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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 66
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Categorie: - unclassified

Suzy, tu, come la maggioranza, con la tua risposta non fai altro che confermare in te quello che credi di riscontrare in me. Quindi se va bene siamo sullo stesso piano da quel punto di vista. Giudichi sulla base dei tuoi parametri di riferimento, e da questi ti fai un’opinione di un interlocutore, con la differenza rispetto a me che sei “politicamente corretta”. Che per certi versi è come essere vicini all’ipocrisia, anche se viene chiamata buona educazione dalle persone “perbene”.
Io non ho bisogno di dimostrare nessuna “forza”, perché sono perfettamente cosciente dei miei limiti e capacità, e li espongono al pubblico giudizio, accettando i confronti per mettere in discussione i principi a cui sono giunto con le mie forze. Ma mi aspetto un livello di risposte adeguate per continuare e rendere costruttivo un dialogo.
Tu per esempio, ritornando sulla soggettiva elaborazione ai dettami culturali coi quali ci regoliamo, hai ripetuto quello che ho sottolineato io più volte per il caso che mi riguarda, cosa che sarebbe superfluo da sottolineare perchè non hai capito che la “scoperta” è stata proprio l’azione perversa di quei dettami sui comportamenti dei singoli, e non il tipo di comportamento.
Qui ne trovi quanti ne vuoi di soggetti in quelle condizioni, l’ho già scritto, e tutti dipendenti da traumi da moralizzazione. Te li devo citare? Non credo.
Quindi che mi vuoi dimostrare? Che uno si butta sulla verginità femminile.>>>
pe-tu-làn-te
Impertinente, che pone insistentemente domande importune
dal latino: petulans participio presente di un ipotetico verbo petulare chiedere insistentemente, derivato di petere chiedere.
Il petulante, etimologicamente, sarebbe colui che pone domande con insistenza; però il significato attuale si è in parte emancipato dal nesso con la domanda: petulante è chi si esprime insistentemente e con un senso dell’opportunità praticamente assente. È impertinente, arrogante, dice costantemente la sua in maniera supponente, e mantiene una condotta invariabilmente invadente – riuscendo inevitabilmente noioso, se non fastidioso. Può essere petulante la bambina so-tutto-io, può essere petulante il tizio seduto in prima fila al congresso che smania per avere e tenere il microfono, può essere petulante il tono del fidanzato o della fidanzata che ci interroga pubblicamente sulla scorsa sera.
In una parola, il petulante è l’importuno, che ci si impone in modo martellante e insostenibile…
(Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/P/petulante)
—
è petulante Prezzemolino, che s’infila ovunque, per GIUDICARE o PRIMEGGIARE benché non abbia alcuna autorità o autorevolezza per farlo?
o è più petulante la comare Gollina, portinaia a tutto tondo del condominio LaD, che distrae e diverte solo se stessa?
qui, se non ci si stima più e ci si sopporta a malapena, ognuno dovrebbe limitarsi a dire la sua in merito alle idee evitando i pettegolezzi sugli utenti.
>>>, l’altra ha sposato Cristo, e un’altra ancora per sco.... senza problemi con la coscienza e la morale si auto convince di “amare”.
Poi arrivano quelli che meno ne sanno tanto più ti rimproverano di aver scoperto l’acqua calda, quando non è affatto banale aver indagato sui meccanismi di autogiustificazione di bisogni molto “moralizzati”, come lo è la pulsione sessuale. Sono gli stessi soggetti che di fronte a un quadro di Picasso sono capaci di dirti che anche loro sarebbero in grado di fare quegli scarabocchi.
Cosa vuoi “supporre” di fronte a questa gente. È già tutto chiaro qual’è il livello con cui ti confronti. Se la gente non fosse prevedibile e facilmente leggibile non sarebbero nate le religioni, gli Hitler o la pubblicità, per dire. I dettagli soggettivi di cui parli, sono solo lievi variazioni di percorso, ma la “meta” è sempre la stessa, per tutti. Ma quali “supposte” Suzy.
Senti cosa scrive forse il maggior antropologo del ‘900:
“Levi-Strauss opera una reale rottura fra società selvagge e società storiche: le prime sarebbero caratterizzate dal senso, dall’autenticità dalla trasparenza, le seconde dal potere, dall’inautenticità, dall’opacità…”. E andrebbe letto il resto.
