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Ciao Adam, Carmen l’ho vista diverse volte, l’ultima a Barolo con Gazzé e Silvestri. A Verona dev’essere notevole, spero di riuscire ad esserci! Per ora sicuro Brunori a Torino, poi attendo l’uscita delle date di Waters, perché dopo aver visto il docu-film al cinema mi è venuta una grandissima voglia della sua energia.
In memoria dei nostri vecchi scambi illusori e perditempo, ti giro uno dei pezzi che più adoro, da brividi.
https://youtu.be/QWLBtMz5OuY
Sì Suzy, è vero, anche se si tratta di illusioni gli effetti di certe “emozioni” sono…reali. In fondo anche la droga dà effetti nel reale anche se il paradiso dai quali provengono è artificiale. E abbiamo la prova di quanto possono durare, anche solo come ricordo. Eppure dovrebbe essere abbastanza ovvio considerare che quando questo avviene, “l’emozionato” crede ancora che “quell’oasi” nella quale si è “dissetato” non è solo un miraggio, o un tappeto, come nel caso che ho accennato. In fondo è lo stesso fenomeno che si ha in campo medico con l’effetto placebo, o all’opposto con le droghe, come si diceva. Ma la realtà “vera”, l’unica con la quale si può progettare un futuro “reale”, con quei pur piacevoli fenomeni non ha niente a che fare, ed è questo in estrema sintesi quello che tento di far capire a chi nota le lenzuola ma non il letto. Perchè tutto perde “valore” quando si realizza che tutto era solo causa di un’illusione, con la quale non ci progetti altro che i famosi castelli in aria, e quelle esperienza non lasciano “niente” di realmente “vero” in mano. Comunque è un bel passo avanti che sia stata ammessa l’esistenza delle allucinazioni nel paese delle sequoie, dove l’ammore se nun ce llai da quarche parte se coje
Talvolta mi domando perché certe persone ci tengano così tanto a mettere il loro becco ovunque e continuatamente , ossessivamente e compulsivamente fino alla nausea. Loro stesse se lo saran mai chieste ? Perché questa necessità di imporsi sul prox, aver sempre ultima parola, di richiamare l’attenzione? Sec voi si renderanno conto di risultare alla lunga pedanti e logorroiche con i loro modi, oltre che supponenti ed autecelebrative ai limiti del ridicolo?
Appaiono come bambinetti capricciosi e molesti, eppure continuano imperterriti a ridicolizzarsi, senza riuscire a trattenersi o auto-esaminarsi. Paiono quindi non rendersi conto della propria infausta condizione che denota una patologia psiche e diventano così portatori evidenti di un profondo disagio isterico personale e sociale
Sec me, quello di farsi quelle tue domande è tipico nei passanti, Passante. Perchè sai, nel famoso Passante Ferroviario di Milano che io uso, spesso si sente il prox chiacchierare intorno a questioni epocali come quelle che ti poni, dove anche il clima metereologico che non è più quello di una volta svolge un ruolo importante nell’ambito della discussione. Alcuni sarti particolarmente ispirati e sensibili -anche nomi oggi molto noti- sostengono che durante i loro inizi erano talmente presi dal sacro fuoco creativo che sentivano i modelli che stavano cucendo che gli “parlavano”. Avvicinando l’orecchio scoprivano che quelle voci provenivano dai “passanti”, come quelli dei pantaloni o dei trench. Anche il famoso Passator Cortese, re della strada re della foresta, che in quanto frequente passante di quei luoghi (motivo per cui poi venne chiamato appunto il Passatore)
che attraversava avanti e indietro con fare pensoso mugugnando tra sè e sè, si è scoperto che si poneva proprio le tue stesse domande. Dall’altro lato, c’era chi osservava questi Passanti che si ponevano quelle importanti domande, chiedendosi il perchè dell’esuberanza numerica di questa categoria umana, e perchè, pur essendo Passanti, non “trapassano” mai una volta per tutte.
Un ciavo, di passaggio.
Un grand merci à Passante, dont nous pouvons heureusement lire ses questions importantes sur le babillard de cette Clinique.
Ciavò le moko
Dottore, però il Passator Cortese almeno copulava con gran gioia sua e delle pulzelle incontrate per via.
Non per nulla fu detto Cortese perché, essendo dotato di attrezzatura di buon calibro, di perfetta rispondenza alla scala Wickers/Brinnel e di acconcia estensione nello spazio 3D, prodigavasi nell’atto fisiologico senza nocumento alcuno.
