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Come si ricomincia da zero a 35 anni?

di Nicola G.

Girano sui blog e libri di crescita personale esercizi che ti promettono di farti comprendere chi sei e qual è la tua strada, ma a patto che sei sincero e onesto mentre li svolgi. Sono già consapevole che passo troppo tempo a preoccuparmi di cosa fare da grande, che dedico troppo poco tempo a divertirmi e svagarmi e viaggiare e che se un giorno potessi tornare indietro vorrei vivere diversamente questo tempo, con meno preoccupazioni, meno pianificazioni e più attuazioni. A quasi 35 anni la confusione in realtà lascia spazio alla ricerca delle possibilità concrete che possono esistere per riuscire a crearmi un futuro, anzi un presente, trovare un modo per poter vivere da grande, pagare un fitto, avere un minimo di prospettiva. Dopo lo studio e tanto precariato cerco qualcosa di diverso e il pensiero che forse nel mondo di oggi potrebbe non esistere diventa la miccia che innesca un circolo vizioso, un labirinto senza via di uscita. Questo pensiero, apparentemente negativo, non nasce da un atteggiamento pessimistico ma dal fatto che le persone, in carne ed ossa, che mi circondano hanno storie di vita che dimostrano una certa realtà. Esempi di persone che “ce l’hanno fatta” sono in realtà casi dove il punto di partenza era già molto diverso dal mio, non era un punto zero, perché iniziare da zero forse è possibile, ma riuscire ad arrivare a quel minimo sufficiente desiderato non è altrettanto scontato. Ad esempio, se voglio partire da zero per diventare un “regista”, posso farlo; ma arrivare al punto di diventare un regista che ci campa è altra storia, senza considerare la variabile tempo che a una certa età ha un peso diverso rispetto a quando hai 20 anni. Coloro che invece sono effettivamente partiti da zero e lo hanno fatto con le loro uniche forze, perché erano soli, non sono arrivati a un punto di soddisfazione e sono, mai come oggi, in perpetua difficoltà. Quando si dice che i soldi vanno dove stanno i soldi, forse significa questo. Queste considerazioni hanno origine nelle esperienze personali. Tutto questo non da stimoli, la realtà oggi è poco stimolante e la nostra serenità è continuamente minata da fenomeni da baraccone che saltano da un social a un altro con effimeri contenuti e ti tentano, ma che di fatto dicono tanto e non dicono niente, se non rispecchiare una grande capacità di vendita e persuasione. Sono alla ricerca di una strada da percorrere, valori e obiettivi li ho cercati per tanto tempo e trovati, ma non sono mai riuscito a trovare il modo di dar loro forma in senso strettamente lavorativo e oggi sono paradossalmente disposto a metterli in secondo piano pur di raggiungere uno stato di vita minimamente “adulto”. Ho una laurea umanistica presa con il massimo dei voti, tante esperienze di lavoro, tanti sogni e tanta voglia di fare e quando ero più piccolo mi sentivo spesso dire che avrei fatto strada, ma oggi sarei disposto a lavorare in una fabbrica come operaio (con il massimo rispetto per la classe operaia) in una città con un costo della vita sostenibile, pur di mettere a riposare il cervello ossessionato dalla ricerca. A trovarlo un lavoro da operaio. Probabilmente se questo accadesse e cioè quando il tormento ossessivo di questa spasmodica ricerca sarà finito, potrei ritrovare me stesso e i valori verrebbero a galla come boe trattenute a fondo, perché incatenate a massi troppo grandi e troppo inutili, ma presenti. Come si spezza questa catena? Intanto il tempo passa.