Acqua calda vero? Lo sapevano tutti. Ma solo non appena lo “leggono” da altri. Hai idea invece in cosa si traduce quella “inautenticità” e “opacità”? Evidentemente no. Ecco perché perdo la pazienza coi “tubi” riempitor di destri.
Ma la comare “love expert” non ha mezzi propri per esporre il suo fastidio? Dimentica il gossip con cui gestiva il suo pollaio? Se leggesse i post che arrivano, senza pregiudizi, capirebbe che la vera “petulanza” non dá risultati.
C’è Fran che ha certamente sbagliato sul mio conto, vero? Si sarà trattato di una coincidenza, a distanza di un anno da quello che diceva il petulante dietrologo, o invece si tratta della capacità di andare oltre le apparenze? Perdona se te lo faccio notare. E non è neppure la prima persona a “sbagliarsi”.
Rossà, ma vedi d’annattene che sei la quintessenza dell’ovvio, come con le risposte che hai dato da “grecale”, e parla con cognizione di causa, non con la teoria supponente di chi ha vissuto tra quattro mura e crede di conoscere il mondo leggendone il libretto di istruzioni.
Tu ti senti “saputa” solo perché parli a chi ne sa appena meno di te. E sono la maggioranza come sappiamo. Cannon flesh, ” riempitor di destri, che di loro altro non resterà memoria…”
❤
https://youtu.be/NaGLVS5b_ZY
https://m.facebook.com/groups/441426929373812?view=permalink&id=690628254453677
e-go-tì-sta
Che ha una considerazione esagerata di sé
da egotismo, che è dall’inglese egotism, termine coniato nel 1714 dal giornalista Joseph Addison sulla rivista “The Spectator”, a partire dal latino ego ‘io’.
Per quanto l’ego, cioè l’io, ne resti la base comune, l’egoista e l’egotista sono distinti da caratteri molto diversi.
L’egoismo non emerge in un’alta considerazione di sé, ma nella ricerca del proprio vantaggio, nel pensare per sé: come scriveva Wilde, nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi. L’egotismo invece consiste nell’altissima considerazione di sé, in una smaccata presunzione, in una superiore valutazione di sé rispetto agli altri. Bollare qualcuno come egotista non lo dipinge come un utilitarista che si avvantaggia a scapito altrui. Può essere egotista il professore che trova nella propria opinione il massimo e unico valore accademico, il calciatore di successo durante l’intervista può sfoggiare un egotismo senza eguali (tanto che pare le partite le vinca da solo), l’adolescente egotista considera il proprio pensiero come l’unico degno di credito.
Questa parola (o meglio, il suo omologo inglese) fu coniata all’inizio del Settecento dal giornalista Joseph Addison sulla rivista “The Spectator”, per descrivere quegli autori che solevano scrivere con particolare larghezza “Io… Io… Io…”.
segue…
… segue
Il fertile contatto con le riviste letterarie italiane veicolò l’importazione di questo termine, che ha avuto un considerevole successo, anche in ambito psicologico.
Vale la pena ponderare anche la differenza fra egotista ed egocentrico: mentre il primo ha una considerazione suprema di sé, il secondo ha un’infima considerazione dell’altro da sé – o proprio non ce l’ha, essendo lui stesso il suo unico centro. Egotismo ed egocentrismo sono quindi qualità speculari, che è importante distinguere – per quanto spesso coesistano.
(Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/E/egotista)
—
che noia dover difendere la propria identità, almeno di tanto in tanto, da continui attacchi… per un sì, per un no, per un ma o per un se… senza contare il gusto malevolo di travisare o di affermare il falso…
se non ci si è mai soffermati sull’animo, gli obiettivi e la psicologia femminili, non è che quando si decide di farlo, alla soglia della terza età, tanto per capire qualcosa del passato amoroso della donna con cui si sono condivisi più di vent’anni di matrimonio, si rinnova la scoperta dell’America!
uno sfoggio di cultura PIU’ che banale: nient’altro che pacchi d’ordinaria amministrazione, racchiusi in nastri lussuosi, dai colori sgargianti!
se almeno si avesse il buon senso di non accanirsi nel voler dimostrare di essere superiori al resto del mondo, ad eccezione di chi evita di contrapporsi in modo netto, scevro da ipocrisia!
Buenas tardes … ?