Anzi.
Qui c’è un “passante” che non ne passa una da una vita, forse starebbe meglio il suo opinabile asserto nella lettera V.M.18.
Centimetri.
È per questo, caro Professore, che “the coffin cries”.
“The coffin cries” è un buon titolo per il prossimo album dei Pink Freud, Dottore.
Registri subito la sua perspicace trovata, Le sarà di gran beneficio economico.
Al Passante segnalo invece che quello che gli serve lo vendono anche all’IHEA, basta montarla: modello Lükte o Sålm, secondo preferenza e portafoglio, in ogni caso si tratta di avvitare 28 viti con la brugola, niente di che.
Dice Professore? Ne avrei potuti registrare decine, che invece sono svaniti nell’etere.
Spero invece che il nostro, sia pure di passaggio, faccia un salto all’IHEA per quell’acquisto, che stando alle riusultanze autoptiche si rende sempre più necessario.
X Passante:
Non ti curar di loro ma guarda e passa
Roland, scusa se intervengo ma la domanda che ti hanno posto è davvero interessante e pensando che possa esserti utile mi ha riportato alla mente un un mio commilitone, un pastore barbaricino da “civile”, che d’estate, in caserma, faceva “l’ammore” con le angurie, tenute un giorno a temperatura ambiente di 35 gradi per avere quella “fisiologica”, e poi le mangiava pure dopo averle lasciate sotto l’acqua corrente. Sembra incredibile ma non è un’invenzione, te lo giuro, perchè secondo lui c’era tutto: una certa morbidezza, la giusta temperatura, l’umidità interna e… la forma tondeggiante del “retrobottega” femmina. Con 500 lire ne comprava una di 10 chili, gli scavava un buco a “misura” con la baionetta del Garand e risolveva due esigenze. E di recente, non hai letto di un “mio collega” anatomopatologo che si schioppava delle giovani cadaveresse nella morgue? A questi soggetti piaceva il buso “fresco” evidentemente. Ma il punto è che noi maschi quando “scappa siamo capaci di tutto di fronte a un “buso” disponibile. Io stesso, che sono stato immeritatamente piuttosto attraente sino a ieri, e non mi sono mai mancate le “patatine”, >>>
Deejay Bud,
se ancora frequenti il sito, un particolarissimo augurio di Buone Feste.
ti sono grata per avermi dato molto più di quanto mai mi potessi aspettare, in un momento in cui ne avevo molto bisogno.
un abbraccio.
>>> ma “bugierei” se non ti dicessi che in momenti di “stanca” mi è capitato di trombare qualche cessa come “decharge des cons”. Ma in macchina e al buio però.
La donna, certo, è molto più esigente di noi, ma pur sempre relativamente. Non di meno, e tenendo presente quegli esempi di “infoiamento” appena esposti -descritti nei loro limiti estremi quanto squallidi- può averne attratti anche 20 mila e scopati tutti, ma se è cessa, tale resta, anche nella memoria degli “amanti”, rozzi o meno che fossero. Purtroppo i maschi quando sono “al limite” superiore dei livelli di testosterone sono capaci di tutto davanti a un pertugio “free”, lo sappiamo. D’altra parte se c’è il famoso detto trivial-maschilista che è ancora più suggestivo, e che ci ricorda che “quando il tempo dà tempesta, ogni buco è porto”, c’è perchè si tratta di una una verità, anche se volgare.
Allora succede che quando la “donna” non è nè “bella” nè “bona”, nonostante il potere insito in quel “comunque bello pertusillo”, capita anche a lei di doversi accontentare malgrado i 20 mila, esattamente com’è spiegato nel detto: “piutost che nient l’è mej piutost”. Alla fine è il solito “Ubi major, minor cessa…t”.
Grazie per l’ospitalità. Merry Christmas.
Esimio Dottore, la citazione del Garand mi ha commosso. Pensare che quell’arma sia giunta in età moderna con tanto di baionetta da inastare alla bisogna e giberne portaproiettili è strabiliante. Adesso almeno ho chiaro l’uso della baionetta, io avrei usato l’Opinel 10, ma in fondo son Professore mica per niente, anche perché io – se non fossi così giovane e avessi fatto la naia – avrei usato il FAL 7.62. Il nome la dice lunga, e il 7.62 è una misura di lunghezza in pollici…
Turistapercaso, mi hai messo di buon umore, davvero.
“X Passante:
Non ti curar di loro ma guarda e passa”.