L'autore, Nicola G., ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me stesso

33 commenti

  • 1
    Angela85 -

    Ciao nicola mi ha colpito molto la tua lettera.ho la tua stessa eta e ho una laurea umanistica che purtroppo nn e’servita a fare il lavoro x cui ho studiato e fatti corso di crescita personale che e’stata una fregatura. Vivo il tuo stesso disagio e nn sei pessimista ma reallista.in italia nn ce lavoro e sopratitto il lavoro x cui hai studiato nn te lo fanno trovate e poi solo con certi titoli di stidio si lavora ma nn tutti siamo portati a fare l ingegnere o il medico. Anchio sono tormentata x ilpresente e futuro lavorativo.non sei l unico a dover ripartire da zero.ti faccio un gran imbocca al lupo.

  • 2
    Esther78Myself -

    Perché mai non dovresti ricominciare? Si incomincia così: che cosa vuoi?

    quando hai stabilito che cosa vuoi, comincia a visualizzarlo nella tua mente ed innamoratene. non puoi forzare la volontà altrui, ma puoi far accadere quella cosa focalizzandoti su come starai bene dopo averla ottenuta.

    non immaginare cose negative ma solo positive. sogna il reddito che vuoi. o il lavoro che vuoi. sogna l’uomo che ti starà accanto. io ti assicuro che quello che desideri davvero, accade, se sei disposto a lasciar andare te stesso e ad abbandonare ciò che non vale, per esso.

    vuoi un lavoro? vuoi lavorare? che cosa vuoi fare ogni giorno? vuoi guadagnare? quanto vuoi guadagnare? tutto è possibile nella tua vita. vuoi una donna? benissimo. allora, ricorda: le uniche cose che non puoi far avverare son il controllo della volontà altrui e delle loro azioni volontarie: tutto il resto è possibile, e circostanziale.

  • 3
    Nicola G. -

    Questo post è stato pubblicato per errore, in quanto lo avevo salvato in bozza e forse, senza accorgermene, l’ho mandato in revisione. Ora che già ci sono due risposte lo lascio pubblicato.
    @Angela85: crepi il lupo. Spero che prima o poi troveremo la nostra strada.
    @Esther78Myself: fai molta attenzione agli stregoni che al giorno d’oggi sono mascherati da falsi guru o cose simili. Per la cronaca, sono 10 anni che cerco un buon lavoro e serio e non lo trovo. Buona vita.

  • 4
    glosstar -

    Una noiosissima lettera ridondante di luoghi comuni e magnete di attrazione per tutte le sfighe cosmiche che vibrano nell’universo.

    Hai una paura fottuta di diventare grande e allora resti un umano in embrione. Di certo colto, ma che non vuole a prendersi in mano l’onere di vivere. Hai 35 anni e sei gia morto.

    Hanno più coraggio i pezzenti che attraversano il Sahara e mettono la loro vita nelle mani dei trafficanti di esseri umani nella speranza di un futuro che spesso sarà comunque di merda.

    Tu almeno hai una laurea. Usala per trovare i motivi che spingano anche te a salire su un barcone e lascia un paese dove a 35 anni ci si sente già morti.

    https://www.youtube.com/watch?v=7BRrvPQzTwE

  • 5
    Sibella -

    io sono un caso a parte ma in negativo, la mia ossessione è un’altra, ho un lavoro, una piccola azienda familiare che ho ereditato da mio padre anche se questo lavoro mi fa letteralmente schifo, nella mia vita ha funzionato come un paracadute difatti ho preso una laurea in tutt altra materia dopo anni di fuori corso, e ,per farla breve non ho concluso un caxxo un pò per pigrizia e forse anzi senza forse per incompetenza mia, cosi decisi di tornare all’ovile e di prendere in mano l’azienda di famiglia, non muoio di fame ma nemmeno mi arricchisco. Mi sento vuoto piatto, affronto la sfida lavorativa senza mordente, senza quella voglia di arrivare in alto e quindi di rischiare, nessun investimento da quando ho le redini. Incredibilmente l altra faccia della medaglia della mia vita è un continuo rosicare, ho una marea di amici che invece vanno a gonfie vele, addirittura uno di loro ha aperto due attività a New York e soldi a palate. Ne ho davvero tanti che partendo da zero sono riusciti…