Love in song
https://youtu.be/9sg-A-eS6Ig
Golem, vorrei soffermarmi sulla parte in cui sostieni di essere cosciente dei tuoi limiti. Mi piacerebbe che li esponessi, solo quelli, nudi e crudi. Se ritieni, non ho alcun problema a fare la stessa cosa.
Impaziente, allergico alla stupidità, insofferente alla finzione, intollerante con gli ottusi, egofilo, brutale verso il vittimismo e antijuventino (no l’ultimo è un pregio). Ma ce ne sono altri. Devo pensarci. Per i tuoi fai come ti pare. Vediamo se sei onesta. Bè poi naturalmente sono dietrologista, petulantista, egoticista e domani vedremo cos’altro.
Comunque, i difetti vanno saputi portare. Che i pregi stanno bene a tutti.
Io ho tanti difetti, ma ne dimostro meno. E comunque li porto benissimo, ahahah.
Oh, la sciura sta sfogliando il dizionario degli aggettivi. Mettesse un “empatico”, “altruista”, “modesto” come lo è lei allora si che mi offenderei. Anche nelle critiche è mortifera. Stasera va Egotista/Egocentrico. E dovrei sentirmi colpito dall’avere eventualmente tratti caratteriali che hanno tutti? Lei sopra tutti, ma ben celati. Io invece non lo nascondo. Soprattutto a me stesso.
Poi parla della “nuova scoperta dell’America” con professorale ironia, lei, che può vantare una sconfinata esperienza in quel campo di esplorazione della vita per la quale è seconda solo alla Sibilla. A leggere entrambe è come se avessero esplorato tutti i più reconditi anfratti dell’eros. Poi dici se la fantasia non fa brutti scherzi.
Ma allora, vediamo d’annaccene o no?
P.S. A Ross suggerisco “querulo” per la prossima puntata di…”UN AGGETTIVO AL GIORNO”. Vediamo se ci si ritrova.
tra-vi-sà-re (io tra-vì-so)
Distorcere, alterare
composto di tra oltre, diverso e viso.
Se ci si copre o camuffa il viso, segno dell’identità, lo si fa per falsare la realtà – e gli scopi di solito non sono dei migliori. Rendendosi irriconoscibili è più facile ingannare, più facile compiere azioni losche. Da questo travisare nel senso di mascherare traiamo il più comune distorcere, l’intendere o fare intendere qualcosa di sbagliato, che resta comunque un apporre una maschera, un trasformare qualcosa facendolo parere diverso da quel che è.
Il fazioso traviserà quanto detto da altri durante una discussione per sostenere le proprie tesi; lo studente traviserà, senza cattiva volontà, quanto oscuramente intendesse il professore; si traviserà una semplice cortesia per un tentativo di ottenere favori.
(Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/T/travisare)
—
vero che in tutti c’è un qualche accenno, anche minimo, di difetti comuni all’intera umanità. spetta a ognuno riconoscersi in alcuni in modo più netto che non in altri.
sempre utile avere un specchio in cui riflettersi, e su cui riflettere… ammesso che si abbia l’intento e l’UMILTA’ di farlo, almeno di tanto in tanto!
què-ru-lo
Lamentoso
dal latino: queri lamentarsi.
Non si tratta di lamentele serie. Chi è querulo si lamenta per cose da poco, e in maniera vezzosa. E il suono della parola connota bene questo significato.
Ciononostante è una parola sorridente, non aggressiva: quindi i piagnistei da parrucchiere, se queruli, vengono visti bonariamente, senza giudizi altezzosi o infastiditi.
(Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/Q/querulo)
—
mi lamento di continuo?
direi di no.
mi lamento per piccoli guai, in modo vezzoso?
quasi certamente sì, ma più nel reale che qui. è un’alternativa per evitare, quando possibile, di lamentarmi per aspetti o eventi seri. cosa che, comunque, faccio abbastanza di frequente, ma nei dettagli solo con con chi so in grado di capire, per esperienza condivisa o per empatia.
per la serenità mi basta una passeggiata nel verde, un libro, un film in tv o la fiducia conquistata con un anno di tenere attenzioni da parte di un animaletto da compagnia, incline per indole all’isolamento.
per la gioia, mi basta un gelato, una fetta di torta, una manciata di picoli frutti o la contemplazione della natura, in particolare della grazia e dei colori dei fiori. vivo nelle stagioni, godendone tutte le sfumature.
ma… credo che niente possa essere paragonabile a contatti umani positivi, sia reali che virtuali. soprattutto per chi ha una quotidianità di solitudine. un mondo ristretto non può che enfatizzare l’essenza dei suoi più basilari valori.