Uahaha, sei stato un umorista del calibro di Achille Campanile con quel “jeu de mots” involontario. “Passante…passa”. Grande.
Un ciavo, lode e bacio accademico.
Illusione e realtà in amore ? L’innamoramento che termina e non diventa amore. Quanto di piu normale possa esistere. La passione che scema. La quotidianità che subentra alla passione. Quanto di piu normale tutto ciò?
E perché etichettare in maniera negativa coloro che credono a questa illusione? Tutti ci illudiamo ogni giorno di un qualcosa? Perché non può succedere anche in amore ? Si spera, si crede, si crede di vedere ciò che non é. Ma é chiaro, non si conosce. La mantide maschio continua a copulare con la mantide femmina, ben sapendo che rimarrà ucciso (non sempre per la verità)
Dante e Leopardi scrissero odi per Beatrice e Silvia. Ma benché morte prematuramente e magari non corrispondenti l’amore dei due poeti, sarebbero state nella quotidianità quello che venivano rappresentate nelle poesie ? Chissà forse si forse no. Magari piu no che si. Ma chi può dirlo.
E chi sarebbero poi gli illusi ? Coloro che si illudono di un amore che ha termine o coloro che invece lo continuano in base a finzioni od accordi ? O semplicemente in base ad un affetto che nella quasi normalità dovrebbe comunque essere presente ?
Chi va avanti per i figli o chi comunque magari pur non provando le stesse cose di un tempo riesce ancora a…
condividere la vita con i propri compagni. In tutto questo ci sarà anche chi magari dopo 50 anni vive ancora le stesse emozioni dei vent’anni.
Difficile se non addirittura impossibile. Di certo quasi sempre si passa per l’innamoramento che é comunque sempre illusione. Oppure ci sono gli amori spa. Si costruisce una vita insieme, sana e razionale. Seria ma anche priva di forti emozioni. Tant’è!
Caro Professore, il Garand era il fucile d’ordinanza, e innestava una baionetta NATO da “one feet”, circa 30 centimetri, roba da passarti da parte a parte. Una lunghezza alla John Holmes per restare in tema.
Certo un FAL e sempre un FAL, specie quando ha le misure giuste, e 7.62 inches per 2.54 centimetri lo sono, eccome.
Ma quello che mi colpiva di quell’amore vegano -consumato subito dopo il “foro da arma bianca”- era che il barbaricino di leva, in un colpo solo aveva trovato un modo infallibile per risolvere i problemi che spesso insorgono quando c’è di mezzo sesso e ammore. Che nel suo caso venivano si soddisfatti dalla procace anguria, che però, in quanto tale, e per l’uso che ne faceva il suo amante, difficilmemte sarebbe stata violata da un altro infoiato G-man. Ma c’è di più; quella furba scelta sessuale fa in modo che nella remotissima ipotesi che un altro si fosse innamorato della rossa cucurbitacea, mai, e dico mai, le avrebbe potuto sussurare… “ti amo così tanto che ti mangerei”.
La solitaria vita da ovicoltore itinerante aveva affinato l’arguzia di quel sardo di poche parole (un sardomuto praticamente) arrivando a capire come fare per sentirsi “sicuro” anche lontano da casa. Non lo trova geniale? Eppure era un semplice pastore della Barbagia.
sempre più divertente, non si fa altro che dimostrare quanto precedentemente asserito, qualcuno fa tanto l’intellettuale senza accorgersi che è verboso , noioso nei contenuti e ridondante oltre misura.
Comunque si, ad un passante non rimane che guardare sorridente il soggetto in esposizione e passare oltre, come allo zoo
Passy, io invece mi vedo al contrario, penzanbò, faccio volutamente il verboso senza accorgermi di essere un sobrio intellettuale. Ma sono lieto che tu ti veda come fossi in uno zoo, e dalla parte “giusta” per giunta. È quello che vado cercando in questo splendido caravanserraglio.
Ciavo Christmas and Pappy New Year.
“Seria ma anche priva di forti emozioni. Tant’è”.
Mareforza4, come mai, tra le tante sfumature amorose un po’ “rassegnate” che hai esposto, non hai considerato la possibilità che possa esserci anche quella di un rapporto duraturo, allegro e pieno di nuove emozioni? Anche tu vuoi “consolarti” dagli insuccessi come tanti su questo fosco forum?
