Cimiteri: a che servono ?
di
maria grazia
Riferimento alla lettera:
Secondo me i cimiteri sono come le religioni, come molte tasse italiane, come il matrimonio, come il maschilismo, come le accise sulla benzina: sono inutili ! perchè sottrarre tutto quello spazio vitale per ospitare contenitori di persone che non ci sono più ? o che, per meglio dire, NON SONO...
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Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2015
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Categorie: - Attualità

sei anormale tu che con tutte le cose a cui pensare pensi proprio a quello, io sarò una persona pessimista ma tu mi batti alla grande!
Buonasera.
I cimiteri servono per non dimenticare le persone che non ci sono più. Quando vai li, e vedi quel pezzo di marmo con quella foto ed i fiori, sapendo che la dentro giace chi ti voleva bene, ritrovi quel poco di conforto che i vivi non sono in grado di darti.
Ecco a cosa servono i cimiteri.
Servono a fare quello che i vivi non sono capaci di fare.
Più semplice di cosi….
Ciao-)
Ragioni per stereotipi: non sono ne pessimista ne ottimista. In quanto questi due atteggiamenti implicano o delle aspettative in positivo o in negativo, sono due facce della stessa medaglia. Intendo fare come Gandhi: vivi la tua vita con un intenstà pari a come se dovessi morire domani, ma continua a progettare come se non dovessi morire mai.
Raffy, perdonami ma i tuoi interventi mi appaiono come un put purrì ( lo scrivo così dopo la tua perla dell’inglese, così quando morirò potrò affermare che non mi serve nemmeno il francese) di ideologie contrastanti tra di loro; In alcuni post appari convinta che dopo la morte non c’è nulla, come credevano gli antichi Greci, poi te ne esci citando Millarepa, antico monaco tibetano convinto invece da buon buddista che il karma decide in quale corpo si incarnerà l’anima. Forse Maria Grazia ti sta mettendo in difficoltà e non riesci a ragionare con calma. Oppure ti stai pigliando la ” Rossellite acuta ” ?
Spero di no
Se proprio proprio non riesci a vivere come Ghandi protresti provare con questo:
Ogni giornata è una piccola vita, ogni risveglio una piccola nascita;
ogni nuova mattina è una piccola giovinezza, ogni coricarsi,
ogni addormentarsi è una piccola morte.
Arthur Schopenhauer
PS. Tenchiu veri mach if iu ansuer mi 😉
Mi è piaciuto molto la tua risposta ivan Z! 🙂
Perché è li che sono le persone, non esistono altre dimensioni, dovresti saperlo, visto l’età che ti ritrovi.
Raffy non mi sono mai piaciuti gli stereotipi, un conto è dire che ti vuoi godere la vita come se fosse l’ultimo giorno, un conto dire che pensi sempre alla morte, puoi apprezzare la tua giornata anche non pensandoci, vivi come vuoi io adesso devo pensare a lavorare e andare avanti, salvo incidenti o malattie camperò ancora e vorrei farlo dignitosamente.
Ragazzi a me di sapere perchè dobbiamo a tutti i costi sottrarre spazio per conservarci corpi decomposti alla fin fine mi importa poco. piuttosto… se qualcuno di voi conosce un esperto mondiale in cure per la giovinezza me ne fornisca gentilmente il nominativo. perchè sarà pure sbagliato, ma io non voglio nè invecchiare e nè morire. insomma, io voglio LA MIA vita, non quella di un altro o di un’ altra, perchè in questa vita e in QUESTA identità mi ci trovo bene! non voglio che tutto finisca… vorrei tanto poter campare IN ETERNO, lo ammetto. e se ci fosse un modo, non chiedo altro. con buone pace di ciò che è giusto. quello che più mi spaventa sarebbe rinascere nel corpo di qualche omuncolo o omuncola con la mente chiusa, omologati alle convenzioni sociali e schiavi degli schemi. Mio Dio, Mio Dio !… non ci posso neanche pensare ! quindi… qualcuno mi salvi dalla morte, please! 🙂
MG,
“quello che più mi spaventa sarebbe rinascere nel corpo di qualche omuncolo o omuncola con la mente chiusa, omologati alle convenzioni sociali e schiavi degli schemi.”
Ma non credo.
Ti è già andata male così. Vabbè che la fortuna è cieca e la sfiga ci vede bene, però l’avverarsi di questa tua paura sarebbe un vero e proprio accanimento 😀
Scherzo!
Ogni tanto mi piace prenderti per il culo
ciao Ivanz,
anche a me è piaciuta la tua risposta, valida in particolare in “Servono a fare quello che i vivi non sono capaci di fare.”
nel pomeriggio un amico mi ha raccontato il disagio psichico che sta provando dopo aver assistito qualche giorno fa al funerale di un bambino di 11 anni, morto in sei mesi per un cancro al cervello. i genitori desiderano poter ornare al più presto la sua tomba con foto, una piccola statua bianca e delle piante in fiore, pur avendo altri figli con cui provare a consolarsi.
faccio fatica a entrare in un cimitero persino il giorno dei Santi ma ammiro il marito di una vicina di casa, con cui ho intrattenuto relazioni amichevoli nell’infanzia e nell’adolescenza, che ogni giorno, da più di tre anni, si reca sulla sua tomba. che sia questo il vero, eterno Amore?