Mmmh Golem, apprezzo il tentativo ma, come immaginavo, hai riportato quelli che per te sono pregi. I limiti sono qualcosa che ti impedisce di essere quello che vorresti. Dai, non barare sempre!
Su di me posso dire i miei attuali limiti, perché magari in futuro potrebbero non esserlo più : estremamente dura e diffidente verso le nuove conoscenze, mi entusiasmo con facilità e altrettanto mi scoraggio, intransigente verso me stessa e verso le persone a cui voglio bene, dogmatica su alcuni miei principi, disordinatissima, permalosa e troppo nostalgica. Sicuramente ne ho dimenticati molti altri.
Riconoscete qualcuno in questa descrizione ?
https://philfree.blogspot.it/2008/03/il-signor-sotuttoio.html
Pax,
Riprendo dal tuo intervento 3049, scusami se non ho scritto in questi giorni ma ero in vacanza e avevo poco tempo da dedicare al forum.
Non mi è ben chiaro il motivo della tua espulsione dalla riunione, poco tempo fa ho partecipato ad una riunione anpi ed è stato necessario allontanare una persona perchè su un fronte di 100/150 persone pretendeva di parlare solo lui, gli è stato dato modo di esprimersi ma quando è uscito abbondantemente dai suoi min di intervento, è stato allontanato, questo per dare spazio anche agli altri di intervenire, cosa che lui non permettava.
È successo così anche a te? Perchè dici che non eri per niente agitato, quindi non capisco il motivo dell’allontanamento.
Altra cosa:
Dici che eri solo contro 400, ma poi dici che la decisione finale è stata presa da soli 30 persone (a maggioranza immagino)perchè gli altri 370 avevano abbandonato.
Non è molto chiaro, perchè quei trenta hanno cambiato idea? Hai saputo cosa ha causato l’abbandono dei 370? Infine, quando dici che all’uscita evitavano di guardarti, parli dei soli 30 rimasti? Gli altri 370 sono rimasti fermi nelle loro idee o hanno cambiato opinione?
Insomma, un sacco di domande, se vuoi rispondermi ne saró lieto, altrimenti non c’è problema.
Ma una defezione così massiccia da un assemblea mi sembra alquanto bizzarra, poi mi chiedo se i restanti 370 studenti abbiano aderito alla delibera dei soli trenta rimasti interrompendo l’occupazione.
Fammi sapere
Sicuramente hai dimenticato che non stai in grazia di Dio. Vai a confessarti!
No Suzy, quelli sono limiti, e lo sai bene. Io sono me stesso, da sempre e ne pago le conseguenze. Nonostante non mi possa lamentare dei traguardi raggiunti avrei potuto arrivare a livelli molto più elevati socialmente se non avessi quei limiti. Purtroppo se uno è un fesso con me lo capisce che lo penso, fosse anche Dio: non riesco a trattenermi.
Ricordo un certo professor Rosso alle medie (avviamento al lavoro. Le medie dei proletari) che mi anticipò quanto ti sto dicendo, e a scuola sono stato sempre molto bravo, e senza fare il secchione. Mi fregava la “condotta”.
Da giovane adulto, un AD mi promise che avrei fatto una carriera di altissimo livello per le qualità che mi riconosceva, ma il prezzo era nel motto latino che pronunciò per farmi capire l’antifona: “do ut des”. Che tradotto dal politichese era entrare in un giro di tangenti milionarie per fare da collettore, diventando uno schiavo ricco quanto ricattabile. Sono un pessimo elemento, ma non sono sul mercato. Troppo anarchico per essere vendibile.
Belli i tuoi “difetti”, classici direi. Hai dimenticato “buonista”, che è un retaggio della tua educazione vetero cattolica con sfumature idealistiche. Non è colpa tua. Tu come Rossana non ve ne accorgete neanche. Forse è un bisogno di espiazione dei sensi di colpa che quella educazione vi ha inculcato, che in certi momenti vi fa apparire grottesche nella strenua difesa dei cosiddetti “deboli”. Che peraltro manco ve lo chiedono. >>>
>>>
Si, sei dogmatica, e quella una tua debolezza. Ti manca forse una visione del mondo piú ampia e meno idealizzata. Serve l’esperienza. Sei giovane. Hai tempo
Parlami dei miei limiti visti da te.