Quello che noto negli “illusionofili” è che gli è pressochè impossibile immaginare che finita la sbornia erotormonale possa realmente cominciare l’amore. Per questi soggetti, terminati quegli effetti è “fernuto” l’ammore, e dopo un po’ di romantiche sofferenze si parte alla ricerca di altre illusioni. Nella loro visione epica di quell’elementare sentimento che invece è l’amore, se la storia continua è destinata inevitabilmente a diventare routine e abitudini, e non una opportunità, anzi l’unica opportunità, per far nascere un rapporto “reale”. Insomma, malgrado questa emerita categoria di pensatori, per motivi ignoti si ritenga più “evoluta” rispetto a chi gli fa notare la loro illusofilia, quest’ultima è farcita dei più triti luoghi comuni, che spesso servono solo a rassicurarli della bontà delle loro posizioni, e basta.
Sei femmina vero? Si capisce.
Merry Christmas and Srecna Nova Godina.
Golem, perché scrivi che non ho considerato che possa esserci la possibilità di un rapporto duraturo, allegro e pieno di nuove emozioni ?
Ti é sfuggito un passaggio mi sa:
“…in tutto questo ci sarà anche chi magari dopo 50 anni vive ancora le stesse emozioni dei vent’anni…”
Nel mio commento ho fatto solo delle considerazioni sul fatto che sia piuttosto normale illudersi nella fase dell’innamoramento e che spesso la realtà può essere ben diversa da cio che si percepisce all’inizio.
E per te una frase che non hai letto ê sufficiente per considerare una persona collezionista di insuccessi oltre che a stabilirne il sesso ?
Mah…che dirti…complimenti ! Io non ne sarei capace.
Provvederò a modificare il mio nome e il mio sesso all’anagrafe visto che anni fa, quando venni al mondo, fui registrato come individuo di sesso maschile !
Buon Natale a tutti !
Mareforza4,
bella e giustamente sfaccettata la tua disamina sul sentimento di coppia che non ha mai trovato conferme scientifiche da parte di nessuno. solo la scienza è il regno della verità: tutto il resto non può che ricadere in quello delle opinioni, che terra terra si delineano nel sesso per gli uomini e nell’emozione per le donne. ecco perché al sesso forte di solito basta poco per “sentirsi a casa”.
pagano è il turbolento e inquietante Eros; cristiana la Caritas (benevolenza, affetto, amore fraterno). ovvio che diventa difficilissimo, ma non impossibile, coniugare l’istinto di riproduzione con l’istinto di non correre il rischio di rimanere soli.
di recente ho appreso un nuovo concetto su due fondamentali modi d’amare:
– quello egotico, che si rifà al “dare per avere” e
– quello animico, disinteressato ad aspetti di ricambio, estetica e beni materiali, di cui pare capace solo il 20% degli esseri umani.
ad ognuno il suo, in piena libertà! l’illusione è madre della speranza. senza amore per qualcosa o per qualcuno, e senza la speranza di poter identificare o per lo meno immaginare tali potenzialità, non resta che una vita poverissima di sentimenti, vitali per chiunque, indipendentemente dalla loro durata.
Mare, tu mi dici:
“Ti é sfuggito un passaggio mi sa:
“…in tutto questo ci sarà anche chi magari dopo 50 anni vive ancora le stesse emozioni dei vent’anni…” ”
Non mi è sfuggito niente caro “Maroforzo4”, perchè la tua non è la stessa cosa che io ho inteso dire. Solo chi si “immagina” le cose per stereotipi può dire che dopo 50 anni (ma anche dopo 10) si possa vivere un rapporto come quando se ne ha venti. Non è possibile, nè perchè non si hanno più vent’anni, nè perchè non sarebbe un vero rapporto se non è cambiato col tempo, crescendo. Deve essere un relazione della età che si “è vissuta”, con tutti i guai, le gioie, i cambiamenti e le “rughe” di qualunque organismo fatto di due persone, rimasti due singoli soggetti amorosi, che ne hanno “fatto” un terzo che li contiene entrambi. Ma che te lo dico a fare, so che non sarò capito.
È sempre così Maro, quando “non si conosce” un “mondo” lo si “immagina”, e mancando l’esperienza diretta lo si fa usando appunto stereotipi e luoghi comuni. Ma non devi sentirti solo in questo, non solo qui è pieno di “immaginatori” (…trici, soprattutto, per questo ti vedevo “femmina”) ne è pieno il mondo. >>>
>>> Temo però che con quel “profiling” che hai fornito ci sarà difficile capirci. Ma qui troverai chi ci riuscirà, o immaginerà di farlo. Anzi è già successo vedo.
