

  6. 6
    Maxim_Max -

    Ciao Spectre,

    quella che hai riportato è una della mie massime che ogni tanto scrivo, perchè d’altronde la realtà è questa.

    Ma una bella chiacchierata, magari davanti ad un bel drink, pure con musica ed illuminazione soft, ascoltare chi abbiamo davanti che cosa ha da dirci di se stessa/o, per poi parlare di noi stessi, nò?
    Leggasi fra le righe, come mia considerazione, sono tornati gli Egizi, quindi anche le mummie al seguito.
    Basta osservare nei vari locali come si creino delle scatole chiuse, su se stesse, dove ognuna di queste ha un suo spazio ben protetto da intrusioni esterne e come ben sia difeso, mah!

    Troppo complesso, in altri casi ancora, affrontare discorsi di persona, quando non si ha il coraggio del confronto, quindi meglio la velocità del sms., codardamente e vigliaccamente comodissimo, per mandare ingiurie, a quel paese qualcuno/a, poi se tu provi a telefonare a chi ti messaggia in quel momento, dall’altra parte ti rispondono, sempre in sms, che non se la sentono di parlare direttamente.

    Quindi come conseguenza troppo complessa una comunicazione a voce, di persona, perchè certa gente ha paura di affrontare serie discussioni, quindi pronta all’uso di questa tecnologia, per creare quel fenomeno che io chiamo:
    il massimo dell’incomunicabilità fra le persone.

    Maxim.

  7. 7
    Maddalena -

    La chiamano era della comunicazione per i tanti mezzi a disposizione, ma alla fin fine io la chiamerei l’era della disincomunicazione: comunichiamo sempre meno. E’ uno dei paradossi della vita contemporanea. E in parte è dato dallo stimolo ovunque di quella fretta che non dà tempo per riflettere, e se non si ha tempo per riflettere, non si ha tempo per comunicare.
    Inoltre, non si comunica perchè il mercato libero ha eliminato una condivisione di valori che una volta era ampia e ha creato infiniti tipi di personalità a causa del modo moderno di fare pubblicità che non è più riferita ad un prodotto in sè con alcune caratteristiche, ma a un modo di vivere e pensare: ed ecco quindi il regno della superficialità. Se hai l’oggetto X allora sei A,B e C. Inoltre, il mercato libero, creando tantissimi tipi di forti personalità omniscenti, insieme anche al fatto di pubblicizzare con forza un tipo di vita che può essere solo così, fa da apri pista all’incomunicabilità. Se tu non hai l’oggetto X e quindi non sei A,B e C io non ti capisco perchè io uso solo Y e quindi sono D,M e F.
    L’incomunicabilità a parole è data anche dalla grande importanza in questo tempo alla vista, al vedere, agli sguardi che si sono comunicazione ma non sono parole, agli sguardi e quindi al cercare di interpretare (a volte anche male, ecco l’incomunicabilità che poi qui va passo a passo con l’egoismo e l’egocentrismo) e all’aspetto fisico, e quindi ancora una volta alla superficialità. Se hai gli occhiali spessi 10 cm e sei bassa sei fuori dalla società: da qui le tante persone depresse che lo sono ancora di più perchè non ascoltate visto l’incomunicabilità e i tanti suicidi e anche omicidi. L’incomunicabilità fa da causa ed effetto poi, andandoci anche a passeggio, con quella violenza di tanti film e telefilm “osannati” dai media e quel bullismo che fa da modello per le donne-uomo di oggi che, con un misto tra sensualità e aggressività, nell’era dell’incuminicabilità e della superficialità si fanno strada nella vita proprio come indicano i media.
    E intanto, cosa ancora più assurda e sicuro più grave, all’Università (per lo meno la mia) ai laureati in scienze della comunicazione che dovrebbero essere quelli richiesti ovunque e che sanno creare contenuti convicenti per la comunicazione, non si insegna loro a comunicare, a impostare la voce, i gesti, ad avere un look maker che fa una lezione, ad avere lezioni di portamento. E comunque, questi laureati in scienze della comunicazione come me, vista l’importanza della comunicazione oggi potrebbero migliorare qualitativamente la società, nell’era della comunicazione non trovano lavoro.
    http://www.cvengine.com/Maddalena

  8. 8
    xaver -

    la comunicazione……spectre mi piace questo argomento….qualche volta è bene divagare..Più che incomunicabilità e comunicazione io spsterei l’argomento sulla precarietà…
    precarieta come disordine interiore, come scompenso emotivo….

  9. 9
    Spectre -

    xaver, se ti spiego meglio magari provo a seguirti, anche se credo d’aver capito.

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