Tralascia egotico, travisatore e gli altri due che conosciamo già.
Ciàciacciàvo
Walk, sei scusato per le ferie.
Forse sei più giovane di me, ma ai miei tempi le assemblee erano infuocate. L’occupazione finì perché alla fine non c’era più nessuno disposto ad assumersi gli oneri ed i rischi. Quelli che se ne andarono prima erano quelli che delegavano oneri e rischi agli altri… e che occupare è bello. 10 giorni prima vi fu una carica della polizia in un’altra scuola con 7 feriti. Noi cominciammo in contropiede fopo che finirono gli altri.
Peró, originale come sempre. Secobdo mè è più interessante quella del signor “Crededisaperetuttolui”. Anche più tragica direi.
Golem, guarda che la mia difesa dei “deboli” è puramente egoistica: io difendo semplicemente la mia potenziale libertà non ancora espressa. Se, ad esempio, scrivessi una lettera a mia madre morta, mi uscirebbe il fumo dalle orecchie a leggere certi commenti. Guarda, è da diversi anni che cerco di liberarmi dalle catene del sostrato cattolico, soprattutto sul senso di colpa, ma la strada è ancora molto lunga. Mi sento in colpa persino quando ho la febbre e non posso lavorare, figurati! Credo di avere un senso di colpa nel cassetto per ogni persona a cui voglio bene; ho cercato di fare pulizia ma invano, mi ritornano fuori quando meno me l’aspetto. Ho una predilezione per i disadattati incazzosi ( odio chi si fa commiserare), che poi sono quelli che più si legano a me. Ah, ho dimenticato che sono polemica per sport, te ne sei accorto?;)
Il tuo limite più grande, secondo me, è che non ascolti veramente il tuo interlocutore. Sei molto rigido nell’incasellare le persone e non torni mai indietro a revisionare i tuoi giudizi. Questo si collega all’eccessiva coerenza che, per me, è sempre un limite, perché non ti permette di esprimerti anche in contrasto, ogni tanto, con ciò che sei stato fino a ieri. Poi utilizzi la tua cultura molto spesso come arma contro gli altri; sarebbe bello invece condividere, mettere a disposizione…
Suzy, l’intervento nella lettera della mamma non era certo per ironizzare con l’autrice della medesima, ma per chi si intrufola per farsi “notare”, ostentando un “dolore” che richiederebbe più discrezione secondo me.
Tu non te ne accorgi, ma è una forma di ostentazione vittimistica che utilizza una sincera sofferenza altrui per far sapere che la sua non lo è da meno. Sai quanta gente c’è che ha avuto lutti dolorosi? Tutti, me compreso, come saprai. Ne ho parlato a suo tempo per spiegare un certo iter sentimentale che la povera “Virkus” non ha potuto seguire, (e se anche lo avesse fatto non avrebbe capito niente, perchè tu no, ma io so chi è) ma non trovo elegante andare a rimorchio di certe cose.
Comunque, io la penso così.
Si li incasello e raramente mi sbaglio. Mi spiace sottolinearlo, ma a Fra che mi scrive dopo un anno dicendomi che avevo ragione (e non è stato il solo) avrei dovuto rispondere che lo sapevo già un anno fa, proprio perché sono certo di quello che dico.
Permettimi di dirti che sai che ti stimo per l’intelligenza, devo avertelo già detto credo, e se anche posso farti male non dico quello che penso di te con questa intenzione, ma solo perché lo ritengo onesto. Ma verso certi tubi digerenti, stupidi, invidiosi e ottusi non ho pazienza. Non posso rispettarli.
In te vedo la possibilità di un dialogo, con altri è impossibile.
