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Come posso fare a farcela lo stesso?

di maribels

E’ da ieri che penso e ripenso ad una delle mie più recenti riflessioni: abbiamo tutti grandi qualità, calore, affetto in abbondanza da donare, peccato che lo doniamo solo alle persone con cui pensiamo di realizzare i nostri interessi, i nostri scopi. a tutte le altre, riserviamo silenzio, diffidenza, nei casi migliori INDIFFERENZA.

E’ così: quel ragazzo meraviglioso del corso x (ai tempi della scuola era: della “classe x”), avrei voluto avvicinarmi, ci ho pensato per mesi, ma lui sorride ed è gentile solo alle ragazze super carine; le ragazze diverse non le guarda nemmeno in faccia, valgono quanto bovini avariati. e così tutta la categoria di quelli come lui.

E’ così: quella ragazza che abita nel mio palazzo, ha la mia età, è dolce e carina, è tranquilla, vorrei conoscerla, magari mi faccio un’amica. la conosco, mi tratta come se non esistessi, forse ha già le sue amiche, non capisco come si possa non volerne un’altra. poi me ne rendo conto: le amiche non interessano a nessuno, nemmeno gli amici, se mai servono persone che “SERVONO”. ecco che mi giustifico tutte le sue amicizie: la ragazza ricca, la ragazza ricca con la famiglia politicamente agganciata, il ragazzo ricco con il macchinone, il ragazzo che lavora non so dove e le regala spesso inviti gratis, etc etc etc all’infinito. 

Porto questi due esempi capitatimi di recente ma dovrei parlare di un’intera categoria sociale, quella borghese, che sia piccola, media, o alta. Dovrei parlare di tutti i drammi della mia vita: ragazzina goffa, impacciata, timida, grassottella, un giorno poi crebbi e dimagriì moltissimo (diventai quasi anoressica perché avevo 16 anni e pensavo che avrei avuto il fisico invitante come quello di alcune mie amiche, dato che la bellezza era l’unico modo per conquistare i ragazzi che mi interessavano ogni tanto, ma anche solo per avere delle amiche con cui uscire), per poi scoprire che le mie gambette corte e storte facevano ridere ancora prima che comparissi, e che le mie amiche “magre” erano in realtà magre con gambe lunghe, con fianchi prorompenti, con seni di misure scoppiettanti rispetto al torace, con spalle disegnate bene, con visi incredibili sempre con nasini schiacciati, occhi stupendi, sopracciglia disegnate.

E non lo notai io, che ero troppo ingenua, ma mi fu detto, perché continuavo a non perdermi d’animo e a desiderare amiche simpatiche, compagne con cui uscire, andare a vedere un film, prendere qualcosa al bar. Ma loro erano tutto un affaccendarsi dietro ai loro vestiti firmati, alle uscite più “cool”, alle amiche più “chic”. E le ragazze normali, quelle come me? Acide, invidiose, sole, interessate alla cultura solo per darsi un tono e cercare di vendersi anche loro per “super”, qualche volta venivano con me al cinema solo in casi eclatanti di film che valeva la pena dire di aver detto, e prendevamo annoiate bibite al bar, annoiate perché era una noia uscire e non poter pensare solo ai ragazzi carini, o ai vestiti firmati.

In tutto questo enorme, gigantesco, infinito disastro, io vengo da una famiglia con pochi vizi, fatta di persone laureate con merito ma non si tratta di lauree che hanno fatto “guadagnare i soldi” ma vivere dignitosamente, e all’epoca mi sembrava niente ma oggi che ho 26 anni e non ho ancora un lavoro mi sento felice ogni giorno di tutte le cose che ho e che mi vengono date senza che io faccia il minimo sforzo, e che io abbia nemmeno il tempo di consumarle. Ma all’epoca, ero l’ultima della società “liceale e cittadina”, e se riprendo a frequentare l’ambiente, ora che sono in mezzo ad avvocati, ingegneri, medici, mi sento ancora più disperata di com’ero (io sono iscritta a lettere e sto ancora finendo). 