Rossana neanche la morte può far finire un amore, se ami lo fai anche dopo una tragedia del genere.
“che sia questo il vero, eterno Amore?”
Rossana lo penso anch’ io. e ognuno il SUO amore lo onora o lo ricorda come vuole e come può. io non vorrei tombe. di mio padre – per esempio – mi bastano i suoi sorrisi immortalati nelle sue fotografie.
M. ma lo so ! mi è andata MALISSIMO ! 😀
Linux invece io sono molto coerente: molri saggi hanno avuto esperienza dell’ essere senza tempo come nel caso di milarepa che lo interpretava come un uscita dal ciclo delle reincarnazioni e altri pure ne ebbero esperienza ma lo interpretarono solo come esperienza anticipata della morte: infatti il Nirvana significa letteralmente “spegnimento” ma de che…? Della propia individualità nel Tutto… Io penso che dopo la morte non ci sia nulla… DI DEFINIBILE! Come i buddhisti non definiscono il nirvana… Pure la morte è indefinibile perxhé sono la stessa cosa! Io voglio superare la mia identità non perché ci stia male ma perché so che la perderò cmq… Poi nel sonno senza sogni tutti arriviamo a sperimentare la mente vuota… È solo che non se ne è consapevoli.. Essa equivale alla morte. P.s. oOn sono buddhista pratico solo una forma di meditazione
Maria Grazia,
per alcuni quando una persona muore, la sua scomparsa incide nel privarli nella quotidianità della porzione di vita condivisa. si afferma che una parte di sé se ne va con loro.
per me non è così, anzi: ripercorro i ricordi, persino i primissimi, quelli che maggiormente hanno inciso nella mia formazione. puri attimi di assoluta immortale interiorità. tutto continua a vivere nell’intimo, enfatizzato dall’assenza. nulla trovo in un cimitero ma comprendo chi invece è legato a un mucchietto d’ossa o a un’urna di cenere.
tempo fa è stato reso pubblico un furto, o meglio un vero saccheggio di un ricco appartamento. i proprietari hanno supplicato di render loro l’urna contenente le ceneri della madre, trafugata insieme al resto del bottino…
tanti sono i modi d’amare e di sentire, per me tutti rispettabili.
Inutile poi citare tutti quei maestri zen che capiscono quando moriranno e lo comunicano ai discepoli con cui organizzano un ultima cena per poi venir puntualmente trovati morti nella posizione del loto… Potremmo quasi dire muoiono volontariamente.. Grandi anime.
certo rossana te ne do atto. tutti i modi di amare, e di ricordare chi abbiamo amato, sono rispettabili. e nessuno dovrebbe nemmeno stare a discutere su questo; in realtà il mio era un discorso diverso: mi domando quanto sia giusto sottrarre spazio alla terra e ai suoi frutti solo per ricordare i nostri morti, che potremmo comunque onorare in altro modo. tutto qui.
Maria Grazia,
ho risposto alla domanda privilegiando il sentimento all’opportunità di usufruire di maggiori estensioni di terra coltivabile.
molto spazio fertile è sottratto, ad esempio, con i campi da golf, privilegio di pochi, solo per attività ludica. fra l’altro, parecchio più estesi dei cimiteri facenti capo a piccole e medie comunità.
si potrebbero citare altri esempi ma mi sembra che questo sia chiaramente contrapponibile alla pietà di chi è legato a una forma di culto nei confronti dei defunti, esistita fin da quando i primi ominidi hanno acquisito un’anima sensitiva.
a mio avviso, prima di arrivare a vietare i cimiteri, ci sarebbe ben altro terreno da recuperare altrove…
rossana e perchè mai ? io detesto il gioco del golf, ma resta pur sempre un piacevole gioco, e quindi è VITA. perchè tutto ciò che è bello e giocoso è vita. tutto ciò che è cupo e paranoico, è morte. perchè mai “vietare” la vita per celebrare la MORTE? io mi chiedo …. voi parlate di onore e devozione verso chi non c’è più. io dico invece che le persone bisogna onorarle e apprezzarle QUANDO SONO VIVE, quando possono vederci, toccarci, sentirci, soffrire o gioire con noi. invece il più delle volte, l’ animo umano in vita è villipeso e calpestato perchè poi, dopo morti, si possa dire:” Era una così brava persona”…
beh, non so cosa pensano – se pensano – le persone morte che ora giacciono sotto terra, ma io questo tipo di celebrazione non la voglio, non mi interessa ! che mi onorassero e mi celebrassero ADESSO, che sono viva, che voglio gioire e amare, che voglio ESISTERE ! quando sarò solo un cumulo di detriti fate pure di me quel che volete, ma non permettete che i miei resti insozzino uno spazio che potrebbe essere, ad esempio, destinato al gioco all’ aperto per i bambini, alle risate allegre dei loro genitori, alle effusioni delle giovani coppiette innamorate, alla coltivazione del grano dorato.
secondo me QUELLO sarebbe un bel modo per ricordare i nostri morti: onorare i loro ricordi più belli, più che i loro resti!
Non hai capito: vuol vietare solo quello che le fa comodo.. Mica è scema, tranquilla tanto i campi da golf non le fanno paura.