  • 6
    Sibella -

    ad arrivare molto in alto, ma davvero in alto. Questa cosa purtroppo mi ha anche fatto allontanare da loro, non so perchè è dipeso da tante cose ma sapete quando andate a prendee una birra e questi parlano e parlano dei loro movimenti successi obbiettivi, e io sono li con il braccio poggiato al bancone ad annuire. A volte mi sentivo cosi inadeguato, diverso e anche idiota! La stessa cosa capita con altra gente che come dici tu ce l’ha fatta, mi blocco mi sento di non poter dire nulla, al solito, inadeguato, e tutto questo mi condanna a un continuo pensiero sulle mie scelte su tutti sti caxxo di errori che ho commesso e vedo gli altri si sempre gli altri migliori di me, ma infondo forse lo sono, e non mi resta che sognare, in un cambiamento in un’occasione che forse mai arriverà, perchè probabilmente non saprei coglierla. Che brutta sensazione vivere cosi. Mi sono un pò sfogato anche io è la tua lettera e non ho saputo consigliarti nulla. Un abbraccio…

  • 7
    Esther78Myself -

    NIcola, ti ho descritto me stessa e la mia vita. quello che ti ho detto è ciò che sono io . sono nozioni mie di vita. non le ho apprese da nessuno, ma le ho sperimentate ed addestrate da quando ero piccolissima.

  • 8
    white knight -

    Forse i “30 anni e dintorni” sono un po’ come il periodo delle medie, ossia un’età di passaggio dove sei troppo giovane per certe cose ma troppo vecchio per altre. E finisci con l’essere nè carne nè pesce, con annesse frustrazioni e crisi. Specialmente se alle spalle non hai una situazione rosea sui vari piani (economico, relazionale, ecc.).
    Però come tutti i periodi di transizione passa, e con esso anche i relativi sbattimenti. La preoccupazione del “dopo” potrebbe comunque accompagnarsi alla speranza di un “dopo migliore”. E col tempo, la pazienza e l’evolvere delle situazioni troverai la quadra. Fai del tuo meglio sempre e comunque, ma sappi che il destino è ineluttabile. Il che può essere fonte di maggior preoccupazioni. Ma anche di maggiori opportunità.

  • 9
    Isa -

    Ciao Nicola. Hai un modo pacato di scrivere, ti immagino una persona che ama parlare, più che altro. Staresti bene in un centro per anziani, animatore per anziani o qualche organizzazione umanistica.
    La risposta di Esther non mi piace, rispecchia quello che hai detto tu sui guru moderni. Tempo fa mi sono sforzata a pensare che con un lavoro fisso avrei potuto ricominciare una vita serena, sport, corsi di vario tipo, ecc. ma invece ho ottenuto l’esatto contrario. Ora sono senza lavoro e manco ho la voglia di cercarne un altro. Purtroppo il sars-cov2 mi ha frenato la possibilità di frequentare qualche corso e di fare una vacanza libera-mente, di cui avevo bisogno. Invidio chi dice “ho capito fin da piccola/o cosa volevo fare da grande” o chi ha un lavoro fisso da tanto. Ho un’amica che ha cominciato a lavorare a vent’anni e quindi potrà andare in pensione e godersela. Boh, magari prova a fare volontariato in Italia come insegnante in posti disagiati.
    Ciao.

  • 10
    Yog -

    Bisogna essere razionali.
    A 35 anni, con la tua laurea, al massimo vai a insegnare, solo che anche lì c’è il concorso, sennò ti strascini come un precario per tutta la vita a fare da baby sitter a quattro teppistelli.
    Sei fuori età per l’apprendistato professionalizzante, quindi nisba operaio.
    Nisba nemmeno per il VFP1 che ti avrebbe raddrizzato la schiena.
    Se hai bisogno di un reddito, fatti una triennale in materie sanitarie o fatti un corso annuale per OSS o un corso al patronato per fare il badante, di fame non muori, stai tranquillo, attualmente c’è richiesta di braccianti agricoli, almeno ti fai i contributi.