Mi sono sentita sola, ho cercato per anni di cambiare ambiente, alla fine ce l’ho fatta. Anzi pensavo di avercela fatta. Ho conosciuto a lettere ragazze e ragazzi tutto sommato uguali ai miei coetanei “snob” concittadini, magari avevano meno soldi e l’interesse per la cultura certo, ma alla fine bene o male i giochi sono gli stessi, le ragazze belle sempre le stesse, le altre vengono trattate meno bene, le amicizie tra donne ugualmente tra gelosie e invidie e rivalità, insomma questo è pure normale, diciamo che si respirava un’aria sicuramente migliore, ero calcolata di più perché venivo vista come interessante. Ho notato certo che molti fanno di questi studi un modo per sfuggire alla società materialista ed essere aggressivi a modo loro poi. Comunque, andiamo avanti. Trovo l’amore addirittura, mi fidanzo, mi sembra un ragazzo eccezionale. Intelligentissimo, bello, studioso, interessato davvero a ciò che fa. Sincero con sé stesso e con gli altri. Sereno, ci innamoriamo tanto. Forse anche troppo bello per me, noto spesso che le ragazze, quelle più carine di me, lo notano, qualcuna lo chiama. Ho pensato in realtà di avercela fatta, di essere scappata da quel mondo terribile e di avere anche io una possibilità, di essere apprezzata e vista “bella” per ciò che ero. Ora dopo qualche anno di relazione vedo chiaramente che lui è buono ma con me , e poi solo quando gli conviene, e che quando non faccio come vuole lui diventa aggressivo oltre misura, arrogante; sa dire cattiverie assurde, sa essere crudele con le persone, e lo è stato anche con me, una volta mi disse che stava con me perché ero il meglio che aveva trovato sul mercato, e infatti così è, e so che anche la sua famiglia lo spinge molto a non perdermi perché sono una borghese mentre lui appartiene alla classe operaia e loro stanno cercando di fare la scalata sociale, ed è difficile trovare ragazze che ci stanno con uno del suo ceto.

Il mondo mi cade addosso, vedo tutto per quello che è, mi sento ancora più disperata. Come posso farcela, come posso ripartire, dopo che tutto è rimasto esattamente com’era? Dopo che ho capito che è così che gira il mondo?

L'autore, maribels, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me stesso - Riflessioni

23 commenti

  • 1
    xleby -

    Ti consiglio la visione del film “Revolver”. Ti illuminerà: guardalo con attenzione.
    Uno stralcio: https://youtu.be/XBntCctYbDA

    Poi sei vuoi saperne di più possiamo parlare per mail.

  • 2
    rossana -

    sì… tutto è dal più al meno come lo descrivi… volto quasi esclusivamente all’interesse, sociale o materiale che sia.

    non ci sono soltanto le donne che ambiscono a scalate sociali, anche se la maggior parte di esse non disdegna affatto una buona collocazione economica… con un uomo che dia garanzie di poterla assicurare nel tempo…

    il mondo è fatto di masse e di nicchie. a ognuno la propria scelta, sempre più che rispettabile SE conforme al proprio modo di essere…

  • 3
    Yog -

    Amica, tu guardi troppa TV. La borghesia come la intendi tu, è cosa del secolo XIX. La classe media è omologata a quella operaia, almeno in Occidente. Che scalata sociale dovrebbe fare il tuo ragazzo stando con te? Trovati uno con cui stare bene assieme, le scalate lasciamole a Messner. Se Madre Natura è stata tirchia con te, fattene una ragione, ma da quanto scrivi mi sembri molto selettiva. Per essere selettivi però bisogna avere in mano le carte giuste, e tu non le hai (così almeno lasci intendere).