Come spero avrai intuito da quel che ti viene scritto, esistono manuali sui quali si possono apprendere un sacco di nuove cognizioni sull’amore, e sono così tante che ci si può ritrovare nella tipologia che più ci aggrada, e addirittura cambiarla quando se ne incontra un’altra migliore. Servono a chi in amore vuole farsi un’esperienza…da manuale, appunto. Per inciso io non sono “anemico” in amore, anzi, piuttosto sanguigno.
Un ciavo natalizio ci sta però, dai.
Auguro un sereno Natale a tutti gli utenti, conosciuti e non,un augurio e un saluto anche alla redazione di LaD
Le illusioni d’amore, le droghe, le ideologie di sinistra.. il piccolo uomo comune si cerca i suoi paradisi artificiali e fugge come può da una realtà che altrimenti gli sarebbe troppo difficile affrontare.
Rien ne va plus. Giocatevi le carte migliori, il resto è mancia. Possibilmente non mancina.
Senza nessuna vena polemica Golem, ma a questo punto credo che non solo ti sia sfuggito un passaggio, ma un po’ il concetto di ciò che ho voluto esprimere
“Illusione e realtà in amore ? L’innamoramento che termina e non diventa amore. Quanto di piu normale possa esistere”
Non é un ragionamento in stereoripi e neanche immaginare cose che non si conoscono. É solo una considerazione basata sui fatti. La Società attuale é piena di esempi. Le coppie separate superano quelle che restano in piedi e quelle che restano in piedi spesso vivono di stanca, vanno avanti per inerzia. Poi c’è una minima parte che continua a vivere un rapporto soddisfacente ed emozionante.
Ma io l’ho scritto che esistono coppie che anche dopo 50 anni continuano a vivere emozioni. E non serve fare il pelo alla frase “delle stesse emozioni dei venti anni”. É ovvio che dopo 50 anni non si hanno piu 20 anni e le emozioni saranno rapportate. Ma la sostanza é che il rapporto é duraturo e soddisfacente. Quindi la tua “accusa” di non vedere il positivo in amore é infondata.
Ciò non toglie che a te é sfuggito il senso di tutto visto che sei andato a pigiare sul tasto delle situazioni personali quando come ti ripeto erano solo considerazioni generali
…sotto gli occhi di tutti e che nessuno, neanche io e te possiamo negare.
Poi si potrebbe disquisire sul perché accade ciò o se in passato o se in altre latitudini accadono le stesse cose. Aumentare o diminuire alcune percentuali. Ok perfetto. Ma la sostanza é che in amore spesso ci si illude. E l’innamoramento troppo spesso non si trasforma in amore. Con le dovute eccezioni.
Mare, oggi è Natale e dobbiamo volerci bene per forza, ma non temere, non c’è nessuna polemica, è che io parlo senza preoccuparmi di essere politicamente corretto. Tu citi l’illusione in amore e qui ho consumato le dita per liberare quel termine dalla “dittatura” delle illusioni che ne caratterizzano la principale iconografia, ma che non “rappresenta” quello “vero”. L’Amore con la A maiuscola, richiede un salto di qualità emotiva e intellettuale che con il primo non ha niente a che fare, in quanto la “realizzazione” di un “Amore” attiene ad una “scelta” consapevole e a un lungo “lavoro”, e non al “gratuito” dono di Cupido. Il fatto che la maggior parte degli “ammori” finisce è perchè l’Amore non è mai cominciato, poichè l’illusione NON È AMORE, ma un miraggio. Ma la maggior parte di noi si ferma a quel punto, e non sa, o non è in grado di capire, che quello era l’inizio del percorso d’amore e non l’arrivo. Da tempo sostengo che l’amore se è tale NON è come una bottiglia di vino, che smette di dare i suoi effetti quando è vuota, perchè quando “LUI” è vero, ed è stato “distinto” dal più ordinario “succedaneo”, lei sarà sempre “piena”. Per cui, “l’ammore” finisce; l’Amore no, non può mai finire. Pensaci.
Merry Christmas
Scusa Golem, sempre senza innescare polemica alcuna, ma a cosa dovrei pensare ?