  • 11
    Bottex -

    Allora, a me non piace indorare la pillola, quindi ti dico a 35 anni è troppo tardi per cominciare da 0. Sei ancora giovane, ok, ma oramai è molto difficile (se non impossibile) che tu riesca a “sfondare”. Quindi lascia stare le grandi ambizioni e vedi di costruirti un futuro almeno decente.
    Non perdo poi tempo a dirti che qui in Italia la situazione è pessima per tutti (salvo pochi fortunati) e che chi poteva se n’è già andato: queste cose le sai già.
    Ora, il tuo vero problema secondo me è che non sai quello che vuoi. Devi capire esattamente quale è un ramo che ti interessa e buttarti su quello, con tutto l’impegno di cui sei capace. Certo, ormai non arriverai a grandissimi risultati, ma ad una posizione decente sì se ci credi. Se può consolarti, sono tante le persone (incluso il sottoscritto) che pur essendosi laureate in un settore, poi lavorano in un altro. Infine: non badare agli altri che secondo te “ce l’hanno fatta”. Concentrati su te stesso. Saluti.

  • 12
    Esther78Myself -

    A 35 anni, puoi ricominciare dal “piccolo”, con un lavoretto umile, tanto per mantenerti; poi prendi una casa o una stanza, e cerchi di crearti una rete sociale, una ragazza, degli amici.

    poi…, costruirai su queste premesse, impegnandoti ad alimentare il buono nella tua vita. Forse dovrai provare e riprovare prima di riuscire. ma riuscirai. se tu credi e perseveri, avrai molto di più di ciò in cui speri, ed io te lo auguro di vero cuore e so che riuscirai.

  • 13
    Nicola G. -

    @Sibella: ad averceli amici “veri” ricchi… penso che quando sono veri amici in un modo o in un altro ti trascinano nei loro successi. A volte le persone indossano una maschera, ma noi non lo sappiamo.
    @Esther78Myself: mi fa piacere per la qualità della tua vita, spero che commentare post come questo non abbia portato via troppo tempo ai tuoi risultati.
    @white knight: grazie per il supporto, dobbiamo fare in modo che la “quadra” non sia proprio la ricerca.
    @Isa, penso che hai riconosciuto delle mie caratteristiche e senza dubbia ho una stima molto grande verso persona che fanno lavori come quelli che hai citato. Tuttavia in ambito lavorativo mi piace essere dinamico e iperattivo, un risvolto della mia personalità che mi ha sempre aiutato a far scorrere le giornate di lavoro anche quando non era un lavoro che mi piaceva particolarmente. Per il resto, siamo in sintonia. Anche io ero in partenza un attimo prima che scoppiasse l’emergenza…
    @Yog:ti viene meglio l'”ironico…

  • 14
    Esther -

    Nicola, la mia vita è realizzata. sono felice di aiutarti, anche se da lontano, a riavviare la tua. ti incoraggio a credere fermamente in te stesso e a capire che cosa ti rende felice, anche continuando a sperimentare, se ad oggi non hai ancora le idee chiare.

    si dice che quello che non succede in 10 anni a volte succede in 1 giorno.

  • 15
    Nicola G. -

    @Bottex: mi ero perso il tuo commento, come ho scritto la confusione forse una volta era la causa principale di una stasi, ma ad oggi non sono confuso. Sono determinato a perseguire qualsiasi direzione che abbia minimamente senso. Scrivi che a 35 anni si è troppo tardi per cominciare da zero, quindi a maggior ragione difficile buttarsi in qualsiasi cosa in cui si possa credere.
    @Ester: grazie per il tuo aiuto e per il tuo incoraggiamento. Ti andrebbe di condividere qual è stato secondo te il “segreto” della tua attuale realizzazione?