  • 4
    lajo -

    Aparte il fatto che lui ti ha gia detto che sta con te solo perche’ sei il meglio che ha trovato sul mercato( in poche parole perche’ sei di ceto piu alto del suo).. e te??? ci stai ancora?? se il mio ragazzo mi dicesse cosii’ lo manderei a quel paese in calci in culo! fatti rispettare penso che tu una dignita’ ce l ‘abbia e non la devi mettere da parte solo perche’ puo darsi che tu provi qualcosa per lui..la scalata sociale fagliela fare con qualcun’altro e comunque se volesse realmente salire socialmente dovrebbe trovarsi un lavoro ben pagato senno anche se sta con una persona di alto borgo non vuol dire che la scalata sociale l abbia fatta! Ovvio che potra’ essere carino ecc.. con te pero’ se uno gia’ ti dice cosi..cioe boh.mandalo via subito..
    Prima di tutto se piaci a te stessa sei apposto, e poi pensi se ti piacciono gli altri.

  • 5
    Rossella -

    Una persona concentrata sulla propria vita non è indifferente ai bisogni del prossimo. Questa persona si abitua a dargli un volto ed un nome. Per un sindaco il volto e il nome sarà quello della sua città. Quando comincia a pensare alla pace nel mondo hanno inizio i disordini. Il progresso dipende dal benessere individuale, una persona realizzata non sarà un peso per il resto del mondo. Questa persona saprà convivere con i problemi e accetterà di sacrificarsi per uno scopo; non è possibile ignorare l’istinto dell’essere umano… è importante darsi delle regole. Il rigore riflette la qualità dell’impegno profuso. Una persona capace di trattenere le proprie emozioni è una persona che rende credibile il suo impegno nel sociale. Questa donna ai tuoi occhi starà promuovendo la famiglia in cui credi. Una donna che ha due figli si rende conto che la figlia e più gelosa del maschio. I ragazzi sono attaccati alla figura materna e non entrano in competizione con altre figure di coetanei che entrano nella vita della madre. C’è stata un’occasione in cui ho scoperto di essere gelosa di mia madre… chi ha delle sorelle difficilmente riuscirà a dare un nome a questa inquietudine. L’espressione “questa ragazza è come una figlia! “ha il potere di spaccare l’opinione pubblica; le madri dimenticano di essere state figlie ma le figlie conoscono bene quello che si prova quando la madre dà dei consigli o accetta consigli da una ragazza che ha pressappoco la loro età. Per le madri è diverso, il loro istinto è quello di dare la vita e non vivono i figli come una proprietà… tant’è che in molti casi questi raccoglieranno l’eredità dei loro maestri. Il maestro in questione è sempre un uomo, in pochi casi si tratta di una donna che non ha figli o ha figli maschi.

  • 6
    xleby -

    cioé io cmq posso dire con certezza che tutti gli amori sono interessati… appunto a volte quando l’interessamento è reciproco ci si fidanza… ma non si tratta di amore incondizionato e ciò è testimoniato dal fatto che si soffre quando si viene lasciati… quante volte senti dire: “il mio/ la mia fidanzata”, “i miei figli” e pensa alla gelosia… questi sono tutti segni che una persona è stata “oggettificata”… quando c’è di mezzo il sesso non ci potrà mai essere amore incondizionato. A volte si odia chi si amava… vedi un po’ tu. Se ti fai la domanda cosa mi fa stare bene col mio ragazzo potresti trovarci un tentativo di non essere sola… e questo mica é amore… no! Persino l’amore materno non è incondizionato: una madre lo elagisce solo al suo bambino… degli altri non se ne frega minimamente. C’é sempre di mezzo il possesso, ciò che non desideriamo non ci interessa: ognuno pensa a se mi ha fatto piacere leggere la tua riflessione perché molte volte ci ho pensato anche io… ora so che non sono il solo!