Al fatto che l’Amore (vero) non può finire ? Ehmm….mi pare ovvio tutto ciò e perdonami se ti dico che probabilmente ti sei consumato le dita in maniera gratuita per stabilire che innamoramento e l’amore non sono la stessa cosa. Ma l’innamoramento è un passaggio che, giocoforza, tutti o quasi dobbiamo percorrere. Ma da questo passaggio non si sa mai come se ne esce. O tutto termina nel breve perché si comprende in poco tempo che non sia cosa o si continua nella speranza che la magia permanga o che quantomeno si modifichi in qualcosa di meno magico ma in un certo senso piu intenso e duraturo. Ed è qui che le illusioni prenderanno il sopravvento perché dovranno fare i conti con la realtà che é ben diversa da ciò che si immagina quando si é sotto l’effetto di qualche pozione amorosa.
Quello che ho scritto nei miei commenti era semplicemente una considerazione sui fatti, che attestano gli amori “reali” in quantità minima a fronte di una serie incredibile di fallimenti. Fallimenti che si annoverano non solo negli amori che hanno termine ma anche negli altri che sembrano continuare ma che celano le stesse illusioni di quelli conclusi. La vita
la quotidianità, il sentimento, la condivisione, la voglia di stare insieme stabiliscono nel tempo se un amore sia reale o meno. I fatti attuali sembrano accertare purtroppo che i reali siano pochi. Troppe bottiglie di vino si svuotano e anche quelle che sembrano piene contengono solo acqua.
Mare, le dita le ho consumate non per spiegarla “a me” quella differenza che sottolinei, ma a chi metteva in un calderone con la scritta “Amore” tutto ciò che era causato da un’attrazione o un’emozione che faceva “batter lo core”. Indistintamente, anche se si trattava di una cotta adolescenziale, di una truffa via web in cui è caduta una sessantenne sola, della passione non ricambiata, della tipa innamorata del Muro di Berlino o di una “rara” coppia che si era costruito un rapporto felice quotidianamente per decine di anni. Insomma, tutto finiva in “cavalleria”. Le conclusioni che ho tratto è che la maggior parte dei soggetti ignora che dopo la “strumentale” botta dell’innamoramento possa esserci di più, ma che va “fatto”, in due e quotidianamente. Mentre altri, sia pur falliti in campo amoroso, di fronte alla mia dichiarazione che un amore che finisce in realtà non è mai iniziato, hanno comprensibilmente protestato per difendere il proprio fallimento, magari gettandosi in un altro con le stesse illusioni che hanno decretato la fine del primo. Ma non voglio nè posso riaprire un argomento che è durato una vita, dove ho portato un profluvio di argomenti, oltre che la mia personale esperienza.>>>
>>> Giustamente ci ricordi che gli amori che durano nel tempo sono pochissimi, e che molti di questi sono solo apparentemente “felici”, ma quei pochissimissimi felici, che si costruiscono giorno dopo giorno, che attraversano difficoltà e le superano, che si fondono crescendo in quel singolo soggetto amoroso che ne contiene due, sono stati solo fortunati o forse, lontani dalle illusioni e magari con amorosa volontà, hanno saputo bene interpretare le “voci delle Sirene” di omerica memoria che si celavano dietro certe “sensazioni”? Perchè il punto è: quanto sia vero un amore cresciuto in un campo di illusioni romantiche e quanto quello che è piantato in un terreno fatto di realtà, sia pure meno “affascinante” del sogno che muove il primo.
Quindi, non so se stiamo parlando la stessa lingua, ma se così fosse, non dare per scontato che chi ti legge capisca la differenza tra innamoramento e amore di cui accenni. C’è chi non riesce neanche ad immaginarla, proprio per la mancanza di “quel” percorso, se vuoi persino filosofico, di cui ho parlato.
E se è comprensibile che certe sfumature non possano essere capite da dei ventenni, ti sorprenderesti di scoprire che vi è chi in piena terza etá non ci è ancora arrivato.
E sono tanti, lo dichiari anche tu.
Golem, mi pare chiaro che le dita tu le abbia consumate per spiegare ad altri certi concetti, cosi come mi pare chiaro che su questa cosa parliamo la stessa lingua.
Mi rendo conto però che se si scavasse nei dettagli degli amori illusori si entrerebbe in un campo minato.
In sostanza la domanda che facevi prima tu e cioè
“quanto sia vero un amore cresciuto in un campo di illusioni romantiche e quanto quello che è piantato in un terreno fatto di realtà, sia pure meno “affascinante” del sogno che muove il primo”
La risposta appare scontata: é il secondo quello vero. Il secondo supera le avversità, le normali incomprensioni, le “sirene”, pur mantenendo sempre nuove condivisioni ed emozioni. Certo é raro trovarne e comunque alla fine non sai mai se il risultato é frutto dell’intelligenza e del carattere delle due persone o dell’amore a prescindere dal ragionamento.