  • 16
    @Fiore@ -

    Sei giovane.
    Ognuno ha il suo percorso.
    È molto difficile trovare la propria” vocazione” entro i 30 anni .. lei non ha età..
    Non sei tu a sceglierla ma lo è lei, che ti ha scelto.
    Il Coraggio di ricominciare è il primo passo x andare verso di lei, ovvero verso quello per il quale tu sei nato e puoi essere utile al mondo.
    C’è chi la trova a 30, 40, 50, a 60 anni..chi muore senza averla mai conosciuta.
    Come fare a conoscerla?
    Studiando quello che ti piace e ti riesce, quello che ti fa crescere umanamente e spiritualmente, innanzitutto così.
    Conoscendoti. Introspezione. E appena hai compreso, azione!

  • 17
    Esther -

    NIcola, certo. ti lascio questa email: algebrabool@gmail.com
    scrivimi qui quando vuoi.

  • 18
    Yog -

    Beh, insomma, a 35 anni proprio chiamarti “giovane” direi di no, anche se l’aggettivo ormai non si nega neanche a un vecchiaccio semidecomposto in vita.
    A 35 anni i giochi sono fatti, non puoi ripartire da zero, è chiaro: perciò bara platealmente e riparti da 152.
    Nella vita ci si può fare strada anche raccontando frombole, tanto non è che sono tutti Dottori in Fisica Termoionica là fuori.
    Inventati come idraulico o come sostitutore di valvole televisive, il mestiere lo impari in un paio d’ore, ti compri una chiave inglese, giusto per darti quel tocco d’anglofono che non guasta mai, e poi passi il tempo a trombare milf che non aspettano altro.

  • 19
    @Fiore@ -

    Cavolo la maggioranza dei commenti che ti hanno scritto qui sono davvero pessimisti.
    Secondo me sono o troppo giovani o a loro è stato inculcato così.
    Io personalmente ho ricominciato proprio a 35 anni quindi ti parlo di un fatto vero di vita vissuta.
    Non di teorie frustate e frustranti buttate lì.

  • 20
    rossana -

    Nicola,
    a me la tua lettera è piaciuta, come espressione di un momento di transizione e di maturazione.

    concordo con Fiore: non è mai troppo tardi per trovare quello che piace e in cui poter realizzare il meglio di sé.

    certo non a livelli di successo assoluto, sociale, creativo o a carattere economico (per quello di solito ci voglio speciali dotazioni sia caratteriali che di radicamenti famigliari).

    volendo, potrai farlo a livello medio, comune a molti ma non del tutto privo di gratificazioni personali, specialmente se opterai per l’essere rispetto all’avere.

    qui da qualche anno il cinismo impera quasi ovunque, persino cambiando in peggio vecchi utenti, che si erano conosciuti molto più sensibili e rispettosi degli stati d’animo e delle difficoltà altrui ma, sapendo discernere, da tutti si può trarre qualcosa di buono o di costruttivo.

    non ti perdere d’animo, hai ancora molto tempo per conoscerti meglio, per riflettere e per agire!

  • 21
    Golem -

    È inutile chiedere agli altri Nicò, se vuoi puoi, ma ci vuole coraggio. Ma se non lo hai non puoi dartelo, e qui ti danno una pacca sulle spalle o pezze calde..
    Nicola significa “vincitore” in greco. Se hai ‘sto nome, onoralo no?

  • 22
    Vale85 -

    Esperienza personale: quel tipo di libri dicono solo scemenze. Poi, l’unico problema rispetto a questo è che gli stipendi non sono proporzionati al costo della vita. Da noi, o si abbassa il costo della vita, o si aumentano gli stipendi, e visto che il governo è già tanto che c’è lo dia uno stipendio, dovrebbe abbassare il costo della vita.