  • 7
    Golem -

    Maribels, in parole povere tu chiedi perchè larga o stretta che tu sia, non ti calcola nessuno come vorresti. Ma quello che tu hai detto del comportamento tuo fidanzato, è quasi la norma nei rapporti umani. Quello di scegliere ció chè ci “fa comodo” è la cosa più naturale che ci sia. Che tu sia una tosta, o una “crocerossina” in “amore”, quello che scegli di essere è ciô chè ti da “piacere”. La generosità senza apparente ritorno, in “amore”, non è mai fine a sè stessa in realtà, è comunque una forma di “egoismo” di tipo masochistico, che dà comunque un “piacere”, ma viene apprezzata piú della “sadica”, come quella di quel fidanzato. In entrambi i casi l’amore VERO è ASSENTE, c’è solo la “recita” sociale di questo. Ma sei ancora abbastanza giovane per capire che l’amore è un’intesa lucida tra due persone che si piacciono, si stimano, stanno bene insieme e magari decidono di fare progetti famigliari insieme. Lucida eh, non romantica! Il romanticismo ha dato luogo ai romanzi, che infatti sono racconti di fantasia. E basare su primo qualunque rapporto significa NON vederlo crescere.

    Io comunque, riguardo una delle risposte che ti sono state date, sono rimasto colpito da quella donna che avendo due figli di sesso diverso scopre che la femmina è gelosa di lei. Che stia in quelle sibilline parole provenienti da un’intelligenza femminile superiore il nocciolo de problema che esponi? Ai “poster” l’ardua sentenza.

    Un’altra frase, tua peró, (ma parlo seriamente stavolta) mi ha colpito per una mia curiosità personale. Questa:
    “…interessate alla cultura solo per darsi un tono e cercare di vendersi anche loro per “super” (donne)”.
    La finzione è un altro modo di essere, usato da sempre, ma oggi più chè mai, quando non si sa bene chi si è.

  • 8
    maria grazia -

    “l’amore è un’intesa lucida tra due persone che si piacciono, si stimano, stanno bene insieme e magari decidono di fare progetti famigliari insieme. Lucida eh, non romantica!”

    erano anni che attendevo una dichiarazione obiettiva su cosa sia il VERO amore di coppia. finalmente tu ce l’ hai fornita. GRAZIE GOLEM!

  • 9
    maribels -

    -XLEBY: non ho capito bene, cosa vuoi dirmi attraverso questo film? io fatico ad accettare questa realtà.

    -ROSSANA: ho sempre sperato di poter avere accanto una persona su cui contare. In questo gioca in parte il mio non bastare a me stessa, il mio essere insicura, e non sapermi dominare. Ma che io superi questi limiti non significa che non vorrò continuare ad avere qualcuno accanto che mi ami in modo spassionato. Qualcuno dice che l’amore incondizionato non è nemmeno quello di una madre: io non ci riesco a credere, non riesco a farmene una ragione, soffro per questo, e ci combatto, e non so come fare ad essere diversa, a fare diversamente, forse amando me stessa e non curandomi più di nessun altro? Ma so che mi ritroverò a sognare di avere un bravo ragazzo accanto…è la mia debolezza.

    -YOG: io ho solamente parlato di quello che ho vissuto e vivo. Io comunque non gli servo per la scalata sociale, quella la fa attraverso gli studi, ma per esempio non ha una casa e potrebbe permettersi solo una donna ignorante di campagna accanto mentre invece socialmente avrà l’apparenza perfetta se mette mano sulla mia proprietà e ha vicino una donna che ha studiato e che parla e si pone in modo diverso da ciò che lui potrebbe.
    E’ vero io non ho le carte in regola per attuare prepotenze e ricatti, ma è anche vero che ho un carattere pacifico e non voglio ricattare nessuno né vorrei essere ricattata, dici che chiedo troppo? E certo che sono selettiva, seleziono brave persone, peccato che non ce ne sono e questo è il mio problema, sono qui per avere un consiglio.

    -LAJO: ma anche per me lui è il meglio che ho trovato. ho la quasi assoluta certezza di rimanere sola a vita dopo aver lasciato lui. ti basti pensare che non ho mai avuto un corteggiatore in vita mia. da me sono corteggiate e contattate solo le super.