L’amore illusorio giovanile è quello che si fonda sulle emozioni piu intense però in un certo senso è quello dettato dalla natura per l’accoppiamento.Contano gli odori, gli ormoni, i geni. Il resto sono regole umane. Credo che, magari a malincuore, ma dobbiamo convenirne.
Nota di…servizi.
Per essere più precisi riguardo la famosa e premiata azienda Richard-Ginori, va precisato che non ha prodotto solo cessi, ma anche bidet e lavabi, di stili e caratteristiche diverse. C’è n’è per tutti i gusti insomma e per tutte le tasche. In ogni caso, e sempre in merito al focus dell’originario argomento “sanitari”, lo sanno anche gli allocchi che le exusatio non petite…
Mare, ne convengo a tal punto che non posso negare di essere stato a mia volta una una vittima di quelle illusioni. Ma forse avrò avuto 11/12 anni, quando mi innamorai della mia insegnante di italiano alle medie, ma poi si deve crescere e fare la tara tra quello che è e quello che si vorrebbe che fosse amore. Mi spiace che tu non fossi presente all’acceso dibattito durato forse quattro anni, ma ti saresti reso conto di quanta ignoranza e inesperienza connotano la maggior parte delle relazioni sentimentali, e quanto la sottocultura corrente le condizioni pesantemente in termini di aspirazioni amorose. La maggior parte della gente si trascina obiettivi adolescenziali sotto quel profilo, anche in età insospettabili, e sono principalmente donne purtroppo. Ma chi spicca in questo ambito sono le “sapute” che, con un palmares di storie da contarsi sulle dita di una mano, hanno capito tutto sull’argomento. Un po’ come aver preso un dottorato di ricerca con cinque esami, quando è proprio da quelle dotte descrizioni che si capisce che si sono fermate alle elementari. Non mancano neppure i saputi maschi, intendiamoci, ma l’illusione e la tendenza a magnificare ogni emozione ormonale come “ammore” è più femminile che maschile, va detto. Anche se a malincuore, come dici tu.
Yog,
quindi… ammesso che siano più veritiere le testimonianze degli autorevoli francesi che riporti, l’Europa, in testa a un’armata imperiale, e lo stesso impero, non si possono conquistare che con il pisello?
secondo me, l’opinione dirimente si sarebbe dovuta chiedere a Giuseppina…
peccato che non si abbiano statistiche di altri imperatori, altrettanto famosi e altrettanto chiaccherati!
Caro Professore, a prescindere dalle dimensione di quella “appendice” scoperta dopo il 5 maggio, una cosa è certa, che anche se la Richard-Ginori -fondata nel 1735- li aveva già prodotti, il valente corso, proprio grazie alle ingenite prerogative che in breve lo portarono a indossare la corona imperiale, nei non rari incontri biblici che gli venivano offerti, non “usava” certo quelle “ceramiche” cui lei si riferiva con splendida allegoria. E questo nonostante fosse nota la sua passione per la laidità in generale, riportata dalle cronache per la sua famosa laconica lettera a Giuseppina dopo la campagna d’Egitto: “Non ti lavare. Arrivo”.
Zozze si. Cessi mai.
Mezzoman, sei un campione di sintesi. Per questo indizio, ma non solo, secondo me hai le qualità per poter interessare qualunque donna con un cervello funzionante. Io, lo fossi, ti frequenterei. Credici quindi.
Dottore, mi era già ben nota sia la gloriosa storia industriale della nota Casa produttrice di ceramiche anche estere (tipo le turche, che infatti raramente hanno grande appeal presso i latini), che la questione che Napoleone amava trovare la Giuseppina non troppo pulita.
Devo confessarLe che tale aspetto napoleonico, che trovo assolutamente ributtante, mi ha sempre assai turbato.
L’igiene non è un vezzo di noi luminari, ed è acclarato che le lesioni gastriche che portarono l’Illustre Corso a essere sepolto in 8 (otto) sarcofagi furono causate da verune innominabili pratiche ripetute in condizioni, appunto, settiche.
Una doccia prima e dopo è pur sempre prevenzione, basta vedere come son messi gli africani che non hanno acqua, poveretti (aggettivo aggiunto ad hoc perché siamo appena dopo Natale).
