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Come si ricomincia da zero a 35 anni?

di Nicola G.

Riferimento alla lettera: Girano sui blog e libri di crescita personale esercizi che ti promettono di farti comprendere chi sei e qual è la tua strada, ma a patto che sei sincero e onesto mentre li svolgi. Sono già consapevole che passo troppo tempo a preoccuparmi di cosa fare da grande, che dedico...
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Data di pubblicazione: 29 Aprile 2020

L'autore, Nicola G., ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

33 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    Nicola G. -

    @Trader: grazie per i suggerimenti, per il momento sono abbastanza impegnato a passare dal punto 0 al punto 1. Quanto all’ultimo commento del Sig.Yog forse gli sfugge che il governo, è vero, non ci da lo stipendio, ma ce lo toglie. Non per difendere Vale85 che magari non ha bisogno di essere difesa, ma sicuramente le scelte di un governo hanno sempre un impatto sulla vita dei cittadini e a volte rendono difficile anche ricominciare da zero. Se il Sig.Yog non è d’accordo le cose sono due: o è dipendente del governo o appartiene alla casta segreta, prescelta dal governo stesso, abituata a ricevere privilegi a sfavore dei comuni mortali. Il suo modo di esprimersi prolisso e ornamentato ne è una chiara manifestazione, da marchese del gallo.

  • 27
    @Fiore@ -

    Fino 35 ho vissuto male.è stato un caso proprio quello etá.
    Tutte scelte sbagliate mi avevano portato a non vivere, non lavorare, non uscire, non avere amici, amore ecc..
    Ora però volevo uscirne, sul serio, e non trovavo più utile a niente rimanere sospesa nel nulla.
    Ho letto un testo molto pertinente” i sogni dell’anima” di Albisetti, mi ha fatto riflettere..poi la via dell’artista …e ho iniziato a vivere x la prima volta nella mia vita.
    Una vita dove c’era quella Fiore che volevo essere, finalmente.prima non sapevo più nulla di me.
    Ma mi sono iniziata a conoscere da zero, e ora, problemi di salute a parte che spero mi lascino in pace prima o poi, ho la mia vita

  • 28
    Esther -

    Sono sicura che lo Stato mantiene bene molte persone (quelle che ragionano con la sua stessa logica, senza nemmeno averla capita), ma li mantiene!
    Quello che conta è il risultato: uno stipendio gratis lo conti; il niente (i valori e la passione), in questo Paese, non lo conti.

  • 29
    Trader -

    Nicola, bello il paragone sull’algebra booleana, punto 0-punto 1!
    Nicola, ogni cosa va fatta all’età giusta, altrimenti è tutto più difficile: studio, cercare il primo lavoro, mettere su famiglia, ecc. Per esempio, non c’è tanto tempo da dedicare allo studio quando si lavora e si cura una famiglia.
    “I soldi vanno dove stanno i soldi”
    Detto più volgarmente: soldi fanno soldi e m… fa m… Il mio lavoro ne è l’esempio!
    Una laurea umanistica ha pochi sbocchi lavorativi. Anche a me sarebbe piaciuto studiare lettere o storia, ma sapevo che avrei avuto il tuo stesso futuro e ho preferito applicarmi ad altro, scoprendo interesse per le materie economiche.
    Commento 3:”sono dieci anni che cerco un buon lavoro e serio”
    Cosa intendi per buon lavoro? Noto che le persone che aspettano che bussi alla porta il lavoro della loro vita non sanno fare niente o non vogliono fare niente, mentre danno la colpa agli altri della loro situazione. Non prendertela se ti dico cose che non ti…

  • 30
    Trader -

    Non prendertela se ti dico cose che non ti piacciono, ho solo risposto al parere che ci hai chiesto scrivendo la lettera.
    Io provengo da una famiglia modesta, non ho avuto raccomandazioni lavorative e nella vita ho ingoiato molti rospi, ma qualcosa ho realizzato e non mi lamento. Certo, se fossi stato un figlio di papà avrei avuto la vita facile e ora sarei un dirigente a 5000 Euro al mese, ma non è così, pazienza. La vita te la devi costruire tu, senza dare la colpa allo Stato, al governo o ai complotti. Io e te siamo entrambi cittadini italiani, ma abbiamo due vite lavorative diverse, la colpa è solo del governo se non trovi lavoro?

  • 31
    Nicola G. -

    @Trader: non me la prendo per quello che scrivi, anzi lo condivido. A tratti sembra quasi che vuoi difendere Yog, per un attimo ho pensato che foste la stessa persona! Battute a parte per “buon lavoro” intendo un lavoro che abbia senso e cioè che possa essere considerato bastevole a vivere in maniera decente nella città in cui lo si trova. Molti ad esempio trovano un equilibrio condividendo affitto e spese vivendo in coppia, ma se sei single allora puoi solo rimediare vivendo in casa con studenti o altri precari, esperienza già fatta, e che non considero “decente”. Parere personale. Rispondo alla tua osservazione: “…persone che aspettano che bussi alla porta il lavoro della loro vita non sanno fare niente o non vogliono fare niente”, se leggi bene la mia lettera scopri che in realtà ho cambiato molti lavori e inoltre una persone che si chiede se è possibile ricominciare da zero non può essere uno che non ha voglia di fare niente. Non sarà pura logica matematica, ma è evidente…

  • 32
    Nicola G. -

    … ad ogni modo, @Trader, forse stiamo andando fuori tema o forse no, il titolo della lettera non mira a entrare nel merito della convenienza o meno delle opportunità lavorative che possono esistere, ma chiedersi se è possibile accedere a queste opportunità, o presunte tali che siano, partendo da zero.

  • 33
    Trader -

    Ottimo Nicola, se non te la prendi vuol dire che sei interessato ad avere un confronto per analizzare l’argomento in questione che hai proposto scrivendo la lettera. Avevo messo le mani avanti perché purtroppo qua tanti scrivono chiedendo consigli per le loro sventure, ma in realtà pretendono solo di essere compatiti e se cerchi di spronarli si offendono.
    Yog mi piace perché con poche parole di spirito dice la sua, è arguto e ha dell’umorismo.
    Tornando all’argomento, è vero che ti sei dato da fare nella vita. Puoi fare un po’ di strada nella vita, ma fino ad un certo punto, cioè partendo da zero puoi arrivare a cento, ma non a mille. Se invece hai la fortuna di partire da mille, arrivi a millecento. Miei compagni di scuola di famiglie operaie oggi sono ingegneri e medici. Conosco altri, figli di medici, imprenditori, un altro addirittura di un politico locale, che hanno fatto più carriera. Sono tanto in alto, perché sono saliti sulle spalle di genitori giganti.

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