    -ROSSELLA: perdonami ma non ho ben capito cosa volevi dirmi attraverso il tuo commento, potresti rispiegarmelo?

  • 10
    maribels -

    -GOLEM: i miei egoismi ritengo siano fisiologici: ho diritto ad avere una vita sentimentale dignitosa, accanto un compagno per bene, fedele e innamorato, e vorrei averlo scelto tra più di una possibilità, e non perchè lui è stato l’unico ad avermi dato confidenza e allo stesso tempo era serio, gentile, onesto(in apparenza). la mia frase sulla cultura è stata molto estrema ma è la realtà che ho vissuto. le donne ci marciano molto sopra anche perchè sanno che nonostante la laurea e il lavoro finiranno a lavare le mutande al marito, e per questo tentativo di mettersi meglio in società non le biasimo.

  • 11
    Golem -

    Maribels, l’egoismo non è una brutta cosa, serve a “volerci” bene a farci rispettare, perchè l’eccesso di disponibilità spesso viene letto come “debolezza”, purchè sia chiaro e non sia dissimulato con atteggiamenti incantatori. Quello che ho voluto dire, è che se non si ha una vera sintonia di coppia perfetta l’uno “usa” l’altra senza neppure accorgesene e poi si arriva ala resa dei conti, perche le finzioni, come le bugie, hanno le gambe corte, e prima o poi mortano il loro vero volto.
    Io invece le biasimo quelle donne che “ostentano” doti che non hanno. Qualunque sia la “società” nella quale vogliono emergere. Sempre di finzione si tratta, la vera causa dei fallimenti, sia per il singolo che della coppia.

  • 12
    Shandel -

    Abbi pazienza ma la tua lettera mi ha lasciato perplessa: e condivido il commento n. 3 (YOG).

    Mi hai fatto venire in mente i romanzi più belli di Jane Austen (Ragione & Sentimento, Orgoglio & Pregiudizio) dove le graziose protagoniste in breve cercavano un uomo
    1. dell’alta/altissima borghesia o aristocrazia
    2. con più soldi di loro
    3. con una brillante vita mondana.

    Ma eravamo nel 1800.

    Cosa conta per te?Il conto in banca? La cultura? la posizione sociale? Il sangue blu?Che significa desiderare un’amica “politicamente agganciata”????

    la mia più cara amica ha la II media, non ha alcun aggancio e si sbatte a fare le pulizie dieci/dodici ore al giorno per dar da mangiare al figlio.
    Sono fiera di essere sua amica. E’ fantastica.Ci buttiamo via dalle risate quando siamo insieme.

    Certo, se invece in un’amicizia cerco di ottenere qualcosa (conoscenze, agganci, ecc.) il discorso cambia.Ma dipende da cosa è importante per te.

    Shandel

  • 13
    chaponine -

    @maribels
    Ciao, sono un tuo coetaneo, ci passiamo un anno e di tutto quello che scrivi trovo solo una cosa da chiederti: ma tu hai una tua identità? Mi sembri un tipo che ricerchi approvazione, fiducia, amore dagli altri.. Ma hai una tua identità? mi sembri troppo dipendente dagli altri,troppo.. e non parlo di indipendenza economica, ma di indipendenza in amore per esempio.. Perché stai con lui? Perché hai paura di rimanere sola come un cane?