Mezzouomo,
allora… per completare la testimonianza e per contrastare, almeno di tanto in tanto, le malevoli insinuazioni/denigrazioni che continuano a essere riversate su molti miei post e su di me come persona (spesso in modo più che identificabile), esplicito le “ben altre” attrattive legate all’uomo che più ho amato, benché avesse un pisello molto piccolo.
catturato a 17 anni per strada, è riuscito a scampare a un campo di concentramento nazista, dove è stato brutalizzato fisicamente e umiliato, deriso, sessualmente. rientrato a casa a piedi e con mezzi di fortuna, è stato costretto dai parenti a laurearsi in una specializzazione che, essendo un creativo, odiava. ha rimediato con capacità e impegno, diventando a poco più di 40 anni direttore di un centro di ricerca a livello internazionale con più di mille dipendenti, dove ha contribuito alla realizzazione in Italia del primo impianto in fibra ottica autoprodotta.
intelligente e sensibile, severo ma buono e comprensivo, volitivo e determinato, senza però prevaricare, né sfruttare conoscenze importanti o trampolini politici. onesto, generoso, gentile, semplice, sicuro e soddisfatto di sé senza mai vantarsene.
non è tutto qui ma c’è quanto basta per amare un essere umano e non solo fisicità o illusioni.
Mezzouomo,
di certo apprezzabili i campioni di sintesi. molto più dei campioni di ipocrisia, ambiguità e comode omissioni.
Illustre Professore, mi è stato cassato uno dei più bei e raffinati post della mia carriera, col quale ho sperato di replicare all’altezza della sua ultima notazione. Un elzeviro che era improntato sulla generale presenza dell'”eccesso” nelle nostre vite, ed è un peccato che non possa averlo letto, sono certo che lo avrebbe gustato anche solo come esercizio stilistico. Quello che in fondo era, trattandosi di una pubblicazione destinata alla “terza pagina” del forum, quale dovrebbe essere questa chat. Posso solo trascriverLe il pensiero dell’Angiolieri col quale l’avevo concluso. Poeta che appartiene a una secolare tradizione letteraria goliardica improntata all’improperio e alla dissacrazione delle convenzioni, che si colloca sulla vetta di una scuola poetica parodistica che è quella dei poeti giocosi. Aggiungo, come eccesso di scrupolo, che ogni riferimento a fatti e persone era ed è da considerarsi interpretazione puramente personale.
S’i’ fosse foco.
“S’i’ fosse foco, arderei ’l mondo;
s’i’ fosse…. s’i’ fossi Cecco, com’i’ sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre, e vecchie e laide lasserei altrui”.
Ossequi.
E su Fantasma, un po’ di spirito; neppure alla sottile ironia del Professore ti è possibile accedere?
Che trisctesa, che saudade.
Fantasma, la verità che ho enunciato da Professore è purtroppo assoluta.
Se Napoleone avesse avuto un attrezzo da 4,5 cm avrebbe passato le sue giornate a scrivere languide lamentazioni, non su LaD (non c’era), ma sui famosi cahiers de doléances (all’epoca sfogavi lì la menomazione inflitta dal destino crudele).
Per conquistare l’Europa non doveva avere certi pensieri, nè certe inutili perdite di tempo.
Napoleone lo aveva da 23 cm, misura giusta e rispettabile ed adatta a un personaggio di potere, l’affare da 4,5 cm venduto come “pene di Napoleone” era un… tendine. E manco di Napoleone.
Il successo consente l’accesso all’eccesso di sesso, purchè il processo avvenga lontano dal solito…cesso.
Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire a candidarmi nella politica, per mettere uno “STOP” definitivo alle patenti e abolire queste maledette macchine. Non ho mai pensato di prendere la patente e nemmeno di avere una macchina, meglio ritornare ai vecchi tempi dei cavalli e le carrozze che non hanno mai fatto male a nessuno.
Sei un Amish in pectore. Vai in Pennsylvania, ti troveresti bene.
Anch’io comunque preferisco i cavalli alle automobili. Le orecchiette si fanno rigorosamente col sugo di brasciole di cavallo. Non le sopporterei fatte col parafango di una Skoda Octavia.
Professore, al di là di questa biasimevole mancanza di rispetto verso gli accademici laddiani, adesso aprostrofati pure col 71, la cosa davvero preoccupante è la constatazione di quanti siano coloro che ragionano col 16 in questo 73. E personalmente, tutti ‘sti 23 mi fanno venire ‘na 40 tanta. Peggio dell’89.