  • 23
    Nicola G. -

    @@Fiore@: Ciao Fiore, parli per esperienza? Sei riuscita a capire come si fa ad agire? Hai scritto che ti è capitato proprio a questa età, è stato un caso oppure no?
    @Esther, grazie per la mail magari anche qualcun’altro vorrà scriverti, ma ti chiedevo di condividere le tue esperienze anche con gli altri lettori.
    @Yog: ho notato che su questo sito hai trovato qualcosa da fare… spero che ti porti i tuoi frutti.
    @rossana: si spera di riuscire a trovare il modo di agire quanto prima…
    @Golem: Per vincere bisogna lottare e per farlo serve un valido motivo, uno stimolo vero, che ne valga la pena.. o no?
    @Vale85: la tua pragmaticità è sexy… sicuramente più di quella del nostro governo. 🙂

  • 24
    Yog -

    Vale85, a meno che tu non sia dipendente diretta di Palazzo Chigi, e permettimi di dubitarne senza chiedermi il perché, non è il Governo che ti dà lo stipendio.
    Poi sul resto hai parzialmente ragione, stiamo parlando di scemenze, ma non è colpa dei libri.
    Solo l’Italexit ti salverà

  • 25
    Trader -

    Son d’accordo con i vari commenti di Yog.
    Nicola, in nome dell’indirizzo mail di Esther richiama l’algebra booleana, ma ha dimostrato di non avere una grande erudizione in matematica, ma almeno è divertente: tempo fa su questo sito sosteneva di aver trovato un modo per fare miliardi di Euro, dopo aver dato un’occhiata ad un paio di grafici di un indice finanziario. Scrivile, così racconterà anche a te quelle fiabe.

  • 26
    Nicola G. -

    @Trader: grazie per i suggerimenti, per il momento sono abbastanza impegnato a passare dal punto 0 al punto 1. Quanto all’ultimo commento del Sig.Yog forse gli sfugge che il governo, è vero, non ci da lo stipendio, ma ce lo toglie. Non per difendere Vale85 che magari non ha bisogno di essere difesa, ma sicuramente le scelte di un governo hanno sempre un impatto sulla vita dei cittadini e a volte rendono difficile anche ricominciare da zero. Se il Sig.Yog non è d’accordo le cose sono due: o è dipendente del governo o appartiene alla casta segreta, prescelta dal governo stesso, abituata a ricevere privilegi a sfavore dei comuni mortali. Il suo modo di esprimersi prolisso e ornamentato ne è una chiara manifestazione, da marchese del gallo.

  • 27
    @Fiore@ -

    Fino 35 ho vissuto male.è stato un caso proprio quello etá.
    Tutte scelte sbagliate mi avevano portato a non vivere, non lavorare, non uscire, non avere amici, amore ecc..
    Ora però volevo uscirne, sul serio, e non trovavo più utile a niente rimanere sospesa nel nulla.
    Ho letto un testo molto pertinente” i sogni dell’anima” di Albisetti, mi ha fatto riflettere..poi la via dell’artista …e ho iniziato a vivere x la prima volta nella mia vita.
    Una vita dove c’era quella Fiore che volevo essere, finalmente.prima non sapevo più nulla di me.
    Ma mi sono iniziata a conoscere da zero, e ora, problemi di salute a parte che spero mi lascino in pace prima o poi, ho la mia vita

  • 28
    Esther -

    Sono sicura che lo Stato mantiene bene molte persone (quelle che ragionano con la sua stessa logica, senza nemmeno averla capita), ma li mantiene!
    Quello che conta è il risultato: uno stipendio gratis lo conti; il niente (i valori e la passione), in questo Paese, non lo conti.