  • 14
    michelle -

    Crescendo mai mi sono sentita come te. Eppure la mia famiglia non aveva soldi, ero nuova in una citta` che non conoscevo, con compagni di scuola tutt’altro che amichevoli.
    Negli anni seguenti non mi sono arrovellata per cercare di appartenere al gruppo, farmi piu` bella, piu` attraente, piu` esuberante.. No, mi sono concentrata sulle due amiche che avevo, che sono tutt’ora le mie migliore amiche, con cui uscivo e mi divertivo.
    La realta` che ci circonda ce la creiamo in parte noi, in base a cio` su cui ci concentriamo, in base alla nostra interpretazione dei fatti e dell’ambiente in cui ci troviamo.
    Hai fatto troppi sforzi per sentirti accettata (esempio: diventata quasi anoressica per essere bella come le altre) e ti sei posta troppe domande sul perché le persone si comportano cosí o cosá.
    La cosa non dovrebbe proprio essere un tuo problema secondo me, anzi dovresti sentirti meglio con te stessa per non essere come quelle persone che formano amicizie e rapporti sentimentali solo per interesse.
    Che probabilmente rimarrai sola a vita se lasci il tuo ragazzo e` una grande cavolata. Sii te stessa, guardati intorno per cercare gente piu` simile a te, e sicuro trovare persone con cui stabilire rapporti veri e duraturi.

  • 15
    ets -

    @maribels secondo me dovresti lavorare più sulla tua autostima; nn è ammissibile stare con un ragazzo che ti ha scelta perché eri “il meglio che offrisse il mercato in quel momento” e perchè la sua famiglia “vuole fare la scalata sociale”.

    Altro punto, le amicizie: non c’è niente di male nel snobbare le signorine che pensano a trucchi e vestiti. Non dovresti porti il problema del fatto che hai difficoltà ad entrare in certi giri.
    Io ho sempre avuto grosse comitive fino a quando, intorno ai 20 anni, dovevo decidere se andare con i discotecari e vestirmi da fighetto ovvero stare con le persone a me più affini che si divertivano solo a stare assieme senza stare a menarsela più di tanto per dove andare la sera.
    Non ci ho messo molto a capire che dovevo stare col secondo gruppo, e guarda caso, dopo ancora 13 anni, sono ancora i miei migliori amici. Alcuni di questi poi li conosco dalla prima elementare e quindi da più di 25 anni!!!
    Dunque, è necessario scegliere sempre chi ci è più affine, ovviamente se incontro gli altri li saluto e ci parlo, ma di certo non ci sono più uscito assieme.
    Nè ho mai lavorato per farmi accettare in contesti che non erano i miei, non ci ho mai provato!
    Mi rendo conto però che con le donnne è più complicato in quanto l’amicizia tra donne… è complessa.
    Sono più frequenti le gelosie, le invidie e chi più ne ha più ne metta. Però insomma, uno scatto d’orgoglio e scegliti le persone in base ai tuoi interessi.
    Nel momento in cui avevo bisogno di stare con le persone mi sono dedicato all’associazionismo e alla politica, ho conosciuto un mare di gente e ho ampliato le mie conoscenze. Potresti valutare anche qualcosa del genere no?
    Poi ho cominciato a lavorare e tutto questo è venuto in secondo piano, addio politica, addio associazione.

    Sono rimasti con me i miei amici di cui parlavo prima, qualcuno vive lontano, ma ci sentiamo ogni giorno!

    Vabè tralascio il discorso di ceto, per me non ha proprio senso.

  • 16
    maria grazia -

    “Mi hai fatto venire in mente i romanzi più belli di Jane Austen (Ragione & Sentimento, Orgoglio & Pregiudizio) dove le graziose protagoniste in breve cercavano un uomo
    1. dell’alta/altissima borghesia o aristocrazia
    2. con più soldi di loro
    3. con una brillante vita mondana.”

    Le “50 sfumature(di idiozie)” stanno facendo danni incalcolabili!

  • 17
    Golem -

    “Le “50 sfumature(di idiozie)” stanno facendo danni incalcolabili!”

    Perché trova “tanto ” terreno fertile per cresere cara MG. Tantissimo.

  • 18
    rossana -

    A mio avviso, l’amore incondizionato non esiste SEMPRE nemmeno fra le madri e i figli, figuriamoci fra persone identificate a mezzo di scelte soggettive, sulla base di una conoscenza più o meno approfondita.