La cultura come arma? E cosa dovrei fare, adeguarmi allo scontato, ai luoghi comuni, agli stereotipi? >>>
>>> Ma non vedi quante banalità si leggono? Avrai seguito la nota vicenda nel quale prevaleva “l’acqua calda” come replica ai miei ingenui tentativi di portare il discorso su un livello più adeguato, puoi dire onestamente che lo facessi per ostentare sapienza, e verso chi? Verso chi non capendo e non sapendo voleva portare il dialogo su un piano da litigio da pianerottolo? Suzy, qui c’è molta gente che viene per vincere dei complessi che non sa neppure di avere, presentandosi con la faccia di chi è credibile perché segue una certa “etichetta”, ma finge, perché è solo in cerca di visibilità. E attenzione, non mi sto riferendo in particolare, ma in generale. Certo vi sono particolarità “straordinarie” in questo senso, ma io le scovo, e non lo faccio solo qui. Ho decine di anni di esperienza con pochissimi sbagli.
Detto ciò mi fa piacere che parli liberamente del senso di colpa e delle sue conseguenze, da cui farai bene a liberati senza pentimenti Quello è uno dei grandi peccati che la sottocultura cattolica ha da farsi perdonare, che ha fatto, fa e farà all’umanità che è stata, è e sarà sottoposta alla sua “disciplina”. Cristo si è fatto ammazzare per noi e noi dobbiamo sentirci in colpa per questo. Questo è quello che mi dicevano alla Casa Buoni Fanciulli durante il catechismo. “Scusa don Mario, ma perché Gesù si è fatto uccidere per me, e io mi devo sentire in colpa. Io non glielo avrei mai chiesto.” “Zitto Golem, sei sempre il solito. E vai a confessarti”
Pax, le riunioni di quel genere sono sempre infuocate e sempre lo saranno, per questo alle volte è necessario allontanare gli esagitati.
Alla fine non mi hai detto il motivo del tuo allontanamento, se eri calmo e hai espresso un parere che poi hanno anche approvato, non mi spiego il gesto… Forse si tratta di un motivo politico, forse eri l’unico rappresentante di una forza politica di opposizione, in quel caso non potevi aspettarti altro, eri considerato un disturbatore a prescindere.
Io ho superato di qualche anno i quaranta, quando frequentavo la scuola era ancora una novità l’occupazione, di solito le proteste erano scioperi di qualche giorno, non ho mai assistito ad assalti della polizia, si risolveva tutto in modo abbastanza pacifico.
Comunque, tornando al concetto “soli contro tutti”, ribadisco che non sono contrario alla difesa e alla libera espressione dei propri pensieri, ci mancherebbe, contesto solo il modus operandi, se la tua libertà di espressione risulta molesta nei confronti della comunità, allora ritengo che la tua libertà si trasformi in una sorta di imposizione.
Io penso pax che nel tuo esempio, hai sbagliato il modo di porti nei confronti dell’assemblea, perchè hai solo ottenuto un allontanamento, viceversa i restanti trenta partecipanti hanno avuto il comportento giusto da tenere in questi casi ed infatti hanno ottenuto l’approvazione dell’assemblea.
i-pò-cri-ta
Falso, che finge.
dal greco: ypo sotto krinein spiegare. Nell’antica Grecia l’ypokrites era l’attore.
Di questi tempi mi pare che quella degli ipocriti sia diventata una categoria generale, un mare magnum, un canale di scolo: quando qualcuno delude, quando fa scelte impreviste che feriscono, quando mente, quando, insomma, il suo comportamento e i suoi sentimenti sfuggono alla comprensione, allora lo si chiama ipocrita, bollandolo, sigillandolo in uno scatolone e rinunciando a comprendere i suoi perché – e perciò rinunciando a reagire con intelligenza.
A chiunque è certo capitato di vedere scritte frasi profonde come “Io odio i falsi e le falsità” “Io odio gli ipocriti e le ipocrisie”. Sono ovunque. Modi come altri per dire “Io rinuncio a capire”.
Quella che grossolanamente si liquida come finzione e ipocrisia è spesso il risultato di profondi moti interiori: non è possibile, con due soli occhi, percepire contemporaneamente e in maniera diretta ogni sfaccettatura di un gioiello – ci si deve arrivare con l’intuizione, senza tarparla bollando prematuramente la persona di ipocrisia.
Farlo o non farlo è una scelta, e qualificare sbrigativamente le persone come ipocrite e false rende pretenzioso il voler essere compresi.
(Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/I/ipocrita)
—
non mi sento PER NIENTE ipocrita. tendo a minimizzare l’importanza di quanto affermo, o ad affidarlo a voci altrui, che, di per sé, non sembra un gran male…