  • 29
    Trader -

    Nicola, bello il paragone sull’algebra booleana, punto 0-punto 1!
    Nicola, ogni cosa va fatta all’età giusta, altrimenti è tutto più difficile: studio, cercare il primo lavoro, mettere su famiglia, ecc. Per esempio, non c’è tanto tempo da dedicare allo studio quando si lavora e si cura una famiglia.
    “I soldi vanno dove stanno i soldi”
    Detto più volgarmente: soldi fanno soldi e m… fa m… Il mio lavoro ne è l’esempio!
    Una laurea umanistica ha pochi sbocchi lavorativi. Anche a me sarebbe piaciuto studiare lettere o storia, ma sapevo che avrei avuto il tuo stesso futuro e ho preferito applicarmi ad altro, scoprendo interesse per le materie economiche.
    Commento 3:”sono dieci anni che cerco un buon lavoro e serio”
    Cosa intendi per buon lavoro? Noto che le persone che aspettano che bussi alla porta il lavoro della loro vita non sanno fare niente o non vogliono fare niente, mentre danno la colpa agli altri della loro situazione. Non prendertela se ti dico cose che non ti…

  • 30
    Trader -

    Non prendertela se ti dico cose che non ti piacciono, ho solo risposto al parere che ci hai chiesto scrivendo la lettera.
    Io provengo da una famiglia modesta, non ho avuto raccomandazioni lavorative e nella vita ho ingoiato molti rospi, ma qualcosa ho realizzato e non mi lamento. Certo, se fossi stato un figlio di papà avrei avuto la vita facile e ora sarei un dirigente a 5000 Euro al mese, ma non è così, pazienza. La vita te la devi costruire tu, senza dare la colpa allo Stato, al governo o ai complotti. Io e te siamo entrambi cittadini italiani, ma abbiamo due vite lavorative diverse, la colpa è solo del governo se non trovi lavoro?

  • 31
    Nicola G. -

    @Trader: non me la prendo per quello che scrivi, anzi lo condivido. A tratti sembra quasi che vuoi difendere Yog, per un attimo ho pensato che foste la stessa persona! Battute a parte per “buon lavoro” intendo un lavoro che abbia senso e cioè che possa essere considerato bastevole a vivere in maniera decente nella città in cui lo si trova. Molti ad esempio trovano un equilibrio condividendo affitto e spese vivendo in coppia, ma se sei single allora puoi solo rimediare vivendo in casa con studenti o altri precari, esperienza già fatta, e che non considero “decente”. Parere personale. Rispondo alla tua osservazione: “…persone che aspettano che bussi alla porta il lavoro della loro vita non sanno fare niente o non vogliono fare niente”, se leggi bene la mia lettera scopri che in realtà ho cambiato molti lavori e inoltre una persone che si chiede se è possibile ricominciare da zero non può essere uno che non ha voglia di fare niente. Non sarà pura logica matematica, ma è evidente…

  • 32
    Nicola G. -

    … ad ogni modo, @Trader, forse stiamo andando fuori tema o forse no, il titolo della lettera non mira a entrare nel merito della convenienza o meno delle opportunità lavorative che possono esistere, ma chiedersi se è possibile accedere a queste opportunità, o presunte tali che siano, partendo da zero.

  • 33
    Trader -

    Ottimo Nicola, se non te la prendi vuol dire che sei interessato ad avere un confronto per analizzare l’argomento in questione che hai proposto scrivendo la lettera. Avevo messo le mani avanti perché purtroppo qua tanti scrivono chiedendo consigli per le loro sventure, ma in realtà pretendono solo di essere compatiti e se cerchi di spronarli si offendono.
    Yog mi piace perché con poche parole di spirito dice la sua, è arguto e ha dell’umorismo.
    Tornando all’argomento, è vero che ti sei dato da fare nella vita. Puoi fare un po’ di strada nella vita, ma fino ad un certo punto, cioè partendo da zero puoi arrivare a cento, ma non a mille. Se invece hai la fortuna di partire da mille, arrivi a millecento. Miei compagni di scuola di famiglie operaie oggi sono ingegneri e medici. Conosco altri, figli di medici, imprenditori, un altro addirittura di un politico locale, che hanno fatto più carriera. Sono tanto in alto, perché sono saliti sulle spalle di genitori giganti.

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