    Difficile che possa esistere fra persone che decidono di condividere l’esistenza tramite il collante della sessualità, che è meno volatile del sentimento ma spesso altrettanto instabile e ingovernabile.

    Se, però, si approfondisce il significato delle parole, quando l’amore non ingloba attrazione sessuale è sinonimo di un affetto più intenso della norma.

    Se ne può dedurre che resta amore il sentimento legato alla sessualità anche se non dura per sempre, così come resta “amore” quello fra i genitori e i figli, pur se non sempre incondizionato.

    La differenza fra i due modi d’amare è soltanto quantitativa: entità molto elevata, anche se non assoluta, nei legami di sangue; livelli estremamente esigui negli altri tipi di relazioni affettive.

    Esistono in ogni contesto norme ed eccezioni, così come nessun essere umano è strettamente omologato a tutti gli altri, e nemmeno lo sono le situazioni d’epoca, d’ambiente e di incontri in cui egli si trova a espletare le sue capacità d’amare.

  • 19
    Shandel -

    @maria grazia

    Non ho capito il tuo commento. Non riesco a capire se era ironico o non ti piaceva quello che ho scritto.

    Shandel

  • 20
    maria grazia -

    Shandel
    non era mia intenzione denigrarti, sia chiaro! volevo solo mettere in evidenza un fenomeno sociale molto diffuso, e secondo me molto dannoso. ciao

  • 21
    maribels -

    MICHELLE-io non la vedo così semplice…sono quasi 30 anni che cerco persone più normali ma quando anche le trovo…mi rendo conto che sono come tutte le altre! E ancora di più che riescono a vivere la vita bene solo gli astuti…gli altri lo prendono sempre in quel posto…la mia è una visione forse appiattita dal callo della delusione perenne!

    ets- credo che dalle mie parti non ci siano rapporti più sinceri, forse io non li ho trovati…sono a metà tra due cittadine a forte componente medio/alto borghese e tutti dico tutti pensano solo ai soldi.

    A volte guardo mia madre che è stata nella vita una persona molto buona, e mi fa pena, ha passato la vita a pulire e ancora oggi lo fa con il sorriso stampato in faccia e il desiderio di vedere noi figli felici. Quante delusioni le ho dato! E non ha ancora smesso di credere in me o in mio padre, o negli altri figli, mentre questi spesso e volentieri la prendono in giro e le dicono al momento giusto pure di tacere perchè tanto lei è casalinga e non “ha fatto niente nella vita”. Per me è un insulto grandissimo che mi ferisce e mi fa stare male, lei a volte dice che per il carattere che ha è stata felice così, e che non voleva fare la donna che lavorava per non dover affrontare il tornare a casa e dover comunque pulire o lavorare per pagare qualcuno per pulire, e poi le invidie e altro, ma io invece vorrei stare in mezzo, ma sento di non avere il carattere, e che forse ora è troppo tardi per imparare a gestirmi tra questi squali ormai diventati volponi esperti di parecchie cose…sono talmente indietro…e continuo puntualmente a scontrarmi contro la triste realtà: vorrei di più a livello umano, ma so che un giorno non potrò stare tranquilla nemmeno in casa mia con un eventuale marito, per tutti i discorsi sull’amore che non è mai sincero e via dicendo….non riesco ad accettarlo, non ci risco!

  • 22
    Shandel -

    @Maria Grazia
    nessun problema è che non capivo proprio il commento. Grazie ciao!

    @Anna Laura
    Non mi offendo tranquilla!
    Saluti anche a te!

  • 23
    rossana -

    Maribels,
    ammiro tua madre, capace di dare, senza troppo chiedere in cambio, e lieta di farlo. è più o meno quello che mi sono sforzata da fare io, sia per l’educazione ricevuta che per il temperamento, riuscendoci, però, meno bene.

    sono stata “in mezzo”, come vorresti poter fare tu, ma non sono stata abbastanza brava a trarre il meglio da entrambi i due mondi. spesso va a finire che ce n’è uno che “patisce” di più…

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